Non mi riconosco e mi vergogno sia della partitocrazia consociativa sia dell’opposizione che specula sulla denuncia: tutti vogliono il monopolio del potere

Buongiorno amici. Io non mi riconosco e mi vergogno di un Governo e di una classe politica, che include forze della maggioranza e dell’opposizione, che continuano a confezionare leggi elettorali su misura, ad personam, per garantire il perpetuamento di un potere consociativo in cui ci si spartiscono le poltrone, e ad excludendum, per impedire l’avvento al potere di altre forze politiche escluse dal patto palese ma non ufficiale del consociativismo.

Non mi riconosco e mi vergogno di un’opposizione che specula sulla denuncia fine a stessa, protestando nell’Aula della Camera dei deputati urlando, alzandosi in piedi e ostentando gesti minacciosi, sventolando copie del regolamento parlamentare e lanciandole nella direzione degli spazi riservati al Governo, sbattendo violentemente la ribaltina di legno per fare rumore, precipitandosi fuori dalla sede del Parlamento con il megafono per aizzare la gente contro il Governo e le forze politiche che hanno approvato la proposta della nuova legge elettorale, con l’unico vero obiettivo di aggiudicarsi visibilità mediatica. 

Non mi riconosco e mi vergogno di una democrazia ridotta a partitocrazia, in cui tutti i partiti indistintamente hanno monopolizzato il potere trasformandolo in una proprietà esclusiva dei partiti, concependo il potere come il traguardo da conseguire costi quel che costi.

Cari amici, dobbiamo impegnarci in una autentica rivoluzione culturale che diffonda il più possibile informazione corretta, promuova formazione costruttiva, consenta al maggior numero possibile di italiani di agire da protagonisti per affermare una cultura politica e dar vita ad una classe politica che mettano al centro il bene dei cittadini e l’interesse nazionale dell’Italia. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.