Sorpresa in Francia: gay che protestano contro le nozze gay

Sono migliaia gli omosessuali francesi che non vogliono sposarsi e adottare figli, e si sono organizzati in due associazioni

All'interno del movimento del Manif pour tous (Manifestazione per tutti), che settimanalmente o quasi scende in piazza a Parigi per protestare contro la legge voluta dal governo socialista di Françoise Hollande e approvata definitivamente il 23 aprile scorso che autorizza il matrimonio e le adozioni per le coppie dello stesso sesso, ci sono anche alcune associazioni "sorprendenti".

Tra tutte le adesioni quella che più ha destato sorpresa è stata proprio quella degli omosessuali. Ma come? I soliti maître à penser progressisti non ci avevano forse detto che chi protesta contro le nozze gay è reazionario, oscurantista e addirittura omofobo? Smentiti.

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Sono infatti migliaia gli omosessuali francesi che non vogliono sposarsi e adottare figli, e si sono organizzati in due associazioni: Homovox e Plus gay sans mariage, fondato dall’ateo Xavier Bongibault. "È importante capire", ha spiegato Nathalie de Williencourt, portavoce di Homovox, "che in Francia nella legge non ci sono distinzioni tra il matrimonio e l’adozione: tutte le coppie sposate hanno il diritto di adottare. Quando si propone il matrimonio per gli omosessuali, esso comprende automaticamente l’adozione. Non c’è divisione come in altri Paesi europei. Noi crediamo che i bambini abbiano il diritto ad avere un padre e una madre, possibilmente biologici, che possibilmente si amino. Un figlio nasce dal frutto dell’amore di suo padre e di sua madre e ha il diritto di conoscerli".

Williencourt dice con assoluta onestà intellettuale quel che molti progressisti sempre attenti a demonizzare chi non la pensa come loro tacciono. Che dire no al matrimonio gay non significa opporsi alla regolamentazione giuridica delle coppie, anche dello stesso sesso, che vivono insieme. In Francia, infatti, una legge del genere c’è già. Sono i Pacs (Patti civili di solidarietà), firmati nel 1999 dall’allora primo ministro Lionel Jospin, che offrono la possibilità di lasciare eredità al partner, il vincolo a interpellare il partner da parte dei medici in caso di malattia dell’altro, la pensione di reversibilità, la possibilità di subentro nell’affitto dell’abitazione.