Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

La persona che sa poco o ha una versione ideologicamente menzognera della Storia del Medio Oriente, che coltiva - seppur inconsapevolmente - un pregiudizio nei confronti degli ebrei, è portato a maturare consapevolmente e a manifestare anche violentemente l’odio contro Israele, e con un automatismo inconscio contro gli ebrei, quando viene messo di fronte a questa equazione:

Su un piatto della bilancia, Hamas ha ucciso 1200 israeliani e altri 250 sono stati fatti ostaggi.
Sull’altro piatto della bilancia, Israele ha ucciso oltre 33 mila palestinesi, di cui circa 13 mila bambini.

La conclusione a cui perviene la persona ignorante o istruita ma pregiudizialmente anti-ebraica è che Israele, non Hamas, sarebbe una entità terroristica e avrebbe perpetrato crimini contro l’umanità.

Il Governo israeliano presieduto da Benjamin Netanyahu trasmette a livello mondiale il messaggio mediatico che l'obiettivo della guerra, ciò che sta più a cuore a Israele, è la liberazione o il rilascio degli ostaggi.
Le campagne mediatiche sono incentrate su video che mostrano i volti degli ostaggi che si susseguono mentre si ascolta una toccante canzone in ebraico; o enormi manifesti con il mosaico dei volti e dei nomi degli ostaggi, e l'appello “Riportateli a casa”; o la tavolata in uno spazio pubblico con le sedie vuote e le immagini degli ostaggi attesi dai propri cari. Anche all'interno di Israele la protesta contro Netanyahu rivendica principalmente l'accordo con Hamas per ottenere il rilascio degli ostaggi.

Chiariamo che dei 242 israeliani catturati e trasferiti come ostaggi a Gaza, restano attualmente nelle mani dei terroristi islamici 129 ostaggi, di cui 34 sarebbero morti secondo fonti militari israeliane, portando il totale degli ostaggi israeliani detenuti a 95.

Netanyahu, che ha commesso errori strategici nella prevenzione e nella gestione della guerra, che non avrebbe mai dovuto protrarsi fino a questo momento per sei mesi che, di per sé, rappresenta una vittoria di Hamas, sta commettendo l'errore di concentrare il messaggio mediatico a livello mondiale sul rilascio degli ostaggi.

La verità è che la guerra terroristica scatenata da Hamas il 7 ottobre 2023, culminata nell’atroce carneficina di almeno 1.194 israeliani, di cui 859 civili, 278 soldati e 57 membri delle forze dell'ordine, è stata perpetrata con una ferocia e una disumanità inaudita (neonati bruciati nel forno a microonde davanti ai loro genitori; ragazze sodomizzate e lasciate morire dissanguate dopo aver sezionato i seni; giovani seviziati, sgozzati e decapitati), con l'obiettivo deliberato di inculcare in ciascun israeliano il terrore, accreditare in ciascun israeliano la certezza che nessuna pace sarà mai possibile con i palestinesi, far toccare con mano che ciò che veramente i terroristi islamici vogliono è la distruzione di Israele e lo sterminio degli ebrei, facendo trionfare la “Palestina libera dal fiume al mare”, ossia dal Giordano al Mediterraneo, cancellando Israele dalla carta geografica.

Per Israele la posta in gioco non è e non può essere la liberazione o il rilascio dei restanti 95 ostaggi, ammesso che siano ancora tutti vivi e che successivamente saranno in grado di riprendere una vita più o meno normale a dispetto delle torture, sevizie e efferatezze subite.

La posta in gioco è la propria sopravvivenza come Stato del popolo ebraico, come sancito dalla risoluzione 181 delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947, immediatamente rifiutata dagli Stati arabi perché pregiudizialmente contrari all'esistenza di Israele.
Netanyahu ha commesso l'errore strategico, dopo aver sottovalutato le informazioni che attestavano il piano di attacco di Hamas, di aver indicato due obiettivi, messi sullo stesso piano, della rappresaglia militare: la sconfitta di Hamas e la liberazione degli ostaggi.
Ebbene, a sei mesi dal più sanguinoso e traumatico pogrom in terra d'Israele, dopo aver finora perso 600 soldati in guerra, Israele non ha sconfitto Hamas e non ha liberato o ottenuto il rilascio di tutti gli ostaggi.

Per il Mondo arabo ed islamico che nega pregiudizialmente il diritto di Israele ad esistere come Stato del popolo arabo, anche nel caso in cui sussistono relazioni diplomatiche che per loro hanno il valore della “hudna”, la tregua, e non della pace, Israele versa in una condizione di difficoltà e si mostra fragile e vulnerabile. È un messaggio assolutamente deleterio perché Israele è l'unico Stato al Mondo che non può permettersi di perdere alcuna guerra, che si rivelerebbe l'ultima guerra.

Andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Lunedì 8 aprile 2024

La Casa della Civiltà è un'Associazione di Promozione Sociale (APS), fondata da Magdi Cristiano Allam nel 2021.
Promuove la “Federazione di Comunità locali”, nel contesto dell'Italia elevata a “nostra amata Patria”.
Organizza un percorso di Formazione culturale, Mobilitazione civile e Azione politica costruttiva, per dare certezze sul piano dell'informazione responsabile, fortificare gli animi, infondere determinazione, con l'obiettivo di far rinascere la nostra civiltà decaduta, salvare gli italiani dall'estinzione demografica, riscattare lo Stato collassato, trasformando l'Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita.

Per aderire alla Casa della Civiltà inviate una e-mail a adesioni@casadellacivilta.it ; o inviate un messaggio tramite Sms o Whatsapp a Marialuisa Bonomo, assistente personale di Magdi Cristiano Allam, al suo numero 335.234430. Trovate tutte le informazioni sul sito www.casadellacivilta.com

Chi fosse interessato a ricevere tramite e-mail “Il Notiziario” quotidiano con gli articoli pubblicati dalla Casa della Civiltà invii una mail a comunicazione@casadellacivilta.it, indicando nome e cognome, data di nascita, Comune di residenza, professione, cellulare, e-mail.