Tutti i “NO” che dobbiamo opporre ai musulmani dentro casa nostra

Alcuni principi di sana Etica Razionale del moderno STATO LAICO da sostenere nel pubblico interesse (e opponibili in linea generale a TUTTE le “religioni”, fermo restando che NESSUNA religione attuale crea la quantità e la gravità di problemi che l’islam attualmente crea a una Società civile) e ovviamente conformi al vigente Ordinamento Giuridico. Essi possono rappresentare la risposta legittima e ragionevole di una cittadinanza spesso minacciata e oltraggiata. Inoltre, dicono ciò che molti pensano.

NO a istituire “consulte” pubbliche -evidentemente discriminatorie- dedicate solo agli islamici.
NO a carte di identità recanti foto con connotati del viso parzialmente coperti da indumenti.
NO a pretesa di essere identificati da Agenti di Pubblica Sicurezza o visitati da Medici Pubblici, del sesso richiesto dalla persona che deve essere identificata o visitata.
NO a gente che circola a volto coperto ( …come i banditi ).
NO a chi pretende di indossare oggetti o abbigliamento palesemente “etnico/religioso” in ambito di Pubblico Impiego, Pubblica Istruzione, Pubblici Servizi, tanto meno quando siano addirittura in contrasto con prescritte Uniformi o Divise regolamentari valide per tutte le persone addette, o con evidenti ragioni di Sicurezza sul Lavoro.
NO a menù di mense pubbliche modificati per ragioni “religiose” discriminatorie.
NO a soggetti che rifiutano di essere interrogati, visitati, curati, istruiti da persone di sesso femminile.
NO a discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro pubblici.
NO a separazioni e / o discriminazioni di sessi in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
NO a usi di aule, ambulatori, piscine, palestre, spiagge pubbliche, separate o con separazione dei sessi.
NO a siti pubblici o aperti al pubblico “concessi” per riti “religiosi” con segregazione dei sessi.
NO a richiami sonori “religiosi” se disturbano la pubblica quiete.
NO a sepolture cimiteriali senza cassa come preteso da taluni “credenti” tanto meno in aree cimiteriali separate appositamente da quelle per appartenenti ad altre fedi.
NO a macellazioni di animali senza la loro preliminare anestesia.
NO a mutilazioni rituali praticate sui minorenni, per giunta “senza anestesia” e con costi addirittura pretesi a carico del servizio sanitario pubblico.
NO a rimozione simboli religiosi da luoghi pubblici se rappresentativi del prevalente sentimento religioso nazionale e derivanti da intese Stato – “religione”,
NO ad allestimento di luoghi di “culto” senza preventiva intesa tra lo Stato e la organizzazione “religiosa” titolare.
NO a condizionamenti delle attività del ciclo scolastico primario pubblico solo per non “offendere” i credenti in qualche religione.
NO a impedire o limitare il pubblico diritto di critica a tutte le religioni.
NO a “liti temerarie” impostate nei tribunali, contro chi critica motivatamente determinate pratiche incompatibili con la civiltà, liti avviate col pretesto di “offesa alla religione”.
NO a pretendere “attenuanti culturali” (peraltro inesistenti nel nostro Diritto) per giustificare i “delitti d’onore”.
NO a lettura pubblica di testi “sacri” là dove quei testi istigano alla violenza.
NO a tollerare discriminazioni, intimidazioni, minacce, aggressioni, per apostasia, omosessualità, infedeltà coniugali, rapporti sessuali extra-coniugali tra adulti consenzienti.
NO a tollerare prediche “religiose” in lingue diverse dall’italiano, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, o sulla rete informatica italiani.
NO a tollerare organizzazioni di indottrinamento religioso radicale gabellate come “centri culturali”.
NO a tollerare o a coprire di omertà la poligamia, il ripudio, la pedofilia, l’incesto.
NO a tollerare o a coprire di omertà i “matrimoni combinati” con soggetti minorenni.
NO a tollerare abusi di potestà parentale sui minori col pretesto d’impartire loro “educazione religiosa” o a tollerare minacce fisiche e / o psicologiche, costrizioni, violenze, abusi, imposizioni, prevaricazioni, soprusi, segregazioni di genere, commessi su familiari in nome di “tradizione religiosa”.
NO a tollerare la -nociva e pericolosa per sé e per gli altri- pratica dello “pseudo-digiuno” (non bere né mangiare dall’alba al tramonto, per poi nutrirsi dal tramonto all’alba = e tanto continuato per ben un mese), unita alla pretesa di continuare nel contempo il proprio lavoro - pubblico o privato che esso sia.
NO a tollerare o giustificare occupazioni più o meno abusive di liberi siti pubblici per “pregare”.
NO a tollerare interruzione di pubblici servizi per “pregare”.
NO a tollerare interruzioni del lavoro sui posti di lavoro pubblico per “pregare”.
NO a tollerare o giustificare bande di teppisti intimidatori auto-definitisi “polizia islamica”.
NO a tollerare “zone speciali” di territorio nazionale dove possano avvenire abusi islamici non puniti.
NO a tollerare pubbliche apologie della legge islamica-vera che dove comanda -fino a prova contraria- tra le altre cose approva la schiavitù, le esecuzioni capitali per apostasia, l’uccisione degli omosessuali, le pene corporali crudeli, la segregazione delle donne, le mutilazioni rituali ai minori, e che in genere considera “cittadini di seconda classe” i non musulmani, e divide il mondo in due sole parti: la Casa dell’islam (i Paesi dove esso domina incontrastato) e la Casa della Guerra (i Paesi dove l’islam tenta con ogni mezzo di imporsi).