Lo strapotere della burocrazia dello Stato che s’impone sulla volontà dei Presidenti e dei politici eletti dal popolo. Putin ci aiuta a capire la realtà dello «Stato profondo»

Cari amici buongiorno. Nell’interessante documentario in quattro puntate del regista americano Oliver Stone «Le interviste a Putin», registrato tra il 2015 e il 2017, il Presidente russo alla domanda quale candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, nelle elezioni del 2016, avrebbe preferito che vincesse, risponde:
«Chiunque vincerà farà sostanzialmente la stessa politica. Chi decide è l’apparato della burocrazia. La burocrazia è molto forte».
E fa questo esempio: «Il Presidente Obama, appena eletto, promise che avrebbe smantellato la prigione di Guantanamo a Cuba». Si tratta di una prigione di massima sicurezza degli Stati Uniti in territorio cubano dove erano detenuti dei terroristi islamici. «Ebbene, dopo due mandati, Obama non è riuscito a farla smantellare perché chi veramente decide è l’apparato della burocrazia».

Quando si evoca la presenza del «Deep State» o «Stato profondo», automaticamente i mezzi di comunicazione di massa ligi al potere e i politici che incarnano il potere, denunciano una tesi precostituita di natura cospirazionista, senza alcun fondamento. Viene immediatamente negato il fatto che il governo reale non risieda in coloro che vengono eletti dai cittadini attraverso il voto o anche in coloro che accedono alle cariche pubbliche attraverso dei concorsi pubblici. Escludono categoricamente che esisterebbe una sorta di “governo ombra”, di “governo segreto”, di “criptocrazia”, in definitiva di uno “Stato nello Stato”.
Taluni individuano lo «Stato profondo» nella “Massoneria mondialista”, nella “Cupola oligarchica”, nella “Grande finanza speculativa globalizzata”.

Ebbene, a mio avviso, c’è un contenuto di verità in ciascuna delle descrizioni su chi detiene il potere reale. Tuttavia perdiamo di vista la verità più esplicita e più tangibile, ed è quella indicata da Putin, ovvero lo strapotere della burocrazia dello Stato. Non solo negli Stati politicamente e economicamente centralizzati, come è il caso della Russia e molto di più della Cina capital-comunista, ma anche negli Stati cosiddetti democratici e liberali, quali ad esempio gli Stati Uniti o l’Italia.
Di sicuro chi rappresenta la burocrazia dello Stato, una volta che s’insedia, ci rimane a vita, mentre i politici sono solo di passaggio, escono dalla scena pubblica al termine del loro mandato.
Di sicuro, sono i rappresentanti della burocrazia dello Stato che guidano e di fatto determinano l’operato concreto dei rappresentanti politici chiamati a decidere dei provvedimenti all’interno di strutture e di un sistema di regole che ignorano.
Di sicuro, nessun provvedimento voluto dai politici potrebbe mai essere adottato senza il consenso dei vertici dell’apparato della burocrazia che è preposta a verificare la compatibilità dei singoli provvedimenti con il sistema e le regole precostituite.
Di sicuro è l’apparato della burocrazia il vero depositario delle risorse dello Stato, il vero gestore del fiume di denaro pubblico alimentato dalle tasse dirette e indirette pagate volenti o nolenti dai cittadini.

Cari amici, la realtà dello strapotere della burocrazia dello Stato ci dice innanzitutto che per conoscere la verità dobbiamo semplicemente guardare e capire correttamente ciò che è davanti ai nostri occhi e ciò che è palese per il nostro intelletto.
L’effettiva presenza di un ulteriore livello di potere, che decide chi fa parte e chi comanda in seno alla burocrazia dello Stato, è senz’altro plausibile e verosilmente riconducibile all’oligarchia che ha imposto una dittatura finanziaria, politica, culturale, sanitaria e mediatica a livello mondiale.
In secondo luogo la realtà lo strapotere della burocrazia dello Stato ci impone una riflessione sul senso e sulla ragione del nostro impegno politico. Siamo certi che siamo noi cittadini gli autentici protagonisti del destino dello Stato che si verrebbe a determinare dal risultato del nostro voto alle elezioni per il Parlamento nazionale o europeo? O forse le elezioni per cui ci appassioniamo, ci confrontiamo e ci scontriamo, sono solo la valvola di sfogo concessa ai cittadini per incanalare, fagocitare, metabolizzare e nullificare il dissenso nei confronti di chi realmente detiene il potere, chi realmente decide le sorti dello Stato, chi realmente determina la nostra vita?
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Sabato 10 settembre 2022

Postato il 11/09/2022 08:17:22 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Appello a chi vota e a chi non vota per una mobilitazione popolare dopo le elezioni per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia

Cari amici buongiorno. Mi rivolgo a chi legittimamente sceglie di votare e a chi fondatamente sceglie di non votare alle elezioni per il rinnovo del Parlamento il 25 settembre 2022,  per promuovere tutti insieme dopo le elezioni una mobilitazione popolare per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia. 

Rispetto e comprendo chi sceglie di andare a votare. Io scelgo di non andare a votare perché ho maturato il convincimento che questo sistema di potere non sia riformabile dall'interno delle istituzioni di uno Stato collassato, di una democrazia marcia, di una Giustizia morta e di una civiltà decaduta. Non è un voto “contro” un sistema di potere irriformabile in cui chiunque vada al potere si ritroverà costretto a fare sostanzialmente le stesse cose del suo predecessore, rivelandosi un'alternanza di potere senza un'alternativa politica. Ma è un voto “per” un'alternativa culturale, civile e politica che si traduca concretamente in un nuovo modello di civiltà, di Stato, di società e di sviluppo che trasformino l'Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita.

C’è chi vota perché è convinto della bontà del programma elettorale del proprio partito.
C’è chi vota per lealtà nei confronti del proprio partito, perpetuando una tradizione che si sostanzia di una dimensione ideale e affettiva.
C’è chi non è del tutto convinto dell’insieme della realtà dei partiti e tuttavia decide di votare il partito “meno peggio”, perché concepisce il voto un dovere da adempiere per salvaguardare un diritto acquisito anche con il sacrificio delle precedenti generazioni.
C’è chi vota non “per” ma “contro” un partito o uno schieramento politico, dando il voto al partito o allo schieramento avverso pur di contrastarlo, anche se non è del tutto convinto della bontà di chi ha votato. 
C'è chi vota per favorire il successo di una singola causa o impedire la sconfitta di una singola causa, ad esempio la sacralità della vita o il primato della famiglia naturale, scegliendo quel partito o quella coalizione che risultino più aderenti alla singola causa.
C'è chi vota per sostenere un singolo candidato che si conosce personalmente o di cui si ha stima, lo si reputa affidabile e lo si vorrebbe come presenza integerrima all'interno del Parlamento.

C'è chi non vota perché comprensibilmente è deluso da tutti i partiti, soprattutto dopo l'esperienza del Governo Draghi che ha visto confluire in un unico calderone quasi tutti i partiti di destra, di centro e di sinistra, evidenziando come non mai l'assenza di specificità ideologiche, ideali, identitarie e valoriali per cui è diventato del tutto velleitario continuare a distinguere i partiti come di destra, di centro e di sinistra, accreditando il degrado della democrazia nella partitocrazia consociativa, finalizzata alla conquista del potere e alla spartizione delle fette del potere costi quel che costi.
C'è chi non vota perché è nauseato dall'ignoranza, dall'immoralità e dalla spregiudicatezza dei politici che arrivano a conquistare i posti di comando nel sistema del potere pur essendo privi di cultura e di moralità, senza competenze ed esperienze professionali specifiche all'ambito che sono chiamati a governare, facendoci toccare con mano la vergognosa realtà della politica come mercato e arena dei peggiori arrivisti che trasformano lo Stato in un territorio di razzie e regolamento dei conti per depredare il denaro pubblico, facendo prevalere l'arbitrio, l'arroganza e la violenza, al punto che oggi in Italia la Mafia più potente è lo Stato stesso.
C'è chi non vota perché a ragione non individua in nessun partito un soggetto politico positivo e costruttivo, depositario di una proposta concreta che sostanzi delle soluzioni praticabili ai problemi reali del popolo, arrivando alla conclusione che non si possa più continuare a concepire la politica come una ininterrotta ed ossessiva denuncia, limitandosi a accusare e a condannare qualcun altro per tutto ciò che non va bene senza avere la capacità di indicare quale sia l'alternativa auspicabile e realisticamente attuabile, dando vita a uno spettacolo assurdo e osceno in cui anche chi sta al potere si comporta come se fosse all'opposizione, perpetuando una infinita campagna elettorale perché prevale la caccia al voto e non il bene degli italiani.

Io a queste elezioni, per la prima volta, scelgo di non votare. Non è un voto “contro” questo sistema di potere che io considero irriformabile, ma è un voto “per” favorire il miracolo della resurrezione dell'Italia.
In passato anch'io ho votato sia perché convinto o per tradizione, sia per senso del dovere o con il voto “contro”. 
Finora ho creduto o sperato che le elezioni avrebbero potuto produrre un cambiamento politico sostanziale se avesse vinto il partito o lo schieramento prescelto. 
Ma sulla base della mia esperienza come politico dopo aver fondato il Partito «Io amo l'Italia», essere stato membro del Parlamento Europeo, aver partecipato alle elezioni regionali e nazionali sia autonomamente sia con altri partiti, aver conosciuto bene i partiti e i loro dirigenti, ho maturato il convincimento che questo sistema di potere è irriformabile dall'interno delle istituzioni. Questo Stato collassato, questa democrazia marcia, questa Giustizia morta, questa civiltà decaduta, non potranno mai essere riformati attraverso l'attività consentita dall'interno del Parlamento e del Governo nel contesto in cui è intrappolata l'Italia a livello locale, europeo e internazionale. 

Cari amici, lancio un appello a chi vota e a chi non vota per una mobilitazione popolare dopo le elezioni per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia.
Invito tutti i Protagonisti e gli amici della Comunità «Casa della Civiltà» a partecipare al necessario dibattito e a un confronto costruttivo scrivendo e pubblicando la propria riflessione in questa nostra nuova rubrica “Elezioni legislative. Perché voto. Perché non voto”. 
Vogliamo dare un contributo serio, con riflessioni fondate e argomentate, con uno spirito positivo e una finalità costruttiva, per aiutare gli italiani a scegliere e a agire conformemente a ciò che ciascuno maturerà dentro di sé. 
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Martedì 6 settembre 2022

Postato il 06/09/2022 14:47:33 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

I grandi industriali di Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna, le 4 regioni che producono metà del Pil nazionale, denunciano l’aumento stratosferico del costo dell’energia e ammoniscono che l’Italia rischia la «deindustrializzazione» e la destabili

Cari amici Buona Domenica del Signore. Non solo le famiglie, non solo le piccole e medie imprese, ma anche i grandi industriali lanciano l’allarme per il costo esorbitante dell’energia e avvertono che senza adeguati provvedimenti per calmierare i prezzi si precipiterà nella «deindustrializzazione dell’Italia».
Lo scorso 30 agosto si sono incontrati i Presidenti della Confindustria del Piemonte Marco Gay, della Lombardia Francesco Buzzella, del Veneto Enrico Carraro e dell’Emilia-Romagna Annalisa Sassi. Insieme a loro c’erano gli assessori allo Sviluppo economico delle quattro Regioni.
I Presidenti della Confindustria delle quattro Regioni più industrializzate che da sole producono più della metà del Pil (Prodotto interno lordo) dell’Italia, hanno denunciato che «mentre nel 2019 il totale dei costi di elettricità e gas sostenuti dal settore industriale delle quattro Regioni ammontava a circa 4,5 miliardi di euro, nel 2022 gli extra-costi raggiungeranno - nell'ipotesi più ottimistica rispetto all'andamento del prezzo - circa 36 miliardi, cifra che potrebbe essere superiore ai 41 miliardi nello scenario peggiore». 
A loro avviso, la crisi generata dall'emergenza energetica «in assenza di quelle misure di contenimento dei prezzi richieste da mesi dalle imprese, sta paralizzando il sistema industriale italiano con il forte rischio di deindustrializzare il Paese mettendo a repentaglio la sicurezza e la tenuta sociale nazionale».
Ammoniscono che «ferma restando la necessità di definire, fin da subito, una programmazione energetica nazionale con interventi e investimenti a medio-lungo termine in grado di assicurare la sicurezza e la sostenibilità della produzione energetica e delle forniture di gas, le imprese non possono attendere un giorno di più quelle misure necessarie a calmierare i prezzi di gas ed energia elettrica». 
Tra le misure considerate necessarie ci sono l'introduzione di un tetto al prezzo del gas (europeo o nazionale); la sospensione del meccanismo europeo che prevede l'obbligo di acquisto di quote Ets (Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra) a carico delle imprese; la riforma del mercato elettrico e separazione del meccanismo di formazione del prezzo dell'elettricità da quello del gas; interventi per il contenimento dei costi delle bollette con risorse nazionali ed europee e la destinazione di una quota nazionale di produzione da fonti rinnovabili a costo amministrato all'industria manifatturiera. 
La conclusione è drastica: «Risulta impossibile mantenere la produzione con un tale differenziale di costo rispetto ad altri paesi (Ue e extra Ue) nostri competitori. Si penalizzano esportatori e Pmi (Piccole e medie imprese), ma si annulla anche il rilancio economico post pandemia».

Cari amici, tocchiamo con mano che questa crisi energetica mette a repentaglio non solo il sistema produttivo, ma anche, come sottolineano i Presidenti della Confindustria, «la sicurezza e la tenuta sociale nazionale». Correttamente chiedono che, in parallelo ai provvedimenti d’emergenza, il Governo una strategia che renda l’Italia autonoma sul piano energetico. L’autonomia non significa sostituire il gas della Russia, da cui l’Italia dipende al 46%, con il gas dell’Algeria, Libia, Iraq e Congo, Paesi tutt’altro che affidabili sul piano politico. L’autonomia significa investire da subito nelle fonti energetiche alternative agli idrocarburi, sia incrementando quelle già presenti, ovvero l’energia solare, idroelettrica, geotermica, eolica, ma avviando un massiccio piano per la costruzione dei termovalizzatori e di centrali nucleari. Ecco perché la strategia finora indicata dal Governo Draghi non convince nessuno ed è comunque fallita. Mettersi contro la Russia all’avvicinarsi dell’inverno, quando il fabbisogno energetico si impenna, significa essere dei folli votati al suicidio.
Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Domenica 4 settembre 2022

Postato il 04/09/2022 12:38:37 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Fino a 48 ore fa l'UE era contraria al tetto al prezzo del gas perché viola la liberalizzazione dei prezzi. Ieri l'ha accettato perché metterebbe in ginocchio l'economia russa.

Buongiorno amici. Com'è possibile che l'Unione Europea, nel giro di 48 ore, dopo essersi opposta a mettere un tetto al prezzo del gas, principalmente importato dalla Russia, perché viola la liberalizzazione dei prezzi, nonostante che il caro bollette sta mettendo in ginocchio l'economia europea, ha radicalmente cambiato posizione accettando e esaltando un accordo sul tetto al prezzo del gas russo concependolo come il colpo di grazia che metterà in ginocchio l'economia russa, condannerà alla sconfitta dell'esercito russo in Ucraina e porrà fine al potere di Putin?
Eppure si tratta sostanzialmente dello stesso tetto al gas, considerando che la Russia vende all'Unione Europea l'80% del gas, in aggiunta al 50% del petrolio che produce. Annualmente ai Paesi europei arrivano 200 miliardi di metri cubi di gas russo all'anno. I principali Stati europei che dipendono dal gas russo sono la Finlandia (94%), Lettonia (93%), Bulgaria (77%), Germania (49%), Italia (46%), Polonia (40%), Francia (25%).

Il 31 agosto, ovvero 48 ore prima del vertice virtuale dei ministri delle Finanze del G7, il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck aveva pubblicamente espresso la sua contrarietà alla proposta del tetto al prezzo del gas russo: «Ci sono grossi problemi da affrontare se si sceglie un rigido tetto ai prezzi. Ci sono altre possibilità per influenzarli. È vero che ho parlato con i colleghi europei. Ci sono notevoli problemi da risolvere e una serie di possibilità per influenzare i prezzi, ne parleremo al Consiglio sull’energia», previsto per il 9 settembre.
Lo scorso 24 giugno il Primo ministro olandese Mark Rutte aveva ammonito che mettere un tetto al prezzo del gas russo si sarebbe ritorto contro gli Stati europei: «Pensiamo che gli effetti negativi superino quelli positivi», aveva detto ventilando la possibilità che la Russia interrompa totalmente le forniture di gas all'insieme dell'Unione Europea.
Fino a 48 ore fa solo l'Italia, la Grecia, la Spagna e il Portogallo erano apertamente favorevoli a mettere un tetto al prezzo del gas russo a condizione che lo facesse l'Unione Europea.
Per la verità Spagna e Portogallo hanno già ottenuto dalla Commissione Europea l'autorizzazione a mettere un tetto di 40 euro a megawattora per 6 mesi e successivamente di 70 euro per altri sei mesi, con la differenza pagata dallo Stato, per favorire imprese e famiglie. L'accordo è stato definito la «eccezione iberica», considerando l'isolamento dei due Paesi dalla rete di energia presente nel resto dell'Europa.
Ma gli altri Stati, soprattutto quelli del Nord Europa, erano contrari, a partire dall'Olanda che ospita il principale mercato del gas che determina il prezzo del gas delle nostre bollette, perché sono anch'essi produttori di gas e pertanto hanno insistito sulla salvaguardia della liberalizzazione dei prezzi, principio caro e sostenuto anche dalla Commissione Europea.

Ieri invece al termine di un vertice virtuale dei ministri delle Finanze dei Paesi del G7, Stati Uniti, Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Canada, Giappone, è stato annunciato un accordo di principio che deve essere ancora definito e implementato: «Il tetto ai prezzi è pensato per ridurre le entrate della Russia e la sua capacità di finanziare la sua guerra di aggressione, limitando al contempo l'impatto della guerra russa sul mondo».
Il Segretario al Tesoro statunitense, Janet Yellen, ha detto che «il G7 ha compiuto un passo avanti fondamentale per raggiungere il nostro doppio obiettivo di abbassare le pressioni sui prezzi energetici e negare a Putin i ricavi per finanziare la sua brutale guerra in Ucraina».
Il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner ha detto che con il tetto al prezzo del gas «il G7 ridurrà significativamente la maggior fonte di finanziamento della Russia per la sua guerra illegale».

Purtroppo sia gli Stati Uniti sia l'Unione Europea si sbagliano. All'approssimarsi dell'inverno il coltello dalla parte del manico ce l'ha la Russia, che è il principale produttore di gas al mondo e il principale esportatore di gas all'Unione Europea. Proprio oggi Gazprom, la multinazionale controllata dallo Stato russo, ha annunciato il blocco delle forniture di gas all'Unione Europea. Liam Peach, di Capital Economics, in un'analisi pubblicata da Bloomberg News, spiega che la Russia può permettersi di chiudere i rubinetti del gas all'Europa per un anno con poche conseguenze per il proprio bilancio pubblico. Capital Economics è un'azienda di ricerca economica indipendente con sede a Londra.

Cari amici, prendiamo atto che questa Unione Europea ha escluso il tetto al prezzo del gas quando si trattava di salvaguardare la vita dei propri cittadini e la sopravvivenza delle proprie imprese, mentre l'ha accettato perché danneggerebbe l'economia russa e costringerebbe la Russia di Putin ad arrendersi nella guerra in Ucraina. Di fatto il cambio di posizione dell'Unione Europea l'ha imposto gli Stati Uniti, interessato a venderci il suo gas di qualità inferiore e di gran lunga più caro rispetto a quello russo. Ma soprattutto gli Stati Uniti vogliono perpetuare la sottomissione dell'Europa al suo potere militare, finanziario e economico.
La Casa della Civiltà è assolutamente contraria a questa Unione Europea e alla sottomissione agli Stati Uniti. Mobilitiamoci per promuovere il riscatto dell'Italia come Stato indipendente e sovrano, forte della propria moneta, delle proprie leggi, della propria sicurezza e difesa.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Sabato 3 settembre 2022

Postato il 03/09/2022 17:29:10 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

I sondaggisti sono certi e i politici temono che alle elezioni del 25 settembre il primo partito sarà l'astensionismo. La responsabilità principale è dei partiti che hanno monopolizzato il potere trasformando la democrazia in partitocrazia consociativa

Cari amici buongiorno. I sondaggisti sono certi e i politici temono che alle imminenti elezioni legislative del 25 settembre il primo partito sarà quello degli astensionisti. Alle ultime elezioni legislative del 2018 l'astensionismo fu del 27,1%. Secondo alcuni analisti potrebbe aumentare al 35%. Considerando che difficilmente un singolo partito riuscirà a realizzare il quasi 33% ottenuto nel 2018 dal M5S grazie alla promessa del Reddito di cittadinanza, appare plausibile che prevarrà la percentuale degli astensionisti.

Sappiamo bene che i sondaggi pubblicati possono essere intenzionalmente manipolati per condizionare le scelte degli elettori. Lo abbiamo riscontrato anche alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti del 2016 quando, fino a poche ore dall'annuncio del risultato, tutti i sondaggi davano per certa la vittoria di Hillary Clinton mentre vinse Donald Trump, inviso a tutti i mezzi di comunicazione di massa. 

In Italia, oltretutto, il voto degli elettori è risultato finora facilmente influenzabile fino all'ultimo istante. Il successo dello spettacolo inscenato da Silvio Berlusconi nella trasmissione “Servizio pubblico” di Michele Santoro con Marco Travaglio il 10 gennaio 2013, fece salire il consenso del Pdl (Popolo della Libertà) e della coalizione di Centrodestra di circa 10 punti alle elezioni legislative del 24 e 25 febbraio 2013, rispetto alle previsioni fatte dai sondaggi.
 
Renato Mannheimer, sociologo e sondaggista, già docente di Analisi dell'opinione pubblica, Tecniche di analisi dell'opinione pubblica, Tecniche di rilevazione presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, titolare dell'ISPO, Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione, è certo che alle elezioni legislative del 25 settembre crescerà la percentuale dell'astensionismo. 
In delle dichiarazioni all'Adnkronos, Mannheimer dice: «Di queste elezioni mi colpisce il livello dello scontro, uno scontro tra schieramenti ed esponenti politici fatto di insulti, di offese e contrapposizioni, senza una discussione comprensibile sui contenuti». 
«Mi rendo conto che questa è la strategia più immediata e remunerativa. Al di là degli slogan e della polemica quotidiana, manca una discussione vera sui problemi del Paese che sono diversi e molto grandi. Nella politica del tutti contro tutti, ogni mezzo è lecito per rubare un voto all'avversario o se necessario anche all'alleato. L'elettore è disorientato ed è ragionevole prevedere un aumento molto forte dell'astensione».
Mannheimer sostiene che l'astensione interesserà soprattutto i giovani. Il 25 settembre per la prima volta anche i diciottenni potranno votare per il Senato: «Penso che tanti giovani al primo voto, pur essendo potenzialmente interessati a farsi un'idea politica in particolare attraverso i social media (come vediamo molti leader sono sbarcati su Tik Tok) ma l'offerta informativa è superficiale, poco interessante, e quindi, chi è al primo voto, facile che decida di astenersi. Io sono sicuro che il 25 settembre una bella fetta di diciottenni girerà al largo dal seggio elettorale».

Cari amici, per la verità i politici ignoranti e volgari, gli spettacoli televisivi indecorosi, l'eterna campagna elettorale fatta di scontri urlati e che talvolta culminano nella degenerazione della rissa violenta, sono ormai un fatto acquisito che connota il marciume della politica. La disaffezione dei cittadini sia dai mezzi di comunicazione di massa sia dai seggi elettorali si è consolidata nel tempo. 
Il 25 settembre i partiti che hanno monopolizzato il potere, trasformando la democrazia nella partitocrazia consociativa, in cui l'unica cosa che conta è la cattura del voto costi quel che costi e la spartizione delle poltrone e del denaro pubblico, raccoglieranno quello che hanno finora seminato.
Noi cittadini intellettualmente onesti e moralmente integri, che amiamo l'Italia e che vogliamo garantire una qualità di vita migliore ai nostri figli, non possiamo che scegliere di mobilitarci per ricostruire dalle fondamenta un nuovo modello di Stato e di democrazia, di sviluppo, di società e di civiltà.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Venerdì 2 settembre 2022

Postato il 02/09/2022 10:47:58 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Per abbattere il prezzo della bolletta energetica è necessario pagare il prezzo reale dell'energia e eliminare il 50% di costi che vanno allo Stato pagati con denaro già tassato

Cari amici buongiorno. Finalmente i partiti, in piena campagna elettorale in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento il 25 settembre, sono stati costretti a parlare di un problema reale: l'aumento stratosferico e gravosissimo per le imprese e per le famiglie delle bollette energetiche, che si ripercuote a catena sull'intero sistema della produzione e dei consumi, con l'aumento considerevole delle materie prime, dei beni alimentari, dei manufatti artigianali e industriali.

Chiariamo subito che l'impennata degli aumenti del prezzo del gas e dell'elettricità è iniziata con la criminale gestione della pandemia di Covid-19 che ha costretto a restare segregati a casa decine di milioni di italiani. Nel gennaio 2022, rispetto al gennaio 2021, si registrò un aumento dell'energia elettrica del 55% e del gas del 41,8%. Pertanto la guerra iniziata ufficialmente il 24 febbraio 2022 con l'invasione della Russia in Ucraina non è la causa originaria degli aumenti, ma una causa aggiuntiva che, piaccia o meno, induce la Russia nel contesto della guerra e delle sanzioni economiche imposte dall'Occidente, a sanzionare gli Stati nemici riducendo o tagliando loro le forniture di gas determinando l'ulteriore aumento dei prezzi.
 
Vediamo subito come viene determinato il prezzo del gas in bolletta. L'indice di riferimento si chiama TTF, Title Transfer Facility, ed è l'indice del mercato dove avviene la compra-vendita di gas alla Borsa di Amsterdam, una piazza virtuale, che è diventata la piazza di riferimento per gli scambi sul mercato libero in Europa. Si considerano il TTF Spot, che indica il prezzo della fornitura di gas con consegna immediata, quanto si paga oggi per il gas che consegneremo domani; e il TTF Futures, i prezzi stimati per la consegna di gas nel lungo termine, quanto immagino di pagare tra due o tre mesi per la fornitura di gas sulla base della maggiore o minore disponibilità della materia prima. Il TTF Spot e il Ttf Futures determinano il valore del TTF mensile, la media aritmetica delle quotazioni giornaliere per il mese di fornitura, cioè quello precedente, un valore in euro per megawattora. Questo valore viene convertito in standard per metro cubo secondo i parametri stabiliti dall'Autorità di regolazione dell'energia, l'Arera (Autorità amministrativa indipendente dello Stato); a questo valore si aggiunge il margine di guadagno del fornitore. Il risultato determina il prezzo del gas in bolletta per la parte che attiene al costo dell'energia.
Il prezzo del gas alla Borsa di Amsterdam si è impennato da poche decine di euro nel 2005 fino a sfondare i 300 euro, con un aumento vertiginoso a partire dal 2020 con l'inizio dello «stato di emergenza» per il Covid-19, il confinamento di intere popolazioni nelle proprie case, il blocco delle attività produttive, la diffusione della paura e del panico tra i cittadini. 
È in questo contesto che i fondi finanziari speculativi, a partire dagli hedge fund, titoli che scommettono sul futuro deprezzamento degli stessi e il cui guadagno è la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di riacquisto, hanno scommesso sulla minore disponibilità di gas e provocato l'aumento vertiginoso dei prezzi non corrispondente ai volumi di gas realmente scambiati, speculando sull'incertezza geopolitica e forti del fatto che il TTF non è un mercato regolamentato.

Prendiamo quindi atto che il prezzo del gas che noi paghiamo è di natura speculativa. Non è il prezzo del gas realmente praticato dallo Stato produttore allo Stato acquirente. Nel caso specifico del gas russo da cui dipendiamo per il 46% del nostro fabbisogno complessivo, il prezzo che noi cittadini paghiamo in bolletta non è il prezzo reale d'acquisto praticato dalla Gazprom, la multinazionale controllata dal Governo russo, all'Eni, l'Ente nazionale idrocarburi, la multinazionale controllata dal Governo italiano, ma è il prezzo virtuale speculativo stabilito dalla Borsa non regolamentata di Amsterdam, le cui oscillazioni sono determinate da fondi e titoli speculativi che investono sul tracollo del mercato del gas facendo impennare i prezzi.

Ebbene la soluzione è semplice: se il Governo italiano avesse realmente a cuore l'interesse supremo dello Stato e il bene primario degli italiani, abbandoni immediatamente il riferimento al TTF e stabilisca il prezzo del gas in bolletta sulla base del costo realmente pagato dall'Eni alla Gazprom nel caso del gas russo.
A ciò dobbiamo aggiungere che se il gas fornito oggi nelle case e nelle aziende italiane è gas acquistato e immagazzinato sei o tre mesi fa, il prezzo in bolletta deve fare riferimento al costo pagato all'epoca, non al prezzo attuale che è comunque aumentato in conseguenza della reazione della Russia al sostegno militare dell'Occidente all'Ucraina e alle sanzioni economiche e finanziare imposte.

Senza essere esperti di questioni energetiche e limitandoci a metterci nei panni dei padri o delle madri che si vedono arrivare a casa la bolletta della luce e del gas e sono invitati a pagarla alla data stabilita, ebbene ciò che emerge è che il costo dell'energia si aggira attorno al 50%, mentre il restante circa 50% sono soldi che vanno allo Stato sotto forma di accise, Iva, spese di trasporto e oneri di sistema. Queste percentuali possono modificarsi in considerazione del mercato che sta implodendo a causa dell'impennata dei prezzi.
Ebbene, anche per quanto concerne la quota in bolletta che va allo Stato, sempre se il Governo avesse veramente a cuore l'interesse supremo dello Stato e il bene primario dei cittadini, dovrebbe decidere di porre fine a questo prelievo. 
Innanzitutto perché, nell'immediato, la priorità assoluta deve essere quella di salvare le imprese e di non devastare ulteriormente le famiglie che non sono realisticamente in grado di pagare delle bollette energetiche che arrivano a quintuplicare rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Su un piano di principio, si deve porre fine alla realtà fin troppo presente della miriade di tasse dirette e indirette che si debbono pagare con denaro già tassato alla fonte, affermando il principio che si applica un'unica tassa che corrisponda al doveroso contributo di ciascun cittadino, conformemente alla propria disponibilità, per sostenere l'insieme dei costi dei servizi di pubblica utilità. 
   
Cari amici, se il Governo italiano dovesse farci pagare il prezzo del gas reale, pattuito dall'Eni con le omologhe società operanti negli Stati produttori, e corrispondente al periodo in cui è stato effettivamente acquistato; e se il Governo italiano rinunciasse, anche temporaneamente alla quota di circa il 50% di costo della bolletta che viene incamerata dallo Stato, il risultato finale è che anziché pagare 100 euro pagheremmo circa 30 euro.
Ma sappiamo che ciò non avverrà. Di fatto il dibattito tra i partiti verte sul tetto massimo al prezzo del gas russo, salvo chiarire che è di competenza dell'Unione Europea, che è però contraria perché antepone la salvaguardia della liberalizzazione dei prezzi sulla salvaguardia del bene dei cittadini europei; su un tetto massimo a livello nazionale, che comporterebbe un cospicuo intervento dello Stato stimato tra i 15 e i 30 miliardi di euro, a cui il Presidente in carica Draghi è contrario perché porterebbe a un ulteriore indebitamento di uno Stato fin troppo indebitato; su ulteriori tasse agli extra-profitti o all'extra-gettito delle imprese, che tuttavia ammoniscono che si tratterebbe di iniziative incostituzionali.
Sono comunque tutti interventi che lascerebbero inalterata la struttura della bolletta energetica che paghiamo, che di fatto si traduce nella morte delle imprese e delle famiglie per favorire la grande finanza speculativa globalizzata e uno Stato onerosissimo, corrottissimo, inefficientissimo, vessatorio e aguzzino che antepone l'interesse degli speculatori e dei burocrati all'interesse degli imprenditori e dei cittadini che producono beni e servizi che sostanziano la ricchezza reale.
È fondamentale acquisire una corretta rappresentazione della realtà per procedere a una legittima e doverosa mobilitazione civile contro l'ennesimo crimine perpetrato contro l'Italia e gli italiani.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Mercoledì 31 agosto 2022

Postato il 31/08/2022 10:24:21 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Da otto anni tra i nuovi nati nel Regno Unito il nome più diffuso è Muhammad, Maometto. L’islamizzazione demografica è la modalità più pacifica e più accettata di sottomissione all’islam

Cari amici buongiorno. Da otto anni tra i nuovi nati nel Regno Unito il nome più diffuso è Muhammad, cioè Maometto. L’inchiesta pubblicata dal babycentre.co.uk attesta che nel 2014 e 2015 si è affermato il primato del nome Muhammad. Nel 2016 tornò in vetta il nome Oliver. E dal 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022 troneggia il nome Muhammad. Scegliere di chiamare il proprio figlio con il nome del «Messaggero di Allah», sottintende un livello alto di adesione all’islam. 
In passato Maometto è stato il nome più diffuso tra i neonati a Londra, ma da quasi un decennio lo è diventato in tutto il Regno Unito. L’islamizzazione demografica è la modalità più pacifica e più accettata di sottomissione all’islam. L’islam è ufficialmente la seconda religione del Regno Unito con 3,376 milioni di cittadini musulmani. Ci sono circa duemila moschee. Lo Stato ha costituito e finanzia 7 scuole islamiche, in aggiunta alla presenza di 100 scuole islamiche private e 17 università islamiche. Il livello di sottomissione è tangibile dalla presenza di 85 «Tribunali islamici» che emettono sentenze basata sulla Sharia, la legge islamica, in tema di diritto familiare e diritto patrimoniale. Sono ufficialmente riconosciuti dallo Stato come tribunali arbitrali islamici, le cui sentenze sono definitive e vincolanti per i contendenti che ne accettano l’autorità.
In Europa anche a Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Oslo tra i nuovi nati il nome più diffuso è Muhammad, Maometto.

Cari amici, noi rispettiamo tutte le persone che a loro volta ci rispettano. Il problema si pone quando l’islam si concepisce come l’unica vera religione e condanna di miscredenza tutte le altre religioni, nella convinzione che debba imporsi o con la conversione volontaria o con la sottomissione violenta dei non musulmani. Fintantoché i musulmani sono una minoranza, tendono a manifestare rispetto nei confronti della popolazione autoctona maggioritaria. Ma quando diventano maggioranza, non esitano a imporre la fede islamica con le buone o con le cattive, esattamente come fece Maometto con le tribù politeiste arabe e con le popoli limitrofi alla Penisola Arabica. 
Sono stato musulmano per 56 anni. So benissimo che ci sono tanti musulmani perbene e che ci rispettano. Il problema non sono i musulmani come persone ma è l’islam come religione. In Italia dobbiamo assumerne la consapevolezza e mobilitarci sul piano culturale, civile e politico per salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale, dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Sabato 27 agosto 2022

Postato il 27/08/2022 16:00:14 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La Basilicata azzera il costo del gas per le famiglie e non per le imprese, ma il vero problema insormontabile è il costo dello Stato che non rinuncia al 60% delle tasse nella bolletta energetica

Cari amici buongiorno. Il caso della Basilicata che, sfruttando le compensazioni versate dalle compagnie petrolifere che estraggono il petrolio e il gas nella Regione, ha deciso di azzerare il costo del gas per famiglie e gli enti regionali ma non per le imprese, ci fa toccare con mano che il vero problema insormontabile non è il costo del gas ma il costo dello Stato.

La Basilicata è teoricamente la Regione più ricca non solo dell'Italia ma di tutt'Europa, disponendo della più grande riserva di idrocarburi sulla terraferma dell'Europa occidentale. La Basilicata produce 200 milioni di metri cubi di gas e 5,4 milioni di tonnellate di petrolio all’anno. Di fatto è la Regione più povera d'Italia dopo il Molise ed è la Regione a maggior rischio di spopolamento sia per il tracollo demografico sia per la fuga dei giovani. L'Istat ha recentemente reso noto che la popolazione della Basilicata si ridurrà del 39,6% entro il 2070, passando dagli attuali 539.999 abitanti a 326.159 abitanti.

Non a caso la nuova legge regionale si intitola «Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica e ripopolamento del territorio lucano». L'obiettivo, si precisa, è di favorire attraverso il risparmio sui costi energetici, il contenimento della fuga dei giovani e delle famiglie e di promuovere il ritorno in Basilicata di persone che sono emigrate in altre Regioni o all’estero.
La nuova legge regionale è stata approvata in Consiglio regionale il 13 agosto e firmata il 24 agosto dal Governatore Vito Bardi, già vice-Comandante generale della Guardia di Finanza, eletto a Presidente della Regione Basilicata dal 16 aprile 2019 in rappresentanza di Forza Italia. 
La nuova legge cambia il sistema sulle compensazioni ambientali date alla Regione dalle società che sfruttano i suoi giacimenti di idrocarburi: il beneficio ricadrà direttamente sulle utenze mentre in precedenza i fondi erano destinati per obiettivi. Essa prevede «l'erogazione gratuita mediante rimborso della componente energia del prezzo del gas fornito per le utenze domestiche dei residenti, delle pubbliche amministrazioni regionali, esclusi gli enti pubblici economici e le società partecipate, e degli enti locali regionali». La norma non sarà applicata alle aziende ufficialmente per evitare la contestazione di aiuti di Stato, di fatto perché i soldi non basterebbero. 
I cittadini e gli enti pubblici lucani non pagheranno più il costo del gas naturale, che pesa per più del 50% della bolletta. L’agevolazione non esclude i bonus sociali previsti dalle misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas previsti dalle norme statali vigenti.  Le operazioni in fattura coinvolgeranno potenzialmente tutti i venditori operanti sul territorio, con riferimento a circa 181.000 punti di fornitura, corrispondenti a circa 160 milioni di metri cubi all’anno. La gratuità della componente gas naturale sarà accompagnata da un sistema di controllo per verificare i consumi di ciascun contatore gas installato presso le abitazioni dei cittadini della regione per evitare sprechi. Per gli utenti titolari di più di un pdr, l’agevolazione sarà concessa sull’abitazione principale. La copertura finanziaria degli interventi è quantificata in un massimo di 60 milioni di euro per l’esercizio 2022 e in un massimo di 200 milioni per ciascuno 2023 e 2024. L’attivazione effettiva dell’agevolazione è prevista a partire da ottobre.

Facciamo due conti. Se la bolletta del gas del mese di ottobre del 2021 era complessivamente pari a 300 euro e la nuova bolletta del mese di ottobre del 2022 sarà di 600 euro nel caso di un semplice raddoppio, di 900 euro nel caso che triplichi, 1.200 euro nel caso che quadruplichi o 1.500 euro nel caso che quintuplichi come sta effettivamente accadendo alle imprese che hanno deciso di denunciare l’esorbitante aumento del costo della bolletta del gas, e considerando che il costo del gas incide per circa la metà del costo complessivo della bolletta, significa che concretamente ciascuna famiglia pagherà 300 euro nel caso del semplice raddoppio, 450 euro, 600 euro o 750 euro nel caso più probabile che la bolletta triplichi, quadruplichi o quintuplichi. Sostanzialmente ciascuna famiglia nella migliore delle ipotesi pagherà quanto pagava nel 2021, ma molto più probabilmente pagherà molto di più.

Ci sono tre considerazioni da fare. La prima concerne il prezzo del gas. Il gas che oggi ci viene fornito è stato acquistato in passato a costi considerevolmente inferiori a quelli che oggi, sull’onda della speculazione, hanno più che quintuplicato il suo valore di mercato. Di fatto stiamo subendo una truffa legalizzata dallo Stato che consente che il gas acquistato a un valore pari a 1 ci venga venduto a 5. 

La seconda concerne la composizione della bolletta del gas. Il costo della materia energetica incide per circa il 40% mentre il restante 60% va allo Stato sotto forma di accise o di Iva. Significa che se la bolletta è di 100 euro, 40 euro è il costo complessivo della materia energetica in tutte le fasi dall’estrazione alla fornitura nell’abitazione, mentre 60 euro finiscono nelle casse dello Stato.

La terza considerazione è che dal beneficio dell’esenzione dal pagamento del costo del gas vengono escluse le imprese, e siccome stiamo sin d’ora constatando l’estrema difficoltà delle imprese a fronteggiare i costi quintuplicati della bolletta energetica, significa che con grande probabilità in autunno o in inverno le imprese saranno costrette a chiudere, i lavoratori si ritroveranno disoccupati o in cassa integrazione, con un ulteriore carico finanziario per lo Stato. Concretamente i soldi che non si danno alle imprese per alleggerire la bolletta energetica, comporteranno molti più soldi che lo Stato sarà costretto a dare per la sopravvivenza dei disoccupati e dei cassintegrati. 

Cari amici, se questo Stato avesse veramente a cuore il bene primario degli italiani, in un momento in cui le famiglie si stanno sempre più impoverendo e sempre più imprese sono costrette a sospendere parte della loro attività e rischiano la chiusura per i costi esorbitanti delle bollette del gas e della luce, con lo spettro del dilagare della disoccupazione e dell’esplosione della conflittualità sociale anche violenta, ebbene lo Stato dovrebbe immediatamente eliminare il 60% di tasse che impone sulle bollette. Ma visto che non lo fa, vuol dire concretamente che questo Stato antepone se stesso ai cittadini, predilige i propri privilegi ai bisogni vitali dei cittadini. 
Allora ha ragione la mia assistente Marialuisa Bonomo, che è lucana e vive a Potenza, nel dire che l’iniziativa della Giunta Regionale della Basilicata è solo propaganda elettorale.

La Casa della Civiltà promuove un nuovo modello di Stato che mette al centro i cittadini, le famiglie e le comunità locali, dove lo Stato è al servizio dei cittadini e non i cittadini asserviti a uno Stato collassato, onerosissimo, corrottissimo, inefficientissimo, vessatorio e aguzzino. 
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam 
Fondatore e Presidente della Comunità “Casa della Civiltà”

Postato il 26/08/2022 14:31:28 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Macron sostiene che inizia una nuova era storica contrassegnata dalla «fine dell’abbondanza» e «fine della sconsideratezza». Ma questa tragedia è stata voluta dall’Unione Europea e dall’Occidente

Cari amici buongiorno. Ieri, mercoledì 24 agosto, il Presidente francese Emmanuel Macron in una riunione del Consiglio dei ministri ha detto che questo periodo è contrassegnato da «una serie di gravi crisi» che determinano la «fine dell'abbondanza» in materia economica e la fine della «sconsideratezza» in materia politica e strategica. Per evidenziare la portata storica, Macron ha detto che si tratta di  «un punto di non ritorno o di un grande sconvolgimento». 
Macron ha precisato che «stiamo vivendo un punto di svolta o un grande sconvolgimento», ha avvertito che la Francia deve affrontare «sacrifici»: «Difendere il nostro sistema basato sulla libertà in cui siamo abituati a vivere, a volte può comportare dei sacrifici». 
Macron ha sottolineato che stiamo registrando «la fine dell'abbondanza di prodotti e di tecnologie, di terra e di materie prime, inclusa l'acqua». E anticipa che, in questo scenario, saranno necessari sacrifici. Secondo Macron la Francia e i francesi sentono di vivere una crisi dopo l'altra, «ognuna delle quali più grave di quella che l'ha preceduta». 
Sul piano politico, Macron ha detto che la Francia, l'Europa e il Mondo sono stati troppo «spensierati» di fronte alle minacce alla democrazia, dei diritti umani, «al crescere di regimi illiberali e il rafforzamento di regimi autoritari». «La libertà ha un costo. Le battaglie che dobbiamo combattere saranno vinte solo grazie ai nostri sforzi».

Bruno Cautrès, politologo, ricercatore al CNRS (Centre national de la recherche scientifique) e al Cevipof (Centro di ricerca politica delle scienze del Po), sottolinea le contraddizioni di Macron: «In passato Macron si è più volte espresso contro i seguaci della decrescita, sostenendo che la produzione di ricchezza assicura benefici, che consentono la redistribuzione, a beneficio di una maggiore giustizia sociale. Ora invece l'irruzione della “sobrietà” in questo quadro è infatti una delle varie contraddizioni del discorso di Emmanuel Macron, perché sobrietà fa più rima con diminuzione che crescita. Un modo più "intelligente" di produrre, tenendo conto dei parametri ecologici, fa parte del software originale di Emmanuel Macron... ma non la sobrietà. Questo gli sembra un imperativo per garantire la sostenibilità del nostro approvvigionamento energetico collettivo. Data la sua traiettoria personale e politica, la sobrietà è diventata indubbiamente per lui un obiettivo a breve termine, che trova difficile vendere alla sua opinione. Perché ciò che preoccupa è sostenere da soli il costo della transizione ecologica e della sobrietà. Queste paure sono alimentate da domande concrete, come “quanto pagherò la bolletta della luce?”, oppure “se sono costretto ad acquistare una caldaia a minor consumo energetico, riceverò aiuti di Stato? Senza risposte a queste domande, il tono drammatico del discorso di Emmanuel Macron non farà che rafforzare le apprensioni di una società che guarda al futuro con preoccupazione, temendo di più – rispetto ad altri Paesi – le conseguenze dell'economia globalizzata. I francesi non hanno bisogno di essere resi più pessimisti di quanto non siano.»

Philippe Moreau-Chevrolet, Professore di Comunicazione politica a Sciences Po e Presidente dello studio MCBG Conseil, sostiene che «Macron sta cercando di riprendere il controllo della situazione, almeno a parole, e vuole dimostrare di non esserne travolto. Cerca di dare l'impressione di aver dominato questo difficile periodo politico. Cerca anche di guadagnare quota per cercare di rassicurare i francesi e dimostrare di avere una visione d'insieme della situazione. Ma possiamo considerare che questo discorso alquanto catastrofico riflette una forma di impotenza politica, anche se forse temporanea. Il Capo dello Stato si trova di fronte a imperativi molto difficili da conciliare: la crisi climatica con la necessità di sostenere l'economia, l'austerità di bilancio contro il "qualunque sia il costo" che si mantiene in Francia come l'abbiamo visto durante l'adozione della legge sul potere d'acquisto, e così via. L'esecutivo sta probabilmente attraversando il momento più complesso e difficile mai vissuto nella storia della Quinta Repubblica: il Governo non ha la maggioranza assoluta in Assemblea, Emmanuel Macron è stato rieletto senza alcuno slancio e quindi un po' per difetto, deve gestire due epidemie, Covid-19 e vaiolo delle scimmie, oltre a una crisi climatica senza precedenti in un periodo segnato da inflazione e guerra in Ucraina. 
Il messaggio di Emmanuel Macron consegnato questo mercoledì è tuttavia ambiguo e nella sostanza non è molto comprensibile perché non si sa se prenda atto dell'emergenza climatica o se mandi un messaggio di austerità di bilancio in arrivo. Non sappiamo se ci prepara a future interruzioni nelle forniture di gas. Non sappiamo alla fine se parli a destra o a sinistra. Il Presidente della Repubblica è un buon commentatore politico ma secondo me non ha mandato un buon messaggio politico questo mercoledì perché non capiamo cosa intende o cosa sta preparando. Porta ansia ma non porta più chiarezza. I francesi capiscono molto bene che stiamo vivendo un periodo di carenze e restrizioni e hanno vissuto molto da vicino la siccità. Non hanno bisogno che diamo loro una tesina, ma in compenso vogliono sapere cosa farà domani il Presidente della Repubblica per migliorare o almeno gestire la situazione. Emmanuel Macron avrebbe anche potuto ricordare di aver introdotto uno scudo fiscale unico in Europa per tutelare i francesi sui prezzi dell'energia. A mio avviso, quindi, bisognerebbe uscire da una forma di paternalismo comunicativo per spiegare concretamente cosa faremo di fronte a queste crisi.»

Cari amici, mi hanno colpito i toni tragici e le tesi radicali di Macron, sostenendo che inizia una nuova era storica contrassegnata dalla «fine dell’abbondanza», dalla «fine della sconsideratezza» e parlando di «punto di non ritorno», che impongono un nuovo stile di vita contraddistinto dalla «sobrietà». Considerando che la situazione è indubbiamente tragica, ma nella consapevolezza che è il frutto di una deliberata e criminale gestione da parte dell’Unione Europea e dell’Occidente sia della pandemia di Covid-19 sia della guerra tra la Russia e l’Ucraina, è evidente che la prospettiva evocata da Macron è anch’essa frutto di una strategia deliberata, pianificata e finanziata. Ciò che attende tutti i popoli europei è il prosieguo di una guerra imposta dalla dittatura della grande finanza speculativa globalizzata, di cui Macron ne è un autorevole rappresentante al pari di Mario Draghi in Italia. 
Ecco perché dobbiamo prepararci a attuare un’alternativa che corrisponda a una migliore qualità di vita per i nostri figli e nipoti. 
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Giovedì 25 agosto 2022

Postato il 25/08/2022 10:43:23 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Un bacio e un ballo lesbico ripropongono l'interrogativo sulla compatibilità della vita dissoluta e sfrenata di Sanna Marin con la carica di Capo del Governo della Finlandia

Cari amici buongiorno. Sono emersi due nuovi fatti che riguardano il Capo del Governo della Finlandia Sanna Marin. 
Il primo fatto è una foto scattata all'interno della residenza ufficiale del Capo del Governo di Kesaranta a Helsinki. Si vedono due donne, amiche di Sanna Marin, che si esibiscono a seno nudo in un intenso bacio lesbico. Sullo sfondo c'è il pannello blu ufficiale dell'ufficio dove siede Sanna Marin, dietro alla scrivania da cui il Capo del Governo fa gli annunci ufficiali alla stampa e tiene le videoconferenze con le autorità politiche mondiali. Una delle due donne che si baciano nasconde i seni con l'insegna ufficiale che reca la scritta «Finland», presente sulla scrivania del Capo di Governo. Una delle due donne è Sabina Särkkä, una modella di 33 anni, “influencer” di successo, personaggio popolare nei “social network”, le piattaforme virtuali di comunicazione e di socializzazione, in grado di influenzare e di condizionare il comportamento e le scelte commerciali soprattutto dei bambini, degli adolescenti e dei giovani. 
Il secondo fatto è un video in cui si vedono Sanna Marin in un ballo lesbico con Sabina Särkkä. Entrambe divaricano le gambe, si stringono all'altezza della zona pelvica strofinandosi il punto vaginale. 

Sanna Marin si è scusata per la pubblicazione della foto del bacio lesbico delle sue due amiche a seno nudo sostenendo che «l'immagine non è appropriata e me ne scuso». E ha così spiegato l'accaduto: «Abbiamo fatto la sauna, nuotato e passato del tempo insieme. Quel tipo di foto non avrebbe dovuto essere scattata, ma per il resto non è successo nulla di straordinario quella notte».
Sul fatto specifico che quel festino si sia svolto all'interno della residenza ufficiale del Capo di Governo di Kesaranta, Sanna Marin ha detto: «Abbiamo usato una sauna, non siamo entrati nell'edificio principale. Abbiamo usato solo i bagni per gli ospiti al piano terra, il luogo dove apparentemente è stata scattata quella foto». Ha assicurato che quello è stato l'unico incontro privato che ha organizzato a Kesaranta durante le sue vacanze e non ha rappresentato alcun tipo di minaccia alla sicurezza, poiché le porte della residenza ufficiale del Capo di Governo erano chiuse a chiave e tutte le strutture erano sorvegliate. Non ha però detto che sullo stesso piano si trova l'ufficio dove il Capo di Governo incontra la stampa, diffonde i comunicati ufficiali e tiene le videoconferenze con le autorità mondiali.
Sanna Marin ha aggiunto che le due donne ritratte in un bacio lesbico facevano parte di un gruppo di amiche che lei aveva invitato nella sua residenza ufficiale lo scorso 9 luglio, dopo aver partecipato a un festival di musica rock, il Ruisrock Festival, durato tre giorni in cui lei si è fatta ritrarre in pantaloncini corti, anfibi e giacca di pelle.
Invece sul video che la ritrae personalmente partecipe a un ballo lesbico non si è finora pronunciata.

Cari amici, chiarisco che io, pur avendo un'idea moralmente diversa della vita privata e sessuale della persona, prendo atto che nel contesto della nostra civiltà decaduta la legge vigente accorda il diritto a tutti di fare sesso con chi si vuole e come si vuole. Vi prego pertanto di astenervi dal pubblicare dei commenti a difesa del diritto di Sanna Marin di ballare, di fare sesso con un uomo diverso da suo marito o con un'altra donna. 
La riflessione che sollevo è un'altra. Personalmente ritengo che la condotta dissoluta e sfrenata della Sanna Marin, anche all'interno della residenza ufficiale del Capo di Governo e nell'esercizio formale delle sue funzioni, non sia compatibile con la condotta morigerata e pacata indispensabile a garantire l'affidabilità di un Capo di Governo. 
Questa affidabilità ora è più che mai vitale considerando che proprio Sanna Marin da Capo di Governo ha sfidato apertamente la Russia che attualmente sta in guerra, ponendo fine a oltre 75 anni di neutralità della Finlandia, decidendo di entrare a far parte della Nato che sta combattendo a sostegno dell’Ucraina per sconfiggere militarmente la Russia e destituire politicamente il Presidente russo Putin. 
Talune fonti dell'informazione dominante in Occidente hanno subito insinuato che si tratti di uno scandalo orchestrato dal Kgb, i Servizi segreti russi, per punire la Sanna Marin e destabilizzare la Finlandia. Il fatto è che tutti i video dello scandalo sono stati pubblicati dalle sue amiche su Tik Tok e su Instagram, e sono stati in gran parte celermente rimossi non appena è esploso lo scandalo. 
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Mercoledì 24 agosto 2022

Postato il 24/08/2022 11:44:16 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il caso Sanna Marin. Non si può essere Capo del Governo e comportarsi con la serietà intellettuale e il rigore morale che impongono la «ragion di Stato» solo dalle 9 alle 16

Buongiorno amici. Sanna Marin che a 34 anni, dal 10 dicembre 2019, è diventata la più giovane Capo di Governo della Finlandia e del Mondo in quel momento, sostiene che la sua vita si divide in vita familiare, vita professionale, vita privata. Queste le sue parole: «Ho una vita familiare, ho una vita lavorativa e ho del tempo libero da trascorrere con i miei amici: più o meno come molte persone della mia età». 
La domanda che vi pongo è la seguente: essere Capo di Governo di uno Stato è una professione come tutte le altre? Si può essere Capo di Governo di uno Stato solo nella fascia oraria in cui si sta in ufficio e, una volta usciti dall’ufficio, comportarsi in modo del tutto autonomo da ciò che impone la deontologia di un Capo del Governo di uno Stato, sostenendo che da quel momento iniziano la «vita familiare» o la «vita privata»?  
La Finlandia, pur essendo uno Stato di soli 5,5 milioni di abitanti, ha un estremo rilievo strategico confinando per 1.340 chilometri con la Russia, è considerato il miglior Paese al Mondo per la qualità della vita e ha tra i più alti redditi pro-capite. È proprio il Governo della Marin che ha formalizzato la fine della tradizionale politica di neutralità che aveva garantito l’indipendenza della Finlandia nel dopoguerra, decidendo lo scorso luglio di entrare a far parte della Nato, proprio nella fase in cui l’Alleanza Atlantica è direttamente impegnata a sostenere militarmente l’Ucraina e a perseguire l’obiettivo della sconfitta della Russia e la rimozione dal potere del Presidente Putin.

Personalmente ho una concezione della vita «integrale», in cui la vita familiare, la vita personale e la vita professionale sono correlate. Più approfonditamente, concepisco che la vita familiare e la vita personale s’intersecano e siano inscindibili. Comprendo che possano esserci contesti di civiltà e di valori sostanzialmente diversi, soprattutto tra le fasce giovanili occidentali che sono cresciute e sono state educate a un’ideologia relativista che ha portato alla sovversione delle certezze oggettive, assolute e universali che da sempre hanno connotato la nostra umanità.

Sanna Marin è cresciuta come figlia di una coppia lesbica, dopo la separazione della madre dal marito alcolizzato e la scelta di convivere con un’altra donna. Il 28 gennaio 2018 è diventata madre di Emma Amalia, e il primo agosto 2020 ha sposato il suo compagno Markus Räikkönen. È laureata e ha una specializzazione in Scienze dell’Amministrazione. 

Il «caso Marin» è scoppiato dopo la recente divulgazione di due video in cui il Capo del Governo balla in circoli privati sulle note scatenate di musica rap abbracciandosi e baciandosi con altre donne e con uno sconosciuto che sembra l’abbia baciata sul collo. Altri video simili sono stati subito cancellati dal profilo Instagram di un amico personale della Marin. Lei ha ammesso che aveva bevuto dell’alcol e si è sottoposta a un test antidroga, a tre settimane dal fatto, il cui esito è stato negativo.
 
Alcuni organi di informazione finlandesi hanno sostenuto che nel fine settimana in cui la Marin si trovava a ballare nei circoli privati era nel pieno delle sue funzioni di Capo del Governo, che avrebbe dovuto andare in vacanza ma poi aveva disdetto,  e dunque non aveva passato i poteri al ministro della Difesa come aveva fatto in altre occasioni considerando lo stato di crisi a causa della guerra tra la Russia e l’Ucraina. È in questo contesto che vi ripropongo la domanda se l’essere Capo del Governo possa essere considerato una professione come le altre e se la sua vita professionale possa essere scissa dalla sua vita familiare e privata: «Ho una vita familiare, ho una vita lavorativa e ho del tempo libero da trascorrere con i miei amici: più o meno come molte persone della mia età. Sarò esattamente la stessa persona che sono stata finora e spero che questo venga accettato».

Cari amici, personalmente sono convinto che l’essere Capo del Governo, o Capo dello Stato, o ministro o semplicemente amministratore anche di una comunità locale, sia una missione e non una professione. Quando sulle proprie spalle poggia il destino di altre persone, di milioni di persone, di un’intera società e di uno Stato, l’impegno profuso non può essere a fasce orarie. Non si può essere Capo del Governo e comportarsi con la serietà intellettuale e il rigore morale che impongono la «ragion di Stato» dalle 9 alle 16, e comportarsi in modo opposto, abbandonandosi alla sfrenatezza intellettuale e alla dissolutezza morale dalle 21 a notte inoltrata. Questa rappresentazione è propria di una persona binaria, che dice e si comporta in modi diametralmente opposti. Chi è preposto a realizzare l’interesse supremo dello Stato e il bene primario dei cittadini deve avere un comportamento integro nella sua integralità. 
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Martedì 23 agosto 2022

Postato il 23/08/2022 11:06:15 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Berlusconi condanna il sovranismo come il male assoluto. Chiunque voglia governare l'Italia deve sottomettersi all'ideologia globalista e perseguire il Nuovo Ordine Mondiale

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Decadute le contrapposizioni tra comunismo e capitalismo, tra sinistra e destra, tra sistemi di Governo autocratici e democratici, che hanno contraddistinto la Storia contemporanea a partire dalla rivoluzione industriale, così come attestano in modo tangibile la realtà del regime capital-comunista della Cina e la realtà delle “demoautocrazie” che si affermano in un Occidente assoggettato alla dittatura della grande finanza speculativa, delle multinazionali della farmaceutica e delle piattaforme virtuali di comunicazione e socializzazione di massa, ciò che sostanzialmente distingue oggi gli opposti schieramenti è la scelta di una prospettiva globalista o sovranista.
Si tratta di decidere se vogliamo essere sottomessi al Nuovo Ordine Mondiale con un unico Governo mondiale che imporrà un'unica valuta virtuale mondiale, trasformandoci in una massa omologata e omogeneizzata di “transumani”, esseri viventi asessuati e sterili, controllati e condizionati dalla biotecnologia miniaturizzata; oppure se vogliamo salvaguardare innanzitutto la nostra umanità naturale che si fonda sulla realtà olistica della persona nell'unità del corpo, della mente e dello spirito, sul sodalizio tra l'uomo e la donna che rigenera la vita e perpetua la civiltà, sulla certezza della nostra specificità come comunità locale, popolo e nazione, sull'orgoglio della nostra identità come Stato indipendente e sovrano in un contesto di costruttiva cooperazione con il Mondo circostante salvaguardando il reciproco interesse.

Ebbene, alla luce di questa considerazione, prendo atto che nell'attuale quadro politico italiano, considerando i partiti maggiori che realisticamente sono candidati a governare l'Italia, non solo non sussiste più alcuna distinzione tra l'essere di destra o di sinistra, come ha attestato la realtà del calderone della partitocrazia consociativa che ha sorretto il Governo di Mario Draghi che ha messo insieme comunisti e capitalisti ed è stato una “demoautocrazia”, un regime autoritario ammantato di democrazia come denunciato dagli stessi partiti che l'hanno fatto cadere, ma non sussiste neppure la distinzione tra l'essere globalisti o sovranisti, perché di fatto solo se si è globalisti si potrà accedere al “Palazzo del potere” e governare l'Italia.

Silvio Berlusconi, Presidente di Forza Italia, in un'intervista concessa al Direttore del quotidiano “Il Foglio”, Claudio Cerasa, il 19 agosto 2022, alla domada:
«Nel 2019 lei disse: “Il sovranismo è una bufala da mettere da parte, è un’idea stupida e stupidi sono quelli che ci credono. L’Europa nazionalista e sovranista ha provocato due guerre mondiali e decine di milioni di morti. Vogliamo tornare indietro? No. Con il sovranismo faremo la fine della Le Pen in Francia, che ha tanti voti ma non può governare”. Lo ridirebbe?», ebbene Berlusconi ha così risposto:
«Non ho alcuna difficoltà a ripeterlo. Il nostro centro-destra non ha nulla a che vedere con le componenti di estrema destra che esistono in altri paesi, mentre in Italia sono fortunatamente ininfluenti perché esiste una grande destra democratica. La nostra presenza – lo ripeto – è garanzia della vocazione democratica, europeista e atlantica della coalizione. Se così non fosse non potremmo farne parte».

In precedenza, in un'intervista a Francesco Olivo sul quotidiano “La Stampa” del primo ottobre 2021, Berlusconi aveva detto: «Coi sovranisti non si governa», scatenando l'ira di Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia, che disse «Chi è adatto a governare lo decide il popolo», mentre anche la Lega chiese dei chiarimenti.

Il 28 aprile 2020 Berlusconi disse alla trasmissione “Radio 24 Mattino”: «Non definirei la Lega e Fratelli d'Italia forze radicalmente euroscettiche. Di certo usano un linguaggio di una cultura politica che non ci appartiene, dl resto il centrodestra è una coalizione di culture politiche diverse. Siamo lontani dal sovranismo, che io considero responsabile di molti dei mali che affliggono l'Europa e per molti sovranisti è un pretesto per allontanare il nostro paese dell'euro e dall'Unione Europea e impedire di aiutarci». E ancora: «Non mi sento di dare un giudizio così severo sull'Europa. Se vi sono state lentezze e ritardi nell'intervenire a favore dell'Italia, è stato proprio a causa delle resistenze dei partiti sovranisti che sono forti in alcuni paesi, soprattutto del Nord-Europa, ma il sistema-Europa sta rispondendo all'emergenza meglio di quanto abbia fatto il nostro governo»

Il 13 novembre 2019 su Twitter Berlusconi scrisse: «Non siamo sovranisti. Né ora né mai. Forza Italia è ineluttabile: senza di noi la coalizione di centro-destra sarebbe di destra destra. Siamo indispensabili per creare questa coalizione che chiameremo Casa degli italiani, anzi la Casa degli italiani che amano la libertà».

Cari amici, considero totalmente infondata la demonizzazione fatta da Berlusconi dell'idea e della sostanza del sovranismo, che permea giustamente la nostra Costituzione perché uno Stato per essere uno Stato deve essere sovrano in modo incontrovertibile. Se uno Stato non è sovrano sul piano della moneta, delle leggi e della sicurezza non è uno Stato indipendente, ma uno Stato sottomesso.
Così come considero totalmente sbagliata l'identificazione del sovranismo con il nazionalismo, e l'dentificazione del nazionalismo con il nazismo e il fascismo.
Questa tesi, sostenuta dall'Unione Europea e ripetuta dai politici che ci governano, è una tesi ideologica che confligge con la nostra Storia, la nostra Costituzione e la legittima aspirazione di tutti gli italiani che amano l'Italia e che sono orgogliosi di essere italiani.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Lunedì 22 agosto 2022

Postato il 22/08/2022 10:47:36 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

È tutto assurdo: il terrorista islamico arrestato in flagrante per l'attentato a Rushdie si dichiara «non colpevole», mentre l'Occidente non lo definisce un attentato terroristico islamico ispirato dall'Iran

Cari amici buongiorno. Incredibilmente nella descrizione e valutazione dell'attentato terroristico islamico allo scrittore Salman Rushdie tutti negano l'evidenza dei fatti. 

A cominciare da Hadi Matar, l'uomo di 24 anni che lo scorso 12 agosto ha inferto 15 pugnalate al volto, alla gola e all'addome di Rushdie, che è stato colto in flagranza di reato, che è stato bloccato con il coltello in mano, che ha perpetrato il suo crimine in presenza di un centinaio di testimoni, il cui efferato delitto è stato videoregistrato, che successivamente ha detto «quando ho saputo che è sopravvissuto, mi sono sorpreso», ebbene Hadi Matar si è professato «non colpevole». Anche il “New York Post” che il 17 agosto ha pubblicato un'intervista di Hadi Matar fatta in carcere, l'ha presentato come «l'uomo che ha presumibilmente pugnalato Rushdie». «Presumibilmente» è un avverbio che significa che con ogni probabilità è lui il colpevole, ma non c'è la certezza assoluta che sia lui.

Così come, ad oggi, i Governi occidentali, i giornali più letti e le televisioni più viste in Occidente, non dicono esplicitamente che si è trattato di un attentato terroristico islamico, nonostante che lo stesso Hadi Matar, nell'intervista al New York Post, ha ammesso che ha accoltellato Rushdie perché «ha offeso l'islam»: «Quella persona non mi piace. Non credo che sia una brava persona. Non mi piace proprio. È uno che ha offeso l'islam, ha offeso le credenze degli islamici, il loro sistema di valori».
Nessun investigatore non potrebbe non collegare l'attentato terroristico islamico alla “fatwa”, la sentenza giuridica islamica, emessa il 14 febbraio dalla «Guida suprema» iraniana l'imam Khomeini, in cui ordinò di uccidere Rushdie e gli editori che pubblicarono il romanzo «I versi satanici»: «Invito tutti i valorosi musulmani, ovunque si trovino nel mondo, ad ucciderli senza indugio, in modo che nessuno oserà d'ora in poi insultare le sacre credenze dei musulmani». Khomeini mise una taglia di circa 2,5 milioni di dollari di ricompensa a chi ucciderà Rushdie.

Ugualmente, ad oggi, nessuno condanna esplicitamente l'Iran, la cui attuale «Guida suprema» l'ayatollah Khamenei ha rinnovato la “fatwa” di Khomeini nel 2017 e nel 2019 sostenendo: «Il verdetto dell'Imam Khomeini riguardo a Salman Rushdie si basa su versi divini e, proprio come i versi divini, è solido e irrevocabile». Nonostante l'annuncio del Governo iraniano nel 1998 che non avrebbe più direttamente sostenuto l’attuazione della “fatwa” emessa da Khomeini, senza però rinnegarne la validità religiosa, di fatto è sempre un'istituzione dello Stato, la Fondazione religiosa 15 Khordad, che ha messo una nuova taglia di 3,3 milioni di dollari su Rushdie. 
La smentita fatta il 15 agosto dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, sostenendo «Nessuno ha il diritto di accusare l’Iran», lascia perplessi quando successivamente afferma «Nessuno merita la colpa e l’accusa per l’attacco a Salman Rushdie negli Stati Uniti tranne lui ei suoi sostenitori», che sottintende che Rushdie merita di essere assassinato per aver offeso l'islam.
Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha accusato gli organi di informazione dello Stato iraniano per aver «esultato» per l'attentato a Salman Rushdie: «Questo è spregevole», ma non ha condannato il Governo dell'Iran. 
Ebbene come si può scindere la responsabilità di un organo d'informazione ufficiale dello Stato iraniano da quella del Governo iraniano? Il quotidiano iraniano Kayhan, il cui direttore è nominato dalla «Guida suprema» l'ayatollah Khamenei, ha scritto: «Congratulazioni a quest'uomo coraggioso e consapevole del dovere che ha attaccato l'apostata e vizioso Salman Rushdie. Baciamo la mano di colui che con un coltello lacerò il collo del nemico di Dio». L’Agenzia di stampa ufficiale iraniana Fars ha scritto: «Anche se finora non c'è nessuna notizia sulla sua morte, ci auguriamo che tiri le cuoia e con la morte di questo autore satanico il cuore ferito dei musulmani possa guarire dopo tutti questi anni».

Il 10 agosto, due giorni prima dell'attentato a Rushdie, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha accusato Shahram Poursafi, una spia e membro dei Pasdaran, la Guardia rivoluzionaria iraniana, la forza militare più potente dell’Iran, di aver cercato di organizzare un complotto per uccidere John Bolton, ex Consigliere per la Sicurezza nazionale e Mike Pompeo, ex Segretario di Stato dell'amministrazione Trump. Ebbene sembra che Hadi Matar fosse in contatto con la rete di spie iraniane sul territorio americano.

Infine nessuno denuncia la responsabilità del Movimento islamico sciita dell'Hezbollah che controlla militarmente il paesino di Yaroun nel Sud del Libano, dove Hadi Matar si recò nel 2018 per 28 giorni per trovare il padre. Sua madre, che è rimasta negli Stati Uniti dopo la separazione dal marito nel 2004, ha raccontato al quotidiano britannico “Daily Mail”: «È stato durante un viaggio in Libano nel 2018 per visitare suo padre che Hadi è cambiato da un figlio popolare e amorevole a un lunatico introverso»; «Era arrabbiato perché non l'avevo introdotto all’islam fin dalla giovane età». 
L’Hezbollah, letteralmente «Partito di Allah», è stato creato dall’Iran, si ispira all’imam Khomeini, la sua milizia viene armata e addestrata dai Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione iraniani. I terroristi dell’Hezbollah compirono all’inizio degli Anni ’80 una trentina di attacchi suicidi, il più grave nel 1983 quando in un duplice attentato alla «Forza di pace internazionale » a Beirut Ovest provocarono la morte di 241 Marines statunitensi e di 56 parà francesi. È condannato come «organizzazione terroristica» da Stati Uniti, Israele, Australia, Canada, Egitto. L’Unione Europea condanna come «organizzazione terroristica» l’ala militare del Hezbollah. Il Parlamento Europeo ha adottato il 10 marzo 2005 una risoluzione, non vincolante, che accusa Hezbollah di aver condotto «attività terroristiche». Il Consiglio d’Europa ha condannato Imad Mughiyah, il fondatore dell’ala militare dell’Hezbollah, la mente degli attentati terroristici, ucciso dalla Cia a Damasco nel febbraio 2008. Al momento dell'arresto Hadi Matar aveva con sé una falsa patente guida intestata a Imad Mughniyah. 

Cari amici, siamo di fronte al fatto assurdo degli Stati Uniti e dell'Occidente che non rappresentano correttamente e non valutano adeguatamente la realtà di un attentato terroristico islamico perpetrato in territorio americano da un cittadino americano di origine libanese, che ha subito un lavaggio di cervello durante un suo viaggio in Libano nel villaggio natio dei genitori separati, situato al confine con Israele sotto il controllo della milizia sciita libanese dell'Hezbollah, che è la lunga mano dell'Iran in Medio Oriente. È possibile che da allora Hadi Matar sia entrato a far parte di una rete di spie e di terroristi legati all'Iran e che sia stato prescelto per eseguire la condanna a morte di Rushdie trentatré anni dopo la “fatwa” di Khomeini.
Se l'Occidente non ha l'onestà intellettuale e il coraggio umano di dire che Rushdie è stato vittima di un attentato terroristico, che la matrice è islamica, che il mandante è l'Iran, significa che l'Occidente si comporta come chi si è sottomesso al terrorismo, all'islam e all'Iran degli ayatollah.
La Casa della Civiltà afferma il nostro diritto e dovere di dire la verità in libertà anche sull'islam, di combattere il terrorismo islamico ovunque nel mondo, di mettere fuori legge l'islam come religione dentro casa nostra perché è incompatibile con le nostre leggi, regole e valori.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Venerdì 19 agosto 2019

Postato il 19/08/2022 15:15:40 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Drammatico appello dei piccoli e medi imprenditori allo Stato: non possiamo più sostenere lo smisurato aumento dei costi di gas, luce e ciclo produttivo, saremo costretti a chiudere

ari amici buongiorno. Le micro, piccole e medie imprese italiane che costituiscono circa il 90% del nostro sistema di sviluppo, rischiano di chiudere a causa delle bollette del gas, della luce e dell'intero ciclo produttivo.

Ieri Francesco Franzese, Amministratore delegato dell'azienda «La Fiammante», produttrice del rinomato «Pomodoro di Buccino», Comune di 4.611 abitanti in Provincia di Salerno, un'azienda che da cinquant'anni si occupa di trasformazione e commercio di pomodori attraverso una filiera etica completamente tracciata, ha pubblicato sul suo profilo Facebook la bolletta del gas di luglio 2022 di 978.618,51 euro, e a fianco la bolletta del gas di luglio 2021 di 120.432,59 euro, ovvero con un aumento di oltre otto volte.  
Comprensibilmente Franzese si è rivolto con toni fortemente critici all'intera classe politica: «Mentre i nostri politici litigano per una poltrona calda, gli imprenditori sono lasciati soli in mezzo alla giungla energetica. Per lavorare 15 giorni di luglio, mi tocca pagare una bolletta di gas di 978.000,00 a fronte di circa 120.000 dello scorso anno (per 20 giorni di lavoro). Non era meglio andare al mare?».
«La Fiammante», proprio nel periodo di massima produzione per le conserve di pomodori, oltre alla super-bolletta del gas, denuncia l'aumento smisurato di altri costi relativi al ciclo della produzione e della commercializzazione: +80% per le scatole, +25% per imballi in plastica e cartoni, in aggiunta agli aumenti dei trasporti.

Marianna D'Auria, giovane imprenditrice titolare dell'azienda agricola biologica «Dama» che sulla collina di Quisisana, frazione di circa 3 mila abitanti del Comune di Castellammare di Stabia in Provincia di Napoli, che produce le conserve dei pomodorini «lampadino» e «pendolino», ha ugualmente denunciato l'aumento insostenibile di tutti i costi della produzione in un commento alla pubblicazione di Franzese: «Molto preoccupante. Io sono una virgola rispetto a te ma anche noi piccoli stiamo subendo, tra imballaggi, trasporti, acquisto materiale per coltivazione, aumenti ai dipendenti che giustamente anche loro devono campare, latte e vetro costano il doppio. È inevitabile l’aumento sul prodotto finale. Ma fino a quando si può continuare così?»

Alberto Rovati, titolare della pizzeria “Funky Gallo” a Roncadello, frazione del Comune di Casalmaggiore in Provincia di Cremona, ha affisso in vetrina la fotocopia della bolletta della luce di 4.059,09 euro per il solo mese di luglio con questa scritta a mano: «Quando le spese diventano insostenibili. Mettere una pizza Margherita a 10 euro e passare da ladro o chiudere l'attività ???»
Rovati ha detto: «La stessa bolletta lo scorso anno, per lo stesso periodo, era di 1.350 euro, un rincaro del 300%. Ho pensato di esporre la bolletta non per spaventare i clienti, ma per lanciare un messaggio, che così non si può andare avanti».

Sempre ieri la Russia, il primo produttore mondiale di gas e da cui l'Italia importa circa il 40% del proprio fabbisogno di gas, ha annunciato il raddoppio del prezzo del gas per quest'anno. Secondo il ministero dell'Economia russo il prezzo medio dell'export balzerà a 730 dollari per 1.000 metri cubi, più del doppio dei 304,6 dollari per 1.000 metri cubi dello scorso anno.  

Cari amici, le denunce di Francesco Franzese, Marianna D'Auria e Alberto Rovati sono degli appelli disperati a chi governa l'Italia, testimoniando in modo incontrovertibile che gli aumenti smisurati, inarrestabili e dilaganti dei costi del ciclo produttivo sono delle condanne a morte delle nostre imprese radicate sul territorio, spesso a gestione familiare, che garantiscono la sopravvivenza delle nostre famiglie e il futuro dei nostri figli, i cui proventi e profitti restano e vengono reinvestiti in Italia. 
Chi governa l'Italia, in ultimo l'ampia coalizione dei partiti di destra, centro e sinistra che hanno sostenuto il Governo di Mario Draghi, ha un'indubbia responsabilità. La scelta del Governo Draghi, sostenuta anche da Fratelli d'Italia che stava all'opposizione, di schierarsi insieme all'Unione Europea e alla Nato contro la Russia e di sostenere militarmente l'Ucraina in un conflitto annoso che concerne la presenza e la violenta repressione delle comunità russofone in territorio ucraino, ha provocato la riduzione delle esportazione del gas russo e l'impennata dei prezzi favorita dalla speculazione sui mercati finanziari.
Ma ancor prima del Governo Draghi, chi ha finora governato l'Italia ha promosso la vessazione soprattutto delle micro, piccole e medie imprese, più in generale delle famiglie, imponendo un sovraccarico di tasse indirette sulle bollette che è di circa il 100% del costo delle utenze o dei servizi offerti. Se, ad esempio, il costo effettivo del gas consumato è pari a 100 euro, sulla bolletta gravano circa 100 euro ulteriori che, al di là delle diciture impiegate, sono sostanzialmente tasse indirette che le imprese e le famiglie sono costrette a pagare.
La Casa della Civiltà propone innanzitutto un drastico abbattimento del costo di uno Stato che oggi, oltre ad essere collassato, continua ad essere onerosissimo, corrottissimo, inefficientissimo, vessatorio e aguzzino.
In secondo luogo la Casa della Civiltà propone un'unica tassa da versare ai Comuni, con una quota che i Comuni devolvono allo Stato per le competenze di sua esclusiva pertinenza, affermando il principio che non si possono pagare tasse ulteriori con denaro già tassato.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Giovedì 18 agosto 2022

Postato il 18/08/2022 10:09:56 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La madre del terrorista islamico che ha tentato di uccidere Rushdie rivela che aveva subito un «lavaggio di cervello» nel 2018 in un viaggio in territorio libanese controllato dai terroristi islamici dell’Hezbollah: «Era tranquillo, è tornato fanatico»

Cari amici buongiorno. Come da copione, Hadi Matar da giovane «molto tranquillo, amato da tutti», è diventato un terrorista islamico dopo aver subito un «lavaggio di cervello» durante un suo viaggio nel 2018 a Yaroun, villaggio natale dei suoi genitori, nel Libano meridionale alla frontiera con Israele controllato dal Hezbollah filo-iraniano. Come gran parte del Libano, dopo essere stato un villaggio prevalentemente cristiano, nel Settimo secolo veniva indicato come «Yaroun dei cristiani», oggi ha una maggioranza musulmana dopo l’emigrazione di circa il 70% dei suoi abitanti.
 
L’Hezbollah, letteralmente «Partito di Allah», è stato creato dall’Iran, si ispira all’imam Khomeini, la sua milizia viene armata e addestrata dai Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione iraniani. I terroristi dell’Hezbollah compirono all’inizio degli Anni ’80 una trentina di attacchi suicidi, il più grave nel 1983 quando in un duplice attentato alla «Forza di pace internazionale » a Beirut Ovest provocarono la morte di 241 Marines statunitensi e di 56 parà francesi. È condannato come «organizzazione terroristica» da Stati Uniti, Israele, Australia, Canada, Egitto. L’Unione Europea condanna come «organizzazione terroristica» solo l’ala militare del Hezbollah. Il Parlamento Europeo ha adottato il 10 marzo 2005 una risoluzione, non vincolante, che accusa Hezbollah di aver condotto «attività terroristiche». Il Consiglio d’Europa ha condannato Imad Mughiyah, il fondatore dell’ala militare dell’Hezbollah, la mente degli attentati terroristici, ucciso dalla Cia a Damasco nel febbraio 2008. L’Hezbollah, pur essendo l’unica milizia armata in Libano, svolge anche attività politica ed è attualmente il secondo partito in Parlamento. 

I genitori di Hadi Matar sono entrambi musulmani e si sono separati nel 2004. Il padre Hassan Matar è tornato a vivere a Yaroun. La madre, che si chiama Silvana Fardos, è un'insegnante di sostegno e traduttrice di arabo al liceo, ha acquistato una casa indipendente da 400 mila dollari a Fairview, nel New Jersey, dove vive con due figlie gemelle di 14 anni e dove fino a venerdì scorso 12 agosto, viveva anche suo figlio Hadi Matar. 
Silvana deriva dal latino «silvanus» e significa «abitante del bosco». È un nome tipicamente italiano. Non è comunque un nome musulmano. Evidentemente la realtà di convivenza tra cristiani e musulmani nel villaggio di Yaroun, circa un migliaio di abitanti di cui circa 365 cristiani melchiti cattolici, ha consentito che una donna musulmana abbia un nome prettamente italiano e cristiano.

Di sicuro Silvana Fardos è una donna laica, non è una musulmana praticante. «Non mi interessa la politica, non sono religiosa. Sono nata musulmana e fondamentalmente è tutto. Non ho spinto i miei figli alla religione né imposto nulla a mio figlio. Non conosco nessuno in Iran, tutta la mia famiglia è qui.», ha detto in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico Daily Mail.
«Non riesco proprio a credere che fosse in grado di fare qualcosa del genere. Era molto tranquillo, tutti lo amavano. Come ho detto all'FBI, non mi preoccuperò di parlare di nuovo con lui. È responsabile delle sue azioni. Ho altre due figlie minori di cui devo prendermi cura. Sono sconvolte, sono scioccate. Tutto quello che possiamo fare è provare ad andare avanti da questo, senza di lui.»
«È stato durante un viaggio in Libano nel 2018 per visitare suo padre che Hadi è cambiato da un figlio popolare e amorevole a un lunatico introverso»; «Appena è arrivato mi ha chiamato, voleva tornare. Rimase per circa 28 giorni, ma il viaggio non andò bene con suo padre, si sentiva molto solo»; «Mi aspettavo che tornasse motivato, che completasse la scuola, che prendesse la laurea e un lavoro. Ma invece si è rinchiuso nel seminterrato. Era cambiato molto, non diceva niente a me o alle sue sorelle da mesi. Non potrei dire molto della sua vita dopo, perché mi ha isolato dal 2018. Se mi avvicino a lui a volte mi saluta, a volte mi ignora e se ne va. Dorme durante il giorno e si sveglia e mangia durante la notte. Vive nel seminterrato. Si cucina da solo.», 
«Una volta ha discusso con me chiedendomi perché lo incoraggiassi a ricevere un'istruzione invece di concentrarsi sulla religione. Era arrabbiato perché non l'avevo introdotto all’islam fin dalla giovane età. Sono libanese ma sono qui da 26 anni. Sto vivendo una vita semplice come una mamma single, cercando di mantenere un tetto sopra le nostre teste e cibo in tavola per i miei figli.»
Silvana ha raccontato che nonostante il crescente zelo del figlio Hadi per l’islam non si vestì mai in modo diverso, portandola a sperare che fosse solo una fase passeggera: «Quando ho saputo che si era iscritto in una palestra, ero felice. L’ho incoraggiato a trovare un lavoro, a tornare a scuola. In realtà ha iniziato un lavoro alcuni mesi fa alla Marshalls. Ha anche condiviso con me che sarebbe tornato a scuola a settembre per studiare Sicurezza informatica ed ero super entusiasta. Mi sentivo come se fosse stato in una depressione a lungo termine e ora era tempo che si riprendesse e tornasse alla vita normale, tornare dalla sua famiglia». 

«A dire il vero non ho mai sentito parlare dello scrittore Rushdie prima d'ora. Non ho mai letto nessuno dei suoi libri, non sapevo nemmeno che esistesse uno scrittore del genere. Non sapevo che mio figlio avesse mai letto il suo libro». Con le lacrime agli occhi ha detto: «Non ho visto il video di quello che è successo, non voglio. Tutto quello che so è ciò che è stato scritto. L'FBI mi ha dato un documento da firmare dicendo che avevano preso il suo computer, la sua PlayStation, alcuni libri, alcuni altri oggetti tra cui coltelli e un temperamatite. Mi dispiace per il signor Rushdie. Spero che si riprenda, ma non c'è molto che posso dire o fare perché questo non è stato un mio atto.»La pagina Facebook di Hadi Matar, che è stata cancellata, era tappezzata di foto dei leader religiosi iraniani. Sembra che Hadi avesse con sé una patente intestata al capo terrorista islamico dell’Hezbollah Imad Mughniyeh, con un indirizzo di un appartamento a West New York nel New Jersey. 

Cari amici, le dichiarazioni della madre del terrorista islamico Hadi Matar che ha tentato di uccidere Rushdie infliggendogli 15 pugnalate al volto, alla gola e all’addome, confermano che non è stato un gesto improvviso, ma la conseguenza di un «lavaggio di cervello» subito durante i 28 giorni trascorsi a Yaroun controllata dai terroristi islamici libanesi dell’Hezbollah. È possibile che il suo indottrinamento sia proseguito in territorio americano. 
Tocchiamo ancora una volta con mano che la radice del male è l’ideologia islamica che promuove la cultura della morte anziché la cultura della vita. Prendiamo atto che il nemico è ormai dentro casa nostra. Abbiamo il diritto e il dovere di difenderci e di salvaguardare la nostra umanità e civiltà, mettendo fuori legge l’islam dentro casa nostra e combattendo il terrorismo islamico ovunque nel mondo.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Mercoledì 17 agosto 2022

Postato il 17/08/2022 11:24:09 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Appello al Presidente Mattarella: L’attentato a Rushdie è avvenuto per la carenza della scorta. Le chiedo di intervenire per adeguare la mia protezione. La condanna a morte del «nemico dell'islam» non decade mai

Al Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Signor Presidente della Repubblica, mi rivolgo a Lei personalmente in quanto massimo Rappresentante dello Stato e principale punto di riferimento di certezza istituzionale per tutti i cittadini italiani.

Il grave attentato terroristico islamico perpetrato negli Stati Uniti venerdì 12 agosto nei confronti dello scrittore Salman Rushdie, 33 anni dopo la “fatwa”, responso giuridico islamico, emessa dalla «Guida suprema» dell'Iran l'imam Khomeini il 14 febbraio 1989, ci obbliga a prendere atto che la condanna a morte del «nemico dell'islam», sia in quanto «apostata», Rushdie è nato musulmano ma si professa ateo, sia in quanto «blasfemo», perché avrebbe offeso Allah e Maometto nel suo romanzo «I versi satanici» del 1988, non decade mai e non si estingue se non con la sua morte.
Da 14 secoli i musulmani ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto attestato nella Sunna, perché sono convinti che il Corano sia increato al pari di Allah e che Maometto sia il modello supremo da emulare.
Il musulmano che uccide il «nemico dell'islam»lo fa nella certezza di obbedire a Allah e a Maometto, che con il suo eventuale «martirio» conquisterà il Paradiso islamico e, nel caso specifico di Rushdie, riscuoterà una cospicua taglia che attualmente ammonta a 3,3 milioni di dollari promessa dalla Fondazione 15 Khordad che è un'istituzione dello Stato iraniano.
Ebbene l'errore fatale delle autorità di Sicurezza americane è stato di ridurre drasticamente la protezione a Rushdie, immaginando che dopo 33 anni dalla “fatwa” di Khomeini e in assenza di nuovi indizi di pericolo, la minaccia alla sua vita fosse venuta meno. Il terrorista islamico ha potuto infliggergli 15 coltellate al volto, alla gola e all'addome prima dell'arrivo di cinque poliziotti che sono riusciti a bloccarlo. Tutti noi preghiamo affinché possa salvarsi e tornare a vivere normalmente.

Dal marzo 2003 vivo sotto scorta per una decisione delle autorità di Sicurezza dello Stato, che ringrazio per la tutela della mia incolumità fisica, a causa di condanne e di minacce di morte da parte di terroristi e estremisti islamici all'estero e in Italia.
Nell'informativa raccolta all'epoca dal Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica) si afferma che il Movimento islamico palestinese Hamas, ad oggi considerato dall'Unione Europea una organizzazione terroristica, ha «manifestato un forte risentimento nei confronti di Magdi Allam, editorialista de “La Repubblica” ed inviato attualmente in Kuwait», e che ci sono «possibili rischi incombenti sul giornalista, con particolare riguardo alla sua incolumità fisica».
Successivamente autorevoli rappresentanti in Italia e in Europa che ideologicamente fanno riferimento al Movimento estremista dei “Fratelli Musulmani” a cui aderisce Hamas, messo fuorilegge in quanto organizzazione terroristica da Egitto, Russia, Siria, Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Tagikistan e Uzbekistan, mi hanno pubblicamente condannato come «nemico dell'islam», una sentenza che si traduce inequivocabilmente nella mia condanna a morte.
Nel 2008, dopo la mia scelta di convertirmi dall'islam al cristianesimo, a seguito dell'intercettazione di comunicazioni di terroristi islamici in cui si manifestava la decisione di uccidermi, menzionandomi insieme al Papa Benedetto XVI che mi aveva battezzato nella Basilica di San Pietro, e in una distinta comunicazione insieme all'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la mia scorta fu portata al “primo livello eccezionale” con complessivi 11 carabinieri, 4 macchine blindate, mentre per gli spostamenti più lunghi usufruivo degli aerei dei Servizi segreti. Ero il civile più scortato d'Italia.
Per 56 anni sono stato il cittadino italiano di fede islamica che più di altri si è prodigato per affermare in Italia un «islam moderato» e un «islam italiano». Il 10 settembre 2004 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, per la prima volta nella Storia d'Italia, mi ricevette al Quirinale insieme a una delegazione di sette cittadini italiani musulmani, firmatari del «Manifesto contro il terrorismo e per la vita», da me pubblicato sul “Corriere della Sera” di cui ero vice-Direttore. Il Presidente Ciampi ci manifestò l'apprezzamento per l'iniziativa e ci esortò a essere il modello di riferimento per i musulmani in Italia. Ma quel Manifesto e l'iniziativa del Presidente Ciampi furono condannati dai rappresentanti delle organizzazioni islamiche che controllano gran parte delle moschee presenti sul territorio italiano.
Sono anni che gradualmente si sta allentando la sicurezza accordatami dopo che lo Stato aveva ritenuto di portarla al massimo livello. Nonostante la mia denuncia di minacce di morte ricevute sia in Rete sia in luoghi pubblici, non vi è stato alcun seguito concreto. Attualmente la mia protezione è limitata a due carabinieri, che si riduce a un carabiniere quando scendo dall'auto della scorta. Dal 15 giugno 2018 mi è stata tolta la vigilanza fissa che avevo presso la mia abitazione e nelle strutture dove pernottavo ovunque in Italia.
Io non ho paura della morte. A 70 anni so bene che la morte ci appartiene. Da credente mi riconosco nel testamento spirituale di Paolo Borsellino: «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».
Chiedo a Lei, Signor Presidente della Repubblica, di fare ciò che in suo potere per tutelare in modo adeguato la mia sicurezza e consentirmi di andare avanti nella missione di dire la verità in libertà anche nei confronti dell'islam. Siamo tutti sulla stessa barca. Se dovessero uccidere la mia libertà, morirà la libertà di tutti noi.

Grazie e auguri di ogni bene.

Magdi Cristiano Allam

Martedì 16 agosto 2022

 

https://www.casadellacivilta.com/2022/08/16/appello-al-presidente-mattarella-lattentato-a-rushdie-e-avvenuto-per-la-carenza-della-scorta-le-chiedo-di-intervenire-per-adeguare-la-mia-protezione-la-condanna-a-morte-del-nemico-de/

Postato il 16/08/2022 12:55:26 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il terrorista islamico che ha voluto uccidere Rushdie l'ha fatto ottemperando a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Dobbiamo mettere fuori legge l'islam dentro casa nostra

Cari amici Buona Festa dell'Assunta e Buon Ferragosto. Ben 33 anni dopo la «fatwa», la sentenza islamica, promulgata dalla «Guida suprema» iraniana l'imam Khomeini nel 1989, il terrorista islamico Hadi Matar, cittadino statunitense di origine libanese, ha voluto venerdì scorso 12 agosto uccidere lo scrittore Salman Rushdie, perché quella fatwa corrisponde a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, quindi è un ordine divino che non decade mai. 
Vi spiego perché qualsiasi musulmano ha il dovere di uccidere Rushdie nell'assoluta certezza che è un atto legittimato dall'islam e che, in caso lui dovesse morire, avrebbe assicurato il Paradiso islamico. 

Rushdie è nato a Bombay nel 1947 da una famiglia dardica di fede islamica, ma non è un musulmano credente e praticante, al contrario si professa pubblicamente ateo.

Il suo romanzo «I versi satanici» pubblicato nel 1988 è l'allegoria di un fatto realmente accaduto a Maometto, attestato nel Corano e nella Sunna, la raccolta dei detti attribuiti a Maometto. Ma non è un saggio che rappresenta la realtà o la condanna. Tuttavia il semplice fatto di aver evocato seppur in chiave romanzesca una vicenda critica e sconcertante, in cui lo stesso Maometto ammette di essere stato ispirato da Satana, evidenziando la flagrante contraddizione insita nei contenuti del Corano, che per i musulmani sarebbe un'opera sacra increata della stessa sostanza di Allah, pari ad Allah, ha fatto di Rushdie un «nemico dell'islam», pur non essendolo mai stato e non avendo mai voluto esserlo.

Il fatto reale è il seguente. Da quando Maometto nel 610, all'età di 40 anni, sostenne pubblicamente che si doveva adorare solo il dio pagano arabo Allah, che era uno dei 360 idoli pagani adorati sotto forma di statuette e immagini custoditi nel santuario della Kaaba alla Mecca, la tribù dei Quraish che dominava la Mecca gli dichiarò guerra, impose il suo isolamento sociale e un embargo economico al suo clan dei Banu Hashim. La ricchezza della moglie Khadija si era dissolta e le fortune del suo miglior amico Abu Bakr al-Siddiq si assottigliarono. 
Maometto invocava Allah affinché gli fosse consentito di riconciliarsi con i Banu Quraish. Fece questa riflessione: «Tutti i Quraish adorano lo stesso dio Allah. Che cosa è che ci separa? È il culto degli altri dei, tra cui i più importanti sono le figlie di Allah: al-Lat, al-Uzza e Manat. Loro non accetteranno mai di rinnegare tutti i loro dei. Se lo facessero sconfesserebbero i loro padri e se stessi, si condannerebbero come seguaci di una falsa religione. Ma dal momento che adoriamo lo stesso Allah, se soltanto Allah mi consentisse di cedere un pochino per consentire loro di godere degli altri loro dei, ciò mi consentirebbe di accontentarli e di arrivare ad un accordo di riappacificazione.» 
Fu così che Allah fece discendere un versetto in soccorso di Maometto che cominciava così:
«Cosa ne dite di al-Lat e al-Uzza, e di Manat, la terza?» (53, 19-20)
Ma a quel punto, secondo la narrazione successiva di Maometto, intervenne Satana che si intromise nella rivelazione tra Allah e il suo Messaggero, mettendo in bocca a Maometto quest'altro versetto:
«Ecco le tre sublimi gru, la cui intercessione è cosa grata a Allah.»
Confortato dall'autorizzazione a fare ai pagani la concessione necessaria per riappacificarsi, Maometto si recò al Tempio della Kaaba e recitò per intero la Sura detta «La Stella», comprendente i «versetti satanici» che legittimano il culto delle tre dee figlie di Allah. 
Ma l'Arcangelo Gabriele comparve a Maometto e lo redarguì con una voce terrificante: «Che cosa hai fatto Maometto? Hai recitato alla gente dei versetti che io non ti ho rivelato a nome di Allah!» 
Maometto fu preso da un enorme sconforto e paura della punizione di Allah. Ma Allah, nella sua infinita misericordia, gli inviò questi versetti:
«Non inviammo prima di te nessun messaggero e nessun profeta, senza che Satana si intromettesse nella sua recitazione. Ma Allah abroga quello che Satana suggerisce. Allah conferma i Suoi segni. Allah è sapiente, saggio. Allah fa sì che i suggerimenti di Satana siano una tentazione per coloro che hanno una malattia nel cuore, per coloro che hanno i cuori induriti. In verità, gli ingiusti sono immersi nella discordia.
Coloro che invece hanno ricevuto la scienza sanno che questa è la Verità che viene dal tuo Signore, credono in essa e i loro cuori vi si sottomettono umilmente. In verità, Allah dirige sulla retta via coloro che credono.» (22, 52-54)
Allah abrogò i versetti che Satana aveva in modo malefico ispirato. Maometto ritrattò i «versetti satanici» spiegando che gli erano stati sussurrati all'orecchio sinistro e non a quello destro come normalmente faceva l'Arcangelo Gabriele. E Allah gli rivelò i versetti abroganti che restano per l'eternità scritti nel Corano:  
«Cosa ne dite di al-Lat e al-Uzza, e di Manat, la terza? Avrete voi il maschio e lui la femmina? Che ingiusta spartizione! Non sono altro che nomi menzionati da voi e dai vostri antenati, a proposito dei quali Allah non fece scendere nessuna autorità. Essi si abbandonano alle congetture e a quello che affascina gli animi loro, nonostante sia giunta loro una guida del loro Signore.» (53, 19-23)
I Quraish furibondi per il ripensamento di Maometto, ripresero a perseguitare ancor di più i suoi seguaci. Allora la condanna di Allah fu totale:
«Hanno associato ad Allah i demoni, mentre è lui che li ha creati. E gli hanno attribuito, senza nulla sapere, figli e figlie. Gloria a lui: egli è superiore a quello che gli attribuiscono. Il Creatore dei cieli e della terra! Come potrebbe avere un figlio, se non ha compagna, lui che ha creato ogni cosa e che tutto conosce?». (6, 100-101)

La «fatwa» emessa da Khomeini il 14 febbraio 1989 è una sentenza islamica basata sulla sharia, la legge islamica, vincolante per tutti i fedeli che credono nell'autorità religiosa di chi la emette. Chiunque è autorizzato ad applicarla proprio perché rappresenta ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Non è necessaria l'autorizzazione di una ulteriore autorità religiosa o dello Stato. Chiunque uccide Rushdie è certo di contare sull'assenso e il plauso di tutti i musulmani che non potrebbero dissociarsi da Allah e da Maometto. 
Gli sciiti distinguono tra la «fatwa», considerandola un responso giuridico che decade con la morte dell'autorità religiosa che la promulga, e il «hokm», una vera e propria  «sentenza» divina che è eterna, valida per sempre e ovunque nel mondo. Ebbene i massimi leader religiosi iraniani, a cominciare dalla «Guida suprema» Khamenei hanno chiarito che la condanna a morte di Rushdie è un «hokm», valido anche dopo la morte di Khomeini, che non può essere revocato.

Allah nel Corano ordina in modo inequivocabile di uccidere coloro che offendono Allah e Maometto:
«La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso.» (5, 33)
Allah nel Corano assicura il Paradiso per i «martiri», coloro che uccidono e si fanno uccisi per la causa di Allah:
«Allah ha comprato dai credenti le loro vite e i loro beni dando in cambio il Paradiso, poiché combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. Promessa autentica per lui vincolante, presente nella Torâh, nel Vangelo e nel Corano. Chi, più di Allah, rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che avete fatto. Questo è il successo più grande». (9, 111)

Cari amici, sono stato musulmano per 56 anni e per 56 anni mi sono prodigato affinché in Italia potesse esserci un «islam moderato», un «islam italiano», compatibile con le nostre leggi, regole e valori. Di fronte alle reiterate condanne e minacce di morte mi sono dovuto arrendere. Ho sempre detto e sempre dirò che il problema non sono i musulmani come persone, ma è l'islam come religione, più precisamente come sistema di potere che non distingue tra la sfera spirituale e la sfera secolare, dove il peccato è al tempo stesso reato. L'islam è da 1400 anni il nemico storico dell'Europa in particolare e del Mondo in generale, perché concepisce se stesso come l'unica vera religione che deve imporsi sull'insieme dell'umanità o con la volontaria sottomissione o con la violenta repressione. L'islam è una dittatura del tutto incompatibile con la nostra civiltà perché nega i valori inviolabili e i diritti inalienabili alla vita, alla dignità e alla libertà della persona. 
Preghiamo affinché Rushdie possa tornare a vivere e a testimoniare la verità in libertà. Ma se vogliamo porre fine all'arbitrio, all'arroganza e alla violenza intrinseci all'islam, dobbiamo tutti noi testimoniare la verità in libertà sull'islam, dobbiamo tutti noi avere l'onestà intellettuale e il coraggio umano di dire che la radice del male è l'islam, dobbiamo tutti noi esigere che l'islam venga messo fuori legge dentro casa nostra per difendere la nostra umanità e salvaguardare la nostra civiltà.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà

Lunedì 15 agosto 2022

Postato il 15/08/2022 13:23:16 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Diciamo la verità in libertà su Rushdie: è un attentato terroristico islamico ispirato dalla fatwa del leader iraniano Khomeini

“Congratulazioni a quest'uomo coraggioso e consapevole del dovere che ha attaccato l'apostata e vizioso Salman Rushdie. Baciamo la mano di colui che con un coltello lacerò il collo del nemico di Dio”. Così il quotidiano iraniano Kayhan, il cui direttore è nominato dalla Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, si è congratulata con Hadi Matar, il terrorista islamico che ieri ha pugnalato ripetutamente al collo e all’addome lo scrittore Salman Rushdie, mentre si apprestava a parlare a un evento pubblico nella cittadina di Chautauqua, nello Stato di New York. 
“Anche se finora non c'è nessuna notizia sulla sua morte, ci auguriamo che tiri le cuoia e con la morte di questo autore satanico il cuore ferito dei musulmani possa guarire dopo tutti questi anni”, ha scritto l’Agenzia di stampa iraniana Fars.
Mohammad Marandi, consigliere della squadra di negoziatori iraniani presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha scritto su Twitter: “Non verserò lacrime per uno scrittore che attacca con odio e disprezzo infinito i musulmani e l'islam”.

Hadi Matar ha 24 anni, è cittadino americano, nato in California, residente a Fairview in New Jersey.  La famiglia è originaria di Ain Qana nel Sud del Libano, territorio controllato dalle milizie armate sciite dell’Hezbollah, il Partito di Allah, legato politicamente, finanziato e armato dall’Iran. Sembra che Hadi Matar sia in possesso di una patente falsa intestata a Hassan Mughnyah, il capo militare dell’Hezbollah ucciso dal Mossad nel 2008.

Ieri, nel giorno dell’attentato terroristico, l’Agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha pubblicato una notizia con il titolo: “Attacco a Salman Rushdie autore del libro blasfemo Versi satanici". All'interno si legge: “Salman Rushdie, l'autore del libro Versi satanici, che insultava il Profeta dell'islam, è stato aggredito venerdì mentre stava per tenere un discorso a New York".
L’Agenzia Irna ha pubblicato un tweet sul suo profilo, in cui ricorda il "primo martire" che provò a uccidere Rushdie, dopo la fatwa di Khomeini: Mustafa Mahmoud Mazeh, che rimase ucciso nel 1989 a Londra nell'esplosione involontaria della bomba destinata allo scrittore. Aveva 21 anni ed era libanese. Gli è stata dedicata una lapide nel cimitero Behesht Zahra di Teheran - dove sono sepolti migliaia di soldati iraniani uccisi nella guerra con l'Iraq - nella zona dedicata ai "martiri". 

Il 14 febbraio 1989, nel giorno di San Valentino, sei mesi dopo la pubblicazione del romanzo “Versi satanici” in tutto il mondo, l'Ayatollah Khomeini, la Guida suprema dell'Iran, emise una fatwa, un responso giuridico islamico, ordinando la morte di Rushdie e di tutti gli editori del suo libro nelle varie lingue ovunque nel mondo: "Invito tutti i valorosi musulmani, ovunque si trovino nel mondo, ad ucciderli senza indugio, in modo che nessuno oserà d'ora in poi insultare le sacre credenze dei musulmani". Khomeini mise una taglia di circa 2,5 milioni di dollari di ricompensa a chi ucciderà Rushdie.

Dopo la morte di Khomeini, il suo successore l'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema iraniana, ha rinnovato la fatwa nel 2017 e nel 2019, in occasione del 'trentennale'. 
Tramite Twitter ha scritto: "Il verdetto dell'Imam Khomeini riguardo a Salman Rushdie si basa su versi divini e, proprio come i versi divini, è solido e irrevocabile". 

Rushdie aveva rivelato che ogni anno nel giorno della promulgazione della sua condanna, il 14 febbraio 1989, riceve un particolare biglietto di San Valentino dall'Iran, dove gli viene ricordato che la condanna non è ancora venuta meno. San Valentino fu un vescovo e martire cristiano, patrono degli innamorati, simbolo dell’amore.

Il governo iraniano, in maniera ambigua nel 1998 aveva affermato che non avrebbe più direttamente sostenuto l’attuazione della fatwa emessa da Khomeini, senza però rinnegarne la validità religiosa.
La Fondazione 15 Khordad, che è una istituzione religiosa dello Stato, ha messo la taglia di 3,3 milioni di dollari su Rushdie. 

A causa della fatwa di Khomeini 59 persone sono state uccise, tra traduttori assassinati e persone morte durante le manifestazioni di protesta e le contromanifestazioni di sostegno.
Nel luglio del 1991, il traduttore italiano dei “Versi satanici”, Ettore Capriolo, fu picchiato e ferito a coltellate nella sua casa milanese.
Nello stesso mese fu assassinato il traduttore giapponese, Hitoshi Igarash.
L’editore norvegese William Nygaard venne ferito a colpi di pistola l'11 ottobre del 1993.

Rushdie è rimasto nascosto al resto del mondo per circa un decennio. Poi ha cominciato a vivere pressoché normalmente. Lui e le autorità addette alla Sicurezza hanno commesso l’errore di immaginare che con il passare del tempo sarebbe venuta meno la validità della fatwa e l’interesse a eseguirla. Ma 33 anni dopo la fatwa si è materializzato l’assassino di Rushdie.

Cari amici, preghiamo affinché Rushdie possa sopravvivere. Questo atto criminale attesta tre fatti inconfutabili:
    1.    Si è trattato di un attentato terroristico islamico perpetrato da un giovane cittadino americano legato a Hezbollah, il Partito di Allah, esecutore della strategia dell’Iran in tutto il mondo.
    2.    A ispirare l’attentato è la fatwa emessa da Khomeini nel 1989, confermata dal suo successore Khamenei, supportata da una taglia di 3,3 milioni di dollari promessa dalla Fondazione 15 Khordad. 
    3.    La fatwa non decade con il passare del tempo. Può assumere la denominazione di “hokm”, ordine divino, per confermare che sopravvive alla morte del religioso che ha emesso la fatwa. 

Nell’attesa che si stabiliscano le condizioni di Rushdie, cominciamo a dire la verità in libertà su questo crimine e sull’islam. Solo se lo faremo potremo porre un argine all’arbitrio dell’islam e alla violenza del terrorismo che ispira. 
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam 
Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà 

Sabato 13 agosto 2022

Postato il 13/08/2022 18:10:25 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Giorgia Meloni, così come fece Salvini, rassicura che Fratelli d’Italia non intende uscire dall’euro, archiviando la richiesta della sovranità monetaria. Per entrare nel Palazzo del Potere bisogna parlare la stessa lingua

Cari amici buongiorno. Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia, in un video in tre lingue destinato alla stampa estera e pubblicato ieri sul canale Youtube del suo Partito, ha assicurato che Fratelli d’Italia non intende uscire dall’euro, definendo questa ipotesi “una sciocchezza”, in caso di vittoria del Centrodestra alle elezioni parlamentari del 25 settembre e della sua nomina a Presidente del Consiglio.

“Ho letto che la vittoria di Fratelli d’Italia nelle elezioni di settembre sarebbe un disastro verso una svolta autoritaria, l’uscita dall’euro e altre sciocchezze di questo genere. Nulla di tutto ciò è vero. La destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia da decenni ormai, condannando senza ambiguità la soppressione della democrazia e le vergognose leggi contro gli ebrei. 
Da anni ho l’onore di guidare il Partito Conservatore Europeo, che condivide valori ed esperienze con i Tory britannici, i Repubblicani statunitensi e il Likud israeliano. La nostra posizione nel campo occidentale è cristallina, come abbiamo dimostrato di nuovo condannando senza se e senza ma la brutale aggressione della Russia contro l’Ucraina, e aiutando dall’opposizione a rafforzare la posizione dell’Italia nei forum europei e internazionali”. 

In un intervento alla trasmissione “L’aria che tira” su La7 del 2 marzo 2021 Giorgia Meloni aveva detto: 
“L'euro non è irreversibile, è una moneta e non un dio, che cos'è irreversibile a parte la morte? Non ho mai proposto l'uscita unilaterale dell'Italia dall'euro ma credo che le monete siano uno strumento, non un dio. L'euro ha penalizzato alcune economie".

Su Twitter il 13 settembre 2018 la Meloni aveva scritto: 
“L’Italia è un problema per la zona euro? Pronti a togliere il disturbo e amici come prima. Vediamo come se la cava la zona euro senza l’Italia e come se la cava invece l’Italia fuori dall’euro.”

Su Twitter il 25 marzo 2017 Giorgia Meloni aveva scritto: 
“L'#euro è una moneta sbagliata destinata a implodere. Vogliamo lo scioglimento concordato e controllato dell'#Eurozona #ItaliaSovrana”
E aveva pubblicato un suo riquadro con questo testo:
“Il terzo punto del "Manifesto per un'Europa dei popoli": noi crediamo che l'euro sia una moneta sbagliata, che ha arricchito la Germania e impoverito gli altri Stati europei e per questo destinata a implodere presto. Vogliamo giungere allo scioglimento concordato e ordinato dell'Eurozona, in accordo con gli altri Stati europei. Questo vuol dire riprenderci la nostra piena sovranità
monetaria e il ripristino di una Banca centrale
che risponda agli italiani. #ItaliaSovrana”.

Correggere ed evolvere il proprio pensiero politico può essere un fatto positivo se ciò corrisponde all’adesione alla verità e si traduce nel bene del proprio popolo.
Ma non credo affatto che sia un fatto positivo il ripensamento di Giorgia Meloni sul riscatto della sovranità monetaria che implica l’uscita dell’Italia dall’euro. 
Prima della Meloni anche Matteo Salvini ebbe lo stesso ripensamento e sempre alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano del 2018, che consacrarono la Lega a primo partito del Centrodestra, e alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo del 2019, che consacrarono la Lega primo partito d’Italia. 
Anche Giorgia Meloni manifesta il ripensamento sulla sovranità monetaria e sull’euro alla vigilia delle elezioni parlamentari che probabilmente consacreranno Fratelli d’Italia a primo partito del Centrodestra e forse a primo partito d’Italia.
Salvini prima e la Meloni ora confermano che prima di poter mettere piede nel Palazzo del Potere, si deve prestare una sorta di giuramento in cui si testimonia la propria assoluta lealtà all’euro, all’Unione Europea, alla Nato, alla strategia globalista che sta forgiando il Nuovo Ordine Mondiale.

Cari amici, prendiamo atto che fintantoché un partito ha poco consenso e non rappresenta un problema per i poteri forti che governano gli Stati, gli è consentito di dire la verità in libertà. 
Ma se lo stesso partito cresce sul piano del consenso e ha i numeri per entrare nel Palazzo
del Potere, come d’incanto sopraggiunge una metamorfosi e si converte alla causa dei poteri forti.
Prendiamo atto che i partiti possono parlare lingue diverse fintantoché sono al di fuori del Palazzo del Potere, ma per accedere al Palazzo del Potere devono parlare la stessa lingua a prescindere dal fatto di concepirsi di destra, di centro o di sinistra.

La Casa della Civiltà promuove il riscatto della sovranità monetaria nella certezza che senza una moneta emessa direttamente dallo Stato a credito non potrà esserci un autentico sviluppo, così come è certo che l’euro ci condanna inesorabilmente a un debito incontenibile e inestinguibile ed è lo strumento principale per dare il colpo di grazia all’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano. 
I fatti attestano che a prescindere dal fatto che chi governa l’Italia sia di destra, di centro o di sinistra, il debito pubblico aumenta e con esso aumenta il debito delle famiglie, delle imprese e delle banche. L’euro è intrinsecamente deleterio per l’insieme del nostro sistema finanziario, economico, politico e sociale. 
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam 
Fondatore e Presidente della Casa della Civiltà 

Giovedì 11 agosto 2022

Postato il 11/08/2022 12:24:29 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

I partiti la smettano di promettere asili nido visto che non ci sono bambini italiani. Siamo «condannati a estinguerci» come popolazione e civiltà.

Cari amici buongiorno. Lunedì scorso, 8 agosto, ho tenuto una conferenza sulla similitudine tra il crollo dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 e il crollo della nostra Europa a Casacalenda, Comune di 1.877 abitanti in Provincia di Campobasso nel Molise, organizzata dalla Pro Loco su iniziativa del mio amico Marco Morbidelli. 

La popolazione di Casacalenda era di 7.282 abitanti nel 1901. Significa che in 121 anni ha perso il 74% della propria popolazione. Il Sindaco Sabrina Lallitto mi ha detto che la sua amministrazione è stata costretta a non prendere in considerazione dei fondi europei per la costruzione di un asilo perché non ci sono bambini, chiarendo che un nuovo asilo sarebbe stato solo un costo in un contesto in cui i Comuni hanno sempre meno risorse.

Questa tragica realtà appartiene a tutta l’Italia. Il «saldo naturale», ovvero la differenza tra i nati e i morti, registra annualmente la perdita di circa 250 mila cittadini italiani, ovvero è come se ogni anno scomparisse il doppio della popolazione della Valle d’Aosta (123.102 abitanti nel 2022) o quasi l’intera popolazione del Molise (289.612 abitanti nel 2022). 
La criticità non risiede nel valore assoluto della popolazione, che grazie all’allungamento dell’età media di vita (81 anni per i maschi e 85 anni per le femmine) e alla crescita dell’accoglienza e della concessione della cittadinanza italiana agli stranieri (132.736 nuove cittadinanze nel 2020; 1.625.549 dal 1998 al 2020 secondo la Fondazione Ismu), mantengono relativamente stabile il totale dei residenti in Italia su poco più di 59 milioni. 
La criticità concerne l’assottigliamento della fascia d’età tra i 20 e i 30 anni, quella che corrisponde all’apice della fertilità e che determina la capacità riproduttiva. 
A livello dell’Unione Europea solo il 18% dei circa 500 milioni di abitanti, pari a 80 milioni di abitanti, hanno meno di 30 anni. 
In Italia, secondo l’Istat, nel 2018 c’erano 168,7 anziani (con oltre 65 anni) ogni 100 giovani (con meno di 15 anni), mentre la percentuale di chi è in età lavorativa (dai 15 ai 64 anni) è pari al 63,5% della popolazione, che significa che la sostenibilità della spesa sociale (pensioni, sanità, istruzione) è fortemente a rischio perché la percentuale di chi non lavora più e sopravvive grazie all’assistenza pubblica tende a essere superiore alla percentuale di chi è in età lavorativa e versa le tasse che garantiscono la spesa sociale.

Quanti di voi sanno che la popolazione italiana in particolare e le popolazioni europee in generale sono condannate a estinguersi perché non facciamo figli in proporzione adeguata a conseguire il «livello di sostituzione» degli anziani che muoiono? Sottolineo: «Siamo condannati a estinguerci». Significa che in tempi brevi o medi, cioè tra trenta o cent’anni, non esisteremo più come popolazione e con noi finirà la nostra civiltà.

Nei documenti dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) e nei programmi elettorali di tutti i partiti si parla di «declino demografico» o di «inverno demografico». 
Scientificamente è corretto rappresentare la realtà del numero medio di figli per donna fertile di 1,25 come «tracollo demografico irreversibile», considerando che per conseguire il «livello di sostituzione» il numero medio di figli dovrebbe essere di 2,1, che significa che per ogni due genitori che muoiono ci sono due figli che restano in vita. Ebbene la realtà è che per due genitori che muoiono c’è un solo figlio che resta in vita. La prospettiva, inesorabilmente, è il dimezzamento della popolazione autoctona a causa dell’inesorabile assenza di figli. I demografi ci insegnano che quando il numero medio di figli cala al di sotto dell’1,9, non è più possibile risalire la china e la popolazione è irrimediabilmente destinata a estinguersi. Ebbene, noi italiani siamo ben al di sotto dell’1,9, per la precisione siamo alla metà del 2,1 che corrisponde al «livello di sostituzione».

La realtà del «tracollo demografico irreversibile» che ci «condanna all’estinzione» come popolazione e, di conseguenza, porta alla morte della nostra civiltà, deve essere assunta come la vera emergenza nazionale, la priorità assoluta dell’impegno politico di chi detiene il Governo dell’Italia. 
Bisogna smetterla di ripetere i luoghi comuni di costruire più asili nido gratuiti e di aumentare i sussidi alle famiglie con modalità diverse, promesse elettorali rimaste comunque lettera morta proprio perché non si ha una reale consapevolezza della tragedia epocale in cui già versiamo. 
È fondamentale che il Governo dica chiaramente agli italiani che l’unica vera priorità è di fare più figli italiani per salvaguardare la nostra popolazione e salvare la nostra civiltà. Di conseguenza il Governo deve proclamare lo «stato d’emergenza demografico» e mettere immediatamente in atto una strategia di breve e medio termine incentrata su: 
1) L’affermazione culturale, sociale e economica della «famiglia naturale» come fulcro della costruzione della società e della rigenerazione della vita. 
2) Il riconoscimento del lavoro domestico come attività sociale di primaria importanza, accordandogli una esplicita valenza economica e che si traduce concretamente in uno stipendio mensile garantito dallo Stato, congruo a sostenere il costo dei figli, corrispondendolo alle madri che scelgono di dedicarsi a tempo pieno o a tempo parziale alla propria famiglia, ai propri figli e alla propria casa. 
3) La certezza della stabilità lavorativa dei giovani per metterli nella condizione di poter programmare il proprio futuro, anche con l’accesso al credito bancario, incentivandoli a mettere su le proprie famiglie e a mettere al mondo i propri figli.

 Cari amici, la realtà del «tracollo demografico irreversibile» concerne tutti gli italiani a prescindere dal fatto che politicamente ci si concepisca di destra, di centro o di sinistra. Perché senza figli stiamo morendo tutti come popolazione e come civiltà, a prescindere dalle legittime idee politiche diverse. 
Ugualmente la proclamazione dello «stato d’emergenza demografico» dovrebbe essere la priorità di tutti i partiti e di qualsiasi Governo che assumerà l’amministrazione dello Stato. Perché siamo tutti sulla stessa barca: o ci salviamo tutti o moriremo tutti.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam 
Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà 

Mercoledì 10 agosto 2022

Postato il 10/08/2022 11:59:21 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam