Perché dobbiamo dire “NO” alle moschee in Italia

Buongiorno amici. Questa mattina alle ore 11 terrò a Bologna, nel Parco del Velodromo, una conferenza su “Moschea a Bologna: le ragioni del NO”. Si tratta di un incontro culturale pubblico organizzato da Michele Facci, Consigliere Regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità, nell’ambito della Prima Festa Regionale in Emilia-Romagna del Movimento Nazionale per la Sovranità, il cui Segretario Nazionale è l’amico Gianni Alemanno e il Presidente Nazionale è Roberto Menia. Li ringrazio per avermi invitato. Nella mia conferenza illustrerò le ragioni specifiche per il NO a una grande moschea a Bologna. Qui di seguito vi illustro le ragioni per cui in Italia non dovremmo consentire la presenza delle moschee.

Prima ragione del NO

Le moschee non sono l’equivalente delle chiese o delle sinagoghe. Non sono dei semplici luoghi di culto, ma sono innanzitutto luoghi di aggregazione della “comunità islamica” e di indottrinamento a un’ideologia che si fonda sulla divisione dell’umanità in musulmani e miscredenti, sulla convinzione che l’islam sia l’unica vera religione, che sia un obbligo combattere per sconfiggere i miscredenti e sottomettere l’umanità intera all’islam.

Seconda ragione del “NO”

L'islam non è una religione che ha stipulato un'intesa con lo Stato ed è incompatibile con le nostre leggi, conformemente a quanto prescrive l'articolo 8 della Costituzione che recita:

“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge [cfr. artt. 19, 20].

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”.

L'islam confligge con l'articolo 8 della Costituzione laddove, dopo aver premesso che “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”, si precisa che “Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano”, e che “I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”.

Nel Corano e nella sharia, la legge islamica, ci sono centinaia di versetti che regolamentano i vari aspetti dell'esistenza dei musulmani, nonché pratiche imposte da Allah ai loro fedeli, che sono in totale contrasto con le leggi laiche dello Stato, in tema di diritto civile e penale, sui temi che concernono la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta religiosa.

Così come l'islam è una confessione che non ha regolato per legge tramite un'intesa il suo rapporto con lo Stato perché i musulmani non si mettono d'accordo né su una rappresentanza unitaria né su una piattaforma programmatica comune, in quanto sono profondamente divisi al loro interno e in quanto i contenuti del loro programma non sarebbero comunque compatibili con le leggi laiche dello Stato.

È pertanto veramente singolare che, mentre da un lato l'islam confligge con l'articolo 8 della Costituzione, le istituzioni pubbliche e locali operano come se l'islam fosse pienamente legittimato alla stregua delle altre religioni, accordando arbitrariamente all'islam il diritto di disporre di moschee e scuole coraniche. Se fossimo uno Stato di diritto che si rispetti, in Italia le moschee non dovrebbero proprio esserci.

È vero che l’articolo 19 della Costituzione afferma la libertà di culto del singolo “purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. Ebbene non è in discussione la libertà di culto del singolo, pur nel rispetto dei limiti del “buon costume”. Ma è in discussione la compatibilità dell’islam come religione, e che sulla base dell’articolo 8 risulta del tutto incompatibile con la nostra Costituzione.

Articolo 19

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. 

Articolo 2

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

Terza ragione del NO

Gran parte delle moschee in Italia sono abusive, illegali. Risultano essere sedi di associazioni culturali islamiche ma anziché svolgere una funzione "culturale", così come contemplato dall'oggetto sociale dello statuto, svolgano una funzione "cultuale", in modo del tutto arbitrario. 

Se un cittadino italiano dovesse adibire un locale per una finalità diversa da quella prevista legalmente, se ad esempio dovesse utilizzare un locale adibito a magazzino

come negozio per la vendita diretta delle merci, sarebbe costretto a sospendere l'attività e verrebbe sanzionato per aver violato la legge.

Nel caso della stragrande maggioranza dei luoghi di culto islamici lo Stato invece non esige la sospensione di un'attività non autorizzata e non sanziona chi compie un atto illegale, consentendo alle moschee di operare come se beneficiassero di uno stato giuridico speciale, come se i musulmani fossero al di sopra della legge.

Quarta ragione del NO 

Gran parte dei finanziamenti per la costruzione delle moschee provengono da Paesi islamici impegnati nell’islamizzazione dell’Europa e del mondo intero, così come risultano coinvolti nel finanziamento di organizzazioni terroristiche e radicali islamiche, da Hamas all’Hezbollah, da Al Qaeda all’Isis, dai Fratelli Musulmani al Milli Gorus. Tra questi Paesi primeggiano l’Arabia Saudita e il Qatar, poi la Turchia e gli Emirati Arabi, quindi l’Iran.

Quinta ragione del NO

Gli interlocutori dello Stato che si presentano come "imam" che vengono equiparati ai "ministri di culto",  i presidenti di sedicenti "comunità islamiche", sono degli impostori che ci raggirano confidando sulla nostra ignoranza e sulla nostra ingenuità. Sono tutte cariche auto-referenziali che non si fondano né su una legittimazione religiosa islamica né su una investitura democratica. È solo in Italia e in Europa che gli imam sono stati trasformati da funzionari religiosi, il cui ambito di competenza è limitato a una singola moschea, ad autorità religiosa dell’insieme di una città, provincia o Regione.

Sesta ragione del NO

Ciò che si predica nelle mosche è in flagrante contrasto con le nostre leggi, le nostre regole e i nostri valori. È un dato di fatto oggettivo che ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto legittimano l'odio, la violenza, la morte contro i miscredenti, a partire dagli ebrei e dai cristiani, contro gli apostati, gli adulteri, le donne, gli omosessuali.

 

 

L'islam è una ideologia che legittima l'odio, la violenza e la morte dei miscredenti, infedeli, apostati, adulteri e omosessuali. Ciò è prescritto da Allah nel Corano, che per i musulmani è il dio “incartato”, rivelato da Allah a Maometto attraverso l'Arcangelo Gabriele, i cui contenuti sono ordini da ottemperare letteralmente e integralmente. 

 

«Allah ha comprato dai credenti le loro vite e i loro beni dando in cambio

il Paradiso, poiché combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi.

Promessa autentica per Lui vincolante, presente nella Torâh, nel Vangelo e

nel Corano. Chi, più di Allah, rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che

avete fatto. Questo è il successo più grande». (9, 111)

«Combattano dunque sul sentiero di Allah, coloro che barattano la vita terrena con l’altra. A chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso, daremo presto ricompensa immensa». (4,74)

«Getterò il terrore nel cuore dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo

(…) Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi» (8, 12-17).

«Combatti dunque per la causa di Allah – sei responsabile solo di te stesso – e incoraggia i credenti. Forse Allah fermerà l’acrimonia dei miscredenti. Allah è più temibile nella Sua acrimonia, è più temibile nel Suo castigo». (4,84)

«Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa, che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete». (2, 216)

«Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti». (2, 191)

«Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati (...)”. (9, 5)

«[gli ipocriti e i miscredenti] Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte.» (33, 61).

«Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano». (2, 193)

«E non chiamare morti coloro che sono stati uccisi sulla via di Dio, anzi, vivi sono, nutriti di Grazia presso il Signore!». (3, 169)

 

Il Corano è un testo che legittima la condanna a morte degli ebrei e dei cristiani:

«Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo e siano soggiogati». (9,29)

(Il «tributo», in arabo la «jizya», è il tributo di capitolazione con il quale gli

ebrei e i cristiani si sottomettevano allo Stato islamico accettando lo status di «protetti», «dhimmi», ovvero cittadini di rango inferiore rispetto ai musulmani)

«Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia

è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole

di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah (…)” (9, 30)

«O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti”. (5, 51)

«Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “Allah è il Messia, figlio di Maria!”. Mentre il Messia disse: “O Figli di Israele, adorate Allah, mio Signore e vostro Signore”. Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi li soccorra! Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “In verità Allah è il terzo di tre”. Mentre non c’è dio all'infuori del Dio Unico! E se non cessano il loro dire, un castigo doloroso giungerà ai miscredenti.  (5, 72-73)

«Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici né alleati». (4, 89)

 

I musulmani credenti e praticanti pregano 5 volte al giorno. La preghiera inizia con la lettura della prima Sura, i capitoli del Corano che sono in tutto 114, detta Al-Fatiha, L’Aprente, che viene successivamente ripetuta all’inizio delle complessive 17 «unità adorative», fatte di gesti e di invocazioni obbligatorie. Ecco perché la Sura L’Aprente, detta anche «Madre del Corano», è in assoluto la più recitata e la più nota tra i musulmani, paragonabile al «Padre Nostro» per i cristiani. 

 

«In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso

La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi

il Compassionevole, il Misericordioso, Re del Giorno del Giudizio

Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.

Guidaci sulla retta via, la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi nella tua ira, né di coloro che vagano nell’errore». (1, 1-7)

 

Ebbene tutti i teologi islamici senza alcuna eccezione, basandosi sulla Sunna, la raccolta dei detti e dei fatti attribuiti a Maometto, concordano sul fatto che «coloro che hai colmato di grazia» sono i musulmani, «coloro che sono incorsi nella tua ira» sono gli ebrei, «coloro che vagano nell’errore» sono i cristiani. Da ciò si evince che, consapevolmente o meno, tutti i giorni, almeno 17 volte al giorno, tutti i fedeli musulmani che pregano condannano gli ebrei e i cristiani, a prescindere dal fatto che essi siano musulmani moderati, integralisti, estremisti o terroristi. Ed anche coloro che non pregano ma sono comunque credenti, sono tenuti per volontà di Allah a concepire gli ebrei e i cristiani come nemici e miscredenti. In particolare i cristiani sono condannati come politeisti, il termine coranico è “associatori”, perché associerebbero ad Allah altri dei per la fede nella Trinità.

 

 

Settima ragione del “NO”

Quando il 26 giugno 2015 un terrorista islamico tunisino dell'Isis fece una strage di turisti sulla spiaggia di Sousse in Tunisia, il governo tunisino reagì proclamando lo stato d'emergenza, reintroducendo la pena di morte e ordinando la chiusura di 80 moschee indicandole come “covi del terrorismo”. Le moschee sono state chiuse e prese d'assalto dall'esercito e dalle forze dell'ordine anche in altri Stati islamici, proprio perché trasformate in arsenali e covi del terrorismo islamico. 

Impariamo dagli Stati islamici che sicuramente conoscono meglio l'islam. Se sono loro stessi a chiudere le moschee, a indicarci che le moschee possono essere “covi del terrorismo”, che all'interno delle moschee si pratica il lavaggio di cervello che trasforma le persone in robot della morte, non possiamo in Italia e in Europa continuare a costruire nuove moschee illudendoci che l'islam sarebbe una religione di pace e di amore.

L'arma vera del terrorismo islamico è il lavaggio di cervello, che si pratica sia nelle moschee sia attraverso i siti che propagandano la guerra santa islamica.

Solo dove ci sono le moschee, solo dove ci sono le comunità islamiche, irrompe il radicalismo ed esplode il terrorismo islamico. 

 

Postato il 22/09/2018 08:14:51 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Seguite la mia Diretta Facebook alle ore 18. Parleremo dei quattro eventi accaduti a settembre che hanno cambiato la nostra Storia

Cari amici, nel mese di settembre rievochiamo quattro eventi che hanno cambiato il corso della nostra Storia. L’11 e il 12 settembre 1683 la Lega Santa voluta dal Papa Innocenzo XI, resa possibile da Padre Marco d’Aviano, capeggiata dal re polacco Giovanni III Sobieski, sconfisse a Vienna il ben più poderoso esercito islamico dell'Impero ottomano comandato dal Gran Visir Merzifonlu Kara Mustafa Pasha. Dopo le vittorie degli eserciti cristiani a Poitiers nel 732, la Reconquista in Spagna nel 1492 e Lepanto nel 1571, la vittoria di Vienna pose fine alla strategia islamica di conquista dell’Europa cristiana avviata dallo stesso Maometto prima della sua morte nel 632. 

L’11 settembre 2001 ha invece sancito il successo del terrorismo islamico globalizzato colpendo al cuore la superpotenza mondiale, con l’attentato perpetrato da Al Qaeda a New York, culminato nell’abbattimento delle due Torri Gemelle e provocando circa 3 mila morti. 

Il 12 settembre 2006 il Papa Benedetto XVI per aver detto la verità in libertà sull’islam in una Lectio Magistralis pronunciata nell’Università di Ratisbona, si ritrovò oggetto di una guerra terroristica islamica e di una accesa critica da parte dell’Occidente e della Chiesa stessa. Di fatto quell’atto, che ha rappresentato l’apice del suo pontificato sul piano dell’interesse mondiale, ha coinciso con l’inizio del declino del suo pontificato culminato con le sue dimissioni il 28 aprile 2013. Ecco perché la Lectio Magistrali di Ratisbona rappresenta il culmine del successo del terrorismo dei taglialingue islamici e il culmine della deriva del “relativismo religioso” che ha contagiato l’Occidente.

Il “crimine” commesso da Benedetto XVI è stato la denuncia dell’espansionismo islamico tramite la violenza, rievocando le parole dell’imperatore e santo bizantino Manuele II Paleologo (Costantinopoli, 1350 – Costantinopoli, 1425). Si tratta di una ovvietà storica che gli stessi musulmani non solo non negano ma ne sono orgogliosi, perché dal loro punto di vista attesta che Allah è dalla loro parte. Eppure, per il fatto che è stato il Papa ad affermare la verità, si è ritrovato a fronteggiare una vera e propria guerra esterna ed interna alla cristianità. Il passo incriminato è il seguente: «Mostrami ciò che Maometto ha portato di nuovo e vi troverai solo delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva a diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava».

Nella notte tra il 14 e il 15 settembre del 2008 fallì la banca d’affari americana Lehman Brothers, dedita essenzialmente ad attività di natura speculativa, che aveva accumulato debiti per 613 miliardi di dollari, pari a circa un quarto del debito pubblico dell’Italia. Fu l’inizio di una crisi a catena di banche e imprese, che fino al 2011 costò ai cittadini americani 7.700 miliardi di dollari, pari al doppio del costo affrontato dagli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, circa 4 mila miliardi di dollari a valori odierni. Nello stesso periodo la crisi che aveva coinvolto anche banche e imprese europee, costò ai cittadini dell'Unione Europea 2 mila miliardi di dollari. Contemporaneamente 30 milioni di persone nel mondo persero il posto di lavoro. È emersa così la realtà della dittatura della finanza speculativa globalizzata che utilizza l’arma del debito per devastare l’economia reale e sottometterla alla dimensione virtuale della moneta. Si tratta di una strategia deliberata utile a riciclare una massa di denaro virtuale, a partire dai titoli derivati che erano pari a 787 mila miliardi di dollari nel 2011, pari a circa 12 volte il Pil mondiale (Prodotto Interno Lordo, 66 mila miliardi di dollari nel 2011), condizionando e imponendo il proprio potere politico.

Di ciò parleremo alle ore 18 nella Diretta Facebook «Mezz’ora culturale con gli Amici di Magdi Cristiano Allam» su questa pagina Facebook.com/MagdiCristianoAllam. Siete tutti invitati a partecipare con i vostri commenti e le vostre domande. Vi aspetto.

 

 

 

Postato il 20/09/2018 17:41:57 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Cari amici, vi invito a aderire ai Gruppi «Amici di Magdi Cristiano Allam»

Cari amici, vi invito a aderire ai Gruppi «Amici di Magdi Cristiano Allam».

Si tratta di una iniziativa di natura culturale finalizzata ad aggregare il maggior numero possibile di italiani interessati ad acquisire e diffondere informazione corretta e a partecipare a un percorso di formazione costruttiva. 

L’obiettivo è di convergere sulle idee, sui valori e sulla prospettiva che realizzino il nostro legittimo diritto a essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, riscattando la piena sovranità dell’Italia e salvando gli italiani dal declino generalizzato in cui siamo precipitati.

La partecipazione ai Gruppi «Amici di MCA» comporta l’adesione alla prospettiva del riscatto della sovranità nazionale dell’Italia, comprendente la sovranità monetaria, finanziaria, economica, energetica, alimentare, legislativa, giudiziaria, sul piano della sicurezza e della difesa, nonché del recupero della nostra civiltà riscoprendo la certezza e l’orgoglio di chi siamo sul piano delle nostre radici, fede, identità, valori e regole.

La prospettiva a cui aspiriamo è una nuova Italia che metta al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale; 

lo sviluppo fondato sull’economia reale che produce beni e servizi, crea posti di lavoro, alimenta il circolo virtuoso della produzione e dei consumi, valorizzando prioritariamente il nostro ineguagliabile patrimonio ambientale, culturale e umano, affidandolo primariamente alle micro, piccole e medie imprese italiane radicate sul territorio che fanno l’interesse dei cittadini che vi risiedono; 

la rigenerazione della vita in seno alla popolazione italiana per porre un argine al tracollo demografico, aiutando con adeguati sussidi economici le famiglie italiane, le madri italiane e i giovani italiani affinché siano messi nella condizione di mettere al mondo figli italiani; 

una rinascita culturale ed educativa riequilibrando la cultura dei soli diritti e libertà con la cultura dei doveri, regole, responsabilità e sacrificio, e parallelamente, salvaguardando la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste, illuministe, oggi più che mai minacciata dalla crescente islamizzazione che dobbiamo contrastare e di cui dobbiamo liberarci; 

la sicurezza dei cittadini con forze dell’ordine e un esercito messi nella condizione di poter adempiere al dovere istituzionale di tutelare la vita e i beni dei cittadini, nonché la difesa delle frontiere nazionali; 

la certezza del diritto e della pena semplificando il sistema legislativo e giudiziario, ponendo fine ai privilegi della partitocrazia e allo strapotere della magistratura; 

uno Stato di diritto che garantisca la separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, che sia autenticamente al servizio dei cittadini; 

una Repubblica presidenziale in cui il Capo dello Stato sia anche il Capo del Governo, messo nella condizione di assicurare la governabilità, con un forte potere centrale bilanciato sia da un Parlamento veramente rappresentativo grazie all’elezione tramite il voto di preferenza, sia da un forte potere locale sostanziato dall’autonomia dei Comuni sul piano amministrativo, finanziario e dello sviluppo locale. 

Sul piano dei contenuti, essendo vitale che ciascuno di noi si affranchi dalla condizione di “gregario” ergendosi a “protagonista” delle proprie scelte, agli «Amici di MCA» si richiede, quando intervengono con delle riflessioni, di affiancare la denuncia con la proposta, di chiarire come passare dalle parole ai fatti. Dobbiamo sempre distinguere tra le idee e le persone. Le idee, le ideologie o le religioni possono essere criticate sulla base di fatti e dati oggettivi, ma le persone devono essere sempre rispettate. Ad esempio si può legittimamente criticare e anche condannare l’ideologia e la realtà dell’immigrazionismo, che ha trasformato l’Italia in una terra di nessuno dove chiunque può entrare e uscire a piacimento, ma senza mai offendere o criminalizzare gli immigrati in quanto persone.

Operativamente la nostra attività si svolge sul territorio dove si risiede, per poter interagire sia direttamente incontrandosi periodicamente, sia virtualmente attraverso whatsapp o la Rete regolarmente. Quindi i Gruppi «Amici di MCA» sono presenti a livello dei Comuni o dei quartieri nelle grandi città laddove ci sia un numero adeguato di partecipanti. È opportuno che ciascun Gruppo abbia circa una ventina di partecipanti. I Gruppi dello stesso Comune possono distinguersi o con un numero diverso o con il diverso nome del quartiere.

È importante aver presente che «Amici di MCA» non è e non intende diventare un partito politico. Gli aderenti ai Gruppi “Amici di MCA” non devono far parte tutti dello stesso partito politico, perché in questo caso il gruppo si trasformerebbe in un gruppo degli aderenti a quel partito, ma è bene che facciano parte di partiti diversi o anche di nessun partito. Quindi il Gruppo deve essere trasversale ed autonomo dai partiti.

Concretamente gli “Amici di MCA” parteciperanno a un percorso di informazione corretta e di formazione costruttiva, che avverrà regolarmente su Whatsapp e Facebook, periodicamente tramite incontri tra gli amici sul proprio territorio, incontri con me e i soli aderenti ai Gruppi, giornate seminariali di studio nei fine settimana da concordare. Gli “Amici di MCA” potranno organizzare dei miei incontri pubblici sul proprio territorio, concordandoli con la mia assistente Marialuisa Bonomo. 

Chi fosse interessato a condividere questa missione culturale finalizzata a illuminare le menti e fortificare gli animi, è pregato di inviare una mail a segreteria@amicimca.it con i seguenti dati:

Nome e cognome

Comune di residenza, eventuale Frazione di Comune, Circoscrizione, Municipi o Quartieri nelle grandi città 

Professione

Cellulare

E-mail

I dati relativi al Cellulare e alla E-Mail non verranno resi pubblici e sarà facoltà del singolo comunicarli agli aderenti al proprio Gruppo “Amici di MCA”.

Grazie di cuore a tutti coloro che aderiranno ai Gruppi “Amici di MCA”. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

Mercoledì, 19 Settembre 2018

 

 

Postato il 19/09/2018 16:31:06 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Dieci anni dopo il tracollo della Lehman Brothers la dittatura finanziaria ha impoverito tutti. Dobbiamo riscattare la civiltà che mette al centro la persona e non la moneta

Cari amici, dieci anni fa nella notte tra il 14 e il 15 settembre del 2008 fallì la banca d’affari americana Lehman Brothers, dedita essenzialmente ad attività di natura speculativa, che aveva accumulato debiti per 613 miliardi di dollari, pari a circa la metà del debito pubblico dell’Italia. 

Fu l’inizio di una crisi a catena di banche e imprese, che fino al 2011 costò ai cittadini americani 7.700 miliardi di dollari, pari al doppio del costo affrontato dagli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, circa 4 mila miliardi di dollari a valori odierni. Nello stesso periodo la crisi che aveva coinvolto anche banche e imprese europee, costò ai cittadini dell'Unione Europea 2 mila miliardi di dollari. Contemporaneamente 30 milioni di persone nel mondo persero il posto di lavoro.

I popoli possono essere sottomessi o con i carri armati o con il debito. Il tracollo della Lehman Brothers è di fatto uno spartiacque nella storia finanziaria, economica e politica, paragonabile all’11 settembre 2001 sul piano della sicurezza e delle relazioni internazionali. Ecco perché è corretto parlare di guerra mondiale di natura finanziaria. È una guerra non dichiarata ma reale, prevalentemente virtuale ma comunque violenta, non convenzionale ma strategica, graduale ma letale. Provoca più morti interiori che morti fisiche, come si ci attenderebbe dalla più evoluta bomba “pulita” al neutrone, che uccide la vita e fa sopravvivere la materia. Questa inedita guerra mondiale accresce la povertà tra la popolazione, distrugge l’economia reale, scardina gli stati nazionali, fa venir meno la democrazia e lo stato di diritto, sconquassa il modello sociale e porta alla denatalità aggredendo l’istituto della famiglia naturale, distrugge il sistema di valori diffondendo il relativismo, favorisce l’invasione di clandestini e sollecita l’occupazione islamica. Sul banco degli imputati ci sono la dittatura della finanza speculativa globalizzata, dell’Eurocrazia, dello Stato-Mafia, della Chiesa relativista di Papa Francesco, dell’islam cosiddetto moderato, nel cui seno primeggiano i Fratelli Musulmani, e che inesorabilmente scatena il terrorismo islamico. Sembra apparentemente una “ammucchiata” di cinici criminali o di pazzi votati al suicidio che perseguono l’assoggettamento dell’intera umanità dopo averla “cosificata”, riducendo la persona a semplice strumento di produzione e di consumo della materialità. Ma a quei livelli nulla accade per caso. La Storia potrebbe confermare che si tratta piuttosto di una “Cupola” che realizza in modo deliberato una strategia criminale, una sorta di Massoneria mondiale che opera al di sopra di tutti e contro tutti.

La dittatura della finanza speculativa globalizzata utilizza l’arma del debito per devastare l’economia reale e sottometterla alla dimensione virtuale della moneta. Si tratta di una strategia deliberata utile a riciclare una massa di denaro virtuale, a partire dai titoli derivati che erano pari a 787 mila miliardi di dollari nel 2011, pari a circa 12 volte il Pil mondiale (Prodotto Interno Lordo, 66 mila miliardi di dollari nel 2011), condizionando e imponendo il proprio potere politico.

Stiamo subendo un crimine epocale: l’Italia ricca si sta trasformando in italiani poveri. L’Italia vive la più tragica crisi economica recessiva dalla Seconda guerra mondiale. Gli italiani si impoveriscono sempre più, crescono inesorabilmente i disoccupati, i giovani non hanno accesso al mercato del lavoro e siamo sprofondati agli ultimissimi posti al mondo per tasso di natalità.

La dittatura finanziaria comporta l’uccisione delle micro e piccole imprese per costringerle a farsi fagocitare dalle grandi imprese, negando loro l’accesso al credito necessario per produrre e crescere, finendo per ritrovarsi senza denaro per pagare i debiti nei confronti dello Stato (tasse) e dei privati (fornitori e dipendenti), pur essendo imprese sane, con prodotti d’eccellenza e mercati interessati. Le micro, piccole e medie imprese, che costituiscono il 99% del nostro sistema produttivo, sono paradossalmente condannate a morte non perché debitrici ma perché creditrici in un contesto dove il principale debitore insolvente è lo Stato. La massa monetaria in circolazione, che al 95% è costituito da denaro virtuale creato dalle banche dal nulla a costo zero, si riduce sempre più rallentando il circuito della produzione e del consumo. 

Si è pervertito il rapporto tra la ricchezza e la moneta. Anziché essere la moneta un semplice strumento che parametra il valore della ricchezza, la quale si sostanzia di beni e di servizi che si posseggono o si producono, la moneta è diventata essa stessa la ricchezza. Quindi si è ricchi solo se si possiede la moneta anche se frutto della speculazione finanziaria in borsa, mentre si può anche morire di fame pur possedendo e producendo beni e servizi reali, ma senza disporre di una quantità di moneta adeguata alle proprie incombenze nei confronti dello Stato, delle banche e dei privati.

Cari amici, dieci dopo il tracollo della Lehman Brothers la situazione generale è peggiorata. Stanno peggio i cittadini, le famiglie, le imprese, le istituzioni pubbliche e le banche stesse. La dittatura finanziaria non risparmia nessuno, si ritorce anche contro se stessa. È un vero e proprio suicidio. Dobbiamo denunciare questo crimine epocale, mobilitarci per liberarci dalla dittatura finanziaria, riscattare la nostra sovranità monetaria. Dobbiamo salvaguardare una civiltà che metta al centro la persona anziché la moneta, l’economia reale anziché la finanza speculativa, la micro-dimensione della comunità locale anziché la macro-dimensione della globalizzazione. Non si tratta affatto di rifiutare l’apertura al mondo circostante, ma di aprirci da una posizione di forza e non di debolezza, per continuare ad essere pienamente noi stessi e non essere fagocitati e sottomessi. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.

 

Postato il 14/09/2018 19:44:04 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

335 anni dopo la vittoria di Vienna e 17 anni dopo l’attentato di New York, l’Europa non ha imparato la lezione dell’11 settembre

Cari amici, l’11 e il 12 settembre 1683 la Lega Santa voluta dal Papa Innocenzo XI, resa possibile da Padre Marco d’Aviano, capeggiata dal re polacco Giovanni III Sobieski, sconfisse a Vienna il ben più poderoso esercito islamico dell'Impero ottomano comandato dal Gran Visir Merzifonlu Kara Mustafa Pasha. Dopo le vittorie degli eserciti cristiani a Poitiers nel 732, la Reconquista in Spagna nel 1492 e Lepanto nel 1571, la vittoria di Vienna pose fine alla strategia islamica di conquista dell’Europa cristiana avviata dallo stesso Maometto prima della sua morte nel 632. 

L’11 settembre 2001 ha invece sancito il successo del terrorismo islamico globalizzato colpendo al cuore la superpotenza mondiale, con l’attentato perpetrato da Al Qaeda a New York, culminato nell’abbattimento delle due Torri Gemelle e provocando circa 3 mila morti. 

Ebbene 335 anni dopo la vittoria cristiana di Vienna e 17 anni dopo il successo del terrorismo islamico a New York, questa nostra Europa decadente non ha imparato la lezione della Storia. Perché è un’Europa sempre più scristianizzata e sempre più islamizzata. Si vergogna e rinnega le proprie radici, fede, identità e valori cristiani, e al tempo stesso favorisce l’invasione islamica tramite l’insediamento e la crescita demografica dei musulmani, la proliferazione delle moschee e delle scuole coraniche, la legittimazione dell’islam come religione a prescindere dalla sua intrinseca incompatibilità con la nostra civiltà, la presenza di un terrorismo islamico autoctono ed endogeno, la sottomissione alla finanza e agli interessi materiali con i Paesi islamici. 

Cari amici, vi invito a conoscere e ad approfondire la realtà della Storia. Gli islamici, ottemperando a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, non hanno mai cessato e non hanno mai rinunciato a voler sottomettere l’Europa e l’intera umanità all’islam. Per oltre mille anni sono ricorsi alle guerre. Oggi stanno invadendo l’Europa con le armi della paura, della demografia e della finanza. Ciò che dobbiamo aver chiaro è che questa nostra Europa decadente, sottomessa ai banchieri e ai burocrati dell’Unione Europea, rischia di essere sottomessa all’islam non per la forza degli islamici ma per la propria debolezza. Nella Storia le civiltà sono scomparse non perché vittime di un omicidio, ma perché hanno scelto di suicidarsi. Ecco perché noi possiamo e dobbiamo farcela. Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci alla sconfitta dentro casa nostra. Mobilitiamoci per dare un’anima a questa Europa schiava del dio Euro e governata da un’oligarchia di venduti e traditori. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo. 

 

Postato il 11/09/2018 17:48:28 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La guerra in Libia. Per tutelare i nostri interessi e bloccare i “migranti” impariamo dalla Cina: investiamo in Africa anziché foraggiare i capi tribù libici e la criminalità organizzata che gestisce la “accoglienza”

Cari amici, di fronte al nuovo conflitto esploso in Libia e che minaccia la sopravvivenza del regime di Faez Al Serraj, riconosciuto dall’Occidente e dall’Onu ma disconosciuto da molte fazioni libiche, l’Italia è preoccupata per le conseguenze dell’ulteriore destabilizzazione sia per il possibile blocco delle forniture di petrolio e gas, sia per il probabile aumento dei “migranti” in fuga dalle coste libiche. 

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta si sono riuniti a Palazzo Chigi per valutare la situazione e decidere un eventuale intervento militare italiano a sostegno del regime di Al Serraj. 

Proprio ieri a Pechino, all'inaugurazione del vertice FOCAC (Forum on China-Africa Cooperation), alla presenza di circa una trentina di capi di Stato, il presidente cinese Xi Jinping ha offerto altri 60 miliardi di dollari in finanziamenti per lo sviluppo dell’Africa, annunciando anche la cancellazione del debito per alcuni Paesi più poveri o in difficoltà. Ha aggiunto che le imprese cinesi saranno incoraggiate a investire nei prossimi tre anni almeno 10 miliardi di dollari. Nel precedente summit di tre anni fa, erano stati promessi 60 miliardi. In totale, dal 2000 al 2016, secondo le stime del China-Africa Research Initiative alla John Hopkins University of Advanced International Studies, la Cina ha dato circa 125 miliardi di dollari di finanziamenti allo sviluppo dell’Africa.

Cari amici, la Cina sta conquistando economicamente l’Africa così come sta sempre più intensificando la sua presenza economica in Europa e nel resto del mondo. L’esempio della Cina è da considerare seriamente e migliorare. La Cina sfrutta le risorse naturali dell’Africa e dà agli africani dei beni materiali. L’Europa potrebbe trarre beneficio delle immense risorse naturali dell’Africa ma condividendo con gli africani la gestione dello sviluppo, dando agli africani la formazione adeguata per trasformarli in protagonisti del proprio sviluppo, cioè mettendoli nella condizione di produrre i loro beni anziché dover continuare a dipendere in eterno dalla produzione dei Paesi più sviluppati. Aiuteremmo gli africani a creare una base di micro-piccola-media imprenditorialità, a diventare ceto medio, a dar vita ad una democrazia sostanziale e infine a stabilizzare la pace.

Certamente occorreranno degli anni ma cominciamo a operare nella giusta direzione. Sarebbe ora che il nuovo Governo italiano la smetta di foraggiare con miliardi di euro i capi tribù libici, che alla fine si scontrano tra loro anche per aggiudicarsi questa vera e propria tangente. Non ci sono cittadini libici che arrivano sui gommoni. Allora andiamo direttamente nei Paesi d’origine dei “migranti” e risolviamo alla radice il problema del loro esodo. Concordiamo con i loro governi dei piani di cooperazione allo sviluppo, coinvolgendo le nostre micro, piccole e medie imprese e non solo le solite multinazionali che di italiano hanno poco più del nome. Il Presidente del Consiglio organizzi una missione in Nigeria, Eritrea, Sudan, Gambia, Costa d’Avorio, Somalia, Pakistan, Afghanistan, Senegal, Mali, Ciad, Egitto, Tunisia e Algeria. I miliardi di euro dati ai capi tribù libici e alla cosiddetta “accoglienza” investiamoli in questi Paesi. Se opportuno investiamo molto di più. Se questi investimenti si traducono in un beneficio economico per gli Stati africani e per le nostre aziende, e in parallelo in un risparmio di decine di miliardi di euro che vanno ai capi tribù libici, alla criminalità organizzata straniera e italiana che gestiscono la tratta di esseri umani e la cosiddetta “accoglienza”, ebbene avremmo conseguito un straordinario risultato positivo per tutti. 

 

Postato il 04/09/2018 20:08:11 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Uno Stato che non consente alle forze dell’ordine di usare l’arma per combattere i criminali è votato al suicidio. Salvini intervenga subito

Massima solidarietà al Commissario di Polizia Nuccio Garozzo, selvaggiamente aggredito e ferito a colpi di arma da taglio a casa sua il 29 agosto di notte da due giovani del Gambia, uno dei quali è stato arrestato. Si chiama Mohamed Djibril, ha 18 anni, è in Italia dal 2016 con un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Aveva dei precedenti di polizia per violenza, minacce e spaccio ed era tornato a rubare. Il suo complice è riuscito a fuggire. Il Commissario Garozzo ha riportato ferite su diverse parti del corpo curate con 80 punti di sutura. 

È veramente assurdo e tragico che un operatore della pubblica sicurezza, che serve lo Stato per tutelare la vita e i beni della comunità, non abbia potuto tutelare la propria vita e i propri beni dentro la propria casa, perché qualora avesse usato l’arma che lo Stato gli assegna per adempiere al suo mandato istituzionale, lo stesso Stato non solo non l’avrebbe tutelato ma lo avrebbe pesantemente sanzionato. Ebbene se siamo arrivati al punto che un operatore delle forze dell’ordine di fatto è come se fosse disarmato di fronte ai criminali, perché qualora si difendesse usando l’arma si ritroverebbe automaticamente dalla parte del torto, se oggi concretamente la legge tutela i criminali e non le forze dell’ordine, significa che il nostro Stato è votato al suicidio. Cari italiani dobbiamo ribellarci. Dobbiamo mobilitarci subito. Visto che abbiamo finalmente un Ministro dell’Interno che sta dalla parte delle forze dell’ordine e degli italiani, chiediamo a viva voce a Matteo Salvini di porre fine a questa vergogna nazionale. Il Governo, che dispone di una maggioranza in Parlamento, abroghi le infami leggi che tutelano i criminali che irrompono nelle nostre case. Si destinino le risorse adeguate per ringiovanire, addestrare e armare le forze dell’ordine impegnate sul territorio a contrastare la criminalità e il terrorismo. Ma bisogna agire in fretta. Garantire il diritto alla vita e la certezza della sicurezza sono un’emergenza e una priorità nazionale.

Postato il 31/08/2018 13:09:19 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Comunione con l’islam e Liberazione con il velo islamico: il nuovo volto della Chiesa progressista e pragmatica

Buongiorno amici. Quest’anno ufficialmente il titolo del “Meeting per l’amicizia fra i popoli” di “Comunione e Liberazione” a Rimini, è stato “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. Ma verrà ricordato come il Meeting della “Comunione con l’islam e Liberazione con il velo islamico”. Le immagini sono eloquenti. Questo movimento che dovrebbe rappresentare la parte progressista e pragmatica della Chiesa, ha sdoganato l’islam radicale dell’Arabia Saudita e dei Fratelli Musulmani e ha sdoganato il velo islamico integrale, una gabbia di stoffa che imprigiona il corpo della donna perché è concepita antropologicamente inferiore e semplice oggetto sessuale schiava dell’uomo. Per l’islam è un successo impagabile e per il quale i promotori dell’islamizzazione dell’Europa sono pronti a pagare qualsiasi prezzo. Per la Chiesa e per l’Europa è un suicidio da cui non ci salverà tutte le ricchezze del mondo. 

Cari amici, la Chiesa e l’Europa devono riscattare l’anima cristiana che per 1400 anni ha sempre messo fuorilegge l’islam, il Corano, Allah e Maometto. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

Postato il 25/08/2018 12:04:04 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

La decadenza di Comunione e Liberazione che concepisce l’Arabia Saudita e i Fratelli Musulmani come l’islam “aperto e dialogante”

Cari amici, fino a dieci anni fa venivo regolarmente invitato al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, presentato come il rappresentante in Italia dell’islam “aperto e dialogante”, mobilitato contro il radicalismo islamico che ha nell’Arabia Saudita il suo principale artefice e contro il terrorismo islamico praticato anche dai Fratelli Musulmani, movimento estremista islamico che al pari dell’Isis e di Al Qaeda mira a islamizzare il mondo se necessario con il terrorismo come fanno i suoi seguaci di Hamas nei Territori palestinesi. Oggi per Comunione e Liberazione il rappresentante dell’islam “aperto e dialogante” sarebbero l’Arabia Saudita, che sta investendo un fiume di denaro per costruire nuove moschee anche in Italia, e i Fratelli Musulmani che ricevono ingenti finanziamenti per promuovere l’islamizzazione dell’Europa dal Qatar e dalla Turchia di Erdogan. Ecco perché sono più che mai convinto che il problema non sono gli islamici ma siamo noi italiani ed europei dalla civiltà decadente. Prima di preoccuparci del loro comportamento arbitrario, arrogante e violento, dobbiamo occuparci della nostra ignoranza, ingenuità, relativismo, buonismo, paura, sottomissione agli interessi materiali. 

 

Postato il 23/08/2018 16:04:22 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Nel giorno del lutto i cittadini preghino, la Magistratura persegua i responsabili, il Governo operi per costruire. Ma smettiamola con il gioco al massacro dei processi mediatici. Piuttosto mobilitiamoci affinché simili tragedie non si ripetano più

Cari amici, nel giorno dei funerali di Stato e dei funerali privati di chi denuncia lo Stato condividiamo il lutto per la tragedia che ha colpito direttamente Genova e parallelamente tutta l’Italia. Piangiamo i morti, preghiamo per i feriti, abbracciamo le famiglie delle vittime, mobilitiamoci per aiutare tutti i superstiti e gli sfollati, solidarizziamo con tutti coloro che hanno subito dei danni. 

È paragonabile alle conseguenze di un terremoto il crollo del viadotto Polcevera, il tratto più pericoloso dell'autostrada A10, chiamato Ponte Morandi poiché intitolato all’ingegnere Riccardo Morandi che lo progettò, che attraversa il torrente Polcevera tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano, e fu costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d'Acqua. 

La Società Italiana per Condotte d'Acqua SpA, nota anche come Condotte d'Acqua, azienda che opera nel settore dell'ingegneria, all’epoca era di proprietà dell'Amministrazione Speciale della Santa Sede e di Bastogi. Fu acquistata dal finanziere Michele Sindona che la vendette nel 1970 al gruppo IRI-Italstat. La Italstat Società Italiana per le Infrastrutture e l'Assetto del Territorio SpA è stata la società finanziaria del Gruppo statale IRI che operava nella progettazione e costruzione di grandi infrastrutture.

A sua volta il Gruppo IRI nel 1999 privatizzò la Società Autostrade, di cui era l’azionista di riferimento. Dal 2007 Autostrade S.p.A. è diventata Atlantia, che ne possiede il 100% del capitale sociale e fa riferimento, come principale azionista, al Gruppo Benetton.

Quindi a costruire il Ponte Morandi, inaugurato il 4 settembre 1967 alla presenza del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, fu la Società Italiana per Condotte d'Acqua all’epoca di proprietà dell'Amministrazione Speciale della Santa Sede e di Bastogi. Dal 15 agosto 1967 Paolo VI unificò l’Amministrazione Speciale della Santa Sede e l’Amministrazione dei beni della Santa Sede nell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (APSA). L'APSA è la vera banca centrale del Vaticano perché amministra i beni della Santa Sede, fornisce i fondi necessari al funzionamento della Curia romana, emette moneta metallica in euro con valore valore legale. A condividere la costruzione del Ponte Morandi fu la Bastogi che all’epoca era la più importante finanziaria italiana, nel cui sindacato di controllo partecipavano la FIAT, la Pirelli, la Edison, la Centrale, la RAS e le Generali. 

Dal 1970 al 1999 fu lo Stato, attraverso l’IRI, a gestire la Società Autostrade e quindi a occuparsi dei lavori di manutenzione anche del Ponte Marconi.

Nel 1999 la Società Autostrade venne privatizzata con il 30% del capitale detenuto da azionisti privati guidati da Gilberto Benetton. Nel 2002 la Società Autostrade S.p.A. diventa Autostrade per l'Italia, controllata al 100% da Autostrade S.p.A., e nel 2007 Autostrade S.p.A. diventa Atlantia quotata alla Borsa Italiana con una capitalizzazione di circa 10 miliardi di euro.

Quindi, ricapitolando, la costruzione del Ponte Morandi fu opera di due società finanziarie, una del Vaticano e l’altra dei grandi gruppi industriali privati italiani, che si occuparono della sua gestione per tre anni. Per 29 anni fu gestito dallo Stato attraverso la Società Autostrade. Negli ultimi 19 anni la gestione è stata di privati e in particolare del Gruppo Benetton. 

È opportuno che il nuovo Governo bicefalo, frutto del sodalizio tra un partito statalista e un partito liberale, oggi determinato a revocare la concessione a Atlantia del Gruppo Benetton e ad affidare allo Stato la gestione delle autostrade, sappia innanzitutto che i responsabili della costruzione del Ponte Morandi, che da subito fu oggetto di contestazioni, sono il Vaticano e i grandi gruppi industriali italiani; che lo Stato ha comunque una responsabilità per aver gestito la sua manutenzione per 29 anni; che il Gruppo Benetton è subentrato nella gestione negli ultimi 19 anni. 

Fermo restando che oggi come oggi è oggettivamente il Gruppo Benetton il diretto responsabile della tragedia del Ponte Marconi, sarà la Magistratura a stabilire le colpe, i colpevoli e le adeguate sanzioni. Al Governo spetta il compito di governare. Domandosi innanzitutto se lo Stato così come oggi è strutturato, senza una moneta sovrana e vincolato ai rigidi parametri di spesa europei, disponga delle necessarie risorse sia per l’eventuale ricostruzione del nuovo viadotto Polcevera, che smetteremo di chiamare Ponte Marconi, sia per la gestione della manutenzione della rete autostradale nazionale. Nel frattempo, da subito, il Governo provveda a imporre con decreti legge delle norme rigorosissime per la manutenzione delle autostrade e per l’eventuale ricostruzione di ponti e cavalcavia, nonché per la fine di un comportamento arbitrario e speculativo che ha fatto impennare il pedaggio autostradale e i costi nelle stazioni di servizio. Di Maio e Salvini si ricordino che sono al Governo e non in campagna elettorale, che il loro compito è di proporre e non di denunciare, che ciò che gli italiani si attendono è la costruzione di un’Italia migliore e non la paralisi foriera di ulteriore distruzione. Dobbiamo mobilitarci subito come Stato e come cittadini affinché simili tragedie non si ripetano mai più. Solo così onoreremo la memoria delle vittime di una indubbia ingiustizia e di un crimine conclamato e ci comporteremo come una Nazione civile che ama se stessa ed è naturalmente protesa a costruire un futuro migliore per i propri figli.

 

Postato il 18/08/2018 07:57:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Giovanni Gallavotti ha ottenuto il “Nobel per la Fisica Matematica”. Invitiamo Mattarella a tributare un omaggio ai nostri illustri connazionali che onorano l’Italia nel mondo

Cari amici, un altro italiano ha raggiunto un prestigioso traguardo nelle Scienze. Il fisico Giovanni Gallavotti è il primo italiano a vincere il Premio Poincaré, il maggiore riconoscimento internazionale per la Fisica matematica, paragonabile al “Nobel per la Fisica matematica”.  È un premio che viene assegnato ogni tre anni. Gallavotti è stato premiato per le sue ricerche sulla meccanica statistica, sulla teoria quantistica dei campi, la meccanica classica e i sistemi caotici.

Nato a Napoli il 29 dicembre 1941, Gallavotti si è laureato in fisica nell'Università Sapienza di Roma nel 1963 e due anni più tardi si è perfezionato nell'Università di Firenze, dove ha insegnato dal 1965 al 1966. Quindi ha lavorato in Francia, nell'Institut des Hautes Études Scientifiques dal 1966 al 1968, e poi negli Stati Uniti, presso la Rockfeller University di New York, dal 1968 al 1970. Al ritorno in Italia, ha insegnato alla Sapienza, poi nell'Università di Napoli, dal 1972 al 1975 e di nuovo alla Sapienza. Ha insegnato inoltre nell'olandese Rutgers University e nel Dipartimento di Matematica dell'Università americana di Princeton. Ha vinto premi prestigiosi, come il premio del "Presidente della Repubblica" , che gli ha assegnato nel 1997 l'Accademia dei Lincei, e la medaglia Boltzman (2007).

Il primo agosto un giovane italiano di 34 anni, Alessio Figalli, è stato insignito della «Medaglia Fields», il maggiore riconoscimento mondiale per la Matematica, pari al “Nobel per la Matematica”. Si tratta del più prestigioso premio internazionale relativo alla Matematica e viene assegnato ogni quattro anni. Figalli è nato a Roma il 2 aprile 1984, ha studiato al liceo classico Vivona, nel 2002 è stato ammesso alla Scuola Normale di Pisa, dove si è laureato in meno di quattro anni, contro i cinque previsti dal piano di studio, seguito da Luigi Ambrosio, docente di Analisi matematica, con il quale ha conseguito il dottorato di ricerca nell'ottobre 2007, in un solo anno, svolgendo il secondo semestre del corso di perfezionamento presso l'École Normale Supérieure di Lione. Nel 2008 ha avuto la docenza all'École Polytechnique di Parigi e nel 2009 nell'Università del Texas ad Austin, dove nel 2011 è diventato professore ordinario. Dal 2016 insegna nel Politecnico di Zurigo.

Cari amici, invito il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a rendere omaggio ai nostri illustri connazionali che onorano l’Italia nel mondo. Sarebbe più che mai opportuno che non solo inviasse loro un messaggio pubblico di congratulazioni, di apprezzamento e di gratitudine per il prestigio che danno all’Italia, ma che li ricevesse ufficialmente al Quirinale in una solenne cerimonia come spetta ai Grandi che danno lustro alla nostra Italia. E ci aspetteremmo da Mattarella l’annuncio di un impegno, a nome delle istituzioni dello Stato che rappresenta al massimo livello, affinché si ponga fine alla “fuga dei cervelli” italiani, a creare le condizioni affinché tutti gli italiani dotati possano dare il proprio contributo alla crescita dell’Italia operando in Italia. Più in generale, se veramente Mattarella amasse l’Italia e perseguisse il bene degli italiani, sarebbe auspicabile che invitasse tutti gli italiani a non emigrare e agli italiani emigrati di rientrare in Italia, creando le condizioni lavorative e sociali per una vita dignitosa, anziché prodigarsi per farci invadere da giovani africani, asiatici e mediorientali. 

 

Postato il 05/08/2018 15:28:50 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Alessio Figalli, italiano di 34 anni, docente al Politecnico di Zurigo, ha vinto il Nobel per la Matematica. Il Governo ponga fine alla fuga di cervelli e valorizzi il nostro inestimabile patrimonio umano

Cari amici, oggi gli italiani devono essere orgogliosi del fatto che un nostro giovane connazionale, Alessio Figalli di 34 anni, è stato insignito della «Medaglia Fields», il maggiore riconoscimento mondiale per la Matematica, pari al “Nobel per la Matematica”. Si tratta del più prestigioso premio internazionale relativo alla Matematica e viene assegnato ogni quattro anni. 

Figalli è nato a Roma il 2 aprile 1984, ha studiato al liceo classico Vivona, nel 2002 è stato ammesso alla Scuola Normale di Pisa, dove si è laureato in meno di quattro anni, contro i cinque previsti dal piano di studio, seguito da Luigi Ambrosio, docente di Analisi matematica, con il quale ha conseguito il dottorato di ricerca nell'ottobre 2007, in un solo anno, svolgendo il secondo semestre del corso di perfezionamento presso l'École Normale Supérieure di Lione. Nel 2008 ha avuto la docenza all'École Polytechnique di Parigi e nel 2009 nell'Università del Texas ad Austin, dove nel 2011 è diventato professore ordinario. Dal 2016 insegna nel Politecnico di Zurigo.

Figalli è stato premiato per le ricerche nella teoria del trasporto ottimale, che si occupa del modo più economico per trasportare oggetti da un luogo a un altro, e agli studi sulle equazioni a derivate parziali e sulla probabilità. 

Il Presidente del Politecnico di Zurigo, Lino Guzzella, anche lui di origine italiana e con cittadinanza italiana e svizzera, ha espresso immensa soddisfazione: «Sono orgoglioso che un ricercatore del Politecnico di Zurigo abbia ottenuto uno dei riconoscimenti accademici più prestigiosi. Conosco Alessio Figalli come un matematico estremamente creativo e una persona aperta e comunicativa. Sono convinto che sia una personalità importante non solo per il nostro insegnamento e la nostra ricerca al Politecnico di Zurigo, ma anche per la Svizzera come piattaforma di ricerca. Può inoltre avere un grande impatto come ambasciatore per la Matematica».

Cari amici, è un orgoglio che degli italiani di talento vengano apprezzati, valorizzati e premiati nel mondo. Saremmo ancor più orgogliosi se questi nostri figli di talento potessero essere apprezzati, valorizzati e premiati in Italia. Figalli è l'ennesima conferma che l'Italia dispone di un patrimonio umano inestimabile, perché la creatività degli italiani in ogni scibile del sapere è ineguagliabile. È una immensa perdita il fatto che questo patrimonio umano non venga messo al servizio dell'Italia per accrescere il nostro sviluppo e perseguire il bene degli italiani. Abbiamo dei geni che nascono in Italia, vengono istruiti in Italia, ma sono costretti a emigrare perché in Italia si investe poco o nulla nella Ricerca scientifica e più in generale nell'Istruzione. Il Governo intervenga al più presto per fermare la «fuga di cervelli» italiani e per porre fine al crimine della perdita di un patrimonio umano che, se adeguatamente valorizzato unitamente al patrimonio ambientale e al patrimonio culturale, potrebbe fare dell'Italia il Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita.

Postato il 01/08/2018 18:03:45 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Oggi è la “Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani”. Mattarella, Papa Francesco e i governanti del mondo operino concretamente per aiutare i giovani nei loro Paesi e reprimere la criminalità organizzata

Buongiorno amici. In una sorta di calendario globalista, le Nazioni Unite, l’organizzazione del tutto inadeguata a conseguire la pace nel mondo anche se ci costa un fiume di denaro che all’80 per cento vanno a finire nelle tasche dei suoi dipendenti, oggi ha indetto la “Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani”. 

In un rito che si ripete anno dopo anno, i capi di Stato intervengono per deplorare questo crimine contro l’umanità. Il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto: “La schiavitù ha rappresentato una delle maggiori vergogne dell'umanità. Oggi, Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, ci impone di ribadire la condanna e la battaglia contro ogni forma di schiavitù, vecchia e nuova. Terreno agevole per queste nuove forme di schiavitù è il fenomeno migratorio. Nessun Paese è immune da questa sistematica violazione della dignità umana e nessuno deve avere la tentazione di guardare altrove".

"Sono circa 40 milioni le persone vittime delle nuove schiavitù. Numeri impressionanti che hanno spinto le Nazioni Unite ad adottare l'obiettivo di eliminare il traffico di esseri umani entro il 2030. Si tratta di degenerazioni della nostra società, piaghe da eradicare con fermezza che interrogano le nostre coscienze e ci chiamano a una reazione morale, a una risposta adeguata con un maggiore impegno culturale e civile".

Papa Francesco domenica, all'Angelus in Piazza San Pietro, ha denunciato questa "piaga" che "riduce in schiavitù molti uomini, donne e bambini con lo scopo dello sfruttamento lavorativo e sessuale, del commercio di organi, dell'accattonaggio e della delinquenza forzata. Anche qui a Roma". Papa Francesco ha sostenuto che "le rotte migratorie sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta. È responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine. Preghiamo la Vergine Maria perché nel mondo prevalgano i programmi dedicati allo sviluppo, all'alimentazione, alla solidarietà, e non quelli dell'odio, degli armamenti e della guerra".  

Cari amici sono totalmente d’accordo con il Presidente della Repubblica e con Papa Francesco nell’equiparare la tratta di esseri umani alla schiavitù, nell’individuare nei cosiddetti “migranti” i nuovi schiavi, nell’esigere che si ponga fine a questo crimine contro l’umanità, nel richiedere al mondo intero di contribuire per risolvere i problemi di fondo che consentono questo sfruttamento di altre persone. 

Ma mi domando: perché aspettare fino al 2030 cioè per altri 12 anni? Se il mondo intero lo volesse, questo crimine globalizzato potrebbe essere sconfitto in 24 ore. La soluzione è palese ed è facile: bisogna aiutare nel modo più generoso ed efficace possibile queste masse di giovani, dando loro una adeguata formazione, a diventare i protagonisti dello sviluppo dei loro paesi, affinché siano messi nella condizione di vivere dignitosamente a casa loro. In parallelo bisogna reprimere nel modo più drastico ed efficace possibile la criminalità organizzata che, avvalendosi dell’azione discutibile delle Ong del micro-credito nei Paesi del Terzo Mondo, delle Ong del trasporto navale nel Mediterraneo, delle Ong dell’accoglienza in Italia e in Europa, con la tacita ed irresponsabile complicità dei Governi e della Chiesa, ha dato vita al giro d’affari più lucroso sulla Terra, più redditizio del traffico della droga.

Concludo: la “Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani” non deve essere un rito da celebrare anno dopo anno, l’occasione per denunciare tutto e tutti senza che però nulla cambi. Se Mattarella, Papa Francesco e i governanti del mondo fossero veramente sinceri, ebbene che passino dalle parole ai fatti. Diversamente saremo costretti a prendere atto che predicano bene ma razzolano male, che sono collusi con la strategia globalista che mira, attraverso questo esodo epocale di giovani, ad abbattere le frontiere ponendo fine agli Stati nazionali, a scardinare le identità localistiche per condannare a morte la nostra civiltà, a imporre un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato allo strapotere della Grande Finanza con una umanità omologata e omogeneizzata in cui ciascuno di noi sarà ridotto a semplice strumento di produzione e di consumo della materialità al piu basso costo possibile.

Postato il 30/07/2018 12:35:08 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

I senatori del Pd sventolano in aula la nuova “Famiglia Cristiana”, con la scritta “Vade retro Salvini”, ideata dall’ex Direttore di Novella 2000. Come sono caduti in basso la Chiesa e la Sinistra

Buona domenica amici. L’immagine dei senatori del Partito Democratico che sventolano in aula la copertina di “Famiglia Cristiana” con la scritta “Vade retro Salvini” fa riflettere sul profondo mutamento del quadro politico e valoriale italiano e sull’identità intimamente degradata dei catto-comunisti. 

Un tempo i comunisti si riconoscevano in una ideologia che promuoveva l’emancipazione della classe proletaria e comportava un messaggio moralizzatore dell’umanità. Avevano il loro organo ufficiale, L’Unità, il quotidiano del Partito Comunista Italiano, che la domenica grazie alla distribuzione fatta dai volontari raggiungeva il milione di copie vendute. 

Un tempo la Chiesa godeva di un carisma indiscusso come fonte primaria se non esclusiva sul piano della fede ma anche sul piano valoriale e sociale. Aveva nel settimanale “Famiglia Cristiana” il suo strumento informativo di maggior successo che, sempre la domenica, con i volontari appostati all’ingresso delle chiese, raggiungeva il milione di copie vendute. 

Ebbene oggi assistiamo allo spettacolo degli eredi del Partito Comunista, rimasti orfani di “L’Unità” scomparso sommerso dai debiti, che si riconoscono in una “Famiglia Cristiana” che, dopo aver subito un tracollo nelle vendite in parallelo al crescente allineamento della Chiesa alle posizioni relativiste, globaliste, immigrazioniste e islamofile della Sinistra, dall’inizio di quest’anno ha affidato il suo rilancio a Luciano Regolo, ex Direttore di Novella 2000 specializzato nel pettegolezzo di attricette votate all’esibizionismo, che affianca come Condirettore il Direttore Don Antonio Rizzolo. Il catto-comunismo è questa mescolanza contro-natura della fede cristiana e dell’ideologia dell’ateismo; del potere temporale della Chiesa e il potere consociativo della partitocrazia che monopolizza lo Stato; della missione redentrice di Gesù per conquistare la vita eterna con la strategia globalista per affermare un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla finanza speculativa; della corretta rappresentazione della realtà all’insegna dell’amore del prossimo con la provocazione giornalistica per vendere più copie costi quel che costi. Quanto sono caduti in basso la Chiesa e la Sinistra. Che vergogna.

Postato il 29/07/2018 13:04:46 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Contro il crimine della pedofilia servono pene esemplari. La Chiesa scomunichi il prete pedofilo reo-confesso e recidivo. Lo Stato vari leggi che sradichino l’abuso sessuale dei minorenni

Cari amici, com’è possibile che a un prete pedofilo settantenne, colto in flagranza di reato mentre abusava di una bambina di dieci anni, e che ha confessato di aver ripetutamente abusato della bambina in passato, la Chiesa si limiti a sospenderlo cautelativamente, mentre la Magistratura gli ha concesso gli arresti domiciliari e non ha ordinato la detenzione in carcere?

Di fronte alla flagranza del reato di pedofilia, di fronte alla confessione di colpevolezza, di fronte all’ammissione della reiterazione del crimine, ci attenderemmo che la Chiesa ordinasse subito non solo l’espulsione del prete pedofilo reo-confesso, ma anche la sua scomunica. Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare» (Marco 9,42). La pedofilia è un reato di estrema gravità, incompatibile non solo con lo stato sacerdotale, ma anche con l’adesione al cristianesimo.

Così come ci attenderemmo una sanzione forte da parte della Giustizia dello Stato, a partire dall’immediata detenzione carceraria e una condanna definitiva che, da un lato, deve essere congrua con il danno irreparabile provocato ai bambini abusati e, dall’altro, deve porre fine alla tendenza criminale dei pedofili. 

Se ciò non dovesse accadere, dovremmo prendere atto che le tante belle prediche della Chiesa contro i propri pedofili, che vede coinvolti e incriminati cardinali e vescovi in varie parti del mondo, sono solo parole che non si traducono in fatti. Così come dovremmo prendere atto dell’inadeguatezza delle leggi italiane per sanzionare e, soprattutto, prevenire il crimine dell’abuso sessuale dei minorenni, anche con pene esemplari nei confronti dei pedofili. 

 

Postato il 27/07/2018 15:15:08 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Io non mi riconosco in questa “Famiglia Cristiana” di Papa Francesco che santifica Napolitano e Boldrini e demonizza Salvini: è un tradimento e un suicidio del cristianesimo

Buongiorno amici. Io non mi riconosco in questa “Famiglia Cristiana” che santifica Giorgio Napolitano e Laura Boldrini e demonizza Matteo Salvini. Che “Famiglia Cristiana” è quella che eleva a modello da emulare gli atei, i comunisti, i nemici della Patria che svendono l’Italia per darla in pasto all’Eurocrazia e alla finanza globalizzata, che promuovono la sostituzione etnica degli italiani favorendo l’auto-invasione dell’immigrazionismo, che condannano a morte la nostra civiltà dalle radici cristiane legittimando l’aborto, l’eutanasia, l’utero in affitto e l’omosessualismo? Che “Famiglia Cristiana” è quella che paragona Salvini a Satana proprio quando ha annunciato di voler rendere obbligatorio l’affissione del crocifisso nelle aule pubbliche, così come difende la famiglia naturale, la Patria e la nostra civiltà cristiana? Che “Famiglia Cristiana” è quella che concepisce come unico parametro valutativo l’atteggiamento nei confronti della cosiddetta “accoglienza” incondizionata e illimitata dei cosiddetti “migranti”,  che è il giro d’affari più lucroso che si perpetra sulla pelle di migliaia di giovani e di cui la Chiesa è il principale beneficiario? Questa “Famiglia Cristiana” di Papa Francesco che promuove in Paradiso Napolitano e Boldrini e condanna all’Inferno Salvini è un tradimento e un suicidio del cristianesimo. E io non mi ci riconosco. 

 

Postato il 26/07/2018 08:25:00 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Amiamo ricordare Marchionne come un Grande italiano, uno straordinario amministratore promotore della globalizzazione ma con un profondo amore dell’Italia

Cari amici, tutti gli italiani devono rendere omaggio a Sergio Marchionne. Non solo perché nell’ora del lutto il senso civico e l’umana solidarietà ci inducono a stringerci affettuosamente ai familiari e ai suoi cari. Ma anche perché Marchionne è stato un Grande italiano. La sua opera conferma che il genio italiano è una qualità rara che il mondo intero ci invidia. Ha salvato due multinazionali dell’automobile, la Fiat e la Chrysler, dal sicuro fallimento, unendole in un polo automobilistico che ha azzerato i debiti e realizza utili. Ha posto fine a decenni di sostanziale parassitismo della Fiat, che è stata più di altre la grande impresa italiana che ha campato con gli aiuti dello Stato, privatizzando gli utili e socializzando le perdite. Per pervenire a questo inimmaginabile traguardo ha avuto il coraggio e la determinazione di sfidare e sconfiggere dei poteri forti, quali il Sindacato di estrazione comunista con un radicato pregiudizio anti-imprenditoriale, e la Confindustria monopolizzata da una oligarchia imprenditoriale legata ai partiti politici prevalentemente di Sinistra. Marchionne è stato un uomo di profonda cultura umanistica, in parallelo alla sua straordinaria capacità imprenditoriale. Laureato prima in Filosofia, poi in Giurisprudenza e infine in Gestione d’impresa, Marchionne è stato sensibile alla dimensione umana del lavoro, compatibilmente con le scelte imprenditoriali assunte.

Per tutte queste ragioni Marchionne merita il nostro rispetto e la nostra gratitudine. Contemporaneamente l’onestà intellettuale ci impone di dire anche ciò che non abbiamo condiviso di Marchionne. L’aver trasferito gran parte dell’attività produttiva e la sede legale e fiscale all’estero, è stato un sostanziale tradimento dell’Italia che ha dato alla Fiat, sotto forma di cassa integrazione, incentivi alla rottamazione, acquisizioni privilegiate per la Pubblica amministrazione, scelta di un sistema di trasporti a beneficio delle automobili a discapito del trasporto ferroviario, aereo, navale e fluviale, un ammontare di denaro inestimabile che certamente avrebbero potuto fare dello Stato il vero proprietario della Fiat. Torino ha cessato di essere una capitale mondiale dell’automobile. Considerando il taglio della produzione e la perdita di un vasto bacino indotto di piccole e medie imprese che erano funzionali alla Fiat, la cura Marchionne ha provocato un vuoto occupazionale e ha determinato una crisi economica e sociale di ampia portata. La salvaguardia dei posti di lavoro in Italia è stata subordinata all’imposizione di un sistema di lavoro ferreo di stampo americano. Di fatto Marchionne ha anteposto l’interesse dell’azienda che gestiva a quello dell’Italia come “casa comune”, ha privilegiato la globalizzazione imprenditoriale rispetto alla tutela dell’italianità, è stato un protagonista della macro-dimensione che trascende ogni frontiera mortificando la micro-dimensione della sovranità nazionale. La Fiat ha cessato di essere un marchio italiano, un simbolo di emancipazione e di sviluppo come lo fu nel dopoguerra, un vanto dell’Italia per decenni. L’unica consolazione è che la “testa pensante”, il gruppo dirigente e la struttura che crea le nuove auto, resta a Torino. Una realtà che ci conferma che l’Italia si connota essenzialmente come artefice della qualità, anche quando si decide di trasferire all’estero la produzione della quantità. Lo stesso Marchionne, proprio perché è stato un amministratore straordinario, ha preso atto che la “testa pensante” della nuova multinazionale dell’automobile, dovesse continuare a restare in Italia. Con questa scelta Marchionne ha confermato la sua profonda anima italiana. Figlio di un carabiniere, emigrato in Canada, ha concluso la sua vita terrena stringendo la mano ai carabinieri. Noi amiamo ricordarlo come un Grande italiano, con i suoi successi e insuccessi, con le sue virtù e i suoi limiti. Come tutti i Grandi italiani.

Postato il 25/07/2018 20:07:15 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Può un cristiano pregare con il rito islamico insieme ai musulmani? L’esempio di Leoluca Orlando è il preludio a un’unica religione universale?

Cari amici, può un cristiano partecipare attivamente alla preghiera islamica all’interno della moschea o comunque insieme ai musulmani? Può ripetere gli stessi gesti, stare in piedi allineato a ranghi serrati con i fedeli islamici, inchinarsi, inginocchiarsi, prostrarsi, accovacciarsi, tendere la mano in forma di supplica ad Allah? Il cristiano può sostanzialmente condividere la fede islamica restando cristiano e senza che di fatto sia un convertito all’islam? 

Mi sono posto queste domande osservando con stupore le fotografie che immortalano il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando mentre prega con i musulmani, sia in raduni all’aperto sia in moschea. Lo vediamo totalmente assorto e partecipe alla preghiera come se fosse uno dei fedeli islamici presenti. Due giorni fa vi avevo proposto un video con delle sue recentissime dichiarazioni in cui elogia il Corano, definendolo «la luce nel buio», «il sole durante il giorno», «ciò che illumina il cammino dell'uomo».

Non conosco Leoluca Orlando e non c’è nulla di personale nelle mie osservazioni. Sono piuttosto preoccupato per il diffondersi di un relativismo valoriale, che coinvolge anche la sfera religiosa, al punto di mettere tutto e il contrario di tutto sullo stesso piano, sostenendo che tutte le religioni sono buone. Ed è così che si finisce per legittimare l’islam alla stregua del cristianesimo, a prescindere dal fatto che ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto sono totalmente incompatibili con le nostre leggi, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la nostra civiltà. Mi domando: siamo di fronte a delle prove per forgiare un’unica religione universale che accomunerà indistintamente tutti coloro che credono in un dio unico, a prescindere dalla radicale diversità tra il nostro Gesù Cristo e l’Allah islamico? 

Cari amici, acquisiamo e diffondiamo informazione corretta, riscattiamo il nostro diritto di dire la verità in libertà anche nei confronti dell’islam come religione, senza mai mancare di rispetto ai musulmani e agli islamofili nostrani che vanno valutati dalla legge per i loro atti al pari di tutti i cittadini. Abbiamo il dovere di salvaguardare la certezza e l’orgoglio di chi siamo sul piano delle nostre radici, fede, identità e tradizione, per tramandare ai nostri figli i loro diritti inalienabili alla vita, dignità e libertà.

 

Postato il 19/07/2018 16:22:58 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La vittoria della Francia grazie a tanti giocatori africani, conferma che gli africani potrebbero riscattare l’Africa dalla povertà se adeguatamente formati

Cari amici, pur non seguendo il calcio, ieri per ragioni tutt’altro che calcistiche, ho sperato nella vittoria della Croazia. So bene che la realtà del calcio-impresa e dei giocatori-miliardari si presta poco a considerazioni di natura politica e ancor meno morale, ma ho percepito la finale come un confronto tra due contrapposti modelli sociali, il multiculturalismo globalista della Francia e il nazionalismo localistico della Croazia. 

Nella Nazionale della Francia 17 giocatori su 23 sono di origini extra-francesi, di cui 15 originari dell’Africa. Diversi di loro non cantano la Marsigliese, I’inno nazionale, all’inizio della partita. Viceversa i giocatori croati, prima di scendere in campo, scandiscono all’unisono nello spogliatoio "Za dom, spremni!", "Per la Patria, pronti!". Il che, per me, non significa rifiuto dello straniero, ma piuttosto apertura allo straniero da una posizione di forza, certi e orgogliosi di chi siamo.

Così come sono favorevole alla micro-dimensione della Croazia che ha poco più di 4 milioni di abitanti, rispetto alla relativa macro-dimensione della Francia che ha quasi 65 milioni di abitanti. 

Ho riflettuto inoltre sul fatto che mentre tanti campioni presenti nelle Nazionali di Francia, Belgio e Inghilterra sono di origine africana, tutte le Nazionali dell’Africa che hanno partecipato ai Mondiali, Egitto, Marocco, Nigeria, Tunisia e Senegal, sono state eliminate al primo turno. Per me significa che gli africani potrebbero eccellere se avessero ciò che manca all’Africa: una adeguata formazione. Così come dei giocatori africani, sicuramente dotati per loro natura ma adeguatamente formati, rappresentano la carta vincente delle Nazionali europee, più in generale i giovani africani adeguatamente formati potrebbero diventare i protagonisti dello sviluppo dei loro Paesi e riscattare l’Africa dall’assurda situazione di un Continente ricchissimo con popolazioni poverissime. 

Infine mi ha colpito la riflessione pubblicata dall’Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia), che ha elevato il giocatore Paul Pobga, centrocampista del Manchester United e della Nazionale francese, a modello di musulmano europeo ed emblema dell’islam che trionfa in Europa e nel mondo. Alhamdulillah, grazie ad Allah. 

Personalmente, tra multiculturalismo dilagante e crescente islamizzazione dell’Europa, sono tutt’altro che felice. Il calcio è il calcio e la festa dei tifosi va benissimo. Ma la realtà è ben più seria e ci impone di mobilitarci per salvare la civiltà decadente di quest’Europa che ha perso e si vergogna delle proprie radici, fede, identità e tradizione cristiana.

 

Postato il 16/07/2018 16:44:33 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La Chiesa mobilitata contro Salvini. Santifica i “migranti” equiparandoli a Gesù, ci accusa di un nuovo Olocausto e si dice pronta a trasformare le chiese in moschee

Cari amici, io non mi riconosco in una Chiesa che santifica il cosiddetto “migrante” elevandolo al rango di Gesù Cristo; che scomunica i governi e i ministri che legittimamente salvaguardano primariamente l’interesse dei propri cittadini all’interno del proprio Stato; che paragona la morte dei “migranti” nel Mediterraneo a causa del naufragio di imbarcazioni fatiscenti all’Olocausto degli ebrei, attribuendone la responsabilità all’Italia anziché alla criminalità organizzata straniera che gestisce questo infame traffico di esseri umani; che arriva a rendersi disponibile “a trasformare tutte le chiese in moschee se consentisse di salvare la vita di uomini e donne”. 

Cari amici, io denuncio questa Chiesa di Papa Francesco che ha elevato la cosiddetta “accoglienza” dei cosiddetti “migranti”, che è il più lucroso giro d’affari dei nostri tempi, nel sacramento più importante, ancor più importante della fede in Gesù Cristo; che ha legittimato l’islam come religione mettendolo sullo stesso piano del cristianesimo a prescindere dal fatto che ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto sono totalmente incompatibili con i valori che sostanziano la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. 

Papa Francesco alla Santa Messa per i Migranti del 6 luglio scorso nella Basilica di San Pietro ha denunciato uno “sterminio” e “l’ipocrisia sterile di chi costruisce muri invece di ponti”:

“Quanti poveri oggi sono calpestati! Quanti piccoli vengono sterminati! Sono tutti vittime di quella cultura dello scarto che più volte è stata denunciata. E tra questi non posso non annoverare i migranti e i rifugiati, che continuano a bussare alle porte delle Nazioni che godono di maggiore benessere.

Nel Vangelo di oggi, Matteo racconta il giorno più importante della sua vita, quello in cui è stato chiamato dal Signore. L’Evangelista ricorda chiaramente il rimprovero di Gesù ai farisei, facili a subdole mormorazioni: «Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”» (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti.

Di fronte alle sfide migratorie di oggi, l’unica risposta sensata è quella della solidarietà e della misericordia; una riposta che non fa troppi calcoli, ma esige un’equa divisione delle responsabilità, un’onesta e sincera valutazione delle alternative e una gestione oculata. Politica giusta è quella che si pone al servizio della persona, di tutte le persone interessate; che prevede soluzioni adatte a garantire la sicurezza, il rispetto dei diritti e della dignità di tutti; che sa guardare al bene del proprio Paese tenendo conto di quello degli altri Paesi, in un mondo sempre più interconnesso. E’ a questo mondo che guardano i giovani”.

Padre Alex Zanotelli, della Comunità missionaria dei Comboniani, il 10 luglio ha denunciato “crimini contro l’umanità”, equiparando quanto sta succedendo ai migranti con l’Olocausto degli ebrei:

“Lo dice anche Papa Francesco, non si può chiudere il cuore a chi soffre e a chi è in difficoltà. Il Vangelo significa donare la nostra vita agli altri. Non possiamo renderci complici di un’ingiustizia che provoca la morte, non avremmo mai potuto credere che ci sia tanto cinismo e indifferenza, di fronte alla sofferenza di uomini e donne sopravvissuti a interminabili viaggi in mare, scampati all’annegamento e ancora prima alle violenze e alle torture nei campi libici. Ci appelliamo alla coscienza di tutti, basta con questa propaganda anti-umana e diseducativa, che sta facendo scivolare un intero Paese verso un’irrimediabile disumanizzazione, prima la vita e il rispetto della vita devono venire prima di tutto, prima di ogni calcolo umano e prima di ogni burocratica distinzione tra rifugiati e migranti, prima di ogni strategia, prima di ogni tornaconto elettorale”. 

“Io ritengo che fra non molti anni i nostri nipoti diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti, la stessa identica cosa, e diremo che noi non sapevamo. Ma sappiamo tutto, è l’indifferenza, ricordiamoci quello che diceva Martin Luther King: non ho paura della violenza dei violenti ma del silenzio degli onesti. Questo dell’umanità è un crimine: sono 37 mila i morti nel Mediterraneo, ho in borsa un articolo del Guardian che lo dimostra. E se uno muore in mare, ce ne sono altri due che muoiono nel deserto”.

Monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, citato da Padre Alex Zanotelli, ha detto di essere “pronto a trasformare tutte le chiese in moschee”:

"Moralmente e da uomo di fede sarei pronto a trasformare tutte le chiese in moschee se fosse utile alla causa e se consentisse di salvare la vita di uomini e donne, poveri e infelici, perché Cristo non è venuto sulla terra per costruire chiese ma per aiutare gli uomini indipendentemente dalla razza, dalla religione, dalla nazionalità. E invece ci sono politici che nei loro comizi continuano a predicare le espulsioni e la cosa peggiore è che lo fanno con la corona e il rosario in mano e nominando il nome di Dio invano, un peccato molto grave". 

Il cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), nella Santa Messa celebrata l’11 luglio a Firenze nell'Abbazia di San Miniato al Monte, ha equiparato il migrante a Gesú Cristo: 

"Sappiamo quanto san Benedetto insistesse perché i monasteri fossero aperti agli ospiti, e addirittura nella Regola esiste un intero paragrafo dedicato a loro. Di ospitalità c’era particolarmente bisogno nel tempo in cui il monachesimo occidentale compiva i suoi passi durante il tempo delle cosiddette ‘invasioni barbariche'". L’ospite non era però visto come un pericolo, ma come Cristo stesso che bussava alla porta". 

Cari amici, mobilitiamoci per riscattare questa nostra civiltà decadente anche a causa del relativismo valoriale favorito dal disorientamento di Papa Francesco che ha sposato le ideologie suicide del globalismo, dell’europeismo, dell’immigrazionismo e dell’islamismo. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

 

 

 

 

 

 

Postato il 12/07/2018 15:19:19 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam