Difendiamo i nostri librai e commercianti dallo strapotere di Amazon. Il Governo stia dalla parte degli italiani e non della grande finanza speculativa globalizzata

Buona domenica amici. A Torino lo scorso 28 dicembre ha chiuso la storica libreria Paravia, la seconda libreria più antica d’Italia. 

“Questo è il prezzo che si paga ad essere librerie indipendenti: i ricavi coprivano a malapena i costi, non era più sostenibile", ha detto Sonia Calarco, la titolare insieme alla sorella Nadia. 

Il motivo? "Lo conoscono tutti: è Amazon. Il problema non il commercio online, che c'è sempre stato, ma Amazon che prima ha attirato i clienti solo con sconti esagerati, poiché in Italia manca una legge che tuteli i librai, e poi li ha abituati ad avere i prodotti a casa in tempi rapidissimi e con un assortimento incredibile". 

Pochi giorni prima, lo scorso 8 dicembre, presentando il mio libro nella Libreria Goldoni a Treviso, la titolare Laura Pastrello fece un appello ai presenti di comprare i libri in libreria e non tramite Amazon, sottolineando che quando Amazon dominerà il mercato globale e scompariranno tutte le attività commerciali, i nostri figli e nipoti diventeranno disoccupati e alla mercé delle leggi imposte dalla grande speculazione finanziaria. La Libreria Goldoni ha espresso la propria solidarietà alla Libreria Paravia di Torino scrivendo sulla propria pagina Facebook: “Perdere una libreria è perdere un pezzettino di patrimonio della comunità. Che tristezza” e lanciando l’hashtag #amazonnograzie

Cari amici, siamo di fronte a un bivio epocale: o salvaguardiamo la nostra civiltà che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l’economia reale, un sistema con valori e regole, o saremo fagocitati dalla globalizzazione che mette al centro la moneta, un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata, una umanità omologata e omogeneizzata senza identità, valori, cultura, ridotta a un tubo digerente, semplice strumento di produzione e consumo della materialità al più basso costo possibile.

Mi unisco all’appello di Sonia Calarco e Laura Pastrello: difendiamo le librerie, compriamo i libri in libreria, difendiamo i nostri imprenditori, boicottiamo Amazon che sta spadroneggiando uccidendo oggi i nostri commercianti e in prospettiva l’insieme delle nostre attività produttive. Salvaguardiamo la nostra civiltà. In parallelo lancio un appello a questo Stato: il governo stia dalla parte degli italiani e non della grande finanza speculativa globalizzata.

 

 

 

 

Postato il 19/01/2020 07:54:53 in Buongiorno Amici di Magdi Allam

Nel 2018 600 mila giovani hanno abbandonato gli studi e 62 mila “cervelli” sono fuggiti dall’Italia

Buongiorno amici. L’ufficio Studi della Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) di Mestre ha appena pubblicato un’inchiesta in cui si attesta che solo nel 2018 circa 600 mila giovani tra i 18 e i 24 anni hanno abbandonato gli studi e nello stesso anno 62 mila giovani “cervelli”, ovvero laureati e specializzati, sono fuggiti all’estero.

La Cgia sottolinea che i giovani che abbandonano precocemente gli studi concorrono ad aumentare la disoccupazione giovanile, il rischio povertà e esclusione sociale. Aggiungo che la fuga dei nostri giovani più qualificati è uno dei sintomi più tangibili della crisi profonda e strutturale dell’Italia, perché si tratta della perdita della risorsa umana che potrebbe rilanciare lo sviluppo e garantire una migliore qualità della vita.

Questi due dati che concernono i giovani, l’abbandono degli studi e la fuga dall’Italia dei nostri “cervelli”, ci fanno toccare con mano il sostanziale fallimento della scuola sia per l’assenza di contenuti convincenti e di una didattica attraente, sia per l’assenza di un rapporto organico e incentivante con il mondo del lavoro. Di fatto questi due dati ci portano a concludere che la laurea equivale ad un pezzo di carta che non piace e non garantisce un posto di lavoro dignitoso.

Continuare a far finta di niente di fronte alla crescita dell’ignoranza, della disoccupazione, dell’impoverimento e dell’esodo dei nostri giovani, investendo nell’accoglienza di giovani stranieri che non hanno qualifiche e competenze professionali oltre a risultare incompatibili con la nostra civiltà, significa scegliere di suicidarci. 

Cari amici, il sistema scolastico, dall’asilo all’università, andrebbe riformato con la logica di offrire una conoscenza e un’educazione che si traducano nella certezza di un lavoro che corrisponda, da un lato, alle aspirazioni individuali, e dall’altro, alle opportunità lavorative in seno alla collettività. Aggiungo che sarebbe opportuno che le opportunità lavorative valorizzassero la specificità del tessuto produttivo della comunità dove si risieda, in modo da salvaguardare l’unità esistenziale della persona in seno alla propria famiglia, alla propria comunità, e all’ambito lavorativo. 

 

Postato il 15/01/2020 17:27:26 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Dissento dalla destra, sinistra e cattolici che santificano Soleimani e demonizzano Trump. Sto, pur in modo critico, con Stati Uniti e Israele

Cari amici, l’Europa, sia come Unione Europea sia come Stati, ha condannato l’azione militare americana culminata nell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani colpito da un drone all’aeroporto di Bagdad venerdì scorso 3 gennaio. 

Per quanto concerne specificatamente l’Italia stiamo registrando una convergenza tra la destra dall’anima fascista, la sinistra dall’anima comunista e la fazione cattolica dall’anima anti-ebraica nel santificare Soleimani e demonizzare Trump; nell’esaltare la “resistenza popolare” della teocrazia degli ayatollah iraniani e denunciare “l’imperialismo” della democrazia americana; nel concepire l’islam sciita immune dalla violenza e bastione della guerra al terrorismo islamico e l’islam sunnita come intrinsecamente violento e artefice del terrorismo islamico; nel suddividere il Mondo tra i “buoni” che aspirano alla pace, un fronte che comprenderebbe l’Iran, l’Europa, la Russia e la Cina, e i “cattivi” che scatenano le guerre, un fronte che comprenderebbe l’Arabia Saudita, Stati Uniti e Israele.

Più dettagliatamente il generale Soleimani viene indicato non solo dall’Iran, ma anche dai governi e dalla stampa europea, come il protagonista della sconfitta dei terroristi islamici dell’Isis. Di conseguenza averlo ucciso corrisponderebbe a un attentato terroristico pari a quelli perpetrati dall’Isis. 

Ebbene a questo punto è doveroso chiarire chi era veramente il generale Soleimani. Diciamo subito che non era un generale dell’Esercito regolare dell’Iran e che non è mai stato un militare di carriera. 

All’indomani della presa del potere da parte dell’imam Khomeini nel 1979, Soleimani a 22 anni si arruolò nei Pasdaran, le “Guardie della Rivoluzione islamica”, che nascono come una milizia paramilitare ideologicamente asservita al potere islamico per contrastare l’esercito regolare costituito dal precedente regime monarchico e laico dello Scià Reza Pahlevi. Di fatto Soleimani ha fatto parte di un apparato repressivo concepito per salvaguardare costi quel che costi la teocrazia islamica, del tutto simile alla realtà delle “camicie nere”, come venivano indicati gli aderenti alla “Milizia volontaria per la sicurezza nazionale”, costituita da Benito Mussolini nel 1922 come corpo paramilitare del fascismo distinto dall’Esercito Regio, così come è simile alla realtà delle “camicie brune”, come si indicavano gli aderenti alle Sturmabteilung o “Squadre d’assalto”, la formazione paramilitare di natura repressiva costituita da Adolf Hitler per promuovere l’avvento al potere del Partito Nazista. 

Con maggiore precisione, il generale Soleimani dal 1998 è stato il comandante della Niru-ye Qods, letteralmente “Brigata Santa” ma anche “Brigata Gerusalemme”, che è una divisione in seno ai Pasdaran che ha il compito preciso di diffondere l’ideologia della “rivoluzione islamica” e favorire la penetrazione del potere dell’Iran con tutti i mezzi, dalla costituzione di partiti vassalli alla guerra, dalla propaganda al terrorismo. Nel 2008 Soleimani si presentò così al generale David Petraeus, comandante delle forze armate americane in Iraq, tramite un messaggio che il Presidente iracheno Jalal Talabani ricevette sul suo telefono e fece leggere a Petraeus: «Generale Petraeus, dovrebbe sapere che io, Qassem Soleimani, controllo la politica dell’Iran per quanto riguarda l’Iraq, il Libano, Gaza e l’Afghanistan. Inoltre, l’ambasciatore a Bagdad è un membro delle forze Qods. Colui che lo va a sostituire è, anche lui, un membro delle forze Qods». Soleimani rispondeva del suo operato direttamente alla Guida Suprema dell’Iran, il Grande Ayatollah Khamenei, e aveva carta bianca per realizzare l’obiettivo dell’esportazione della rivoluzione islamica iraniana all’estero: ingenti mezzi finanziari, tutte le armi e i militari necessari, potere politico, licenza di scatenare guerre, ordire colpi di stato, perpetrare attentati terroristici. Di fatto Soleimani era a capo del più potente apparato iraniano per le operazioni segrete finalizzate a estendere l’influenza islamica sciita in Medio Oriente.

Chiariamo che il maggior successo dei Pasdaran e della sua “Brigata Gerusalemme” è stata la fondazione del Hezbollah, il Partito di Allah, in Libano nel 1982. E che il suo battesimo si consumò a suon di attentati terroristici suicidi contro le forze americane e francesi. Il 18 aprile 1983, un attacco suicida all'ambasciata americana a Beirut ovest provocò la morte di 63 persone. Il 23 ottobre 1983 un duplice attentato dinamitardo suicida alle basi americana e francese della Forza Multinazionale causò la morte di 241 marines statunitensi e 56 paracadutisti francesi. I Pasdaran parteciparono alla guerra in Afghanistan al fianco di Ahmad Shah Massoud contro i sovietici e in Bosnia al fianco dei musulmani. È stata accertata la responsabilità dell’Iran negli attentati del 1992 contro l’Ambasciata d’Israele a Buenos Aires che causò la morte di 29 persone e del 1994 contro l’edificio della Israelite Mutual Association a Buenos Aires che causò la morte di 85 persone. Ugualmente l’Iran è responsabile dell’attentato del 18 luglio 2012 contro un autobus di turisti israeliani in Bulgaria che ha ucciso cinque persone più l'autista. Nei Territori palestinesi l’Iran sostiene militarmente e finanziariamente il terrorismo islamico di Hamas e del Jihad islamico. In Iraq Soleimani aveva promosso un movimento sciita anti-americano sostenendo le milizie sciite presenti, le Brigate Badr e l’Esercito Mahdi, e costituendone altre tra cui “Kataib Hezbollah”, responsabile dell’assalto con migliaia di miliziani all’ambasciata americana a Bagdad il 31 dicembre e il primo gennaio che ha determinato la decisione di Trump di reagire uccidendo il generale Soleimani. 

Concludendo: il generale Soleimani è stato il più potente agente segreto responsabile delle “operazioni coperte” per esportare la rivoluzione islamica ed estendere l’egemonia dell’Iran in Medio Oriente. Non era un militare che difendeva la Patria dedito alla “resistenza popolare”. Serviva il regime teocratico islamico più agguerrito al mondo, dove la “Guida spirituale” ha il potere assoluto sul piano legislativo, giuridico ed esecutivo e la cui missione è diffondere ovunque nel mondo la rivoluzione islamica con tutti i mezzi, compreso il terrorismo. L’islam sciita ha praticato il terrorismo islamico suicida al pari dell’islam sunnita. Il fatto che il generale Soleimani sia stato partecipe nella guerra all’Isis si deve alla specificità del conflitto storico e ancestrale tra sunniti e sciiti, non certamente al fatto che lui fosse ostile o estraneo al terrorismo.

Cari amici, io sono totalmente contrario a chiunque violi il valore della sacralità della vita di tutti, quindi sono totalmente contrario a chiunque pratichi il terrorismo che deliberatamente mira a uccidere il prossimo per il semplice fatto che non si sottomette al proprio arbitrio. Ed è il caso del terrorismo islamico che è di natura aggressiva. I terroristi islamici uccidono non per ciò che facciamo ma per ciò che siamo, ci uccidono perché siamo cristiani, ebrei, americani, occidentali, o anche sciiti o sunniti, a prescindere da ciò che facciamo. Diverso è il caso di chi è costretto a reagire per difendere il proprio legittimo diritto alla vita, ed è il caso delle azioni militari degli Stati Uniti e di Israele. Io non difendo ciecamente l’operato di Trump o di Netanyahu, ma difendo nel modo più assoluto il diritto alla vita degli americani e di Israele come Stato del popolo ebraico. Mi riservo di criticare delle specifiche iniziative di Trump o di Netanyahu, ma sono decisamente schierato dalla parte degli Stati Uniti e di Israele, perché si fondano sulla civiltà della vita, e sono decisamente schierato contro l’Iran ma anche contro l’Arabia Saudita e la Turchia di Erdogan, perché promuovono la cultura della morte.

 

 

Postato il 07/01/2020 11:27:51 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Cari amici Buona Festa dell’Epifania

Cari amici Buona Festa dell’Epifania. L’adorazione di Gesù Bambino nella grotta di Betlemme da parte dei tre Re Magi provenienti da Oriente, nel racconto evangelico conferma la realtà del Dio che si fa uomo. 

Si conclude così la Festività del Santo Natale, l’esaltazione del mistero della sacralità della vita. Per i credenti è l’inizio di una nuova vita, della riconversione perpetua aderendo alla fede nel Dio uno e trino. Per tutti è l’opportunità di abbracciare il fascino e la bontà di una spiritualità che, seppur violata da chi ha tradito la testimonianza di Gesù, ci ha donato l’unica civiltà al mondo che si fonda sulla sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra le persone, la libertà di scelta individuale. 

Benedetto Croce, Oriana Fallaci e Marcello Pera (quest’ultimo è vivente), per limitarci a degli intellettuali contemporanei conosciuti, non credenti, ma che si sono concepiti come “atei cristiani”, consapevoli che solo in seno alla spiritualità cristiana ci si può proclamare pubblicamente atei senza che venga meno il diritto alla vita, dignità e libertà. 

Il messaggio è che siamo tutti sulla stessa barca. Oggi più che mai dobbiamo convergere nella salvaguardia della nostra civiltà laica e liberale, dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe per riscattarci dal baratro del nichilismo e del relativismo che ha “cosificato” la persona e ridotta la persona asservita alla materialità anziché essere la materialità al servizio della persona. Soprattutto dobbiamo riscattare la cultura della vita e della rigenerazione della vita, per porre fine alla cultura della morte e al tracollo della natalità che stanno condannandoci all’estinzione come popolazione e civiltà. 

Cari amici, andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo. 

 

Postato il 06/01/2020 11:49:15 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Dai fronti di guerra in Libia e Iraq si conferma la fine della Nato, l’unilateralismo di Trump, l’inconsistenza dell’Europa, l’intesa tra Russia e Cina, la bellicosità di Turchia e Iran

Cari amici buongiorno. I fronti di guerra in Iraq e in Libia si sono surriscaldati e preannunciano nuove esplosioni di violenza. Per l’Italia sono prevedibili conseguenze sul piano della minaccia militare e terroristica, del blocco delle forniture energetiche e sospensione dell’attività delle nostre imprese in quelle aree, dello sbarco di centinaia di migliaia di africani ammassati in Libia, la destabilizzazione sociale e della sicurezza interna. 

A livello globale le nuove crisi sanciscono la fine sostanziale della Nato. La decisione della Turchia, membro di peso dell’Alleanza Atlantica, di inviare le proprie forze armate in Libia, sfidando gli Stati Uniti e l’Unione Europea, in aggiunta alla Russia, alle Nazioni Unite e alla Lega Araba, scardina ciò che resta di credibilità e affidabilità di una coalizione militare concepita nell’era della “Guerra fredda”. La frattura in seno alla Nato si evidenziò nel 2011 con la decisione del Presidente francese Sarkozy di sferrare la guerra in Libia e di far assassinare Gheddafi, con la complicità della Gran Bretagna, nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, dell’Italia e della Germania, costretti in un secondo tempo a serrare i ranghi. 

Così come nel 2011 Sarkozy si rivelò una scheggia impazzita, comunque eliminata dalla Storia grazie alla volontà popolare consentita dalle nostre democrazie, oggi il Presidente turco Erdogan emerge come l’uomo più pericoloso del Medio Oriente. Mentre in Libia scende sul campo di battaglia da solo contro tutti, sul fronte della guerra in Iraq e in Siria fino a estendersi al Golfo, la Turchia che è stata il principale sostenitore dei terroristi islamici dell’Isis, è attualmente di fatto schierata contro gli Stati Uniti e l’Unione Europea combattendo i curdi siriani e i curdi iracheni, e appoggiando militarmente il Qatar nel conflitto che lo oppone all’Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi. 

L’uccisione il 3 gennaio a Bagdad del generale iraniano Qassem Soleimani, comandante della Forza Al Qods, la divisione dei Pasdaran, le “Guardie della Rivoluzione”, responsabile delle operazioni estere, stratega ed esecutore della penetrazione militare e politica dell'Iran in Medio Oriente, è stata la reazione del Presidente americano Trump due giorni dopo l’assalto all’Ambasciata americana a Bagdad da parte di miliziani sciiti iracheni filo-iraniani. 

Quest’azione di guerra, di natura reattiva realizzata con un drone, da un lato sancisce l’avvento della guerra elettronica e robotica, dall’altro amplia il fronte della guerra dall’Iraq a tutto il Golfo, coinvolgendo l’Iran e l’Arabia Saudita, i due maggiori produttori di gas naturale e petrolio che si contendono l’egemonia dell’area in cui sono concentrate le maggiori riserve di idrocarburi al mondo, e interessando direttamente gli Stati Uniti, Israele, la Turchia, la Russia e, fatto inedito, la Cina. Dal 27 al 30 dicembre 2019 si sono svolte delle esercitazioni militari congiunte tra Russia, Cina e Iran nel nord dell'Oceano Indiano e nel Golfo dell'Oman, protrattesi per quattro giorni, denominate “Cintura di sicurezza marina”. Il Golfo dell'Oman è una via di collegamento fondamentale allo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita quasi un quinto dei traffici di petrolio del mondo. Le manovre sono state un chiaro messaggio della Russia e della Cina, eccezionalmente unite su un fronte militare, dopo un crescendo di tensione tra Stati Uniti e Iran, iniziato con la decisione di Trump di porre fine all’accordo sul nucleare iraniano firmato da Obama nel 2015 e di irrigidire le sanzioni all'Iran che hanno danneggiato gravemente l'export di petrolio e l'economia dell’Iran. 

Nei mesi di maggio e giugno 2019 gli iraniani hanno attaccato diverse petroliere in transito nelle acque del Golfo. Lo scorso settembre gli impianti petroliferi nel nord-est dell’Arabia Saudita sono stati pesantemente attaccati dai droni causando il blocco dell’estrazione di 5,7 milioni di barili al giorno sul totale di 10 milioni prodotti. Gli Stati Uniti accusarono l’Iran del più grave attacco militare alle installazioni petrolifere saudite. Contemporaneamente, da settembre a dicembre, in Iran è scoppiata una rivolta interna a causa dell’aumento del prezzo della benzina, con il pesante bilancio di circa 1.500 manifestanti uccisi, migliaia arrestati, più di cento banche, negozi e edifici governativi dati alle fiamme. 

In questo contesto di guerra, l’Italia, la cui politica estera è affidata a Luigi Di Maio, un giovane di 33 anni del Movimento 5 Stelle senza competenza ed esperienza, ha condannato di fatto Trump professando una neutralità tra gli Stati Uniti e l’Iran. In una nota, la Farnesina afferma che "gli ultimi sviluppi della situazione in Iraq sono molto preoccupanti. Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una pericolosa escalation culminata nell'uccisione del Generale iraniano Soleimani. L'Italia lancia un forte appello perché si agisca con moderazione e responsabilità, mantenendo aperti canali di dialogo, evitando atti che possono avere gravi conseguenze sull'intera regione. Nessuno sforzo deve essere risparmiato per assicurare la de-escalation e la stabilità". Ugualmente in Libia Di Maio ha fallito limitandosi a fare promesse e lasciando campo libero al decisionismo bellicoso della Turchia di Erdogan. Il futuro non preannuncia nulla di buono per l’Italia, l’Europa e il Medio Oriente.

Postato il 04/01/2020 17:55:34 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Auguri di Buon Anno ai Sindaci. Sarà la micro-dimensione dei Comuni a liberare l’Italia dalla trappola criminale di un globalismo sottomesso allo strapotere della finanza speculativa

Cari amici, su 8 mila Comuni d’Italia circa 6 mila hanno meno di 5 mila abitanti. La maggioranza dei Comuni incarnano l’anima autentica dell’Italia, avendo un maggior radicamento alle nostre radici, tradizioni, identità, valori e cultura. È soprattutto nei piccoli Comuni che tocchiamo con mano la certezza e l’orgoglio di chi siamo, mentre a livello nazionale quasi ci si vergogna di affermare la nostra identità italiana, in un contesto in cui l’ideologia europeista e globalista dominante ha accreditato come una fattispecie di reato dire che l’Italia è la Patria degli italiani. 

Così come fu la micro-dimensione dei monasteri benedettini e dei Comuni a promuovere la civiltà cristiana, la cultura dell’umanesimo e del Rinascimento dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, oggi i piccoli Comuni possono rappresentare la base da cui risollevarci dal baratro in cui ci hanno fatto sprofondare la dittatura finanziaria, europeista, globalista, immigrazionista, multiculturalista, relativista, omosessualista, islamofila. Perché è nei piccoli Comuni che sopravvive la civiltà che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l’economia reale, un sistema di valori e regole. La realtà dei piccoli Comuni mi conforta e incoraggia. 

Mi sono sentito particolarmente gratificato quando il 28 ottobre 2016 fui insignito della “Cittadinanza onoraria” di Cascina (Pisa) dall’allora Sindaco Susanna Ceccardi, e quando il 15 marzo 2017 fui insignito della “Cittadinanza onoraria” di Arzergrande (Padova) dal Sindaco Filippo Lazzarin. I Comuni sono la realtà più sana sul piano valoriale e identitario, ma anche sul piano politico. Il Sindaco, in particolare nei piccoli Comuni, è l’unico rappresentante politico investito di un rapporto fiduciario con chi l’ha votato, è l’unica autorità politica che ogni giorno si confronta personalmente, direttamente e permanentemente con i propri elettori, è l’unica istituzione dello Stato che deve dare delle risposte concrete ai problemi reali dei propri cittadini. 

Negli ultimi giorni del 2019 l’amico Massimo Martella, Sindaco di Nociglia, Comune di 2.263 abitanti in Provincia di Lecce, dove fui invitato il 9 dicembre 2017 a presentare il mio libro “Maometto e il suo Allah”, mi chiese di registrare un video con gli auguri di Buon Anno ai suoi concittadini. Ma una brutta influenza con tosse forte me lo impedì. Ho così pensato di scrivere un testo. Che si è man mano esteso abbracciando il tema generale dei piccoli Comuni. Partendo dal mio augurio di un Felice 2020 ai nocigliesi, voglio salutare, ringraziare e fare i miei migliori auguri di successo a tutti i Sindaci d’Italia nella loro missione politica, civile ed etica. Voglio tributare un omaggio particolare ai Sindaci che ho personalmente conosciuto. Alcuni non svolgono più la carica di Sindaco, la maggioranza sono di Centrodestra ma qualcuno è di Centrosinistra e ciò conferma la bontà dell’istituzione del Sindaco, perché deve far prevalere il sano pragmatismo dell’amministratore di tutta la comunità sulla deleteria faziosità dei partiti. 

A seguire pubblico i nomi dei Sindaci di cui ho conservato il loro contatto nella mia rubrica telefonica. Ma i miei auguri di Buon Anno sono a tutti i Sindaci.

Adriano Paroli, Brescia; Alberto Borsari, Borgo Mantovano (Mantova); Alberto Gusmeroli, Arona (Novara); Alberto Pacher, Trento; Alessandro Bolis, Carmignano di Brenta (Padova); Alessandro Boriani, Luvinate (Varese); Alessandro Cattaneo, Pavia; Alessandro Ciriani, Pordenone;  Alessandro Ghinelli, Arezzo; Alessandro Giuseppe Seghezzi, Pontoglio (Brescia); Alessandro Tambellini, Lucca; Alfonso Ernesto Navazio, Melfi (Potenza); Alfredo Pasini, Pordenone; Ambrogio Crespi, Venegano Superiore (Varese); Andrea Favaretto, Salgareda (Treviso); Andrea Fumagalli, Inzago (Milano); Andrea Tessarolo, Mercallo (Varese); Angelo Formentini, Calvisano (Brescia); Angelo Tosoni, Valeggio sul Mincio (Verona), Anna Maria Cisint, Monfalcone (Gorizia); Anna Sidoti, Montagnareale (Messina); Antonfrancesco Vivarelli Colonna, Grosseto; Antonio Quadretta, Omegna (Verbano Cusio Ossola); Antonio Raiano, Curti (Caserta); Antonio Somma, Mercato San Severino (Salerno); Armando Glorioso, Nissoria (Enna); Arnaldo Pitton, Meduna di Livenza (Treviso); Bruno Ciccarese, Cavallino (Lecce); Bruno Polti, Oliveto Lario (Lecco); Carlo Orlandi, La Thuile (Aosta); Carlo Stefenelli, Levico Terme (Trento); Carmelo D’Angelo, Ravanusa (Agrigento); Claudio Magro, Moneglia (Genova); Claudio Tambornino, Caresana (Vercelli); Clemente Mastella, Benevento; Corrado Centurelli, Terno d'Isola (Bergamo); Cosimo Ferretti, Oria (Brindisi); Costabile Spinelli, Castellabate (Salerno); Costantino Di Carlo, Balvano (Potenza); Cristian Bottaro, Villanova di Camposampiero (Padova); Cristiano Zuliani, Concamarise (Verona); Cristina Almici, Bagnolo Mella (Brescia); Daniele Canella, San Giorgio delle Pertiche (Padova); Daniele Moschioni, Corno di Rosazzo (Udine); Daniele Rostirolla, Morgano (Treviso); Dario Allevi, Monza; Dario De Luca, Potenza; Davide Dellonti, San Lorenzo in Campo (Pesaro e Urbino); Davide Fabbrizioli, Petriano (Pesaro e Urbino); Diego Cinelli, Magliano in Toscana (Grosseto); Diego Di Bonaventura, Notaresco (Teramo); Domenico Gambacorta, Ariano Irpino (Avellino); Elena Anna Gerardo, Alfano (Salerno); Eleutherios (Elefteris) Prezalis, Camisano Vicentino (Vicenza); Emanuele Munari, Gallio (Vicenza); Emanuele Zanon, Cavasso Nuovo (Pordenone); Enrico Cangini, Sarsina (Forlì-Cesena); Enrico Sarcinelli, Spilimbergo (Pordenone); Enrico Silvio Bertero, Acqui Terme (Alessandria); Enzo Bartolotti, Azzano Decimo (Pordenone); Ettore Severi, Montecatini Terme (Pistoia); Eugenio Comincini, Cernusco sul Naviglio (Milano); Ezio Dan, Fontanelle (Treviso); Fabio Bergamini, Bondeno (Ferrara); Fabrizio Bertot, Rivarolo Canavese (Torino); Federico Binatti, Trecate (Novara); Federico Sboarina, Verona; Filippo Errante, Corsico (Milano); Filippo Lazzarin, Arzergrande (Padova); Flavio Tosi, Verona; Francesca Ceruti, Remedello (Brescia); Franceschino Risatti, Limone sul Garda (Brescia); Francesco Acquaroli, Potenza Picena (Macerata); Francesco Persiani, Massa (Massa-Carrara); Francesco Ricciardi, Monteverde (Avellino); Francesco Rutelli, Roma; Franco Claretti, Coccaglio (Brescia); Franco D'Alpilia, Palazzolo dello Stella (Udine); Franco Masanti, Madesimo (Sondrio); Franco Mennella, Serre (Salerno); Gabriele Albertini (Milano); Gabriele Marini, Monteforte D'Alpone (Verona); Gabriella Olari, Valmozzola (Parma); Gaetano Gorgoni, Cavallino (Lecce); Gerardo Fasanella, San Fele (Potenza); Gerardo Mariani, Muro Lucano (Potenza); Giacomo Tranchida, Erice (Trapani); Giancarlo Contini, Busseto (Parma); Giancarlo Gabbianelli, Viterbo; Giancarlo Tagliaferri, San Giorgio Piacentino (Piacenza); Gianmaria Cerea, Canonica D’Adda (Bergamo); Gianni Alemanno, Roma; Giannina Cover, Gorgo al Monticano (Treviso); Gigi Farioli, Busto Arsizio (Varese); Giorgio Bedeschi, Viano (Reggio Emilia); Giorgio Bertazzoli, Sarnico (Bergamo); Giorgio Demezzi, Casale Monferrato (Alessandria); Giovanni Battista (Daniele) Poggio, Capriata d'Orba (Alessandria); Giovanni Battista Mestriner, Scorzé (Venezia); Giovanni Ceola, Recoaro Terme (Vicenza); Giovanni Fortunato, Santa Marina (Salerno); Giovanni Gugliotti, Castellaneta (Taranto); Giovanni Ruggiero, Piano di Sorrento (Napoli); Giovanni Schiappa, Mondragone (Caserta); Giulio Saccuti, Amandola (Fermo); Giuseppe Galizia, Baragiano (Potenza); Giuseppe Menardi, Cuneo; Giuseppe Pedà, Gioia Tauro (Reggio Calabria); Giuseppe (Peppino) Tagliente, Vasto (Chieti); Giuseppe Schiboni, San Felice Circeo (Latina); Graziano Pattuzzi, Sassuolo (Modena); Guido Castelli, Ascoli Piceno; Ilario De Marco Zompit, Aviano (Pordenone); Ivo Moras, Brugnera (Pordenone); Juri Fabio Imeri, Treviglio (Bergamo); Kristian Tschurtschentahler, Brunico (Bolzano); Lanfranco Fratoni, Carbognano (Viterbo); Leonardo Giordano, Montalbano Jonico (Matera); Letizia Moratti, Milano; Lorenzo Guzzetti, Uboldo (Varese); Lorenzo Maggi, Brindisi; Lorenzo Vitali, Legnano (Milano); Loris Mazzorato, Resana (Treviso); Luca Bersan, Villa Bartolomea (Verona); Luca Claudio, Abano Terme (Padova); Luca Lunardini, Viareggio (Lucca); Luca Sebastiano, Lazise (Verona); Luca Veggian, Carate Brianza (Monza e Brianza); Lucia Fontana, Castel San Giovanni (Piacenza); Luciano Angelini, Induno Olona (Varese); Luciano Bruschini, Anzio (Roma); Luciano Di Lorito, Spoltore (Pescara); Luciano Meoni, Cortona (Arezzo); Luciano Monticelli, Pineto (Teramo); Luciano Striuli, Caorle (Venezia); Lucio Pizzi, Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola); Luigi De Luca, Bassano Romano (Viterbo); Luigi Lucchi, Berceto (Parma); Magda Beretta, Senago (Milano); Manuel Ghilardelli, Ziano Vicentino (Piacenza); Marcello Orizio, Maclodio (Brescia); Marco Bonucchi, Sestola (Modena); Marco Fioravanti, Ascoli Piceno; Marco Flavio Cirillo, Basiglio (Milano); Marco Mastacchi, Monzuno (Bologna); Marco Melgrati, Alassio (Savona); Marco Vezzoni, Rivarolo del Re ed Uniti (Cremona); Marco Zacchera, Verbania (Verbano-Cusio-Ossola); Marica Fantuz, Meduna di Livenza (Treviso); Marino Del Frate, Gonars (Udine); Mario Agnelli, Castiglion Fiorentino (Arezzo); Mario Guarente, Potenza; Massimiliano Pederzoli, Brisighella (Ravenna); Massimo Alloni, Mozzanica (Bergamo); Massimo Barbujani, Adria (Rovigo); Massimo Bello, Ostra Vetere (Ancona); Massimo Cariello, Eboli (Salerno); Massimo Giampieri, Civita Castellana (Viterbo); Massimo Mallegni, Pietrasanta (Lucca); Massimo Martella, Nociglia (Lecce); Matteo Bianchi, Morazzone (Varese); Matteo Motta, Calvignasco (Milano); Maurizio Marinozzi, Servigliano (Fermo); Mauro Di Bert, Gonars (Udine); Mauro Giannini, Pennabilli (Rimini); Mauro Mainardi, Adria (Rovigo); Mauro Steccati, Tarcento (Udine); Michela Leoni, Momo (Novara); Michele Conti, Pisa; Michele Fabbro, San Vito di Fagagna (Udine); Michele Leone, Pisticci (Matera); Modesto Lazzarin, Terrassa Padovana (Padova); Monica Faenzi, Castiglione della Pescaia (Grosseto); Monica Gravante, Giurdignano (Lecce); Nello Di Pasquale, Ragusa; Nicola Cammarano, Rofrano (Salerno); Nicola Barbieri, Mondolfo (Pesaro-Urbino); Nicola Fragomeni, Santa Maria di Sala (Venezia); Nicola Giorgino, Andria (Barletta-Andria-Trani); Nicola Lopatriello, Policoro (Matera); Nicolò Rizzo, Castellamare del Golfo (Trapani); Paola Moscoloni, Verrua Savoia (Torino); Paolo Galeotti, Marmirolo (Mantova); Paolo Gozzi, Arcugnano (Vicenza); Paolo Marconcini, Cerea (Verona); Paolo Nozza, Martinengo (Bergamo); Paolo Tiramani, Borgosesia (Vercelli); Paolo Trangoni, Pagnacco (Udine); Pasquale Matarazzo, Lamezia Terme (Catanzaro); Pasquale Scavone, Tito (Potenza); Piergiorgio Priori, Pavone del Mella (Brescia); Pierluigi Cagnin, Piombino Dese (Padova); Pierluigi Peracchini, Sarzana (La Spezia); Pietro Alberti, Flero (Brescia); Pietro Dalla Libera, Oderzo (Treviso); Pietro Francesco Farina, Garlasco (Pavia); Pietro Mazzocchi, Borgonovo Val Tidone (Piacenza); Pietro Valent, San Daniele del Friuli (Udine); Pino Rossi, Gallio (Vicenza); Raffaele Cortesi, Lugo (Ravenna); Raffaele Langone, Savoia di Lucania (Potenza); Raffaele Tassotti, Montalto delle Marche (Ascoli Piceno); Raffaello Marsilio, Tricarico (Matera); Renato Josca, Albanella (Salerno); Renzo Dolfi, Brugnera (Pordenone); Renzo Francesconi, Spilimbergo (Pordenone); Riccardo Lotto, Montegalda (Vicenza); Riccardo Rigotto, Villanova Marchesana (Rovigo); Roberta Sisti, Torbole Casaglia (Brescia); Roberto Bianchi, Medesano (Parma); Roberto Di Stefano, Sesto San Giovanni (Milano); Roberto Dipiazza, Trieste; Rodolfo Ziberna, Gorizia; Salvatore Di Sarno, Somma Vesuviana (Napoli); Sara Casanova, Lodi; Saturnino (Nino) Di Ruscio, Fermo; Saverio D'Amelio, Ferrandina (Matera); Sebastiano Sannitu, Berchidda (Sassari); Sergio Bolzonello, Pordenone; Silvano Romanin, Cavasso Nuovo (Pordenone); Silvia Pisapia, Casal Velino (Salerno); Silvia Susanna, Musile di Piave (Venezia); Simone Dall'Orto, Traversetolo (Parma); Simone Ferrari, Remedello (Brescia); Sonia Fregolent, Sernaglia della Battaglia (Treviso); Stefano Bruni, Como; Stefano Canazza, Isola della Scala (Verona); Stefano Colzani, Alserio (Como); Stefano Giacomin, Creazzo (Vicenza); Stefano Simoncini, Osimo (Ancona); Stefano Turchet, Porcia (Pordenone); Susanna Ceccardi, Cascina (Pisa); Tiziana Pallottini, Carassai (Ascoli Piceno); Tiziana Sala, Cantù (Como); Toni Concina, Orvieto (Terni); Ulisse Borotto, Nanto (Vicenza); Umberto Chincarini, Peschiera del Garda (Verona); Valerio Avesani, San Martino Buon Albergo (Verona); Vincenzo Antonio Galvano, Raffadali (Agrigento); Vincenzo Iaccarino, Piano di Sorrento (Napoli); Vincenzo Zaccheo, Latina.

Buon Anno e buona missione a tutti i Sindaci d’Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 02/01/2020 08:38:10 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Buon anno cari amici. Per il 2020 auguro agli italiani di guarire dalla “denuncite” e diventare “protagonisti” della scelta di rendere l’Italia il miglior Paese al mondo per la qualità della vita

Cari amici, auguro a tutti noi un 2020 colmo di salute, serenità e successo. Di salute sia fisica sia mentale. Ci dicono che circa 250 mila italiani, tra cui ci sono anch’io, sono stati colpiti dall’influenza che li ha costretti a curarsi per recuperare la salute fisica. Ma non ci dicono che circa 46 milioni di italiani sono affetti da un’influenza più grave, estremamente contagiosa e per la quale non esiste un vaccino che la prevenga con certezza: la “denuncite”. Si tratta di una malattia che ha colpito la mente e si è diffusa con una rapidità senza precedenti, al punto che la “denuncite” è diventata il fenomeno sociale più diffuso tra gli italiani dopo il tifo per il gioco del calcio. In Italia tutti denunciano tutti, tutti riversano sugli altri le responsabilità di tutto ciò che non va. La politica è diventata un tutt’uno con la denuncia. Il politico di successo è colui che è più bravo nel denunciare i suoi antagonisti. I giornali e le televisioni danno la caccia alle notizie di denuncia. I cittadini si sfogano sui mezzi di comunicazione virtuali denunciando chi la pensa diversamente. Persino il Papa incentra le sue prediche sulla denuncia.

La denuncia è diventata la principale malattia mentale e la più grave devianza sociale perché è fine a se stessa. Si denuncia per denunciare. La “denuncite” si rivela un comportamento auto-lesionista sul piano personale e distruttivo sul piano sociale. 

Ebbene cari amici il mio augurio è che il 2020 oltre a donarci la salute fisica ci liberi dalla “denuncite”. Personalmente mi impegnerò per promuovere un percorso di formazione culturale che ci consenta di affrancarci dalla disinformazione dilagante per acquisire una corretta rappresentazione della realtà; di liberarci dalla sterile denuncia fine a se stessa per elevarci all’atteggiamento propositivo che individua non solo la causa del problema ma soprattutto la soluzione che si traduca nella costruzione di un’alternativa; di passare dalla fase del dire alla fase del fare, operando concretamente per realizzare il bene di tutti gli italiani. 

Il mio auspicio è che nel 2020 il maggior numero possibile di italiani dallo status subordinato di “gregari” si emancipino allo status autonomo di “protagonisti”. Il protagonista è colui che fa ciò che dice e ciò in cui crede, è l’artefice della propria scelta di vita in modo consapevole, convinta, determinata. Quando i circa 46 milioni di elettori saranno guariti dalla “denuncite” e diventeranno “protagonisti” della scelta di agire per il bene degli italiani, nella consapevolezza che l’Italia è la nostra casa comune e che abbiamo tutti il dovere di contribuire a salvaguardarla a prescindere dalla legittima diversità di valutazione dei fatti, allora l’Italia tornerà ad essere una grande Nazione e si affermerà come il miglior Paese al mondo per la qualità della vita. 

Postato il 31/12/2019 16:40:47 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Buon Natale a Giuseppe Da Re, titolare di «I Bibanesi», un imprenditore di successo con l’anima dell’artista, un uomo generoso che fa onore all’Italia

La vita mi ha insegnato che a parità di meriti vince la persona che ha gli amici migliori. Mi considero una persona fortunata perché ho tanti amici. Per uno di quei casi che ci fanno comprendere che nulla accade per caso, ho avuto il dono grande di conoscere e di essere diventato amico di Giuseppe Da Re, titolare dell'azienda «I Bibanesi», da cui prendono nome i suoi «paninetti», un po' pane e un po' grissini, fatti a mano uno ad uno, ciascuno diverso dall'altro, con una originalità frutto di amore e di creatività. Giuseppe è un artista prestato all'imprenditoria. «Se dovessi rinascere – mi ha detto – farei solo l'artista». Giuseppe è un pittore e uno scultore. Ama il bello ma soprattutto ama il prossimo. La sua generosità e la sua dedizione alle persone bisognose superano qualsiasi considerazione di natura economica. Giuseppe è la testimonianza vivente che più si fa il bene più ci si ritrova il bene, più si dona più si riceve. La sua fraterna amicizia, le nostre conversazioni sulle questioni che concernono la decadenza della nostra civiltà, la confidenza che ci consente di aprirci sul piano personale, ha reso Giuseppe una presenza importante e significativa in questa fase della mia vita. Gli auguro di cuore tantissima salute e serenità per condividere il successo della missione civile ed etica di rinascita della nostra amata Italia. Buon Natale carissimo Giuseppe.

Postato il 25/12/2019 08:36:24 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

La nascita di Gesù Bambino incarna il valore assoluto della sacralità della vita. Buon Natale carissimi amici

Cari amici, si può credere o non credere nella fede del Dio che si fa uomo e che si incarna in Gesù. Ma tutti possiamo cogliere nella nascita di Gesù Bambino il valore assoluto della sacralità della vita, il fascino ineguagliabile del miracolo della vita, il dono supremo della rigenerazione della vita. 

Oggi più che mai, nella nostra civiltà decadente che idolatra la cultura della morte, concependo l’aborto, l’eutanasia, l’eugenetica e l’utero in affitto come il traguardo a cui ambire, che è sprofondata nel tracollo demografico ritenendo che i figli siano un peso anziché una risorsa, dobbiamo recuperare la cultura della vita.

A prescindere dalla propria fede, l’immagine di Gesù Bambino testimonia la centralità della vita nel mistero dell’Universo e nella complessità della Storia. La vita è la quintessenza dell’Universo e della Storia. Solo rimettendo al centro della nostra esistenza la cultura della vita potremo individuare la soluzione ai tanti problemi che connotano la decadenza della nostra civiltà. Solo riscoprendo la bellezza della Natività e dell’amore irresistibile che ispira la nuova vita, ritroviamo la certezza della verità che si sostanzia nella famiglia naturale, la madre, il padre e i figli. Solo se siamo protagonisti della cultura della vita e artefici del miracolo della rigenerazione della vita, diventiamo forti dentro appagati dall’unica realtà che dà un senso compiuto alla vita e acquisiamo il diritto di partecipare alla missione universale e storica segnata dalla vittoria della vita. 

A prescindere dalla propria fede dobbiamo prendere atto che la nascita di Gesù Bambino rappresenta lo spartiacque nella nostra Storia, cadenzata da ciò che c’era prima e da ciò che c’è dopo Cristo. Così come la fede in Gesù è il fulcro che ha ispirato l’unica civiltà al mondo fondata sui valori della sacralità della vita di tutti, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale. Cari amici auguro a tutti voi un Buon Santo Natale.

Postato il 24/12/2019 18:58:32 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

È illegittimo e anti-democratico criminalizzare gli italiani che rivendicano il riscatto della sovranità nazionale dell’Italia

Cari amici, come è possibile che chi difende la salvaguardia dell’Italia come Stato nazionale, ovvero rispetta il fondamento della nostra Costituzione, e di conseguenza promuove il riscatto della sovranità monetaria, legislativa, giuridica e sul piano della difesa e della sicurezza, viene criminalizzato al punto che lo stesso concetto di “sovranista” è diventato una fattispecie di reato, assimilabile al reato dell’eversione, della cospirazione, della sovversione, del colpo di stato? Come è possibile che se un partito dice di voler uscire dall’euro e dall’Unione Europea viene apertamente condannato come “nemico dell’Italia” e criminalizzato come chi vorrebbe ridurre in povertà gli italiani? E perché se un partito è piccolo riesce a rivendicare a viva voce l’uscita dell’Italia dall’euro e dall’Unione Europea, mentre se lo stesso partito diventa grande cambia radicalmente posizione e si prodiga nel rassicurare l’opinione pubblica che non vuole uscire dall’euro e dall’Unione Europea? 

Lo spunto a questa riflessione mi è data da due recenti interventi politici. Ieri alla Camera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo sulla riforma del Mes (Meccanismo di stabilità europea) ha detto: "Bisogna stare attenti a insinuare dubbi e paure nei cittadini italiani, tanto più che quantomeno alcune delle posizioni che si sono delineate nel corso del dibattito pubblico hanno disvelato il malcelato auspicio di portare il nostro Paese fuori dall'euro-zona o, addirittura, dall'Unione europea. Se questo è l'obiettivo allora converrebbe chiarirlo in modo esplicito, affinché il dibattito pubblico sia trasparente e i cittadini italiani possano essere informati di tutte le implicazioni che tali posizioni portano con sé".

Il 5 dicembre il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha detto: “E' noto che Borghi e la Lega sono per l'uscita dall'euro e quindi si confermano nemici degli interessi dell'Italia, della tutela dei risparmi. Se si facesse quello che dice Borghi gli italiani perderebbero molti soldi, il valore dei loro stipendi e delle loro pensioni, verrebbe drasticamente ridotto, quindi l'Italia sarebbe un Paese molto più povero, è una ricetta fallimentare che per fortuna non incontra il favore degli italiani".

Claudio Borghi, Presidente della Commissione Bilancio alla Camera della Lega, aveva detto circa l’ipotesi di uscire dall’euro: "Se una posizione politica è condivisa da un numero sufficiente di persone, il 25/30 per cento, è vietato presentare, e rappresentare le istanze di questo 25 per cento di persone? Io penso che sia un dovere rappresentare le istanze di un 25 per cento di persone. Poi, per fare qualsiasi cosa ci vuole la maggioranza".

Il Segretario nazionale della Lega Matteo Salvini è subito intervenuto per rassicurare: : "Nessuna uscita dall'euro o dall'Europa, la Lega vuole solo fermare un governo che mette a rischio la democrazia, la sovranità e i risparmi degli italiani".

Eppure Salvini alle elezioni europee del 2014, quando la Lega aveva meno del 5 per cento dei consensi, aveva sostituito il logo della Lega con la scritta “Basta Euro”, proponendosi come il soggetto politico italiano che rivendica principalmente l’uscita dell’Italia dall’euro. Alle elezioni europee del 2019, quando la Lega si è aggiudicata il 34 per cento dei consensi, Salvini ha chiarito che la Lega non vuole più l’uscita dell’Italia né dall’euro né dall’Unione Europea, ma mira esclusivamente a riformarla dall’interno.

Anche Fratelli d’Italia alle elezioni europee del 2014, quando godeva del consenso di meno del 4 per cento del consenso dell’elettorato, promise di “farsi promotore nel prossimo Parlamento europeo di una Risoluzione comune a tutti i gruppi “eurocritici”, per spingere la Commissione europea a procedere allo scioglimento concordato e controllato dell’Eurozona. Nel caso questa strada non fosse perseguita dalle Istituzioni e dalle cancellerie europee e venisse confermata l’indisponibilità ad un cambio di rotta radicale, l’Italia deve avviare una procedura di recesso unilaterale dall’Eurozona”.

Ebbene il Presidente nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervenendo il 9 dicembre a Bruxelles nella manifestazione contro la riforma del Mes davanti alla sede del Consiglio Europeo, ha anche lei rassicurato: "Il ministro Gualtieri sa di malafede, noi non abbiamo mai chiesto l'uscita unilaterale dell'Italia dall'euro, ma tra uscire dall'euro e stare nell'euro in ginocchio a portare i soldi agli interessi di qualcun altro le comunico che c'è una gamma infinita e intermedia di possibilità". E rispondendo più specificatamente sulla sua posizione sull’euro, la Meloni ha detto: “Tipo stare in una moneta e in una zona unica nella quale tutti quanti abbiano interessi a stare, quindi non impoverendo qualcuno per arricchire degli altri".

Cari amici, uno Stato è tale solo se è sovrano sul piano monetario, legislativo e della sicurezza. L’Italia ha perso tutti e tre questi pilastri e di fatto non è più uno Stato sovrano. Dovrebbe essere assolutamente legittimo e logico nel contesto di una sana democrazia che in Italia ci sia un soggetto o più soggetti politici che fondano la loro strategia sul riscatto della sovranità nazionale. È sconcertante che siano invece legittimati solo i soggetti politici che promuovono la fine dell’Italia come Stato nazionale sovrano, la sua fagocitazione da parte della macro-dimensione degli Stati Uniti d’Europa e il suo assoggettamento al Nuovo Ordine Mondiale imposto dalla grande finanza speculativa globalizzata. È incomprensibile il fatto che i soggetti politici sovranisti quando crescono sul piano del consenso e si apprestano ad assumere il Governo dello Stato, rinneghino la volontà di riscattare la sovranità nazionale e si allineino sulle posizioni degli europeisti e dei globalisti, come se fosse una conditio qua non per poter accedere nel Palazzo del potere. Ebbene visto che ci sono dei limiti all’azione dei partiti, noi tutti, cittadini che amiamo l’Italia e siamo dediti al bene degli italiani, a prescindere dall’appartenenza partitica, dobbiamo a maggior ragione mobilitarci per conseguire il legittimo traguardo del riscatto della sovranità nazionale, del rimettere al centro il bene primario degli italiani, della rinascita della nostra civiltà decadente. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 12/12/2019 13:12:05 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Papa Francesco legittima l’islam e promuove il cibo “islamicamente corretto” dentro il Vaticano

Buongiorno amici. Ieri, nella “Giornata Mondiale del Povero” da lui stesso istituita, Papa Francesco ha condiviso in Vaticano il pranzo domenicale con 1.500 poveri offrendo un menù “islamicamente corretto”, senza carne di maiale e senza vino. 

Giovedì scorso 14 novembre Papa Francesco, incontrando in Vaticano per la quarta volta il Grande imam dell’Università islamica di Al Azhar che ha sede al Cairo, ha consolidato la legittimazione dell’islam come religione confermando che cristianesimo e islam sono uniti dal concetto della “fratellanza umana” e ha valutato positivamente il progetto di una “Casa dei monoteismi” che dovrebbe essere costruita ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, e accoglierà una moschea, una sinagoga e una chiesa dedicata a san Francesco d’Assisi. 

Invito rispettosamente Papa Francesco a considerare attentamente quanto segue. L'islam vieta il consumo della carne di maiale concependolo come un animale «immondo». Allah nel Corano prescrive: «Di': “In quello che mi è stato rivelato, non trovo altri interdetti a proposito del cibo, se non l'animale morto, il sangue effuso e la carne di porco - che è immonda -  e ciò che, perversamente, è stato sacrificato ad altri che ad Allah”. Quanto a chi vi fosse costretto, senza intenzione o ribellione, ebbene, il tuo Signore è perdonatore, misericordioso». (6, 145)

L'islam non solo vieta la carne di maiale, ma impone che gli altri animali prima di poterli mangiare devono essere sgozzati vivi e dissanguati nel nome di Allah. Ai musulmani è prescritto che l'animale da sgozzare deve essere cosciente, si affila il coltello, si fa stendere l'animale sul suo lato sinistro orientandolo verso la Mecca, e dopo aver pronunciato «Nel nome di Allah» e «Allah è il più grande», si recide con il coltello la faringe, la via respiratoria, l’esofago, la via alimentare, e le le arterie carotide fino al suo totale dissanguamento. Ogni anno, alla fine del pellegrinaggio alla Mecca, i musulmani celebrano la «Festa del sacrificio» o la «Festa dello sgozzamento», e spesso lo sgozzamento dei montoni viene effettuato individualmente nelle abitazioni o nelle strade pubbliche, anche all'interno dell'Europa. Questa pratica islamica contrasta con le nostre leggi e le nostre regole preposte al trattamento degli animali e alla macellazione. 

Quanto agli alcolici, Allah vieta gli alcolici e punisce chi li beve. Laddove i militanti islamici prendono il sopravvento, anche all'interno dell'Europa, impongono ai locali pubblici di non vendere l'alcol. Questo divieto si scontra con il nostro ordinamento giuridico.

Quanto al concetto della «fratellanza» che unirebbe cristianesimo e islam, faccio osservare a Papa Francesco che l'islam divide l'umanità in «credenti», che sono solo i musulmani, e «miscredenti», che sono tutti i non musulmani. Il Mondo è contrapposto tra «Casa dell'islam» e «Casa della guerra». Talvolta l'Europa viene additata come «Casa della tregua», solo se consente ai musulmani residenti di avere le moschee e di consolidarsi come «comunità islamica» in vista della conquista del potere e della sottomissione all'islam dell'Europa. 

Maometto fu un razzista, concepì i musulmani come una «razza musulmana» superiore, trattò gli ebrei e i cristiani come «dhimmi», «protetti», una «razza inferiore», sottomessi alla dittatura dei musulmani. Si tratta della negazione della pari umanità delle persone, della concezione dei musulmani come una entità umana distinta e superiore, del rifiuto pregiudiziale dell'integrazione in seno alle società non musulmane per salvaguardare costi quel che costi la propria integrità islamica. 

Maometto fu il più grande schiavista della sua epoca e i musulmani sono stati i maggiori schiavisti della Storia con 2,5 milioni di europei e 18 milioni di africani deportati e sfruttati come schiavi. Allah nel Corano legittima la schiavitù e concepisce lo schiavo come un essere antropologicamente inferiore rispetto alla persona libera. La riduzione delle persone libere in schiavi e lo sfruttamento della schiavitù sono reati gravi per il nostro ordinamento giuridico.  

Quanto al rapporto con gli ebrei e i cristiani, ricordo a Papa Francesco che nella loro preghiera i musulmani condannano gli ebrei e i cristiani come miscredenti per 17 volte al giorno. L'islam si concepisce come la «religione della verità», e considera l'ebraismo, il cristianesimo e le altre fedi come «religione della falsità». Nel Corano Allah vieta di allearsi e ordina di uccidere gli ebrei e i cristiani. Allah è particolarmente anti-ebraico perché Maometto è stato profondamente anti-ebraico.  

Nel 627 a Medina Maometto ha sterminato la tribù ebraica dei Banu Qurayza partecipando personalmente allo sgozzamento e alla decapitazione di circa 900 ebrei. Si tratta inequivocabilmente di un «crimine contro l'umanità». Maometto impose il suo potere sanguinario e dittatoriale compiendo 95 razzie e «guerre di sterminio» contro le tribù arabe pagane, ebraiche e cristiane, in cui ha combattuto e ucciso i suoi nemici. Considerando che Maometto è il «modello» da emulare, il suo esempio è una chiara istigazione a uccidere i non musulmani, in particolare gli ebrei e i cristiani.

Per Allah la vita non è di per sé sacra. Allah esorta i musulmani a rinunciare alla propria vita combattendo contro i non musulmani per conquistare una vita migliore nel Paradiso islamico. Ma resta il fatto che solo la vita dei musulmani è inviolabile, i non musulmani possono essere uccisi. Allah vieta ai musulmani di pregare per i morti non musulmani anche se fossero il proprio padre o la propria madre. Si tratta di una flagrante violazione della sacralità della vita di tutti e della legittimazione a uccidere i non musulmani e a non avere pietà per i non musulmani anche dopo la loro morte.

Concludo il mio messaggio a Papa Francesco: o si è cristiani o si è musulmani, o si crede in Gesù vero Dio e vero uomo, o si crede in Maometto che condanna di miscredenza ebraismo e cristianesimo e si considera il Sigillo della Profezia. Come cristiani siamo tenuti ad amare anche i musulmani come persone, ma senza legittimare l'islam come religione. Per 1400 anni la Chiesa e l'Europa hanno condannato e combattuto contro l'islam perché gli islamici non hanno mai cessato di fare la guerra per sottomettere anche l'Europa dopo aver sottomesso la sponda meridionale ed orientale del Mediterraneo le cui popolazioni fino al Settimo secolo erano al 98% cristiani. Papa Francesco dovrebbe sapere che le Mura Leonine che cingono lo Stato del Vaticano e che lui vede ogni giorno, furono edificate nell'848 da Papa Leone IV dopo che per due volte nell'830 e nell'846 gli islamici invasero Roma e saccheggiarono la Basilica di San Pietro. Quelle Mura hanno prevenuto nuove guerre islamiche, difeso la Chiesa e salvaguardato la cristianità. Quelle Mura sono parte integrante della nostra civiltà cristiana. Ecco perché legittimare l'islam è una sconfessione del cristianesimo e promuovere l'islamizzazione all'interno stesso del Vaticano è un suicidio della Chiesa.

 

 

 

    

 

 

 

 

 

Postato il 18/11/2019 12:47:05 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Sì ai musulmani, No all’islam

 

Postato il 14/11/2019 10:17:53 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Dobbiamo salvare Venezia per salvare la nostra civiltà. Non possiamo più continuare a scoprire il valore inestimabile del nostro patrimonio culturale solo quando si fa la conta delle vittime e dei danni

Cari amici, il volto affranto del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro in Piazza San Marco allagata al punto da inondare la Basilica e da necessitare di pedane galleggianti per gli spostamenti, è il riflesso di un’Italia in ginocchio. In questa fase di tragica emergenza, in cui si contano le vittime, per fortuna poche, e i danni ingentissimi, noi tutti ci stringiamo in un abbraccio d’affetto e di solidarietà ai veneziani. Il Governo nazionale e regionale intervengano subito per ristabilire al più presto la normalità sul piano della vivibilità e dei trasporti, e concedano subito aiuti adeguati agli imprenditori e ai commercianti affinché possano riprendere la loro attività da cui dipendono la vita di Venezia e la sopravvivenza di migliaia di famiglie. 

Giustamente Brugnaro, che è un imprenditore, ha sottolineato l’eccezionale gravità della situazione legata alla specificità di Venezia: «Qui ci giochiamo il futuro di Venezia perché in questo modo non si riesce più a vivere, serve certezza per vivere qui. Tutto il Paese sa che oggi ci giochiamo la credibilità internazionale. Non stiamo parlando di un problema locale ma mondiale: o sappiamo difendere le nostre eccellenze o non meritiamo di essere eredi di questo grande patrimonio».

Purtroppo in Italia si scoprono i problemi solo quando si fa la conta delle vittime e dei danni. Passata l’emergenza si archivia tutto. Abbiamo il 70 per cento del patrimonio culturale mondiale e non solo non sappiamo valorizzarlo adeguatamente, ma lo stiamo perdendo sotto le macerie dei terremoti, degli smottamenti e delle alluvioni, o più banalmente abbandonandolo per l’inadeguatezza delle risorse destinate alla tutela del patrimonio culturale.

Cari amici, l’Italia potrebbe essere il Paese numero uno al mondo per la qualità della vita se valorizzassimo i nostri tre grandi patrimoni ineguagliabili, inestimabili e non clonabili: il patrimonio ambientale, perché siamo il Paese più bello al mondo; il patrimonio culturale, che è il più cospicuo dell’umanità; il patrimonio umano, perché la creatività degli italiani è un valore aggiunto che ci consente di eccellere in ogni ambito dello scibile umano. Servono una classe e una cultura politica che lo comprendano. Ma finora non ci siamo. Il monito e il grido d’allarme di Brugnaro devono essere raccolti e fatti propri dai nostri governanti. In ballo non c’è solo il futuro di Venezia, ma il futuro di tutti noi come Nazione e civiltà.

 

Postato il 13/11/2019 17:48:50 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Sedici anni dopo la strage deI nostri eroi a Nassiriya dobbiamo combattere contro Stati e terroristi islamici

Buongiorno amici. Oggi commemoriamo i nostri eroi vittime dell’attentato terroristico islamico di Al Qaeda a Nassiriya in Iraq sedici anni fa, il 12 novembre 2003, costato la vita a 19 italiani, di cui 12 carabinieri, 5 militari e 2 civili. Preghiamo per i cinque nostri militari gravemente feriti nell’attentato terroristico islamico nei pressi di Kirkuk nel Kurdistan iracheno rivendicato dall’Isis due giorni fa, domenica 10 novembre. Piangiamo l’assassinio del sacerdote cattolico armeno Hovsep Bedoyan e di suo padre nel distretto siriano di Busayra, in un attentato terroristico islamico rivendicato sempre dall’Isis ieri lunedì 11 novembre. 

Ma dobbiamo domandarci com’è possibile che l’Isis, dopo essere stata data per moribonda e dopo l’ingloriosa fine del suo fondatore il Califfo Abu Bakr al Baghdadi, rialzi la testa colpendo proprio i militari italiani e il principale rappresentante della Chiesa cattolica armena in territori controllati dai curdi. Ebbene ciò che emerge è che dietro ai tre eventi c’è la lunga mano del Presidente turco Erdogan, il burattinaio dell’Isis. Erdogan si conferma come il personaggio più pericoloso per la stabilità non solo del Medio Oriente ma anche della nostra Europa. 

Al Baghdadi è stato costretto a farsi esplodere lo scorso 27 ottobre dopo essere stato stanato nel suo rifugio da un corpo scelto di militari americani nel villaggio siriano di Barisha, a soli cinque chilometri dal confine con la Turchia e attualmente occupato dalle forze turche. L'Isis ha immediatamente annunciato di aver nominato come suo successore Abu Ibrahim al Hashimi al Qurashi, noto anche come Abdullah Qardash, un ex ufficiale dei servizi segreti di Saddam. Una tempestività che fa sorgere il dubbio che si trattasse di un evento atteso. Il sospetto è che la fine di Al Baghdadi sia stata un regalo di Erdogan a Trump, per avere in cambio mano libera nell’occupazione del territorio siriano a ridosso della frontiera turca, controllato dai miliziani curdi siriani, che erano riusciti a sconfiggere e a cacciare i terroristi islamici dell’Isis. 

La grossa preoccupazione di Erdogan è che l’eroica vittoria dei curdi siriani possa incentivare l’irredentismo dei curdi turchi, che rappresentano circa un quinto della popolazione della Turchia e sono principalmente presenti nella regione dell’Anatolia, che confina con i territori siriani e iracheni controllati dai curdi siriani e dai curdi iracheni. 

L’attentato dinamitardo contro i cinque militari italiani nei pressi di Kirkuk nel Kurdistan iracheno, domenica 10 novembre, territorio controllato dai miliziani curdi iracheni, e l’assassinio di un sacerdote cattolico armeno e di suo padre il giorno dopo nel distretto siriano di Busayra, nella regione di Deir ez-Zor sotto controllo delle forze curdo-siriane, entrambi rivendicati dai terroristi islamici dell’Isis, mirano chiaramente a danneggiare i curdi sia in Iraq sia in Siria. 

Al tempo stesso consentono ai terroristi islamici dell’Isis di rialzare la testa. Resta un’ultima riflessione. Perché hanno scelto di colpire gli italiani e non altri militari stranieri? Forse perché siamo più fragili sul fronte politico interno e sarà sufficiente questo attentato a indurre il governo italiano a ripensare la presenza dei nostri militari in Iraq? 

Cari amici, dobbiamo innanzitutto prendere atto che siamo in guerra. Una guerra scatenata da un insieme di Stati e gruppi terroristici islamici che convergono sull’obiettivo di destabilizzare e assoggettare al dominio del radicalismo islamico sia il Medio Oriente sia la nostra Europa. In questa guerra il nemico è già dentro casa nostra, nelle sembianze del terrorismo islamico dei tagliagole che ci uccidono fisicamente con le armi e dei taglialingue che ci opprimono politicamente con le moschee. E in guerra o si combatte per vincere o saremo sconfitti e sottomessi. Dobbiamo escludere l’ipotesi di rassegnarci alla sconfitta e alla sottomissione. Dobbiamo combattere per salvaguardare la nostra civiltà ed essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

 

 

Postato il 12/11/2019 12:39:05 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Taranto è l’emblema di un sistema di sviluppo suicida

Cari amici, chiunque si sia affacciato sul Golfo di Taranto non può che essere rimasto estasiato da una straordinaria bellezza, culla di una grande civiltà in epoca greca e poi romana. Taranto è stata grande grazie alla sua eccezionale posizione geografica, il più grande golfo d’Italia a cavallo della Puglia, Basilicata e Calabria, diventato epicentro di commercio, agricoltura, artigianato, arte. Ebbene chiunque prenda atto che le acque del Golfo adiacenti il centro di Taranto sono inquinate e non balneabili; chiunque osservi le ciminiere delle acciaierie dell’Ilva prorompere come un mostro contronatura che eruttano in continuazione i loro veleni; chiunque odori il tanfo che sa di fogna mescolandosi con le esalazioni altrettanto pestifere della raffineria dell’Eni; chiunque veda il colore rosso impregnato nella barriera spartitraffico in cemento sull’autostrada nei pressi della città; chiunque subisca le conseguenze letali delle polveri e scorie che si traducono in tumori e morte, non può non trarre la conclusione che c’è qualcosa di profondo sbagliato nel sistema di sviluppo approntato per Taranto. É un vero e proprio crimine mettere i tarantini di fronte a una scelta comunque fatale: o rischiate di morire lavorando in un contesto avvelenato, o rischiate di morire di stenti non lavorando. Certo poi si può anche scegliere di abbandonare la città. Ed è quello che è accaduto. Le palazzine che s’affacciano sul lungomare, in pieno centro, in prossimità dell’Arsenale della Marina Militare, sono abbandonate, degradate, spopolate.

Poi c’è un’altra considerazione. Come italiano mi sento umiliato nel sapere che il futuro industriale e imprenditoriale dell’Italia dipenda dagli investimenti della Cina, dell’India, del Qatar, ma anche della Francia e della Germania. Com’è possibile che l’Italia debba tendere la mano ai cinesi e agli indiani e agli sceicchi arabi per avere del denaro? Che cosa impedisce che anche noi italiani possiamo avere il denaro necessario al nostro sviluppo? Semplicemente la perdita della sovranità monetaria.

Cari amici, Taranto è una realtà emblematica di una strategia di sviluppo profondamente sbagliata. La nostra vita non può essere sacrificata e barattata per un posto di lavoro che ci avvelena e ci uccide. L’Italia deve rifondare il proprio sviluppo valorizzando i tre patrimoni inestimabili, ineguagliabili e non clonabili che possediamo: il patrimonio ambientale, il patrimonio culturale e il patrimonio umano. In parallelo l’Italia deve riscattare la propria sovranità monetaria e nazionale. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Postato il 09/11/2019 07:12:31 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

APPELLO «STOP ISLAM»

Per salvaguardare la civiltà della vita, dignità e libertà, nel rispetto dei musulmani come persone, abbiamo il diritto-dovere di mettere fuori legge l'islam come religione all'interno del nostro Stato

Appello agli italiani, agli europei, agli occidentali, a tutte le persone intellettualmente oneste e umanamente coraggiose, compresi i musulmani, che hanno la fortuna di vivere nel Mondo libero, civilizzato e benestante. 

Nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, che al pari di tutte le persone vanno valutati individualmente sulla base delle loro azioni, dobbiamo prendere atto che l'islam come religione, che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto, è totalmente incompatibile con le leggi laiche dello Stato, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la comune civiltà umana, a partire dalla sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra le persone, la libertà di scelta individuale.

Da 1400 anni Maometto e i suoi seguaci hanno scatenato una guerra per sottomettere il mondo intero all'islam. L'Europa è stata costretta a combattere per difendersi da un'aggressione violenta e da un'ideologia dittatoriale, mettendo sostanzialmente fuori legge l'islam all'interno del proprio territorio pur intrattenendo rapporti con i musulmani basati sul mutuo interesse. 

Oggi stiamo subendo dentro casa nostra una guerra ancor più insidiosa da parte del terrorismo islamico sia globalizzato sia autoctono dei «tagliagole» che ci uccidono e dei «taglialingue» che ci opprimono. Abbiamo il dovere di combattere per salvaguardare la nostra vita, dignità, libertà e abbiamo il diritto di mettere formalmente fuori legge l'islam all'interno del nostro Stato di diritto per essere pienamente noi stessi a casa nostra. Solo se sapremo farci rispettare potremo favorire la costruttiva convivenza con i musulmani che scelgono consapevolmente e responsabilmente di condividere la nostra casa comune comportandosi né più né meno come sono tenuti a comportarsi tutti i cittadini. Solo se saremo forti dentro casa nostra potremo scongiurare guerre di religione a livello globale o istigate dal razzismo a livello locale, trattandosi di una legittima decisione di Stati sovrani finalizzata a tutelare l'interesse supremo della Nazione e il bene primario dei cittadini all'interno dei propri confini. 

«Stop islam» è l'appello a una missione epocale: o ci liberiamo insieme dall'islam o finiremo tutti sottomessi all'islam.

Potete aderire all'APPELLO «STOP ISLAM» su magdicristianoallam.it/stopislam (dal 18 ottobre) 

 

 

 

 

 

Postato il 15/10/2019 14:05:18 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Oggi alle ore 18 riprende la Diretta Facebook “Mezz’ora culturale con gli amici di Magdi Cristiano Allam”

Cari amici, finalmente ci rivediamo. Oggi alle ore 18 riprendiamo la Diretta Facebook “Mezz’ora culturale con gli amici di Magdi Cristiano Allam” sulla mia pagina Facebook.com/MagdiCristianoAllam. Era stata interrotta per una pausa estiva ma soprattutto perché ero immerso nella scrittura del mio nuovo libro “Stop islam”. 

Finalmente “Stop islam” è pronto e sarà possibile acquistarlo da mercoledì 16 ottobre, per il momento solo attraverso il mio sito magdicristianoallam.it/libri. Potrete aderire all’Appello “Stop islam” sempre attraverso il mio sito magdicristianoallam.it/stopislam

Come sapete la Diretta Facebook “Mezz’ora culturale con gli amici di Magdi Cristiano Allam” viene trasmessa alle ore 18 alle 18,30 dal lunedì al venerdì. Oggi vi illustrerò il mio nuovo libro “Stop islam”, chiarendo le ragioni per cui nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, se vogliamo salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale, dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe, dobbiamo mettere fuori legge l’islam come religione all’interno del nostro Stato di diritto, per il bene degli stessi musulmani che scelgono di vivere insieme a noi e per prevenire guerre di religione esterne o guerre istigate da una forma di razzismo all’interno della nostra casa comune. 

Nel corso della mia Diretta Facebook potrete intervenire con dei commenti e delle domande scritte. Siete tutti invitati. Vi aspetto. 

 

 

 

 

 

Postato il 14/10/2019 17:00:38 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Non condivido politicamente il nuovo Governo M5S-Pd ma lo rispetto perché è legittimo costituzionalmente

Cari amici, nella disputa in corso sulla formazione di un nuovo Governo tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico dobbiamo distinguere tra la sfera della politica e la sfera della Costituzione, così come dobbiamo distinguere tra la dimensione delle idee e la dimensione delle persone.

Io non sono un elettore o un simpatizzante né del M5S né del Pd. Ma rispetto i quasi 11 milioni di italiani che alle elezioni del 4 marzo 2018 hanno votato il M5S e gli oltre 6 milioni di italiani che hanno votato il Pd. 

Sono assolutamente contrario all’ideologia globalista, eurocratica, immigrazionista, multiculturalista, relativista, unisessualista e islamofila condivisa dal M5S e dal Pd, che si traduce nella fine dell’Italia come Stato nazionale sovrano e nella perdita della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe.

Sono assolutamente contrario alla cultura della morte condivisa dal M5S e dal Pd, favorevoli all’aborto, all’eutanasia, all’utero in affitto, allo scardinamento della centralità della famiglia naturale legittimando il diritto al matrimonio omosessuale e all’adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso, in un contesto tragico in cui l’Italia in particolare e l’Europa in generale stanno morendo demograficamente perché hanno cessato di fare figli e perso la cultura della vita.

Sono assolutamente contrario all’ideologia statalista condivisa dal M5S e dal Pd che attribuisce allo Stato centralizzato il ruolo egemone nell’amministrazione e nello sviluppo, nonostante sia il principale ostacolo ad una efficiente amministrazione e a uno sviluppo virtuoso, costando la metà del Pil (800 miliardi su un Pil di 1.600 miliardi di euro), rivelandosi onerosissimo, corrotto, inefficiente, vessatorio e aguzzino nei confronti dei cittadini e degli imprenditori. 

Sono assolutamente contrario alla prospettiva condivisa dal M5S e dal Pd di un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata che si è appropriata dell’economia reale immettendo sul mercato un ammontare di moneta virtuale che supera di trentatré volte il Pil (Prodotto interno lordo) di tutti gli Stati del mondo messi insieme, che porta all’abbattimento delle frontiere, all’eliminazione degli Stati nazionali, allo sradicamento delle identità localistiche, ad una umanità omogeneizzata e omologata in cui ciascuno di noi sarà ridotto a semplice strumento di produzione e di consumo della materialità al più basso costo possibile. 

Ebbene la mia contrarietà all’insieme di queste idee, anche se espressa in modo radicale, deve tuttavia manifestarsi nel contesto del confronto-scontro politico, non esclusivamente in seno all’attività dei partiti che sono uno strumento per esercitare la democrazia ma non sostanziano la democrazia, così come non devono monopolizzare la democrazia come purtroppo avviene in Italia dove di fatto la partitocrazia ha sostituito la democrazia. Ma la mia contrarietà all’insieme delle idee avverse non deve tradursi nella loro condanna di illegittimità a meno che non si tratti di reati che violano la Costituzione e le leggi.

Ugualmente la mia legittima critica ai politici che manifestano le idee che io non condivido, anche se espressa in modo radicale, non deve mai sfociare nella criminalizzazione degli avversari politici, finendo per essere percepiti come nemici da eliminare anche fisicamente.

Non condivido su un piano politico il nuovo Governo M5S-Pd ma lo rispetto su un piano costituzionale. È del tutto infondata l’insinuazione che sarebbe un governo illegittimo. È invece un Governo assolutamente legittimo costituzionalmente, anche se criticabile politicamente. Esattamente come lo è stato il precedente Governo M5S-Lega. Anche la Lega, al pari del Pd, dopo aver concorso alle elezioni con una propria coalizione politica, si è sfilata dopo il voto per fare un Governo con il M5S che è un soggetto politico diverso e avverso. Sia la Lega sia il Pd si sono comportati in modo difforme rispetto all’impegno preso con i propri elettori prima del voto. Entrambi sono criticabili politicamente, ma i Governi fatti con il M5S sono legittimi conformemente alla nostra Costituzione.

Aggiungo che sarebbe grave se si sciogliesse il Parlamento e si andasse a nuove elezioni, 15 mesi dopo quelle del 2018, perché i sondaggi premiano un partito anziché un altro. Se si creasse un precedente simile, la nostra democrazia sarebbe alla mercé di speculatori che manipolando i sondaggi distruggerebbero la nostra democrazia e il nostro Stato di diritto. 

Cari amici, il nuovo Governo M5S-Pd potrebbe rivelarsi salutare se obbligherà tutti gli italiani ad aprire gli occhi e fare chiarezza sulle idee, i valori e la prospettiva. Proprio il fatto che tra il M5S e il Pd c’è una sostanziale affinità nella loro concezione della persona, della comunità, dello Stato, dello sviluppo e della prospettiva dell’Italia, potrebbe essere l’occasione storica per creare un fronte politico avverso coeso che non solo rigetta le loro idee, ma propone e persegue una visione qualitativamente diversa dello Stato, dello sviluppo e della società.

Affinché ciò si realizzi dobbiamo liberarci della malattia infantile della denuncia fine a stessa che, nutrendosi della criminalizzazione delle idee e della demonizzazione degli avversari politici, rischia di farci precipitare in una pericolosissima guerra civile che dobbiamo prevenire e scongiurare nel modo più assoluto. Dobbiamo pertanto riconcepire la politica non più come spettacolo urlato e rissoso ma bensì percorso di formazione culturale per passare dalla denuncia alla proposta, per recuperare i valori che ci fortificano dentro e ci restituiscono la certezza e l’orgoglio di chi siamo, per  individuare la prospettiva che corrisponda al riscatto della sovranità dell’Italia, al ripristino della centralità del bene degli italiani, alla rinascita della nostra civiltà decadente. Andiamo avanti con la schiena dritta e a testa alta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 29/08/2019 18:22:09 in Ali di Libertà di Magdi Allam

“Islam, immigrazione e globalismo. Le sfide dell’Europa”. Incontro pubblico di Magdi Cristiano Allam ad Alassio

Magdi Cristiano Allam tornerà ad Alassio giovedì 29 agosto per un incontro culturale pubblico in Piazza Partigiani alle ore 21, dove terrà una conferenza su “Islam, immigrazione e globalismo. Le sfide dell’Europa”. Il tema è più che mai di attualità in un momento in cui l’Italia si divide e si confronta sulla prospettiva del riscatto della sovranità nazionale o l’assimilazione agli “Stati Uniti d’Europa”. L’iniziativa è promossa dal Comune di Alassio e dalla “Biblioteca sul mare” nell’ambito della manifestazione “Alassio Summer Town”. Parteciperanno all’evento culturale aperto a tutti il vice-Sindaco Angelo Galtieri, il Consigliere comunale con delega alla Cultura Paola Cassarino, la Responsabile della Bibilioteca comunale Giuseppina Tardani. Allam ha recentemente scritto “Il Corano senza veli” ed è autore di 16 libri sull’islam e l’immigrazione.

Postato il 28/08/2019 09:26:04 in Comunicati di Magdi Cristiano Allam

Gli italiani nella loro disperata ricerca del ‘salvatore della Patria’ si innamorano facilmente ma si disamorano facilmente

Cari amici, in modo del tutto casuale partecipai alla Festa nazionale della Lega a Pontida il primo luglio 2018. Mi colpì l’intervento, conciso, chiaro e ammonitore di Giancarlo Giorgetti, il vice-Segretario Federale Vicario della Lega, di fatto il numero due dopo Matteo Salvini, e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo M5S-Lega. Andando controcorrente rispetto all’euforia collettiva, Giorgietti fece questa raccomandazione ai ministri e agli amministratori della Lega: “Tenete sulla scrivania una foto di Matteo Renzi. Abbiamo un'opportunità, ma fate attenzione. Ricordatevi che quattro anni fa il Segretario del Pd aveva il 40%". 

Nel suo intervento dopo Giorgietti, Salvini, a conferma del clima di eccitazione politica, fece questo pronostico: "Si rassegnino i compagni, governeremo 30 anni". Ebbene, meno di 15 mesi dopo, per volontà dello stesso Salvini che l’8 agosto scorso ha presentato una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ha chiesto di indire nuove elezioni, il Governo M5S-Lega è finito con le dimissioni di Conte il 20 agosto.

Nel confronto tra i due Matteo, dobbiamo prendere atto che la posizione di Renzi era molto più solida e ciononostante si dimise. Renzi fu eletto Presidente del Consiglio il 22 febbraio 2014. Il Pd aveva vinto le elezioni politiche del 2013 con il 29,55% dei consensi ed era il primo partito sia alla Camera con 344 seggi sia al Senato con 123 seggi. Alle Elezioni Europee del 25 maggio 2014 Renzi ottenne con il Pd il 40,8% dei consensi, un risultato eccezionale, finora ineguagliato nella Storia della Repubblica Italiana. Probabilmente Renzi si lasciò prendere dall’euforia, immaginò di poter diventare lui il “salvatore della Patria”, e ipotecò il proprio futuro politico con l’esito di un Referendum sulla riforma della Costituzione che si svolse il 4 dicembre 2016, perso da Renzi con 40,88% di voti favorevoli e 59,12% di voti contrari. Pur non essendo obbligato a dimettersi, Renzi rassegnò volontariamente le dimissioni da Capo del Governo il 7 dicembre 2016, rispettando seppur parzialmente l’impegno preso perché ha continuato a fare politica dopo aver promesso che si sarebbe ritirato dalla politica.

L’altro Matteo, Salvini, alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 prese come Lega il 17,35% dei consensi, partecipando alle elezioni in coalizione con il Centrodestra. Poi il Governo l’ha però fatto con il M5S, che prese il 32,68% dei consensi, pur essendo un soggetto politico antagonista soprattutto del Centrodestra ma anche del Centrosinistra, sostenendo che solo così c’erano i numeri per governare. Salvini ha fatto prevalere la dimensione quantitativa dei numeri alla dimensione qualitativa dei contenuti. È così che dal primo giugno 2018 Salvini è diventato Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Interno. Sfruttando magistralmente la visibilità mediatica concessagli, Salvini ha ottenuto uno straordinario risultato alle Elezioni Europee del 26 maggio 2019 diventando il primo partito italiano in seno al Parlamento Europeo con il 34,26% dei consensi. 

A questo punto Salvini ha probabilmente confuso la virtualità delle indicazioni di voto dei sondaggi, che lo danno tra il 36 e il 40% dei consensi, ha sovrapposto il fatto che è il primo partito italiano nel Parlamento Europeo con la realtà italiana, dimenticando però che nel Parlamento italiano la Lega è un partito di minoranza. Immaginare che sulla base dei sondaggi favorevoli alla Lega e del voto alle Europee si potesse andare subito a nuove elezioni, è stato un grave errore. Siamo in una Repubblica parlamentare e la prerogativa di sciogliere il Parlamento è esclusivamente del Presidente della Repubblica. Che, prima di farlo, ha l’obbligo costituzionale di verificare se ci siano altre maggioranze in Parlamento. Ed effettivamente c’è un’alternativa. La possibilità di un Governo tra il M5S e il PD non deve scandalizzare più di tanto. Tra questi due partiti, che sono entrambi di sinistra, ci sono molte più affinità sul piano delle idee di quante non ce ne siano tra il M5S e la Lega, essendo la Lega un partito di centrodestra. Il vero scandalo è stato il Governo M5S-Lega, un governo contronatura, che non avrebbe mai dovuto nascere. E se il Governo M5S-PD non dovesse funzionare, Mattarella ha già pronto un governo formalmente “tecnico”, guidato da Mario Draghi, che darà il colpo di grazia a ciò che resta della nostra sovranità nazionale. 

Sempre Giorgietti ha confessato che Salvini ha deciso da solo di sfiduciare Conte. Anche il fatto che Salvini non si sia consultato con gli altri dirigenti della Lega su una questione vitale, porre fine al governo di cui si fa parte, è stato un grave errore. 

Cari amici, la lezione da trarre dalla vicenda dei due Matteo, ma anche dalle precedenti esperienze di Berlusconi, Grillo e persino di Monti, l’altro Mario che ci ha imposto una dittatura finanziaria, è che nella disperata e ossessiva ricerca di un “salvatore della Patria”, gli italiani si innamorano facilmente e si disamorano facilmente. Rassegniamoci al fatto che nella nostra Italia non ci sono “salvatori della Patria”. Prendiamo atto che è arrivato il momento in cui ciascuno di noi deve rimboccarsi le maniche e metterci la faccia. Dobbiamo insieme promuovere una “rivoluzione culturale” che illumini le menti e fortifichi gli animi, ci consenta di acquisire una corretta rappresentazione della realtà e di recuperare i valori che sostanziano la nostra civiltà. Creiamo Gruppi sull’insieme del territorio nazionale in cui ci sia convergenza sulle idee, sui valori e sulla prospettiva che si traducano nel riscatto della sovranità dell’Italia, nel ripristino del primato del bene degli italiani, nella rinascita della nostra civiltà decadente. Creiamo una Rete tra tutti i soggetti che condividono queste idee, valori e prospettiva, compresi i partiti ma soprattutto in modo trasversale ai partiti. Prepariamo un solido terreno che consenta una mobilitazione popolare pacifica e democratica per passare dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti. So bene che è molto più impegnativo che delegare al “salvatore della Patria” di turno il compito di risolvere tutti i nostri problemi. Forse ci vorrà un miracolo. Ma è l’unico miracolo che potrà salvarci. Non abbiamo alternativa che credere che questo miracolo si realizzerà. Lo dobbiamo fare per noi stessi e soprattutto per i nostri figli e nipoti. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Postato il 21/08/2019 19:38:27 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam