Carissimi amici buongiorno dalla sede del Parlamento Europeo a Strasburgo. Il mio cordoglio alle famiglie delle 16 vittime finora accertate del ciclone che ha colpito la Sardegna. Le immagini che ci arrivano evidenziano la portata di una catastrofe ambientale e umana.

Oggi dobbiamo operare affinché queste catastrofi non si ripetano. Dobbiamo prevenirle. Ecco perché serve subito un piano per la messa in sicurezza del territorio nazionale.

L’Italia è un Paese martoriato dal dissesto idrogeologico con frane, allagamenti e alluvioni. Sono 5.798.000 gli italiani residenti nelle zone ad elevato rischio idrogeologico. Dal 1963 al 2012 ci sono stati 3994 morti, vittime delle calamità naturali provocate dal dissesto idrogeologico. Le aree ad elevata criticità rappresentano il 9,8% della superficie nazionale e riguardano l’89% dei comuni, su cui sorgono 6.250 scuole e 550 ospedali.

Le regioni hanno stimato un fabbisogno di 40 miliardi di euro per la messa in sicurezza del territorio, cui però il governo nell'ultima Legge di Stabilità ha destinato appena 180 milioni per i prossimi tre anni.

Dal 1944 al 2012 il costo che l’Italia ha sostenuto per fronteggiare le conseguenze dei danni ambientali e delle vittime umane è stato di 61,5 miliardi di euro.

Tutto ciò ci conferma che la prevenzione consente innanzitutto di salvare la vita delle persone, di risparmiare sui costi che siamo costretti ad affrontare per i danni e le vittime, così come salvaguardia lo straordinario patrimonio ambientale e culturale che sono la vera risorsa che l’Italia può e deve mettere al centro di un nuovo modello di sviluppo.

Promuovere un piano per la messa in sicurezza del territorio nazionale significherebbe dare il lavoro a migliaia di imprese e centinaia di migliaia di lavoratori, accrescendo la capacità di spesa delle famiglie e i consumi interni, facendo decollare lo sviluppo. E’ questo il nuovo vero piano Marshall per risollevarci da questa crisi.