Difendiamo la sacralità della vita del piccolo Charlie per sconfiggere chi vuole trasformarci in una «razza produttiva a basso costo»

(Il Giornale, 9 luglio 2017) - Il caso del piccolo Charlie Gard formalizza il principio che si cura solo il malato che è guaribile. A condizione che chi è guaribile sia un produttore di materialità. Preferibilmente un produttore di materialità a basso costo. Pertanto, chi non ottempera a queste tre condizioni, deve essere condannato a morte.

Il piccolo Charlie ha potuto beneficiare della sospensione della condanna a morte, richiesta dai medici e decretata dai tribunali britannici e dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, grazie alla eccezionale capacità dei giovani genitori, Connie Yates e Chris Gard, di promuovere con successo una mobilitazione internazionale che ha portato il presidente americano Trump e l'Ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma, che è del Vaticano, a richiedere la grazia e di poterlo accogliere. I medici londinesi hanno sospeso la condanna a morte esclusivamente perché altri medici hanno scientificamente illustrato la validità di una terapia sperimentale.

Ma è del tutto evidente che è una logica che non considera e viola il valore della sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale. La mamma Connie che presidia il letto d'ospedale del suo bambino, lanciando un grido d'allarme: «Aiuto! Stanno per staccargli la spina!», è l'immagine emblematica del degrado della civiltà che metteva al centro la vita nell'inciviltà che mette al centro la moneta.    

I nazisti uccidevano tutti coloro che inquinavano la purezza della razza ariana: ebrei, zingari, omosessuali, persone affette da menomazioni fisiche. I comunisti uccidono ad oggi i nemici della «classe lavoratrice», individuati nei borghesi, nei liberali, nei religiosi e nei dissidenti. La «dittatura finanziaria» che oggi governa il mondo della «globalizzazione» si propone di uccidere tutti coloro che non producono materialità e la cui sopravvivenza comporta un costo materiale.

L'obiettivo è promuovere una nuova «razza produttiva a basso costo». Per conseguirlo si sta attuando una strategia di omogenizzazione dell'umanità all'insegna del meticciato, abbattendo le frontiere e le identità nazionali e localistiche, per ridurre le persone a semplici strumenti di produzione e di consumo della materialità. Vorrebbero trasformarci antropologicamente da persone depositarie di una specificità che si sostanzia di radici, fede, identità e valori, a semplici tubi digerenti. 

Sin dal 1925 l'ideologo degli «Stati Uniti d'Europa», il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, teorizzò la prospettiva dell'umanità meticcia per poterla facilmente sottomettere. Kalergi previde la sostituzione delle popolazioni autoctone europee con una «razza mista negroide-euroasiatica»:  «L'uomo del lontano futuro sarà un meticcio. Nei meticci si uniscono spesso mancanza di carattere, assenza di scrupoli, debolezza di volontà, instabilità, mancanza di rispetto, infedeltà con obiettività, versatilità e agilità mentale, assenza di pregiudizi e ampiezza d’orizzonti.»

Diventeremo così una massa di schiavi della «dittatura finanziaria». Karl Marx si rivolterebbe nella tomba se avesse saputo che il mondo sarà retto da un Nuovo Ordine Mondiale che affermerà non la «dittatura del proletariato» ma la proletarizzazione dell'umanità; e che non solo non ci sarà la lotta tra la classe lavoratrice e il capitalismo, ma sarà all'opposto il sodalizio tra i comunisti e i capitalisti a sottomettere l'umanità allo strapotere della materialità.

Dobbiamo difendere il valore della sacralità della vita del piccolo Charlie per salvaguardare la nostra civiltà che mette al centro la vita, la dignità e la libertà di tutti noi.

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