Rischiamo il “genocidio” dei popoli nell’Europa diventata terra di conquista cinese e islamica

Rischiamo un “genocidio” dei popoli europei. In passato le superpotenze mondiali erano gli Stati Uniti e l'URSS. Ora lo scenario complessivo è mutato con una crescita della Cina capital-comunista, con un aumento di potere dei Paesi filo-islamici, con una componente massiccia islamica nel governo americano.

L'Europa nello scenario complessivo rappresentava un ostacolo vista la frammentazione in Stati nazionali e la loro tendenza conservatrice che difficilmente poteva essere scalfita. Oggi l'Europa viene vista come terra di conquista, un cuscinetto da fare proprio, vista la propria ricchezza e la propria bellezza. Ma l'Europa non sta andando nella direzione della compattezza, bensì nella direzione di ulteriore fragilità, debolezza e frammentazione e ben si presta a occupazioni e invasioni da parte di altri popoli con culture opposte alla nostra.

Tutto ciò avviene secondo quattro direttrici ben precise: economico-finanziaria, sociale-culturale, politico-democratica, demografica. La messa in crisi del sistema economico permette di mettere i popoli allo sbando e di privarli di ogni forza di organizzazione e di reazione. La messa in crisi del sistema valoriale e sociale fa sparire i punti di riferimento tradizionali e permette di privare i popoli di compattezza e di certezza e di renderli confusi e disorientati, senza chiari esempi da seguire. La messa in crisi del sistema politico e democratico fa perdere certezza nelle Istituzioni e toglie ogni possibile tutela per i popoli che si sentono soli e incapaci di reagire. La messa in crisi del sistema demografico con nascite con il contagocce e al di sotto del limite della soglia di sopravvivenza di una civiltà e l'apertura incondizionata dei flussi migratori in ingresso portano a una graduale sostituzione della popolazione, con una attuazione di un meticciato senza alcuna fisionomia e identità, facilmente controllabile e manipolabile. Inoltre l'immigrazione incontrollata permette di ridurre la forza di resistenza dei popoli tramite l'immissione nella società di componenti degenerative e distruttive del nostro tessuto sociale.

Tutto ciò va nella direzione dell'annientamento dell'autodeterminazione dei popoli in favore di una dittatura finanziaria, con l'eliminazione di ogni tipo di democrazia e con la riduzione della persona a una entità numerica come in una catena robotizzata. Tutto ciò si traduce inoltre in una eliminazione degli Stati nazionali, delle identità nazionali, di ogni tipo di sovranità nazionale.

A chi giova tutto ciò? Non certo a noi. Diffidiamo dunque di parla di Europa a tutti i costi senza sapere nemmeno cosa l'Europa è e deve essere. Questo concetto di Europa viene oggi dolosamente utilizzato secondo propri fini e interessi e ci si nasconde dietro esso per giustificare altre strategie e altri scopi.

L'Europa deve essere cooperazione e sviluppo nel rispetto delle nostre sovranità nazionali che devono essere salvaguardate. Altrimenti anziché avere una Europa dei popoli abbiamo oggi una Europa del debito, che si fonda su un meccanismo di costante indebitamento degli Stati per soggiogarli meglio. Questa Europa non può essere cambiata, in quanto è concepita per altre finalità. Bisogna costruirne una nuova, del tutto differente e su altre basi, altrimenti il “genocidio” di interi popoli rischia di essere tristemente alla portata di mano.