Ringrazio Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto per questo invito che accolgo con gioia. Quando il 28 settembre del 1970 morì Nasser in Egitto il suo braccio destro Mohammad Hassaneyn Heykal, che è stato a lungo direttore del più autorevole quotidiano egiziano al-Ahram, scrisse che nella prima riunione di governo fu invitato un medium e fu evocato lo spirito di Nasser per chiedergli come andare avanti, come si dovesse guidare l’Egitto perché si riteneva che i leader egiziani sopravvissuti fossero sostanzialmente incapaci di intendere e dei volere.
Noi in Italia oggi dobbiamo andare avanti, non possiamo restare sospesi nell’attesa dell’esito di questioni giudiziarie o personali. E dobbiamo farlo su due pilastri che sono stati indicati bene da Paolo Del Debbio: la leadership e il programma.
Sono favorevole al sistema delle primarie con l’accortezza di considerare le primarie come uno strumento, uno strumento di elezione ma che non sostanzia i contenuti. I contenuti devono essere parte di una proposta politica che non può essere che qualitativamente diversa rispetto ad una realtà che da due anni vede in Italia destra, centro e sinistra governare insieme con il risultato di affossare sempre di più l’Italia e gli italiani.
La proposta qualitativamente diversa deve evidenziare innanzitutto una posizione diversa rispetto alla tematica monetaria. Il dramma vero che oggi l’Italia vive è quello della moria delle imprese e le imprese paradossalmente muoiono perché sono creditrici, vantano dei crediti e chi deve pagare non ha i soldi per pagare e il principale debitore insolvente è lo Stato.
Ugualmente dobbiamo affermare nella nostra proposta politica la salvaguardia dei valori, dell’identità e della nostra civiltà dall’aggressione del globalismo, dell’immigrazionismo, del multiculturalismo, del filoislamismo.
Ma facciamo attenzione che, se le primarie dovessero essere soltanto un mezzo per far emergere una figura, un volto, che si rapporti con il volto che emerge dal centrosinistra ma senza dei contenuti qualitativamente diversi, noi ci presteremmo a fare il gioco delle forze che denunciamo.
Quelle forze che stanno dietro alla grande speculazione finanziaria internazionale e quelle forze che rappresentano la dittatura del relativismo. Dobbiamo promuovere una proposta che affranchi l’Italia dalla dittatura finanziaria e dalla dittatura del relativismo e questo lo possiamo ottenere riscattando la nostra sovranità monetaria, legislativa, giudiziaria e nazionale. Che sostanzialmente significa fuori dall’euro e fuori da questa Europa. Non possiamo più continuare a immaginare che lo Stato sia costretto a indebitarsi emettendo titoli di debito per ripianare i debiti. Qualsiasi imprenditore sa che questo porta al suicidio.
Così come non possiamo più continuare a sottometterci a quelle realtà che oggi ci dicono che gli italiani devono venire dopo gli immigrati, dopo i clandestini, dopo gli islamici, dopo le moschee. Il nostro motto deve essere: Prima gli italiani! Prima gli italiani! Prima gli italiani!