Non sappiamo se abbiamo raggiunto la “immunità di gregge”. Sappiamo di aver conseguito la “imbecillità di gregge”. Confidiamo nella “immunità da imbecillità

Cari amici, finora i nostri “scienziati” da salotto televisivo, ribattezzati tele-virologi o virus-star, non ci hanno ancora garantito di aver raggiunto la cosiddetta “immunità di gregge”, ovvero la capacità della popolazione di resistere all'attacco dell'infezione specifica da Sars-Cov-2 e delle sue varianti.
Ma anche coloro che sono a digiuno di Medicina hanno la certezza assoluta che gli italiani hanno conseguito con successo la “imbecillità di gregge”, ovvero il primato dell'omologazione alla narrazione ufficiale sulla criminale gestione della procurata pandemia di Covid-19 e sull'inoculazione di farmaci sperimentali a terapia genica fraudolentemente spacciati per “vaccini anti Covid-19”.
Tuttavia, con il passare del tempo e la verifica delle conseguenze malefiche di questi cosiddetti “vaccini anti Covid-19” sulla salute propria e altrui, gran parte degli italiani sta acquisendo la “immunità da imbecillità”, rifiutandosi convintamente di continuare a fare da cavie umane.

I dati dell'Istituto Superiore della Sanità riferiscono che su una popolazione di circa 59 milioni di abitanti, l'84,38%, pari a quasi 50 milioni, ha completato il ciclo vaccinale primario, ovvero si è fatta inoculare due dosi del cosiddetto “vaccino anti Covid-19”. Il 68,25%, pari a più di 40 milioni, ha fatto la terza dose. Il 9,75%, pari a meno di 6 milioni, ha fatto la quarta dose.

Va rilevato che, tra quanti hanno fatto la quarta dose, c'è il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, che si è prestato a fare da “testimonial”, il pubblicitario per propagandare la bontà di questi sieri malefici che hanno mietuto vittime e diffuso gravi malattie invalidanti, in gran parte negate e sottaciute nel computo dei cosiddetti “effetti avversi”.
Prendiamo atto che, nel contesto di una dittatura finanziaria, sanitaria, partitocratica e mediatica, è stato facile plagiare e sottomettere menti raffinate e le scelte della maggioranza della popolazione. La “imbecillità di gregge” non è pertanto da intendersi come un venir meno della capacità di intendere e di volere, ma come la scelta consapevole o inconsapevole di omologarsi al comportamento della maggioranza, a prescindere dal livello dell'intelligenza e della cultura. Questa omologazione è dovuta a una fragilità interiore, che sussiste anche in persone intelligenti e colte, che suscita la paura di scontrarsi e di prendere delle decisioni contrapposte a quelle della narrazione ufficiale egemone. La fragilità interiore è sostanzialmente la paura di perdere uno status acquisito, probabilmente in parte o in toto grazie alla benevolenza altrui. Comunque sia, è indubbio che più una persona è altolocata e più è cospicuo il compenso che percepisce da terzi, più è facilmente plagiabile e soggiogabile.

Noi vogliamo e scegliamo di essere pienamente noi stessi, sempre e comunque, a maggior ragione quando la posta in gioco è la salute nostra e soprattutto dei nostri figli e nipoti. Diciamo a voce alta che questi farmaci sperimentali a tecnologia genica non sono “vaccini” perché non immunizzano; li condanniamo con fermezza perché hanno già provocato morti e malattie invalidanti la cui entità è rilevante ma viene negata e sottaciuta dalla dittatura mediatica imperante.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Casa della Civiltà

Martedì 17 gennaio 2023

Postato il 17/01/2023 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Silenzio di Papa Francesco sulla “domenica di sangue” per i cristiani in Africa. Prevale la paura di dire che l'islam è violento e va messo fuori legge dentro casa nostra

Buongiorno amici. È stata una “domenica di sangue”, due giorni fa, per i cristiani in Africa. Nella Repubblica Democratica del Congo i terroristi islamici hanno ucciso 17 fedeli riuniti in preghiera in una chiesa evangelica pentecostale, mentre altri 30 sono rimasti feriti dall'esplosione di un ordigno. In Nigeria è morto arso vivo un parroco cattolico nell'attacco a una chiesa. Sempre in Nigeria, ventiquattr'ore prima, sabato 14 gennaio, è stato rapito un sacerdote cattolico.

La persecuzione e le stragi dei cristiani nel mondo peggiorano di anno in anno. Secondo il rapporto annuale pubblicato nel gennaio del 2022 dell'associazione “Open Doors”, i cristiani perseguitati nel 2021 rispetto al 2020 sono passati da 340 a 360 milioni; i cristiani uccisi sono aumentati da 4.761 a 5.898 (+23 per cento), con una media di 16 cristiani uccisi al giorno; le chiese o edifici connessi attaccati o chiusi erano 5.110 nel 2021, rispetto a 4.488 nel 2020; i cristiani arrestati senza processo e incarcerati erano 6.175 (+44 per cento rispetto al 2020); i cristiani rapiti erano 3.829, contro i 1.710 del 2020. Dei 5.898 i cristiani uccisi per la loro fede, il 78% sono stati uccisi in Nigeria.

Eppure Papa Francesco, sia nell'Angelus di domenica 15 gennaio sia successivamente, non ha detto una parola di condanna delle stragi dei cristiani in Africa, mentre ha invece chiesto ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro e nel mondo di pregare per la popolazione dell'Ucraina.

L'unica reazione ad alto livello è stata quella di Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vice-Presidente del Consiglio, che ha denunciato la strage dei cristiani in Congo, qualificandola «un attacco codardo e disumano». Tajani ha lanciato un appello «a tutti i governi a proteggere le minoranze cristiane» e ha annunciato che presto nominerà «un inviato speciale per tutelare i diritti dei cristiani nel mondo».

Ciò che nessuno osa dire, sia in seno alla Chiesa sia a livello del Governo degli Stati, è che i cristiani perseguitati e uccisi in Africa sono vittime dei terroristi islamici. Ma soprattutto, la Chiesa e i Governi europei e occidentali, non hanno l'onestà intellettuale e il coraggio umano di dire che i terroristi islamici ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

La strage dei cristiani nella chiesa pentecostale di Kasindi nella Repubblica democratica del Congo, è stata rivendicata dai terroristi islamici dell'Iscap, ramo dell'Isis in Africa centrale.

L'attentato alla chiesa cattolica di San Pietro e Paolo, a Kafin-Koro, nella regione di Paikoro in Nigeria, culminato nell'uccisione bruciato tra le fiamme il parroco Padre Isaac Achi, e il ferimento con un colpo di arma da fuoco del suo collaboratore Padre Collins, viene attribuito a una «banda di pastori Fulani». Tuttavia Monsignor Luka Sylvester Gopep, Vescovo ausiliare di Minna, ha detto: «Sono venuti per uccidere. Se il loro scopo era una rapina o un sequestro di persona avrebbero agito in modo diverso. L’assalto è stato commesso da una banda di pastori Fulani. Ma ci chiediamo chi li ha inviati ad assalire la casa parrocchiale».

In un’altra area della Nigeria, sabato 14 gennaio è stato rapito Don Michael Olubunimi Olofinlade, Parroco della chiesa di San Giorgio, a Omu Ekiti, nell'area del governo locale di Oye nello Stato di Ekiti, nel sud-ovest della Nigeria.

Pur nella consapevolezza che la persecuzione e l'uccisione dei cristiani avviene in modo significativo anche in Corea del Nord e in Cina, rette da dittature comuniste, è indubbio che nel caso degli Stati islamici la persecuzione e l'uccisione dei cristiani è pienamente legittimata dal Corano e da Maometto. Chi nega questa realtà è perché ha paura della reazione violenta, sia da parte dei Governi islamici sia da parte dei terroristi islamici, così come accadde dopo la Lectio Magistralis su Fede e Ragione pronunciata dal Papa Benedetto XVI a Ratisbona il 16 settembre 2006.

Noi della Casa della Civiltà diciamo la verità sulla realtà intrinsecamente violenta dell'islam, che da 1400 anni non ha mai rinunciato a sottomettere con la forza l'Europa, dopo aver sottomesso la sponda meridionale e orientale del Mediterraneo le cui popolazioni, fino al Settimo secolo, erano al 98% cristiane.
Diciamo chiaramente che, se vogliamo salvaguardare la nostra civiltà, abbiamo il diritto e il dovere di mettere fuori legge l'islam dentro casa nostra, nel rispetto dei musulmani che scelgono di condividere la nostra casa rispettando le nostre leggi e condividendo i nostri valori.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Martedì 17 gennaio 2023

Postato il 17/01/2023 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Non credo che Giorgia Meloni possa essere arrivata al vertice di un sistema di potere «che non condivide». Se si vuole il bene dell'Italia non ci sono alternative alla retta vi

Cari amici, non condivido la frase «Il fine giustifica i mezzi», con cui si sintetizza il pensiero di Niccolò Machiavelli. La mia esperienza di vita mi ha insegnato che per perseguire un traguardo etico, lecito, positivo e costruttivo, bisogna percorrere la retta via, che le scorciatoie ci allontanano dalla meta, sono fuorvianti rispetto all'integrità e all'integralità del nostro progetto.

Leggendo la frase scritta ieri dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del compimento dei suoi 46 anni «Mi auguro di non farmi spaventare dalla mole dei problemi, di non farmi ammaliare dalle sirene del potere, di non farmi convincere da un sistema che non condivido», mi sono domandato se sia possibile essere arrivati al vertice di un sistema di potere che lei confessa di non condividere, e se sia possibile modificarlo dal suo interno, per conseguire l'obiettivo di far tornare l'Italia una grande Nazione «costi quel che costi», come scrive Giorgia Meloni.

Ebbene, io non lo credo. Non lo credo conoscendo la realtà di questo sistema di potere disumano e criminale assoggettato allo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata. Non lo credo sulla base della mia esperienza di militanza all'interno del sistema dei partiti, che è intrinsecamente marcio, che ha trasformato la democrazia in partitocrazia consociativa.

Credo, invece, che Giorgia Meloni sia arrivata al vertice di questo sistema di potere disumano e criminale solo dopo essersi assoggettata. A chi si illude che vi sarebbe arrivata grazie al consenso popolare, ricordo la fine che hanno fatto Berlusconi, Grillo, Matteo Renzi e Matteo Salvini, anche loro usati e abbandonati, ascesi alle stelle e precipitati nelle stalle. La manipolazione del consenso popolare è ormai una prassi consolidata, come attesta il lavaggio di cervello praticato nella gestione della procurata pandemia di Covid-19. Nulla accade per caso.

Credo, all'opposto, che noi dobbiamo intraprendere e proseguire sulla retta via «costi quel che costi», «senza farci ammaliare dalle sirene del potere», lungo un binario esterno, che si connota per moralità, consapevolezza e determinazione, pronti a colmare il vuoto che lascerà questo sistema di potere disumano e criminale, nella certezza che il destino dell'Italia e il futuro dei nostri figli andranno a chi si prodiga sinceramente per realizzare il bene primario degli italiani.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Casa della Civiltà

Lunedì 16 gennaio 2023

Postato il 16/01/2023 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

MAGDI CRISTIANO ALLAM: "Papa Francesco evoca le sue dimissioni: «Farà bene anche a noi coltivare la virtù di farci da parte, imparare a congedarsi». Noi ce lo auguriamo per il bene della Chiesa"

Buongiorno e buon inizio di settimana cari amici. Ieri all'Angelus, la preghiera del Papa al termine della Messa domenicale, Papa Francesco ha fatto una dichiarazione che suona come l'annuncio delle sue prossime dimissioni: «Farà bene anche a noi coltivare, come Giovanni, la virtù di farci da parte al momento opportuno, testimoniando che il punto di riferimento della vita è Gesù. Farsi da parte, imparare a congedarsi: ho fatto questa missione, ho fatto questo incontro, mi faccio da parte e lascio posto al Signore.»

Papa Francesco, parla di Giovanni il Battista, il “Precursore” che battezza Gesù, dice: «Compiuta la sua missione, sa farsi da parte, si ritira dalla scena per fare posto a Gesù. Da profeta diventa discepolo. Non è interessato ad avere un seguito per sé, a ottenere prestigio e successo, ma dà testimonianza e poi fa un passo indietro, perché molti abbiano la gioia di incontrare Gesù. Possiamo dire: apre la porta e se ne va. Con questo suo spirito di servizio, con la sua capacità di fare posto a Gesù, Giovanni il Battista ci insegna una cosa importante: la libertà dagli attaccamenti. Sì, perché è facile attaccarsi a ruoli e posizioni, al bisogno di essere stimati, riconosciuti e premiati. E questo, pur essendo naturale, non è una cosa buona, perché il servizio comporta la gratuità, il prendersi cura degli altri senza vantaggi per sé, senza secondi fini, senza aspettare il contraccambio. Farà bene anche a noi coltivare, come Giovanni, la virtù di farci da parte al momento opportuno, testimoniando che il punto di riferimento della vita è Gesù. Farsi da parte, imparare a congedarsi: ho fatto questa missione, ho fatto questo incontro, mi faccio da parte e lascio posto al Signore. Imparare a farsi da parte, non prendere qualcosa come un contraccambio per noi.»

Infine Papa Francesco sembra riconoscere la legittimità di chi lo critica e la necessità di consentire loro di operare perché la loro critica è in buona fede, è ispirata dalla volontà di servire il Signore: «Fratelli, sorelle, proviamo a chiederci: siamo capaci di fare posto agli altri? Di ascoltarli, di lasciarli liberi, di non legarli a noi pretendendo riconoscimenti? Anche di lasciarli parlare, a volte. Non dire: “Ma tu non sai niente!”. Lasciar parlare, fare posto agli altri. Attiriamo gli altri a Gesù o a noi stessi? E ancora, sull’esempio di Giovanni: sappiamo gioire del fatto che le persone prendano la loro strada e seguano la loro chiamata, anche se questo comporta un po’ di distacco nei nostri confronti? Ci rallegriamo per i loro traguardi, con sincerità e senza invidia? Questo è lasciare crescere gli altri.»

Il 18 dicembre 2022 Papa Francesco aveva rivelato al quotidiano spagnolo Abc di avere «già firmato le mie dimissioni in caso di impedimento medico». Il Papa riferì di averle consegnate all'allora Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, dicendogli: «In caso di impedimento per motivi medici o che so, ecco le mie dimissioni. Ce le avete già».

Il 7 gennaio l'arcivescovo Timothy Paul Andrew Broglio, Presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha suggerito a Papa Francesco di dimettersi: «Forse la possibilità di un ritiro sarebbe più fattibile adesso che non c’è più il Papa Emerito».
La recentissima pubblicazione del libro del vescovo Georg Ganswein, Segretario particolare di Benedetto XVI e Prefetto della Casa pontificia, “Nient'altro che la verità. La mia vita al fianco di Benedetto XVI”, intervistato dal vaticanista Saverio Gaeta, ha fatto esplodere lo scontro tra i “conservatori” e i “progressisti” in seno alla Chiesa cattolica, rimasto latente fintantoché Benedetto XVI è rimasto in vita.

Il vero problema è che di fatto i “conservatori” non riconoscono Francesco come il vero Papa, considerano la Chiesa come «sede vacante», priva della sua Guida.
Ecco perché, solo con le sue dimissioni Papa Francesco potrà scongiurare lo scisma, con la spaccatura della Chiesa tra chi riconosce e chi disconosce la sua legittimità come successore di Pietro e Vicario di Cristo in Terra.
In realtà, lo scontro tra i “conservatori” e i “progressisti” cela due visioni della vita e due prospettive del Mondo contrapposte: da un lato, chi difende la tradizione dottrinale e i “valori non negoziabili”, dall'altro chi promuove l'adeguamento a una società sempre più scristianizzata e partecipa al perseguimento del Nuovo Ordine Mondiale.

Cari amici, la Casa della Civiltà è favorevole a una Chiesa che faccia la Chiesa, che predichi la parola di Gesù, che diffonda la fede cristiana, che si prodighi per la riscoperta della dimensione spirituale e l'adesione ai valori assoluti, universali ed eterni della vita, della famiglia naturale, delle opere buone, della dignità e libertà della persona.
Siamo invece totalmente contrari a una Chiesa che rincorre le mode terrene e mette sullo stesso piano tutte le religioni compreso l'islam, che legittima l'omosessualismo e promuove l'immigrazionismo, che è schierata con la grande finanza speculativa globalizzata e concorre all'obiettivo disumano e criminale del Nuovo Ordine Mondiale.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Lunedì 16 gennaio 2023

Postato il 16/01/2023 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Meloni come Garibaldi dice «Qui o si fa l'Italia o si muore». Lo sa che fu Gran Maestro della Massoneria, perpetrò il “genocidio” dei meridionali, che “Fratelli d'Italia” è l'inno della Massoneria

Cari amici buongiorno e buona domenica del Signore. Ieri il Presidente del Consiglio e Presidente del Partito “Fratelli d'Italia”, Giorgia Meloni, ha ripetuto e ha fatto propria la frase attribuita a Giuseppe Garibaldi «Qui o si fa l'Italia o si muore».

Intervenendo in videoconferenza a un incontro di “Fratelli d'Italia” a sostegno della rielezione di Attilio Fontana alla Presidenza della Regione Lombardia, la Meloni ha detto: «Non voglio utilizzare esempi più grandi di me, però confesso che in questi giorni mi viene spesso in mente la frase che fu attribuita a Giuseppe Garibaldi “qui o si fa l'Italia o si muore”. Chiaramente nel nostro caso intendo politicamente, ma io la vedo esattamente così».

La frase fu attribuita dallo scrittore Giuseppe Cesare Abba a Giuseppe Garibaldi, il quale durante il sanguinoso combattimento di Calatafimi, del 15 maggio 1860, l'avrebbe rivolta a Nino Bixio, in risposta al timore da lui espresso che fosse impossibile resistere alla preponderanza dei Borbonici.

Ebbene, mi domando se la Meloni sia consapevole che Giuseppe Garibaldi fu il Primo Gran Maestro della Massoneria italiana; che è stato l'artefice di un “genocidio” delle popolazioni del Meridione; che l'inno nazionale “Fratelli d'Italia”, da cui ha preso nome anche il suo partito, è l'inno della Massoneria italiana.

Nel sito del “Grande Oriente d'Italia” si legge: «Giuseppe Garibaldi entrò in Massoneria nel 1844 nella Loggia “Asil de la Vertud” di Montevideo (...) Nello stesso anno, il 18 agosto, fu regolarizzato nella Loggia “Amis de la Patrie” di Montevideo all’obbedienza del Grande Oriente di Francia, nel libro matricola della Loggia gli fu assegnato il numero 50. Frequentò la Loggia “Tompkins n° 471” di Stapleton (New York) (…)
Nella Prima Costituente Massonica Italiana (Torino, 26 dicembre 1861 – 1° gennaio 1862), in cui fu eletto Gran Maestro Costantino Nigra, Giuseppe Garibaldi fu acclamato Primo Libero Muratore d’Italia e gratificato di una medaglia d’oro massiccio, avente da un lato l’iscrizione “Costituzione Massonica Italiana” e dall’altra la dedica al “Primo Libero Muratore d’Italia Giuseppe Garibaldi”.
L’11 marzo 1862 il Supremo Consiglio del Rito Scozzese sedente in Palermo conferì a Giuseppe Garibaldi tutti i gradì scozzesi, dal 4° al 33° e lo nominò Presidente del Supremo Consiglio con il titolo di Potentissimo Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro (...)
L’Assemblea Costituente, riunitasi a Firenze il 24 maggio 1864, lo elesse Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia con 45 voti a favore su 50 votanti (…)
Il 30 aprile 1872 l’assemblea Costituente Massonica, finalmente riunita a Roma, approvò per acclamazione la nomina di Giuseppe Garibaldi a Gran Maestro Onorario a Vita».

Mi domando se la Meloni sia consapevole che l'unità d'Italia, affidata a Giuseppe Garibaldi e all'esercito sabaudo, si è realizzata tramite un “genocidio” delle popolazioni meridionali. Nel suo volume “Carnefici”, Pino Aprile, scrittore e studioso degli eccidi perpetrati da Garibaldi e dall'esercito sabaudo nel Meridione, usa la parola “genocidio”, per indicare la dimensione del massacro perpetrato per unificare l'Italia.
Nel 1863, Giovanni Manna, ministro per l'Agricoltura, l'Industria e il Commercio, da cui dipendeva la Direzione nazionale di statistica, nel rapporto ufficiale sui risultati del censimento del 1861, scrive al re che nelle province conquistate, la popolazione cresceva, sino al 1860, di tot all'anno; quindi, nel 1861, avremmo dovuto trovare x abitanti, invece ne abbiamo contati solo y. La differenza è dovuta alle «gravi circostanze occorse durante il grande atto del nostro rinnovamento». E quali sarebbero le “gravi circostanze”? “La guerra, cioè”. E qual è la differenza in meno, a causa della guerra? 458mila persone, in poco più di un anno.
L'unificazione d'Italia si realizzò a suon di stragi di civili, interi paesi rasi al suolo, la popolazione fucilata, bruciata viva, donne stuprate, campi di concentramento, decine di migliaia di deportati, senza accusa, processo e condanna.

Mi domando se la Meloni sappia che l'inno nazionale italiano, “Fratelli d'Italia”, da cui prende nome il suo partito, è l'inno della Massoneria italiana.
Quando il 15 novembre 2017, con il Governo Gentiloni, “Fratelli d'Italia” è diventato definitivamente l'inno nazionale dopo 71 anni di provvisorietà, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Stefano Bisi, scrisse sul sito ufficiale della Massoneria: «Ora ci sentiamo ancor di più Fratelli d’Italia e canteremo l’inno orgogliosamente, come abbiamo sempre fatto, durante le nostre tornate rituali e le manifestazioni pubbliche. Per noi, “Fratelli d’Italia”, al di là delle questioni burocratiche, è stato sempre l’inno che abbiamo portato impresso nel cuore e nella mente, perché in esso c’è la storia d’Italia e del Risorgimento che sfociò nell’Unità. Scritto dal massone Goffredo Mameli e musicato dal fratello Michele Novaro, esso fa vibrare da sempre l’animo dei liberi muratori e dei cittadini italiani. In un periodo oscuro della nostra Nazione, in cui si tende a dimenticare il passato e qualcuno vuol mettere in discussione pure la Storia, e i principi di libertà della Libera Muratoria, quello dell’approvazione definitiva del Canto degli Italiani è un atto dall’alto contenuto e valore simbolico. Bisognerebbe farlo cantare effettivamente nelle Scuole e dare ai ragazzi un messaggio forte che ricordi il sacrificio di tanti uomini che hanno versato il sangue cantandolo per riunire l’Italia sotto un’unica bandiera tricolore».

Cari amici, la Casa della Civiltà chiede una revisione della narrazione ufficiale della Storia d'Italia, rappresentando correttamente la realtà di Giuseppe Garibaldi e del successo del piano della Massoneria perpetrato con il “genocidio” delle popolazioni meridionali, la cancellazione di una millenaria tradizione cristiana, l'imposizione di uno Stato autoritario che persiste ed è degenerato nella partitocrazia consociativa.
Chiediamo al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di pronunciarsi chiaramente su questa fase tragica della nostra Storia e sulla scelta del nome del suo partito, che evoca la Massoneria, il “genocidio” dei meridionali, lo Stato autoritario imposto dal Regno Sabaudo.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Domenica 15 gennaio 2023

Postato il 15/01/2023 12:10:42 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "A PADOVA UN INCONTRO IN AMICIZIA E DI PROPOSTA"

Postato il 14/01/2023 10:24:40 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Oggi a Padova il primo incontro della Casa della Civiltà per consolidare la Comunità e promuovere la missione

Cari amici buongiorno e buon fine settimana. Oggi con grande gioia incontrerò a Padova gli iscritti e gli amici della Casa della Civiltà. 
Lo scopo principale è di consolidare il sentimento di amicizia e il legame di fraternità che deve essere alla base della nostra piccola Comunità. 
Solo se tra noi ci sarà un rapporto umano sincero, solo se tra noi prevarranno il bene reciproco, solo se ciascuno di noi avrà la certezza della lealtà altrui, potremo acquisire la piena fiducia in noi stessi e maturare la determinazione a realizzare con successo la comune missione.

In parallelo lo scopo è di promuovere il percorso di formazione culturale e di confronto costruttivo per conoscere correttamente la realtà e elaborare una proposta che si traduca in una prospettiva di vita qualitativamente migliore. 

Potremo ritenerci soddisfatti se, alla fine dell’incontro, sentiremo di aver rafforzato il nostro essere una grande famiglia sul piano dell’amicizia e della solidarietà; una vera Comunità sul piano della condivisione dei valori, della convergenza delle idee, della scelta a operare per costruire un nuovo modello di etica personale, di civiltà, di società, di sviluppo e di Stato, per trasformare l’Italia nel primo Paese al Mondo per la qualità della vita.

Avremo a disposizione cinque ore per abbracciarci, condividere un pasto semplice e genuino, ascoltare la mia riflessione e la mia proposta, confrontarci per recepire tutti i contributi ed arricchire la nostra scelta. 
L’incontro odierno è un passo in avanti nella “Mobilitazione civile”, la seconda fase dopo la “Formazione culturale”. La terza fase sarà la “Politica costruttiva”, un’azione concreta per realizzare la nostra proposta.

Dopo questo primo incontro con le Sedi del Veneto e del Friuli-Venezia-Giulia, organizzerò altri incontri in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Sicilia. 

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Sabato 14 gennaio 2023

Postato il 14/01/2023 10:23:10 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Grazie ai figli il Terzo Mondo “naturale” conquisterà il Primo Mondo “razionale”

Cari amici, per decenni alle popolazioni del Primo Mondo ricco, grazie allo sviluppo industriale e tecnologico, che si connota come “soggetto razionale”, è stato detto che lo squilibrio nella distribuzione della ricchezza e che la minaccia alla salvaguardia di un ambiente sano risiedono nella crescita smisurata delle popolazioni del Terzo Mondo povero, ancorato all’economia agricola di sussistenza, che si connota come “soggetto naturale”.
A decenni di distanza prendiamo atto che le popolazioni del Primo Mondo, sempre più avide di ricchezza al punto da aver creato dal nulla un ammontare stratosferico di denaro virtuale, sono condannate a estinguersi perché, facendo prevalere la moneta sulla persona, non fanno più figli a un livello adeguato a garantire la continuità dell’equilibrio demografico.
Per contro, le popolazioni del Terzo Mondo, limitandosi a un’economia di auto-sufficienza e continuando a privilegiare la persona sulla moneta, sono destinate a espandersi demograficamente e a ereditare le ricchezze accumulate dal Primo Mondo, grazie al fatto che i figli hanno continuato a farli a prescindere da qualsiasi considerazione materiale.
La lezione che noi traiamo, sul piano filosofico, è che noi siamo essenzialmente un “soggetto naturale”, che è sbagliato e controproducente immaginarci come semplice “soggetto razionale”, perché la ragione ha la sua collocazione armoniosa e duratura nell’integralità della nostra natura. 
Cari amici, i fatti sono la verità oggettiva, assoluta, universale, perpetua. Prendiamone atto e operiamo di conseguenza per conseguire il nostro bene e garantire un futuro qualitativamente migliore ai nostri figli. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam 
Fondatore e Presidente della Casa della Civiltà 

Sabato 14 gennaio 2023

Postato il 14/01/2023 10:21:48 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "LA BEFFA E IL DANNO DEI SOLDI CHE DIAMO ALL'EUROPA'"

Postato il 13/01/2023 14:25:30 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

I soldi che arrivano dall'Unione Europea non corrispondono alle necessità dei Comuni. Sono soldi degli italiani per sottomettere l'Italia al Nuovo Ordine Mondiale

Cari amici buongiorno. La gestione dei soldi contemplati dal cosiddetto “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (Pnrr), evidenzia l'errore sul piano logico e l'arbitrio sul piano politico del far calare dall'alto delle decisioni assunte in seno alla Commissione (il Governo) dell'Unione Europea, prima al Governo italiano e infine a cascata, alla Giunta (il Governo) della Regione, della Provincia e in ultimo del Comune.
Ho personalmente riscontrato che a due piccoli Comuni sono arrivati fondi del Pnrr pari a 500 mila euro per la costruzione o la ristrutturazione di un asilo nido, quando non servono per la semplice ragione che non ci sono bambini in numero adeguato da giustificare un nuovo asilo nido. In questo caso, costruire il nuovo asilo nido non soltanto si rivelerebbe inutile, ma sarebbe un danno per le casse dell'amministrazione locale, perché una qualsiasi struttura comunque comporta dei costi di gestione, dal personale da assumere alle varie utenze necessarie.
In un altro caso al piccolo Comune sono arrivati prima 500 mila euro per la risistemazione delle strade e il decoro degli spazi pubblici, regolarmente utilizzati. E poco dopo, ne sono arrivati altri 500 mila sempre per la stessa finalità, che però non servono e che, pertanto, o non vengono utilizzati o vengono sprecati.

Su un altro versante, rileviamo che l'Italia è l'unico grande Stato europeo ad aver chiesto, nell'ambito dei finanziamenti erogati dalla Commissione Europea al cosiddetto “Next Generation EU”, Ngeu, (Prossima generazione dell'Unione Europea), non soltanto dei soldi per le “sovvenzioni”, che sono a fondo perduto, ma anche per i “prestiti”, che sono da restituire.
L’ammontare complessivo del Ngeu è di 723,8 miliardi di euro, ripartiti tra prestiti (385,8 miliardi) e sovvenzioni (338 miliardi). L’Italia ha chiesto 122,6 miliardi di euro di prestiti, pari al 32% del totale. Gli altri Stati che hanno chiesto i prestiti sono Romania, Polonia, Grecia, Portogallo e Slovenia. Tutti gli altri Stati, a cominciare da Germania, Francia e Spagna si sono limitati a percepire le sovvenzioni a fondo perduto.
L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del Ngeu: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (Rrf – 191,50 miliardi) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (React-Eu - 13 miliardi).

Comunque sia, i prestiti e le sovvenzioni devono essere utilizzati secondo parametri decisi dalla Commissione Europea, in particolare per il finanziamento di progetti che rientrano nella cosiddetta “transizione ecologica”, sostanzialmente il passaggio all'uso delle automobili elettriche che ridurrebbero le emissioni nocive all'ambiente, e nella “transizione digitale”, sostanzialmente l'eliminazione del contante, la virtualizzazione della moneta e la digitalizzazione delle transazioni finanziarie che agevolerebbero il controllo del sistema finanziario e migliorerebbero l'efficienza della pubblica amministrazione.

La prima osservazione che faccio è che uno Stato come l'Italia che dispone di un Pil (Prodotto interno lordo) di 1.787 miliardi di euro, non può dipendere da circa 200 miliardi di euro che l'Unione Europea ci consente, bontà sua, di utilizzare, nella determinazione del futuro dei nostri figli. Chiarendo che questi 200 miliardi sono sempre soldi degli italiani, che l'Unione Europea non regala niente a nessuno semplicemente perché i soldi di cui dispone sono quelli concessi dagli Stati membri.
Ebbene, se questo accade, si deve principalmente al fatto che il costo dello Stato, pari a 1.061 miliardi, includendo gli interessi sul debito pubblico, è troppo alto, corrispondendo a quasi il 60% del Pil. Significa che i soldi destinati a nuovi progetti per il rilancio dello sviluppo risultano regolarmente insufficienti.

La seconda osservazione è che è semplicemente illogico e controproducente dare i soldi degli italiani ai burocrati della Commissione Europea, le cui scelte sono ispirate e condizionate dalla grande finanza speculativa globalizzata, per poi farci imporre una strategia di sviluppo che peggiora la nostra qualità di vita e mette a repentaglio il futuro dei nostri figli.


Cari amici, la Casa della Civiltà propone il riscatto della nostra sovranità monetaria, l'emancipazione dalla dittatura finanziaria e legislativa dell'Unione Europea, la scelta di un sistema di governo e di sviluppo basato sulla centralità della micro-dimensione delle Comunità locali che si interfacciano con lo Stato nazionale.
Se vogliamo veramente realizzare il bene degli italiani, è essenziale che sia il nostro Stato a emettere direttamente una moneta “a credito” e non “a debito”, qual è l'euro; che sia il nostro Governo nazionale a decidere di trasformare l'Italia nel primo Stato al Mondo per la qualità della vita; che sia il Governo delle Comunità locali a riscuotere le tasse e a gestire lo sviluppo del territorio, conformemente alla strategia nazionale e accordando allo Stato nazionale una quota delle tasse adeguata all'adempimento delle funzioni di sua esclusiva pertinenza, a cominciare dalla Difesa e dalla Sicurezza nazionale.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Presidente e Fondatore della Casa della Civiltà

Venerdì 13 gennaio 2023

Postato il 13/01/2023 09:39:26 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La Croazia e la dannazione dell'euro. In 24 ore i prezzi sono volati. Il problema non sono i commercianti che speculano, ma è l'euro che è strumento di speculazione

Cari amici buongiorno. Da giorni le agenzie di stampa pubblicano in primo piano la notizia della forte impennata dei prezzi dei generi alimentari e dei servizi in Croazia, immediatamente dopo l'immissione sul mercato dell'euro, il primo gennaio. La moneta nazionale, la Kuna, cesserà di avere valore legale il 15 gennaio.

Oggi l'Agenzia Ansa ha titolato: «Arriva l'Euro e volano i prezzi. In Croazia interviene il governo. Rincari su pane e burro anche del 30%. Protesta la popolazione».
Questo è il titolo dell'Agenzia Agi: «Prezzi alle stelle con l'arrivo dell'euro, la rabbia dei croati. Nel giro di 24 ore, con l'ingresso nell'Eurozona il 1 gennaio, i rincari hanno toccato picchi del 20% per gli alimenti e dell'80% per i servizi. Il governo di Zagabria accusa i commercianti di aver approfittato del passaggio alla moneta unica per introdurre aumenti ingiustificati e minaccia contromisure».

Fino al 31 dicembre 2022, un caffè in un bar croato costava otto kune. Il giorno dopo, con l'ingresso del Paese balcanico nella moneta unica, il prezzo avrebbe dovuto assestarsi su un euro e nove centesimi, secondo il cambio fissato con la vecchia divisa. Molti croati hanno però pagato la prima tazzina dell'anno nuovo 1,2 o addirittura 1,5 euro. Una sorpresa che si sarà tramutata in sconcerto con la prima spesa al supermercato del 2023: pane, burro, cioccolato e numerosi altri prodotti alimentari avevano subito rincari dal 3% al 20% in numerose catene di distribuzione. Da un giorno all'altro.
Francesco Russo dell'Agenzia Agi scrive: «È un film già visto in altri Paesi freschi di ammissione nell'Eurozona: i consumatori sono disorientati dalla nuova valuta e i commercianti se ne approfittano. L'esecutivo di Andrej Plenkovic, sotto la crescente pressione dell'opinione pubblica, non intende però restare a guardare e ha minacciato decise contromisure, tra cui la pubblicazione di una "lista nera" degli esercizi che hanno speculato sull'ingresso nel club dell'euro».
«La legge sul controllo dei prezzi prevede multe che possono raggiungere i 26 mila euro ad azienda. La sua applicazione concreta non è però semplice. Occorre infatti provare, caso per caso, che il rincaro sia effettivamente una speculazione e non sia legato ai molteplici fattori che hanno portato a un incremento dell'inflazione in buona parte del mondo. Il rischio è che un'azione troppo frettolosa del governo apra un estenuante contenzioso legale con le associazioni di categoria dei commercianti».

Il problema non sono i commercianti che speculano, ma è l'euro che è strumento di speculazione finanziaria.
Sembra di rivivere quello che accadde in Italia il primo gennaio 2002 quando fu immesso in circolazione l'euro in sostituzione della lira. Da un giorno all'altro il potere d'acquisto si dimezzò e il costo della vita raddoppiò.
La tazzina di caffè che costava mille lire, passò a costare 1 euro, pari a duemila lire.
Un famiglia di 4 persone che con un milione e 500 mila lire viveva dignitosamente, con il corrispettivo di 750 euro precipitò in povertà.
All'epoca anche il Governo Berlusconi, in carica dall'11 giugno 2001 fino al 23 aprile 2005, denunciò la speculazione praticata dai commercianti. In parallelo si attribuì la colpa del tasso di cambio particolarmente penalizzante per l'Italia, 1 euro pari a 1936,27 lire, alla sinistra che aveva gestito la fase dell'adozione dell'euro a partire dal primo gennaio 1999.
Tutto ciò è vero. Ma è soprattutto vero che l'euro è strutturalmente una “moneta a debito”. La Banca Centrale Europea, titolare dell'emissione dell'euro, da l'euro solo alle banche commerciali che, in Italia, sono tutte private, tranne quattro ad azionariato pubblico, Mediocredito Italiano, Carige, Monte dei Paschi di Siena, Cassa Depositi e Prestiti. Ebbene lo Stato, per poter acquisire il denaro, è costretto a prenderli dalle banche commerciali, emettendo dei titoli di debito per cui paga degli interessi. Ed è così che lo Stato, per far fronte ai costi della Pubblica amministrazione e per onorare gli interessi sul debito, è costretto a contrarre nuovo debito.

Cari amici, uno Stato che per ripianare il debito è costretto a contrarre nuovo debito, è uno Stato destinato inesorabilmente al collasso. Ecco perché, a prescindere da chi ci governa, a prescindere se il Presidente del Consiglio sia Mario Draghi o Giorgia Meloni, il debito dello Stato continua a crescere.
Ma siccome lo Stato non può fallire, lo Stato scarica il peso sui cittadini e sulle imprese, aumentando sempre di più le tasse, condannando di fatto a morte le famiglie e le imprese sotto il peso del più alto livello di tassazione al mondo, pari a circa il 70% degli introiti, considerando la somma delle tasse dirette e indirette.
Lo Stato potrà salvarsi solo riscattando la sovranità monetaria, solo recuperando la prerogativa di emettere direttamente moneta “a credito”, per cui non è costretta a indebitarsi presso le banche.
Ma nessun Governo e nessun Presidente del Consiglio, che sia Mario Draghi o Giorgia Meloni, lo farà mai, o perché conniventi o perché succubi dell'Eurocrazia e dello strapotere della grande finanza speculativa globalizzata.

La Casa della Civiltà promuove il riscatto della sovranità monetaria come atto fondamentale per poter rilanciare lo sviluppo autentico e trasformare l'Italia nello Stato numero 1 al Mondo per la qualità della vita.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Presidente e Fondatore della Casa della Civiltà

Mercoledì 11 gennaio 2023

Postato il 11/01/2023 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

“Gli assalti ai Palazzi del Potere a Brasilia e a Washington, qualificati come “colpi di stato”, non convincono. I manifestanti sono stati lasciati entrare ed erano disarmati”

Cari amici buongiorno. C'è una straordinaria similitudine tra l'assalto di domenica scorsa, 8 gennaio, a Brasilia nel piazzale dove si trovano le sedi della Presidenza della Repubblica, del Parlamento e della Corte Suprema del Brasile, e l'assalto del 6 gennaio 2021 al Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti, a Washington.

Il Presidente del Brasile Lula ha condannato gli assalitori definendoli «vandali, neofascisti, golpisti, terroristi».
Il Presidente statunitense Biden aveva detto: «Il 6 gennaio fu un'insurrezione armata e Donald Trump cercò di rovesciare elezioni libere, di sovvertire la Costituzione e di fermare una trasferimento pacifico dei poteri attraverso un gruppo di balordi, tutto il mondo ha visto con i suoi occhi».

Ciò che non torna nella narrazione ufficiale, e anche in questo c'è una straordinaria similitudine tra gli assalti alle sedi delle istituzioni a Brasilia e a Washington, è contenuta nell'ammissione di Biden che a compiere «un'insurrezione armata» è stato «un gruppo di balordi».

Nell'assalto a Capitol Hill non furono trovate armi da fuoco addosso ai manifestanti, conteggiati in «centinaia». L'unico a aver sparato all'interno della Sede del Congresso è stato un poliziotto in borghese che ha ucciso Ashley Babbitt, che era disarmata, mentre stava cercando di scavalcare una finestra rotta in precedenza.

Al momento, le notizie fatte filtrare dalle autorità brasiliane, non indicano che i manifestanti, conteggiati tra i 10 e i 15 mila, avessero con sé delle armi da fuoco. Non  risulta che ci siano morti per arma da fuoco, ma solo feriti per colluttazione.

Sia all'interno del Palazzo Presidenziale a Brasilia sia all'interno del Campidoglio a Washington, i manifestanti hanno compiuto atti di sabotaggio, vetri rotti, suppellettili distrutte, pareti imbrattate. Ma non sono stati fatti danni strutturali che compromettano l'utilizzo delle sedi istituzionali.

Sia a Brasilia sia a Washington i manifestanti hanno contestato la vittoria elettorale del nuovo presidente, Lula e Biden, e risultano essere seguaci dei presidenti perdenti, Bolsonaro e Trump.

In entrambi i casi le manifestazioni erano state precedentemente annunciate ed erano state autorizzate dalle autorità. A Brasilia i manifestanti indossavano la maglietta gialla della nazionale di calcio e hanno esposto la bandiera nazionale. A Washington i manifestanti passeranno alla Storia per essere stati capeggiati da un giovane travestito da sciamano.

A Washington i video attestano l'ingresso pacifico dei manifestanti nella sede del Campidoglio, con i poliziotti che si fanno da parte per farli entrare, alcuni hanno fatto anche dei selfie con i manifestanti. C’è un video in cui si vedono gli agenti che spostano le transenne e lasciano passare i manifestanti.
L'irruzione nella sede del Congresso a Washington durò dalle ore 13 alle ore 14,30. Alle ore 21 la sede del Congresso era nuovamente operativa e il Senato riprese l'attività interrotta nella tarda mattinata.

A Brasilia le forze di sicurezza avevano informato il Governatore del Distretto federale di Brasilia Ibaneis Rocha che l'ingresso «pacifico» e «organizzato» nella spianata dei ministeri era stato «negoziato» con i manifestanti, poche ore prima dell'assalto. 
Il numero due del segretario alla Sicurezza, Fernando de Sousa Oliveira, aveva detto al Governatore: «Abbiamo negoziato in modo che scendano in modo pacifico, organizzato, accompagnato. È un ambiente molto calmo, molto piacevole. Una manifestazione molto soft, totalmente pacifica».
Tra i manifestanti c'era il nipote di Bolsonaro, Leonardo Rodrigues de Jesus, noto come “Leo Indio”, che ha affermato che i responsabili della distruzione degli edifici governativi «erano vandali mascherati e codardi travestiti da patrioti».
Il Presidente Lula, dopo la rimozione del Governatore Rocha, ha detto: «C’è stata incompetenza, mancanza di volontà o mala fede da parte di chi doveva occuparsi della sicurezza nel Distretto federale».

Cari amici, da che mondo è mondo i colpi di stato si fanno con le armi, coinvolgendo settori dell'esercito o milizie armate, scatenando delle guerre intestine, perpetrando delle stragi, provocando la distruzione di edifici. Ma soprattutto i colpi di stato si fanno per rovesciare il governo e assumere il potere dello Stato. 
Ebbene, non c'è nulla di ciò nel «golpe» denunciato da Lula o nella «insurrezione armata» paventata da Biden. 
Ed allora può sorgere il sospetto che si sia trattata di un'operazione deliberata e pianificata, infiltrando dei sabotatori di professione tra i manifestanti. Ovviamente l'obiettivo vero è la manipolazione del finto golpe e della finta insurrezione armata per criminalizzare l'avversario politico, diffondere un clima di terrore tra la popolazione, imporre successivamente un regime autoritario legittimato a stroncare sul nascere qualsiasi dissenso. 

Noi siamo assolutamente contrari al cambiamento dei governi con la forza. Ma prendiamo atto che la democrazia è ormai solo un paravento dietro cui si cela la dittatura della grande finanza speculativa globalizzata, a cui fanno riferimento sia Biden sia Lula.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Presidente e Fondatore della Casa della Civiltà

Martedì 10 gennaio 2023

Postato il 10/01/2023 15:56:25 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "SOLO LE DIMISSIONI DI FRANCESCO POTRANNO SCONGIURARE LO SCISMA"

Postato il 09/01/2023 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

“Il vero problema è che una parte dei cattolici non riconoscono Francesco come Papa e considerano la Chiesa «sede vacante». Solo con le sue dimissioni si potrà scongiurare lo scisma”

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Il vero problema che si pone in seno alla Chiesa cattolica, dopo la morte di Benedetto XVI il 31 dicembre 2022, è che una parte dei fedeli, difficilmente quantificabile, che non riconoscendo Francesco come Papa, considerano la Chiesa come «sede vacante», priva della sua Guida, del successore di Pietro e Vicario di Cristo in Terra. Solo con le sue dimissioni si potrà scongiurare lo scisma.

Il fatto che negli scorsi giorni l'arcivescovo Timothy Broglio, Presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha suggerito a Papa Francesco di dimettersi; il fatto che il cardinale Walter Kasper, già Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'unità dei cristiani, membro della Congregazione per la Dottrina della fede, non escluda che si dimetta: «Non so se il suo pontificato ora cambi o no, bisogna aspettare e vedere, non posso anticipare il Papa. Ma no, non credo che rinuncerà. Rinuncerà se non sarà più capace di affrontare le sfide del suo pontificato, sì, ma adesso va avanti»; sottintende che non si considera Francesco come il Vicario di Cristo in Terra, detentore del «munus petrino», ma semplicemente il Capo dello Stato del Vaticano, detentore del «ministerium», l'esercizio pratico del potere.
 
Il «munus petrino» è di fatto un istituto spirituale che sostanzia l'investitura a successore di Pietro e Vicario di Cristo in Terra da parte dello Spirito Santo che si manifesta attraverso la scelta del Collegio dei cardinali chiamati a designare il nuovo Papa.
Ebbene, proprio perché si tratta di una investitura divina, non di una designazione terrena, il «munus petrino» dovrebbe essere a vita, non è un mandato a tempo come è quello del Capo dello Stato.
Eppure dal 1983 il Diritto canonico consente al Papa di rinunciare al «munus petrino». Tuttavia, insigni latinisti rilevano che nella “Declaratio” con cui Benedetto XVI l'11 febbraio 2013 annunciò le sue dimissioni, ci sono dei grossolani errori di latino che lui non avrebbe potuto fare, proprio per evidenziare l'illegittimità dell'atto.
Resta il fatto che una parte del “Popolo della Chiesa” oggi non riconosce Francesco come il vero Papa e considera la Chiesa come «sede vacante».

In questo contesto si collocano le esternazioni fatte ieri, nel corso dell'Angelus a Piazza San Pietro, nella prima messa domenicale dopo i funerali di Benedetto XVI, in cui Papa Francesco si è indirettamente scagliato contro monsignor Georg Gänswein, il segretario particolare di Benedetto XVI e già Prefetto della Casa Pontificia, che sta per pubblicare un libro-intervista scritto dal vaticanista Saverio Gaeta, dal titolo “Nient’altro che la verità. La mia vita al fianco di Benedetto XVI” (Piemme). Monsignor Georg rivolge pesanti accuse a Francesco, soprattutto per averlo sollevato di fatto, all’inizio del 2020, dal ruolo di prefetto della Casa Pontificia, rendendolo, come scrive nel testo, un «prefetto dimezzato».
Queste sono state le parole di Papa Francesco: «Chiediamoci: io sono una persona che divide o condivide? Pensiamo un po’: io sono discepolo dell’amore Di Gesù o un discepolo del chiacchiericcio che divide e divide? Il chiacchiericcio è un’arma letale, uccide, uccide l’amore, uccide la società, uccide la fratellanza».

Cari amici, chi semina vento raccoglie tempesta. Papa Francesco sta pagando le conseguenze dello scontro frontale assunto nei confronti di tutti i prelati e gli ordini religiosi che non si sono sottomessi alla sua strategia politica, improntata al relativismo religioso, al nichilismo valoriale, all'omosessualismo, all'immigrazionismo, al globalismo, rivelandosi uno strumento importante per l'affermazione del Nuovo Ordine Mondiale che nulla ha a che fare non solo con il cristianesimo, ma neppure con la nostra umanità.

Noi ci auguriamo che la Chiesa cattolica e, più in generale, la cristianità, ritrovino una saldezza interiore e una unità sostanziale nella fede in Gesù Cristo e nell'adesione ai valori non negoziabili della vita, della dignità e della libertà della persona umana.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Presidente e Fondatore della Casa della Civiltà

Lunedì 9 gennaio 2023

Postato il 09/01/2023 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO]"IL CAPO DEI VESCOVI AMERICANI SUGGERISCE AL PAPA DI DIMETTERSI"

Postato il 08/01/2023 11:44:37 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

L'arcivesco Broglio suggerisce le dimissioni di Papa Francesco. Per il cardinale Kasper ci sono «scismi di fatto». Il cardinale Muller dice che la Chiesa «non è un partito o una Ong»

Cari amici buongiorno e buona domenica del Signore. Com'era prevedibile, la morte di Benedetto XVI ha fatto esplodere il conflitto in seno alla Chiesa cattolica tra tradizionalisti e progressisti, destra e sinistra, due comunità religiose che hanno una concezione contrapposta sulla società e il futuro dell'umanità, temi apparentemente laici ma che di fatto celano una diversa visione della spiritualità cristiana.

Ieri su “la Repubblica”, l'arcivescovo Timothy Paul Andrew Broglio, Presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, che è un tradizionalista, ha ammesso che «ci sono tensioni tra progressisti e conservatori», e ha evocato la possibilità delle dimissioni di Papa Francesco: «Forse la possibilità di un ritiro sarebbe più fattibile adesso che non c’è più il Papa emerito, ma questo ovviamente è pura speculazione perché non ho idea cosa ne pensi papa Francesco. Mi sembra uno che va avanti. Però ho visto anche la difficoltà, il fatto che non celebra: sono tutti elementi di un lavoro pastorale normale che mancano. Ma ovviamente è sempre lui che decide se ha le forze di continuare o no».

Ma il cardinale Walter Kasper, teologo, già Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'unità dei cristiani, attualmente membro della Congregazione per la Dottrina della fede, in una intervista a Repubblica pubblicata oggi a firma di Jacopo Scaramuzzi, non crede che Papa Francesco sia intenzionato a dimettersi: «Non so se il suo pontificato ora cambi o no, bisogna aspettare e vedere, non posso anticipare il Papa. Ma no, non credo che rinuncerà. Lui stesso ha detto esplicitamente che al momento non ha questo intenzione. Rinuncerà se non sarà più capace di affrontare le sfide del suo pontificato, sì, ma adesso va avanti. Vuole portare avanti il processo sinodale della Chiesa universale, fa già riflessioni sull'anno santo del 2025, giubileo del Concilio di Nicea. Al momento non è pronto a fare una rinuncia, se sarà necessario sì ma adesso no: come lui dice, non si governa con le gambe ma con la testa».
Il cardinale Kasper ammette che nella Chiesa cattolica c'è uno scontro tra conservatori e progressisti: «È ovvio che c'è uno scontro tra due sensibilità diverse, i cosiddetti progressisti e i cosiddetti conservatori, ma abbiamo bisogno di continuare il dialogo tra posizioni differenti, perché questi scontri non fanno bene alla Chiesa».
Arriva a parlare dell'esistenza di «scismi di fatto» ma non di «scisma reale»: «Io non parlo di scisma, forse ci possono essere degli scismi di fatto, ma non bisogna esagerare la situazione. Solo se la comunione eucaristica è interrotta si può parlare di scisma reale, ma questo non è il caso adesso: ancora parliamo e celebriamo insieme l'eucaristia. C'è una diversità di opinioni che non è certo una novità nella storia della Chiesa. In ogni Chiesa possono esserci preoccupazioni diverse: negli Stati Uniti, in Germania, ma anche in Africa, in Asia... il problema di oggi è che c'è una pluriculturalità della Chiesa e questo è molto difficile da coordinare e pacificare. Ma la pluralità non deve diventare uno scisma».
Conclude che il Sinodo globale indetto da Francesco sarà la sede per ricomporre le divisioni: «Il Sinodo è un modo per superare questi problemi: bisogna parlarsi, discutere dei problemi, e poi anche trovare dei compromessi. Ognuno ha la sua convinzione ma si deve anche rispettare l'altro, dialogare: questo è quello che vuole il Papa con questo processo sinodale».

Ma il cardinale Gerhard Müller, teologo, Prefetto Emerito della Congregazione per la Dottrina della fede, dell'ala conservatrice, in un'intervista di Domenico Agasso pubblicata ieri su “La Stampa”, conferma che «purtroppo ci sono queste tensioni» tra conservatori e progressisti. 
Ritiene che «il Papa abbia commesso un’imprudenza, perché non ha tenuto conto di alcune sensibilità dentro la Chiesa, quelle dei fedeli affezionati alla liturgia antica. (…) Non è stato prudente insistere con intransigenza nel disciplinare i cosiddetti tradizionalisti». A suo avviso Papa Francesco deve «essere più attento a ogni sensibilità, anche quelle più lontane dalle sue, in modo da provare a tenere tutti uniti. Ascoltare tutti, compresi quelli che non la pensano come lui».
È contrario al Sinodo e invoca un Concilio ecumenico: «Non siamo un’organizzazione politica o meramente umana, ma una creazione di Gesù Cristo» con il compito di «operare per la salvezza eterna dell’umanità». 
Teme la «confusione dottrinale. Dobbiamo riprendere la strada dei grandi Concili ecumenici. Il Papa, ogni Papa, deve essere al servizio dell’unità della Chiesa e della fede rivelata». La prima missione del Pontefice è «predicare il Vangelo». E la dottrina della Chiesa «non è il programma di un partito politico, i politici spesso cambiano idee a seconda dei gusti degli elettori. La Dottrina della Chiesa è l’espressione della Parola di Dio, e noi, gli uomini, non possiamo completare, correggere o modernizzare la Parola di Dio». Solo la si può spiegare «in modo più chiaro nelle sfide del mondo contemporaneo». Ma non c’è «possibilità di cambiare la rivelazione in Gesù Cristo». Rivolgendosi alla stampa americana, Muller ha così sintetizzato la sua opposizione al Sinodo indetto da Papa Francesco: «Siamo un partito o una Ong che può cambiare idea sulla base di una consultazione popolare?».

L'11 ottobre 2022, intervenendo sulle divisioni in seno alla Chiesa tra tradizionalisti e progressisti, aveva denunciato «il diavolo che vuole seminare la zizzania della divisione»: «Il Concilio ci ricorda che la Chiesa, a immagine della Trinità, è comunione. Il diavolo, invece, vuole seminare la zizzania della divisione. Non cediamo alle sue lusinghe, non cediamo alla tentazione della polarizzazione. Quante volte, dopo il Concilio, i cristiani si sono dati da fare per scegliere una parte nella Chiesa, senza accorgersi di lacerare il cuore della loro Madre! Quante volte si è preferito essere “tifosi del proprio gruppo” anziché servi di tutti, progressisti e conservatori piuttosto che fratelli e sorelle, “di destra” o “di sinistra” più che di Gesù; ergersi a “custodi della verità” o a “solisti della novità”, anziché riconoscersi figli umili e grati della santa Madre Chiesa. Tutti siamo figli di Dio, tutti siamo fratelli nella Chiesa».

Cari amici, all'indomani della morte di Benedetto XVI è esploso lo scontro tra “conservatori” e “progressisti”, rimasto sopito e latente fintantoché è stato in vita. Siamo probabilmente solo all'inizio della resa dei conti tra due visioni opposte non solo della vita ma anche della fede. Il pericolo dello scisma è stato ripetutamente evocato nel corso del pontificato di Francesco. 
Noi ci auguriamo che la Chiesa faccia la Chiesa e cessi di essere una fazione ideologica che concorre all'affermazione del Nuovo Ordine Mondiale del tutto scristianizzato e disumano. 

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Presidente e Fondatore della Casa della Civiltà

Domenica 8 gennaio 2023

Postato il 08/01/2023 11:11:29 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "NEL WEB LA NEOLINGUA DI ORWELL: MENO PAROLE ZERO LIBERTÀ"

Postato il 07/01/2023 15:43:03 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La “lingua del web” come la “neolingua” di Orwell, distrugge le parole, riduce il linguaggio, elimina il pensiero, abolisce la libertà, inculca l'inconsapevolezza

Cari amici buongiorno, buon fine settimana, Shabbat Shalom. George Orwell, nome d'arte di Eric Arthur Blair (1903-1950), nel suo capolavoro “1984” anticipa con straordinaria intuizione intellettuale, descritta con magistrale efficace, quali sono le conseguenze della radicale manipolazione e restrizione del linguaggio, al punto da alterare la funzionalità della mente e la concezione della vita.

Rileggere alcuni passaggi del romanzo “1984”, pubblicato nel 1949, diventato meritevolmente un pilastro della letteratura contemporanea, è fondamentale per capire il linguaggio in voga tra i fruitori delle piattaforme di comunicazione e di socializzazione virtuale, indicate come “social”,  presenti nella Rete, indicata come la “lingua del web”.  
Orwell è l'ideatore della «neolingua», antesignana della «lingua del web», fatta di neologismi, sigle, abbreviazioni, parole gergali, anglicismi, emoji. Leggiamo:

«Come va il dizionario?», chiese Winston alzando la voce per vincere il rumore.
«Procede lentamente» rispose Syme. «Adesso sono agli aggettivi. È un argomento affascinante.»
A sentir nominare la neolingua, il volto gli si era illuminato all'istante. Spinse da parte la gavetta, prese il pezzo di pane in una delle sue mani delicate e il formaggio nell'altra, poi si chinò in avanti verso Winston, in modo da non essere costretto a gridare.
«L'Undicesima Edizione è quella definitiva» disse. «Stiamo dando alla lingua la sua forma finale, quella che avrà quando sarà l'unica a essere usata. Quando avremo finito, la gente come te dovrà impararla da capo. Tu credi, immagino, che il nostro compito principale consista nell'inventare nuove parole. Neanche per idea! Noi le parole le distruggiamo, a dozzine, a centinaia. Giorno per giorno, stiamo riducendo il linguaggio all'osso. L'Undicesima Edizione conterrà solo parole che non diventeranno obsolete prima del 2050.»

Addentò voracemente il pezzo di pane, ingoiò un paio di bocconi, poi riprese a parlare, con una sorta di appassionata pedanteria. Il volto sottile e scuro gli si era animato, mentre gli occhi avevano perso quell'aria beffarda per farsi quasi estatici.
«È qualcosa di bello, la distruzione delle parole. Naturalmente c'è una strage di verbi e aggettivi, ma non mancano centinaia e centinaia di nomi di cui si può fare tranquillamente a meno. E non mi riferisco solo ai sinonimi, sto parlando anche dei contrari. Che bisogno c'è di una parola che è solo l'opposto di un'altra? Ogni parola già contiene in se stessa il suo opposto. Prendiamo “buono”, per esempio. Se hai a disposizione una parola come “buono”, che bisogno c'è di avere anche “cattivo”? “Sbuono” andrà altrettanto bene, anzi meglio, perché, a differenza dell'altra, costituisce l'opposto esatto di “buono”. Ancora, se desideri un'accezione più forte di “buono”, che senso hanno tutte quelle varianti vaghe e inutili: “eccellente”, “splendido”, e via dicendo? “Plusbuono” rende perfettamente il senso, e così “arciplusbuono”, se ti serve qualcosa di più intenso. Naturalmente, noi facciamo già uso di queste forme, ma la versione definitiva della neolingua non ne contemplerà altre. Alla fine del processo tutti i significati connessi a parole come bontà e cattiveria saranno coperti da appena sei parole o, se ci pensi bene, da una parola sola. Non è una cosa meravigliosa?» «Ovviamente» aggiunse come se gli fosse venuto in mente solo allora, «l'idea iniziale è stata del Grande Fratello.»
A sentire il nome del Grande Fratello, il volto di Winston fu attraversato da un tiepido moto d'interesse. Ciononostante, Syme colse in lui una certa mancanza d'entusiasmo. 

«Non hai ancora capito cos'è la neolingua, Winston» disse in tono quasi triste. «Anche quando ne fai uso in quello che scrivi, continui a pensare in archelingua. Ho letto qualcuno degli articoli che ogni tanto pubblichi sul “Times”. Non c'è male, ma sono traduzioni. Nel tuo cuore preferiresti ancora l'archelingua, con tutta la sua imprecisione e le sue inutili sfumature di senso. Non riesci a cogliere la bellezza insita nella distruzione delle parole. Lo sapevi che la neolingua è l'unico linguaggio al mondo il cui vocabolario si riduce giorno per giorno?»
Winston lo sapeva naturalmente. Non volendo cogliere il rischio di esprimere opinioni, si limitò a un sorriso che intendeva essere di assenso. Syme dette un altro morso al pezzo di pane nero, lo masticò, poi riprese:
«Non capisci che lo scopo principale a cui tende la neolingua è quello di restringere al massimo la sfera d'azione del pensiero? Alla fine renderemo lo psicoreato letteralmente impossibile, perché non ci saranno parole con cui poterlo esprimere. Ogni concetto di cui si possa aver bisogno sarà espresso da una sola parola, il cui significato sarà stato rigidamente definito, priva di tutti i suoi significati ausiliari, che saranno stati cancellati e dimenticati. Nell'Undicesima Edizione saremo già abbastanza vicini al raggiungimento di questo obiettivo ma il processo continuerà per lunghi anni, anche dopo la morte tua e mia. A ogni nuovo anno, una diminuzione del numero delle parole e una contrazione ulteriore della coscienza. Anche ora, ovviamente, non esiste nulla che possa spiegare o scusare lo psicoreato. Tutto ciò che si richiede è l'autodisciplina, il controllo della realtà, ma alla fine del processo non ci sarà bisogno neanche di questo. La Rivoluzione trionferà quando la lingua avrà raggiunto la perfezione. La neolingua è il Socing, e il Socing è la neolingua» aggiunse con una sorta di estatica soddisfazione. «Hai mai pensato, Winston, che entro il 2050 al massimo nessun essere umano potrebbe capire una conversazione come quella che stiamo tenendo noi due adesso?»
«Tranne...» cominciò a dire Winston con una certa esitazione, ma poi si fermò.
Era stato sul punto di dire “i prolet”; poi si era controllato, perché non era sicuro dell'ortodossia della sua osservazione. Syme, però, aveva indovinato quello che lui stava per dire.
«I prolet non sono esseri umani» disse con noncuranza. «Per l'anno 2050, forse anche prima, ogni nozione reale dell'archelingua sarà scomparsa. Tutta la letteratura del passato sarà stata distrutta: Chaucer, Shakespeare, Milton, Byron, esisteranno solo nella loro versione in neolingua, vale a dire non semplicemente mutati in qualcosa di diverso, ma trasformati in qualcosa di opposto a ciò che erano prima. Anche la letteratura del Partito cambierà, anche gli slogan cambieranno. Si potrà mai avere uno slogan come “La libertà è schiavitù”, quando il concetto stesso di libertà sarà stato abolito? Sarà diverso anche tutto ciò che si accompagna all'attività del pensiero. In effetti il pensiero non esisterà più, almeno non come lo intendiamo ora. Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e incosapevolezza sono la stessa cosa.»

Cari amici, quello che Orwell previde con la neolingua, la distruzione delle parole, la riduzione del linguaggio all'osso, l'eliminazione dei verbi, degli aggettivi, dei sinonimi e dei contrari, per restringere al massimo la sfera d'azione del pensiero e contrarre sempre di più la coscienza, la distruzione di tutta la letteratura del passato, l'abolizione del concetto di libertà, l'annullamento del pensiero radicando l'inconsapevolezza nelle persone, non è sostanzialmente lo stesso processo in atto con il “linguaggio del web”? 
Si potrebbe sospettare che i governanti dei cosiddetti “social” o delle piattaforme di messaggistica, si siano letteralmente ispirati a Orwell. Il finale, purtroppo, è la sottomissione alla dittatura del Grande Fratello e, nel nostro caso, alla grande finanza speculativa globalizzata.

Ma noi, pur consapevoli che si tratta di un'impresa immane, non ci rassegniamo alla sconfitta, continueremo la missione per far prevalere i valori inviolabili della vita, della dignità, della verità e della libertà.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Presidente e Fondatore della Casa della Civiltà

Sabato 7 gennaio 2023

Postato il 07/01/2023 15:41:10 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "I TRADIZIONALISTI NON RICONOSCONO FRANCESCO E ORA LA CHIESA È SENZA UN PAPA"

Postato il 06/01/2023 16:00:49 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Dopo Benedetto XVI viene allo scoperto la convinzione dei cattolici “tradizionalisti” che ora la Chiesa sia senza un Papa, non riconoscendo la legittimità del pontificato di Francesco

Cari amici buongiorno, Buona Festa dell'Epifania per i cristiani cattolici e Buona Vigilia di Natale per i cristiani ortodossi. 
I funerali di Benedetto XVI, ieri in Piazza San Pietro a Roma, stanno facendo venire allo scoperto un fatto di per sé traumatico, la convinzione di una parte dei fedeli cattolici che la Chiesa sia senza un Papa, non riconoscendo la legittimità del pontificato di Francesco. 
Difficile dire se questi fedeli cattolici siano una minoranza trascurabile o una presenza significativa. Di certo è che fintantoché è stato in vita, Benedetto XVI ha contenuto lo scontro latente tra i cattolici “tradizionalisti” e Francesco, espressione dei “modernisti”. 

I “tradizionalisti” rilevano che fino all'ultimo minuto, come è attestato nel Testamento spirituale pubblicato subito dopo la sua morte, Benedetto XVI si è firmato “PP”, Pontifex Pontificum, Pontefice dei Pontefici, titolo attribuito al Papa.

Alcuni latinisti hanno rilevato che il testo in latino della “Declaratio”, con cui Benedetto XVI annunciò le sue dimissioni l'11 febbraio 2013, contiene gravi errori di latino che il Papa, che era un rinomato latinista non avrebbe commesso, e che sarebbero degli errori intenzionali per segnalare l'invalidità giuridica della sua testimonianza.

I vaticanisti “tradizionalisti” sostengono che Benedetto XVI avrebbe comunque rinunciato solo a due funzioni dell’esercizio pratico del potere (“ministerium”), ma avrebbe conservato il “munus” spirituale, l’incarico divino, che è l'attribuzione che qualifica l'essere Papa, nel senso che il Papa è solo chi detiene il “munus”. 

Nella “Declaratio”, Benedetto XVI giustificò la decisione di dimettersi con ragioni di salute e il sopraggiungere di eventi straordinari: «Sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitarsi in modo adeguato il ministero petrino». «Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro».
 
Chiariamo che dall'11 febbraio 2013 al 31 dicembre 2022, data della sua morte, sono passati nove anni, nel corso dei quali Benedetto XVI ha continuato a scrivere libri e saggi, a incontrare religiosi e personalità laiche, mantenendo fino all'ultimo una totale lucidità mentale. Ecco perché la tesi delle sue dimissioni per ragioni di salute non regge.

Di sicuro il colpo di grazia al pontificato di Benedetto XVI fu la decisione dell'amministrazione statunitense, all'epoca il Presidente era Barack Hussein Obama, che ha un ramo della famiglia di fede islamica e si è prodigato per promuovere il relativismo e il globalismo, di includere il Vaticano tra gli Stati da monitorare perché sospettato di riciclare denaro “sporco”, frutto di attività illecite. Fu così che l'amministrazione Obama ordinò il blocco del sistema Swift, che regola le transazioni delle banche nel mondo, impedendo di fatto al Vaticano di svolgere attività finanziarie con il resto del Mondo. E, incredibilmente, subito dopo le dimissioni di Benedetto XVI, il sistema Swift fu ripristinato.

Il breve pontificato di Benedetto XVI, iniziato il 19 aprile 2005, fu scosso da altri due eventi traumatici, la violenta reazione del Mondo islamico alla sua Lectio Magistralis a Ratisbona del 12 settembre 2006 e gli scandali di pedofilia che coinvolsero alti prelati della Chiesa in varie parti del Mondo. 
 
Ieri sera Rai 3 ha trasmesso un'intervista di Monsignor Georg Gänswein, l'uomo più vicino a Benedetto XVI, realizzata da Ezio Mauro e pubblicata su “la Repubblica” il 2 gennaio, dal significativo titolo “In Vaticano il diavolo ha agito contro Benedetto XVI”.

Cari amici, noi ci auguriamo che la Chiesa cattolica recuperi la sua credibilità e torni ad essere un faro di certezza nella testimonianza della fede in Gesù Cristo, nella predicazione del messaggio evangelico, nella difesa della morale naturale, nella salvaguardia dei valori inviolabili della sacralità della vita, del primato della famiglia naturale, del dovere della comunità di perseguire il bene comune.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Presidente e Fondatore della Casa della Civiltà

Venerdì 6 gennaio 2023

Postato il 06/01/2023 15:17:19 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam