Un professore critica l'islam. La preside lo sospende, lo sanziona e lo denuncia come

Buongiorno amici. È incredibile che in Italia si assumano comportamenti di stampo stalinista nei confronti di chi critica fondatamente e civilmente l'islam come religione. 

Il professor Pietro Marinelli, docente di Diritto all'Istituto Falcone-Righi di Corsico in provincia di Milano, per aver criticato uno specifico comportamento dell'islam nel corso di un confronto culturale con i suoi studenti, è stato deferito dalla preside alla Commissione medica di verifica della Sovrintendenza della Lombardia, per una visita medica al fine di accertare l'idoneità o inidoneità all'insegnamento. La preside sostiene che il professor Pietro Marinelli avrebbe "disturbi nel comportamento gravi, evidenti e ripetuti, che fanno presumere l'esistenza dell'inidoneità psichica permanente assoluta o relativa al servizio". 

Siamo arrivati al punto in cui in Italia chi critica l'islam è considerato un "malato mentale" da rieducare come accadeva ai dissidenti sovietici nei gulag staliniani? 

 

Ecco il testo del messaggio pubblicato dal professor Pietro Marinelli nel suo profilo Facebook 

https://www.facebook.com/pietro.marinelli1/posts/10213459132743010

Cari amici, la preside del mio Istituto ha chiesto, nei miei riguardi, una visita medica di controllo, alla Commissione medica di verifica della Sovrintendenza della Lombardia, per accertare la mia idoneità o inidoneità all'insegnamento. Ciò perché lei sostiene che io abbia "disturbi nel comportamento gravi, evidenti e ripetuti, che fanno presumere l'esistenza dell'inidoneità psichica permanente assoluta o relativa al servizio". Acclude una relazione che si è rifiutata di farmi conoscere, ma è molto probabile, essendo stata richiesta dopo i fatti in questione, che riguardi le espressioni non "politicamente corrette" sull'islam. Credo di poter fare un paragone con il trattamento riservato ai dissidenti sovietici, che venivano sottoposti a visita medica in quanto considerati "malati mentali" da rieducare, poiché avevano un pensiero diverso da quello dell'ideologia comunista.