(Il Giornale, 8 maggio 2016) - Il Qatar, il principale finanziatore dei Fratelli Musulmani e di altri gruppi terroristici islamici in Medio Oriente e in Africa, ha donato all'Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia) 25 milioni di euro per la costruzione di 33 moschee in Italia. La notizia non è una novità assoluta per gli esperti che indagano sui soldi delle moschee nel nostro Paese. Ma per la prima volta ad ammetterlo è il diretto destinatario di questi fondi: il presidente dell'Ucoii Izzedin Elzir.  

In un'intervista pubblicata su La Stampa il 3 maggio, Elzir sostiene: “In questi ultimi tre anni grazie al direttivo dell’Ucoii è stato fatto un lavoro di raccolta fondi molto valido con il Qatar che ci ha consentito di procurarci 25 milioni di euro. Sono soldi del Qatar Charity, non del Qatar Foundation che invece fa investimenti per lo Stato del Qatar come quelli in Sardegna. Io ho rapporti con persone che vogliono donare, la Qatar Charity garantisce trasparenza, tracciabilità tra chi dona e chi riceve”.
Il presidente dell'Ucoii, all'osservazione che i 25 milioni di euro provengono dal fondo di un governo straniero, risponde senza imbarazzo: “E’ il popolo, non lo Stato che ci finanzia. Il rapporto tra Stati islamici e islam è grande”. Precisa: “Io accetto le donazioni da chiunque, da qualunque parte del mondo provengano l’importante è che siano donazioni trasparenti e senza condizioni”.  E confessa: “Sì. Abbiamo un grande problema di finanziamenti, abbiamo un grande bisogno di soldi. In gran parte andiamo avanti con l’autotassazione dei fedeli in Italia. Si tolgono il cibo di bocca per finanziare la moschea”.

Forse ci sarà chi si toglie il cibo di bocca per finanziare la moschea, ma di sicuro c'è chi è stato denunciato per appropriazione indebita di 5 milioni di euro, tra quelli donati dal Qatar, anziché destinarli alla costruzione della moschea. È successo a Bergamo dove il tesoriere dell’Ucoii, Ibrahim Mohamed, ha denunciato Imad El Joulani, presidente (ora estromesso) della moschea  di via Cenisio a Bergamo, di aver stornato i 5 milioni di euro sul conto di una società legata a un’associazione da lui fondata e denominata “Comunità islamica”.
Elzir ha confermato che questi soldi sono stati dati dall'Ucoii: “Ci siamo costituiti parte civile perché anche noi cerchiamo risposte da dare alla nostra comunità su quei soldi. I cinque milioni sono arrivati a Bergamo tramite noi come Ucoii. Nel mio mandato ho cercato di trovare donatori di paesi arabi per far cercare di uscire i nostri fedeli da luoghi brutti e metterli in luoghi belli”.

Il senatore Giacomo Stucchi, presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, ha rivolto un’interpellanza al governo perché faccia chiarezza sull’origine dei soldi delle moschee: “Siamo preoccupati della vicinanza della Qatar Charity a esponenti dell’islam più radicale. Ricordiamo che la Fondazione è stata riconosciuta dal governo americano come uno dei soggetti finanziatori di Al Qaeda e nel 1997 lo stesso Bin Laden ricevette del denaro da parte di questa Ong". Che cosa si aspetta a porre fine alla collusione tra terrorismo islamico, finanziamenti stranieri e le moschee in Italia?