Monti salvatore della Patria o dittatore finanziario: riscopriamo la certezza della verità!

(Il Giornale, 06/08/2012). Monti è il salvatore della Patria o il rappresentante della dittatura finanziaria? L’euro ha fatto il bene dell’Italia o ha rovinato gli italiani? La Primavera araba è il trionfo della democrazia o la catastrofe che ha portato al potere gli estremisti islamici? Gli atleti sportivi, a cominciare dai giocatori di calcio, sono il volto popolare e entusiasmante delle città e della Nazione o cinici imprenditori e docili mercenari? Domande che legittimamente ci poniamo e a cui ciascuno di noi dà risposte diverse e contraddittorie, ma che convivono tranquillamente in un mondo che rassomiglia sempre più a una Torre di Babele dove la ricerca della verità è diventata l’impresa più ardua. Viviamo irresponsabilmente e perdutamente nella fase decadente di una inciviltà globalizzata che sta fagocitando l’Occidente, in passato la culla della sintesi felice di fede e ragione, dove è messo in discussione il valore stesso della verità, intesa come rappresentazione oggettiva, assoluta e universale della realtà che interpella innanzitutto l’uso corretto della ragione. Siamo precipitati in un baratro di relativismo ideologico al punto che la stessa negazione della verità acquisisce una valenza positiva, dove proprio chi spregiudicatamente da un giorno all’altro dice tutto e il contrario di tutto assurge al rango di persona carismatica, in totale sintonia con lo spirito dei tempi, il più adeguato a interpretare le istanze profonde di ciascuno di noi, il più meritevole ad assurgere alle alte cariche dello Stato e della Pubblica amministrazione. Di fatto oggi viene premiato chi non crede nella verità, chi mette sullo stesso piano le supposte verità dei singoli attribuendo loro pari valenza e dignità a prescindere dai loro contenuti, chi sceglie di sbarazzarsi della ragione mettendo al bando gli strumenti logici della valutazione e della critica. E vince chi spudoratamente ostenta il disprezzo della verità, ribalta con sprezzanti dichiarazioni pubbliche i principi sanciti dalla Costituzione, dalle leggi dello Stato e dalla morale naturale, inculcando con successo nella mente e nell’animo della gente la menzogna eretta a verità, convincendoci a far proprie delle scelte auto-distruttive che ledono al nostro diritto alla vita, alla dignità e alla libertà.

Come valutare le dichiarazioni di Monti, pubblicate ieri dal settimanale tedesco Spiegel, in cui da un lato sostiene che entro la fine della legislatura vuole “salvare l’Italia dalla rovina finanziaria” e, dall’altro, ammette candidamente che questo obiettivo è perseguibile solo esautorando il Parlamento: “Se avessi dovuto tenere in considerazione le posizioni del Parlamento italiano non avrei dovuto dare il consenso italiano nell’ultimo Consiglio Europeo”. Monti evidenzia senza giri di parole che il superamento della nostra Repubblica parlamentare, auto-attribuendosi da subito pieni poteri come capo dell’esecutivo, è vitale per la sopravvivenza di quest’Europa dominata da banchieri e burocrati: “Ogni governo ha il dovere di guidare il proprio parlamento”, anche perché se i governi seguissero “esclusivamente le decisioni dei parlamenti la rottura dell’Europa sarebbe più probabile della sua integrazione”. Questo stravolgimento della Costituzione e la sconfessione della democrazia sostanziale si collocano nel contesto emergenziale che Monti aveva definito “percorso di guerra” lo scorso 12 luglio, denunciando la concertazione con le parti sociali come la madre di tutti i nostri mali. Personalmente sono favorevole alla Repubblica presidenziale con un capo dello Stato eletto direttamente dai cittadini con vincolo di mandato e nel contesto del Federalismo dei Comuni. Ma Monti non solo non è stato eletto e non risponderà del suo operato agli italiani, ma è inequivocabilmente il rappresentante dei poteri finanziari globalizzati ricoprendo cariche direttive in Goldman Sachs, Moody’s, Gruppo Bilderberg e Commissione Trilaterale, sospese il 24 novembre 2011 dopo la sua designazione da Napolitano alla guida del governo.

Passando alla cosiddetta “Primavera araba” proprio ieri mi sono arrivate due notizie. In Siria i Fratelli Musulmani, la principale forza di opposizione al regime di Assad, ha ammesso di aver costituito da tre mesi delle “Brigate armate per l’auto-difesa e la difesa degli oppressi”, che si aggiungono alle migliaia di terroristi islamici provenienti da tutto il mondo e che hanno elevato la Siria, dopo la Libia, come territorio di Jihad, guerra santa islamica. In Tunisia, i Fratelli Musulmani locali che si chiamano Ennahda, sono invece riusciti a imporre nell’articolo 1 della nuova Costituzione che nessuna legge potrà contraddire “i principi fondanti dell’islam”, mentre nell’articolo 2 si abolisce l’uguaglianza dei sessi sostenendo che la donna è “complementare” ma non più “uguale” all’uomo. Eppure l’Occidente continua considerare i Fratelli Musulmani come la genuina espressione della democrazia che meritano il nostro totale sostegno politico, militare e finanziario.

Sono innumerevoli gli esempi che evidenziano come siamo precipitati in un’epoca buia della Storia in cui abdichiamo al sacrosanto diritto e dovere di usare la ragione, finendo per perdere del tutto la nozione di verità e per svilire il bene della libertà. Se non disponiamo più di una rappresentazione corretta della realtà dei fatti, vacillano i valori non negoziabili che sostanziano l’essenza della nostra umanità, non abbiamo più la certezza di chi siamo, ci rendiamo disponibili a trasformarci in semplici produttori e consumatori di materialità. Ecco perché la missione che ci attende è quella di sconfiggere questa dittatura finanziaria, relativista e mediatica dando un’anima all’Italia e all’Europa! twitter @magdicristiano