Mattarella vuole la fine dell'Italia come Stato nazionale in seno all'Unione Europea. Servono un Governo e un Presidente autenticamente sovranisti. Ma per ora non ci sono

Cari amici, buongiorno e Buon Anno. Cominciamo il nuovo anno con una riflessione sul tema fondamentale: quale futuro ci attende? Ebbene, secondo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il futuro che ci attende è di essere fagocitati dall'Unione Europea con la scomparsa dell'Italia come Stato nazionale sovrano.

Nel suo discorso di Capodanno, dopo aver premesso che «sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme», Matterella ha detto: «La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole.»

Poi ha evocato la tragica fine di Antonio Megalizzi, lo sfortunato giovane di 29 anni, aspirante giornalista, che lo scorso 11 dicembre è stato ucciso da un terrorista islamico durante un attentato al Mercatino di Natale a Strasburgo. Mattarella ne ha fatto un'icona dell'europeismo: «Vorrei rinnovare un pensiero di grande solidarietà ai familiari di Antonio Megalizzi, vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei. Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia. Comprendeva che le difficoltà possono essere superate rilanciando il progetto dell’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all’odio, della pace».

Infine ha enfatizzato il peso e il valore delle prossime elezioni del Parlamento Europeo che si terranno il prossimo maggio: «Quest’anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell’Unione i popoli europei, a quarant’anni dalla sua prima elezione diretta. È uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne. Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenità e sia l’occasione di un serio confronto sul futuro dell’Europa».

In realtà il Parlamento Europeo è l'istituzione che in assoluto conta poco o nulla. Il vero potere legislativo è nelle mani della Commissione Europea, che è anche depositaria del potere esecutivo. Oltre ad essere un'istituzione onerosissima con ben tre sedi (Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo). Ma tuttavia è una realtà pesantemente invasiva e condizionante, considerando che ben l'80% delle nostre leggi nazionali sono la semplice trasposizione delle direttive e dei regolamenti decisi dalla Commissione Europea e approvati dal Parlamento Europeo.

Cari amici, non sarà l'esito delle prossime elezioni del Parlamento Europeo a cambiare il nostro destino. L'Italia potrà cambiare solo riscattando la sua sovranità, affrancandosi da questa Unione Europea che è una vera e propria dittatura, che ci ha spogliato della nostra sovranità, ha devastato il nostro sistema di sviluppo, ha impoverito gli italiani, ha sovvertito la nostra civiltà a dimensione d'uomo. A tale fine servono sia un Governo che sia autenticamente sovranista, favorevole all'uscita dell'Italia dall'Unione Europea (e l'attuale Governo non lo è al pari dei precedenti), sia un Presidente della Repubblica che, ottemperando alla nostra Costituzione, difenda e riscatti la nostra sovranità nazionale (e Mattarella non lo fa).

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