Oggi è la “Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani”. Mattarella, Papa Francesco e i governanti del mondo operino concretamente per aiutare i giovani nei loro Paesi e reprimere la criminalità organizzata

Buongiorno amici. In una sorta di calendario globalista, le Nazioni Unite, l’organizzazione del tutto inadeguata a conseguire la pace nel mondo anche se ci costa un fiume di denaro che all’80 per cento vanno a finire nelle tasche dei suoi dipendenti, oggi ha indetto la “Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani”. 

In un rito che si ripete anno dopo anno, i capi di Stato intervengono per deplorare questo crimine contro l’umanità. Il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto: “La schiavitù ha rappresentato una delle maggiori vergogne dell'umanità. Oggi, Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, ci impone di ribadire la condanna e la battaglia contro ogni forma di schiavitù, vecchia e nuova. Terreno agevole per queste nuove forme di schiavitù è il fenomeno migratorio. Nessun Paese è immune da questa sistematica violazione della dignità umana e nessuno deve avere la tentazione di guardare altrove".

"Sono circa 40 milioni le persone vittime delle nuove schiavitù. Numeri impressionanti che hanno spinto le Nazioni Unite ad adottare l'obiettivo di eliminare il traffico di esseri umani entro il 2030. Si tratta di degenerazioni della nostra società, piaghe da eradicare con fermezza che interrogano le nostre coscienze e ci chiamano a una reazione morale, a una risposta adeguata con un maggiore impegno culturale e civile".

Papa Francesco domenica, all'Angelus in Piazza San Pietro, ha denunciato questa "piaga" che "riduce in schiavitù molti uomini, donne e bambini con lo scopo dello sfruttamento lavorativo e sessuale, del commercio di organi, dell'accattonaggio e della delinquenza forzata. Anche qui a Roma". Papa Francesco ha sostenuto che "le rotte migratorie sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta. È responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine. Preghiamo la Vergine Maria perché nel mondo prevalgano i programmi dedicati allo sviluppo, all'alimentazione, alla solidarietà, e non quelli dell'odio, degli armamenti e della guerra".  

Cari amici sono totalmente d’accordo con il Presidente della Repubblica e con Papa Francesco nell’equiparare la tratta di esseri umani alla schiavitù, nell’individuare nei cosiddetti “migranti” i nuovi schiavi, nell’esigere che si ponga fine a questo crimine contro l’umanità, nel richiedere al mondo intero di contribuire per risolvere i problemi di fondo che consentono questo sfruttamento di altre persone. 

Ma mi domando: perché aspettare fino al 2030 cioè per altri 12 anni? Se il mondo intero lo volesse, questo crimine globalizzato potrebbe essere sconfitto in 24 ore. La soluzione è palese ed è facile: bisogna aiutare nel modo più generoso ed efficace possibile queste masse di giovani, dando loro una adeguata formazione, a diventare i protagonisti dello sviluppo dei loro paesi, affinché siano messi nella condizione di vivere dignitosamente a casa loro. In parallelo bisogna reprimere nel modo più drastico ed efficace possibile la criminalità organizzata che, avvalendosi dell’azione discutibile delle Ong del micro-credito nei Paesi del Terzo Mondo, delle Ong del trasporto navale nel Mediterraneo, delle Ong dell’accoglienza in Italia e in Europa, con la tacita ed irresponsabile complicità dei Governi e della Chiesa, ha dato vita al giro d’affari più lucroso sulla Terra, più redditizio del traffico della droga.

Concludo: la “Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani” non deve essere un rito da celebrare anno dopo anno, l’occasione per denunciare tutto e tutti senza che però nulla cambi. Se Mattarella, Papa Francesco e i governanti del mondo fossero veramente sinceri, ebbene che passino dalle parole ai fatti. Diversamente saremo costretti a prendere atto che predicano bene ma razzolano male, che sono collusi con la strategia globalista che mira, attraverso questo esodo epocale di giovani, ad abbattere le frontiere ponendo fine agli Stati nazionali, a scardinare le identità localistiche per condannare a morte la nostra civiltà, a imporre un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato allo strapotere della Grande Finanza con una umanità omologata e omogeneizzata in cui ciascuno di noi sarà ridotto a semplice strumento di produzione e di consumo della materialità al piu basso costo possibile.