Dobbiamo respingere le pretese islamiche. Devono rispettare tutte le leggi dello Stato

Gli islamici veri che hanno la pretesa di vivere da noi, continuando però a osservare le loro “leggi”, possono diventare (Gran Bretagna e Francia lo dimostrano: peggio per loro) una vera e propria piaga sociale. Piaga che tende ad aggravarsi.

E ciò non è “complottismo”: è la realtà della cronaca.

Gli islamici veri accampano assertive pretese che rappresentano una sfida alle basi stesse della nostra vita sociale pubblica, siccome incompatibili col nostro sistema. Come reagire a tanto? Ecco una regola generale: concedere i diritti dei quali godono tutti i cittadini, ma respingere severamente, categoricamente le richieste di speciali privilegi.

Per ogni richiesta la linea di demarcazione invalicabile sta nel principio fondamentale e indiscutibile che tutte le religioni stanno sempre al di sotto della Legge, che vale per tutti, religiosi e non.

Gli islamici devono accettare di adattarsi all'ordine esistente. Operare nel rispetto del “sistema” potrà andare bene, avere la supremazia, no.

Ecco, pertanto, alcuni inaccettabili privilegi pubblici speciali reclamati in Occidente dagli islamici (non di rado ottenuti in alcuni Stati), che mai dovranno essere loro consentiti da noi:

 

• Costituire un “comitato consultivo” -o simili- di Governo dedicato e riservato ai musulmani.

• Permettere le "regole Rushdie" ai musulmani: cioè fare tacere coloro che criticano l'islam e i musulmani col pretesto di ostacolare la “blasfemia” o la “islamofobia”.

• Consentire l’esercizio di “arbitrati” basati su regole islamiche (illegittime), ancorché accettati dalle parti in causa.

• Autorizzare in siti pubblici zone ed eventi riservati ai soli musulmani.

• Riservare alle donne periodico uso di piscine o palestre pubbliche.

• Consentire discriminazioni in base al genere sui luoghi di lavoro.

• Riservare ai musulmani aree speciali nei cimiteri pubblici, addirittura consentendo regole diverse di sepoltura.

• Consentire violazione delle norme in tema di inquinamento acustico ambientale per diffondere attraverso altoparlanti le chiamate alla “preghiera”.

• Consentire nelle scuole pubbliche utilizzazione di aule per la “meditazione” o la “preghiera”, addirittura con zone separate per i due sessi.

• Giudicare illegali e perciò reprimere la “critica” ovvero la "denigrazione religiosa" e la “satira” dell'islam.

• Consentire di modificare le tipologie di pasti serviti in mense pubbliche per osservanza di precetti ”religiosi”.

• Tollerare le macellazioni animali secondo riti “religiosi” incompatibili con le norme vigenti che tutelano gli animali.

• Istituire festività pubbliche musulmane quando nei Paesi islamici non sono consentite festività pubbliche di altre “religioni”.

 

Loro chiedono, loro pretendono. Noi dovremmo assecondarli in osservanza alla “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, alla quale le nostre Leggi si ispirano ma peraltro respinta da tutti gli Stati islamici. Abbiamo a che fare con gente spesso assolutamente ignara del significato di Libertà Individuale, Laicità, Rispetto della Persona, Parità di Diritti e Doveri, Imparzialità della Legge. Gente che proviene da Paesi arretrati e oscurantisti dove gli “infedeli” sono discriminati, disprezzati, oppressi, sovente aggrediti, torturati, assassinati.

Separare gli islamici “veri” da quelli “falsi”. Esigere da questi ultimi, disponibili all’adattamento alla Nostra Civiltà, un comportamento leale e rispettoso verso la Società nella quale vivono. Fatti salvi i loro riti fino a dove non contrastino con l’Ordinamento Giuridico.

Erigere ai Nostri confini, contro gli islamici veri, muri di separazione (giuridici e anche -se sarà necessario- fisici e ben difesi), e usare la forza militare = non possono essere opzioni da escludere in partenza.

Niente a che vedere con oscuri complotti di “poteri forti” (e quando mai i “poteri” in quanto tali sarebbero “deboli” ? quella dei “poteri forti” è un’altra grossolana metafora giornalistica) orditi per sviare l’attenzione del pubblico internazionale dalla vera minaccia globale (un possibile e catastrofico “crack” finanziario a catena con esito di arretramento sociale irreversibile ) che, comunque, travolgerebbe anche le due maggiori potenze islamiste (possibile, ma anche per quest’ultima ragione assai improbabile).

Niente a che vedere con le “crociate” all’incontrario; bensì con l’odierna minaccia (che non sarà globale quindi soltanto teorica, ma è di certo internazionale e pertanto più realistica) che gli scaltri sostenitori di questa aggressiva ideologia totalitaria ammantata di religione primitiva, malvagia e sanguinaria, oppongono (utilizzando come “carne da cannone” masse di disperati islamizzati) alla libertà, alla sicurezza e alla pace del mondo moderno.