http://www.intelligonews.it/media-e-terrorismo-allah-e-grande-e-virtuale/ - C’è qualcosa di agghiacciante e disturbante, nellla barbara decapitazione di un soldato inglese ieri a Woolwich. Non solo il gesto in sé, che ovviamente è raccapricciante, ma tutto il corollario di azioni e comportamenti da parte del commando terrorista che lo ha compiuto.

Uccidere a sangue freddo un uomo e poi chiedere a gran voce di essere filmato per andare sui notiziari televisivi o su internet, è forse il segno dei tempi sociali e mediatici che stiamo vivendo. Proprio in Inghilterra, qualche tempo fa aveva fatto molto discutere la serie televisiva Black Mirror, un inquietante viaggio attraverso le storture della società dell’immagine e dell’informazione in tempo reale.

E un episodio della serie (White Bear) narra proprio di pazzi assassini che amano farsi riprendere da inebetiti e insensibili cittadini, che seguono le “gesta” dei killer come automi guidati solo dalle videocamere dei loro smartphone. Un corto circuito socio-mediatico che, a quanto pare, ha infranto lo specchio della finzione scenica e ha invaso la realtà.

Il video esclusivo di ITV, che mostra l’assassino con il machete e le mani insanguinate che spiega il perché dell’attacco e pretende la ripresa televisiva, è il simbolo di una tragedia che va oltre il terrorismo. La matrice islamica dell’attentato è evidente, anche se resta da capire se si è trattato di un gesto poco organizzato o della realizzazione del piano di un’organizzazione più ampia, ma il salto di qualità mediatica è evidente. Non basta più, nemmeno agli efferati terroristi islamici, seminare morte e terrore per le strade delle nostre città.

L’omicidio eclatante e barbaro diventa quasi il mezzo, e non il fine. L’obiettivo finale è la visibilità mediatica. È la teoria warholiana dei quindici minuti di celebrità che travalica il pop e la società dell’immagine e diventa macabra rivendicazione di moventi ideologici o politici. È l’altro lato della medaglia della società dell’informazione in tempo reale e della rete globale. Tanti meriti, tanti contributi per migliorare la qualità della nostra vita, ma anche qualche variabile impazzita che può diventare una minaccia per la stabilità del sistema occidentale.
In Inghilterra, per adesso, regna un giustificato terrore. Ma prima o poi, passato lo shock, toccherà riflettere sugli effetti perversi di un sistema della comunicazione che forse ci sta sfuggendo di mano.