Ci attende una crisi ancor più devastante perché per troppo tempo si è permesso al debito di crescere più del reddito

L’ottimismo che pervade questi ultimi tempi in relazione alla positiva evoluzione della crisi finanziaria, evocato dall’ologramma Renzi, da Draghi, Barroso e via a scendere sembra, ai poveri cittadini, immotivato, fuori luogo se non offensivo

Per questa volta non consideriamo la miseria della classe politica oggi al Governo ed in Parlamento, ma guardiamo oltre, andando alla sostanza del problema.

La crisi economica iniziata nell’agosto del 2007 ha portato nel corso degli anni una forte riduzione della crescita economica, un aumento della disoccupazione e della povertà. Il sistema bancario è entrato in sofferenza per primo, seguito poi dalla finanza pubblica che in molti Paesi, tra i quali l’Italia è stata erroneamente indicata quale causa della crisi.

Oggi, la situazione in giro per il mondo è decisamente migliorata; la Gran Bretagna vede il proprio reddito crescere del 2%, gli USA del 2,5%, il Giappone del 2,6%, il Canada del 2,9% oltre ovviamente all’India ed alla Cina che proseguono con rialzi ben più consistenti.

Quali sono invece i Paesi che non ce la fanno proprio a risalire la china? Chi è che ancora oggi è invischiato nella crisi? Ebbene tra i peggiori 7 Paesi al mondo, ben sei hanno una cosa in comune. Sapete cosa? L’euro.

In pratica , dopo circa sette anni dallo scoppio della crisi dovuta alla bolla sull’immobiliare, tutto il  mondo è tornato a crescere, mentre siamo rimasti al palo solo noi, la Francia, la Spagna, la Grecia, l’Irlanda, la Finlandia. Siamo tutti nella grande famiglia dell’euro, della UE, della BCE e sotto il diretto e benevolo controllo da parte del FMI.

Ci han curato per sette anni e stiamo peggio di prima; ma qualcosa vorrà dire o no?

Magari la cura era sbagliata, forse il dottore non ha saputo diagnosticare la malattia.

I modelli econometrici sulla base dei quali è stata proposta la cura da parte della Troika, a base di austerità e aumento delle imposte, riduzione della spesa pubblica e privatizzazioni, sono sbagliati, sono fatti male, non funzionano; infatti NESSUN modello aveva minimamente previsto lo scoppio della bolla immobiliare del 2007; per loro andava tutto a gonfie vele.

Oggi, sulla base di quegli stessi modelli sbagliati, inutili e dannosi, ci vengono a dire che la crisi sta per finire, anzi che è già iniziata la ripresa. Sbagliano! In realtà, non credo sappiano neanche bene loro che pesci prendere, come riferisce anche il Direttore Responsabile della ricerca della BIS William White“..central banks and Treasuries don’t know what they are doing, and are making it up as they go along. They didn’t see this crisis coming, and now that it’s ending they’re not sure why it has ended either: they’re just happy that it has.”

Dunque considerato che sia le Banche Centrali che i Governi brancolano nel buio, riteniamo giusto e doveroso provare a metterli sulla buona strada, spiegando in parole semplici cosa ha prodotto la crisi, cosa fare per superarla e perché  i loro modellini non vanno bene.

Il vero motivo per cui l’economia ciclicamente va in crisi è dovuto al fatto che il cumularsi del debito nel corso degli anni, arriva ad un livello tale per cui questo cresce molto più rapidamente dei redditi e come conseguenza, gli interessi che si pagano sul debito “mangiano” una quota sempre maggiore del reddito delle persone e delle imprese. Quanto detto trova riscontro in una correlazione totale  tra livello del peso degli interessi sul PIL e le recessioni economiche. Ogni qualvolta gli interessi superano il 10% del PIL, si generano le condizioni per una successiva recessione. La domanda è solo: quando arriverà la prossima colonnina blu sul grafico sottostante?

Insomma, spero sia evidente che è il sistema del debito quello che determina le fasi di espansione e recessione dell’economia.

Ci sarà dunque una nuova e più profonda crisi della precedente perché il sistema è ciclico e funziona in modo prevedibile. Alla prossima emergenza sprofonderemo ancora più giù, le abitazioni perderanno ancora di valore, ci sarà altra disoccupazione, stavolta neppure i mercati resisteranno e la ricchezza scomparirà velocemente. I governi sbagliando per l’ennesima volta, risponderanno con patrimoniali e nuove tasse, ma non servirà a nulla. Occorre cambiare strategia, ma chi glielo dice ai parrucconi sparsi per il globo?

Il problema è che per troppo tempo (decenni) si è permesso al debito di crescere a ritmi superiori a quelli del reddito, ed il reddito è cresciuto ben al sopra della produttività; ciò ha portato il sistema economico alla sua massima espansione. Ora il ciclo di lungo periodo ha invertito e ci attendono anni difficili, duri, senza crescita e conseguente povertà e disoccupazione.

I redditi da lavoro sono scesi drammaticamente in tutti i Paesi industrializzati (Italia compresa), in compenso però, i depositi bancari sono saliti senza sosta.

Come è stato possibile che la moneta, in un contesto di riduzione di redditi da lavoro ed in presenza di un ente come la BCE che doveva controllare che non se ne  creasse in eccesso, sia passata dai 150 miliardi di euro del 1980 ai 1.350 del 2014?..da dove arrivano se non sono “reddito da lavoro”?

Chi ha creato la moneta?

La moneta è stata creata dal nulla da sistema bancario che ha inondato di liquidità i settori immobiliare, del credito al consumo, della speculazione e manipolazione finanziaria, destinando alle imprese ed aziende appena il 10% del credito totale. Una follia che oggi noi tutti stiamo pagando.

Dove era la BCE quando il credito saliva del 20% l’anno quando il suo obiettivo era il 4,5%? Possiamo davvero credere che chi ha creato questo disastro planetario, ovvero il sistema bancario, possa essere esso stesso a rimettere le cosa a posto?

L’Italia è ostaggio della miopia, dell’arroganza della BCE, della Commissione Europea, del FMI. L’ignoranza totale sul tema monetario delle persone,dei politici, degli economisti ed addetti ai lavori, dei giornalisti  ha permesso a questo sistema truffa di proliferare indisturbato per decenni al grido che “liberalizzare è bello!! liberalizzare vuol dire concorrenza, migliori servizi!!..è il mercato che decide in modo efficiente!!” .

Ora basta!!

La moneta non è un bene qualunque; le banche non sono pizzerie, agenzie di viaggi, industrie meccaniche o di abbigliamento. Il potere di creare moneta deve tornare allo Stato sovrano.

Abbiamo una moneta che è un cappio al collo, l’euro, la più grande follia dell’ultimo millennio.

Restando nell’euro saremo condannati, senza pietà.

Se vogliamo salvare noi stessi e di nostri figli, è arrivato il momento di rottamare questo sistema di sviluppo basato sul debito e realizzare un mondo migliore, più equilibrato, senza le disuguaglianze sociali che questo sistema truffa ha prodotto nel corso degli anni.

Diciamo quindi NO all’euro, NO al debito, NO all’arroganza del sistema bancario,NO ad una globalizzazione senza regole, NO all’immigrazione incontrollata, NO al relativismo valoriale.

Diciamo SI alla persona, SI alla vita, SI alla moneta di Stato, SI alla Sovranità Monetaria, SI al benessere collettivo, SI all’Italia, SI agli italiani.

Uniti ce la faremo!