Riduzione delle imposte, crescita del Pil, nuovi posti di lavoro: nessuna delle promesse di Renzi è stata mantenuta

E’ stata pubblicata la Nota di aggiornamento del DEF (Documento di Economia e Finanze), che va a sostituire i numeretti messi a capocchia nell’aprile del 2014 da questo Governo d’incapaci. Ci sono delle simpatiche novità che ritengo dovrebbero essere evidenziate, specialmente nei confronti di coloro che hanno firmato la cambiale in bianco al fantastico Governo Renzi. Dunque, nel mese di Aprile 2014, ci eravamo lasciati con il seguente documento di finanza pubblica:

Le sommarie conclusioni cui eravamo giunti nell’Aprile 2014 erano le seguenti:

Il “Governo della svolta” prometteva di ridurre le imposte, che invece, si legge nel documento salivano senza sosta passando dai 751 mld del 2013 agli 845 del 2018. La pressione fiscale si sarebbe ridotta di appena uno 0,3% nel 2016. Altro che riduzione delle tasse! BUGIARDI!

Il PIL nominale , dal 2013 al 2018 era visto in crescita del 14,7%. All’ultima riga del DEF c’era la previsione del PIL nominale che evidenziava incrementi costanti dell’ordine di 40-50 miliardi l’anno. Che stupidaggine. Soliti numeretti a capocchia messi lì per far quadrare i conti! COMICI!

Gli investimenti in conto capitale, quelli che dovrebbero creare lavoro, erano invece per il periodo 2013-2018 in riduzione del 10%; altro che stimolare le crescita!! INCAPACI!

Leggendo la riga dove è scritto Saldo Primario, avevamo un incremento progressivo del saldo da +35 miliardi del 2014 a +80 miliardi nel 2018; significava che al netto della spesa per interessi, lo Stato avrebbe sottratto ogni anno moneta dall’economia reale, fino ad arrivare ad un Avanzo primario nel 2018 pari al 4,5% del PIL!! FOLLI CRIMINALI!

Veniamo ora al nuovo DEF, quello pubblicato in data 1 ottobre 2014.

La prima cosa che notiamo è la forte crescita del valore del PIL nominale, in quanto ricalcolato secondo i parametri ESA 2010; nonostante ciò, la performance attesa compresa nel periodo 2013-2018 è inferiore a quella stimata nel documento del mese di Aprile (14,6%) e risulta essere di appena il 9,3%.

Nello specifico, la crescita del PIL per il 2014 è prevista a +0,4% (ad Aprile prevedevano un esilarante +1,7%) e francamente viene proprio da credere che siano una massa d’incompetenti in malafede. Il PIL 2014, secondo la nostra analisi, sarà INFERIORE a quello del 2013, perché il PIL reale segna un -0,2% ed il tasso d’inflazione è a -0,1%. Questo determinerà una RIDUZIONE del PIL almeno dello 0,3% e non, come previsto dal Governo, un incremento dello 0,4%. Il Governo dovrà dunque, aggiustare i conti per almeno complessivi 13 miliardi, con una nuova manovra che ancora oggi, tutti i membri di questo Governo da operetta, continuano a negare.

Le tasse sono previste in solida crescita per tutto il periodo 2013-2018, passando da 781 ad 854 mld ( l’aumento è del 10%). Il tutto avviene in un ambito surreale, in cui Renzi va in tv a dire che taglieranno le tasse e nello stesso identico momento, il ministro Padoan scrive nel DEF che le aumenteranno di anno in anno di 10, 15, 20 miliardi. Nessun giornalista osa chiedere conto di ciò!

Interessante la riduzione della quota di interessi passivi sul debito, che nel nuovo DEF risultano essere di circa 75 miliardi annuali. Di questi appena il 10% finirà a famiglie ed imprese residenti; il resto andrà a banche ed istituzioni finanziarie nazionali ed internazionali. Potrebbe sembrare un buon risultato ma non è così perché raggiunto attraverso politiche deflazionistiche, che lacerano la crescita. Ad oggi infatti, il debito pubblico italiano sale al ritmo del 3% (cioè di 65/70 miliardi l’anno). A questi 70 miliardi, va poi sommato il deficit statale, per cui il totale alla fine sarà di una crescita del debito nel 2014 di circa 120 miliardi! Altro che riduzione del debito pubblico!! Questa voce sugli interessi passivi è destinata ad essere pesantemente rivista al rialzo.

Infine, osservando i livelli dell’Avanzo primario, notiamo una riduzione dei valori rispetto al DEF di Aprile, ma sostanzialmente non muta l’impostazione di fondo: ogni anno, il Governo sottrarrà all’economia reale dai 27 ai 60 miliardi di euro (nel 2018 il saldo primario sarà del 3,3%!). Stupidità, incompetenza e follia tutte insieme.

Insomma, il governo del Buffone ha utilizzato una pratica “gattopardesca” cambiando tutto perché nulla cambi in realtà. Il Paese non può crescere se viene sottratta moneta al sistema economico reale.

Ora ricordiamo che il PIL può crescere solo se:

1 – aumentano le esportazioni nette;

2 – aumentano i deficit dello Stato ;

3 – aumenta la moneta nel sistema sotto forma di credito bancario.

Non esistono altri modi e non ne possono esistere altri perchè il PIL è la risultante di milioni di transazioni in cui da una parte si offrono beni, servizi o lavoro e dall'altra denaro. Se si riduce la moneta (contante e credito), si riduce il PIL.

Nel 2014, ad esempio secondo il DEF, avremo un Avanzo primario di 27 mld, una contrazione del credito bancario ai privati di circa 50 mld, mentre famiglie ed imprese, percepiranno circa 7,5 miliardi di euro di interessi sul debito. Il saldo sarà dunque negativo per circa 70 miliardi. Se la moneta si riduce nel sistema reale di 70 miliardi come farà a crescere il PIL?

In conclusione, nonostante il cambiamento della procedura di calcolo del PIL che lo ha incrementato in valore assoluto di qualche decina di miliardi, il risultato finale è che la barca sta affondando e non ci saranno scialuppe per tutti. Il debito è FUORI CONTROLLO, la crescita è NEGATIVA e tale resterà, i redditi DIMINUISCONO e la disoccupazione è a livelli record. Nessuna delle riforme di questo Governo di bambocci porterà alla creazione di un solo nuovo posto di lavoro. Stiamo procedendo a tutta velocità verso un prossimo default del 30% sui titoli di Stato o peggio, verso una patrimoniale che potrebbe colpire il 30% della ricchezza degli italiani (studio Boston Consulting Group 2012).

Non abbiamo alcuna speranza d’invertire questa depressione economica fintanto che saremo rappresentati da questi Governi di invertebrati, traditori degli interessi nazionali e schiavi della finanza globale.