Segnali dal Fronte

L’ultimo articolo di Silvana de Mari (della quale condivido, sostanzialmente, le argomentazioni ) mi offre l’occasione per provare a fare “il punto” sulla situazione italiana.

Il “punto” dal … “punto di vista” (scusate il bisticcio di parole) di un privato Cittadino che vive la realtà dell’odierna media Società italiana. Il Nostro “fronte interno”.

Assodato che -piaccia o meno- noi viviamo in una situazione di “guerra”, guerra atipica, non convenzionale, subdola, ma non per questo meno insidiosa e micidiale. Una dura guerra economica-sociale dove siamo anche affrontati dalla aggressione islamista, e sono pertanto in gioco la nostra Civiltà e la nostra Libertà: in sintesi le conquiste che abbiamo raggiunto in secoli di faticosa evoluzione civile.

Intendo così su questo argomento esporre quanto segue : alcune “luci e ombre”.

Luci:   sembra che anche da parte dei sostenitori del pensiero di “sinistra” si stia giungendo -finalmente- a una percezione del pericolo rappresentato dagli islamici, coi quali la “sinistra” praticamente nulla ha in comune, né in dottrina né in prassi.

Gli episodi della Dirigente scolastica di Piacenza, di Nello Rega, della ferma interdizione alle “mutilazioni rituali sui minori”, dei vincoli legali recentemente opposti alla realizzazione di “moschee”, delle ripetute e sagaci ammonizioni di Giovanni Sartori. ……… sono piccoli ma evidenti e incoraggianti segni di rinsavimento. Per non dire della crescente pubblicistica sul tema. Non ancora a livello dei capi e degli intellettuali: per lo meno a livello intermedio… . Non saremo certo al “principio della fine”, ma possiamo affermare che pare essere alla “fine del principio”. Possiamo aspettarci -e legittimamente incoraggiare- ulteriori passi in questa direzione. La direzione in difesa della libertà individuale, dei nostri Valori Etici, della laicità dello Stato, della Sovranità Nazionale. Guarda caso: concetti che se debitamente tutelati e sviluppati, consentono direttamente tanto un rafforzamento economico (e anche in quest’ambito vari esponenti del pensiero di sinistra hanno positivamente mutato atteggiamento) quanto un rafforzamento contro la minaccia dell’islamismo. E’ dimostrato.

Ombre:ho già detto, e voglio ripeterlo, che qualora la nostra amata Italia andasse economicamente e socio/politicamente in frantumi, vi sono solo DUE potenze planetarie in grado di acquistare tali frantumi ( ovviamente a prezzo di realizzo… ) per poi rimetterli assieme a propria immagine e somiglianza:  la Cina e le due principali potenze islamiche = Arabia Saudita e Iran.

Ma la Cina raramente ha mostrato, nel corso della sua storia millenaria, spiccate attitudini alla “conquista”: vòlta piuttosto all’orgoglioso isolazionismo autodifensivo, e a sinallagmatici legami commerciali con l’esterno.

All’opposto, gli islamici hanno sempre manifestato aggressività crudele e intento di imporsi alle altre popolazioni. E dove arriva l’islam, scompaiono le Civiltà. La Storia lo evidenzia. Per chi non lo avesse compreso, ecco lo stretto nesso tra un problema “grave e vicino” ( la crisi ) e un problema solo apparentemente “secondario e lontano” ( la islamizzazione ) = il possibile pernicioso sviluppo in caso la nostra crisi economica precipiti;

il pessimo esempio offerto dalla situazione in Francia e -peggio ancora- in Gran Bretagna:

Stati dove la “islamizzazione” è una cancrena sociale molto più avanzata ( basti pensare alle “no go zones”, a ciò che accade durante il “ramadan” in Francia, o alle corti islamiche già operanti nel Regno Unito … );

l’atteggiamento del “mal comune mezzo gaudio” che, travestito da “stoico” detto popolare, rischia di diventare un velenosissimo “anestetico” dal quale ci si potrebbe risvegliare socialmente regrediti di secoli. Meglio evitarlo. Quando scoppia una epidemia, che si fa? Ci si allontana, ben desti, dal centro del contagio.

Pertanto dobbiamo agire in modo da diffondere la consapevolezza della sfida che ci affronta, e incoraggiare in Italia la “alleanza” tra i Cittadini Liberi di ogni ceto ed orientamento politico purché basata sul condiviso rispetto della nostra Costituzione, che peraltro andrà opportunamente aggiornata in ragione del tempo trascorso dalla sua adozione. Occorre -e anche questo lo vado ripetendo- un vero e proprio Arruolamento Etico non escludendo quella parte genuina del pensiero di Sinistra là dove lealmente esso imprime forza al progresso sociale e alle parità dei diritti e dei doveri contrastando discriminazioni e privilegi e mitigando pacatamente con ragionevole equilibrio le passioni edonistiche altrimenti e spesso istintive e spontanee in ogni persona.

Se vinciamo e superiamo la crisi economica,  la minaccia islamista che da essa trae forza aggressiva e occasioni di attacco, sarà di molto indebolita. Se diventiamo più consapevoli e legittimamente intransigenti e ci opponiamo con coraggio agli islamici e ai loro multiformi attacchi,  anche la nostra situazione economica ne trarrà in sinergia grande beneficio.

Libertà economica e libertà politica sono due facce della medesima medaglia.