La lezione del Gold Standard, il sistema di cambio fisso della valuta all’oro, ci dice che solo uscendo dall’euro rinascerà la nostra economia

La storia è maestra di vita. Spesso però, troppo spesso, l’umanità la dimentica, la ignora o la svilisce relegandola  nel migliore dei casi a piacevole passatempo.

Nel campo economico non v’è differenza: raramente si riescono a trarre spunti di riflessione dal passato per comprendere e decifrare meglio quello che accade nel presente. Noi vogliamo comunque evidenziare delle inquietanti similitudini tra il  Gold Standard ed il sistema monetario dell’Euro, ribadendo per l’ennesima volta, la necessità di uscire dall’Euro e tornare padroni della nostra moneta.

Il Gold Standard era  un meccanismo che prevedeva di fissare il valore di una moneta nazionale ad una determinata quantità d’oro. Già però durante la Prima Guerra Mondiale il sistema iniziò a vacillare creando un generale clima di sfiducia e diffidenza fra le nazioni in merito alla reale convertibilità delle rispettive valute in oro.

L’elemento che però determinò la fine del Gold Standard fu la terribile depressione del 1929; al contrario di quello che vanno raccontando in televisione e sui giornali, folte schiere di economisti  mainstream al soldo delle istituzioni finanziarie, la crisi non fu determinata dall’eccessivo debito pubblico, bensì dal debito privato e dall’insostenibile livello d’interessi di famiglie ed imprese.

Negli anni precedenti il 1929 ci si trovò  in una condizione in cui lo Stato Federale (USA) non emetteva più moneta perché ne incassava più di quella che spendeva (realizzava Avanzi di bilancio) e dato che il sistema aureo era deflazionista poiché la produzione di oro era stagnante, per avere moneta si ricorse al debito e ci fu un esplosione di debito privato e di leva finanziaria, sia per la speculazione immobiliare e finanziaria, che per il consumo.

In pratica successe quello che è accaduto negli ultimi 20 anni, in cui il crescente livello di debito bancario nei confronti del settore privato è cresciuto a ritmi del 8-10% annuo ed è stato per il 90% destinato ad operazioni finanziarie, mutui, credito al consumo e solo il 10% è andato a finanziare il settore produttivo, producendo una mole d’interessi in grado di strangolare il sistema industriale.

Come si vede dal grafico, il crac del 1929 ebbe la sua ragione d’essere non nel deficit statale USA, che in realtà era un Surplus di bilancio, bensì nell’eccesso di Debito Privato e della spesa per interessi che erodeva il 14% del reddito degli americani (cioè su un reddito di 100 dollari, ben 14 dollari erano destinati a ripagare SOLO gli interessi!!)

Come uscirono  gli Stati Uniti da questa situazione di grave depressione?

Nel 1933, Roosevelt avviò il New Deal, un programma di spesa pubblica con disavanzo sostenuto dalla teoria keynesiana e quasi interamente finanziato con debiti dello Stato verso banche private e con una  svalutazione secca del -40% del Dollaro rispetto all'Oro. Inflazionando riuscì, malgrado consistenti deficit pubblici a ridurre il debito totale ( la linea grigia nel grafico)!!! RIDUSSE  IL DEBITO!! Altro che Austerity e fiscal compact!!

Il Governo USA attraverso una politica espansiva (aumentò la spesa pubblica), ridusse il debito in soli 5 anni dal 250% al 170% del PIL e rimise in moto l’economia reale tornando quasi al livello pre-crisi. Il bellissimo grafico sulla produzione industriale  che segue, illustra cosa successe negli anni '30 quando i paesi ad uno ad uno, cominciando dal Giappone, si liberarono del "Gold Standard", cioè del vincolo del cambio fisso con l'Oro che impediva di creare moneta, come spiegato da  Bernanke alla London School of Economics.

Il Giappone, la Gran Bretagna, la Svezia ebbero non solo una crisi meno profonda delle altre nazioni, ma una crescita molto più rapida, in concomitanza proprio con l’abbandono del Gold standard. Al contrario, la Francia ad esempio, che si ostinò fino all’ultimo a rimanere nel regime di cambio fisso con l'oro assistette ai due fenomeni opposti: crisi profonda (soprattutto in termini nominali a causa della deflazione) e crescita più lenta (in termini reali).

Insomma chi prima  è uscito dal Gold Standard, più ne ha tratto beneficio. Tutto chiaro? Si vede no?!

E adesso veniamo al presente, al maledetto Euro ed al sistema di sovrastrutture ad esso collegate atte esclusivamente  a limitare la sovranità monetaria dei Paesi aderenti.

L’euro è di fatto una moneta ancorata ad un sistema di cambi fissi ed è espressione di una mancanza di sovranità nazionale per tutti i Paesi che la adottano, in quanto nessun Paese può decidere autonomamente di avere più euro da spendere rispetto a quelli che è in grado di ricevere indebitandosi con i mercati finanziari o tramite un surplus delle partite correnti.  Insomma, c’è la stessa rigidità che era presente nel Gold Standard.

Inoltre, l’impossibilità per i Paesi dell’Eurozona di creare moneta dal nulla per finanziare i loro deficit di bilancio (come invece fanno USA, UK, Giappone, Turchia, Corea, India, Cina,…), l’adesione al Fiscal Compact che impone il pareggio di bilancio per i singoli stati, di fatto impedisce ogni sorta di svalutazione difensiva della moneta, dalla quale si trarrebbero benefici evidenti ed immediati.

Quindi mentre tutto il resto del mondo svaluta e stampa, accredita e spende in deficit, noi facciamo austerity, tassiamo  e tagliamo la spesa pubblica. Siamo dei pirla intergalattici!!

Oggi infatti, i paesi che non hanno un vincolo di cambio fisso che gli impedisce di creare moneta come gli USA, Gran Bretagna, Giappone, Corea... crescono bene, la Germania si difende perché ha un cambio fisso che in realtà significa  un cambio molto più basso di quello che avrebbe senza il resto d'Europa se espresso in marchi; quindi  per la Germania adottare il  cambio fisso dell'Euro è una modo di svalutare. E ovviamente Spagna e Italia vengono soffocati, come la Francia negli anni '30...

Con i vincoli imposti dal pareggio di bilancio, gli stati europei hanno in pratica deciso autonomamente che la quantità di moneta  di cui potranno disporre è limitata dalla quantità di tasse che saranno in grado di prelevare alla cittadinanza, perché in definitiva la catena dei passaggi è la seguente: gli stati emettono titoli di debito (BTP), le banche commerciali acquistano i titoli, le banche centrali forniscono riserve alle banche commerciali in cambio dei titoli, gli stati riscuotono le tasse per rimborsare i titoli.

I cittadini sono semplicemente chiamati trasferire la loro ricchezza in mano al sistema bancario. Un bel sistema, non c’è che dire!! E’ tutto profondamente disumano, svilisce la persona rendendola schiava della finanza e dell’interesse.

A nulla servono le proteste, i suicidi di uomini e donne che dignitosamente scelgono di porre fine alle loro vite per non subire l’umiliazione di vedersi privati dei sacrifici di una vita, la crescente povertà che aggredisce fasce sempre più ampie di popolazione; il sistema finanziario non permette che si cambino le regole perché vive e prospera sul debito e sull’usura.

Non esiste libertà senza sovranità monetaria. Tutto il resto è robaccia varia, chiacchiere in libertà senza valore, opinioni da bar, arte del compromesso e della mistificazione, difesa ad oltranza dei privilegi e delle posizioni dominanti, delicati equilibrismi da professionisti della menzogna. Eurozona insomma.