Ennesima strage a New York. Sbaglia Trump: non è un folle ma un terrorista islamico che obbedisce ad Allah e a Maometto

Buongiorno amici. Un terrorista islamico di 29 anni, sposato con tre figli, ieri ha perpetrato l’ennesima strage a New York. A bordo di un furgone a noleggio ha percorso a tutta velocità per oltre un chilometro una pista ciclabile dove si svolgeva una gara ciclistica, uccidendo subito 6 persone mentre 2 sono morte poco dopo per infarto in ospedale. Altre 15 persone sono rimaste ferite. Poi è sceso dal furgone impugnando una pistola sparachiodi e una che spara proiettili a inchiostro urlando "Allah Akbar", Allah è il più grande. E' stato bloccato da un agente che ha sparato ferendolo all’addome. Nel furgone è stato trovato un documento con la scritta in arabo: "Agisco in nome dell'Isis", lo “Stato Islamico in Siria e Iraq” che si è trasformato nella roccaforte del terrorismo islamico globalizzato. Attraverso il sistema di messaggistica Telegram l’Isis aveva esortato i terroristi islamici a perpetrare una strage: "Attaccate la parata di Manhattan".

Il terrorista islamico si chiama Sayfullo Habibullaevic Saipov, è di origini uzbeke, ha una lunga barba, è arrivato negli Stati Uniti nel 2010 e possiede la "Green Card", il permesso di residenza permanente negli Stati Uniti. 

Ebbene il Presidente americano Trump ha scritto: “Quello di New York City sembra un altro attacco opera di una persona molto malata e folle”. 

Cari amici, purtroppo Trump si sbaglia di grosso, di fatto sta rinnegando quanto aveva promesso nel discorso di investitura lo scorso 20 gennaio di eliminare il terrorismo islamico dalla faccia della terra. Il terrorista islamico non è genericamente “una persona molto malata e folle”. È certamente una persona che ha subito una mutazione sul piano mentale ed affettivo che lo trasforma in robot della morte, che lo porta a disconoscere il valore della sacralità della vita propria e altrui al punto di aspirare di morire dopo aver ucciso il maggior numero possibile di “nemici dell’islam”. Ma ciò avviene non per un impazzimento improvviso, ma subendo un lavaggio di cervello inculcandogli ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che Maometto ha detto e ha fatto. 

Ecco perché l’Occidente sarà condannato a perdere la guerra scatenata dal terrorismo islamico fintantoché non prenderà atto che si tratta di una guerra a tal punto globalizzata da essere ormai diventata autoctona ed endogena; che questa guerra è scatenata nel nome dell’islam ottemperando letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che Maometto ha detto e ha fatto; che per vincere questa guerra dobbiamo scardinare la “fabrica del terrorismo islamico” che si fonda sul lavaggio di cervello che trasforma le persone in robot della morte e non limitarci ad intercettare i singoli terroristi che sono solo la punta dell’iceberg.