Renzi è proprio un buffone: saranno 53 e non 80 gli euro in più mentre le imprese subiscono una stangata da 600 milioni

Arrendetevi! Siete circondati! Dovrebbe essere questo il messaggio che in modo neppure troppo subliminale viene veicolato attraverso i media per confondere le menti di quei pochi, pochissimi italiani che non si rassegnano ad essere rappresentati da un “comico svalvolato” o “un sindaco per tutte le stagioni”.

Il fatto che la stragrande maggioranza dell’informazione sia controllata da una manica di personaggi che rappresentano parte di un sistema di potere che travalica i confini nazionali e opera a livelli internazionali promuovendo la massificazione e globalizzazione, comporta che quanto realmente accade nella società, venga opportunamente filtrato, camuffato, alterato, negato.

E’ solo una questione italiana? Purtroppo no; le recenti denunce contro un’informazione di “regime” trovano spazio in moltissime realtà talvolta assai prossime all’Italia, come nel caso della Grecia, della Spagna, dell’Irlanda, del Portogallo.

Qui in Italia però noi siamo senza dubbio i numeri uno; qui si riesce a creare disinformazione in modo sistematico e capillare come in nessun altro paese al mondo.

Un esempio. Per settimane, i media nazionali hanno scritto e dibattuto sugli 80 euro in busta paga promessi e strombazzati dal Governo Renzi per i lavoratori dipendenti, pari a complessivi 960 euro annui .

Dopo la presentazione del DEF, il nostro Ologramma Renzi ha ironizzato sui gufi e quanti pensavano che non sarebbe riuscito a trovare i soldi per questi famosi 80 euro da erogare nel 2014.

Purtroppo però, a rovinargli la festa, capita che in un giorno di festa, esca un articoletto ben nascosto sul Sole 24Ore, nella sezione “Norme e Tributi” in cui si dice che “Il testo definitivo del decreto Renzi (Dl 66/14, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 95/14 di ieri) conferma quasi tutte le anticipazioni della vigilia, con alcune significative novità…Il testo, infatti, non indica un valore mensile, ma un valore annuo e cioè 640 euro, riferito all'intero periodo d'imposta. Questo significa che un lavoratore che lavora da gennaio a dicembre riceverà, con riferimento a ciascuno dei dodici mesi in cui ha prodotto reddito di lavoro dipendente 53,33 euro (640 diviso 12)” di Nevio Bianchi - Il Sole 24 Ore.

Avete capito bene? Altro che 80 euro mensili! Sono 640 euro annuali e non 960 come strombazzato ai quattro venti e solo 53,3 al mese.

Credete che questo articolo abbia avuto reazioni, commenti in dibattiti e talk-show? Zero, il nulla cosmico.

Sarà un caso?...Vediamo un altro aspetto della tanto esaltata manovra del Governo Renzi, la manovra della svolta (contromano, aggiungiamo noi).

Il taglio dell’odiata IRAP (introdotta dal Governo Prodi) del 10% , che secondo le stime del Governo, dovrebbe tradursi in un risparmio per le aziende italiane di circa 700 milioni di euro. Sarà poi vero? ..so quello che state pensando…sarà la solita bufala di Renzi. Ed avete ragione.

Infatti, da Phastidio.net apprendiamo che “Tra le pieghe del decreto legge “per un’Italia Coraggiosa e Semplice”, in mezzo a coperture fantasiose ed una tantum che costringeranno a fare (e dare) i numeri nella legge di stabilità per il 2015, ve n’è una che è una perla di ipocrisia. La misura è quella relativa alle rivalutazioni dei beni d’impresa, inserita nella Legge di Stabilità 2014 dal governo Letta. In base a tale norma, il maggiore valore attribuito a beni e partecipazioni aziendali veniva tassato attraverso il pagamento di una imposta sostitutiva del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per quelli non ammortizzabili (tipicamente i terreni), applicata al valore di rivalutazione. La Legge di Stabilità 2014 disponeva che tale imposta si dovesse versare in tre annualità: quest’anno, nel 2015 e nel 2016.

Ebbene, nel cosiddetto decreto-bonus-oraics, questa norma diventa carta straccia e si dispone che il versamento debba avvenire in unica soluzione con la dichiarazione di quest’anno.

Cosa significa questo? Semplicemente che entro il 2014 le imprese saranno soggette ad un aggravio non previsto di circa 600 milioni di euro e che pertanto il taglio dell’Irap finirà con l’essere quasi completamente assorbito da questo nuovo ed inaspettato onere cui le aziende dovranno far fronte.

Al netto dei provvedimenti del Governo Renzi, vi sarà un miserevole taglio delle imposte per le imprese di appena 100 milioni di euro (altro che i 700 annunciati!)

Ma anche su questo tema non secondario, sui media principali non v’è traccia, silenzio tombale.

Renzi aveva detto che “Se non pago questi 80 euro a maggio sono un buffone”: oggi quindi possiamo affermare che non solo è un buffone, ma è anche un abilissimo manipolatore, sostenuto da una pletora di giornalisti, economisti che non fanno onore alle rispettive categorie.

A noi resta l’amara consapevolezza che per scardinare questo sistema di potere occorrerà lottare profondamente, impegnarsi duramente ed affrontare chi, per mestiere fa della disinformazione ed alterazione della verità, la propria vocazione.

Ci conforta pensare che tutto ciò che ha un inizio, avrà inevitabilmente anche una fine e questo vale anche per i meschini politici attuali , i loro servi ed i padroni della moneta, che rappresentano il vertice del sistema di potere.

Uniti e consapevoli ce la faremo!