Il Presidente della Camera Fico vuole tagliare i vitalizi degli ex parlaLmentari alimentando l’invidia e lo scontro sociale. Ma è incostituzionale. Ciò che serve agli italiani è il lavoro

Buongiorno amici. Il Movimento 5 Stelle immagina di cambiare l’Italia togliendo ai ricchi e dando ai poveri. Solo che i Robin Hood all’Italiana dimenticano che un conto è fare giustizia in seno a una piccola comunità primordiale dove la gente si accontenta del minimo necessario per sopravvivere, un altro conto è governare uno Stato di 60 milioni di abitanti. I grillini o pentastellati vorrebbero farci credere che l’economia italiana si risanerà e lo sviluppo decollerà togliendo i vitalizi agli ex parlamentari e elargendo il reddito di cittadinanza pari a 780 euro al mese a milioni di italiani disoccupati, inoccupati, esodati o pensionati in difficoltà. Taglio dei vitalizi e reddito di cittadinanza sono solo delle manovre elettorali che raggirano gli italiani per carpirne il voto alle prossime elezioni. L’unica soluzione credibile per il rilancio dello sviluppo è la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro che si traducano nella produzione di beni e servizi reali. Per farlo non c’è alternativa che riscattare la nostra sovranità monetaria, legislativa, giuridica, sul piano della sicurezza e della difesa.

Ebbene di tutto ciò non c’è traccia nel cosiddetto “Contratto di governo” sottoscritto dal Movimento 5 Stelle e Lega. Ciò che ci danno in pasto sono dei surrogati delle soluzioni reali, un vero e proprio inganno dei cittadini che loro si vantano di rappresentare. Innanzitutto non si era mai visto un Presidente della Camera, qual è Roberto Fico, che dopo aver offeso la Patria assistendo con le mani in tasca e senza cantare l’inno nazionale nella commemorazione della strage di Capaci e mostrando il pugno chiuso alla Festa della Repubblica, opera come se fosse un rappresentante del Movimento 5 Stelle anziché il rappresentante di tutta la Camera dei deputati e la terza carica dello Stato. Non dovrebbe spettare a lui promuovere la legge sul taglio dei vitalizi con una modalità arbitraria sul piano procedurale e incostituzionale sul piano giuridico. I vitalizi sono stati aboliti nel 2012, ma quelli già assegnati giustamente non sono stati toccati. Ebbene il Movimento 5 Stelle ha lanciato una crociata contro i vitalizi già assegnati. Dato che il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, non è d’accordo, Fico ha preso l’iniziativa di avviare una delibera per il taglio dei vitalizi soltanto agli ex deputati. Si tratta di 1338 ex deputati che si vedrebbero ricalcolare l'assegno mensile in base al sistema contributivo, che è in vigore dal 2012 per i parlamentari delle ultime legislature. Altri 67 ex membri della Camera, che hanno al loro attivo più di 4 legislature, saranno invece esonerati dai tagli, che arriveranno fino al 50% dell'importo. Il risparmio, annunciato dallo stesso Fico, sarà di 40 milioni di euro: «Quaranta milioni di risparmi, un ulteriore passo per il superamento definitivo dei privilegi». Ma la proposta è di fatto incostituzionale sia perché verrebbe applicata in modo retroattivo ledendo dei diritti acquisiti sia perché si applicherebbe solo a un ramo del Parlamento, alla Camera, e non al Senato.

Cari amici, in uno Stato che ha un Pil di 1600 miliardi di euro e dove la metà del Pil, circa 800 miliardi di euro, sono il costo della pubblica amministrazione, 40 milioni di euro non cambiano nulla. Voler far credere che il taglio dei vitalizi di 1338 ex deputati per risparmiare 40 milioni di euro sarebbe la battaglia di civiltà che ristabilirebbe la giustizia e risanerebbe il bilancio pubblico, significa prendere in giro gli italiani. L’unico rischio reale è di innescare un conflitto intestino con la rivolta di tutti coloro che giustamente temeranno per la perdita di diritti acquisiti. Uno Stato serio non prende in giro i cittadini, non toglie loro ciò che è stato concesso legalmente. In ogni caso le leggi varate oggi non possono essere retroattive. Il Movimento 5 Stelle sta pericolosamente alimentando l’invidia e lo scontro sociale, mentre ciò di cui gli italiani hanno bisogno è ben altro: lavoro, lavoro, lavoro.