L'attacco alla Siria sarebbe il suicidio dell'Occidente: dove sono i nostri pacifinti?

(Il Giornale) -  Speriamo che non succeda mai. Più che una guerra sarebbe il suicidio dell'Occidente in Siria. Quali paradossi, ipocrisie e assurdità! A cominciare dal fatto che a scatenarla sarebbe il primo Premio Nobel alle intenzioni, un attestato di uomo della pace conferito a Obama a soli 9 mesi dalla sua elezione a prescindere dalle sue azioni. Poi  la motivazione alquanto dubbia, visto che esistono le prove che le testate chimiche sarebbero state lanciate dai terroristi islamici e non dall'Esercito che, piaccia o meno, rappresenta la legalità e ha il dovere di difendere lo Stato. Infine lo scopo: come è possibile che dopo aver toccato con mano in Tunisia, Libia e Egitto le conseguenze tragiche dell'avvento al potere dei Fratelli Musulmani sostenuti dai Salafiti e fiancheggiati da Al Qaida, l'Occidente in Siria si ostina a voler portare al potere la stessa triade di fanatici islamici che in due anni hanno provocato la distruzione del Paese, oltre 80 mila morti (di cui la metà soldati) e 2 milioni di sfollati (di cui la metà bambini)?

Per fortuna che c'è la Russia di Putin che, a differenza dei governanti liquidatori della civiltà occidentale, ha chiaro in testa che la priorità deve essere la sconfitta del terrorismo islamico ovunque nel mondo, così come ha una ferma concezione sulla stabilità e la sicurezza della Siria e del Medio Oriente. Persino Israele tentenna sul da farsi presa nella morsa tra il nemico storico, la dittatura laica di Assad che ha partecipato alle guerre anche se successivamente ha garantito la tregua alla frontiera, e il nemico dichiarato, il terrorismo islamico che proclama pubblicamente la volontà di cancellare lo Stato ebraico dalla carta geografica.

Obama è riuscito a far odiare gli Stati Uniti sia dai laici sia dagli islamici. E' incredibile come, da un lato, dopo aver aiutato finanziariamente, politicamente e talvolta anche militarmente sia i governi al potere sia gli oppositori interni, dall'altro oggi gli americani vengano additati dagli uni e dagli altri come i nemici della democrazia e i sostenitori dei terroristi o dei dittatori.

La verità è che l'Occidente non è più credibile né come autorità politica, per il venir meno della bontà del suo modello di civiltà di fronte alla sfida della globalizzazione, né come autorità morale per il comportamento assunto nelle guerre dei Balcani, in Afghanistan, Iraq e Libia, dove è stato accertato l'uso di testate a uranio impoverito che anche in Italia ha provocato, secondo l'Associazione Vittime Uranio, la morte di 216 nostri soldati per tumore e la contaminazione di altri 2500.

Speriamo che in extremis prevalgano la ragione e il sano amor proprio! Questo è il momento in cui l'Occidente potrebbe imporre delle severe condizioni a Assad in cambio della salvaguardia dello Stato laico, favorendo l'inclusione solo degli oppositori che rispettano i diritti fondamentali della persona e condividono i valori che sostanziano la democrazia a partire dalla pacifica alternanza al potere, il che esclude tutti coloro che strumentalizzano la democrazia per imprre la sharia, la legge coranica. Se viceversa Obama, Cameron e la Ashton dovessero commettere la follia dell'intervento armato, significherebbe che hanno deciso di gettare nel baratro la Siria, così come è già successo in Iraq, per favorire l'interesse delle multinazionali delle armi, del petrolio, della finanza speculativa e della ricostruzione.    

Tra parentesi che fine hanno fatto i pacifinti che hanno gremito le piazze d'Italia per dire no alle guerre nei Balcani, in Afghanistan e in Iraq, quando si trattava di denunciare gli “sporchi interessi dei guerrafondai a stelle e strisce”, mentre risultano latitanti da quando si è dato in pasto all'opinione pubblica la menzogna mediatica della “Primavera araba”? Se sono ancora in ferie beati loro, ma qualcuno li avvisi che gli stessi odiatissimi guerrafondai si apprestano ad attaccare la Siria. Ebbene se non assisteremo a manifestazioni oceaniche dovremo prendere atto che i pacifinti che hanno sostituito il tricolore con la bandiera arcobaleno del globalismo, multiculturalismo, immigrazionismo e relativismo, sposano anche la causa dell'islamismo.

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