Finalmente la Bce ammette: la crisi è dovuta al debito privato, non al debito pubblico

C’è voluto del tempo, ma alla fine pare lo abbiano capito anche i professori ed i tecnocrati della Bce: alla base della crisi economica non c’è  il debito pubblico bensì quello privato.

E’ il debito privato, come già più volte sostenuto ed argomentato, la principale causa della situazione di grave sofferenza dell’economia odierna. Adesso finalmente, anche le alte, altissime sfere sembrano essersene accorte.

Il 23 maggio del 2013, ad  Atene, il discorso pronunciato dal vice-presidente della Bce, Vítor Constâncio, è una sorta di lucida autocritica nei confronti delle analisi sballate compiute della Bce riguardo le cause di una crisi in relazione alla quale ammettono di non aver capito poi tanto (a dire il vero noi lo avevamo intuito!!)

Nella sua relazione, il vice presidente della Bce afferma: “Cominciamo con la prima prospettiva riguardo le cause. La più vecchia narrativa della crisi, progressivamente corretta dagli accademici ma ancora popolare tra alcuni segmenti dell’opinione pubblica, recita all’incirca così: Non c’era niente che non andasse con il progetto iniziale dell’unione monetaria europea, e la crisi è scoppiata perlopiù perché diversi paesi periferici non hanno rispettato quel progetto – in particolare le regole fiscali e il Patto di Stabilità e Crescita – generando una crisi di debito sovrano. Questa è la storia “il problema è essenzialmente fiscale”, che può essere facilmente connessa ad altre 2: l’indisciplina fiscale ha portato a un surriscaldamento dell’economia, l’aumento di salari e prezzi ha implicato una perdita di competitività, e questo ha portato alla crisi da bilancia dei pagamenti. Nonostante questa sia una storia internamente coerente, non è corretta, specialmente per quel che riguarda il fattore scatenante della crisi.”

Ops…ma guarda tu…non è colpa degli evasori, elusori, dei paradisi fiscali!! …ed ora chi lo dice a Grillo ed a quel 25% di italiani che votandolo, ha dimostrato di non avere capito nulla , zero della situazione economica attuale?

Ma andiamo avanti. Sempre tratto dal documento ufficiale della Bce ecco di seguito riportata una tabella che non avrebbe bisogno di troppi commenti.

 

Insomma, l’Irlanda è saltata con un debito di appena il 25% del Pil!! La Spagna è andata in crisi con un debito pubblico che era del 36% del Pil!!

Ora dunque sappiamo che il debito pubblico non è il responsabile della crisi e della situazione attuale.

Bene. Se invece si osservano le variazioni del debito privato le cose cambiano decisamente; di fatto l’euro ha portato le famiglie e le imprese ad un indebitamento crescente che oggi è il vero problema da risolvere.

La domanda da porsi è : da dove arriva tutta quella massa di denaro che ha indebitato il settore privato?

Proseguendo nella sua relazione, Vítor Constâncio afferma che “gli squilibri si sono originati per lo più nella crescente spesa del settore privato, finanziata dal settore bancario dei paesi debitori e creditori… Da dove venivano i finanziamenti che hanno fatto esplodere il debito privato? Un aspetto particolare del processo di integrazione finanziaria europea dopo l’introduzione dell’euro è stato un deciso incremento nelle attività bancarie tra paesi. L’esposizione delle banche dei paesi del centro verso i paesi della periferia è più che quintuplicata tra l’introduzione dell’euro e l’inizio della crisi finanziaria.”

Anche in questo caso per meglio comprendere, osserviamo il grafico seguente che riguarda proprio la crescita del credito bancario verso i Paesi oggi in difficoltà:

 

L’afflusso di finanziamenti relativamente a buon mercato si è trasformato in una gigantesca esplosione del credito nei paesi ora sotto pressione. Come sappiamo, il credito non è stato perfettamente ottimizzato dai razionali agenti economici privati. Dal lato della domanda, in un contesto di bassi tassi di interesse, i consumatori e le aziende, aspettandosi una futura crescita, hanno anticipato i consumi e gli investimenti come dei bravi ottimizzatori temporali. Dal lato dell’offerta, le banche europee e i mercati finanziari non si sono comportati come la teoria di gestione del rischio prevedeva. Questo è quel che ha portato al surriscaldamento, pressione su stipendi e salari, perdita di competitività e grandi deficit delle partite correnti.”

Basta dunque con questo stupido stucchevole teatrino sul debito pubblico, sullo spread ripetuto 10 volte al giorno, sul taglio dell’Imu, sull’Iva, sulla cassa integrazione,…

Basta col pareggio di bilancio, con l’austerity pensata da menti criminali e posta in essere da ignoranti senza dignità.

Stiamo scivolando verso un futuro in cui nulla sarà come lo conosciamo oggi, dove fame, povertà, disordini sociali, disperazione  torneranno a  bussare alle nostre porte. Nonostante tutti gli inutili sacrifici, rinunce che oggi stiamo compiendo.

Abbattiamo questa Europa nata senza cuore, senz’anima e torniamo padroni del nostro destino.

Viva l’Italia.

Viva Io Amo l’Italia.