Riforme elettorali, i grillini e Grillo calato dall’alto

A inizio settimana sembrava che per Beppe Grillo la strada fosse segnata. “E’ necessario tornare immediatamente alle elezioni e poi, se governerà il M5S, cambiare in senso democratico la legge elettorale, farla approvare da un referendum e incardinarla in Costituzione“. Le possibilità di modificare il sistema di voto sono nulle: “C’è forse qualche anima bella che crede di poterla cambiare con chi non ha mosso un dito in otto anni e che vorrebbe una Repubblica presidenziale con il Parlamento ridotto a uno stuoino?“.
Dopo pochi giorni il premier Letta, rinvigorito dalla scaltra mossa sull’IMU, parla anche delle prossime iniziative del governo e in particolare della riforma del «porcellum»: “È uno dei guai principali del nostro Paese“. Dopo di che annuncia  che sia la parte delle riforme costituzionali, sia la parte dalla riforma elettorale, saranno i temi prioritari dell’autunno. “Ci sarà una accelerazione – precisa -. La settimana prossima verrà affrontato il nodo della riforma costituzionale. Uno dei problemi italiani sono le istituzioni che non riescono a decidere”.
 
Ieri sull’Unità è apparsa l’intervista al senatore Battista del M5S: “L’abolizione del Porcellum è tra i 20 punti del nostro programma, in particolare la scelta dei parlamentari da parte dei cittadini. Per questo è assurda l’idea di tornare al voto con l’attuale legge elettorale”. Il giornalista gli chiede conto del fatto che Grillo vuole le urne subito, e con il Porcellum. Risponde Battista: “Quando si ragiona di legge elettorale non bisogna mettere davanti a tutto i tornaconti del proprio partito o movimento. Una nuova legge deve servire a restituire ai cittadini la scelta degli eletti e dare stabilità alla maggioranza che esce vincitrice dalle urne. E questo deve valere in primo luogo per una forza come la nostra, che non è uno dei vecchi partiti. Se il M5S deve vincere lo farà con qualsiasi legge elettorale».
L’intervistatore lo stuzzica dicendogli che Lui però sulla legge elettorale decide, nemmeno consulta i senatori… Risponde piccato: ”In questo caso è lui che non sta seguendo il programma del movimento, i 20 punti. E ricordo che noi siamo un movimento dal basso, e dunque la via maestra è quella di un referendum online”.
E’ evidente il disagio per il modo con il quale Grillo sta affrontando la questione. I deputati e senatori del M5S si lamentano della scarsa condivisione nelle decisioni, che di fatto arrivano tramite il blog, imposte  dall’alto.
 
La riforma della legge elettorale incalza: il 3 settembre la commissione Affari Costituzionali del Senato si dovrebbe riunire per avviare l’esame. Sul tavolo ci sono sette disegni di legge, nessuno a firma del Movimento 5 stelle, e per ora sono tutti in ordine sparso.
 
La paura di molti grillini è che PD e PDL si mettano d’accordo per un “super Porcellum”. In ogni caso, c’è la sensazione che il governo Letta non cadrà in tempi rapidi. Ci sono troppi interessi in gioco. Che non sono quelli della maggioranza degli italiani.