Restando sul tema del deficit estero oramai cronicizzato del nostro Paese, con conseguente perdita di ricchezza per famiglie ed imprese, ho pensato fosse interessante proporre un grafico dal quale trarre alcune semplici conclusioni.

Il grafico che segue mostra gli avanzi ed i disavanzi delle partite correnti espressi in percentuale sul PIL di tre paesi : Italia, Germania e Corea del Sud.

Il grafico parte dal 1990 e termina nel 2011; iniziando col valutare il nostro Paese,la linea blu, notiamo che la dinamica delle partite correnti ha mostrato un surplus estero per un periodo compreso tra il 1993 ed il 2000.

Dall’entrata in vigore dell’Euro, anno 2002, i nostri saldi delle Partite Correnti hanno sempre e solo visto un sostanziale progressivo peggioramento determinando quindi un deficit estero che ci colloca al non invidiabile terzo posto a livello mondiale.

Per far capire, deficit estero equivale a dire che ogni anno la nostra economia perde verso l’estero 70 miliardi di euro che vengono sottratti a chi crea ricchezza nel Paese, ovvero  il sistema famiglie- imprese.

Gran bel risultato per l’euro ed i suoi sostenitori!!

Esaminiamo ora la linea viola, la potente Germania. In questo caso notiamo che l’andamento è “stranamente” differente dal nostro; infatti quando l’Italia realizzava  dei surplus verso l’estero i tedeschi invece annaspavano con dei costanti deficit esteri con punte del 2% del PIL.

Dall’entrata in vigore dell’Euro invece, et voilà, tutto si è rovesciato: la Germania ha iniziato a realizzare crescenti surplus verso l’estero mentre la povera Italia, privata della propria moneta, ha visto aprirsi il baratro dinanzi al suo futuro.

Ancora tante tante grazie all’Euro ed a quei simpatici inetti che lo han pensato e realizzato!!

Per ultimo analizziamo il grafico della Corea del Sud, per evidenziare quel che avremmo potuto essere e non siamo stati. Un paese dignitosamente esportatore, povero di materie prime e di energia, ma ricco di capacità imprenditoriali, padrone del suo destino e della sua Moneta!! La linea gialla nel grafico mostra un andamento sostanzialmente positivo che parte dal 1998 ed arriva sino a giorno nostri. Anche per la piccola ma laboriosa Corea del Sud l’approvvigionamento di petrolio e materie prime ha senza dubbio rappresentato un gran problema nel decennio passato, ma come si vede, a differenza dell’Italia, il sistema industriale coreano ha continuato nonostante ciò a crescere mentre quello italiano no. Dunque, possiamo affermare che la variabile “costo delle materie prime” non è di alcun valore per la spiegazione del cronico e costante deficit estero del nostro Paese, del costante e progressivo sfaldamento del sistema produttivo italiano.

Lo è invece l’aver perso il controllo sulla propria moneta,l’essere entrati nell’Euro, l’aver eliminato le barriere protezioniste all’ingresso di merci e lavoratori volute da questa scellerata ed incomprensibile globalizzazione.

Oggi siamo più poveri di 20 anni fa, nel mezzo di una depressione che durerà ancora anni, guidati da una leadership miserevole per incompetenza ed assoluta mancanza di visione strategica.

Quei 70 miliardi che ogni anno vengono trasferiti all’estero del sistema Imprese-Famiglie, in Paesi che hanno una loro moneta e ne possono disporre secondo le necessità, vengono reimmessi nel sistema sottoforma di accreditamenti ai conti del tesoro, finanziamento della spesa pubblica oppure di aperture di credito agli operatori.

In Italia invece il Monti Killer, taglia la spesa pubblica, non viene concesso  credito dal settore bancario a famiglie ed imprese e non possiamo stampare moneta: la fine  purtroppo sarà una brutta fine.

Un’ultima postilla: ma quali riforme , quali cambiamenti pensate si possano fare mentre il popolo vede sempre più ridursi la propria ricchezza, quando non c’è lavoro, quando viene meno la speranza.

Le riforme, quelle strutturali, osservando il grafico sopra riportato,si sarebbero potute fare nel periodo 1993/2000, quando il sistema Imprese –Famiglie vedeva aumentare la propria ricchezza e forse,dico forse, avrebbe ben sopportato riforme anche radicali del Paese. Ma oggi, è impensabile pretendere di riformare un Paese agonizzante!!

La prima ed unica cosa da fare, la sola e decisiva riforma da attuare,  è riappropriarsi della Sovranità Monetaria, mettere il denaro nelle “braghe del popolo” , tornare a respirare un clima di fiducia e solo dopo aver fatto ciò, realizzare un radicale cambiamento della struttura politica, amministrativa e burocratica dello Stato attraverso quelle riforme che oggi tutti vogliono fare, ma che nessuno riuscirà a realizzare.

Per inciso, la classe politica del periodo “buono” per le riforme (1993/2000) è più o meno la stessa di oggi; non han fatto nulla quando le condizioni erano favorevoli, cosa pensate riusciranno a fare domani?

Viva l’Italia.

Viva Io Amo l’Italia.