Buongiorno amici. Silvia Romano ha parlato. Ha detto di essersi convertita all’islam per sua spontanea scelta e che ora si chiama Aisha, il nome della moglie-bambina prediletta di Maometto che lui sposò nel 630 quando aveva 50 anni e lei aveva 6 anni, e consumò il matrimonio tre anni dopo quando Aisha aveva 9 anni. 

Ma ha negato sia di essersi sposata con uno dei terroristi islamici suo carceriere sia di essere incinta. La notizia del suo matrimonio islamico durante la sua prigionia era stata pubblicata dalla stampa italiana sulla base di informazioni raccolte dai Servizi segreti che per 18 mesi hanno operato per il suo rilascio in cambio di un riscatto. La notizia della sua gravidanza si deve al fatto che ieri nella saletta dell’aeroporto di Ciampino subito dopo il suo ritorno in Italia, Silvia Romano per un paio di volte ha appoggiato la mano alla pancia e in un caso ha accarezzato velocemente la pancia come accade a una donna incinta quando si muove il feto che porta in grembo. 

Restano gli interrogativi e le perplessità sul pagamento di un riscatto ai terroristi islamici somali di Al-Shabab, che secondo il Corriere della Sera è stato tra i 2 e i 4 milioni di euro. Sulla collaborazione determinante dei Servizi segreti della Turchia di Erdogan, legato sia agli estremisti islamici dei Fratelli Musulmani e di Hamas, sia ai terroristi islamici dell’Isis e di Al-Shabab. Sull’inverosimile conversione spontanea all’islam di una giovane catturata quando aveva 23 anni da criminali in Kenya e venduta ai terroristi islamici somali di Al-Shabab, la cui ragione di vita è imporre la dittatura islamica ovunque nel mondo. Sulla strumentalizzazione politica fatta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si è fatto immortalare al fianco di Silvia Romano sostenendo che “lo Stato c’è, c’è sempre, e non si lascia mai distrarre da tutti i suoi compiti, su tutti i fronti”, in un momento in cui dovrebbe vergognarsi e rassegnare le dimissioni per aver devastato l’economia italiana e ridotto in povertà almeno venti milioni di italiani a causa della sua scellerata gestione dell’emergenza del Coronavirus.

Cari amici, probabilmente già da domani i grandi mezzi di comunicazione di massa non si occuperanno più della vicenda di Silvia Romano. E lei manterrà il riserbo sui fatti accaduti nei 18 mesi di prigionia nelle mani dei terroristi islamici di Al-Shabab che ieri ha difeso dicendo “sono stata trattata sempre bene". Lo spettacolo del commovente abbraccio di Silvia Romano con i suoi genitori e familiari resterà la copertura ben accetta di una vicenda che è preferibile archiviare per non dover svelare dei fatti inquietanti sul rapporto tra lo Stato e i terroristi islamici, più in generale sulla strategia di islamizzazione dell’Italia e dell’Europa.