La "chiamata" del Papa a una Giornata di preghiera e digiuno per la Siria, sabato 7 settembre, sta raccogliendo adesioni in tutto il mondo. Dalle Filippine all'America Latina, dal Nord Europa al Medio Oriente, sono ormai decine le organizzazioni, religiose e non, che hanno aderito all'appuntamento per dire, cone le parole del Papa, "Mai più guerra! Mai più guerra!". 
 
Una sollecitazione è stato rivolto a tutti i consacrati e le consacrate del mondo dal prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, il cardinale Joao Braz de Aviz, insieme al segretario dello stesso dicastero, monsignor José Rodriguez Carballo. La lettera è stata inviata attraverso le Conferenze mondiali e le Conferenze Italiane dei religiosi, delle religiose e degli Istituti secolari.
 
Il Gran mufti di Siria, Ahmad Badreddin Hassou, leader spirituale dell'islam sunnita in Siria, "ha espresso il desiderio di essere presente in San Pietro per la veglia di preghiera per la pace in Siria". Il mufti ha detto alla sua comunità musulmana a Damasco e in tutto il territorio nazionale di "accogliere l'appello, esteso da Papa a tutte le religioni, a pregare per la pace in Sirià". 
 
Gregorio III Laham, patriarca greco-cattolico di Antiochia, di tutto l'Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme dei Melchiti ha sottolineato che tutte le parrocchie della Chiesa greco melchita in Medio Oriente e nel mondo hanno già iniziato i preparativi per rispondere all'iniziativa: "In Siria - continua Gregorio III - terremo aperte le nostre chiese fino a mezzanotte, per permettere a tutti (cattolici, ortodossi e musulmani) di pregare".
 
“Tutti i Vescovi e i fedeli cristiani a Damasco accolgono l’appello a digiunare e pregare per la pace in Siria sabato 7 settembre. La preghiera è la nostra ultima possibilità di fermare la violenza”: lo riferisce all’Agenzia Fides S. Ecc. Mons. Samir Nassar, arcivescovo Maronita di Damasco, che vive queste giornate con la sua comunità in un atteggiamento di “preghiera e di speranza per fermare la guerra”. L’Arcivescovo informa Fides che “molti musulmani si uniranno a noi” e che, dunque, la preghiera a Damasco si annuncia ecumenica e interreligiosa, segno della volontà forte di pace della intera popolazione siriana. 
 
Il Patriarca di Babilonia dei caldei Louis Raphael I Sako chiama la Chiesa caldea e tutti gli iracheni a condividere la giornata di digiuno e di preghiera. “In solidarietà con il desiderio di Papa Francesco e con il suo invito a dedicare il prossimo sabato 7 settembre alla preghiera e al digiuno avendo come intenzione la pace e la stabilità in Siria, in tutto il Medio Oriente e nel mondo - si legge nel comunicato patriarcale pervenuto all'Agenzia Fides - chiediamo a tutti i vescovi cattolici di invitare i loro fedeli, figli e figlie, a digiunare insieme a tutte le persone di buona volontà nel mondo perché finisca la sofferenza di milioni di uomini e cessi la distruzione provocata dalla violenza”.
 
La Chiesa cattolica nelle Filippine e le comunità musulmane del Sud, secondo l'agenzia Fides, si uniranno a papa Francesco nella giornata di preghiera e digiuno. Il cardinale Luis Antonio Tagle ha invitato tutti i parroci e rettori di santuari dell'Arcidiocesi a celebrare la Messa del mattino di sabato 7 settembre con la speciale intenzione per il popolo della Siria, incoraggiando i fedeli a un’ora di Adorazione eucaristica dopo la Messa. Padre Sebastiano D’Ambra, missionario Pime e fondatore del movimento per il dialogo islamo-cristiano “Silsilah”, nella città di Zamboanga, sull’isola di Mindanao, riferisce a Fides che “nei prossimi giorni il testo dell’Angelus di Papa Francesco del 1° settembre verrà letto e meditato in consessi e incontri interreligiosi”. Padre D’Ambra si farà promotore e diffonderà le parole del Papa nei mass-media locali, invitando anche le comunità islamiche ad aderire alla Giornata di preghiera e digiuno per la pace in Siria. In un incontro fra cristiani e musulmani, organizzato dal movimento “Silsilah” per sabato 7 settembre, si pregherà e digiunerà insieme con l’intenzione implorare da Dio la pace in Siria, in comunione con il Santo Padre.
 
"Nella mia parrocchia abbiamo iniziato già ieri a pregare secondo le intenzioni di Papa Francesco per la pace in Siria, in tutto il Medio Oriente e nel mondo”, ha detto all’agenzia Fides p. Rafic Greiche, portavoce dei Vescovi cattolici dell’Egitto, che sottolinea che l’invito lanciato dal Pontefice di indire, sabato 7 settembre, una giornata di preghiera e digiuno per la pace, ha avuto un’ottima accoglienza tra i cristiani egiziani. “Venerdì e sabato in tutte le chiese si terranno speciali raduni di preghiera per la pace. I Vescovi cattolici dell’Egitto hanno chiesto a tutte le parrocchie di celebrare speciali adorazioni e momenti di preghiera, accogliendo l’appello del Papa”. “Ringraziamo profondamente Papa Francesco per il suo appello alla pace e per parlare forte e chiaro a favore dei popoli del Medio Oriente, a iniziare da quelli di Egitto e Siria” conclude padre Greiche. 
 
L'Arcivescovo metropolita siro-ortodosso di “Jazirah e Eufrate”, nella parte orientale della Siria, Eustathius Matta Roham. interpellato dall’agenzia Fides, il Metropolita, afferma che lui stesso e tutta la sua comunità “aderiscono con convinzione all’appello del Papa”. Secondo quanto riferito a Fides dall’Arcivescovo, che nelle prossime settimane si recherà in Libano e in Turchia per motivi pastorali, comunità ortodosse e protestanti di diverse confessioni, in Libano e in altre nazioni del Medio Oriente, si stanno mobilitando per pregare e digiunare insieme sabato 7 settembre. 
 
Le Suore Carmelitane scalze in Terrasanta, religiose di clausura, accolgono “con intensa partecipazione” l’appello di papa Francesco a una speciale preghiera per la pace in Siria. 
 
"La comunità francescana del Sacro Convento ha accolto l'invito del Papa, consapevole che le armi della
preghiera e del digiuno sono la strada che permettono di sminare il cuore dell'uomo". Lo riferisce padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del convento di Assisi. La Basilica Inferiore di San Francesco d'Assisi resterà aperta, in via del tutto eccezionale, da oggi a venerdì fino alle 22 per pregare sulla Tomba del Santo per la pace in Siria e nel mondo.
 
"La pace è una questione che riguarda tutti i cristiani, indipendentemente dalla confessione a cui appartengono. Per questo accogliamo con profonda consapevolezza cristiana l'invito di papa Francesco per una giornata di preghiera per la pace". Così si è espresso il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei). 
 
E le preghiere della comunità ebraica di Roma si uniranno a quelle del Papa. Lo annuncia il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, a ridosso dell'inizio di importanti festività ebraiche (oggi è il primo giorno di Capodanno, cui seguiranno Yom Kippur e Sukkot), sottolineando la "sintonia con tutti coloro" che quel giorno 
si raccoglieranno in preghiera. 
 
Un digiuno da spiegare ai bambini, un pranzo fatto di poco cibo e molte parole da condividere con i nonni: a chiederli è mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, in una lettera indirizzata a tutte le famiglie per la giornata di preghiera e di digiuno.