La Consulta boccia la legge della Regione Lombardia e dà il via libera alla proliferazione delle moschee

Buongiorno amici. Ieri la Corte costituzionale ha bocciato la legge della Regione Lombardia che impone regole più severe a chi vuole aprire nuovi loghi di culto. La legge, ribattezzata "legge anti-moschee", è stata concepita per garantire una maggiore sicurezza nei centri religiosi, in un momento in cui stiamo subendo una guerra scatenata dal terrorismo islamico globalizzato.

"È una misura discriminatoria", hanno detto i giudici della Consulta accogliendo il ricorso con cui il governo aveva impugnato la legge, perché a suo avviso violerebbe diversi articoli della Costituzione, tra cui i principi di uguaglianza dei cittadini e delle confessioni religiose. 

"Adesso la sinistra esulta gridando Allah Akbar", ha commentato il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, comprensibilmente contrariato.

Cari amici, è del tutto evidente che l'iniziativa prima del governo poi della Consulta si traducono in una via libera incondizionato alla proliferazione delle moschee in Italia. A questo punto non ci resta che mobilitarci per andare al cuore del problema, che non sono di per sé le moschee, ma l'islam.

Dobbiamo chiarirci e accreditare il fatto che l'islam è incompatibile con l'articolo 8 della Costituzione che recita:
"Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Ebbene l'islam confligge con l'articolo 8 della Costituzione perché condiziona il riconoscimento dell'uguaglianza di una specifica religione, sia al fatto che gli statuti "non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano”, sia al fatto che “i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”.
Nel Corano e nella sharia, la legge islamica, ci sono centinaia di versetti che regolamentano i vari aspetti dell'esistenza dei musulmani, nonché pratiche imposte da Allah ai loro fedeli, che sono in totale contrasto con le leggi laiche dello Stato, in tema di diritto civile e penale, sui temi che concernono la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta religiosa.
Così come l'islam è una confessione che non ha regolato per legge tramite un'intesa il suo rapporto con lo Stato perché i musulmani non si mettono d'accordo né su una rappresentanza unitaria né su una piattaforma programmatica comune, in quanto sono profondamente divisi al loro interno e in quanto i contenuti del loro programma non sarebbero comunque compatibili con le leggi laiche dello Stato.

Cari amici, ora che abbiamo l'ennesima prova che siamo governati da un potere cieco e suicida che vuole, costi quel che costi, la proliferazione delle moschee e la sottomissione dell'Italia all'islam, dobbiamo mobilitarci per contrastare la legittimazione dell'islam sul piano legale, dal momento che non sussistono le condizioni richieste dalla Costituzione per il suo riconoscimento. La nostra battaglia deve estendersi a tutti gli italiani, affinché la stragrande maggioranza degli italiani contrari alle moschee e alla sottomissione all'islam insorga, ponendo fine a questo potere che umilia e odia gli italiani. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!