Non condivido politicamente il nuovo Governo M5S-Pd ma lo rispetto perché è legittimo costituzionalmente

Cari amici, nella disputa in corso sulla formazione di un nuovo Governo tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico dobbiamo distinguere tra la sfera della politica e la sfera della Costituzione, così come dobbiamo distinguere tra la dimensione delle idee e la dimensione delle persone.

Io non sono un elettore o un simpatizzante né del M5S né del Pd. Ma rispetto i quasi 11 milioni di italiani che alle elezioni del 4 marzo 2018 hanno votato il M5S e gli oltre 6 milioni di italiani che hanno votato il Pd. 

Sono assolutamente contrario all’ideologia globalista, eurocratica, immigrazionista, multiculturalista, relativista, unisessualista e islamofila condivisa dal M5S e dal Pd, che si traduce nella fine dell’Italia come Stato nazionale sovrano e nella perdita della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe.

Sono assolutamente contrario alla cultura della morte condivisa dal M5S e dal Pd, favorevoli all’aborto, all’eutanasia, all’utero in affitto, allo scardinamento della centralità della famiglia naturale legittimando il diritto al matrimonio omosessuale e all’adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso, in un contesto tragico in cui l’Italia in particolare e l’Europa in generale stanno morendo demograficamente perché hanno cessato di fare figli e perso la cultura della vita.

Sono assolutamente contrario all’ideologia statalista condivisa dal M5S e dal Pd che attribuisce allo Stato centralizzato il ruolo egemone nell’amministrazione e nello sviluppo, nonostante sia il principale ostacolo ad una efficiente amministrazione e a uno sviluppo virtuoso, costando la metà del Pil (800 miliardi su un Pil di 1.600 miliardi di euro), rivelandosi onerosissimo, corrotto, inefficiente, vessatorio e aguzzino nei confronti dei cittadini e degli imprenditori. 

Sono assolutamente contrario alla prospettiva condivisa dal M5S e dal Pd di un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata che si è appropriata dell’economia reale immettendo sul mercato un ammontare di moneta virtuale che supera di trentatré volte il Pil (Prodotto interno lordo) di tutti gli Stati del mondo messi insieme, che porta all’abbattimento delle frontiere, all’eliminazione degli Stati nazionali, allo sradicamento delle identità localistiche, ad una umanità omogeneizzata e omologata in cui ciascuno di noi sarà ridotto a semplice strumento di produzione e di consumo della materialità al più basso costo possibile. 

Ebbene la mia contrarietà all’insieme di queste idee, anche se espressa in modo radicale, deve tuttavia manifestarsi nel contesto del confronto-scontro politico, non esclusivamente in seno all’attività dei partiti che sono uno strumento per esercitare la democrazia ma non sostanziano la democrazia, così come non devono monopolizzare la democrazia come purtroppo avviene in Italia dove di fatto la partitocrazia ha sostituito la democrazia. Ma la mia contrarietà all’insieme delle idee avverse non deve tradursi nella loro condanna di illegittimità a meno che non si tratti di reati che violano la Costituzione e le leggi.

Ugualmente la mia legittima critica ai politici che manifestano le idee che io non condivido, anche se espressa in modo radicale, non deve mai sfociare nella criminalizzazione degli avversari politici, finendo per essere percepiti come nemici da eliminare anche fisicamente.

Non condivido su un piano politico il nuovo Governo M5S-Pd ma lo rispetto su un piano costituzionale. È del tutto infondata l’insinuazione che sarebbe un governo illegittimo. È invece un Governo assolutamente legittimo costituzionalmente, anche se criticabile politicamente. Esattamente come lo è stato il precedente Governo M5S-Lega. Anche la Lega, al pari del Pd, dopo aver concorso alle elezioni con una propria coalizione politica, si è sfilata dopo il voto per fare un Governo con il M5S che è un soggetto politico diverso e avverso. Sia la Lega sia il Pd si sono comportati in modo difforme rispetto all’impegno preso con i propri elettori prima del voto. Entrambi sono criticabili politicamente, ma i Governi fatti con il M5S sono legittimi conformemente alla nostra Costituzione.

Aggiungo che sarebbe grave se si sciogliesse il Parlamento e si andasse a nuove elezioni, 15 mesi dopo quelle del 2018, perché i sondaggi premiano un partito anziché un altro. Se si creasse un precedente simile, la nostra democrazia sarebbe alla mercé di speculatori che manipolando i sondaggi distruggerebbero la nostra democrazia e il nostro Stato di diritto. 

Cari amici, il nuovo Governo M5S-Pd potrebbe rivelarsi salutare se obbligherà tutti gli italiani ad aprire gli occhi e fare chiarezza sulle idee, i valori e la prospettiva. Proprio il fatto che tra il M5S e il Pd c’è una sostanziale affinità nella loro concezione della persona, della comunità, dello Stato, dello sviluppo e della prospettiva dell’Italia, potrebbe essere l’occasione storica per creare un fronte politico avverso coeso che non solo rigetta le loro idee, ma propone e persegue una visione qualitativamente diversa dello Stato, dello sviluppo e della società.

Affinché ciò si realizzi dobbiamo liberarci della malattia infantile della denuncia fine a stessa che, nutrendosi della criminalizzazione delle idee e della demonizzazione degli avversari politici, rischia di farci precipitare in una pericolosissima guerra civile che dobbiamo prevenire e scongiurare nel modo più assoluto. Dobbiamo pertanto riconcepire la politica non più come spettacolo urlato e rissoso ma bensì percorso di formazione culturale per passare dalla denuncia alla proposta, per recuperare i valori che ci fortificano dentro e ci restituiscono la certezza e l’orgoglio di chi siamo, per  individuare la prospettiva che corrisponda al riscatto della sovranità dell’Italia, al ripristino della centralità del bene degli italiani, alla rinascita della nostra civiltà decadente. Andiamo avanti con la schiena dritta e a testa alta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 29/08/2019 18:22:09 in Ali di Libertà di Magdi Allam

“Islam, immigrazione e globalismo. Le sfide dell’Europa”. Incontro pubblico di Magdi Cristiano Allam ad Alassio

Magdi Cristiano Allam tornerà ad Alassio giovedì 29 agosto per un incontro culturale pubblico in Piazza Partigiani alle ore 21, dove terrà una conferenza su “Islam, immigrazione e globalismo. Le sfide dell’Europa”. Il tema è più che mai di attualità in un momento in cui l’Italia si divide e si confronta sulla prospettiva del riscatto della sovranità nazionale o l’assimilazione agli “Stati Uniti d’Europa”. L’iniziativa è promossa dal Comune di Alassio e dalla “Biblioteca sul mare” nell’ambito della manifestazione “Alassio Summer Town”. Parteciperanno all’evento culturale aperto a tutti il vice-Sindaco Angelo Galtieri, il Consigliere comunale con delega alla Cultura Paola Cassarino, la Responsabile della Bibilioteca comunale Giuseppina Tardani. Allam ha recentemente scritto “Il Corano senza veli” ed è autore di 16 libri sull’islam e l’immigrazione.

Postato il 28/08/2019 09:26:04 in Comunicati di Magdi Cristiano Allam

Gli italiani nella loro disperata ricerca del ‘salvatore della Patria’ si innamorano facilmente ma si disamorano facilmente

Cari amici, in modo del tutto casuale partecipai alla Festa nazionale della Lega a Pontida il primo luglio 2018. Mi colpì l’intervento, conciso, chiaro e ammonitore di Giancarlo Giorgetti, il vice-Segretario Federale Vicario della Lega, di fatto il numero due dopo Matteo Salvini, e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo M5S-Lega. Andando controcorrente rispetto all’euforia collettiva, Giorgietti fece questa raccomandazione ai ministri e agli amministratori della Lega: “Tenete sulla scrivania una foto di Matteo Renzi. Abbiamo un'opportunità, ma fate attenzione. Ricordatevi che quattro anni fa il Segretario del Pd aveva il 40%". 

Nel suo intervento dopo Giorgietti, Salvini, a conferma del clima di eccitazione politica, fece questo pronostico: "Si rassegnino i compagni, governeremo 30 anni". Ebbene, meno di 15 mesi dopo, per volontà dello stesso Salvini che l’8 agosto scorso ha presentato una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ha chiesto di indire nuove elezioni, il Governo M5S-Lega è finito con le dimissioni di Conte il 20 agosto.

Nel confronto tra i due Matteo, dobbiamo prendere atto che la posizione di Renzi era molto più solida e ciononostante si dimise. Renzi fu eletto Presidente del Consiglio il 22 febbraio 2014. Il Pd aveva vinto le elezioni politiche del 2013 con il 29,55% dei consensi ed era il primo partito sia alla Camera con 344 seggi sia al Senato con 123 seggi. Alle Elezioni Europee del 25 maggio 2014 Renzi ottenne con il Pd il 40,8% dei consensi, un risultato eccezionale, finora ineguagliato nella Storia della Repubblica Italiana. Probabilmente Renzi si lasciò prendere dall’euforia, immaginò di poter diventare lui il “salvatore della Patria”, e ipotecò il proprio futuro politico con l’esito di un Referendum sulla riforma della Costituzione che si svolse il 4 dicembre 2016, perso da Renzi con 40,88% di voti favorevoli e 59,12% di voti contrari. Pur non essendo obbligato a dimettersi, Renzi rassegnò volontariamente le dimissioni da Capo del Governo il 7 dicembre 2016, rispettando seppur parzialmente l’impegno preso perché ha continuato a fare politica dopo aver promesso che si sarebbe ritirato dalla politica.

L’altro Matteo, Salvini, alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 prese come Lega il 17,35% dei consensi, partecipando alle elezioni in coalizione con il Centrodestra. Poi il Governo l’ha però fatto con il M5S, che prese il 32,68% dei consensi, pur essendo un soggetto politico antagonista soprattutto del Centrodestra ma anche del Centrosinistra, sostenendo che solo così c’erano i numeri per governare. Salvini ha fatto prevalere la dimensione quantitativa dei numeri alla dimensione qualitativa dei contenuti. È così che dal primo giugno 2018 Salvini è diventato Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Interno. Sfruttando magistralmente la visibilità mediatica concessagli, Salvini ha ottenuto uno straordinario risultato alle Elezioni Europee del 26 maggio 2019 diventando il primo partito italiano in seno al Parlamento Europeo con il 34,26% dei consensi. 

A questo punto Salvini ha probabilmente confuso la virtualità delle indicazioni di voto dei sondaggi, che lo danno tra il 36 e il 40% dei consensi, ha sovrapposto il fatto che è il primo partito italiano nel Parlamento Europeo con la realtà italiana, dimenticando però che nel Parlamento italiano la Lega è un partito di minoranza. Immaginare che sulla base dei sondaggi favorevoli alla Lega e del voto alle Europee si potesse andare subito a nuove elezioni, è stato un grave errore. Siamo in una Repubblica parlamentare e la prerogativa di sciogliere il Parlamento è esclusivamente del Presidente della Repubblica. Che, prima di farlo, ha l’obbligo costituzionale di verificare se ci siano altre maggioranze in Parlamento. Ed effettivamente c’è un’alternativa. La possibilità di un Governo tra il M5S e il PD non deve scandalizzare più di tanto. Tra questi due partiti, che sono entrambi di sinistra, ci sono molte più affinità sul piano delle idee di quante non ce ne siano tra il M5S e la Lega, essendo la Lega un partito di centrodestra. Il vero scandalo è stato il Governo M5S-Lega, un governo contronatura, che non avrebbe mai dovuto nascere. E se il Governo M5S-PD non dovesse funzionare, Mattarella ha già pronto un governo formalmente “tecnico”, guidato da Mario Draghi, che darà il colpo di grazia a ciò che resta della nostra sovranità nazionale. 

Sempre Giorgietti ha confessato che Salvini ha deciso da solo di sfiduciare Conte. Anche il fatto che Salvini non si sia consultato con gli altri dirigenti della Lega su una questione vitale, porre fine al governo di cui si fa parte, è stato un grave errore. 

Cari amici, la lezione da trarre dalla vicenda dei due Matteo, ma anche dalle precedenti esperienze di Berlusconi, Grillo e persino di Monti, l’altro Mario che ci ha imposto una dittatura finanziaria, è che nella disperata e ossessiva ricerca di un “salvatore della Patria”, gli italiani si innamorano facilmente e si disamorano facilmente. Rassegniamoci al fatto che nella nostra Italia non ci sono “salvatori della Patria”. Prendiamo atto che è arrivato il momento in cui ciascuno di noi deve rimboccarsi le maniche e metterci la faccia. Dobbiamo insieme promuovere una “rivoluzione culturale” che illumini le menti e fortifichi gli animi, ci consenta di acquisire una corretta rappresentazione della realtà e di recuperare i valori che sostanziano la nostra civiltà. Creiamo Gruppi sull’insieme del territorio nazionale in cui ci sia convergenza sulle idee, sui valori e sulla prospettiva che si traducano nel riscatto della sovranità dell’Italia, nel ripristino del primato del bene degli italiani, nella rinascita della nostra civiltà decadente. Creiamo una Rete tra tutti i soggetti che condividono queste idee, valori e prospettiva, compresi i partiti ma soprattutto in modo trasversale ai partiti. Prepariamo un solido terreno che consenta una mobilitazione popolare pacifica e democratica per passare dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti. So bene che è molto più impegnativo che delegare al “salvatore della Patria” di turno il compito di risolvere tutti i nostri problemi. Forse ci vorrà un miracolo. Ma è l’unico miracolo che potrà salvarci. Non abbiamo alternativa che credere che questo miracolo si realizzerà. Lo dobbiamo fare per noi stessi e soprattutto per i nostri figli e nipoti. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Postato il 21/08/2019 19:38:27 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

I vincitori dello “Swiss Stop Islamization Award 2019”

Comunicato - stampa (18 luglio 2019)

Ecco i tre vincitori dello “Swiss Stop Islamization Award 2019”

In memoria di Oriana Fallaci

Lo scopo dello Swiss Stop Islamization Award, ideato dal movimento politico “Il Guastafeste” di Giorgio Ghiringhelli (www.ilguastafeste.ch), è quello di ricompensare ogni anno tre persone – una per la Svizzera tedesca, una per la Svizzera francese e una per la Svizzera italiana (o persone attive nei Paesi confinanti con
la Svizzera) – che si sono distinte per la loro attività contro l’islamizzazione della Svizzera (e dell’Europa) e contro la diffusione del radicalismo islamico. A ognuno dei tre vincitori viene assegnato un premio di 2'000 franchi.
Il movimento del Guastafeste ringrazia quei cittadini e quelle cittadine (in totale 26) che hanno versato dei contributi a favore di questa iniziativa per un totale (finora) di 6’410 franchi, di cui 6'000 riversati ai tre vincitori e il resto utilizzato per coprire i costi organizzativi ammontati a circa 430 franchi.

Ecco i 3 vincitori della seconda edizione:

Magdi Cristiano Allam, nato a Il Cairo il 22 aprile
1952, laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, da giornalista è stato vice - Direttore del Corriere della Sera e ha collaborato con il Corriere del Ticino. È stato musulmano per 56 anni, ha creduto in un «islam moderato» fino a quando non è stato condannato a morte sia da terroristi islamici sia da sedicenti «musulmani moderati». Nel 2008 si è convertito al cristianesimo ricevendo il battesimo dal Papa Benedetto XVI.
È stato il primo giornalista in Italia a subire un procedimento disciplinare per «islamofobia» da parte dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ma lo ha vinto facendo trionfare il principio che è lecito criticare l’islam. In Italia è il principale bersaglio della “Jihad by Court”, una persecuzione giudiziaria promossa dai militanti islamici, per obbligarlo a non scrivere e a non dire nulla contro l’islam. Ha scritto 17 libri in cui spiega che i musulmani come persone possono essere moderati, ma che l’islam come religione è del tutto incompatibile con le leggi laiche dello Stato, con le regole della civile convivenza, con i valori della sacralità della vita, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale che sostanziano la nostra civiltà europea. In un’intervista rilasciata lo scorso 29 aprile al quotidiano
italiano “Libero” ha detto che si dovrebbe
dichiarare l’Islam fuori legge (https://www.liberoquotidiano.it/…/magdi-allam-libero-pietro…). E’ stato amico di Oriana Fallaci, che nel 2003 gli aveva inviato una lettera nella quale di fatto lo aveva accreditato come suo erede spirituale. Sta scrivendo un libro che sarà intitolato “Stop Islam”. Da leggere assolutamente l’intervista intitolata “Vade retro islam!”
pubblicata lo scorso 8 luglio su www.ilguastafeste.ch.

Prof. Sami Aldeeb (esperto di diritto arabo e musulmano; scrittore)
Cristiano di origine palestinese, divenuto cittadino svizzero, è nato il 5 settembre 1949. Dottore in legge. Professore universitario. Dal 1980 al 2009 è stato responsabile del diritto arabo e musulmano all’Istituto svizzero di diritto comparato ed è attualmente direttore del Centro di diritto arabo e musulmano (http://www.sami-aldeeb.com-www.blog.sami-aldeeb.com). Ha scritto una sessantina di libri tradotti in varie lingue, e nei quali ha chiarito con criteri scientifici alcune
interpretazioni del Corano e della Sunna (la raccolta dei “detti” di Maometto) basandosi sui pareri espressi nei secoli dagli esegeti dell’islam. Uno dei suoi ultimi libri, edito nel 2018, in francese, in italiano e in tedesco, è dedicato alla comparazione tra le norme svizzere e quelle musulmane, ove si dimostra l’incompatibilità di queste ultime con il diritto vigente nel nostro Paese. Ha fatto una
edizione araba del Corano in ordine cronologico (e l'ha tradotta in francese, in inglese e in italiano), separando i versetti pacifici rivelati alla Mecca da quelli contrari ai diritti dell’uomo rivelati a Medina. Questo Corano potrebbe costituire una buona base per una riforma dell’islam. Aldeeb è uno dei pochi che ha avuto il coraggio di dichiararsi pubblicamente “islamofobo e fiero di esserlo”,
motivando questa sua presa di posizione in un articolo pubblicato sul suo blog “Savoir ou se faire avoir” (https://blog.sami-aldeeb.com/…/sami-aldeeb-est-islamophobe-…). In una lettera aperta rivolta nel 2015 all’imam della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha ribadito che in nome della libertà di espressione le critiche all’islam dovevano essere accettate, e ha sostenuto la necessità di chiedere ai musulmani che non fossero d’accordo conquesta libertà di critica di ritornare nei loro Paesi di origine, in modo da evitare una guerra civile
in Francia fra musulmani e non musulmani; nella lettera aveva inoltre scritto che occorreva vietare l’insegnamento del Corano nella sua forma attuale, che incita alla violenza nella parte medinese (http://ripostelaique.com/lettre-ouverte-de-sami-aldeeb-a-da…). In un video pubblicato su youtube (https://www.youtube.com/watch?v=U2L75l2UlTU) ha detto che “il Corano medinese è mille volte peggio del Mein Kampf”. Chapeau!
Alain Jean

Mairet (redattore e traduttore indipendente)
Nato nel 1958. E’ un critico spietato dell’Islam. Fino al 2018 ha tenuto un blog appassionante (ajm.ch/wordpress). Qualche anno fa aveva lanciato una campagna d’informazione rivolta alle autorità cantonali in merito al consenso problematico dell’esegesi coranica, come l’odio, le maledizioni, il jihad, la corruzione ecc. (precaution.ch/action). Censurato da Twitter, egli scrive attualmente sul suo nuovo blog www.precaution.ch
e utilizza dati concreti, oggettivi e misurabili per most
rare come l’islam contribuisce a degradare la nostra società occidentale. In particolare ha dedicato molti sforzi per informare le autorità giuridiche e politiche della Svizzera sui dogmi più fondamentali e più tossici dell’islam. Ha contattato almeno 1500 politici eletti nella Svizzera romanda e tedesca inviando loro le opere e gli studi molto documentati che Sami Aldeeb ha scritto su questi aspetti problematici. Tutte queste attività, ripartite su vari anni, sono state interamente finanziate e in gran parte realizzate da lui. Anch’egli, come Magdi Cristiano Allam e tanti altri, ritiene che l’islam debba essere dichiarato fuorilegge in Europa.
Quando una quindicina di anni fa iniziò a dedicarsi alla battaglia contro l’islam decise di adottare alcune precauzioni per proteggere la sua famiglia , fra cui quella di non pubblicare alcuna sua foto su internet. Ecco perché
su sua richiesta pubblichiamo una sua caricatura di quando era adolescente. E’uno dei tristi effetti dell’islamizzazione..

Postato il 18/07/2019 10:20:50 in Rassegna Stampa di Magdi Cristiano Allam

27 anni dopo aver sepolto mia madre a Medina posso commemorarla solo nel mio cuore e nella mia mente

Cari amici, ventisette anni fa, il 12 luglio 1992, seppellii mia madre nel cimitero che sta sul retro della Grande “Moschea del Profeta”, che custodisce la tomba di Maometto, a Medina, la seconda città sacra dell’islam dopo la Mecca. È stata l’esperienza finora più tragica della mia vita, che ad oggi tendo a rimuovere e che non ho mai metabolizzato. L’ho fatto per esaudire l’ultimo desiderio di mia madre: essere sepolta vicino a Maometto. Nell’attesa aveva scelto di vivere da pensionata a Medina per poter pregare tutti i giorni nella Grande “Moschea del Profeta”. 

L’ideologia islamica del wahhabismo vigente in Arabia Saudita, assolutamente conforme a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, vieta il culto dei morti perché è solo Allah che si può adorare e pregare. Ed è così che il cimitero è senza insegne e senza lapidi. Di fatto si riduce ad un’area desertica del tutto spoglia. Ottemperando alla tradizione che affida la sepoltura ad un uomo della famiglia, da figlio unico fui io a occuparmene. Con una pala scavai una fossa. Poi mi aiutarono a posare il corpo di mia madre avvolta in un ampio lenzuolo bianco che annullava le sue fattezze presentandola del tutto informe. Infine il momento più doloroso, la copertura della fossa con la sabbia scavata che colpì direttamente e violentemente il corpo della mamma. Dopo aver colmato la fossa riportandola al livello del terreno desertico, vi posai sopra una pietra. Ma non appena mi allontanai di pochi metri e rivolsi lo sguardo in direzione della fossa, non la potei più individuare perché le pietre erano tutte uguali in un disordine naturale. 

Affinché non resti nulla, proprio nulla, delle spoglie mortali, gli inflessibili custodi dell’ortodossia islamica rinvangano periodicamente il terreno, disseppelliscono i morti ed eliminano definitivamente ogni traccia. Credo che sia il modo più disumano per congedarsi dai propri cari. Dopo aver concepito le persone come schiave sottomesse al loro dio Allah, l’islam nega qualsiasi traccia di umanità alla dolorosa cerimonia del funerale per eliminare la presenza del defunto non solo sul piano fisico ma anche in quello della memoria. 

Dal 12 luglio 1999 non ho più potuto commemorare il ricordo di mia madre. Non avrebbe senso andare a Medina perché lei non sta più dove la seppellii. In ogni caso non potrei andarci perché sono un apostata avendo abbandonato l’islam, e la sanzione contemplata per l’apostata è la morte. Non mi resta che ricordarla nel mio cuore e nella mia mente. Come ho fatto nella dedica “A mamma Safeya” contenuta nel mio libro “Il Corano senza veli”. 

 

A mamma Safeya

 

Rivedo il tuo sguardo tenerissimo 

specchio dell’innocenza radicata nell’anima

con gli occhi di un’orfana persi nel vuoto 

privata degli affetti e sfortunata in amore.

 

Giovane mamma temprata dalla sofferenza 

hai donato al tuo unico figlio tutta te stessa 

concependomi come la missione di vita

per regalarmi quella felicità che ti fu negata.

 

Per te l’islam è stato un’ancora di certezza

la fede ha compensato le ingiustizie terrene 

ma per un destino che non è mai casuale

mi hai affidato a un’educazione cristiana.

 

Da adulta con uno sforzo immane

imparasti a leggere per recitare il Corano

e a scrivere per potermi inviare delle lettere

che ad oggi mi commuovo solo a toccarle.

 

Il duro lavoro ti ha portato in giro per il mondo

ho patito immensamente per la tua lontananza

il collegio è stato una straordinaria scuola di vita

ma ho pianto spesso in una solitudine incolmabile.

 

I miei studi e soprattutto il mio amore per l’Italia

la tua scelta di vivere nella terra più sacra dell’islam 

ci hanno confinato in due mondi inconciliabili

condannandoci a una dolorosa frattura familiare.

 

Ricordo l’ultima volta che ci siamo rivisti 

isolata dietro il vetro per un male incurabile 

incrociandosi i nostri sguardi hanno condiviso 

che l’essenza della vita è la vita stessa.

 

Le mie lacrime adagiando il tuo corpo

in una fossa scavata e subito ricoperta

poco distante dalla tomba di Maometto 

realizzando il tuo ultimo desiderio. 

 

Senza una lapide sei fisicamente scomparsa 

gli inflessibili custodi dell’ortodossia islamica 

reprimono l’umana devozione per i propri cari

da vivi e da morti ci si sottomette solo ad Allah. 

 

Ma tu sei sempre viva dentro di me

ciò che io sono me l’hai donato tu

l’amore assoluto e la dedizione totale

alla causa che dà un senso compiuto alla vita.

 

Ti rivedrò quando toccherà a me

guardare la vita per l’ultima volta

ti abbraccerò forte come non ho fatto mai

nulla e nessuno ci separerà mai più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 12/07/2019 15:17:22 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Giorgio Ghiringhelli intervista Magdi Cristiano Allam per "Il Guastafeste"

Losone, 8 luglio 2019

In questa intervista concessaci in esclusiva, il grande islamologo italo- egiziano, Magdi Cristiano Allam, spiega perché l’islam come religione è incompatibile con le nostre leggi laiche e in Europa andrebbe dichiarato fuori-legge, senza criminalizzare i musulmani come persone

MAGDI C. ALLAM: VADE RETRO ISLAM !

“L’ISLAMIZZAZIONE PER VIA DEMOGRAFICA, LEGITTIMATA DA PAPA FRANCESCO, È UN CRIMINE EPOCALE NEI CONFRONTI DEI POPOLI EUROPEI, È UNA FOLLIA CHE VA FERMATA -- L’IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA È UNA STRATEGIA PIANIFICATA CHE PROMUOVE LA SOSTITUZIONE ETNICA DELLE POPOLAZIONI EUROPEE -- GLI EUROPEI SONO DESTINATI A ESSERE SOPRAFFATTI E COLONIZZATI DAGLI ISLAMICI -- LA STORIA DELL’ISLAM IN EUROPA È UNA STORIA PREVALENTEMENTE DI SOPRUSI E DI VIOLENZE -- L’ISLAM NON È RIFORMABILE : CHI PROVA A FARLO È CONSIDERATO UN ERETICO E RISCHIA DI ESSERE UCCISO -- NELLE PREGHIERE ISLAMICHE VI SONO DAL PUNTO DI VISTA GIURIDICO DELLE ISTIGAZIONI ALL’ODIO E ALLA DISCRIMINAZIONE VERSO EBREI E CRISTIANI CHE ANDREBBERO VIETATE E SANZIONATE - CHI DIFENDE IL VELO ISLAMICO FAVORISCE L’ISLAMIZZAZIONE E LA PROPRIA SOTTOMISSIONE ALL’ISLAM”.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Introduzione di Giorgio Ghiringhelli

“SVEGLIA , GENTE !”

Magdi Cristiano Allam, convertitosi al cristianesimo dopo essere stato musulmano per 56 anni, è probabilmente il massimo esperto di islam in Italia ed è certamente il più irriducibile avversario dell’islam attivo nella vicina penisola. Ho sempre desiderato incontrarlo perché - assieme a Oriana Fallaci , all’islamologo gesuita egiziano Samir Khalil Samir (di cui ho seguito un corso sull’islam svoltosi nel 2006 alla facoltà di teologia dell’Università di Lugano), al politologo italo-francese Alexandre Del Valle, al prof. Sami Aldeeb, al francese Pierre Cassen, alla giornalista- scrittrice ginevrina Mireille Vallette e a pochi altri - era ed è il mio mito, l’uomo che con i suoi libri, i suoi articoli e le sue ahinoi sempre più rare presenze nei programmi televisivi italiani (sveglia RSI !), ha contribuito ad aprirmi gli occhi sul mortale pericolo per la nostra società occidentale rappresentato dall’islam, e sulle strategie messe in atto dagli islamisti per islamizzare l’Europa.
L’avevo già incontrato nel 2011 a Lugano, dove era venuto per una conferenza, ma allora si era trattato di un incontro fugace, limitatosi a una stretta di mano. L’ho rincontrato il 14 marzo scorso a Lugano, dove era venuto a presentare il suo ultimo libro, e in quell’occasione abbiamo passato qualche ora assieme, e siamo diventati amici. Abbiamo anche scoperto di essere nati quasi lo stesso giorno : lui il 22 aprile 1952 al Cairo e io il giorno dopo a Locarno. Quando si dice il destino...
Una bella amicizia nata a Lugano fra due coetanei, l’uno musulmano convertitosi al cristianesimo e l’altro cristiano diventato ateo...ma entrambi uniti contro l’avanzata dell’Islam in Europa
Quando gli ho chiesto se fosse d’accordo di figurare fra i candidati al premio “Swiss Stop Islamization Award”, giunto quest’anno alla seconda edizione, ha subito accettato, confidandomi che il titolo del suo prossimo libro sarà, guarda caso, “Stop islam”. Che sincronismo! Nell’intento di farlo meglio conoscere al pubblico ticinese gli ho anche chiesto se fosse disposto a rilasciarmi un’intervista. Lui ha accettato di buon grado, ma quando ha visto il lungo elenco di domande che gli ho successivamente trasmesso non ha potuto fare a meno di esclamare : “tu non mi hai chiesto un’intervista, ma un libro !”. E comunque ha risposto a tutte le domande.
Certo, l’intervista è lunga, ma i temi trattati sono della massima importanza per il nostro futuro e meritano di dedicare un po’ di tempo alla sua lettura. Anche perché le cose che Allam dice difficilmente le leggerete sui nostri organi di dis-informazione.
Allam non risparmia critiche a Papa Francesco e alla Chiesa cattolica, rei di aver legittimato l’islam; e neppure ai giornalisti italiani (ma vale anche per i “nostri”...), rei di essere in buona parte islamofili e di nascondere certe sgradite verità sull’islam, per paura o per ignoranza; come pure ai politici, rei di non voler ammettere che l’islam è totalmente incompatibile con le nostre leggi laiche e con i valori della nostra società. E’ soprattutto ai rappresentanti di queste categorie che consiglio di leggere l’intervista che segue, nella speranza che essa possa contribuire a far sorgere qualche dubbio nelle loro menti e a dar loro la sveglia... prima che sia troppo tardi.
Cari seguaci di Papa Francesco, cari giornalisti e cari politici, quanto dice Magdi C.Allam può piacervi oppure no, ma non dimenticate che lui non è un signor “pinco pallino” qualsiasi il cui giudizio conta poco ma è un ex-musulmano che ha già scritto 17 libri su questi argomenti, che conosce molto ma molto meglio di voi l’islam e le sue strategie di conquista e che su questa materia è un’autorità indiscussa. Non per niente quando nel 2008 decise di convertirsi al cristianesimo fu Papa Benedetto XVI in persona a battezzarlo. Non per niente, come lui stesso racconta nell’intervista, la grande Oriana Fallaci lo nominò in pratica suo “erede spirituale” nella battaglia contro l’islam. E non per niente il grande politologo, filosofo e giornalista italo- francese Alexandre Del Valle, nel suo ultimo libro “Il complesso occidentale” (presentato anche a Mendrisio lo scorso 15 maggio), ha tenuto a dedicare un particolare ringraziamento al “grande Magdi Allam, con il quale ho avuto il piacere di lavorare e che mi ha molto ispirato nella necessità della rinascita tramite l’amore di se stesso e delle proprie nazioni e civiltà”.
GIORGIO GHIRINGHELLI
-------------------------------------------------------------------------------------------------------

L’INTERVISTA A MAGDI C. ALLAM

1) Tu sei nato in Egitto da genitori musulmani. Quando e perché hai deciso di batterti contro l’islam e di convertirti al cristianesimo?

Sono nato nel 1952 in un Egitto dove c’era maggior rispetto per le persone di fede diversa dall’islam. Per uno di quei casi che ci fanno comprendere che nulla accade per caso, mia madre si trovò a fare la bambinaia presso una ricca famiglia italiana al Cairo e furono loro a iscrivermi in collegio in una vicina scuola italiana gestita dalle Suore Comboniane. Iniziò così, all’età di quattro anni, un percorso di studio e di vita in un microcosmo di italianità e di cristianità nel contesto di un Egitto prevalentemente arabizzato ed islamico. Dall’asilo alla maturità scientifica sono stato per 14 anni in collegio, sei anni dalle Suore Comboniane e otto anni dai Salesiani. Fu così che conobbi il cristianesimo. Lessi i Vangeli e rimasi affascinato da Gesù. Ma soprattutto apprezzai le opere buone di religiosi e laici cristiani che si prodigarono per il bene di tutti i bambini e ragazzi, a prescindere dal fatto che fossimo cristiani o musulmani, italiani o egiziani. Ho vissuto esperienze religiose diverse. Sono stato per un breve periodo un musulmano praticante. In un altro periodo sono stato agnostico e mi sono posto la domanda sull’esistenza o meno di Dio.
Per tanti anni sono stato il musulmano laico che più di altri si è prodigato per affermare un “islam moderato”, un “islam italiano” compatibile con le leggi laiche dello Stato, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la nostra civiltà. Fino a quando nel 2003 mi sono scontrato con una minaccia di morte di Hamas (il movimento terrorista islamico palestinese) per la mia ferma condanna degli attentati terroristici suicidi che mietevano vittime tra gli israeliani. Sono seguite altre condanne da parte di estremisti islamici in Italia che mi hanno accusato di essere «un nemico dell’islam»: accusa che secondo il Corano si traduce nella condanna a morte.
Ho dovuto ricredermi sull’islam. Presi atto che i musulmani come persone possono essere moderati, se sostanzialmente sono laici, anteponendo la ragione e il cuore ad Allah e a Maometto. Ma che l’islam come religione non è moderato, perché ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto non sono moderati. Capii che per lungo tempo avevo semplicemente immaginato un “islam moderato”, trasponendo nella dimensione dell’islam una mia fede interiore nella sacralità della vita di tutti, nella pari dignità tra le persone e nella libertà di scelta individuale, auspicando che l’islam potesse essere ciò che io mi sentivo dentro. Ma di fronte a condanne e minacce di morte da parte di islamici integralisti ed estremisti che mi dissero che ciò che scrivevo ed affermavo era in contrasto con ciò che Allah prescrive nel Corano e con ciò che ha detto e ha fatto Maometto, mi trovai costretto a dare ragione a loro. Fu allora che maturai la decisione di abbandonare l’islam.
In parallelo rimasi affascinato dalla testimonianza di autentici testimoni di fede cristiana e in particolare da Benedetto XVI, il Papa che più di altri incarna il sodalizio armonioso tra fede e ragione, che è la quintessenza del cristianesimo che si fonda sulla fede in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, dove la dimensione trascendente della fede e la dimensione umana della ragione sono parte integrante della nostra concezione della divinità e dell’umanità. Fu così che scelsi di abbracciare la fede cristiana e ho avuto il dono immenso di ricevere il battesimo dalle mani di Benedetto XVI nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008. Lo definii «il giorno più bello della mia vita».

2) Dopo essere stato battezzato da Benedetto XVI sei però entrato in contrasto con la Chiesa cattolica: perché ? Cosa ne pensi di Papa Francesco, della sua politica a favore di un’accoglienza senza limiti degli immigrati (in prevalenza musulmani) e della sua recente visita negli Emirati Arabi alla ricerca di un dialogo con l’islam? E’ possibile un fruttuoso dialogo con l’islam e a quali condizioni?

Comincio con l’ultima domanda. Il dialogo e la convivenza non avvengono tra le religioni ma tra le persone. Le religioni non dialogano. Sono le persone di fede cristiana e di fede islamica che dialogano. Chiarito che sono le persone che dialogano, ne consegue che le persone sono sempre contestualizzate in un tempo e in uno spazio specifici. Le persone non sono mai decontestualizzate. Quindi la domanda corretta potrebbe essere: è possibile un dialogo fruttuoso tra i cristiani e i musulmani residenti a Lugano nel 2019? Posta così la domanda, comprendiamo che, da un lato, stiamo parlando di musulmani di cui conosciamo il nome e il cognome, dove risiedono, che attività svolgono e come si comportano, dall’altro che dobbiamo essere consapevoli di quali sono le radici, la fede, l’identità, i valori, le regole e le leggi che sostanziano la civiltà dei cittadini di Lugano, ed è questa la piattaforma su cui possono svilupparsi il dialogo e la convivenza. La risposta sarà pertanto positiva se i cittadini di Lugano saranno in grado di far rispettare la propria civiltà dentro casa propria, esigendo che i musulmani si comportino né più né meno come sono tenuti a comportarsi tutti i cittadini. Diversamente, se i cittadini di Lugano dovessero accordare deroghe ed eccezioni al rispetto della propria civiltà, se dovessero consentire di fatto a una legge che vale solo per i musulmani a fronte della legge al cui rispetto sono tenuti tutti i cittadini, il risultato è che lo stato di diritto imploderebbe e sarebbe la fine della propria civiltà.
Da ciò emerge che noi dobbiamo sempre distinguere tra la dimensione della persona e la dimensione della religione. I musulmani come persone vanno rispettati e valutati individualmente sulla base del loro comportamento. Ma l’islam come religione è intrinsecamente diverso dal cristianesimo. Attraverso la ragione noi prendiamo atto che ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto sono incompatibili con le nostre leggi laiche, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la nostra civiltà.
Ebbene l’errore in cui è incorsa anche la Chiesa cattolica è di sovrapporre la dimensione dei musulmani come persone con la dimensione dell’islam come religione, di ritenere che per amare cristianamente i musulmani si debba automaticamente e acriticamente legittimare l’islam a prescindere dai suoi contenuti. Il relativismo religioso, avviato nel 1965 con la Dichiarazione “Nostra Aetate” sottoscritta da Paolo VI, sintetizzato dalla litania delle «tre grandi religioni monoteistiche, rivelate, abramitiche, del Libro», ha raggiunto l’apice con la legittimazione dell’islam, del Corano e di Maometto da parte di Papa Francesco. Da ex musulmano che ha abbandonato l’islam proprio per la sua incompatibilità con la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe, ho espresso sin dal 2013 la mia dissociazione dalla Chiesa cattolica di Papa Francesco proprio per la sua legittimazione dell’islam. Il cristiano è tenuto ad amare i musulmani come persone ma senza legittimare l’islam come religione. O si è cristiani o si è musulmani. O si crede che Gesù Cristo è il Sigillo della Profezia, o legittimando l’islam si accredita Maometto come Sigillo della Profezia.
Ugualmente considero come deleteria la promozione della cosiddetta “accoglienza” dei cosiddetti “migranti”, mentre in realtà è una strategia deliberata, pianificata e finanziata di auto-invasione di clandestini che sono prevalentemente di sesso maschile, di età compresa tra i venti e i trent’anni, e sono prevalentemente musulmani. Questa strategia promuove la sostituzione etnica delle popolazioni europee, nel contesto di un tracollo demografico senza precedenti a causa del più basso tasso di natalità al mondo, e favorisce l’islamizzazione demografica dell’Europa.

3) Puoi presentare brevemente al pubblico ticinese la tua lunga attività contro l’islam e contro l’islamizzazione dell’Europa?

Essendo stato musulmano per 56 anni ed essendomi occupato dell’islam in ambito accademico e nella mia attività giornalistica, si tratta di una materia che conosco bene. Ho scritto recentemente dei libri che affrontano il tema dell’islam sia nella sua dimensione geo-politica dal titolo “Islam - Siamo in guerra”, sia nell’illustrazione dei suoi due pilastri dal titolo “Maometto e il suo Allah” e “Il Corano senza veli”.
Il mio prossimo libro, dal titolo “Stop islam” sarà la conclusione di questo percorso formativo e affermerà la tesi che, nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, dobbiamo mettere fuori legge l’islam come religione prendendo atto che è totalmente incompatibile con le leggi laiche dello Stato, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori della sacralità della vita di tutti, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale che sostanziano la nostra civiltà europea. Non è un caso che ad oggi l’islam non è ufficialmente una religione riconosciuta dallo Stato italiano, anche se lo Stato italiano si comporta di fatto come se fosse una religione riconosciuta.
Dobbiamo di fatto ripristinare la situazione che è stata presente in Europa per circa 1300 anni, perché da quando nel 632 (dopo la morte di Maometto) gli eserciti arabi invasero le sponde orientale e meridionale del Mediterraneo e poi si spinsero sulla sponda settentrionale, gli islamici sono stati il nemico storico dell’Europa. La “guerra santa” islamica, il vero Jihad come è attestato nel Corano, dimostrato da Maometto e confermato dalle conquiste e dalle violenze islamiche, portò alla fine dell’unità della civiltà cristiana del Mediterraneo. Per sette secoli tutto il Mediterraneo era stato cristiano. Nel giro di circa 200 anni dopo la morte di Maometto, le popolazioni cristiane sulla sponda orientale e meridionale del Mediterraneo furono sottomesse all’islam, l’Europa fu parzialmente occupata e penetrata in tante parti del suo territorio dalle forze islamiche. La storia dell’Europa coincide con la guerra di resistenza e di liberazione dei cristiani che sulla sponda settentrionale del Mediterraneo rifiutarono di essere assoggettati all’islam.

4) Puoi ricordarci le tappe più importanti di questa guerra di resistenza e di liberazione dell’Europa condotta nei secoli dai cristiani europei?

Iniziamo dalla battaglia di Poitiers, nell’ottobre del 732, in cui Carlo Martello sconfisse l’esercito di al-Andalus condotto dall’emiro Abd-al Rahman ibn Abdallah al Ghafiqi, wali andaluso. Fu allora che nel Chronicon il monaco lusitano Isidoro Pacensis parlò per la prima volta di «europei»: «Prospiciunt Europenses Arabum tentoria, nescientes cuncta esse pervacua, «Europenses vero ... spoliis tantum et manubiis decenter divisis, in suas se laeti recipiunt patrias» (Gli europei osservano le tende degli arabi, non sapendo che tutte erano vuote, ma gli europei ... dopo essersi divisi equamente spoglie e bottino, ritornano lieti in patria).
Poi la Reconquista, quando il 2 gennaio 1492 i re cattolici Ferdinando e Isabella espulsero dalla Penisola Iberica l’ultimo dei governanti moreschi, Boabdil Granada, ponendo fine a 750 anni di conquista dei Regni moreschi musulmani di al-Andalus, iniziata da parte degli Omayyadi nel 711.
Quindi la battaglia navale di Lepanto nella domenica del 7 ottobre 1571, tra le flotte dell’Impero ottomano e della cristiana Lega Santa, che riuniva forze navali di Venezia, Spagna, Roma, Genova, Cavalieri di Malta e Ducato di Savoia, organizzata dal papa Pio V e conclusasi con una schiacciante vittoria delle forze alleate, guidate da Don Giovanni d’Austria, su quelle ottomane di Mehmet Alì Pascià, che perse la vita nello scontro.
Infine la battaglia di Vienna dell’11 e 12 settembre 1683, quando l’esercito polacco- austro-tedesco, comandato dal re polacco Jan III Sobieski, riuscì a sconfiggere l’esercito dell’Impero ottomano comandato dal gran visir Merzifonlu Kara Mustafa Pascià, grazie al successo di papa Innocenzo XI nel ricreare la Lega Santa delle nazioni cristiane, ottenuto affidando questa missione al frate cappuccino Marco d’Aviano, beatificato da Giovanni Paolo II il 27 aprile 2003.
La storia dell’islam in Europa è una storia prevalentemente di violenze e barbarie, con degli spiragli di commercio ma senza mai legittimarsi sul piano religioso, come attesta il fatto che la Repubblica di Venezia, pur avendo floridi rapporti commerciali con l’Oriente, non ha mai accolto una moschea sul proprio territorio.

5) Nella tua lunga battaglia contro l’islamizzazione dell’Europa hai conosciuto Oriana Fallaci?

Ho avuto il privilegio di essere stato amico di Oriana Fallaci e di averla frequentata nel 2003 e nel 2004. Nell’ottobre del 2003 mi inviò una lettera in cui di fatto mi accreditò come suo erede spirituale: «Davvero quando avrò bene o male concluso questo lavoretto (“La forza della ragione”, ndr), la primissima copia sarà per te: più ti leggo, più ci penso e più concludo che sei l’unico su cui dall’alto dei cieli o meglio da un girone dell’inferno, potrò contare. Bada che ti infliggo una grossa responsabilità».
Dobbiamo tributare un omaggio a Oriana perché è stata la prima scrittrice italiana di fama internazionale, o meglio «Scrittore» come ha voluto essere immortalata nella sua lapide, ad aver avuto l’onestà intellettuale e il coraggio umano di dire che la radice del male non è solo il terrorismo islamico, quelli che sgozzano, decapitano, massacrano e si fanno esplodere, e non è solo il radicalismo islamico, quelli che predicando odio, violenza e morte praticano il lavaggio di cervello che trasforma le persone in robot della morte, ma è l’islam, è ciò che Allah prescrive nel Corano ed è ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

6) Ti hanno già minacciato di morte per le tue feroci critiche contro l’islam e gli islamisti : non hai paura?

Nel 2005 ho scritto un libro dal titolo «Vincere la paura», in cui spiego che la paura è l’arma usata dai terroristi islamici per sottometterci. Consapevoli che non potrebbero mai sconfiggerci sul campo di battaglia, perché noi come Occidente e come Mondo libero o comunque ostile all’islam siamo militarmente più forti, i terroristi islamici perpetrano degli efferati crimini facendosi esplodere e dandoci in pasto le immagini di teste mozzate, perché vogliono diffondere in noi e tra noi la paura. L’obiettivo vero del terrorismo islamico non è militare ma psicologico. Perché quando la maggior parte di noi sarà sopraffatta dalla paura, finiremo per subire senza reagire e per considerarci sconfitti senza combattere. Ecco perché dobbiamo «vincere la paura». Solo vincendo la paura noi sconfiggeremo il terrorismo islamico e saremo autenticamente e pienamente noi stessi dentro casa nostra. Mi ispira la massima del magistrato Paolo Borsellino, assassinato il 19 luglio 1992: «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».

7) Nel marzo scorso eri venuto a Lugano per presentare il tuo ultimo libro “Il Corano senza veli”. Chi ti aveva invitato ? Eri già stato in Svizzera?

Su iniziativa dell’amico rotariano Riccardo Malan, il 13 marzo 2019 ho presentato a Lugano il mio libro «Il Corano senza veli» in una cena conviviale presso l’Hotel Villa Principe Leopoldo, promossa dal Rotary Club Lugano con il suo Presidente Fernando Jermini, dal Rotary Club Lugano Lago, con il suo Presidente Francesco Siclari, dal Rotary Club Bellinzona con il suo Presidente Alfio Albasini, dal Rotaract Club Lugano Ceresio con il suo Presidente Stricker Luzius. Il Sindaco di Lugano Marco Borradori mi ha fatto l’onore di venire a salutarmi all’inizio dell’incontro. Sono socio onorario di diversi Club Rotary e sono stato insignito per quattro volte della «Paul Harris», la più alta onorificenza rotariana: dal Rotary Club Seregno-Desio-Carate Brianza il 9 giugno 2007; dal Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana il 19 luglio 2012; dal Rotary Club Morimondo Abbazia il 17 luglio 2015; dal Rotary Club Assago Milanofiori il 18 maggio 2016.
Ero già stato a Lugano il 26 maggio 2011, su invito dell'Associazione Svizzera- Israele-Ticino, per una mia conferenza sul tema «Israele: sfide e speranze». Il primo giugno 2015, su invito dell'Aidie (Associazione Dirigenti Italiani all'Estero), ho tenuto una conferenza a Ginevra sul tema «Unione Europea, globalizzazione e islam: il futuro degli Stati nazionali e della civiltà europea». Come giornalista sono stato presente in Svizzera con una collaborazione con il «Corriere del Ticino».

8) Puoi presentare brevemente il tuo ultimo libro e darci qualche anticipazione sul prossimo?

Il «Corano senza veli» è una guida per conoscere correttamente i contenuti del testo sacro dell’islam, il più diffuso ma il meno conosciuto al mondo, sicuramente il testo sacro che più di altri incute paura. La specificità del Corano rispetto ad altri testi sacri è che non è concepito come scritto da uomini seppur ispirati da Dio, ma è concepito come Allah stesso che si “incarta”, si invera e si sostanzia nel Corano. Per i musulmani il Corano è un testo increato al pari di Allah.
Il mio prossimo libro “Stop islam”, partendo da ciò che Allah prescrive nel Corano e da ciò che Maometto ha detto e ha fatto , ne evidenzia l’incompatibilità con la ragione, con le leggi laiche dello Stato, con le regole della civile convivenza e con i valori che sostanziano la nostra civiltà, e approda alla conclusione che dobbiamo mettere fuori legge l’islam come religione dentro casa nostra per salvaguardare la nostra civiltà senza discriminare e criminalizzare i musulmani come persone.

9) Tu sei stato vice-direttore del Corriere della Sera. Che atteggiamento ha la stampa italiana nei confronti dell’islam e dell’islamizzazione? E’ una mia impressione o la stampa italiana (e le varie televisioni) ti boicotta, specie da quando ti sei convertito al cristianesimo?

La stampa italiana è quasi totalmente islamofila, legittima l’islam concependolo come una religione di amore e di pace, mettendolo sullo stesso piano del cristianesimo, considera le moschee come luoghi di culto al pari delle chiese, assolve l’islam da qualsiasi rapporto con il terrorismo, immagina che i terroristi islamici siano dei folli che danneggiano il “vero islam”, delle schegge impazzite che operano in contrasto con ciò che Allah prescrive nel Corano e con ciò che ha detto e ha fatto Maometto. La stampa italiana si occupa della crescente islamizzazione solo quando accadono singoli episodi di radicalismo o terrorismo islamico, che comportano l’arresto o l’espulsione di imam radicali o di aspiranti terroristi islamici. Ci si limita a denunciare la punta dell’iceberg ma non si guarda in profondità alla realtà dell’iceberg.
La stragrande maggioranza dei giornalisti italiani non ha una competenza specifica sull’islam, non conosce né il Corano né Maometto, non parla l’arabo, viene facilmente manipolata dagli imam e ha una frequentazione saltuaria degli Stati islamici. D’altro canto l’islamofilia è imposta dall’Unione Europea che si è spinta fino a codificare il reato di islamofobia, inteso come il divieto assoluto di criticare o ancor di più condannare l’islam come religione.
Di conseguenza la mia denuncia dell’islam come religione, pur nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, non è accettata dalla stampa in senso lato, comprese le televisioni. Mentre ero ben accetto quando, da musulmano sostanzialmente laico e moderato, criticavo il terrorismo e il radicalismo islamico assolvendo l’islam come religione, le stesse cose dette da cristiano non vanno più bene, anche perché ora la mia condanna abbraccia l’islam come religione.
La verità è che si ha paura di criticare o di condannare l’islam perché si ha paura della reazione arbitraria, arrogante e violenta dei musulmani. Il risultato è che in Italia e in Europa chiunque può dire di tutto e di più su tutto e su tutti, tranne che sull’islam. Ed è proprio questa realtà quella che più di altre connota la decadenza della nostra civiltà, perché se non possiamo dire la verità in libertà anche sull’islam come religione significa che non siamo più pienamente noi stessi dentro casa nostra. Questa è la nostra morte interiore ed è la morte peggiore perché si sopravvive fisicamente ma rinunciando alla propria dignità e libertà.

10) A ogni attentato islamico si sente dire sia dalle autorità religiose islamiche e sia dai giornalisti occidentali che “questo non è il vero islam”, che l’islam “è una religione di pace amore e tolleranza” e che non bisogna fare di ogni erba un fascio. Tu cosa ne pensi?

La verità è che Allah nel Corano legittima, ordina e istiga all’odio, alla violenza e alla morte nei confronti dei miscredenti che sono tutti i non musulmani. Ci sono innumerevoli versetti del Corano che lo attestano.
«Allah ha comprato dai credenti le loro vite e i loro beni dando in cambio il Paradiso, poiché combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. Promessa autentica per Lui vincolante, presente nella Torâh, nel Vangelo e nel Corano. Chi, più di Allah, rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che avete fatto. Questo è il successo più grande». (9, 111)
«Combattano dunque sul sentiero di Allah, coloro che barattano la vita terrena con l’altra. A chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso, daremo presto ricompensa immensa». (4,74)
«Getterò il terrore nel cuore dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo (...) Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi» (8, 12-17).
«Combatti dunque per la causa di Allah – sei responsabile solo di te stesso – e incoraggia i credenti. Forse Allah fermerà l’acrimonia dei miscredenti. Allah è più temibile nella Sua acrimonia, è più temibile nel Suo castigo». (4,84)
«Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa, che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete». (2, 216)
«Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti». (2, 191)
«Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati (...)”. (9, 5)
«[gli ipocriti e i miscredenti] Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte.» (33, 61).
«Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano». (2, 193)
«E non chiamare morti coloro che sono stati uccisi sulla via di Dio, anzi, vivi sono, nutriti di Grazia presso il Signore!». (3, 169)
Allah nel Corano è un dio violento perché Maometto è stato violento. Negli ultimi dieci anni della sua vita, tra il 622 - quando fu cacciato dai suoi concittadini della Mecca- fino alla sua morte a Medina nel 632, Maometto ordinò di fare circa un centinaio tra razzie e guerre, in cui lui personalmente combatté, uccise, sgozzò e decapitò i suoi nemici. E fu particolarmente violento contro gli ebrei.

11) Tu hai scritto un libro intitolato “Islam, siamo in guerra”. Ritieni davvero che l’islam abbia dichiarato guerra all’Occidente ? Quali sono le strategie usate per conquistare l’Europa?

L’islam è in guerra contro l’Europa da 1300 anni. Fu Maometto stesso a definire questa guerra quando profetizzò che dopo Costantinopoli anche Roma sarà sottomessa all’islam. Ebbene pochi sanno, persino all’interno della Chiesa e forse non lo sa neppure Papa Francesco, che nell’830 e nell’846 per due volte gli islamici, che compaiono nei testi di storia come i saraceni, invasero Roma e per due volte saccheggiarono la Basilica di San Pietro, depredandola di tutto l’oro e l’argento che vi era custodito, oltre a perpetrare delle atrocità tra la popolazione romana. Le mura che cingono lo Stato del Vaticano si chiamano “Mura Leonine” perché furono edificate nell’847 dell’allora pontefice Leone IV. L’847 è l’anno immediatamente successivo alla seconda invasione islamica di Roma e al secondo saccheggio della Basilica di San Pietro. Quelle mura hanno prevenuto nuove invasioni e nuovi saccheggi della Basilica di San Pietro, hanno difeso la Chiesa e salvaguardato la cristianità.
È un fatto della Storia che dovrebbe far comprendere che le mura o i muri sono parte integrante della nostra civiltà, che probabilmente senza le Mura Leonine non ci sarebbe stato lo Stato della Chiesa e il cristianesimo sarebbe stato sopraffatto dall’islam anche sulla nostra sponda settentrionale del Mediterraneo, così come accadde nel Settimo secolo alla sponda meridionale e orientale del Mediterraneo le cui popolazioni erano al 98% cristiani, mentre oggi i cristiani in quella regione si sono assottigliati a circa il 5%. E qualora gli islamici turchi fossero riusciti nel 1683 a conquistare Vienna, avrebbero proseguito per Roma. L’obiettivo vero della guerra ininterrotta degli islamici per sottomettere l’Europa all’islam è la conquista di Roma, individuata come il centro della cristianità.
Oggi gli islamici non hanno bisogno di fare le guerre per sottomettere l’Europa all’islam. Si avvalgono di due strumenti principali: la maggiore crescita della natalità dei musulmani rispetto al tracollo demografico degli europei; e lo sfruttamento della democrazia malata, ridotta alla sola dimensione formale, concependola come uno strumento per arrivare al potere per poi sostituire la democrazia con la sharia, il sistema di potere islamico.
Già 45 anni fa, nel 1974, l’allora Presidente dell’Algeria Houari Boumedienne, formalmente un laico socialista, intervenendo dinanzi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite disse: «Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l’emisfero sud per irrompere nell’emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria».
E vent’anni fa, il 13 ottobre 1999, Monsignor Giuseppe Bernardini, vescovo di Izmir in Turchia, nel corso della seconda assemblea speciale per l’Europa del Sinodo svoltosi in Vaticano disse: «Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo- cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”. C’è da crederci, perché il “dominio” è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa e del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista? È un fatto che termini come “dialogo”, “giustizia”, “reciprocità”, o concetti come “diritti dell’uomo”, “democrazia”, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro. Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, ad un ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà sempre compatta e senza esitazioni. La storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre ad imporsi alle maggioranze rinunciatarie e silenziose».

12) Quali sono le principali cause dell’islamizzazione dell’Europa?

L’Europa odierna si trova nella condizione in cui si trovava l’Impero Romano d’Occidente nel Secondo secolo. Gli storici indicano nel 476 l’anno della sua fine, quando il generale Flavio Odoacre, un barbaro sciro o unno, depose l’ultimo imperatore romano Romolo Augusto. Ma già tre secoli prima si registrò il suo declino caratterizzato dai seguenti fattori: 1) Il calo demografico dovuto non solo alle guerre ed alle carestie, ma anche alle epidemie che si diffondevano molto velocemente e causavano numerose vittime. 2) La scelta di riequilibrare la bilancia demografica spalancando le porte allo straniero, favorendo le invasioni germaniche e accrescendo la presenza dei barbari in seno all'esercito romano. 3) La concessione della cittadinanza romana a tutti i sudditi dell’Impero a prescindere dall’adesione ai valori che sostanziavano la civiltà romana. 4) Il venir meno della certezza dei valori e delle regole all’insegna dell’ideologia del relativismo, con la diffusione della dissolutezza sul piano morale e della corruzione sul piano della pubblica amministrazione. 5) Una crisi strutturale dell'economia causata dalle tasse sempre più ingenti che gravavano sui ceti produttivi, in particolare sui contadini, che si tradusse nell’esodo dalle campagne, il crescente impoverimento delle popolazioni romane, il crollo dei traffici commerciali, il ritorno ai pagamenti in natura.
Fu così che l’Impero Romano d’Occidente, che era il mondo globalizzato dell’epoca, si estinse non tanto per la forza dei nemici, ma per la sua intrinseca debolezza. Non fu un omicidio ma un suicidio.
Ebbene, come detto oggi l’Europa si trova in una situazione complessiva simile. È un fatto che l'Unione Europea è l'area del mondo che ha il più basso tasso di natalità al mondo, l’1.3% rispetto al 2.1% necessario ad assicurare l’equilibrio della bilancia demografica. Secondo i demografi quando il tasso di natalità cala al di sotto dell’1.9% non è più possibile garantire la perpetuazione della società autoctona e salvaguardare la propria civiltà. Su circa 500 milioni di abitanti dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea, solo il 16%, pari a 80 milioni di abitanti, hanno meno di 30 anni. Viceversa su circa 500 milioni di abitanti della sponda orientale e meridionale del Mediterraneo, sommando le popolazioni dei 22 Stati arabofoni più quelle della Turchia e dell’Iran, ben il 70% ha meno di 30 anni, pari a 350 milioni di abitanti.
Quando si mettono su un piatto della bilancia 80 milioni di europei, cristiani in crisi d’identità , e sull’altro 350 milioni di mediorientali, al 99% musulmani convinti che l’islam è l’unica “vera religione” che deve affermarsi ovunque nel mondo, il risultato indubbio è che gli europei sono destinati ad essere sopraffatti e colonizzati demograficamente dagli islamici. A quel punto i musulmani non avranno più bisogno di farci la guerra o ricorrere al terrorismo. Potranno sottometterci all’islam limitandosi ad osservare le regole formali della nostra democrazia, che premia il soggetto politico più organizzato ed influente, in grado di condizionare e di accaparrare il consenso della maggioranza.

13) Dunque anche l’immigrazione di massa contribuisce all’islamizzazione dell’Europa...
L’Europa promuove l’ideologia dell’immigrazionismo che concepisce gli immigrati buoni a prescindere, anche se si tratta di clandestini, a dispetto delle conseguenze negative sul piano economico, sociale, valoriale e della sicurezza. L’immigrazionismo si sposa con una visione globalista che mira a abbattere le frontiere nazionali e a legittimare la libera migrazione delle masse umane in tutto il mondo, considerato una terra di tutti, dove pertanto chiunque può entrare ed uscire ovunque a proprio piacimento. La prospettiva sarà la sostituzione etnica delle popolazioni europee, l’accelerazione dell’islamizzazione delle popolazioni europee per via demografica, il crescente impoverimento delle popolazioni europee.
Sconcerta il fatto che Papa Francesco, il capo della Chiesa cattolica, si contraddistingue per aver elevato l’accoglienza dei migranti a dogma di fede, per aver santificato gli immigrati paragonandoli a Gesù, per aver scomunicato i cristiani contrari all’accoglienza illimitata e incondizionata.

14) Sarebbe discriminatorio o un atto di legittima difesa quello di limitare o bloccare l’afflusso di migranti economici e di rifugiati di religione musulmana in Europa, deviandoli verso altri Paesi islamici fra cui i ricchi Stati del Golfo?

Le popolazioni in Italia in particolare e in Europa in generale stanno subendo una strategia di auto-invasione di clandestini provenienti dall’Africa, dall’Asia e dal Medioriente che sta accelerando l’islamizzazione per via demografica. Si tratta di un crimine epocale nei confronti dei popoli europei che si traduce nel suicidio della civiltà europea. Questa follia va fermata anche nell’interesse dei giovani africani che con l’inganno abbandonano il Continente più ricco del Mondo.

15) Si dice spesso che la stragrande maggioranza dei musulmani presenti in Europa sono “moderati” o laici o progressisti. Quindi i fedeli di altre religioni e gli atei possono stare tranquilli indipendentemente dalla crescita del numero di musulmani su suolo europeo?

Quando i musulmani sono minoranza si mostrano, per necessità, dialoganti e tolleranti delle religioni o ideologie altrui. Ma quando diventano maggioranza, impongono l’islam perché concepiscono l’islam come l’unica vera religione naturale dell’uomo. Allah nel Corano prescrive chiaramente che l’islam si affermerà ovunque nel mondo e legittima il Jihad, la Guerra santa, per sottomettere con la violenza i miscredenti, cioè tutti i non musulmani.

16) Ma allora non c’è scampo ? L’Unione Europea è destinata a trasformarsi in uno Stato islamico retto dalla sharia?

Noi oggi, guardando a ritroso nella Storia e con il senno del poi, possiamo ritenerci fortunati perché all'Impero Romano, dopo una serie di sconvolgimenti, è seguito il cristianesimo che è stato il portatore di civiltà che ha saputo recepire e assimilare l'eredità della filosofia greca e del diritto romano, ha promosso la cultura dell'umanesimo e del rinascimento, ha provocato la razionalità dell'illuminismo. Il risultato è che noi oggi beneficiamo di una civiltà laica e liberale, dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe, ed è l'unica civiltà al mondo che si fonda e che legittima la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta individuale compresa la libertà religiosa e la libertà di non credere ad alcun dio.
Il problema si pone per i nostri figli e per i nostri nipoti perché il dato demografico in primis, nel contesto della decadenza della nostra civiltà, ci dice che a questa Unione Europea seguirà l'islam. Già oggi ci sono cinque capitali europee, Londra, Berlino, Bruxelles, Amsterdam e Oslo, in cui tra i nuovi nati il nome in assoluto più diffuso è Mohammed, ovvero Maometto. Ci sono fette del territorio europeo, quali le Banlieue parigine, il quartiere di Molenbek a Bruxelles, la periferia di Rotterdam, interi quartieri di Birmingham, che sono stati islamizzati. Perché noi l'abbiamo consentito limitandoci ad elargire, all'insegna dell'ideologia del multiculturalismo, diritti e libertà senza chiedere in cambio l'ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole.
Ancor più grave è l'errore di accordare ai musulmani lo status di «comunità» distinta dalla società di accoglienza, con il sottinteso che possono auto-amministrarsi sulla base delle proprie regole e addirittura delle proprie leggi. In particolare la Gran Bretagna da ben 38 anni ha legittimato la presenza dei tribunali islamici che hanno emesso decine di migliaia di sentenze basate sulla sharia, la legge islamica, in tema di diritto familiare e patrimoniale, nonostante il contrasto flagrante tra la legge islamica e la legge laica dello Stato.
Nel caso specifico perché la donna nell'islam è concepita come un essere antropologicamente inferiore, sostanzialmente un oggetto sessuale, la cui testimonianza vale la metà della testimonianza dell'uomo e che eredita la metà di ciò che spetta all'uomo; l’uomo può sposare fino a quattro mogli contemporaneamente più tutte le schiave che può permettersi, la moglie può essere ripudiata in modo arbitrario dal marito, può essere picchiata se il marito teme la sua insubordinazione e deve essere uccisa in caso di adulterio.

17) Cosa dovrebbero fare di concreto i Governi europei per non farsi sottomettere dall’islam, se non è già troppo tardi?

I Governi europei, proprio perché non vogliamo e non dobbiamo discriminare e meno che meno criminalizzare i musulmani come persone, devono esigere che all’interno di questa nostra casa comune i musulmani si comportino né più né meno di come sono tenuti a comportarsi tutti i cittadini, ovvero rispettare le stesse leggi laiche dello Stato, ottemperare alle stesse regole su cui si fonda la civile convivenza, condividere gli stessi valori che sostanziano la nostra civiltà, senza accordare ai musulmani deroghe o eccezioni.
Al tempo stesso noi tutti dobbiamo recuperare il diritto e il dovere di dire la verità in libertà anche nei confronti dell’islam come religione per poter essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

18) C’è chi nega che sia in corso l’islamizzazione e la colonizzazione islamica dell’Europa, e che dà del razzista e dell’islamofobo a chi lo sostiene. Tu cosa ne pensi?

I fatti sono fatti. I fatti si sostanziano di un contenuto oggettivo, assoluto, universale. I fatti non sono opinioni. I fatti non hanno un colore politico o una connotazione ideologica. Pertanto i fatti vanno accettati da tutti. Poi ciascuno legittimamente può valutare i fatti in modo diverso e trarre delle conclusioni diverse. Ma i fatti sono fatti.
È indubbio che c’è, in assoluto, una crescita della presenza dei musulmani in Europa e, specificatamente, una crescita demografica dei musulmani per il più alto tasso di natalità a fronte del tracollo demografico delle popolazioni autoctone europee. È indubbio che ci siano fette di territori europei che sono stati islamizzati e che vengono arbitrariamente auto-amministrati sulla base delle regole e delle leggi islamiche. È indubbio che c’è una crescita dell’islamizzazione dell’Europa che si sostanzia nella proliferazione di moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, centri studi e di formazione. È indubbio che c’è una crescita della presenza dei musulmani nelle istituzioni, nelle attività produttive, nelle scuole e negli spazi pubblici, dove si vedono sempre più donne islamiche velate e sempre più uomini barbuti con le lunghe tuniche. È indubbio che quest’Europa, che nega e si vergogna della realtà storica delle proprie radici e della propria identità cristiana, sta favorendo l’islamizzazione, ha legittimato l’islam come religione a prescindere dai suoi contenuti che sono del tutto incompatibili con la civiltà europea, ha codificato il reato di “islamofobia” concepito come il divieto assoluto di criticare e di condannare l’islam come religione.

19) Fra i giornalisti occidentali predomina l’idea che non si deve criticare l’islam per non offendere i musulmani “moderati”, ma semmai solo l’islamismo. Cosa ne pensi?

I musulmani come persone, al pari di ogni persona, vanno rispettati e valutati singolarmente sulla base delle proprie azioni, conformemente allo Stato di diritto che si fonda sulla responsabilità soggettiva. Ma l’islam come religione, al pari di qualsiasi religione, ideologia o idea, può essere legittimamente vagliato e criticato, approvato o condannato, accettato o rifiutato.
È sbagliato sovrapporre la dimensione della persona con la dimensione della religione, e ritenere, all’insegna dell’ideologia del relativismo, che per rispettare i musulmani come persone si debba automaticamente e acriticamente legittimare l’islam come religione, a prescindere dai suoi contenuti, da ciò che Allah prescrive nel Corano e da ciò che Maometto ha detto e ha fatto.
Così come è sbagliato, all’insegna dell’ideologia del razzismo, ritenere che partendo dalla legittima critica, condanna e rifiuto dell’islam come religione, si possa o si debba automaticamente e acriticamente discriminare e criminalizzare i musulmani come persone, a prescindere dalla responsabilità soggettiva.

20) C’è differenza sostanziale fra islam e islamismo? Quale?

L’islam è la religione che si fonda sulla fede in Allah e in Maometto. L’islamismo è una ideologia militante che promuove la mobilitazione dei musulmani per imporre ovunque nel mondo l’islam, sia con la predicazione sia con il Jihad, la Guerra santa, conformemente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

21) Ritieni che l’islam sia una religione (o un’ideologia) fascista e totalitaria? Si può paragonarla al nazismo, al fascismo e al comunismo?

L’islam nasce come un sistema di potere assoluto, una nuova tribù nel deserto dell’Arabia nel Settimo secolo dove per aderirvi bisognava adorare solo il dio pagano arabo Allah e soprattutto sottomettersi al potere di Maometto. L’islam pertanto è intrinsecamente impositivo, invasivo e violento. E rispetto alle altre ideologie totalitarie, quali il nazismo o il comunismo, impone la propria dittatura sulla base della volontà di Allah e non di uomini, e pertanto l'islam non può in alcun modo essere messo in discussione da nessuno pena la sua condanna a morte su questa terra e la sua dannazione eterna nell’Inferno islamico.

22) Qual è secondo te la percentuale di imam della scuola radicale salafita- wahabita (compresi i Fratelli musulmani) nella gestione delle moschee in Europa? Vi sono imam riformisti che insegnano un islam pacifico (quello meccano) e che predicano l’integrazione dei musulmani nella società occidentale?

La maggior parte delle moschee in Europa sono state costruite con i soldi dell’Arabia Saudita e del Qatar, Stati in cui vige la versione puritana e radicale dell’islam wahhabita, o con i soldi della Turchia, che è il principale sostenitore politico dei Fratelli Musulmani. Tutti gli imam all’interno delle moschee predicano ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Coloro che noi definiamo “moderati” sono quelli che, o per ingenuità o per dissimulazione (in arabo la “taqiyya”), estrapolano i versetti del Corano o i detti di Maometto compatibili con le leggi, le regole e i valori europei. Ma nessun imam potrebbe mai rinnegare l’integralità di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

23) Il politologo Giovanni Sartori sosteneva che l’islam non si è mai integrato in nessuna società e che cercare di integrarlo nella nostra è un rischio da non correre. Che ne pensi?

Il dialogo e la convivenza concernono le persone e non le religioni. L’islam come religione non dialoga e non convive. Sono i musulmani come persone che dialogano e convivono. È del tutto evidente che possono integrarsi i musulmani laici, quelli che antepongono la ragione e il cuore ad Allah e a Maometto, di fatto i musulmani che non ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

24) E’ proprio impossibile riformare l’islam? Cosa può fare l’Occidente per spingere i musulmani a riformare la loro religione?

Nel nono secolo si affermò in Iraq sotto il Califfato Abbaside una scuola teologica e filosofica, denominata mu’tazilita, che sostenne la tesi eterodossa del Corano creato, in contrasto con la tesi su cui si fonda l’islam e cioè del Corano increato al pari di Allah. Sostenendo che solo Allah è increato mentre il Corano è creato, i mu’taziliti legittimarono l’uso della ragione per vagliare e criticare i contenuti del Corano, così come concepirono la ragione come mezzo congruo per pervenire alla verità al pari della fede. Il sottinteso è che il Corano non sarebbe Allah che si sostanzia, si invera, si “incarta” nel testo sacro dell’islam, ma sarebbe espressione del pensiero di Maometto e comunque scritto da uomini. Ecco perché la tesi del Corano creato fu bocciata e condannata come eresia, in quanto effettivamente mette a repentaglio il fondamento teologico dell’islam.
Da 1400 anni i musulmani convinti che il Corano sia un testo increato al pari di Allah, ritengono che ciò che Allah vi prescrive deve essere ottemperato letteralmente e integralmente. Se nell’islam non c’è stato un illuminismo si deve al fatto che manca la legittimazione dell’uso della ragione per entrare nel merito dei contenuti della fede.
Ecco perché l’islam non è riformabile. E se non lo possono fare gli stessi musulmani, ovviamente non potrebbe farlo l’Occidente. Non esiste un “islam a la carte”, l’islam è l’islam, l’islam è il Corano e Maometto, che non possono essere criticati, alterati, manipolati.

25) In Svizzera c’è un palestinese cristiano esperto di diritto arabo e musulmano, il dr. Sami Aldeeb (lui pure candidato al premio Swiss Stop Islamization Award 2019 per la regione di lingua francese), che ha scritto un Corano in ordine cronologico, separando così nettamente la rivelazione pacifica della Mecca da quella violenta di Medina. Egli sostiene che la religione islamica dovrebbe limitarsi a seguire la parte meccana del Corano, mentre quella medinese ( da lui definita “mille volte più violenta del Mein Kampf di Hitler”) sarebbe da considerare valida solo per l’epoca, le circostanze ed i luoghi in cui fu rivelata. Questa riforma dell’islam sarebbe rivoluzionaria. Ma sarebbe realizzabile?

Questa è la teoria del teologo islamico sudanese Mahmud Muhammad Taha, giustiziato per eresia nel 1985, per aver sostenuto che bisognava credere solo nella rivelazione meccana del Corano, quella più spirituale, mentre la rivelazione medinese (dalla fuga di Maometto dalla Mecca a Medina nel 622 fino alla sua morte nel 632), quella più violenta, dovrebbe essere solo oggetto di venerazione ma senza considerarla vincolante sul piano della fede, in quanto descrittiva di eventi conclusisi nel Settimo secolo. Taha era un sostenitore della separazione tra religione e Stato, quindi dello Stato laico. Coloro che hanno sostenuto posizioni simili, a partire dai mu’taziliti, Avicenna e Averroè, sono stati condannati di eresia.

26) Le Costituzioni dei Paesi occidentali e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo riconoscono la libertà di religione. Ma è giusto riconoscere tale libertà anche a quelle religioni che non la concedono ai propri fedeli, che non rispettano la parità dei sessi, che non prevedono la separazione fra Stato e Chiesa? Non si dovrebbe rivedere il concetto di libertà di religione contenuto in testi scritti oltre mezzo secolo fa, quando l’islam non aveva ancora messo radici in Occidente?

In Italia l’islam ad oggi non è una religione riconosciuta dallo Stato perché non ottempera alle due condizioni prescritte dall’articolo 8 della Costituzione, ossia la stipula di una Intesa e la conformità dell’ordinamento giuridico dell’islam, cioè della sharia, con le leggi laiche dello Stato. La sharia è totalmente incompatibile con la Dichiarazione universale dei diritti umani e con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, più in generale è totalmente incompatibile con le leggi laiche di uno Stato di diritto, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la nostra civiltà a partire dalla sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta individuale.
È vero che la Dichiarazione universale e la Convenzione europea, al pari delle Costituzioni degli Stati europei, legittimano la libertà di culto delle persone. Ebbene non è in discussione la libertà di culto dei musulmani come persone, bensì è in discussione la compatibilità dell’islam come religione con lo Stato di diritto. La conclusione è che, all’interno del nostro Stato di diritto, nel rispetto dei musulmani come persone, dobbiamo prendere atto che l’islam come religione è incompatibile.
Questa è stata la posizione dell’Europa per circa 1300 anni: con i musulmani ci sono stati rapporti commerciali o di altra natura laddove ci sono stati degli interessi reciproci, ma l’islam è stato osteggiato proprio perché storicamente è stato il principale nemico dell’Europa.

27) E’ vero o no che la preghiera che i musulmani sono tenuti a recitare 5 volte al giorno contiene dei messaggi sublimali di odio e discriminazione verso cristiani ed ebrei? Sarebbe giustificato proibire queste preghiere su suolo pubblico , come chiedeva una petizione del Guastafeste bocciata nel febbraio scorso dal Gran Consiglio?

Nell’arco delle cinque preghiere quotidiane obbligatorie, i musulmani recitano per 17 volte la prima sura o capitolo del Corano, detta Al-Fatiha, L’Aprente. Negli ultimi due versetti si eleva questa invocazione ad Allah: «Guidaci sulla retta via, la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi nella tua ira, né di coloro che vagano nell’errore». Ebbene tutti i teologi islamici basandosi sulla Sunna, la raccolta dei detti e dei fatti attribuiti a Maometto, concordano sul fatto che «coloro che hai colmato di grazia» sono i musulmani, «coloro che sono incorsi nella tua ira» sono gli ebrei, «coloro che vagano nell’errore» sono i cristiani.
Da ciò si evince che, consapevolmente o meno, tutti i giorni, almeno 17 volte al giorno, tutti i fedeli musulmani che pregano condannano gli ebrei e i cristiani, a prescindere dal fatto che essi siano musulmani moderati, integralisti, estremisti o terroristi. E anche coloro che non pregano, ma sono comunque credenti, sono tenuti per volontà di Allah a concepire gli ebrei e i cristiani come nemici e miscredenti. Dal punto di vista giuridico, siamo di fronte a una manifesta istigazione alla discriminazione e all’odio nei confronti degli ebrei e dei cristiani che dovrebbe essere vietata e sanzionata.

28) Negli scorsi giorni il Parlamento austriaco ha approvato una legge che vieterà di indossare indumenti religiosi che coprano la testa all’interno di tutte le scuole elementari. Lo scorso anno il Tribunale federale svizzero aveva invece annullato un’iniziativa popolare lanciata nel Canton Vallese che chiedeva di introdurre il divieto generico di indossare copricapi nelle scuole dell’obbligo (il bersaglio principale era ovviamente il velo islamico). Secondo i giudici federali il velo islamico non crea pericoli di proselitismo nelle scuole e vietarlo sarebbe contrario alla libertà di religione. Tu cosa ne pensi?

Va chiarito che Allah nel Corano impone alle donne musulmane di indossare il velo: «O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso» (33, 59); «E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto (...)» (24, 31).
Non è affatto vero che le donne musulmane siano libere di indossare o di non indossare il velo. Coloro che non lo indossano non ottemperano a ciò che Allah prescrive nel Corano. Quando gli islamici vogliono occupare un territorio e sottomettere la popolazione all’islam, la prima cosa che fanno è imporre alle donne di indossare il velo. Di fatto il velo è il simbolo più manifesto della sottomissione all’islam e della presenza di una strategia di islamizzazione. Pertanto difendere il velo islamico e legittimarne l’uso significa favorire l’islamizzazione e in prospettiva la propria sottomissione all’islam.

29) C’è un nesso fra il ritorno dell’antisemitismo in Europa e la crescente diffusione dell’islam sul nostro Continente? O l’antisemitismo è solo imputabile ai neonazisti, agli estremisti di destra e a quelli di sinistra “nemici” di Israele ?
Il Corano è profondamente anti-ebraico perché Maometto è stato un feroce massacratore degli ebrei. Nel Corano gli ebrei sono presentati come «bestie peggiori di coloro che sono miscredenti e che non crederanno mai», «i più feroci nemici di coloro che credono», «coloro che Allah ha maledetto», perché «uccidevano ingiustamente i profeti», «praticano l’usura», «con falsi pretesti divorano i beni della gente», che Allah «ha trasformato in scimmie e porci», che «somigliano a un asino».
Maometto è stato un feroce massacratore degli ebrei. Nell' aprile 627 dopo la “Guerra del Fossato”, sterminò la tribù ebraica dei Banu Qurayza a Medina accusata di tradimento e la obbligò a convertirsi. Solo in quattro lo fecero. Tutti gli altri ebrei, tra i 600 e i 900 uomini, vennero decapitati, mentre le donne e i bambini furono ridotti in schiavitù e venduti al mercato degli schiavi. Maometto decapitò personalmente i capi della tribù ebraica dei Banu Qurayza. Nella Seconda Guerra mondiale il Gran Mufti di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, si alleò con Hitler e Mussolini, mobilitò dei volontari islamici che combatterono con i nazisti e i fascisti condividendo la Shoah, l’Olocausto degli ebrei. Gli Statuti dell’Olp e di Hamas affermano che Israele deve essere annientato. I leader della teocrazia islamica iraniana hanno reiteratamente minacciato di eliminare Israele dalla carta geografica.
L’odio nei confronti di Israele è l’unico collante che tiene uniti gli Stati islamici.

Intervista raccolta da Giorgio Ghiringhelli

Postato il 11/07/2019 09:32:11 in Rassegna Stampa di Magdi Cristiano Allam

Primo Maggio, non c'è nulla da festeggiare nell'Italia al collasso. Il Concertone rassomiglia ai festini nell'Impero romano decadente

Cari amici, la Festa dei Lavoratori che si celebra in tutto il mondo il Primo maggio, in Italia si identifica ormai nel Concertone di Piazza San Giovanni a Roma. Nel contesto di un'Europa dalla civiltà decadente e più specificatamente in un'Italia sempre più al collasso, il Concertone rassomiglia sempre più ai festini nell'Impero romano nella fase della sua decadenza. Un Concertone in cui si esibiscono personaggi di dubbia credibilità artistica con nomi a dir poco stravaganti, come Rancore, Ex-Otago, The Zen Circus, Ghemon, Gazzelle, Subsonica, Ghali, Motta, Negrita, Orchestraccia. 

La fine dell'Impero romano d'Occidente, che gli storici attribuiscono convenzionalmente al 476, anno in cui il barbaro Odoacre depose l'ultimo Imperatore romano d'Occidente Romolo Augusto, avvenne a causa del declino demografico, dell'apertura delle frontiere allo straniero, della concessione della cittadinanza romana  a tutti i sudditi dell'Impero, della perdita dei valori e il degrado dei costumi, della crisi economica per le tasse eccessive che gravavano sui ceti produttivi in particolare sui contadini. 

Ebbene nella nostra amata Italia si sta verificando uno scenario simile. La popolazione italiana si sta riducendo sempre più, nascono sempre meno figli, ci sono sempre più anziani, già ora sta esplodendo lo stato sociale perché scarseggiano le risorse per garantire a tutti le pensioni, la sanità, l'istruzione, il vitto e l'alloggio. L'ultimo dato dell'Istat che riguarda il 2018 parla di 90 mila residenti in meno, 128 mila nascite in meno, calano i cittadini italiani e aumentano gli immigrati stranieri, il saldo naturale (la differenza tra i nati e i morti) è di meno 187 mila, il 20% della popolazione ha oltre 65 anni, 285 mila italiani tra cui la metà giovani con meno di trent'anni sono emigrati all'estero per ragioni di lavoro.

Sul piano finanziario ed economico a febbraio 2019 il debito pubblico è cresciuto a 2.364 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto al mese precedente, evidenziando il fatto che l'euro ci ha condannato a un debito inarrestabile e inestinguibile, essendo lo Stato costretto a contrarre nuovo debito per ripianare gli interessi sul debito. E siccome lo Stato non può fallire, fa fallire le imprese, le famiglie e i cittadini, gravandoli di tasse sempre più insostenibili, al punto che gli italiani hanno il triste primato di essere i più tassati al mondo, quasi il 70% tra tasse dirette e indirette. Tra il 2014 e il 2018 circa 100 mila imprese hanno chiuso. Quasi un terzo degli italiani (18.136.663 cittadini) sono a rischio povertà. Quattro milioni di italiani non hanno alcuna fonte di reddito. Sono 6 milioni gli italiani disoccupati o inoccupati, ovvero che non hanno mai avuto un lavoro. Almeno 4 milioni di italiani per sopravvivere ogni giorno si affidano alle mense dei poveri.

Cari amici, il fatto che i Sindacati e le forze politiche festeggino il Primo maggio in un'Italia ad un passo dalla fine come popolazione, come sviluppo e come civiltà, è un atto di assoluta irresponsabilità ed offensivo nei confronti di tutti gli italiani. A cominciare dagli italiani che resistono e che non si rassegnano alla sconfitta. I micro, piccoli e medi imprenditori che sopravvivono e compiono miracoli continuando a crescere e a primeggiare. Questi imprenditori, che lavorano 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno talvolta senza percepire nulla per se stessi, sono i veri eroi di quest'epoca buia. I sindaci dei piccoli Comuni che, a dispetto dello scellerato “Patto di stabilità” imposto dall'Unione Europea che sottrae loro le proprie risorse, riescono a garantire una buona amministrazione della propria comunità. Le forze dell'ordine, anche loro sempre più anziane, umiliate da compensi inadeguati e abbandonate da leggi che non le tutelano, ma che tuttavia danno il meglio di se stesse per garantire la sicurezza del territorio nazionale. Grazie a questi eroici italiani, a cui dobbiamo gratitudine e di cui siamo orgogliosi, l'Italia riesce a tenersi in piedi. Ma non c'è assolutamente nulla da festeggiare. Piuttosto dobbiamo rimboccarci le maniche per realizzare il miracolo del riscatto della nostra sovranità, del recupero della nostra libertà, della rinascita della nostra civiltà. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

Postato il 01/05/2019 17:43:37 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

È sbagliato che l’Anpi monopolizzi la Festa della Liberazione. È diventato un partito di estrema sinistra, si presenti alle elezioni e si confronti con il responso popolare

Buongiorno amici. La Festa della Liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo deve giustamente essere la festa di tutti gli italiani, “Nessuno escluso” come recita il messaggio diffuso dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) per le celebrazioni del 25 aprile di quest’anno. Ecco perché bisogna fare chiarezza affinché non si escluda nessuno di coloro che hanno effettivamente e concretamente liberato l’Italia tra il 1943 e il 1945. 

Innanzitutto la liberazione dell’Italia si rese possibile principalmente per la guerra sferrata dalle forze americane, britanniche ed alleate, compresa la Brigata Ebraica. Nel contesto delle forze italiane, il maggior peso militare fu quello dell’Esercito Regio agli ordini del Maresciallo Pietro Badoglio, Capo del Governo dopo la destituzione di Benito Mussolini il 25 luglio 1943 da parte di Vittorio Emanuele III. I partigiani delle diverse formazioni politiche svolsero un ruolo di supporto. 

Ebbene sostenere oggi che la liberazione dell’Italia fu opera dei partigiani è una mistificazione della realtà. È sbagliato sul piano storico che le manifestazioni del 25 aprile siano monopolizzate dall’Anpi. Spiace che non si vedano le bandiere americana e britannica. Spiace che i rappresentanti della Brigata Ebraica con la bandiera israeliana vengano fischiati e oltraggiati, mentre si applaudono i palestinesi o i loro simpatizzanti che espongono la bandiera palestinese, quando i palestinesi rappresentati dal Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini furono alleati di Hitler e di Mussolini, condivisero l’Olocausto degli ebrei, organizzarono una legione araba e una divisione islamica che combatté al fianco delle forze nazi-fasciste.

In secondo luogo i partigiani che effettivamente parteciparono alla guerra di liberazione conclusasi nel 1945, a 74 anni di distanza dovrebbe essere dei novantenni. Tutti gli altri che oggi parlano in nome dei partigiani possono essere dei sostenitori della causa, ma non possono essere stati dei partigiani.

In terzo luogo dobbiamo denunciare e perseguire sul piano storico le atrocità perpetrate dai partigiani comunisti nei confronti dei civili italiani sia durante la guerra sia dopo la guerra. Si tratta di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità che ad oggi si continua ad ignorare sul piano ufficiale, nonostante i fatti documentati e di pubblico dominio.

In quarto luogo dobbiamo prendere atto che l’Anpi si è trasformato in un partito politico di estrema sinistra, che promuove iniziative politiche contro i partiti politici del centro-destra, nel nome dell’anti-fascismo e contro un presunto razzismo, a favore degli immigrati e dei clandestini, per un mondo sempre globalizzato facendo venir meno la sovranità dell’Italia. Ebbene a questo punto l’Anpi si costituisca formalmente in un partito politico, si presenti alle elezioni e si confronti con il responso popolare. Ma non può più avvalersi dei sostanziosi fondi statali e dello spazio rilevante sui mezzi di comunicazione di massa per falsificare la Storia, condizionare la politica e raggirare gli italiani. 

Cari amici, oggi abbiamo di fronte una nuova missione, una nuova liberazione dalla dittatura globalista, finanziaria, europeista, relativista, immigrazionista e islamofila. Dobbiamo mobilitarci su un fronte culturale e civile per riscattare la sovranità dell’Italia, recuperare la libertà degli italiani, far rinascere la nostra civiltà decadente. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.

Postato il 25/04/2019 15:32:59 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Facebook mette al bando l’ideologia suprematista dei terroristi razzisti. Metta al bando anche l’ideologia islamica che legittima i terroristi islamici

Cari amici, Facebook ha deciso di mettere al bando tutti i contenuti che fanno riferimento al nazionalismo bianco e ai gruppi di suprematisti bianchi. Saranno cancellati da tutte le sue piattaforme, compresa Instagram. La decisione avviene dopo la strage nelle moschee in Nuova Zelanda, il cui autore, il terrorista razzista australiano Brenton Terrant, aveva filmato in diretta il massacro su Facebook, dopo aver postato su Twitter ed altri social media un manifesto suprematista. 

In un comunicato ufficiale Facebook dice: "Non tollereremo lodi o sostegno per il nazionalismo e il separatismo bianchi. Dobbiamo anche migliorare e velocizzare la ricerca e la rimozione dell'odio dalle nostre piattaforme. Negli ultimi anni abbiamo migliorato la nostra capacità di utilizzare l'apprendimento automatico e l'intelligenza artificiale per trovare materiale da gruppi terroristici. Lo scorso autunno, abbiamo iniziato a utilizzare strumenti simili per estendere i nostri sforzi a una serie di gruppi di odio a livello globale, inclusi i suprematisti bianchi. Stiamo facendo progressi, ma sappiamo che abbiamo molto più lavoro da fare".

Facebook si preoccupa anche della rieducazione delle persone che aderiscono a gruppi razzisti virtuali: "I nostri sforzi per combattere l'odio non si fermano qui. Come parte dell'annuncio di oggi, inizieremo anche a collegare le persone che cercano termini associati alla supremazia bianca alle risorse incentrate sull'aiutare le persone a lasciare gruppi di odio. Le persone alla ricerca di questi termini saranno indirizzate a Life After Hate, un'organizzazione fondata da ex estremisti violenti che fornisce interventi di crisi, istruzione, gruppi di supporto e sensibilizzazione".

Cari amici, sono totalmente d’accordo. La strage di 50 fedeli musulmani nelle moschee di Christchurch è di una gravità inaudita ed è doveroso assumere tutti i provvedimenti utili a sradicare l’ideologia di odio, violenza e morte che ha ispirato il terrorista razzista australiano. Ebbene per la stessa ragione ci auguriamo che Facebook adotti lo stesso provvedimento nei confronti di tutte le ideologie che si fondano e che diffondono odio, violenza e morte, a partire dall’islam. Così come il terrorista razzista si è ispirato a un manifesto suprematista, i terroristi islamici si ispirano a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Ma se ciò non dovesse avvenire, se Facebook adottasse due pesi e due misure di fronte alla similare ideologia di odio, violenza e morte, vorrà dire che Facebook non solo ha paura di scontrarsi con i terroristi islamici, non solo evita di confrontarsi con gli apologeti di un sedicente “islam moderato”, ma di fatto Facebook si comporta come se fosse sottomesso all’islam e complice con la strategia di islamizzazione in atto ovunque nel mondo.

 

Postato il 28/03/2019 17:39:38 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Appello al rinvio del “reddito di cittadinanza” a dopo le elezioni europee affinché non diventi un “voto di scambio” a beneficio del M5S

Cari amici, lancio un appello al rinvio delle procedure per l’assegnazione e l’erogazione del cosiddetto “reddito di cittadinanza” a dopo le elezioni europee. Perché cominciare a elargire questo ennesimo ammortizzatore sociale a pochi giorni dalle elezioni europee del 26 maggio non potrà che essere un “voto di scambio”. Miliardi di denaro pubblico che si tradurranno in voti per il Movimento 5 Stelle che ha fatto del “reddito di cittadinanza” la sua carta vincente alle scorse elezioni politiche del 4 marzo 2018 ed ora vorrebbe replicare il successo distribuendolo a pioggia. 

Alla vigilia delle scorse elezioni europee del 25 maggio 2014, il M5S giustamente denunciò il fatto che gli 80 euro elargiti dall’allora Capo di Governo Matteo Renzi erano un “voto di scambio”. Queste le parole di Beppe Grillo sul suo blog: “Mentre in campagna elettorale Renzie promette 80 euro, una mancia miserabile, un voto di scambio politicomafiosomassonico con cui comprare voti, il debito pubblico aumenta ogni mese. Ma non doveva diminuire grazie ai sacrifici?”.  Luigi Di Maio definì  gli 80 euro “mancetta elettorale”. Ricordiamo che il Partito Democratico di Renzi grazie agli 80 euro ottenne un successo strepitoso conquistando il 40,82% dei consensi.

Ebbene oggi il M5S vorrebbe fare la stessa cosa con il “reddito di cittadinanza”. Considerando che non vi è urgenza di attuarlo perché non è un provvedimento che crea nuovi posti di lavoro e non sarà l’unico ammortizzatore sociale che viene incontro agli italiani in difficoltà, considerando che elargire miliardi di euro e attribuirsene il merito a pochi giorni dalle elezioni non potrebbe non essere considerato un “voto di scambio”, ritengo logico sul piano reale, doveroso sul piano legale, opportuno sul piano politico rinviare a dopo le elezioni europee l’insieme della procedura di attribuzione e erogazione del “reddito di cittadinanza”. 

 

 

Postato il 12/02/2019 16:19:59 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Nel “Giorno del ricordo” chiediamo che un Tribunale della Storia si pronunci sulle efferatezze e sui crimini perpetrati dal comunismo in Italia, nella ex Jugoslavia e altrove nel mondo

Cari amici, nel “Giorno del ricordo” in cui ufficialmente si rende omaggio  alla «memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale», prendiamo atto che anno dopo anno sta affiorando sempre più la verità storica di una tragedia nazionale per decenni negata e mistificata. 

Una sorta di “tribunale popolare” che fa leva sulla coscienza nazionale sta man mano facendo venire a galla le efferatezze di chi perpetrò il crimine delle foibe costato la vita a circa 11 mila italiani in Dalmazia e in Venezia Giulia; di chi cacciò dalle loro terre circa 350 mila italiani giuliani, fiumani e dalmati; di chi tradì l’Italia abbandonando alla Jugoslavia l'Istria, il Quarnaro e la maggior parte della Venezia Giulia; di chi in Italia voltò le spalle agli esuli italiani fuggiti dalle foibe e dalla terrificante pulizia etnica attuata dai comunisti jugoslavi di Tito; di chi in Italia solidarizzò con i carnefici degli italiani ritenendosi innanzitutto comunista e giustificando quei crimini nel nome dell’antifascismo.

Cari amici, è arrivato il momento di liberarci della maschera dell’antifascismo con cui si continuano a coprire e giustificare dei crimini nei confronti di italiani. É arrivato il momento in cui un Tribunale della Storia si pronunci con assoluta obiettività sulle efferatezze e sui crimini perpetrati dal comunismo in Italia, nella ex Jugoslavia, nella ex Unione Sovietica, in Cina, nella Corea del Nord e altrove nel mondo. È incredibile ed inaccettabile che il comunismo abbia provocato i massacri più sanguinosi della nostra Storia moderna e contemporanea ed al tempo stesso continui ad essere considerata un’ideologia positiva ed un sistema di potere costruttivo che beneficia della legittimità internazionale. Solo dicendo la verità in libertà e correggendo gli errori del passato noi renderemo veramente omaggio alle vittime del comunismo.

 

 

 

 

 

 

Postato il 10/02/2019 13:49:38 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La canzone “Soldi” che ha vinto il Festival di Sanremo non mi piace. Ma condanno sia chi fa del razzismo contro Mahmood sia chi lo strumentalizza politicamente

Cari amici, buona domenica. Sono anni che non vedo la televisione. Sono decenni che non vedo il Festival di Sanremo. Ieri sera, per puro caso, a casa c’era un televisore accesso e mi sono imbattuto in un giovane cantante ventisettenne di nome Mahmood. Ho ascoltato una manciata di secondi e poi me ne sono andato. Per me quella non è musica. Il cosiddetto “rap” è una degenerazione della musica. Così come per me quelli non sono testi né musicabili né tantomeno poetici. Sono solo parole sfogate, urlate, talvolta violente. Infine per me quelle non sono voci degne del livello di “cantanti”. Ormai conta solo il fascino che il corpo tatuato e la recitazione di un ruolo trasgressivo nell’ambito di un video ad effetto. 

Per me la musica italiana è Giuseppe Verdi. La canzone italiana è Lucio Battisti. Sanremo è Domenico Modugno e Gigliola Cinguetti con la canzone “Dio come ti amo” del 1966. Lo so bene che sono rimasto indietro. I miei figli mi direbbero “papà sei vecchio”. Ma io a quasi 67 anni mi sento giovane dentro e da giovane dentro dico che la canzone di Mahmood che ieri ha vinto il Festival di Sanremo non mi piace, non mi piace la sua musica, non mi piace il suo testo, non mi piace la sua voce, non mi piace lui come si atteggia.

Chiarito tutto ciò, dico però che non condivido affatto le contestazioni di chi è contrario al fatto che Mahmood possa aver vinto il Festival di Sanremo. Intanto lui si chiama Alessandro, nome italianissimo, essendo lui di madre italiana e di padre egiziano. Lui stesso ha voluto precisare di essere 

«un ragazzo italiano al 100%, nato e cresciuto a Milano». Sulle sue fonti musicali ha detto: «Sono fan della musica moderna, ascolto dalla musica trap a quella moderna, il rap, il cantautorato. Non so se appartengo a questo genere, ma ho influenze miste che arrivano anche da quando ero bambino, periodo in cui ho ascoltato tantissima musica araba». Lui stesso era incredulo quando gli hanno comunicato di essere il vincitore: «Grazie mille a tutti, non ci sto proprio credendo: è incredibile». 

La canzone di Mahmood “Soldi” l’avrei bocciata anche se l’avesse cantata qualsiasi altro cantante. Sarebbe veramente folle se io, che sono figlio di genitori entrambi egiziani, che sono nato in Egitto ed arrivato in Italia all’età di vent’anni, potessi minimamente nutrire un pregiudizio legato alle origini etniche o al colore della pelle. Ecco perché ancor più della canzone “Soldi” boccio tutti coloro che contestano Mahmood per il fatto di avere un padre egiziano. Questo è razzismo ed io lo condanno nel mio più assoluto. 

Allo stesso modo e per la stessa ragione troverei deplorevole se la vittoria di Mahmood venisse concepita come una sorta di rivalsa politica da parte di Claudio Baglioni, il presentatore del Festival di Sanremo, nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo la polemica innescata da Baglioni quando alla vigilia del Festival disse: «L'Italia è un Paese incattivito, dove consideriamo pericoloso il diverso da noi e guardiamo con sospetto anche la nostra stessa ombra. Le misure prese dall'attuale governo, come i precedenti, non sono all'altezza della situazione». Sarebbe grave se la vittoria di Mahmood venisse strumentalizzata politicamente e presentata come una vittoria del modello e della prospettiva multiculturalista e globalista propugnati dalla sinistra e dai catto-comunisti della Chiesa di Papa Francesco, e per contro una sconfitta di chi tiene alla salvaguardia della nostra identità nazionale e al riscatto della piena sovranità dell’Italia così come dovrebbe essere la missione della destra e di un centro moderato. 

 

A chi non avesse ascoltato la canzone “Soldi” di Mahmood, vi propongo sia il testo sia il link per vedere il video della canzone. È la sua storia, il ricordo dell’infanzia travagliata per il difficile rapporto tra i genitori. In essa compaiono poche parole in arabo “figlio mio, figlio mio, amore mio, vieni qui”. 

 

Soldi 

 

In periferia fa molto caldo

Mamma stai tranquilla sto arrivando

Te la prenderai per un bugiardo

Ti sembrava amore era altro

Beve champagne sotto Ramadan

Alla TV danno Jackie Chan

Fuma narghilè mi chiede come va

Mi chiede come va come va come va

Sai già come va come va come va

Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai

Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei

È difficile stare al mondo quando perdi l’orgoglio lasci casa in un giorno

Tu dimmi se

Pensavi solo ai soldi soldi

Come se avessi avuto soldi

Dimmi se ti manco o te ne fotti

Mi chiedevi come va come va come va

Adesso come va come va come va

Ciò che devi dire non l’hai detto

Tradire è una pallottola nel petto

Prendi tutta la tua carità

Menti a casa ma lo sai che lo sa

Su una sedia lei mi chiederà

Mi chiede come va come va come va

Sai già come va come va come va

Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai

Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei

È difficile stare al mondo

Quando perdi l’orgoglio

Ho capito in un secondo che tu da me

Volevi solo soldi

Come se avessi avuto soldi

Prima mi parlavi fino a tardi

Mi chiedevi come va come va come va

Adesso come va come va come va

Waladi waladi habibi ta’aleena

Mi dicevi giocando giocando con aria fiera

Waladi waladi habibi sembrava vera

La voglia la voglia di tornare come prima

Io da te non ho voluto soldi…

È difficile stare al mondo

Quando perdi l’orgoglio

Lasci casa in un giorno

Tu dimmi se

Volevi solo soldi soldi

Come se avessi avuto soldi

Lasci la città ma nessuno lo sa

Ieri eri qua ora dove sei papà

Mi chiedi come va come va come va

Sai già come va come va come va

 

https://youtu.be/22lISUXgSUw

 

Postato il 10/02/2019 09:54:11 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Siamo tutti soddisfatti per la cattura di un criminale pluriomicida. Ma sono esterrefatto dall’accoglienza ricevuta neanche fosse un’autorità rispettabile o un personaggio pubblico

Cari amici, siamo tutti soddisfatti per la cattura di questo criminale pluriomicida che finalmente dovrà scontare quattro ergastoli passati in giudicato. 

Ma sono esterrefatto dell’accoglienza che gli è stata tributata, neanche fosse una autorità o un personaggio degno di rispetto. A parte le mani libere e non ammanettate come dovrebbe essere con un criminale pluriomicida, mi sgomenta la diretta televisiva, il corteo di poliziotti rilassati e in uniforme che l’attorniano, l’ammassamento di giornalisti, il passaggio nella Sala del Cerimoniale riservato alle autorità. Fa male vedere il volto più che rilassato di questo criminale pluriomicida che accenna al sorriso beffardo di chi non si aspettava un’accoglienza in pompa magna. E poi, scusatemi, ma perché mai all’arrivo di un criminale pluriomicida si sono recati all’aeroporto il Ministro dell’Interno e il Ministro della Giustizia? Solo affinché i telegiornali citino i loro nomi? 

Avrei preferito un arrivo in un aeroporto segreto, senza dirette televisive e giornalisti, senza ministri alla costante ricerca di pubblicità. Avrei preferito che la prima ed unica immagine pubblica di questo criminale pluriomicida fosse stata dietro le sbarre, con il volto cupo di chi ha la certezza che resterà in carcere fino all’ultimo dei suoi giorni. 

Mettetevi nei panni dell’amico Adriano e della famiglia Sabbadin, il cui papà Lino fu assassinato il 16 febbraio 1979 a Caltana, nel Comune di Santa Maria di Sala (Venezia), della famiglia del maresciallo Antonio Santoro, assassinato a Udine il 6 giugno del 1978, della famiglia dell'agente Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile del 1979, della famiglia del gioielliere Pierluigi Torregiani, assassinato a Milano il 16 febbraio del 1979. Come potrebbero aver recepito l’immagine del criminale che ha assassinato i loro congiunti accolto come se fosse una celebrità televisiva? 

Cari amici, è ovvia e scontata la mia soddisfazione per l’arresto di questo criminale pluriomicida che per quasi 40 anni ha vissuto protetto dal governo francese di Mitterrand e poi da quello brasiliano di Lula. Ma sono triste e sgomento per il trattamento che gli è stato riservato al suo arrivo in Italia. Spero ora che si spengano i riflettori su questo criminale pluriomicida. Mi auguro che si operi in modo rispettoso del dolore delle famiglie delle sue vittime, che nulla e nessuno potrà mai ripagare. Almeno si smetta subito di trasformare questo criminale pluriomicida in un personaggio mediatico e in un fenomeno da spettacolo. Smettiamola persino di nominarlo. È solo un criminale pluriomicida. 

 

Postato il 14/01/2019 16:55:25 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Vittoria! La giovane saudita che rischia la morte per aver abbandonato l’islam è arrivata in Canada accolta come rifugiato politico

Cari amici, Vittoria! La giovane diciottenne saudita Rahaf Mohammed Alqanun, fuggita dall’Arabia Saudita dove rischia la condanna a morte per apostasia avendo pubblicamente abbandonato l’Islam, è arrivata nelle scorse ore in Canada. 

La sua disavventura era iniziata il 6 gennaio quando, atterrata a Bangkok, in uno scalo tecnico per proseguire verso l’Australia, le fu sequestrato il passaporto con un inganno e dato alle autorità saudite. Rahaf non si perse d’animo. Si barricò in una stanza d’albergo e scatenò una battaglia mediatica su Twitter chiedendo l’intervento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati affinché venisse riconosciuta come profuga e chiedendo all’Europa, all’Australia e al Canada di accoglierla accordandole lo status di rifugiata politica. Riuscì a vincere i molteplici tentativi delle autorità thailandesi, che inizialmente erano conniventi con i sauditi, per costringerla a reimbarcarsi su un volo diretto a Kuwait City da dove era partita. 

Da ogni parte del mondo c’è stata una straordinaria mobilitazione per evitare che Rahaf venisse rimpatriata e consegnata al boia per eseguire la condanna a morte prescritta per chi abbandona l’islam. Alla fine hanno vinto la sua straordinaria lucidità e il suo ineguagliabile coraggio, considerando che a 18 anni ha combattuto e ha sconfitto lo Stato teocratico islamico più integralista e più oppressivo nei confronti delle donne.

La splendida vittoria di Rahaf è un incoraggiamento a tutte le donne islamiche consapevoli e determinate a riscattare la loro libertà. Nel suo ultimo messaggio sul suo profilo Twitter, prima di chiuderlo per ragioni di sicurezza e di opportunità, Rahaf ha scritto: “Non permettere a nessuno di spezzarti le ali. Tu sei una persona libera. Combatti e conquista i tuoi diritti”. Rahaf ce l’ha fatta. Auguriamo a tutte le donne musulmane di farcela, liberandosi della dittatura islamica e riscattando il proprio diritto inalienabile alla vita, dignità e libertà. Grazie Rahaf!

 

 

Postato il 12/01/2019 18:42:37 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Mattarella vuole la fine dell'Italia come Stato nazionale in seno all'Unione Europea. Servono un Governo e un Presidente autenticamente sovranisti. Ma per ora non ci sono

Cari amici, buongiorno e Buon Anno. Cominciamo il nuovo anno con una riflessione sul tema fondamentale: quale futuro ci attende? Ebbene, secondo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il futuro che ci attende è di essere fagocitati dall'Unione Europea con la scomparsa dell'Italia come Stato nazionale sovrano.

Nel suo discorso di Capodanno, dopo aver premesso che «sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme», Matterella ha detto: «La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole.»

Poi ha evocato la tragica fine di Antonio Megalizzi, lo sfortunato giovane di 29 anni, aspirante giornalista, che lo scorso 11 dicembre è stato ucciso da un terrorista islamico durante un attentato al Mercatino di Natale a Strasburgo. Mattarella ne ha fatto un'icona dell'europeismo: «Vorrei rinnovare un pensiero di grande solidarietà ai familiari di Antonio Megalizzi, vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei. Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia. Comprendeva che le difficoltà possono essere superate rilanciando il progetto dell’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all’odio, della pace».

Infine ha enfatizzato il peso e il valore delle prossime elezioni del Parlamento Europeo che si terranno il prossimo maggio: «Quest’anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell’Unione i popoli europei, a quarant’anni dalla sua prima elezione diretta. È uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne. Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenità e sia l’occasione di un serio confronto sul futuro dell’Europa».

In realtà il Parlamento Europeo è l'istituzione che in assoluto conta poco o nulla. Il vero potere legislativo è nelle mani della Commissione Europea, che è anche depositaria del potere esecutivo. Oltre ad essere un'istituzione onerosissima con ben tre sedi (Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo). Ma tuttavia è una realtà pesantemente invasiva e condizionante, considerando che ben l'80% delle nostre leggi nazionali sono la semplice trasposizione delle direttive e dei regolamenti decisi dalla Commissione Europea e approvati dal Parlamento Europeo.

Cari amici, non sarà l'esito delle prossime elezioni del Parlamento Europeo a cambiare il nostro destino. L'Italia potrà cambiare solo riscattando la sua sovranità, affrancandosi da questa Unione Europea che è una vera e propria dittatura, che ci ha spogliato della nostra sovranità, ha devastato il nostro sistema di sviluppo, ha impoverito gli italiani, ha sovvertito la nostra civiltà a dimensione d'uomo. A tale fine servono sia un Governo che sia autenticamente sovranista, favorevole all'uscita dell'Italia dall'Unione Europea (e l'attuale Governo non lo è al pari dei precedenti), sia un Presidente della Repubblica che, ottemperando alla nostra Costituzione, difenda e riscatti la nostra sovranità nazionale (e Mattarella non lo fa).

Acquisiamo e diffondiamo informazione corretta. Fortifichiamoci della certezza della realtà dentro casa nostra e attorno alla nostra amata Italia. Recuperiamo i valori che sostanziano la nostra civiltà. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Postato il 02/01/2019 14:49:12 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Gli italiani sono sempre più mammoni e bamboccioni: due su tre con meno di 34 anni continuano a vivere con la mamma

Cari amici, dobbiamo purtroppo prendere atto che gli italiani sono sempre più  mammoni e di conseguenza sempre più bamboccioni. Lo confermano in modo inequivocabile i numeri: il 66,4 per cento dei giovani italiani tra i 18 e i 34 anni, cioè due giovani su tre, continuano a vivere a casa con i genitori. Questi giovani sono come una pianta dalle radici sempre più secche e pertanto destinata a morire. Di fatto hanno scelto di limitare la propria vita a se stessi, auto-sterilizzandosi privandosi del dono naturale della rigenerazione della vita che ci da la grazia di perpetuarci attraverso i nostri figli. Ma è anche la morte interiore di chi rifugge dalla sfida edificante del dovere, della responsabilità, del sacrificio, e finirà per essere sconfitto e sostituito da chi è più forte dentro e da chi si sente investito di una missione di conquista. È una realtà che attesta il preoccupante livello di decadenza della nostra civiltà.

Secondo Eurostat, l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea, in Italia i giovani tra i 18 e i 34 anni che nel 2017 vivevano a casa con i genitori erano il 66,4% del totale, in crescita rispetto al 65,8% nel 2016. I più mammoni sono soprattutto i maschi: ben il 72,7% dei maschi tra i 18 e i 34 anni dichiara di vivere a casa con la mamma, contro il 59,8% delle femmine nella stessa fascia di età. Il divario tra maschi e femmine cresce nella fascia tra i 25 e i 34 anni con il 57,9% dei maschi italiani che vivono ancora con i genitori, a fronte del 40,6% delle femmine nella stessa fascia d’età. 

E se in Italia quasi un giovane su due tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori, la percentuale è del 14,9% nel Regno Unito, del 13,5% in Francia, del 17,3% in Germania, dell’11,4% in Olanda, del 6% in Svezia, del 3,1% in Danimarca. Percentuali superiori a quella italiana per i giovani tra i 18 e i 34 anni che convivono ancora con i genitori si registrano in Grecia (67,2%), a Malta (67,3%), in Slovacchia (70,9%) e in Croazia (73,2%). 

Cari amici, è indubbio che se non dovessimo porre un argine a questa deriva sociale saremmo destinati a morire come società e ad essere travolti come civiltà. Dobbiamo esserne innanzitutto consapevoli per poterci mobilitare in vista dell’adozione di un’azione adeguata a risolvere alla radice questa tragedia epocale. Acquisiamo e diffondiamo informazione corretta e recuperiamo la sana cultura dei doveri, delle regole, della responsabilità e dei sacrifici per fortificarci dentro. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 18/12/2018 17:28:18 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Cherif Chekatt, il terrorista islamico francese di Strasburgo, serve a accelerare l’islamizzazione dell’Europa concedendo più moschee ai predicatori del “vero islam”

Cari amici, a Strasburgo non c’è stato un “attentato terroristico islamico”. Si è trattato di un “atto di follia” isolato da parte di un criminale comunale pluricondannato. La parola d’ordine è non collegare l’attentato all’islam. 

È vero che Cherif Chekatt, 29 anni, cittadino francese di fede islamica nato proprio a Strasburgo, ha urlato "Allahu Akbar", Allah è il più grande, prima di sparare sulla folla al mercatino di Natale. Ma è mancata la scenografia che avrebbe conferito il marchio di un vero e proprio attentato terroristico islamico. Sul numero delle vittime c’è stato un balletto. A lungo si è parlato di un solo morto. Ora si dice che sono tre. Ma l’incertezza serve a tenere basso il profilo del fatto, per evitare che possa essere definito una strage. Poi lui che fugge come un qualsiasi delinquente, anziché immolarsi facendosi esplodere o ricercando comunque la morte per ergersi a “martire” dell’islam e conquistare di diritto il Paradiso di Allah con le 72 vergini perpetue. Infine è finora mancata la rivendicazione che conferisce al singolo attentato quel rilievo che è proprio di una strategia più ampia, da parte di una rete del terrorismo islamico globalizzato, in grado di incutere paura e di diffondere il panico tra la popolazione.

È vero che Cherif Chekatt si è radicalizzato in carcere ed era schedato con la lettera “S”, per indicare i potenziali terroristi islamici che potrebbero compiere degli attentati. Ma come lui ce ne sono decine di migliaia in Francia e per controllarli ci vorrebbero circa 300 mila uomini. Impossibile operare sul piano della prevenzione. Si può intervenire solo in presenza di fatti certi. Cioè quando stanno premendo il grilletto o stanno facendosi esplodere. È una battaglia persa in partenza.

La verità è che se questo attentato non fosse stato perpetrato a Strasburgo, dove vi è la sede del Parlamento Europeo che era riunito in sessione plenaria, se non fosse stato denunciato dai “gilet gialli” come un complotto per deviare l’attenzione dalla protesta che sta infiammando la Francia, se tra i feriti gravi non ci fosse il giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi, la sua eco si sarebbe già spenta.

Ormai l’Europa tratta gli attentati terroristi islamici alla stregua di atti criminali ordinari. Ma il fatto gravissimo è che, per sconfiggere i terroristi islamici autoctoni e endogeni (perché sono ormai cittadini europei), l’Europa si affida agli integralisti e estremisti islamici che controllano le moschee, nella convinzione che i terroristi islamici potranno essere redenti se abbracceranno il “vero islam”. Ovviamente gli integralisti ed estremisti islamici che controllano le moschee sono ben felici e ci ringraziano. Più attentati terroristici islamici ci saranno, e più moschee verranno costruite. La prospettiva è che l’Europa sarà sottomessa all’islam pacificamente attraverso le moschee anziché violentemente con il terrorismo. Il finale vedrà un’Europa del tutto islamizzata che eliminerà del tutto il terrorismo islamico. Perché a quel punto non servirà più. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 12/12/2018 17:40:32 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Venerdì notte Sfera Ebbasta era atteso in due discoteche a Rimini e Corinaldo nella stessa fascia oraria. La lunga attesa a Corinaldo ha alimentato l’ubriacatura da alcolici dei ragazzi

Cari amici, venerdì notte 7 dicembre il trapper Sfera Ebbasta aveva due concerti. Il primo nella discoteca “Altromondo Studios” a Rimini e il secondo nella discoteca “Lanterna Azzurra” a Corinaldo, vicino ad Ancona. Sempre il 7 dicembre era il compleanno di Sfera Ebbasta, pseudonimo di Gionata Boschetti.

Dopo essere atterrato nel pomeriggio all’Aeroporto Fellini di Rimini con un jet privato, ha festeggiato i suoi 26 anni con degli amici all’Hotel Lungomare di Riccione. Poi, a partire da mezzanotte circa, si è esibito nella discoteca “Altromondo Studios”, gremita di ragazzi tra i 14 e i 18 anni, fino a mezzanotte e mezza. “Mi dispiace di non poter restare ancora, me ne devo andare”, ha annunciato dal palco infilandosi in auto per recarsi a Corinaldo. La tragedia nella discoteca “Lanterna Azzurra” si è consumata verso l’una di notte quando Sfera Ebbasta era in autostrada. Da Rimini a Corinaldo ci vuole circa un’ora d’auto.

Paolo Curi, il marito di Eleonora Girolimini, madre di quattro figli morta anche lei nella calca della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo dove si era recata per accompagnare la figlioletta più grande di appena 11 anni, ha dichiarato: “Non ce la faccio a dire niente. Solo che quattro figli sono rimasti senza la loro mamma e uno di loro prende ancora il latte. Parlerò più avanti per dire quello che è successo li dentro. Non era un concerto ma una discoteca strapiena di gente e piena di alcolici. Il concerto doveva iniziare alle 22 e invece non iniziava. Porti tuo figlio li ed erano tutti ubriachi”.

C’è un problema che concerne la sovrapposizione degli orari. Nelle due discoteche di Rimini e di Corinaldo, entrambe gremite di ragazzi a partire dalle 21, si attendeva il concerto di Sfera Ebbasta nella stessa fascia oraria. La lunghissima attesa nella discoteca di Corinaldo, come denuncia il marito della madre di 39 anni morta nella calca, si è tradotta nell’ubriacatura per eccesso di alcolici dei ragazzi. È un elemento ulteriore per capire meglio la dinamica della tragedia e soprattutto per prevenire il ripetersi di simili stragi dei nostri figli in discoteche che, anziché essere luoghi di sano divertimento, si trasformano in calderoni infernali di morte.

 

Postato il 09/12/2018 13:37:17 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Salviamo i nostri figli da pseudo-cantanti che esaltano la trasgressione sociale e il nichilismo valoriale, la promozione della droga e del sesso libero, l’aspirazione al denaro e al lusso sfrenato

Cari amici, confesso che non so nulla di Gionata Boschetti, in arte Sfera Ebbasta, il trapper (così si definisce), nato a Sesto San Giovanni, che ieri nel giorno del suo ventiseiesimo compleanno si apprestava a tenere un concerto in una discoteca a Corinaldo, vicino ad Ancona. Cinque ragazzini e una madre di quattro ragazzi sono morti calpestati nella calca. 

Sfera Ebbasta non è responsabile della tragedia che si è consumata prima che iniziasse il concerto. Al momento gli inquirenti stanno vagliando la posizione di una persona che ha spruzzato uno spray al peperoncino seminando il panico tra la folla e quella dei gestori della discoteca che hanno venduto circa 1.400 biglietti in un locale che può contenere circa 870 persone, secondo le dichiarazioni rese dal Procuratore capo della Repubblica di Ancona Monica Garulli.

Ma da padre e da nonno che si unisce al dolore delle famiglie distrutte per la perdita dei loro figlioli e di una madre, mi domando chi è questo trapper che piace ai ragazzini e che ha indotto circa un migliaio di loro, alcuni accompagnati dai genitori, a rinchiudersi nella trappola mortale di una discoteca pigiata fino all’inverosimile. 

Ebbene la realtà di questo giovane trapper di 26 anni è inquietante. Da come si presenta, per come ha trasformato il proprio corpo in un enorme tatuaggio, ma soprattutto per il messaggio contenuto nelle sue immagini e nelle sue canzoni, impregnate di trasgressione sociale, nichilismo valoriale, promozione della droga, esaltazione del sesso libero, aspirazione al denaro e al lusso. Il brano “Trap King” inizia così: 

“Nella tomba mi voglio portare soldi ed erba

Ma prima di andarci voglio uscire dalla merda

Spiegarti com'è che vivo, non credo che serva

Hai presente un grammo? pensa ad una serra

Panico se afferra il serramanico, rapido

Sali sulla sella e scappiamo nel traffico

Più in fretta della gazzella

Poi abbandoniamo il mezzo al primo angolo

Siamo giovani promesse del blocco”.

Ebbene come padre e nonno mi domando: possiamo dare in pasto i nostri figli e nipoti a degli pseudo-cantanti che inculcano una concezione perversa della vita e favoriscono una cultura distruttiva? Io credo che dobbiamo mobilitarci per porre un argine a questo degrado culturale che sta nuocendo allo spirito e che si ripercuote nell’integralità della vita dei nostri ragazzi. Mi auguro di cuore che la tragedia di Corinaldo possa almeno servire a far luce su un aspetto cruciale dell’educazione dei nostri figli e che concorre nel determinare la decadenza della nostra civiltà.

 

 

 

Postato il 08/12/2018 22:52:55 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Questo Governo di giovani intervenga affinché le discoteche cessino di essere luoghi di morte spirituale e fisica dei giovani

Buongiorno amici. È un giorno di lutto. Cinque ragazzini e una madre sono stati uccisi travolti e schiacciati dalla calca in una discoteca. Un centinaio i feriti di cui 12 versano in gravi condizioni. Saranno gli investigatori a ricostruire la dinamica di questa tragedia e i magistrati a sanzionare i responsabili di un crimine. 

Ma a noi spetta il dovere di riflettere, di acquisire una corretta rappresentazione della realtà, di prevenire che si consumino altre tragedie e si perpetrino altri crimini. 

Dobbiamo prendere atto che le discoteche non sono un luogo di ballo ma di sballo. Dove non si ascolta la musica che ritempra la mente ma si viene frastornati da ritmi incalzanti diffusi a un volume assordante che sconvolge il sistema nervoso. Dove le parole trasmesse non stimolano la sana affettività e l’esaltazione dell’amore ma incitano alla trasgressione, alla ribellione e talvolta alla violenza. Dove non si danza con un movimento corporeo che valorizza ed esalta la nostra fisicità salvaguardando un equilibrio psico-fisico, ma ci si scatena con pulsioni estreme che provocano la perdita dell’auto-controllo. Dove non c’è uno spazio vitale che garantisca l’autonomia individuale, ma si è pigiati fino all’inverosimile, costretti ad abbandonarsi alla fluttuazione del movimento collegiale.

Così come dobbiamo prendere atto che le discoteche sono il luogo privilegiato per lo spaccio di alcol e droghe che avvelenano e uccidono i nostri giovani. Regolarmente le cronache ci riferiscono di giovani morti dentro o fuori le discoteche per droga, o di incidenti stradali all’uscita dalle discoteche per un elevato tasso alcolico del conducente. Ed allora va bene dare la caccia e sanzionare pesantemente gli spacciatori di droga, ma fintantoché ci saranno giovani e meno giovani che fanno uso di droghe, lo spaccio della droga continuerà a lucrare sulla nostra pelle. 

A questo governo fatto di tanti giovani, anche se purtroppo non all’altezza della responsabilità di chi deve amministrare uno Stato, chiediamo una maggiore attenzione alla tragica realtà delle discoteche, affinché diventino solo un luogo di sano divertimento e non di atroce morte dello spirito e talvolta anche del corpo dei nostri giovani.

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 08/12/2018 13:49:19 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam