Lega e legge elettorale: ma noi non ci facciamo fregare

Questa è una notizia riservata, da far girare di mezza bocca. Certe cose è meglio non dirle troppo in giro, visto che in politica sono pettegoli, anche se qualcuno ci ha già fatto caso e sta valutando il da fare.

Può essere successo che qualche lettore accanito, forse distratto dal maltempo, sia sfuggita una novità politica di rilievo. Ma andiamo per gradi, perché la faccenda è grossa e vale la pena di soffermarsi a valutarne ogni aspetto politico.
Sabato mattina, 31 agosto, esce regolarmente in edicola La Padania, fin qui tutto bene. Si sa che molti militanti la attendono, forse fanno colazione in fretta per passare dall’edicola e leggere le novità politiche direttamente sulla Padania, per sapersi regolare durante la giornata, più meno come i traders che comprano il Sole per leggere le quotazioni in borsa.

Ebbene che cosa c’era scritto sulla prima pagina della Padania? Un titolone cubitale a tutta pagina “Pericolo Asini”, per facilitare gli ipovedenti, quelli come me che devono mettere gli occhiali per leggere. Sobbalzo, mi guardo in giro, non si sa mai. Se ci sono gli asini, che di solito sono animali miti, c’è sempre il rischio di prendersi il famoso calcio dell’asino, da dietro. Quindi, prima di leggere il resto, occhi aperti davanti e dietro. Accertato che non c’era nessun animale nei dintorni, proseguo la lettura, arrivo al secondo titolone presente in prima pagina “ Legge elettorale, Maroni: la Lega non si fa fregare”.

Oiboh! La faccenda si fa interessante, ecco, gli asini c’entrano con la legge elettorale. Penso alla riforma costituzionale appena votata dal Carroccio al Senato con il PDL a luglio, sfidando tutti, soprattutto il buonsenso, in cambio di un ipotetico senato federale. Rapido giro mentale e concludo che il giudizio è troppo severo verso l’esponente della Lega che si occupa della materia al Senato, il tanto vituperato Calderoli, l’autore del porcellum. Però sono due articoli separati, non trattano lo stesso argomento, di mezzo ci sono delle foto e un disegno. I titoloni letti d’un fiato suonano così “Pericolo asini. Legge elettorale, Maroni: la Lega non si fa fregare”.
Infatti, guardo bene e la chiave di lettura non è quella lì. Certo l’impaginazione un po’ maldestra può aver ingannato l’occhio appannato, però è meglio mettere gl’occhiali. Leggo che c’è un rimando all’interno.Girate le pagine si arriva a quella giusta, dove c’è l’articolo che spiega bene il pensiero del neosegretario della Lega Nord, Bobo Maroni.

Poche righe e lì uno incomincia a grattarsi la testa, si sfrega gl’occhi, inizia a preoccuparsi sul serio. Torna indietro, legge il titolino nella riga sopra il titolone ”Il Carroccio non teme gli sbarramenti, ma non è disposto ad accettare una legge truffa” e nel sottotitolo riporta la sintesi del pensiero del Segretario: “Siamo interessati a partecipare ma PD e PDL stanno pasticciando”. Poi fa sapere che la Lega sta recuperando, e si sta riavvicinando all’otto per cento, che è l’obiettivo minimo, per cui “nessuna legge elettorale ci fa paura”. Tutto questo avviene a Roncà, un paese vicino a Verona, a margine di una festa della Lega.

Volendo approfondire, in edicola si trovano pezzi dell’intervista o conferenza stampa anche in altri giornali. Si leggono delle cose in più, altri frasi maroniane. Una in particolare colpisce, per la metafora utilizzata “Il capitolo alleanze non è in cima alle priorità del momento, si trova a pag. 25”. Sembra alludere al fatto che il libretto, cioè la sua agenda politica, è fatta di 26 pagine, quindi è la penultima cosa da fare, prima c’è ben altro…
Ora ho capito, la posizione della Lega Calcio è chiarissima. Gioca per non retrocedere in serie B.