Bollettino economico della Povera Italia: aumentano debito e interessi passivi, diminuiscono consumi e credito

Per darci un tono ed una parvenza di sacralità che attiene solo ai luoghi di culto ed alla Banca d’Italia, mutuando il titolo della periodica pubblicazione dell’istituto di diritto pubblico di proprietà delle banche private, abbiamo deciso di informare i nostri cari lettori, sullo stato dell’economia italiana o meglio di ciò che ne resta.

Partiamo dal debito pubblico: siamo al record!! Rapporto debito/PIL al 132,6%, ma non temete salirà ancora e per fine 2014 saremo ben sopra il 140%. Una salita inarrestabile, frutto della semplice matematica che però sfugge ai tecnici, ai professori, ai consulenti del Governo.

La dinamica del PIL resta sempre negativa (come potrebbe essere differente vista la politica omicida del Governo dettata dalla Troika):

Aggiorniamo i nostri conti cercando di capire di quanto salirà il debito nell’anno corrente:

-0,8 + 0,6 < 4 cioè il debito stando così le cose, salirà nel 2014 del 4,2%, cioè di 88,2 miliardi di euro.

Completiamo dicendo che nel 2013, l’avanzo primario dello Stato è stato di 34 miliardi di euro, per cui, se anche nell’anno corrente (cosa di cui al momento dubitiamo fortemente) si riuscisse a fare un avanzo notevole come quello del 2013, il debito pubblico nonostante sforzi, tagli, privazioni e tasse salirebbe comunque di 54,2 miliardi di euro. Altro che riduzione del debito!! Si sale sempre più!!

Una nota a margine: visto che nel 2013 c’è stato un avanzo pari al 2,2% del PIL e che poi complessivamente si è registrato un deficit pari al 3%, vuol dire che nel 2013 si son pagati interessi sul debito pari al 5,2% del PIL, ovvero circa 81 miliardi di euro. Capite ora perché il problema sono gli interessi sul debito? Anche una gestione virtuosa della spesa e delle finanze da parte dello Stato, viene mortificata dall’interesse passivo da corrispondere alle banche per il debito pubblico contratto. E’ allucinante!

Comunque non c’è da preoccuparsi: “I consumi sono in deciso miglioramento e lasciano intravedere la luce in fondo al tunnel”! Ma che ci credete davvero? Stavamo scherzando!! Era l’ennesima estrapolazione di un discorso di Letta di 2 mesi fa.

Gli ultimi dati parlano di una contrazione dei consumi del 2,6%; è un valore impressionante è la tendenza non è certamente confortante.

In compenso però, le imprese alla luce degli ultimi provvedimenti (sblocco del credito via Cdp per 8 miliardi) hanno di nuovo accesso al credito, misura essenziale per permettere all’economia di ripartire. E invece no. Anche qui la musica non cambia.

Questo è l’andamento dei crediti alle imprese ed alle famiglie:

Non c’è da scherzare e tantomeno da ironizzare, la questione è drammatica. Si rischia che possa sfuggire di mano da un momento all’altro, non c’è più tempo.

Fuori da questo maledetto euro; fuori da questa Europa che è fatta per le banche e non per le persone; via i governi fantoccio come quello attuale, diretta espressione ed emanazione del settore bancario.

Ci vuole coraggio!...o si decide subito di uscire dall’euro, da questa inutile Europa o in preda alla disperazione lo faremo comunque, ma temo in modo assi meno coordinato e proficuo. Il voto di maggio sarà determinante: capire che questa strada ci porta alla rovina dovrebbe indurci a cambiarla per tempo, abbracciando i valori della persona, la dignità, la libertà, la sovranità, la sacralità della vita.

Concludiamo con le parole tratte un brano di Frances Coppola che approviamo totalmente: “L’euro è un esperimento fallito. Non dovremmo sprecare altre energie per cercare di farlo funzionare. E’ tempo di relegarlo alla polvere della storia”.