Il Tribunale di Padova giudica il matrimonio di due musulmani sulla base della sharia come se fossimo uno Stato islamico

Cari amici, vi segnalo questa notizia diffusa dalla principale agenzia di stampa italiana con il titolo:

Divorzio 'marocchino' per coppia Padova

Giudici applicano per la prima volta a coppia regole tradizione

(ANSA) - PADOVA, 7 OTT - Il tribunale di Padova ha riconosciuto per la prima volta in Italia il pagamento del sadaq (dono di matrimonio) e di quello "di consolazione", applicando per una coppia che si era rivolta ai giudici per sciogliere l'unione le regole del divorzio previste in Marocco, il Paese di origine delle due famiglie, che non prevede la fase della separazione. Protagonisti sono due giovani poco più che ventenni: lui è arrivato in Italia quando era bambino, lei è nata sul suolo italiano da genitori immigrati dal Marocco e ha la doppia cittadinanza. Si sono sposati nel 2014 ma l'unione è naufragata in breve tempo.

Ebbene cari amici in uno stato di diritto che si rispetti la legge nazionale prevale sulla legge di uno stato straniero. Nel caso specifico non si tratta solo della legge del Marocco, ma della sharia,la legge islamica che è del tutto incompatibile con la legge italiana. La ragione è molto semplice: l’islam concepisce la donna come un essere antropologicamente inferiore. L’uomo può sposare fino a quattro mogli contemporaneamente, le può ripudiare a piacimento, le può picchiare se disobbediscono ai suoi ordini. In questo contesto il matrimonio non è né un sacramento religioso né un istituto salvaguardato dallo Stato, ma un semplice contratto privatistico tra due famiglie. Di fatto la donna è ridotta a oggetto sessuale e viene venduta in cambio di una dote che consta di beni materiali o denaro. È semplicemente inaccettabile. Il giudice che ha avallato il primato della sharia in Italia ha commesso un arbitrio assoluto che viola e umilia il nostro stato di diritto.