Solo un fronte europeo anti-euro potrà salvarci

Siamo ridotti ai minimi termini, caduti in una sorta di limbo nel quale tutto sembra essersi cristallizzato.

Per fortuna in altri Paesi, in altri contesti, c’è ancora chi conserva barlumi di dignità ed orgoglio nazionale, che con parole semplici e senza retorica, riescono a far presa sull’ opinione pubblica molto più degli slogan sconclusionati dei Grillo nostrani, delle cassandre del “dobbiamo ancora soffrire..”, dei politicanti da strapazzo che parlano di tutto senza aver capito niente di niente!!

Mi riferisco alla situazione della Francia, il cui Presidente Hollande, va ripetendo che “la crisi è finita e che siamo quasi fuori dal tunnel” mentre nella realtà ogni mese che passa va riducendosi la produzione industriale ed il PIL.

 

Per quanto concerne la disoccupazione poi, il trend in atto in Francia è tutt’altro che confortante :

Secondo le ultime previsioni dell’Insee, inoltre, il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare a crescere per attestarsi al 10,6% a metà del 2013, dato che sale all’11% con i territori d’Oltremare. Il record assoluto, in Francia, è del 10,8%, cifra toccata in due occasioni, nel 1994 e nel 1997. La settimana scorsa il presidente Francois Hollande ha confermato l’obiettivo di «invertire la curva della disoccupazione entro la fine dell’anno», ma l’Ocse prevede ancora un aumento nel 2013 e nel 2014 e anche il Fondo monetario trova «difficile» che si possa riuscire a invertire la curva da qui alla fine dell’anno “.

Insomma anche in Francia si raccontano menzogne e bugie al solo scopo di permettere ai malvagi dettami delle “troika” di operare senza problemi, imponendo l’usuale salasso ad imprese e famiglie.

Per fortuna dei francesi e per nostra fortuna, la Sig.ra Marine Le Pen ha pubblicamente annunciato che nel caso di vittoria alle prossime elezioni, “distruggerà l’ordine europeo esistente”.

Si tratta dunque di una presa di posizione tutt’altro che irrealizzabile,visto anche lo straordinario risultato elettorale che ha visto il FN arrivare al 46% dei voti nel bastione di Villeneuve-sur-Lot.  

L'euro cesserà di esistere nel momento in cui la Francia ne uscirà, è questa la nostra incredibile forza. Che ci potranno fare, manderanno i carrarmati?... L'Europa è solo un grande bluff. Da una parte c'è l'immenso potere dei popoli sovrani, e dall'altra solo pochi tecnocrati,..”

Ed ancora: “Ci siamo piegati ad uno spirito di schiavitù in Francia. Abbiamo dimenticato come si governa, e la nostra voce non si sente più," ha detto Marine Le Pen.
 

Queste sono le parole che un Leader politico che ama il proprio paese avrebbe dovuto pronunciare anche in Italia, rivendicando la propria libertà, il diritto inalienabile di decidere cosa fare e cosa non fare per la propria gente, anziché andare col cappello in mano a Bruxelles  ad elemosinare 1,5 miliardi di euro per i prossimi 3 anni per ridurre la disoccupazione!!! Vergogna! Ma chi volete ancora prendere in giro?

Come anche  sottolinea Ambrose Evans-Pritchard sul Daily Telegraph, “L'emergere di Marine Le Pen, come candidata ad orientare il potere centrale in Europa potrebbe rivelarsi la scarica elettrica necessaria per spingere ad un cambiamento radicale nella strategia di gestione della crisi dell'UEM”.

La crisi del debito non si risolve con altro debito, altri prestiti, altri interessi passivi da corrispondere. La prova, se mai ve ne fosse ancora bisogno, sono i costanti progressivi peggioramenti dei conti pubblici italiani, che nonostante improntati all’austerity, al fiscal compact ed al perseguimento del pareggio di bilancio ( pura follia allo stato puro!!) continuano a  deteriorarsi.

Il fabbisogno finanziario italiano peggiora nei primi cinque mesi dell’anno di 12 miliardi di euro, passando dai 29,9 miliardi del 2012 ai 42,1 attuali. Ma per Letta e la sua allegra brigata va tutto bene.

Speriamo che la realizzazione di un fronte europeo anti-euro, contrario alla globalizzazione selvaggia che ha distrutto la nostra economia ed i salari dei nostri lavoratori, possa riuscire nel minor tempo possibile a riportare gli interessi delle persone, dei popoli al centro della politica, relegando la finanza a semplice strumento per il soddisfacimento del benessere globale.