È sbagliato che l’Anpi monopolizzi la Festa della Liberazione. È diventato un partito di estrema sinistra, si presenti alle elezioni e si confronti con il responso popolare

Buongiorno amici. La Festa della Liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo deve giustamente essere la festa di tutti gli italiani, “Nessuno escluso” come recita il messaggio diffuso dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) per le celebrazioni del 25 aprile di quest’anno. Ecco perché bisogna fare chiarezza affinché non si escluda nessuno di coloro che hanno effettivamente e concretamente liberato l’Italia tra il 1943 e il 1945. 

Innanzitutto la liberazione dell’Italia si rese possibile principalmente per la guerra sferrata dalle forze americane, britanniche ed alleate, compresa la Brigata Ebraica. Nel contesto delle forze italiane, il maggior peso militare fu quello dell’Esercito Regio agli ordini del Maresciallo Pietro Badoglio, Capo del Governo dopo la destituzione di Benito Mussolini il 25 luglio 1943 da parte di Vittorio Emanuele III. I partigiani delle diverse formazioni politiche svolsero un ruolo di supporto. 

Ebbene sostenere oggi che la liberazione dell’Italia fu opera dei partigiani è una mistificazione della realtà. È sbagliato sul piano storico che le manifestazioni del 25 aprile siano monopolizzate dall’Anpi. Spiace che non si vedano le bandiere americana e britannica. Spiace che i rappresentanti della Brigata Ebraica con la bandiera israeliana vengano fischiati e oltraggiati, mentre si applaudono i palestinesi o i loro simpatizzanti che espongono la bandiera palestinese, quando i palestinesi rappresentati dal Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini furono alleati di Hitler e di Mussolini, condivisero l’Olocausto degli ebrei, organizzarono una legione araba e una divisione islamica che combatté al fianco delle forze nazi-fasciste.

In secondo luogo i partigiani che effettivamente parteciparono alla guerra di liberazione conclusasi nel 1945, a 74 anni di distanza dovrebbe essere dei novantenni. Tutti gli altri che oggi parlano in nome dei partigiani possono essere dei sostenitori della causa, ma non possono essere stati dei partigiani.

In terzo luogo dobbiamo denunciare e perseguire sul piano storico le atrocità perpetrate dai partigiani comunisti nei confronti dei civili italiani sia durante la guerra sia dopo la guerra. Si tratta di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità che ad oggi si continua ad ignorare sul piano ufficiale, nonostante i fatti documentati e di pubblico dominio.

In quarto luogo dobbiamo prendere atto che l’Anpi si è trasformato in un partito politico di estrema sinistra, che promuove iniziative politiche contro i partiti politici del centro-destra, nel nome dell’anti-fascismo e contro un presunto razzismo, a favore degli immigrati e dei clandestini, per un mondo sempre globalizzato facendo venir meno la sovranità dell’Italia. Ebbene a questo punto l’Anpi si costituisca formalmente in un partito politico, si presenti alle elezioni e si confronti con il responso popolare. Ma non può più avvalersi dei sostanziosi fondi statali e dello spazio rilevante sui mezzi di comunicazione di massa per falsificare la Storia, condizionare la politica e raggirare gli italiani. 

Cari amici, oggi abbiamo di fronte una nuova missione, una nuova liberazione dalla dittatura globalista, finanziaria, europeista, relativista, immigrazionista e islamofila. Dobbiamo mobilitarci su un fronte culturale e civile per riscattare la sovranità dell’Italia, recuperare la libertà degli italiani, far rinascere la nostra civiltà decadente. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.