Oggi è il Black Friday: non è accettabile che pur di possedere beni materiali a basso costo la persona rinunci alla propria dignità e metta a rischio la propria vita

Cari amici, oggi ricorre il Black Friday, il “Venerdì nero”, il giorno che a partire dagli Stati Uniti incarna l’apice della cultura del consumismo. Pur di possedere un elettrodomestico o la carta igienica a un prezzo fortemente scontato, milioni di persone danno l’assalto ai supermercati, assicurandosi le prime file attendendo in piedi tutta la notte. Appena aprono si spingono, corrono, pestano chi inciampa e resta a terra, urlano come se fossero in guerra, si picchiano, talvolta si uccidono. Gran parte di questi famelici divoratori di materialità sono obesi e spregiudicati, hanno mutato la specie umana da “homo sapiens”, dove eccelle l’intelligenza che primeggia sugli altri organi vitali, a “homo digerens“, dove si è ridotti a un semplice tubo digerente.

Cari amici, sono scioccato. È questa la prospettiva di questa nostra civiltà decadente che idolatra e si sottomette al dio denaro? È accettabile che pur di possedere beni materiali a basso costo la persona rinunci alla propria dignità e metta a rischio la propria vita? Dobbiamo opporci alla deriva del materialismo imposto da una globalizzazione che sta massificando l’umanità, omogenizzandola e omologandola privandoci delle identità e dei valori, per atomizzare, reificare o cosificare la persona, trasformandoci in esclusivi produttori e consumatori di materialità. La prospettiva che ci attende è un Nuovo Ordine Mondiale senza Comuni e Stati, senza Patrie e identità, senza civiltà e valori, assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata, con una crescente moltitudine meticcia senza radici e sradicata dalla Storia, dove la persona sarà ridotta a un codice digitale, in un contesto dove conterà avere e non essere, possedere illimitatamente e non disporre dei beni adeguati ad un’esistenza dignitosa, trangugiare il cibo per avidità e non mangiare per necessità. Non mi domando se sia possibile interrompere il flusso di questa inciviltà che ha nel Black Friday un suo simbolo. Di fronte a una morte certa per suicidio dobbiamo solo darci una risposta che sia in grado di cambiare la vita: “Io non ci sto”.