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Non tutti i musulmani sono terroristi. Ma la maggior parte dei terroristi oggi sono musulmani. Certo: i terroristi sono solo una minoranza, ma sono molti.

Domandiamoci: dove sono le manifestazioni di musulmani “veri” (?) che disapprovano la violenza commessa in nome dell’islam e del suo profeta? Io mai ne ho viste né sentite. Sbaglio? La maggioranza dei musulmani può non commettere atti di violenza, ma neanche si oppone a essi.

L’ennesima conferma giunge da un recentissimo sondaggio condotto dalla nota televisione araba Al Jazeera che ha rilevato che oltre l’80% dei suoi telespettatori musulmani arabi “approva l’operato dell’ISIS”. Chi l’avrebbe mai detto!… . Tutti islamici “moderati”?

Non possiamo restare indifferenti, come se questi fatti non esistessero.

Dobbiamo affrontare la realtà.

Anche nella Germania nazista, anche nell’Unione Sovietica, erano solo una minoranza coloro che commisero atrocità. Ma la maggioranza glielo permise.

Come disse Edmund Burke: "Sola cosa necessaria per il trionfo del male è che le persone buone facciano niente".

Quindi, questo è il primo passo per salvaguardare le nostre libertà: renderci conto dei fatti, affermare la verità, trarre le conclusioni e agire di conseguenza. Se non agiamo, saremo destinati a perdere.

In tempi come questi, quando i nostri capi politici e amministrativi chiudono gli occhi di fronte alla minaccia dell’islam totalitario, in tempi come questi, quando il compito di dare l’allarme spetta anche ai comuni cittadini, in tempi come questi la libertà di parola è più importante che mai.

George Orwell disse: "Quanto più una società si allontana dalla verità, tanto più odierà quelli che la dicono".

È necessario tutelare la libertà di parola di coloro che dicono la verità e sono odiati per questo.

Oggi, la “istigazione all’odio” ha un significato speciale. Viene considerato istigazione all’odio il criticare razionalmente l’islam. Si può esporre un crocefisso in un barattolo di urina. O insultare sacerdoti cristiani. O ridicolizzare il Capo della Chiesa cattolica. O rappresentare Israele come uno Stato nazista. Bene: questi non sono considerati atti di “istigazione all’odio”, bensì libere e legali manifestazioni ed espressioni.

Ma se si raffigura Maometto, si parla o scrive contro l’islamizzazione, si espone la verità sull’islam, allora si viene considerati “islamofobi”, estremisti, istigatori di odio, perfidi provocatori, da perseguire penalmente. E si rischiano anche aggressioni fisiche.

Il fatto è che più islam abbiamo, meno libera diventa la nostra società. Nel corso degli ultimi due decenni, i nostri politicanti hanno permesso a milioni di musulmani di stabilirsi entro i nostri confini. Sono arrivati con la loro mentalità e la loro legge. E ora, cercano di imporle a noi. Invece di dire: “Se vieni nel nostro Paese ti devi adattare a noi”, molti nostri capi politici e amministrativi hanno detto: “Noi rispettiamo l’islam”, inducendo nella mentalità di certi islamici aggressori la aspettativa di una loro crescente influenza su di noi. Raramente è stato richiesto DAVVERO a tali immigrati di integrarsi (cioè di cessare di essere…quel che sono).

Si sente gridare al “crimine razzista” quando persone che amano la libertà non accettano tabù o aberrazioni degli islamici e ne segnalano il pericolo che rappresentano. Ma che c’entra il razzismo con l’islam? Non solo dobbiamo affrontare l’islamizzazione, ma anche la follia del relativismo culturale e la debole mentalità di molti nostri politicanti. Questa loro codardia deve finire. Se questa situazione continuerà, ci porterà alla catastrofe.