L’epidemia di Coronavirus ci fa toccare con mano i limiti strutturali del modello di sviluppo di un Mondo globalizzato che dipende dalla produzione massiccia e a basso costo di beni cinesi

Buongiorno amici. Il panico provocato dall’epidemia di Coronavirus, che ha il suo epicentro in Cina, ci impone di riflettere sul modello di sviluppo globalizzato che ha ugualmente il suo epicentro in Cina. 

La Cina è un singolare regime bicefalo capital-comunista, politicamente è retta da una ferrea dittatura comunista, mentre sul piano economico è iper-capitalista, ergendosi a principale paladina dell’assoluta libertà del mercato e del commercio internazionale. 

Con 1,433 miliardi di abitanti, pari a un quinto della popolazione mondiale, la Cina è lo Stato più popolato. È il principale esportatore mondiale e il secondo importatore mondiale dopo gli Stati Uniti. È il primo Stato industriale al mondo producendo circa il 20 per cento della produzione manifatturiera mondiale. È il principale produttore e consumatore di prodotti agricoli. È il principale produttore mondiale di suini, pollame, uova. 

La Cina è in assoluto il mercato più appetibile al mondo. Circa 300 milioni di cinesi, pari al 60 per cento della popolazione dell’Unione Europea, sono miliardari che potrebbero permettersi a testa la Ferrari più lussuosa. Il restante miliardo e 200 milioni sono la manodopera a buon mercato che ha trasformato la Cina nell’area più vantaggiosa al mondo per la delocalizzazione delle imprese da tutto il mondo.

In Italia lo stato di emergenza imposto dal Governo, che ha danneggiato principalmente la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna, che insieme producono circa il 45 per cento del Pil nazionale, ha causato serie perdite economiche anche per il blocco delle merci provenienti dalla Cina, delle merci italiane esportate in Cina, dei turisti cinesi che visitano l’Italia. 

Nulla accade per caso. Se oggi la Cina capital-comunista è di fatto la superpotenza mondiale essendo il mercato più interessante al mondo sia per la produzione sia per i consumi di beni e servizi, trasformata nell’azienda più florida che alimenta e determina l’attività economica del mondo intero, ciò si deve ad una strategia deliberata e pianificata finalizzata ad imporre un Nuovo Ordine Mondiale connotato dall’egemonia della macro sulla micro dimensione, assoggettato allo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata.

Cari amici, la reazione esagitata del Governo che ha alimentato il disorientamento e la paura degli italiani per l’epidemia di Coronavirus, ci fa toccare con mano i limiti strutturali e la realtà deleteria del Nuovo Ordine Mondiale di cui la Cina è il caposaldo. Questa crisi di natura medica, vissuta dagli italiani quasi fosse una guerra, che ha provocato rilevanti perdite economiche e finanziarie, attesta la fragilità e l’incongruità del globalismo con la nostra civiltà. Un mondo che dipende dalla produzione massiccia e a basso costo di beni cinesi, è un mondo destinato a soccombere, rinunciando alla libertà e alla dignità dei propri cittadini. Noi, in Italia e in Europa, dobbiamo opporci alla prospettiva della “cinesizzazione” dell’umanità, dobbiamo riscattare la nostra civiltà che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l’economia reale che produce beni e servizi, un sistema sociale incentrato sui valori e sulle regole. 

 

 

 

 

 

 

Postato il 28/02/2020 15:43:12 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Condivido il video-appello #milanononsiferma che sfida il clima di paura imposto dal Governo per l’epidemia di Coronavirus

Buongiorno amici. Chi ripaga gli imprenditori, i liberi professionisti, i lavoratori autonomi, i dipendenti precari pesantemente danneggiati dal blocco totale o parziale delle attività produttive di beni e servizi? Ebbene così come il Governo ha concepito l’epidemia di Coronavirus un’emergenza nazionale, paralizzando l’Italia e diffondendo il panico tra gli italiani, coerentemente intervenga con aiuti finanziari e leggi speciali per risarcire le perdite e rilanciare il nostro sistema di sviluppo. 

“Il Sole 24 Ore” riporta che sul piano del commercio internazionale sono a rischio 138 miliardi di euro, con conseguenze pesanti per la filiera agroalimentare e enolica; la Confcommercio stima una perdita di 5-7 miliardi di euro nel caso in cui la crisi si prolunghi fino a maggio; la Federturismo stima una perdita “prudenziale” di 5 miliardi di euro su scala nazionale, attestata dalle cancellazioni a raffica delle prenotazioni alberghiere e dai rinvii delle fiere e dei grandi eventi come il Salone del Mobile a Milano; l’industria in generale, la metalmeccanica e l’automobile in particolare, registrano un peggioramento della già precaria situazione.

Cari amici, condivido il video-appello #milanononsiferma promosso da alcuni imprenditori milanesi a favore della ripresa dello sviluppo e del rilancio del ciclo virtuoso della produzione e dei consumi. Milano è la capitale imprenditoriale e finanziaria dell’Italia, e in questa circostanza emerge anche come capitale civile e morale lanciando il messaggio “Non abbiamo paura”. Il video estende l’appello al rilancio dello sviluppo in tutt’Italia e nelle città più direttamente interessate alla paralisi forzata imposta dal Governo. Noi siamo con gli imprenditori che producono beni e servizi, che creano posti di lavoro, che consentono lo sviluppo e favoriscono il benessere. E che da anni resistono al più alto livello di tassazione al mondo, alla persecuzione burocratica, alla lentezza della magistratura, all’istigazione al suicidio da parte di uno Stato oneroso, ladrone, corrotto, inefficiente, vessatorio e carnefice. Fare impresa oggi in Italia è un atto eroico e noi sosteniamo gli imprenditori-eroi che nonostante tutte le situazioni avverse continuano a promuovere lo sviluppo dell’Italia e il bene degli italiani.

 

 

 

 

 

Postato il 27/02/2020 10:28:11 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

L’epidemia di coronavirus ci fa toccare con mano che i ponti che non abbiano alle spalle delle solide mura si traducono nel suicidio

Buongiorno amici. L’epidemia di coronavirus ha fatto riscoprire il valore dei muri. Per non aver subito eretto dei muri alle nostre frontiere per mettere in quarantena chi arrivava dalla Cina, ora mezzo mondo ha eretto dei muri per vietare l’ingresso a chi arriva dall’Italia. E all’interno stesso dell’Italia abbiamo eretto dei muri per isolare intere aree dove si registra il maggior numero di contagiati. Così come i reparti di isolamento negli ospedali e le stesse abitazioni private dove s’impone la quarantena per i contagiati sono anch’essi dei muri. E non sono forse dei muri le mascherine, andate a ruba, per isolarci dalla contaminazione del mondo esterno? 

L’epidemia di coronavirus ci fa toccare con mano che i ponti che non abbiano alle spalle delle solide mura si traducono nel suicidio. Il massimo apologeta dei ponti, Papa Francesco, dovrebbe sapere che lui oggi può ripetere tutti i giorni fino all’ossessione “No ai Muri, Sì ai Ponti”, solo perché è solidamente asserragliato all’interno delle Mura Leonine che delimitano il confine dello Stato del Vaticano, edificate nell’848 da Papa Leone IV dopo due invasioni islamiche e due saccheggi della Basilica di San Pietro nell’830 e nell’846. Senza quel Muro non ci sarebbe lo Stato del Vaticano, solo grazie a quel Muro Papa Francesco può concedersi la libertà di inveire contro tutti i Muri. 

Ugualmente dobbiamo prendere atto che solo quando l’Italia eresse un Muro per bloccare l’esodo dei clandestini in partenza dalle coste del Mediterraneo non ci sono stati più morti in mare; mentre più si eliminano i confini e più si consentono ponti di accoglienza, più aumenta l’esodo dei clandestini e più ci sono morti in mare.

Cari amici, l’epidemia di coronavirus ci obbliga a riflettere sulla prospettiva di un Mondo globalizzato senza confini, identità, valori e regole, così come ci invita a riscoprire la realtà della propria casa e della propria civiltà. La lezione da trarre è che così come i ponti senza alle spalle i muri sono un suicidio, solo se saremo forti dentro casa nostra grazie alla nostra civiltà, noi potremo rapportarci in modo costruttivo e amorevole con il resto del mondo.

 

Postato il 26/02/2020 09:39:47 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il “nuovo Coronavirus” è una epidemia circoscritta, curabile e in fase calante, ma non una è una pandemia incontrollabile. La reazione del Governo è sproporzionata, il suo comportamento è irresponsabile e criminale

Buongiorno amici. Come tutti voi mi pongo degli interrogativi sulla realtà del “nuovo Coronavirus”: la nostra vita è seriamente in pericolo o stiamo subendo una reazione sproporzionata da parte del Governo? 

Chiariamo che i Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Un nuovo Coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo. In particolare quello denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan, Cina, a dicembre 2019.

Chiariamo che il nuovo Coronavirus ha provocato una “epidemia”, cioè una patologia che si diffonde in un territorio più o meno vasto ma circoscritto, colpisce un numero di persone contenuto, si estingue dopo una durata variabile. Ma è chiaro che il nuovo Coronavirus non ha causato una “pandemia”, che è un’epidemia che si diffonde in una zona molto più vasta in diverse aree del mondo, ha un’elevata trasmissibilità nella specie umana, viene a contatto con popolazioni che precedentemente non avevano contratto quell’infezione, provocando un numero di vittime più elevato per la mancanza di difese immunitarie adeguate negli individui.

L’ha confermato ieri il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreysesus, precisando che “non possiamo parlare ancora di pandemia ma solo di epidemia", perché “anche se l'allerta è alta, non c'è ancora una diffusione del Coronavirus su larga scala a livello mondiale”. 

Al momento questa è la realtà del “nuovo Coronavirus” a livello mondiale: i contagiati sono 79.553, di cui 77.150 in Cina; i morti sono 2.628 di cui 2.495 in Cina; i guariti sono 25.160. 

I ricercatori dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno detto che "in Cina la diffusione del Coronavirus ha raggiunto il suo picco tra il 23 gennaio e il 2 febbraio. E da allora ha cominciato a diminuire in maniera consistente". Significa che questa epidemia tende a scomparire.

Ad ora in Italia i morti risultati positivi al nuovo Coronavirus sono 7, il più giovane aveva 62 anni e il più anziano 88, con un’età media di 76 anni, tutti affetti da gravi patologie. Nessuna di queste morti può essere imputata direttamente al nuovo Coronavirus. 

Ha oggettivamente ragione Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, nel precisare che “Il nuovo Coronavirus non è una malattia mortale”. E ha ragione Maria Rita Gismondi, Direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze, il laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano, quando dice “a me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così», indicando dati incontrovertibili: “Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1”.

I dati attestano che dei circa 650 mila italiani che muoiono ogni anno, mediamente ogni giorno 638 muoiono per malattie del sistema cardiocircolatorio, 483 per i tumori, 2 per l’influenza. 

Le pandemie sono ben altro. La peste nera, diffusasi nel 1300, causò la morte di 20 milioni di europei, un terzo dell’intera popolazione dell’epoca. Nel Novecento, in concomitanza con la Prima Guerra Mondiale, il virus della “Spagnola” provocò almeno 25 milioni di morti, forse 50 o addirittura 100 milioni, pari al 3 o al 6 per cento della popolazione mondiale dell’epoca. Nel 1957 l’influenza Asiatica causò circa 2 milioni di morti. Nel 1968 l’influenza di Hong Kong, un tipo di influenza aviaria simile all’Asiatica, in due anni uccise circa 2 milioni di persone.

Cari amici, ricapitolando: il nuovo Coronavirus è un ceppo di una famiglia di virus noti, ciò che agevola sia la cura sia l’individuazione di un vaccino; ha finora provocato 2.628 morti ed è in fase calante. La realtà che stiamo subendo è pertanto definibile “epidemia” ma non “pandemia”. Ecco perché considero sproporzionata la reazione del Governo italiano, che per certi versi ha alimentato un terrorismo psicologico che si manifesta, ad esempio, nel fare incetta di amuchina e mascherine, nell’assalto ai negozi alimentari per fare scorte di cibo immaginando che siamo prossimi alla reclusione coatta in casa. 

È da irresponsabili diffondere la paura tra gli italiani. Ed è un atto criminale segregare decine di migliaia di cittadini in aree circoscritte, danneggiare pesantemente diversi settori produttivi costringendo imprenditori, liberi professionisti e lavoratori a sospendere la loro attività. Chiediamo che questo comportamento cessi immediatamente. Il sospetto è che con il pretesto di una prevenzione comunque gestita malamente, il Governo stia perseguendo finalità politiche sulla nostra pelle, per recuperare credibilità in un contesto di conflittualità intestina e di paralisi operativa in cui si dimostra incapace di assumere decisioni che si traducano nel bene degli italiani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 25/02/2020 09:10:33 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Ciò che mi ha donato e mi ha insegnato Giuseppe Da Re resterà indelebile nel mio cuore e nella mia mente. Il Signore lo accolga nel Paradiso dei Protagonisti del Bene, del Buono e del Bello

Giuseppe Da Re è stato un Protagonista della nostra Italia. La Storia che conta, la Storia che rimane scolpita nella mente e nel cuore e che si tramanda in virtù delle opere buone, lo ricorderà per aver incarnato il sodalizio felice tra il talento creativo dell’artista innato che sa volare alto per scoprire il futuro e il successo imprenditoriale dell’uomo d’affari che sa calarsi nel vissuto della gente comune per rappresentare correttamente la realtà. 

La Storia attesterà che Giuseppe Da Re è stato l’incarnazione del Bene che genera il Buono e il Bello, la testimonianza vivente che più si fa il bene più ci si ritrova il bene, più si dona e più si riceve, più ci si prodiga per il prossimo e più si dà il meglio di se stessi, creando un mondo interiore che fonde in modo armonioso l’ “io” e gli “altri”, elevandoci nella trascendenza spirituale che supera i confini del tempo e dello spazio.

La Storia registrerà che Giuseppe Da Re è stato un Protagonista della Frazione di Bibano, del Comune di Godega di Sant’Urbano, della Provincia di Treviso, della Regione Veneto, dell’Italia, dell’Europa e del Mondo. Perché ha saputo fondere nella sua testimonianza da umile uomo comune, da eccezionale padre di famiglia, da focoso artista creativo e da lungimirante imprenditore di successo le dimensioni del “micro” e del “macro”, confermando che il segreto dell’eccellenza qualitativa del “grande” è il solido radicamento nella genuinità del “piccolo”.

Ho avuto il privilegio di essere stato amico di Giuseppe Da Re negli ultimi tre anni della sua vita. Ciò che mi ha donato e mi ha insegnato resterà indelebile nel mio cuore e nella mia mente. Mi stringo con la preghiera e l’affetto alla moglie Adriana e ai figli Francesca, Nicola e Armando. Il Signore  lo accolga nel Paradiso dei Protagonisti del Bene, del Buono e del Bello.

 

 

Postato il 09/02/2020 11:09:49 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il nuovo attentato terroristico islamico a Londra conferma che bisogna porre fine all’illusione che i terroristi islamici possano essere recuperati rieducandoli al “vero islam”

Cari amici, ieri un giovane terrorista islamico britannico di 20 anni, Sudesh Mamoor Faraz Amman, originario dello Sri Lanka, ha perpetrato un attentato a Londra con un coltello ferendo tre persone prima di essere ucciso dalla Polizia che fortunatamente è intervenuta subito. 

Non appariva diverso dai suoi coetanei. Capelli lunghi con la riga al centro, i baffetti curati e un volto su cui aleggia quel misto di ingenuità e inquietudine che connota un adolescente. Ma in realtà si è rivelato un terrorista islamico determinato a uccidere i non musulmani, legato al gruppo terroristico dell’Isis, che sognava di morire da “shahid”, il martire suicida-omicida che si aggiudica il Paradiso islamico uccidendo il maggior numero di “infedeli” e venendo a sua volta ucciso o dandosi la morte. 

Era stato condannato nel 2018 a tre anni di carcere per il suo coinvolgimento nella promozione della propaganda terroristica dell’Isis attraverso la Rete. Ma era stato rilasciato pochi giorni fa a metà della pena.

Sempre a Londra lo scorso 29 novembre Usman Khan, 28 anni, cittadino britannico di origine pachistana, accoltellò a morte due persone sul London Bridge, prima di essere ucciso dalla polizia. Era stato scarcerato anticipatamente per essere rieducato nell’ambito della strategia di recupero dei terroristi islamici attraverso un percorso di rieducazione affidato anche agli imam, che dovrebbero trasmettere loro il “vero islam”.  Una delle due persone da lui uccise era un suo rieducatore e suo coetaneo.

Il Premier britannico Boris Johnson ha annunciato “ulteriori piani per modifiche fondamentali al sistema riguardante le persone condannate per reati di terrorismo". Mi auguro che la Gran Bretagna ponga fine all’illusione che i terroristi islamici possano essere rieducati aderendo al “vero islam”, immaginato come una religione di pace e di amore alla stregua del cristianesimo. 

Questa tesi traspare dalla reazione del Sindaco di Londra Sadiq Khan, anch’egli musulmano di origine pachistana, che ha ripetuto quello che aveva già detto dopo l’attentato perpetrato da Usman Khan lo scorso 29 novembre: “I terroristi cercano di dividerci e di cambiare il nostro modo di vivere ma non ci riusciranno mai”. É nel concetto di “dividerci” che emerge che per il Sindaco di Londra la sua identità islamica prevale sull’identità britannica, prima l’islam e poi la Gran Bretagna.

Cari amici, dobbiamo liberarci della menzogna dell’islam religione di pace e d’amore. I musulmani come persone vanno rispettati e valutati individualmente sulla base delle loro azioni. Non ho dubbio che ci sono tanti musulmani perbene e sostanzialmente laici con cui noi possiamo e dobbiamo dialogare e convivere. Ma l’islam come religione è totalmente incompatibile con le nostre leggi, regole e valori. Il terrorista britannico di 20 anni la cui massima aspirazione era uccidere gli infedeli per conquistare il Paradiso di Allah con le 72 vergini, aveva subito un lavaggio di cervello che lo aveva trasformato da persona in “robot della morte”. Il cosiddetto “martirio” islamico è prescritto da Allah nel Corano ed è stato promosso da Maometto. La Gran Bretagna e l’Europa si liberino al più presto dell’islam per salvaguardare la nostra civiltà fondata sui valori inalienabili della vita, dignità e libertà.

 

 

 

 

 

Postato il 03/02/2020 20:22:01 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

A differenza del Regno Unito in Italia non ci sono in Parlamento partiti sovranisti che vogliono uscire dall’Unione Europea. Eppure Mattarella, la Sinistra e la Chiesa criminalizzano il “sovranismo”

Buona domenica amici. Dobbiamo mobilitarci culturalmente per dare vita a un movimento autenticamente sovranista, che affermi in modo chiaro e operi in modo determinato per il riscatto della piena sovranità nazionale, che si articola nella sovranità monetaria, economica, legislativa, giudiziaria, sul piano della sicurezza e della difesa, alimentare, energetica, educativa, culturale, informatica. 

Prendiamo atto che ad oggi in seno al Parlamento non ci sono partiti autenticamente sovranisti e che tutti i partiti affermano di voler restare in seno all’Unione Europea che ci ha spogliato della nostra sovranità. Anche ieri, in occasione dell’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione Europea, Matteo Salvini ha sostenuto sulla sua pagina Facebook: “Io lavoro per cambiare questa Europa da dentro, perché l’Italia torni ad essere protagonista”. Sempre ieri su Facebook Giorgia Meloni ha scritto: “Da oggi, con ancor più forza e determinazione, l’Italia dovrà difendere in Europa la propria sovranità nazionale e i propri interessi nazionali”. 

Si tratta di un ossimoro, di una contraddizione sul piano logico, perché all’interno dell’Unione Europea l’Italia ha già perso al 100 per 100 la sovranità monetaria, all’80 per cento la sovranità legislativa, ha ipotecato la sovranità giudiziaria, ha appaltato la sovranità sul piano della sicurezza e della difesa, ha rinunciato alla sovranità alimentare ed energetica. Quindi per riscattare la sovranità nazionale bisogna obbligatoriamente uscire dall’Unione Europea, non è razionalmente e concretamente possibile riscattare la nostra sovranità nazionale restando dentro l’Unione Europea.

In questo contesto risulta incomprensibile l’ostinazione con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i partiti della sinistra e persino la Chiesa cattolica di Papa Francesco inveiscono contro dei fantomatici partiti sovranisti che in Italia finora non esistono. Ieri l’Agenzia di stampa Ansa, la principale fonte di comunicazione in Italia, ha pubblicato un articolo dal titolo “I cinque anni di Mattarella al Colle. Ancora contro i venti sovranisti”, che inizia così: “Cinque anni spesi a guidare il Quirinale con discrezione prediligendo più la "moral suasion" che gli interventi pubblici. Cinque anni difficili con l'obiettivo di tenere saldo l'ancoraggio europeo sferzato da tempeste sovraniste e ondate di populismo”.

Siamo di fronte a uno spettacolo politico assurdo. I due maggiori partiti del Centrodestra affermano di voler restare in Europa e vengono accusati di voler uscire dall’Europa. 

Ma soprattutto registriamo la criminalizzazione del concetto stesso di “sovranità” e del soggetto politico “sovranista”. Eppure l’articolo 1 della nostra Costituzione afferma che “la sovranità appartiene al popolo”, mentre l’articolo 11 esclude la rinuncia alla sovranità. Così come, nell’assumere le sue funzioni, il Presidente della Repubblica, dice: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione»; ugualmente il Presidente del Consiglio e i Ministri dicono: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.» Ed è ovvio che la nostra Nazione è l’Italia non l’Unione Europea.

Cari amici, abbiamo il diritto e il dovere di riscattare la nostra sovranità nazionale per affermare l’interesse supremo dell’Italia e il bene primario degli italiani. Solo con il riscatto della nostra sovranità nazionale potremo rilanciare lo sviluppo che faccia rinascere le nostre imprese rigenerando il flusso vitale della produzione e dei consumi di beni e servizi frutto del lavoro degli italiani; potremo realizzare il miracolo della rigenerazione della vita aiutando le famiglie italiane a mettere al mondo dei figli per porre un argine al tracollo demografico; potremo salvaguardare la nostra civiltà dalla deriva della dittatura relativista e dalla minaccia dell’islamizzazione. Mobilitiamoci per acquisire e diffondere informazione corretta, per recuperare i valori che ci fortificano dentro, per individuare il traguardo da conseguire concretamente. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo. 

 

 

 

 

Postato il 02/02/2020 09:51:25 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Dalla mezzanotte il Regno Unito ha abbandonato l’Unione Europea. Sogno il giorno in cui anche l’Italia riscatterà la propria sovranità nazionale

Buongiorno amici. Dalla mezzanotte di ieri il Regno Unito ha definitivamente abbandonato l’Unione Europea e ha riscattato integralmente la propria sovranità nazionale. 

Si è assistito ad una grande festa popolare sventolando la bandiera del Regno Unito e innalzando cartelli con le scritte “Siamo liberi”, “Liberi dall’Unione Europea”. A conferma che siamo sottomessi ad una dittatura informatica, emanazione della dittatura finanziaria predominante, le grandi testate giornalistiche italiane hanno rappresentato non un popolo nella sua grande maggioranza in festa, ma un popolo in lutto e uno Stato destinato a un destino funereo.

La Gran Bretagna, come giornalisticamente e in modo riduttivo viene indicato il Regno Unito, non aveva aderito all’euro e ha mantenuto la sterlina, la propria valuta nazionale. Ma era sottomessa alle leggi europee che impongono il rispetto di rigidi parametri nella gestione finanziaria che condizionano l’uso delle proprie risorse finanziarie; che determinano le scelte dello sviluppo economico a discapito dell’interesse nazionale e degli imprenditori locali; che di fatto eliminano le frontiere e impongono l’accoglienza degli stranieri a prescindere dalla ricaduta sull’economia, la sicurezza e la salvaguardia della propria civiltà; che impongono il relativismo valoriale legittimando la cultura della morte promuovendo l’aborto e l’eutanasia, scardinando la famiglia naturale preposta alla rigenerazione della vita legittimando e promuovendo l’omosessualismo; che impongono il relativismo religioso che ha portato alla rinuncia delle radici e dell’identità cristiana dell’Europa e alla legittimazione dell’islam come religione nonostante la sua intrinseca incompatibilità con le leggi laiche, le regole della civile convivenza, i valori della sacralità della vita, pari dignità tra uomo e donna, libertà di scelta individuale che sostanziano la nostra civiltà; che accreditano il multiculturalismo che attribuisce a ciascuna “comunità” etnica o confessionale la prerogativa di auto-amministrarsi con le proprie regole e persino con le proprie leggi, senza un comune collante valoriale e identitario, obbligando lo Stato a elargire diritti e libertà senza esigere in cambio l’ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole.

Per chi come l’Italia, a differenza del Regno Unito, ha aderito all’euro, si aggiunge il condizionamento ulteriore e fondamentale della perdita della sovranità monetaria, che ci obbliga a indebitarci per ripianare gli interessi sul debito che lo Stato è costretto a contrarre con le banche commerciali titolate a disporre dell’euro emesso dalla Banca Centrale Europea i cui azionisti sono prevalentemente privati. L’euro è stato il fattore che più di altri ha accelerato l’impoverimento degli italiani. Lo hanno sostenuto cinque Premi Nobel per l’Economia che hanno bocciato l’euro. Una semplice casalinga si ricorda che fino al 2001, l’anno precedente l’adozione dell’euro, una famiglia di quattro persone con un milione e mezzo di lire viveva dignitosamente. Il corrispettivo in euro, 750 euro, l’ha fatta precipitare nella povertà. In questo contesto diventa irrilevante il fatto che in parallelo si siano abbassati i tassi di interesse. Se una famiglia non arriva a fine mese, non serve a nulla offrirle un credito a tasso ridotto. In ogni caso oggi le banche i crediti li fanno non a chi ha necessità, ma solo a chi può garantire il credito con i propri soldi depositati presso la stessa banca.

Cari amici, io sogno il giorno in cui anche noi italiani riscatteremo la nostra libertà recuperando la nostra sovranità nazionale che abbiamo perso, rinunciando alla sovranità monetaria, legislativa e giudiziaria, consentendo la devastazione della nostra economia con la perdita della nostra autonomia alimentare, la svendita delle nostre migliori aziende produttive, la strage delle micro e piccole imprese che storicamente sono il fulcro del nostro sistema di sviluppo che si connota per l’eccellenza della qualità dei prodotti “Made in Italy”. Sogno il giorno in cui in Italia si affermerà la cultura della vita, si sosterrà la famiglia naturale e si promuoverà la nascita di figli italiani che salvaguardino la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Sogno il giorno in cui l’Italia tornerà ad essere la Patria degli italiani, non più una terra di tutti e di nessuno che ha finito per trasformarsi in una terra di conquista alimentando gli appetiti della grande finanza speculativa globalizzata, dei cinesi e degli islamici. Solo se siamo forti dentro potremo rapportarci in modo costruttivo con gli altri Stati europei e con tutto il mondo. Il riscatto della nostra sovranità nazionale non solo non è in contrasto con l’apertura al mondo circostante, ma è il requisito affinché l’apertura risulti reciprocamente vantaggioso. Senza sovranità nazionale l’Italia è destinata a scomparire e gli italiani a morire, fagocitati da un globalismo che mette al centro la speculazione finanziaria anziché il bene della persona. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Acquisiamo e diffondiamo informazione corretta, recuperiamo i valori che ci fortificano dentro, convergiamo sul traguardo che corrisponde all’interesse supremo dell’Italia e al bene primario degli italiani. Insieme ce la faremo.

 

 

Postato il 01/02/2020 13:43:00 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Se gli islamici fossero sinceri nella denuncia dell’Olocausto degli ebrei perpetrato da Hitler, dovrebbero denunciare anche la strage degli ebrei perpetrata da Maometto

Buongiorno amici. Quest’anno il Giorno della Memoria, il 27 gennaio in cui si commemora la Shoah, l’Olocausto di 6 milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti, ha coinciso con il 75esimo anniversario della liberazione del campo di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa sovietica.

Probabilmente l’evento più significativo delle celebrazioni è stata la visita al campo di Auschwitz del Segretario Generale della Lega Musulmana Mondiale, Muhammad bin Abdul Karim Al-Issa, giovedì scorso 23 gennaio, a capo di una delegazione di 62 esponenti islamici, tra cui 25 autorità religiose, provenienti da 28 Stati. La Lega Musulmana Mondiale ha sede alla Mecca, il principale luogo di culto sacro dell’islam, ed è l’istituzione con cui l’Arabia Saudita promuove l’islamizzazione del mondo intero, affidandone la gestione ad un proprio cittadino. C’è una foto che immortala la storica visita di Al-Issa all’ingresso di Auschwitz con alle spalle la scritta “Arbeit Macht Frei”, Il lavoro rende liberi. Al suo fianco c’è David Harris, Presidente dell’American Jewish Committee, la più antica associazione ebraica americana impegnata nella difesa degli ebrei e di Israele, che ha promosso l’evento. Si tratta della prima volta in assoluto che una personalità islamica e una delegazione islamica di tale livello rendono omaggio al luogo simbolo della Shoah. Le autorità islamiche hanno pregato, prostrandosi in direzione della Mecca, con alle spalle il monumento commemorativo dell’Olocausto degli ebrei. In un intervento Al-Issa ha detto: “Essere qui, tra i figli dei sopravvissuti dell’Olocausto e membri delle comunità ebraiche e islamiche, è sia un dovere sacro che un profondo onore”.

È del tutto evidente che l’iniziativa di Al-Issa fa parte di una più ampia strategia dell’Arabia Saudita volta sia ad accelerare lo sviluppo del Regno nell’era del post-petrolio, affidandosi agli Stati Uniti e all’Occidente, sia ad allacciare dei rapporti con Israele per consolidare un fronte militare contro l’Iran, il suo principale nemico  nell’area del Golfo e in Medio Oriente. 

Ma resta il fatto fondamentale e dirompente di una iniziativa che, su un piano più specificatamente religioso, sembra prendere le distanze da ciò che Allah prescrive nel Corano e da ciò che Maometto ha detto e ha fatto contro gli ebrei. 

Il Corano è un testo che legittima la condanna a morte degli ebrei e dei cristiani:

«Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo e siano soggiogati». (9,29)

«Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah (…)” (9, 30)

«O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti”. (5, 51)

Durante le cinque preghiere quotidiane obbligatorie, i musulmani ripetono per diciassette volte al giorno la “Fatiha”, la Sura Aprente del Corano, in cui condannano di miscredenza e come nemici dell’islam sia gli ebrei, indicati come “coloro che sono incorsi nella tua ira”, sia i cristiani indicati come “coloro che vagano nell’errore”.

Così come Maometto è stato personalmente l’artefice della strage della tribù ebraica dei Banu Qurayza nel 627 a Medina. Tra i 600 e i 900 ebrei maschi adulti furono decapitati e Maometto decapitò personalmente i capi della tribù ebraica dei Banu Qurayza. Le donne e i bambini furono rapiti, venduti e sfruttati come schiavi sessuali. Maometto definì gli ebrei “scimmie” e “maiali”.

Cari amici, mi chiedo se sia concepibile che la visita di Al-Issa ad Auschwitz, in aggiunta a significare la mano tesa ad Israele e agli ebrei di oggi, possa significare una presa di distanza dalla realtà profondamente antiebraica del Corano e di Maometto. Ebbene dobbiamo escludere categoricamente che un musulmano possa rinnegare il Corano e Maometto, a maggior ragione non lo potrebbero rinnegare i sauditi, il cui Re si considera orgogliosamente “Custode dei due principali luoghi di culto sacri dell’islam”, le Grandi Moschee della Mecca e di Medina. 

Ecco perché si deve concludere che i sauditi e gli islamici a loro legati stanno mentendo. Non dimentichiamo che mentire ai “miscredenti”, intesi come tutti i non musulmani, è legittimato da Allah nel Corano ed è stato praticato da Maometto. Nel versetto 16,106 si legittima la “takiyya”, la dissimulazione: «Quanto a chi rinnega Allah dopo aver creduto - eccetto colui che ne sia costretto, mantenendo serenamente la fede in cuore - e a chi si lascia entrare in petto la miscredenza; su di loro è la collera di Allah e avranno un castigo terribile». Allah arriva al punto di legittimare al musulmano di rinnegare Allah stesso “se è costretto” per sconfiggere i miscredenti e far vincere la causa dell’islam.

Se gli islamici fossero sinceri nella loro denuncia dell’Olocausto degli ebrei perpetrato da Hitler, dovrebbero denunciare anche la strage degli ebrei perpetrata da Maometto. Ma non lo faranno mai perché significherebbe rinnegare l’islam. 

 

Postato il 28/01/2020 14:57:23 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il voto disgiunto presente nel sistema elettorale della Regione Emilia-Romagna va contro la necessità vitale della governabilità

Buona domenica amici. Oggi si vota per l’elezione dei Presidenti e dei Consigli Regionali in Emilia-Romagna e in Calabria. Non entro nel merito della scelta politica degli elettori. Voglio concentrare l’attenzione sul sistema elettorale vigente in Emilia-Romagna e in altre Regioni, ma non in Calabria, che consente il voto disgiunto. 

Significa che oltre alla possibilità di votare solo il candidato Presidente prescelto, di votare solo una lista che comporta il voto al candidato Presidente ad essa collegato, di votare sia il candidato Presidente sia una lista che sostiene la sua candidatura, si può votare anche disgiuntamente ossia si può scegliere un candidato Presidente e una lista a lui avversa. Ad esempio si può votare per il candidato del Centrosinistra Stefano Bonaccini a Presidente e per Forza Italia che è una lista che sostiene Lucia Borgonzoni, la candidata del Centrodestra a Presidente.

Ebbene considero che si tratti di un sistema elettorale sbagliato perché mina dalle fondamenta sia la coerenza della scelta politica sia soprattutto la governabilità della Regione.

Cari amici, la governabilità dell’Italia come Stato e delle istituzioni locali emerge sempre più come un’emergenza nazionale. È del tutto ovvio che l’ingovernabilità non è legata soltanto ad un sistema elettorale, ma principalmente all’assenza di una cultura politica che faccia prevalere l’interesse supremo dello Stato o della Regione e il bene primario dei cittadini. Ma è fondamentale che il sistema elettorale sia lo specchio di questa cultura politica e persegua lo stesso obiettivo vitale della governabilità. 

Postato il 26/01/2020 10:45:37 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Difendiamo i nostri librai e commercianti dallo strapotere di Amazon. Il Governo stia dalla parte degli italiani e non della grande finanza speculativa globalizzata

Buona domenica amici. A Torino lo scorso 28 dicembre ha chiuso la storica libreria Paravia, la seconda libreria più antica d’Italia. 

“Questo è il prezzo che si paga ad essere librerie indipendenti: i ricavi coprivano a malapena i costi, non era più sostenibile", ha detto Sonia Calarco, la titolare insieme alla sorella Nadia. 

Il motivo? "Lo conoscono tutti: è Amazon. Il problema non il commercio online, che c'è sempre stato, ma Amazon che prima ha attirato i clienti solo con sconti esagerati, poiché in Italia manca una legge che tuteli i librai, e poi li ha abituati ad avere i prodotti a casa in tempi rapidissimi e con un assortimento incredibile". 

Pochi giorni prima, lo scorso 8 dicembre, presentando il mio libro nella Libreria Goldoni a Treviso, la titolare Laura Pastrello fece un appello ai presenti di comprare i libri in libreria e non tramite Amazon, sottolineando che quando Amazon dominerà il mercato globale e scompariranno tutte le attività commerciali, i nostri figli e nipoti diventeranno disoccupati e alla mercé delle leggi imposte dalla grande speculazione finanziaria. La Libreria Goldoni ha espresso la propria solidarietà alla Libreria Paravia di Torino scrivendo sulla propria pagina Facebook: “Perdere una libreria è perdere un pezzettino di patrimonio della comunità. Che tristezza” e lanciando l’hashtag #amazonnograzie

Cari amici, siamo di fronte a un bivio epocale: o salvaguardiamo la nostra civiltà che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l’economia reale, un sistema con valori e regole, o saremo fagocitati dalla globalizzazione che mette al centro la moneta, un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata, una umanità omologata e omogeneizzata senza identità, valori, cultura, ridotta a un tubo digerente, semplice strumento di produzione e consumo della materialità al più basso costo possibile.

Mi unisco all’appello di Sonia Calarco e Laura Pastrello: difendiamo le librerie, compriamo i libri in libreria, difendiamo i nostri imprenditori, boicottiamo Amazon che sta spadroneggiando uccidendo oggi i nostri commercianti e in prospettiva l’insieme delle nostre attività produttive. Salvaguardiamo la nostra civiltà. In parallelo lancio un appello a questo Stato: il governo stia dalla parte degli italiani e non della grande finanza speculativa globalizzata.

 

 

 

 

Postato il 19/01/2020 07:54:53 in Buongiorno Amici di Magdi Allam

Nel 2018 600 mila giovani hanno abbandonato gli studi e 62 mila “cervelli” sono fuggiti dall’Italia

Buongiorno amici. L’ufficio Studi della Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) di Mestre ha appena pubblicato un’inchiesta in cui si attesta che solo nel 2018 circa 600 mila giovani tra i 18 e i 24 anni hanno abbandonato gli studi e nello stesso anno 62 mila giovani “cervelli”, ovvero laureati e specializzati, sono fuggiti all’estero.

La Cgia sottolinea che i giovani che abbandonano precocemente gli studi concorrono ad aumentare la disoccupazione giovanile, il rischio povertà e esclusione sociale. Aggiungo che la fuga dei nostri giovani più qualificati è uno dei sintomi più tangibili della crisi profonda e strutturale dell’Italia, perché si tratta della perdita della risorsa umana che potrebbe rilanciare lo sviluppo e garantire una migliore qualità della vita.

Questi due dati che concernono i giovani, l’abbandono degli studi e la fuga dall’Italia dei nostri “cervelli”, ci fanno toccare con mano il sostanziale fallimento della scuola sia per l’assenza di contenuti convincenti e di una didattica attraente, sia per l’assenza di un rapporto organico e incentivante con il mondo del lavoro. Di fatto questi due dati ci portano a concludere che la laurea equivale ad un pezzo di carta che non piace e non garantisce un posto di lavoro dignitoso.

Continuare a far finta di niente di fronte alla crescita dell’ignoranza, della disoccupazione, dell’impoverimento e dell’esodo dei nostri giovani, investendo nell’accoglienza di giovani stranieri che non hanno qualifiche e competenze professionali oltre a risultare incompatibili con la nostra civiltà, significa scegliere di suicidarci. 

Cari amici, il sistema scolastico, dall’asilo all’università, andrebbe riformato con la logica di offrire una conoscenza e un’educazione che si traducano nella certezza di un lavoro che corrisponda, da un lato, alle aspirazioni individuali, e dall’altro, alle opportunità lavorative in seno alla collettività. Aggiungo che sarebbe opportuno che le opportunità lavorative valorizzassero la specificità del tessuto produttivo della comunità dove si risieda, in modo da salvaguardare l’unità esistenziale della persona in seno alla propria famiglia, alla propria comunità, e all’ambito lavorativo. 

 

Postato il 15/01/2020 17:27:26 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Dissento dalla destra, sinistra e cattolici che santificano Soleimani e demonizzano Trump. Sto, pur in modo critico, con Stati Uniti e Israele

Cari amici, l’Europa, sia come Unione Europea sia come Stati, ha condannato l’azione militare americana culminata nell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani colpito da un drone all’aeroporto di Bagdad venerdì scorso 3 gennaio. 

Per quanto concerne specificatamente l’Italia stiamo registrando una convergenza tra la destra dall’anima fascista, la sinistra dall’anima comunista e la fazione cattolica dall’anima anti-ebraica nel santificare Soleimani e demonizzare Trump; nell’esaltare la “resistenza popolare” della teocrazia degli ayatollah iraniani e denunciare “l’imperialismo” della democrazia americana; nel concepire l’islam sciita immune dalla violenza e bastione della guerra al terrorismo islamico e l’islam sunnita come intrinsecamente violento e artefice del terrorismo islamico; nel suddividere il Mondo tra i “buoni” che aspirano alla pace, un fronte che comprenderebbe l’Iran, l’Europa, la Russia e la Cina, e i “cattivi” che scatenano le guerre, un fronte che comprenderebbe l’Arabia Saudita, Stati Uniti e Israele.

Più dettagliatamente il generale Soleimani viene indicato non solo dall’Iran, ma anche dai governi e dalla stampa europea, come il protagonista della sconfitta dei terroristi islamici dell’Isis. Di conseguenza averlo ucciso corrisponderebbe a un attentato terroristico pari a quelli perpetrati dall’Isis. 

Ebbene a questo punto è doveroso chiarire chi era veramente il generale Soleimani. Diciamo subito che non era un generale dell’Esercito regolare dell’Iran e che non è mai stato un militare di carriera. 

All’indomani della presa del potere da parte dell’imam Khomeini nel 1979, Soleimani a 22 anni si arruolò nei Pasdaran, le “Guardie della Rivoluzione islamica”, che nascono come una milizia paramilitare ideologicamente asservita al potere islamico per contrastare l’esercito regolare costituito dal precedente regime monarchico e laico dello Scià Reza Pahlevi. Di fatto Soleimani ha fatto parte di un apparato repressivo concepito per salvaguardare costi quel che costi la teocrazia islamica, del tutto simile alla realtà delle “camicie nere”, come venivano indicati gli aderenti alla “Milizia volontaria per la sicurezza nazionale”, costituita da Benito Mussolini nel 1922 come corpo paramilitare del fascismo distinto dall’Esercito Regio, così come è simile alla realtà delle “camicie brune”, come si indicavano gli aderenti alle Sturmabteilung o “Squadre d’assalto”, la formazione paramilitare di natura repressiva costituita da Adolf Hitler per promuovere l’avvento al potere del Partito Nazista. 

Con maggiore precisione, il generale Soleimani dal 1998 è stato il comandante della Niru-ye Qods, letteralmente “Brigata Santa” ma anche “Brigata Gerusalemme”, che è una divisione in seno ai Pasdaran che ha il compito preciso di diffondere l’ideologia della “rivoluzione islamica” e favorire la penetrazione del potere dell’Iran con tutti i mezzi, dalla costituzione di partiti vassalli alla guerra, dalla propaganda al terrorismo. Nel 2008 Soleimani si presentò così al generale David Petraeus, comandante delle forze armate americane in Iraq, tramite un messaggio che il Presidente iracheno Jalal Talabani ricevette sul suo telefono e fece leggere a Petraeus: «Generale Petraeus, dovrebbe sapere che io, Qassem Soleimani, controllo la politica dell’Iran per quanto riguarda l’Iraq, il Libano, Gaza e l’Afghanistan. Inoltre, l’ambasciatore a Bagdad è un membro delle forze Qods. Colui che lo va a sostituire è, anche lui, un membro delle forze Qods». Soleimani rispondeva del suo operato direttamente alla Guida Suprema dell’Iran, il Grande Ayatollah Khamenei, e aveva carta bianca per realizzare l’obiettivo dell’esportazione della rivoluzione islamica iraniana all’estero: ingenti mezzi finanziari, tutte le armi e i militari necessari, potere politico, licenza di scatenare guerre, ordire colpi di stato, perpetrare attentati terroristici. Di fatto Soleimani era a capo del più potente apparato iraniano per le operazioni segrete finalizzate a estendere l’influenza islamica sciita in Medio Oriente.

Chiariamo che il maggior successo dei Pasdaran e della sua “Brigata Gerusalemme” è stata la fondazione del Hezbollah, il Partito di Allah, in Libano nel 1982. E che il suo battesimo si consumò a suon di attentati terroristici suicidi contro le forze americane e francesi. Il 18 aprile 1983, un attacco suicida all'ambasciata americana a Beirut ovest provocò la morte di 63 persone. Il 23 ottobre 1983 un duplice attentato dinamitardo suicida alle basi americana e francese della Forza Multinazionale causò la morte di 241 marines statunitensi e 56 paracadutisti francesi. I Pasdaran parteciparono alla guerra in Afghanistan al fianco di Ahmad Shah Massoud contro i sovietici e in Bosnia al fianco dei musulmani. È stata accertata la responsabilità dell’Iran negli attentati del 1992 contro l’Ambasciata d’Israele a Buenos Aires che causò la morte di 29 persone e del 1994 contro l’edificio della Israelite Mutual Association a Buenos Aires che causò la morte di 85 persone. Ugualmente l’Iran è responsabile dell’attentato del 18 luglio 2012 contro un autobus di turisti israeliani in Bulgaria che ha ucciso cinque persone più l'autista. Nei Territori palestinesi l’Iran sostiene militarmente e finanziariamente il terrorismo islamico di Hamas e del Jihad islamico. In Iraq Soleimani aveva promosso un movimento sciita anti-americano sostenendo le milizie sciite presenti, le Brigate Badr e l’Esercito Mahdi, e costituendone altre tra cui “Kataib Hezbollah”, responsabile dell’assalto con migliaia di miliziani all’ambasciata americana a Bagdad il 31 dicembre e il primo gennaio che ha determinato la decisione di Trump di reagire uccidendo il generale Soleimani. 

Concludendo: il generale Soleimani è stato il più potente agente segreto responsabile delle “operazioni coperte” per esportare la rivoluzione islamica ed estendere l’egemonia dell’Iran in Medio Oriente. Non era un militare che difendeva la Patria dedito alla “resistenza popolare”. Serviva il regime teocratico islamico più agguerrito al mondo, dove la “Guida spirituale” ha il potere assoluto sul piano legislativo, giuridico ed esecutivo e la cui missione è diffondere ovunque nel mondo la rivoluzione islamica con tutti i mezzi, compreso il terrorismo. L’islam sciita ha praticato il terrorismo islamico suicida al pari dell’islam sunnita. Il fatto che il generale Soleimani sia stato partecipe nella guerra all’Isis si deve alla specificità del conflitto storico e ancestrale tra sunniti e sciiti, non certamente al fatto che lui fosse ostile o estraneo al terrorismo.

Cari amici, io sono totalmente contrario a chiunque violi il valore della sacralità della vita di tutti, quindi sono totalmente contrario a chiunque pratichi il terrorismo che deliberatamente mira a uccidere il prossimo per il semplice fatto che non si sottomette al proprio arbitrio. Ed è il caso del terrorismo islamico che è di natura aggressiva. I terroristi islamici uccidono non per ciò che facciamo ma per ciò che siamo, ci uccidono perché siamo cristiani, ebrei, americani, occidentali, o anche sciiti o sunniti, a prescindere da ciò che facciamo. Diverso è il caso di chi è costretto a reagire per difendere il proprio legittimo diritto alla vita, ed è il caso delle azioni militari degli Stati Uniti e di Israele. Io non difendo ciecamente l’operato di Trump o di Netanyahu, ma difendo nel modo più assoluto il diritto alla vita degli americani e di Israele come Stato del popolo ebraico. Mi riservo di criticare delle specifiche iniziative di Trump o di Netanyahu, ma sono decisamente schierato dalla parte degli Stati Uniti e di Israele, perché si fondano sulla civiltà della vita, e sono decisamente schierato contro l’Iran ma anche contro l’Arabia Saudita e la Turchia di Erdogan, perché promuovono la cultura della morte.

 

 

Postato il 07/01/2020 11:27:51 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Cari amici Buona Festa dell’Epifania

Cari amici Buona Festa dell’Epifania. L’adorazione di Gesù Bambino nella grotta di Betlemme da parte dei tre Re Magi provenienti da Oriente, nel racconto evangelico conferma la realtà del Dio che si fa uomo. 

Si conclude così la Festività del Santo Natale, l’esaltazione del mistero della sacralità della vita. Per i credenti è l’inizio di una nuova vita, della riconversione perpetua aderendo alla fede nel Dio uno e trino. Per tutti è l’opportunità di abbracciare il fascino e la bontà di una spiritualità che, seppur violata da chi ha tradito la testimonianza di Gesù, ci ha donato l’unica civiltà al mondo che si fonda sulla sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra le persone, la libertà di scelta individuale. 

Benedetto Croce, Oriana Fallaci e Marcello Pera (quest’ultimo è vivente), per limitarci a degli intellettuali contemporanei conosciuti, non credenti, ma che si sono concepiti come “atei cristiani”, consapevoli che solo in seno alla spiritualità cristiana ci si può proclamare pubblicamente atei senza che venga meno il diritto alla vita, dignità e libertà. 

Il messaggio è che siamo tutti sulla stessa barca. Oggi più che mai dobbiamo convergere nella salvaguardia della nostra civiltà laica e liberale, dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe per riscattarci dal baratro del nichilismo e del relativismo che ha “cosificato” la persona e ridotta la persona asservita alla materialità anziché essere la materialità al servizio della persona. Soprattutto dobbiamo riscattare la cultura della vita e della rigenerazione della vita, per porre fine alla cultura della morte e al tracollo della natalità che stanno condannandoci all’estinzione come popolazione e civiltà. 

Cari amici, andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo. 

 

Postato il 06/01/2020 11:49:15 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Dai fronti di guerra in Libia e Iraq si conferma la fine della Nato, l’unilateralismo di Trump, l’inconsistenza dell’Europa, l’intesa tra Russia e Cina, la bellicosità di Turchia e Iran

Cari amici buongiorno. I fronti di guerra in Iraq e in Libia si sono surriscaldati e preannunciano nuove esplosioni di violenza. Per l’Italia sono prevedibili conseguenze sul piano della minaccia militare e terroristica, del blocco delle forniture energetiche e sospensione dell’attività delle nostre imprese in quelle aree, dello sbarco di centinaia di migliaia di africani ammassati in Libia, la destabilizzazione sociale e della sicurezza interna. 

A livello globale le nuove crisi sanciscono la fine sostanziale della Nato. La decisione della Turchia, membro di peso dell’Alleanza Atlantica, di inviare le proprie forze armate in Libia, sfidando gli Stati Uniti e l’Unione Europea, in aggiunta alla Russia, alle Nazioni Unite e alla Lega Araba, scardina ciò che resta di credibilità e affidabilità di una coalizione militare concepita nell’era della “Guerra fredda”. La frattura in seno alla Nato si evidenziò nel 2011 con la decisione del Presidente francese Sarkozy di sferrare la guerra in Libia e di far assassinare Gheddafi, con la complicità della Gran Bretagna, nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, dell’Italia e della Germania, costretti in un secondo tempo a serrare i ranghi. 

Così come nel 2011 Sarkozy si rivelò una scheggia impazzita, comunque eliminata dalla Storia grazie alla volontà popolare consentita dalle nostre democrazie, oggi il Presidente turco Erdogan emerge come l’uomo più pericoloso del Medio Oriente. Mentre in Libia scende sul campo di battaglia da solo contro tutti, sul fronte della guerra in Iraq e in Siria fino a estendersi al Golfo, la Turchia che è stata il principale sostenitore dei terroristi islamici dell’Isis, è attualmente di fatto schierata contro gli Stati Uniti e l’Unione Europea combattendo i curdi siriani e i curdi iracheni, e appoggiando militarmente il Qatar nel conflitto che lo oppone all’Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi. 

L’uccisione il 3 gennaio a Bagdad del generale iraniano Qassem Soleimani, comandante della Forza Al Qods, la divisione dei Pasdaran, le “Guardie della Rivoluzione”, responsabile delle operazioni estere, stratega ed esecutore della penetrazione militare e politica dell'Iran in Medio Oriente, è stata la reazione del Presidente americano Trump due giorni dopo l’assalto all’Ambasciata americana a Bagdad da parte di miliziani sciiti iracheni filo-iraniani. 

Quest’azione di guerra, di natura reattiva realizzata con un drone, da un lato sancisce l’avvento della guerra elettronica e robotica, dall’altro amplia il fronte della guerra dall’Iraq a tutto il Golfo, coinvolgendo l’Iran e l’Arabia Saudita, i due maggiori produttori di gas naturale e petrolio che si contendono l’egemonia dell’area in cui sono concentrate le maggiori riserve di idrocarburi al mondo, e interessando direttamente gli Stati Uniti, Israele, la Turchia, la Russia e, fatto inedito, la Cina. Dal 27 al 30 dicembre 2019 si sono svolte delle esercitazioni militari congiunte tra Russia, Cina e Iran nel nord dell'Oceano Indiano e nel Golfo dell'Oman, protrattesi per quattro giorni, denominate “Cintura di sicurezza marina”. Il Golfo dell'Oman è una via di collegamento fondamentale allo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita quasi un quinto dei traffici di petrolio del mondo. Le manovre sono state un chiaro messaggio della Russia e della Cina, eccezionalmente unite su un fronte militare, dopo un crescendo di tensione tra Stati Uniti e Iran, iniziato con la decisione di Trump di porre fine all’accordo sul nucleare iraniano firmato da Obama nel 2015 e di irrigidire le sanzioni all'Iran che hanno danneggiato gravemente l'export di petrolio e l'economia dell’Iran. 

Nei mesi di maggio e giugno 2019 gli iraniani hanno attaccato diverse petroliere in transito nelle acque del Golfo. Lo scorso settembre gli impianti petroliferi nel nord-est dell’Arabia Saudita sono stati pesantemente attaccati dai droni causando il blocco dell’estrazione di 5,7 milioni di barili al giorno sul totale di 10 milioni prodotti. Gli Stati Uniti accusarono l’Iran del più grave attacco militare alle installazioni petrolifere saudite. Contemporaneamente, da settembre a dicembre, in Iran è scoppiata una rivolta interna a causa dell’aumento del prezzo della benzina, con il pesante bilancio di circa 1.500 manifestanti uccisi, migliaia arrestati, più di cento banche, negozi e edifici governativi dati alle fiamme. 

In questo contesto di guerra, l’Italia, la cui politica estera è affidata a Luigi Di Maio, un giovane di 33 anni del Movimento 5 Stelle senza competenza ed esperienza, ha condannato di fatto Trump professando una neutralità tra gli Stati Uniti e l’Iran. In una nota, la Farnesina afferma che "gli ultimi sviluppi della situazione in Iraq sono molto preoccupanti. Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una pericolosa escalation culminata nell'uccisione del Generale iraniano Soleimani. L'Italia lancia un forte appello perché si agisca con moderazione e responsabilità, mantenendo aperti canali di dialogo, evitando atti che possono avere gravi conseguenze sull'intera regione. Nessuno sforzo deve essere risparmiato per assicurare la de-escalation e la stabilità". Ugualmente in Libia Di Maio ha fallito limitandosi a fare promesse e lasciando campo libero al decisionismo bellicoso della Turchia di Erdogan. Il futuro non preannuncia nulla di buono per l’Italia, l’Europa e il Medio Oriente.

Postato il 04/01/2020 17:55:34 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Auguri di Buon Anno ai Sindaci. Sarà la micro-dimensione dei Comuni a liberare l’Italia dalla trappola criminale di un globalismo sottomesso allo strapotere della finanza speculativa

Cari amici, su 8 mila Comuni d’Italia circa 6 mila hanno meno di 5 mila abitanti. La maggioranza dei Comuni incarnano l’anima autentica dell’Italia, avendo un maggior radicamento alle nostre radici, tradizioni, identità, valori e cultura. È soprattutto nei piccoli Comuni che tocchiamo con mano la certezza e l’orgoglio di chi siamo, mentre a livello nazionale quasi ci si vergogna di affermare la nostra identità italiana, in un contesto in cui l’ideologia europeista e globalista dominante ha accreditato come una fattispecie di reato dire che l’Italia è la Patria degli italiani. 

Così come fu la micro-dimensione dei monasteri benedettini e dei Comuni a promuovere la civiltà cristiana, la cultura dell’umanesimo e del Rinascimento dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, oggi i piccoli Comuni possono rappresentare la base da cui risollevarci dal baratro in cui ci hanno fatto sprofondare la dittatura finanziaria, europeista, globalista, immigrazionista, multiculturalista, relativista, omosessualista, islamofila. Perché è nei piccoli Comuni che sopravvive la civiltà che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l’economia reale, un sistema di valori e regole. La realtà dei piccoli Comuni mi conforta e incoraggia. 

Mi sono sentito particolarmente gratificato quando il 28 ottobre 2016 fui insignito della “Cittadinanza onoraria” di Cascina (Pisa) dall’allora Sindaco Susanna Ceccardi, e quando il 15 marzo 2017 fui insignito della “Cittadinanza onoraria” di Arzergrande (Padova) dal Sindaco Filippo Lazzarin. I Comuni sono la realtà più sana sul piano valoriale e identitario, ma anche sul piano politico. Il Sindaco, in particolare nei piccoli Comuni, è l’unico rappresentante politico investito di un rapporto fiduciario con chi l’ha votato, è l’unica autorità politica che ogni giorno si confronta personalmente, direttamente e permanentemente con i propri elettori, è l’unica istituzione dello Stato che deve dare delle risposte concrete ai problemi reali dei propri cittadini. 

Negli ultimi giorni del 2019 l’amico Massimo Martella, Sindaco di Nociglia, Comune di 2.263 abitanti in Provincia di Lecce, dove fui invitato il 9 dicembre 2017 a presentare il mio libro “Maometto e il suo Allah”, mi chiese di registrare un video con gli auguri di Buon Anno ai suoi concittadini. Ma una brutta influenza con tosse forte me lo impedì. Ho così pensato di scrivere un testo. Che si è man mano esteso abbracciando il tema generale dei piccoli Comuni. Partendo dal mio augurio di un Felice 2020 ai nocigliesi, voglio salutare, ringraziare e fare i miei migliori auguri di successo a tutti i Sindaci d’Italia nella loro missione politica, civile ed etica. Voglio tributare un omaggio particolare ai Sindaci che ho personalmente conosciuto. Alcuni non svolgono più la carica di Sindaco, la maggioranza sono di Centrodestra ma qualcuno è di Centrosinistra e ciò conferma la bontà dell’istituzione del Sindaco, perché deve far prevalere il sano pragmatismo dell’amministratore di tutta la comunità sulla deleteria faziosità dei partiti. 

A seguire pubblico i nomi dei Sindaci di cui ho conservato il loro contatto nella mia rubrica telefonica. Ma i miei auguri di Buon Anno sono a tutti i Sindaci.

Adriano Paroli, Brescia; Alberto Borsari, Borgo Mantovano (Mantova); Alberto Gusmeroli, Arona (Novara); Alberto Pacher, Trento; Alessandro Bolis, Carmignano di Brenta (Padova); Alessandro Boriani, Luvinate (Varese); Alessandro Cattaneo, Pavia; Alessandro Ciriani, Pordenone;  Alessandro Ghinelli, Arezzo; Alessandro Giuseppe Seghezzi, Pontoglio (Brescia); Alessandro Tambellini, Lucca; Alfonso Ernesto Navazio, Melfi (Potenza); Alfredo Pasini, Pordenone; Ambrogio Crespi, Venegano Superiore (Varese); Andrea Favaretto, Salgareda (Treviso); Andrea Fumagalli, Inzago (Milano); Andrea Tessarolo, Mercallo (Varese); Angelo Formentini, Calvisano (Brescia); Angelo Tosoni, Valeggio sul Mincio (Verona), Anna Maria Cisint, Monfalcone (Gorizia); Anna Sidoti, Montagnareale (Messina); Antonfrancesco Vivarelli Colonna, Grosseto; Antonio Quadretta, Omegna (Verbano Cusio Ossola); Antonio Raiano, Curti (Caserta); Antonio Somma, Mercato San Severino (Salerno); Armando Glorioso, Nissoria (Enna); Arnaldo Pitton, Meduna di Livenza (Treviso); Bruno Ciccarese, Cavallino (Lecce); Bruno Polti, Oliveto Lario (Lecco); Carlo Orlandi, La Thuile (Aosta); Carlo Stefenelli, Levico Terme (Trento); Carmelo D’Angelo, Ravanusa (Agrigento); Claudio Magro, Moneglia (Genova); Claudio Tambornino, Caresana (Vercelli); Clemente Mastella, Benevento; Corrado Centurelli, Terno d'Isola (Bergamo); Cosimo Ferretti, Oria (Brindisi); Costabile Spinelli, Castellabate (Salerno); Costantino Di Carlo, Balvano (Potenza); Cristian Bottaro, Villanova di Camposampiero (Padova); Cristiano Zuliani, Concamarise (Verona); Cristina Almici, Bagnolo Mella (Brescia); Daniele Canella, San Giorgio delle Pertiche (Padova); Daniele Moschioni, Corno di Rosazzo (Udine); Daniele Rostirolla, Morgano (Treviso); Dario Allevi, Monza; Dario De Luca, Potenza; Davide Dellonti, San Lorenzo in Campo (Pesaro e Urbino); Davide Fabbrizioli, Petriano (Pesaro e Urbino); Diego Cinelli, Magliano in Toscana (Grosseto); Diego Di Bonaventura, Notaresco (Teramo); Domenico Gambacorta, Ariano Irpino (Avellino); Elena Anna Gerardo, Alfano (Salerno); Eleutherios (Elefteris) Prezalis, Camisano Vicentino (Vicenza); Emanuele Munari, Gallio (Vicenza); Emanuele Zanon, Cavasso Nuovo (Pordenone); Enrico Cangini, Sarsina (Forlì-Cesena); Enrico Sarcinelli, Spilimbergo (Pordenone); Enrico Silvio Bertero, Acqui Terme (Alessandria); Enzo Bartolotti, Azzano Decimo (Pordenone); Ettore Severi, Montecatini Terme (Pistoia); Eugenio Comincini, Cernusco sul Naviglio (Milano); Ezio Dan, Fontanelle (Treviso); Fabio Bergamini, Bondeno (Ferrara); Fabrizio Bertot, Rivarolo Canavese (Torino); Federico Binatti, Trecate (Novara); Federico Sboarina, Verona; Filippo Errante, Corsico (Milano); Filippo Lazzarin, Arzergrande (Padova); Flavio Tosi, Verona; Francesca Ceruti, Remedello (Brescia); Franceschino Risatti, Limone sul Garda (Brescia); Francesco Acquaroli, Potenza Picena (Macerata); Francesco Persiani, Massa (Massa-Carrara); Francesco Ricciardi, Monteverde (Avellino); Francesco Rutelli, Roma; Franco Claretti, Coccaglio (Brescia); Franco D'Alpilia, Palazzolo dello Stella (Udine); Franco Masanti, Madesimo (Sondrio); Franco Mennella, Serre (Salerno); Gabriele Albertini (Milano); Gabriele Marini, Monteforte D'Alpone (Verona); Gabriella Olari, Valmozzola (Parma); Gaetano Gorgoni, Cavallino (Lecce); Gerardo Fasanella, San Fele (Potenza); Gerardo Mariani, Muro Lucano (Potenza); Giacomo Tranchida, Erice (Trapani); Giancarlo Contini, Busseto (Parma); Giancarlo Gabbianelli, Viterbo; Giancarlo Tagliaferri, San Giorgio Piacentino (Piacenza); Gianmaria Cerea, Canonica D’Adda (Bergamo); Gianni Alemanno, Roma; Giannina Cover, Gorgo al Monticano (Treviso); Gigi Farioli, Busto Arsizio (Varese); Giorgio Bedeschi, Viano (Reggio Emilia); Giorgio Bertazzoli, Sarnico (Bergamo); Giorgio Demezzi, Casale Monferrato (Alessandria); Giovanni Battista (Daniele) Poggio, Capriata d'Orba (Alessandria); Giovanni Battista Mestriner, Scorzé (Venezia); Giovanni Ceola, Recoaro Terme (Vicenza); Giovanni Fortunato, Santa Marina (Salerno); Giovanni Gugliotti, Castellaneta (Taranto); Giovanni Ruggiero, Piano di Sorrento (Napoli); Giovanni Schiappa, Mondragone (Caserta); Giulio Saccuti, Amandola (Fermo); Giuseppe Galizia, Baragiano (Potenza); Giuseppe Menardi, Cuneo; Giuseppe Pedà, Gioia Tauro (Reggio Calabria); Giuseppe (Peppino) Tagliente, Vasto (Chieti); Giuseppe Schiboni, San Felice Circeo (Latina); Graziano Pattuzzi, Sassuolo (Modena); Guido Castelli, Ascoli Piceno; Ilario De Marco Zompit, Aviano (Pordenone); Ivo Moras, Brugnera (Pordenone); Juri Fabio Imeri, Treviglio (Bergamo); Kristian Tschurtschentahler, Brunico (Bolzano); Lanfranco Fratoni, Carbognano (Viterbo); Leonardo Giordano, Montalbano Jonico (Matera); Letizia Moratti, Milano; Lorenzo Guzzetti, Uboldo (Varese); Lorenzo Maggi, Brindisi; Lorenzo Vitali, Legnano (Milano); Loris Mazzorato, Resana (Treviso); Luca Bersan, Villa Bartolomea (Verona); Luca Claudio, Abano Terme (Padova); Luca Lunardini, Viareggio (Lucca); Luca Sebastiano, Lazise (Verona); Luca Veggian, Carate Brianza (Monza e Brianza); Lucia Fontana, Castel San Giovanni (Piacenza); Luciano Angelini, Induno Olona (Varese); Luciano Bruschini, Anzio (Roma); Luciano Di Lorito, Spoltore (Pescara); Luciano Meoni, Cortona (Arezzo); Luciano Monticelli, Pineto (Teramo); Luciano Striuli, Caorle (Venezia); Lucio Pizzi, Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola); Luigi De Luca, Bassano Romano (Viterbo); Luigi Lucchi, Berceto (Parma); Magda Beretta, Senago (Milano); Manuel Ghilardelli, Ziano Vicentino (Piacenza); Marcello Orizio, Maclodio (Brescia); Marco Bonucchi, Sestola (Modena); Marco Fioravanti, Ascoli Piceno; Marco Flavio Cirillo, Basiglio (Milano); Marco Mastacchi, Monzuno (Bologna); Marco Melgrati, Alassio (Savona); Marco Vezzoni, Rivarolo del Re ed Uniti (Cremona); Marco Zacchera, Verbania (Verbano-Cusio-Ossola); Marica Fantuz, Meduna di Livenza (Treviso); Marino Del Frate, Gonars (Udine); Mario Agnelli, Castiglion Fiorentino (Arezzo); Mario Guarente, Potenza; Massimiliano Pederzoli, Brisighella (Ravenna); Massimo Alloni, Mozzanica (Bergamo); Massimo Barbujani, Adria (Rovigo); Massimo Bello, Ostra Vetere (Ancona); Massimo Cariello, Eboli (Salerno); Massimo Giampieri, Civita Castellana (Viterbo); Massimo Mallegni, Pietrasanta (Lucca); Massimo Martella, Nociglia (Lecce); Matteo Bianchi, Morazzone (Varese); Matteo Motta, Calvignasco (Milano); Maurizio Marinozzi, Servigliano (Fermo); Mauro Di Bert, Gonars (Udine); Mauro Giannini, Pennabilli (Rimini); Mauro Mainardi, Adria (Rovigo); Mauro Steccati, Tarcento (Udine); Michela Leoni, Momo (Novara); Michele Conti, Pisa; Michele Fabbro, San Vito di Fagagna (Udine); Michele Leone, Pisticci (Matera); Modesto Lazzarin, Terrassa Padovana (Padova); Monica Faenzi, Castiglione della Pescaia (Grosseto); Monica Gravante, Giurdignano (Lecce); Nello Di Pasquale, Ragusa; Nicola Cammarano, Rofrano (Salerno); Nicola Barbieri, Mondolfo (Pesaro-Urbino); Nicola Fragomeni, Santa Maria di Sala (Venezia); Nicola Giorgino, Andria (Barletta-Andria-Trani); Nicola Lopatriello, Policoro (Matera); Nicolò Rizzo, Castellamare del Golfo (Trapani); Paola Moscoloni, Verrua Savoia (Torino); Paolo Galeotti, Marmirolo (Mantova); Paolo Gozzi, Arcugnano (Vicenza); Paolo Marconcini, Cerea (Verona); Paolo Nozza, Martinengo (Bergamo); Paolo Tiramani, Borgosesia (Vercelli); Paolo Trangoni, Pagnacco (Udine); Pasquale Matarazzo, Lamezia Terme (Catanzaro); Pasquale Scavone, Tito (Potenza); Piergiorgio Priori, Pavone del Mella (Brescia); Pierluigi Cagnin, Piombino Dese (Padova); Pierluigi Peracchini, Sarzana (La Spezia); Pietro Alberti, Flero (Brescia); Pietro Dalla Libera, Oderzo (Treviso); Pietro Francesco Farina, Garlasco (Pavia); Pietro Mazzocchi, Borgonovo Val Tidone (Piacenza); Pietro Valent, San Daniele del Friuli (Udine); Pino Rossi, Gallio (Vicenza); Raffaele Cortesi, Lugo (Ravenna); Raffaele Langone, Savoia di Lucania (Potenza); Raffaele Tassotti, Montalto delle Marche (Ascoli Piceno); Raffaello Marsilio, Tricarico (Matera); Renato Josca, Albanella (Salerno); Renzo Dolfi, Brugnera (Pordenone); Renzo Francesconi, Spilimbergo (Pordenone); Riccardo Lotto, Montegalda (Vicenza); Riccardo Rigotto, Villanova Marchesana (Rovigo); Roberta Sisti, Torbole Casaglia (Brescia); Roberto Bianchi, Medesano (Parma); Roberto Di Stefano, Sesto San Giovanni (Milano); Roberto Dipiazza, Trieste; Rodolfo Ziberna, Gorizia; Salvatore Di Sarno, Somma Vesuviana (Napoli); Sara Casanova, Lodi; Saturnino (Nino) Di Ruscio, Fermo; Saverio D'Amelio, Ferrandina (Matera); Sebastiano Sannitu, Berchidda (Sassari); Sergio Bolzonello, Pordenone; Silvano Romanin, Cavasso Nuovo (Pordenone); Silvia Pisapia, Casal Velino (Salerno); Silvia Susanna, Musile di Piave (Venezia); Simone Dall'Orto, Traversetolo (Parma); Simone Ferrari, Remedello (Brescia); Sonia Fregolent, Sernaglia della Battaglia (Treviso); Stefano Bruni, Como; Stefano Canazza, Isola della Scala (Verona); Stefano Colzani, Alserio (Como); Stefano Giacomin, Creazzo (Vicenza); Stefano Simoncini, Osimo (Ancona); Stefano Turchet, Porcia (Pordenone); Susanna Ceccardi, Cascina (Pisa); Tiziana Pallottini, Carassai (Ascoli Piceno); Tiziana Sala, Cantù (Como); Toni Concina, Orvieto (Terni); Ulisse Borotto, Nanto (Vicenza); Umberto Chincarini, Peschiera del Garda (Verona); Valerio Avesani, San Martino Buon Albergo (Verona); Vincenzo Antonio Galvano, Raffadali (Agrigento); Vincenzo Iaccarino, Piano di Sorrento (Napoli); Vincenzo Zaccheo, Latina.

Buon Anno e buona missione a tutti i Sindaci d’Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 02/01/2020 08:38:10 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Buon anno cari amici. Per il 2020 auguro agli italiani di guarire dalla “denuncite” e diventare “protagonisti” della scelta di rendere l’Italia il miglior Paese al mondo per la qualità della vita

Cari amici, auguro a tutti noi un 2020 colmo di salute, serenità e successo. Di salute sia fisica sia mentale. Ci dicono che circa 250 mila italiani, tra cui ci sono anch’io, sono stati colpiti dall’influenza che li ha costretti a curarsi per recuperare la salute fisica. Ma non ci dicono che circa 46 milioni di italiani sono affetti da un’influenza più grave, estremamente contagiosa e per la quale non esiste un vaccino che la prevenga con certezza: la “denuncite”. Si tratta di una malattia che ha colpito la mente e si è diffusa con una rapidità senza precedenti, al punto che la “denuncite” è diventata il fenomeno sociale più diffuso tra gli italiani dopo il tifo per il gioco del calcio. In Italia tutti denunciano tutti, tutti riversano sugli altri le responsabilità di tutto ciò che non va. La politica è diventata un tutt’uno con la denuncia. Il politico di successo è colui che è più bravo nel denunciare i suoi antagonisti. I giornali e le televisioni danno la caccia alle notizie di denuncia. I cittadini si sfogano sui mezzi di comunicazione virtuali denunciando chi la pensa diversamente. Persino il Papa incentra le sue prediche sulla denuncia.

La denuncia è diventata la principale malattia mentale e la più grave devianza sociale perché è fine a se stessa. Si denuncia per denunciare. La “denuncite” si rivela un comportamento auto-lesionista sul piano personale e distruttivo sul piano sociale. 

Ebbene cari amici il mio augurio è che il 2020 oltre a donarci la salute fisica ci liberi dalla “denuncite”. Personalmente mi impegnerò per promuovere un percorso di formazione culturale che ci consenta di affrancarci dalla disinformazione dilagante per acquisire una corretta rappresentazione della realtà; di liberarci dalla sterile denuncia fine a se stessa per elevarci all’atteggiamento propositivo che individua non solo la causa del problema ma soprattutto la soluzione che si traduca nella costruzione di un’alternativa; di passare dalla fase del dire alla fase del fare, operando concretamente per realizzare il bene di tutti gli italiani. 

Il mio auspicio è che nel 2020 il maggior numero possibile di italiani dallo status subordinato di “gregari” si emancipino allo status autonomo di “protagonisti”. Il protagonista è colui che fa ciò che dice e ciò in cui crede, è l’artefice della propria scelta di vita in modo consapevole, convinta, determinata. Quando i circa 46 milioni di elettori saranno guariti dalla “denuncite” e diventeranno “protagonisti” della scelta di agire per il bene degli italiani, nella consapevolezza che l’Italia è la nostra casa comune e che abbiamo tutti il dovere di contribuire a salvaguardarla a prescindere dalla legittima diversità di valutazione dei fatti, allora l’Italia tornerà ad essere una grande Nazione e si affermerà come il miglior Paese al mondo per la qualità della vita. 

Postato il 31/12/2019 16:40:47 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Buon Natale a Giuseppe Da Re, titolare di «I Bibanesi», un imprenditore di successo con l’anima dell’artista, un uomo generoso che fa onore all’Italia

La vita mi ha insegnato che a parità di meriti vince la persona che ha gli amici migliori. Mi considero una persona fortunata perché ho tanti amici. Per uno di quei casi che ci fanno comprendere che nulla accade per caso, ho avuto il dono grande di conoscere e di essere diventato amico di Giuseppe Da Re, titolare dell'azienda «I Bibanesi», da cui prendono nome i suoi «paninetti», un po' pane e un po' grissini, fatti a mano uno ad uno, ciascuno diverso dall'altro, con una originalità frutto di amore e di creatività. Giuseppe è un artista prestato all'imprenditoria. «Se dovessi rinascere – mi ha detto – farei solo l'artista». Giuseppe è un pittore e uno scultore. Ama il bello ma soprattutto ama il prossimo. La sua generosità e la sua dedizione alle persone bisognose superano qualsiasi considerazione di natura economica. Giuseppe è la testimonianza vivente che più si fa il bene più ci si ritrova il bene, più si dona più si riceve. La sua fraterna amicizia, le nostre conversazioni sulle questioni che concernono la decadenza della nostra civiltà, la confidenza che ci consente di aprirci sul piano personale, ha reso Giuseppe una presenza importante e significativa in questa fase della mia vita. Gli auguro di cuore tantissima salute e serenità per condividere il successo della missione civile ed etica di rinascita della nostra amata Italia. Buon Natale carissimo Giuseppe.

Postato il 25/12/2019 08:36:24 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

La nascita di Gesù Bambino incarna il valore assoluto della sacralità della vita. Buon Natale carissimi amici

Cari amici, si può credere o non credere nella fede del Dio che si fa uomo e che si incarna in Gesù. Ma tutti possiamo cogliere nella nascita di Gesù Bambino il valore assoluto della sacralità della vita, il fascino ineguagliabile del miracolo della vita, il dono supremo della rigenerazione della vita. 

Oggi più che mai, nella nostra civiltà decadente che idolatra la cultura della morte, concependo l’aborto, l’eutanasia, l’eugenetica e l’utero in affitto come il traguardo a cui ambire, che è sprofondata nel tracollo demografico ritenendo che i figli siano un peso anziché una risorsa, dobbiamo recuperare la cultura della vita.

A prescindere dalla propria fede, l’immagine di Gesù Bambino testimonia la centralità della vita nel mistero dell’Universo e nella complessità della Storia. La vita è la quintessenza dell’Universo e della Storia. Solo rimettendo al centro della nostra esistenza la cultura della vita potremo individuare la soluzione ai tanti problemi che connotano la decadenza della nostra civiltà. Solo riscoprendo la bellezza della Natività e dell’amore irresistibile che ispira la nuova vita, ritroviamo la certezza della verità che si sostanzia nella famiglia naturale, la madre, il padre e i figli. Solo se siamo protagonisti della cultura della vita e artefici del miracolo della rigenerazione della vita, diventiamo forti dentro appagati dall’unica realtà che dà un senso compiuto alla vita e acquisiamo il diritto di partecipare alla missione universale e storica segnata dalla vittoria della vita. 

A prescindere dalla propria fede dobbiamo prendere atto che la nascita di Gesù Bambino rappresenta lo spartiacque nella nostra Storia, cadenzata da ciò che c’era prima e da ciò che c’è dopo Cristo. Così come la fede in Gesù è il fulcro che ha ispirato l’unica civiltà al mondo fondata sui valori della sacralità della vita di tutti, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale. Cari amici auguro a tutti voi un Buon Santo Natale.

Postato il 24/12/2019 18:58:32 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

È illegittimo e anti-democratico criminalizzare gli italiani che rivendicano il riscatto della sovranità nazionale dell’Italia

Cari amici, come è possibile che chi difende la salvaguardia dell’Italia come Stato nazionale, ovvero rispetta il fondamento della nostra Costituzione, e di conseguenza promuove il riscatto della sovranità monetaria, legislativa, giuridica e sul piano della difesa e della sicurezza, viene criminalizzato al punto che lo stesso concetto di “sovranista” è diventato una fattispecie di reato, assimilabile al reato dell’eversione, della cospirazione, della sovversione, del colpo di stato? Come è possibile che se un partito dice di voler uscire dall’euro e dall’Unione Europea viene apertamente condannato come “nemico dell’Italia” e criminalizzato come chi vorrebbe ridurre in povertà gli italiani? E perché se un partito è piccolo riesce a rivendicare a viva voce l’uscita dell’Italia dall’euro e dall’Unione Europea, mentre se lo stesso partito diventa grande cambia radicalmente posizione e si prodiga nel rassicurare l’opinione pubblica che non vuole uscire dall’euro e dall’Unione Europea? 

Lo spunto a questa riflessione mi è data da due recenti interventi politici. Ieri alla Camera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo sulla riforma del Mes (Meccanismo di stabilità europea) ha detto: "Bisogna stare attenti a insinuare dubbi e paure nei cittadini italiani, tanto più che quantomeno alcune delle posizioni che si sono delineate nel corso del dibattito pubblico hanno disvelato il malcelato auspicio di portare il nostro Paese fuori dall'euro-zona o, addirittura, dall'Unione europea. Se questo è l'obiettivo allora converrebbe chiarirlo in modo esplicito, affinché il dibattito pubblico sia trasparente e i cittadini italiani possano essere informati di tutte le implicazioni che tali posizioni portano con sé".

Il 5 dicembre il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha detto: “E' noto che Borghi e la Lega sono per l'uscita dall'euro e quindi si confermano nemici degli interessi dell'Italia, della tutela dei risparmi. Se si facesse quello che dice Borghi gli italiani perderebbero molti soldi, il valore dei loro stipendi e delle loro pensioni, verrebbe drasticamente ridotto, quindi l'Italia sarebbe un Paese molto più povero, è una ricetta fallimentare che per fortuna non incontra il favore degli italiani".

Claudio Borghi, Presidente della Commissione Bilancio alla Camera della Lega, aveva detto circa l’ipotesi di uscire dall’euro: "Se una posizione politica è condivisa da un numero sufficiente di persone, il 25/30 per cento, è vietato presentare, e rappresentare le istanze di questo 25 per cento di persone? Io penso che sia un dovere rappresentare le istanze di un 25 per cento di persone. Poi, per fare qualsiasi cosa ci vuole la maggioranza".

Il Segretario nazionale della Lega Matteo Salvini è subito intervenuto per rassicurare: : "Nessuna uscita dall'euro o dall'Europa, la Lega vuole solo fermare un governo che mette a rischio la democrazia, la sovranità e i risparmi degli italiani".

Eppure Salvini alle elezioni europee del 2014, quando la Lega aveva meno del 5 per cento dei consensi, aveva sostituito il logo della Lega con la scritta “Basta Euro”, proponendosi come il soggetto politico italiano che rivendica principalmente l’uscita dell’Italia dall’euro. Alle elezioni europee del 2019, quando la Lega si è aggiudicata il 34 per cento dei consensi, Salvini ha chiarito che la Lega non vuole più l’uscita dell’Italia né dall’euro né dall’Unione Europea, ma mira esclusivamente a riformarla dall’interno.

Anche Fratelli d’Italia alle elezioni europee del 2014, quando godeva del consenso di meno del 4 per cento del consenso dell’elettorato, promise di “farsi promotore nel prossimo Parlamento europeo di una Risoluzione comune a tutti i gruppi “eurocritici”, per spingere la Commissione europea a procedere allo scioglimento concordato e controllato dell’Eurozona. Nel caso questa strada non fosse perseguita dalle Istituzioni e dalle cancellerie europee e venisse confermata l’indisponibilità ad un cambio di rotta radicale, l’Italia deve avviare una procedura di recesso unilaterale dall’Eurozona”.

Ebbene il Presidente nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervenendo il 9 dicembre a Bruxelles nella manifestazione contro la riforma del Mes davanti alla sede del Consiglio Europeo, ha anche lei rassicurato: "Il ministro Gualtieri sa di malafede, noi non abbiamo mai chiesto l'uscita unilaterale dell'Italia dall'euro, ma tra uscire dall'euro e stare nell'euro in ginocchio a portare i soldi agli interessi di qualcun altro le comunico che c'è una gamma infinita e intermedia di possibilità". E rispondendo più specificatamente sulla sua posizione sull’euro, la Meloni ha detto: “Tipo stare in una moneta e in una zona unica nella quale tutti quanti abbiano interessi a stare, quindi non impoverendo qualcuno per arricchire degli altri".

Cari amici, uno Stato è tale solo se è sovrano sul piano monetario, legislativo e della sicurezza. L’Italia ha perso tutti e tre questi pilastri e di fatto non è più uno Stato sovrano. Dovrebbe essere assolutamente legittimo e logico nel contesto di una sana democrazia che in Italia ci sia un soggetto o più soggetti politici che fondano la loro strategia sul riscatto della sovranità nazionale. È sconcertante che siano invece legittimati solo i soggetti politici che promuovono la fine dell’Italia come Stato nazionale sovrano, la sua fagocitazione da parte della macro-dimensione degli Stati Uniti d’Europa e il suo assoggettamento al Nuovo Ordine Mondiale imposto dalla grande finanza speculativa globalizzata. È incomprensibile il fatto che i soggetti politici sovranisti quando crescono sul piano del consenso e si apprestano ad assumere il Governo dello Stato, rinneghino la volontà di riscattare la sovranità nazionale e si allineino sulle posizioni degli europeisti e dei globalisti, come se fosse una conditio qua non per poter accedere nel Palazzo del potere. Ebbene visto che ci sono dei limiti all’azione dei partiti, noi tutti, cittadini che amiamo l’Italia e siamo dediti al bene degli italiani, a prescindere dall’appartenenza partitica, dobbiamo a maggior ragione mobilitarci per conseguire il legittimo traguardo del riscatto della sovranità nazionale, del rimettere al centro il bene primario degli italiani, della rinascita della nostra civiltà decadente. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 12/12/2019 13:12:05 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam