(Il Giornale, 3 agosto 2016) - L'8 giugno 2014 nei giardini del Vaticano in presenza di Papa Francesco, del Presidente israeliano Peres e del Presidente palestinese Abu Mazen, esplose uno scandalo perché un imam recitò in arabo il versetto 286 della Sura 2 del Corano che si conclude con l'esortazione ad Allah: “Tu sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti”. Dove per “miscredenti” s'intendono tutti i non musulmani, a cominciare dagli ebrei e dai cristiani.

Domenica 31 luglio nella Cattedrale di Bari è esploso un nuovo scandalo quando il sedicente “imam di Bari”, Sharif Lorenzini, ha recitato in arabo la Sura L'Aprente del Corano, che si conclude con questa esortazione ad Allah: "Dacci la retta via, la via di coloro che hai colmato della tua grazia, non coloro che sono incorsi nella tua ira, non coloro che vagano nell'errore". Ebbene secondo lo stesso Maometto, mentre "coloro che hai colmato della tua grazia" sono i musulmani, "coloro che sono incorsi nella tua ira" sono gli ebrei, e "coloro che vagano nell'errore" sono i cristiani. Quindi Lorenzini all'interno di una chiesa, rivolgendosi a dei fedeli cristiani, ha condannato di miscredenza gli ebrei e i cristiani. Questa prima Sura del Corano corrisponde al “Padre nostro” dei cristiani, perché viene recitata complessivamente 17 volte nel corso delle 5 preghiere quotidiane obbligatorie. Quindi tutti i musulmani che pregano, condannano ogni giorno per 17 volte al giorno gli ebrei e i cristiani di miscredenza.

Replicando a questa mia specifica denuncia nel corso della trasmissione “Dalla vostra parte”, condotta da Maurizio Belpietro su Rete4, Lorenzini si è giustificato sostenendo che “la Sura L'Aprente è stata suggerita e raccomandata dal sacerdote della Cattedrale di Bari”.

Lui è Monsignor Franco Lanzolla, parroco della cattedrale, che ha “concelebrato” quella che di fatto è stata una “cerimonia interreligiosa islamo-cattolica”. Al telefono smentisce di aver concordato con Lorenzini la scelta della Sura L'Aprente, sottolineando che lui non conosce il Corano. Uno dei due mente. Ma tutti e due sono colpevoli. Lorenzini ha oltraggiato la chiesa che l'ha accolto e ha offeso i cristiani che si sono fidati di lui. Monsignor Lanzolla avrebbe dovuto quantomeno conoscere anticipatamente il contenuto e il significato dei versetti del Corano che sarebbero stati letti all'interno della sua chiesa di fronte ai suoi fedeli.

Lorenzini in realtà è un iracheno nato a Tikrit in Iraq nel 1978, il cognome l'ha acquisito dalla famiglia barese che l'ha adottato. È presidente nazionale della "Comunità islamica d'Italia", ennesima sigla dell'islam militante, ed è presidente di “Halal International Authority”, società di certificazione del cibo islamicamente corretto. Il titolo di “imam di Bari” è del tutto arbitrario. Non sarebbe ora che la Chiesa, leggendo il Corano, si rendesse conto che l'islam è incompatibile con il cristianesimo, così come è stato per 1400 anni?