Renzi è un bugiardo: calerà il Pil e aumenteranno sia il debito pubblico sia le tasse

Quello che sta succedendo in Italia è un fenomeno che abbiamo già osservato in altri Paesi (Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo) dove a dispetto di una crisi economica senza precedenti, i media sono costantemente a propagandare falsità ed indurre fallaci speranze.

Da noi, i maestri delle disinformazione, lavorano a pieno ritmo, scrivono a quattro mani pur di raccontare favole a cittadini talmente ottenebrati che oramai non riescono più ad esercitare la benché minima critica all’informazione ricevuta.

Rimbambito e stordito sotto questo bombardamento mediatico senza precedenti (mettiamoci anche gli spot pro-Europa della Rai che sono quantomeno inopportuni), il cittadino medio si abbandona senza resa tra le braccia dell’Ologramma di turno (Renzi) che in un orecchio gli sussurra paroline di speranza e nell’altro, lo invita all’ottimismo.

Sveglia!!!!!! Cittadino svegliati!! Comincia col porti una prima domandina: ma quello che sta dicendo il Governo è vero oppure no? Le tasse scenderanno oppure no? Usciremo da questa depressione senza fine oppure no?

Sintetizzo brevemente le risposte per amor di brevità: il Governo mente, le tasse salgono e non ci sarà nessun miglioramento nell’economia, anzi.

Al solito proviamo a mettere qualche dato e qualche tabella. Dall’ottimo sito Scenari Economici, ricaviamo la seguente tabella:

Dalla tabella si evince chiaramente che il Governo AUMENTA LE TASSE E NON LE RIDUCE come invece riportato dai media italiani; infatti le Entrate aumentano di 17 miliardi, mentre le Spese aumentano di 8 miliardi. L’incremento netto delle imposte è dunque di ben 9 miliardi (17- 8); altro che riduzione delle tasse!!

Per gli anni a seguire, la progressione delle Entrate è costante (SALE SEMPRE!!! , altro che riduzione!!).

All’ultimo riga c’è la previsione del PIL nominale che evidenzia incrementi costanti dell’ordine di 40-50 miliardi l’anno. Che stupidaggine. Soliti numeretti a capocchia messi lì per far quadrare i conti!

A proposito di numeretti e regolette, guai a sforare il rapporto del 3% tra deficit e PIL!! Sacrilegio!!!

Qualche tempo fa sono apparsi degli articoli sul Sole24Ore e sul Quotidiano Nazionale in cui si indicava come la soglia del 3% sul deficit/Pil sia stata elaborata negli anni '80 da uno sconosciuto funzionario del governo di François Mitterand: Guy Abeille, ai tempi non ancora trentenne. Direttamente dall’articolo di Vito Lops, apprendiamo che “La storia è andata così. Dopo la vittoria alle elezioni del 1981 in Francia i socialisti guidati da Mitterand per mantenere le costose promesse elettorali avevano portato il deficit da 50 a 95 miliardi di franchi. Per "darsi una regolata" Mitterrand incaricò Pierre Bilger, a quel tempo vice direttore del Dipartimento del Bilancio al ministero delle Finanze di implementare una regola per evitare spese pubbliche all'impazzata. Bilger contattò due giovani esperti che avevano una formazione economica e matematica all'Ensae: Roland de Villepin, un cugino del futuro primo ministro Dominique de Villepin e Guy Abeille. Sarà quest'ultimo ad elaborare il paletto del 3% sul Pil, nato però, per sua stessa ammissione, senza alcuna base scientifica: «Prendemmo in considerazione i 100 miliardi del deficit pubblico di allora. Corrispondevano al 2,6 % del Pil. Ci siamo detti: un 1% di deficit sarebbe troppo difficile e irraggiungibile. Il 2% metterebbe il governo sotto troppa pressione. Siamo così arrivati al 3%. Nasceva dalle circostanze, senza un'analisi teorica”.

Ed aggiunge Abeille: “Abbiamo stabilito la cifra del 3 per cento in meno di un'ora. È nata su un tavolo, senza alcuna riflessione teorica. Mitterrand aveva bisogno di una regola facile da opporre ai ministri che si presentavano nel suo ufficio a chiedere denaro […]. Avevamo bisogno di qualcosa di semplice. Tre per cento? È un buon numero, un numero storico che fa pensare alla trinità».

Roba da matti!! Ed in Italia Monti, Letta, Renzi, difendono questa assurdità senza alcuna base scientifica per stessa ammissione di chi l’ha creata, hanno fatto e stanno facendo soffrire il popolo italiano sul NULLA, imponendo maggiori imposte, restrizioni e privazioni senza alcun motivo reale!! Ora vi rendete conto nelle mani di chi ci siamo consegnati?!

Se leggiamo la riga dove è scritto Saldo Primario abbiamo un incremento progressivo del saldo da 35 miliardi del 2014 a 80 miliardi nel 2018; significa che al netto della spesa per interessi, lo Stato sottrarrà ogni anno moneta dall’economia reale perché tasserà molto di più di quello che poi andrà a spendere fino ad arrivare ad un Avanzo primario nel 2018 pari al 4,5% del PIL!!

Ora ricordiamo che il PIL può crescere solo se:

1 – aumentano le esportazioni nette;

2 – aumentano i deficit dello Stato;

3 – aumenta la moneta nel sistema sotto forma di credito bancario.

Non esistono altri modi e non ne possono esistere altri perché il PIL è la risultante di milioni di transazioni in cui da una parte si offrono beni, servizi o lavoro e dall'altra denaro. Se si riduce la moneta (contante e credito), si riduce il PIL.

Considerato che, le esportazioni non possono aumentare ancora perché siamo nell'euro, perché l'euro è forte verso il resto del mondo che nel frattempo svaluta e perché, in second’ordine l'economia globale sta rallentando; considerato che lo Stato italiano realizzando crescenti Avanzi primari, toglie moneta all’economia reale; visto che il credito bancario si riduce del 5% l’anno verso le famiglie e le imprese, il risultato cumulato è che la moneta diviene sempre più scarsa nel sistema e questo determinerà un calo del PIL.

Per questi motivi, le previsioni di crescita del Prodotto Interno Lordo italiano sono completamente sballate e fasulle.

Volendo completare la nostra analisi, dobbiamo anche considerare che gli interessi passivi che lo Stato paga sul debito (circa 82 miliardi) per una piccola parte, circa il 10-15% del totale, finiscono nelle tasche di investitori italiani: dunque alle famiglie ed imprese italiane entrano circa 12 miliardi di euro sotto forma di cedole ed interessi su titoli di stato posseduti, mentre circa70 miliardi finiscono al settore bancario, nazionale ed estero.

Il saldo netto delle risorse che dunque usciranno dal sistema dell’economia reale (Avanzo Primario- Interessi su titoli di Stato percepiti da residenti) secondo il DEF presentato dal Governo, sono rappresentate dal seguente grafico:

Lo Stato drenerà moneta dall’economia reale per 20, 30, fino a 65 miliardi di euro l’anno grazie al Fiscal Compact; in aggiunta a ciò, il credito bancario si ridurrà di altri 50 miliardi l’anno e le esportazioni, per ben che vada con un euro molto forte, resteranno stabili.

Complessivamente usciranno quindi dall’economia reale tra gli 80 ed i 100 miliardi di euro l’anno; ma come diavolo si fa a scrivere che il PIL salirà? Roba da non credere. Non si sa se ridere o piangere. E parliamo di gente come il ministro Padoan con cattedra universitaria, a cui danno poltrone importanti al Fondo Monetario e all’OCSE .

Un’ultima notazione; sempre nel DEF si trova la sgradita conferma del calo della spesa per investimenti, altro piccolo ma significativo indizio del fatto che questo nostro povero Paese non ha alcuna possibilità di risalire la china fintanto che continuerà ad essere governato da gente come Renzi, Padoan, Letta, Monti, fedeli al sistema bancario e non al popolo italiano.