L’Europa fermi Erdogan, il nuovo Hitler islamico

Cari amici plaudo e condivido l'affermazione pubblica del Presidente del Consiglio Mario Draghi in cui ha qualificato il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan «un dittatore». 

È del tutto risibile la replica del Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu secondo cui Erdogan non solo non sarebbe un dittatore, ma sarebbe più democratico di Draghi perché lui «è stato scelto attraverso elezioni», mentre Draghi è un «premier nominato». Dimentica che anche Adolf Hitler fu eletto. 

Comunque sia Erdogan è oggi l'uomo più pericoloso nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Ha pubblicamente minacciato di fare la guerra alla Grecia. La Turchia è impegnata militarmente a Cipro, in Siria, Iraq, Somalia, Qatar e Libia, mentre le navi da guerra turche stazionano nel Mar Nero, Mar Egeo, Mediterraneo centrale e Mar Rosso. Erdogan ha scalzato l’Italia dalla Somalia e dalla Libia e sta minacciando gli interessi italiani nel Mediterraneo. L'Esercito turco occupa dal 1974 il settore settentrionale dello Stato di Cipro, che è membro dell'Unione Europea; ha invaso e di fatto ha annesso territori dell'Iraq e della Siria; controlla e sfrutta la Somalia e vorrebbe fare altrettanto in Libia dove ha preso possesso della base aerea a Al-Watiya in Tripolitania e della base navale a Misurata; ha un proprio contingente militare nel Qatar in funzione anti-Arabia Saudita; mantiene unità navali da guerra nel Mediterraneo con cui minaccia di aggredire la Grecia per impedire lo sfruttamento del sottosuolo della «Zona economica esclusiva» adiacente alle acque territoriali greche contestata dalla Turchia.    

Erdogan coltiva il sogno di riesumare un Califfato islamico turco imponendo la sua autorità sull'insieme del mondo islamico con la forza delle armi, la proliferazione delle moschee e la corruzione del denaro. Erdogan è un fanatico estremista islamico, ha detto che la sua azione politica è ispirata dal Corano, si considera l’erede del Sultano Maometto II che nel 1453 espugnò in un bagno di sangue Costantinopoli ponendo fine all’Impero Romano d’Oriente e convertendo la Basilica di Santa Sofia in moschea facendo sgozzare i sacerdoti sull’altare. Erdogan il 10 luglio 2020 ha riconvertito la Basilica di Santa Sofia in moschea, dopo essere diventata museo nel 1935 per volontà di Ataturk. Per l’occasione Erdogan ha fatto coniare una medaglia commemorativa in cui sono riportate due date 1453-2020, per evidenziare la continuità nel nome della supremazia dell’islam tra il Califfato turco-ottomano e la Turchia odierna, tra il Sultano Maometto II e se stesso. 

La risposta dell'Europa è di pochi giorni fa: Erdogan costruirà a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, del Consiglio d'Europa e della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la più grande moschea d'Europea dal costo di 32,5 milioni di euro, di cui 2,5 milioni donati dall'amministrazione comunale di sinistra di Strasburgo, mentre la moschea sarà intitolata a Abu Ayyub al-Ansari, uno dei più fedeli compagni di Maometto, morto nel 672 durante una guerra contro l'Impero Romano d'Oriente per la conquista di Costantinopoli.

Erdogan il 26 ottobre 2020 ha dato della nazista al Cancelliere tedesco Angela Merkel e del malato psichiatrico al Presidente francese Emmanuel Macron. Queste sono le parole di Erdogan: «In Europa si sta compiendo una campagna di linciaggio contro i musulmani simile a quella contro gli ebrei prima della Seconda Guerra Mondiale». Erdogan ha denunciato «l'islamofobia» come la «peste dei Paesi europei». Rivolto alla Merkel ha detto: «Parlate di libertà di religione ma voi siete i veri fascisti, gli eredi dei nazisti». Poi rivolto a Macron, Erdogan ha detto: «Ha problemi mentali, ha davvero bisogno di sottoporsi agli esami per accertare il suo stato di salute mentale». Nel 2017 ha oltraggiato il Governo olandese definendolo «residui del nazismo»: «Sono così timidi, così impauriti. Si tratta di residui del nazismo, questi sono fascisti». In un video dello scorso novembre Erdogan nel corso di una imponente manifestazione pubblica ha minacciato una guerra «tra la Mezzaluna e la Croce» se il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz dovesse chiudere le moschee ed espellere i musulmani. Dopo un attentato terroristico islamico a Vienna il 2 novembre con cinque morti, Kurz aveva chiesto di mettere fuori legge «l'islam politico». Erdogan ha definito Kurz «un ragazzino» e ha ammonito l’Europa: «Fermate quest’uomo». Erdogan ha un odio viscerale nei confronti di Israele, da lui definito uno «Stato terroristico», mentre sostiene i terroristi islamici di Hamas dediti alla distruzione dello Stato del popolo ebraico.

Cari amici, Erdogan si conferma come l’uomo in assoluto più pericoloso nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Ormai non si fa remore nell’offendere i capi di Stato e di Governo europei, nel minacciare una guerra scatenata nel nome dell’islam contro l’Europa. Usa lo stesso linguaggio dei capi del terrorismo islamico. Con la differenza che è a capo di uno Stato militarmente forte che fa parte della Nato. Finora l’atteggiamento dell’Europa è stato di accondiscendenza per placare l’aggressività di Erdogan. Ma più l’Europa è accondiscendente e più Erdogan diventa aggressivo. Si sta ripetendo quello che accadde a Monaco nel 1938 con Hitler quando il Regno Unito, la Francia e l’Italia acconsentirono all’annessione della Cecoslovacchia immaginando che l’aggressività di Hitler sarebbe stata appagata. Sin dal 1974, dopo l’occupazione turca del settore settentrionale di Cipro, che è uno Stato membro dell’Unione Europea, l’Europa è sempre più accondiscendente nei confronti della Turchia. O l’Europa ferma il nuovo Hitler islamico, o si ritroverà a subire guerre esterne ed interne scatenate dal fanatismo di Erdogan.

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 10/04/2021 11:29:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Appello agli imprenditori: “Non serve la protesta, serve la proposta”

Cari amici buongiorno. Anche oggi proseguono in tutt'Italia le manifestazioni di protesta dei commercianti, ristoratori e ambulanti, a cui si aggregano i piccoli imprenditori, le partite Iva, i liberi professionisti. A Napoli in Piazza del Plebiscito gli aderenti alla Confesercenti hanno innalzato quindici croci di legno per testimoniare il calvario di altrettante categorie commerciali, benzinai, ambulanti, orafi e gioiellieri, moda, esercenti pubblici, imprese balneari, guide turistiche e interpreti, case vacanza e ostelli, parrucchieri ed estetiste, federazione turismo, sindacato delle discoteche.

A Firenze sono giunti 1.280 furgoncini dei commercianti ambulanti per la manifestazione organizzata dall'associazione Assidea per chiedere le riaperture dei mercati. «La nostra richiesta è di poter lavorare - ha spiegato Antonio Gualtieri, portavoce degli ambulanti del mercato di Pistoia - perché i ristori non sono sufficienti e a non tutti arrivano, quindi abbiamo assoluto bisogno di lavorare».

Ovunque si mostrano i cartelli e si scandiscono le parole d'ordine «Vogliamo lavorare», «Non possiamo più aspettare», «Riaprire subito e tutti», «Libertà».

Resterà nella nostra triste Storia contemporanea l’immagine di Lorena, 62 anni, titolare di un bar a Bologna, che alla manifestazione di protesta il 6 aprile dei piccoli imprenditori in Piazza Montecitorio a Roma di fronte al Parlamento si è messa in ginocchio in lacrime davanti al cordone della Polizia per supplicare di poter tornare a lavorare. Lorena inginocchiata in lacrime che supplica di poter lavorare resterà un simbolo del fallimento di questo Stato che sta perpetrando il crimine epocale di trasformare l'Italia ricca in italiani poveri.

In ginocchio con le lacrime agli occhi Lorena ha detto ai poliziotti: «Sono qui per me e per i miei figli. Noi siamo come voi. Non siamo negazionisti. Vogliamo solo lavorare e poter riaprire. Ormai lavoro per un euro all'ora. Gli investimenti di una vita erano nel mio bar. Ho investito tutti i miei soldi nel mio bar a Bologna aperto 15 anni fa. Ero qui per una protesta che non perdesse il rispetto delle istituzioni, io ci credo ancora ma dovete ascoltarci».

I micro, piccoli e medi imprenditori, che in Italia rappresentano oltre il 90% del sistema dello sviluppo, sostanziano l'economia reale che produce beni e servizi, così come sono la principale fonte di sostentamento dello Stato attraverso le fin troppo cospicue tasse che gravano sui loro introiti. Ebbene è veramente paradossale che chi tiene in piedi la nostra economia reale e chi nutre uno Stato voracissimo, oggi sia costretto a inginocchiarsi per supplicare in lacrime lo Stato di essere lasciato libero di lavorare. 

Tutti gli italiani che amano l'Italia non possono che essere totalmente solidali con Lorena e con i milioni di piccoli imprenditori che costituiscono il fulcro del nostra sistema di sviluppo, la linfa vitale dell'economia reale che produce beni e servizi. Sono i tantissimi piccoli che da sempre fanno grande l'Italia. 

Cari amici è arrivato il momento di prendere atto che siamo tutti vittime di un crimine epocale frutto di una strategia deliberata, pianificata e ordinata dallo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata, con la connivenza di politici prezzolati e di multinazionali che idolatrano il denaro, che hanno tradito l'Italia e non perseguono il bene degli italiani. Dobbiamo prendere atto del fallimento assoluto di questo Stato oneroso, inefficiente, corrotto, vessatorio e aguzzino. Dobbiamo prendere atto del fallimento di questa democrazia così come attesta in modo inequivocabile il consociativismo di una partitocrazia che per la prima volta nella Storia d'Italia vede quasi tutti i partiti uniti nello stesso governo, facendo venir meno il principio dell'alternanza al potere tra partiti che hanno proposte politiche diverse, facendo definitivamente prevalere la spartizione del potere sull'affermazione della specificità valoriale, identitaria e ideale che dovrebbe connotare i partiti. 

Dobbiamo prendere atto che la nostra amata Italia è da ricostruire dalle fondamenta perché è strutturalmente marcia, che non è riformabile dal proprio interno, che è del tutto velleitario immaginare che dei governanti che non hanno a cuore l'interesse supremo dell'Italia possano operare per il bene primario degli italiani.

Ecco perché invito gli imprenditori e tutti gli italiani perbene che vivono onestamente grazie al lavoro che produce beni e servizi di liberarci dal rito delle proteste finalizzate allo sfogo in piazza a beneficio dei mezzi di comunicazione di massa che comunque sostanziano una dittatura mediatica che è parte integrante della dittatura finanziaria, politica e sanitaria. Non servono le proteste ma le proposte. Dopo circa un anno e mezzo di una gestione criminale di una pandemia che come unica certezza ha trascurato i malati che nella stragrande maggioranza muoiono per patologie diverse dal Covid-19, ha devastato la nostra economia, ha destabilizzato la nostra società, ha radicato la paura nelle persone, prendiamo atto che è illogico immaginare che proprio chi ha consapevolmente e deliberatamente perpetrato questo crimine epocale possa essere al tempo stesso chi potrà risollevare le sorti dell'Italia e degli italiani. 

  Cari amici non servono le proteste ma le proposte. Non servono le proteste contro Governi responsabili del fallimento dello Stato, servono le proposte per riscattare l'Italia e salvare gli italiani. Non serve sfogarsi in piazza, serve mobilitarsi per concretizzare un nuovo modello di Stato, di sviluppo, di società e di civiltà. È arrivato il momento di passare dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti per riscattare l’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Liberiamoci dalla «denuncite», la sterile denuncia fine a se stessa, che è l'unica vera epidemia che sta suicidando gli italiani. 

Impegniamoci su un fronte culturale e di mobilitazione civile per convergere sulle idee, i valori e la prospettiva che realizzino il miracolo della rinascita dell'Italia come Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita. Abbiamo tutti i requisiti per farcela: i nostri ineguagliabili, inestimabili, non clonabili e non delocalizzabili patrimoni ambientale, culturale e umano. La missione di tutti gli italiani di buona volontà è di affermare una cultura e una classe politica dediti all'interesse supremo dell'Italia e al bene primario degli italiani. Promuoviamo una vera rivoluzione popolare assolutamente pacifica e nel rispetto dello spirito della nostra Costituzione per amore dell'Italia e per il bene degli italiani.

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

8 aprile 2021

 

  

 

 

 

Postato il 09/04/2021 14:19:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Da lunedì 12 aprile riprenderò il Corso di Formazione culturale e di Mobilitazione civile

Cari amici Buon Lunedì dell’Angelo e Buona Pasqua di Resurrezione. Da lunedì prossimo 12 aprile riprenderò il Corso base del Corso di Formazione culturale e di Mobilitazione civile che si articola in cinque lezioni: 

Una nuova etica personale

Un nuovo modello di Stato

Un nuovo modello di sviluppo 

Un nuovo modello di società 

Un nuovo modello di civiltà 

Il Corso base si terrà dal lunedì al venerdì dalle ore 21 alle ore 23 in videoconferenza con la piattaforma Zoom. I Gruppi saranno formati da un massimo di 15 partecipanti. 

Il sabato alle ore 17 terrò una lezione relativa al Corso di approfondimento tematico con un numero ristretto, massimo 10 partecipanti, per dare a ciascuno più tempo negli interventi. 

I temi trattati saranno nell’ordine: 

L'islam è un sistema di potere autoritario, violento e guerrafondaio

L’islamizzazione dell'Europa è una guerra in corso da 1400 anni

L’Unione Europea senz’anima che concepisce l’euro l’apice della civiltà 

Immigrazione e immigrazionismo: da un fenomeno storico all’ideologia globalista per omogeneizzare l’umanità 

La comunicazione ieri e oggi: le basi per comunicare in modo chiaro e efficace

Laboratorio di comunicazione: prova individuale di elaborazione scritta e di sintesi orale

Per le iscrizioni inviate al numero 335.234430 un sms o un messaggio whatsapp o una mail a formazione@insiemecelafaremo.org all’attenzione di Marialuisa Bonomo indicando il vostro nome, cognome, Comune di residenza, cellulare, mail.

Cari amici vi esorto a impegnarvi sul fronte della cultura. Solo avendo una corretta rappresentazione della realtà, solo recuperando i valori che ci fortificano dentro, solo individuando la prospettiva che corrisponda al riscatto dell’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, all’affermazione del primato del bene degli italiani, alla rinascita della nostra civiltà, noi potremo realizzare il passaggio dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti, trasformando la nostra amata Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita e lasciando in eredità ai nostri figli e nipoti una casa comune dove avranno la certezza dei valori inalienabili della vita, dignità e libertà. 

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

5 aprile 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 05/04/2021 13:39:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Cari amici cristiani Buona Pasqua di Resurrezione, cari amici ebrei Buon Pesach di Liberazione

Cari amici cristiani Buona Pasqua di Resurrezione, cari amici ebrei Buon Pesach di Liberazione. 

La fede nel miracolo della Resurrezione di Gesù Cristo è il fulcro del cristianesimo. Si è cristiani solo se si crede in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, nato, morto e soprattutto risorto. 

Il miracolo dell'apertura delle acque del Mar Rosso attuato da Dio tramite Mosè consentì al popolo ebraico di liberarsi dalla schiavitù in Egitto e realizzare il passaggio, che in ebraico si traduce Pesach, l'esodo nella Terra promessa, la Terra d'Israele.

 

Per me la ricorrenza della Pasqua assume un valore speciale. Proprio nella notte della Veglia pasquale il 22 marzo 2008 ebbi il dono immenso della fede in Gesù ricevendo il battesimo dalle mani del Papa Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro. È stato il giorno più bello della mia vita. È stata la mia resurrezione cristiana dopo 56 anni trascorsi nell'inganno di un «islam moderato». È stata la mia liberazione e il mio passaggio dalla menzogna alla verità, dalla cultura della morte alla cultura della vita, dall'ideologia dell'odio dei non musulmani alla religione dell'amore del prossimo, da un sistema di potere fondato sulla sottomissione degli stessi musulmani, degli schiavi e delle donne alla civiltà della pari dignità tra le persone.

 

Ebbene proprio nella ricorrenza della Festa della Pasqua cristiana e del Pesach ebraico oggi più che mai noi dobbiamo credere nel miracolo della nostra salvezza come Nazione e della nostra liberazione come popolo, riscattando l'Italia come Stato indipendente e sovrano, affermando il bene primario degli italiani, con la rinascita della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe.

Sono fiducioso che questo miracolo potrà avverarsi se ciascuno di noi farà la propria parte nella comune missione per assicurare ai nostri figli e ai nostri nipoti un'Italia dove beneficeranno della certezza della vita, della dignità e della libertà. Sono fiducioso perché, usando un'allegoria calcistica, giochiamo in casa. Ma è necessario che ciascuno di noi recuperi la certezza e l'orgoglio che l'Italia è casa nostra, è la casa comune degli italiani, e a casa nostra abbiamo il diritto e il dovere di essere pienamente noi stessi. 

 

Ecco perché è vitale attraverso la formazione culturale acquisire la verità di chi siamo sul piano delle nostre radici, fede, identità, valori, regole e leggi. Attraverso la formazione culturale e la mobilitazione civile potremo avere una corretta rappresentazione della realtà, riscoprire i valori che ci fortificano dentro, individuare la prospettiva che corrisponda autenticamente al bene dell'Italia e al bene degli italiani, operare concretamente per conseguire il nostro legittimo traguardo in modo pacifico e conforme allo spirito della Costituzione. Attraverso la formazione culturale e la mobilitazione civile potremo realizzare il passaggio dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti per costruire un'Italia qualitativamente migliore, per rendere la nostra amata Italia il Paese numero uno al mondo per la qualità della vita.

 

Noi amiamo l'Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Buona Pasqua di Resurrezione e Buon Pesach di Liberazione.

 

 

 

      

Postato il 03/04/2021 19:38:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

L’Unione Europea non impone l’obbligo della vaccinazione contro il Covid-19 e il Certificato verde digitale verrà dato anche ai non vaccinati

L’Unione Europea non impone l’obbligo della vaccinazione contro il Covid-19 e il Certificato verde digitale verrà dato anche ai non vaccinati. Perché il Governo italiano si ostina a imporre di fatto la vaccinazione, a discriminare e sanzionare chi su basi scientifiche ha perplessità su questi vaccini?

Cari amici buon pomeriggio. Nel sito ufficiale dell’Unione Europea si legge: 

“Il 17 marzo 2021 la Commissione europea ha presentato una proposta intesa a creare un certificato verde digitale per agevolare la libera circolazione sicura dei cittadini nell'UE durante la pandemia di COVID-19. 

 I certificati verdi digitali saranno validi in tutti gli Stati membri dell'UE”.

L’Unione Europea precisa:

“Un certificato verde digitale è una prova digitale attestante che una persona:

è stata vaccinata contro la COVID-19;

ha ottenuto un risultato negativo al test oppure 

è guarita dalla COVID-19”.

Alla domanda:

“I cittadini che non saranno ancora vaccinati potranno recarsi in un altro Paese dell’Unione Europea?” Il sito ufficiale dell’Unione Europea risponde:

“Sì. Il certificato verde digitale è inteso ad agevolare la libera circolazione all'interno dell'UE. Non costituirà un prerequisito per la libera circolazione, che costituisce un diritto fondamentale nell'UE”.

https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response/safe-covid-19-vaccines-europeans/covid-19-digital-green-certificates_it#cos-un-certificato-verde-digitale

Quindi chiariamo che l’Unione Europea non impone l’obbligo della vaccinazione contro il Covid-19; che il “Certificato verde digitale”, erroneamente ribattezzato dalla stampa e dai politici disinformati e che disinformano “Certificato vaccinale” o “Passaporto vaccinale”, viene rilasciato sia a chi ha fatto il vaccino anti Covid-19, sia a chi non l’ha fatto ma risulta negativo al tampone, anche quello rapido, o attesta tramite l’esame sierologico che ha gli anticorpi conseguenti al superamento del contagio in modo sintomatico o asintomatico. 

Se l’Unione Europea che ci ha già sottratto al 100% la sovranità monetaria e all’80% la sovranità legislativa, che ha ipotecato la nostra sovranità giudiziaria, che determina la nostra politica fiscale e la nostra strategia di sviluppo, che ci impone il relativismo valoriale scardinando l’istituto della famiglia naturale e accelerando il nostro tracollo demografico, se l’Unione Europea a cui Draghi vorrebbe cedere quel poco che resta della nostra sovranità, in questo caso specifico chiarisce senza ambiguità che il vaccino non è obbligatorio, ebbene mi domando perché il Governo, la massa di medici e veri o presunti scienziati, il Parlamento, la Magistratura, i mezzi di comunicazione di massa, persino la Chiesa di Papa Francesco si ostinano a voler rendere obbligatoria la vaccinazione? 

Se per l’Unione Europea che ci ordina perfino la lunghezza delle zucchine i non vaccinati non possono essere discriminati, perché il Governo Draghi sta per emanare un decreto che sanziona il personale ospedaliero che su basi scientifiche solleva perplessità sui vaccini? Perché si continua ad alimentare un clima di terrore al punto che il Capo della Protezione civile Fabrizio Curcio il 29 marzo a Genova ha detto “Siamo in guerra e servono norme da guerra”, che di fatto obbliga il personale delle Forze dell’ordine, della Scuola e della Pubblica amministrazione a vaccinarsi per la paura di perdere il posto di lavoro? 

Cari amici continuiamo a diffondere informazione corretta, a consolidarci recuperando la certezza e l’orgoglio del nostro essere italiani, a individuare la prospettiva che ci consenta in modo civile e pacifico di riscattare la nostra amata Italia come Stato indipendente e sovrano. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

31 marzo 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 31/03/2021 17:40:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Ogni giorno ci sono morti e vittime dei vaccini anti Covid-19. Noi italiani abbiamo il diritto di conoscere la verità e il Governo ha il dovere di darci un’informazione corretta giorno dopo giorno

Cari amici, rivendico il diritto degli italiani di conoscere e di essere aggiornati, giorno dopo giorno, sul totale dei morti e delle vittime provocate dalla somministrazione dei vaccini anti Covid-19. Per vittime intendo le persone che subiscono lesioni o menomazioni alla loro salute. Perché non passa giorno senza che le cronache trasmesse dalla agenzie di stampa, dai siti d’informazioni nella Rete, dai quotidiani e dalle televisioni non ci segnalano la morte di un italiano subito dopo o poco dopo la somministrazione di un vaccino anti Covid-19. 

Sappiamo tutti che la tesi ufficiale sostenuta dalle case farmaceutiche produttrici dei vaccini, fatta propria dall’Unione Europea, dall’Ema (Agenzia Europea dei Medicinali), dal Governo italiano e degli altri Stati europei, dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), è che tra la somministrazione dei vaccini e la morte della persona vaccinata ci sarebbe un nesso di temporalità ma non di causalità, perché per affermare che il vaccino sia la causa della morte si devono fare degli accertamenti specifici. È del tutto ovvio che sarà l’autopsia a stabilire la causa della morte. Ma finora non ho personalmente letto dell’esito di un’autopsia che abbia escluso che la morte di una persona avvenuta subito dopo la somministrazione del vaccino non sia stata causata dal vaccino. E comunque, il fatto che questi morti si registrano quotidianamente, attesta secondo la logica che l’insieme di queste morti non possono essere solo un «nesso temporale», un raggiro linguistico che sta per «casualità». Se tutti i giorni ci sono dei cittadini italiani che muoiono dopo essersi vaccinati, significa che non si tratta di un «nesso casuale» ma di un «nesso causale», perché è razionalmente impossibile che tutte queste morti avvengano per caso.

Chiedo pertanto al Governo italiano, al Ministero della Salute, all’Istituto Superiore della Sanità e all’Agenzia Italiana del Farmaco di fare ciò che sta facendo il Governo del Regno Unito, ossia raccogliere ufficialmente e pubblicare in assoluta trasparenza il totale delle persone decedute e il totale delle persone che hanno subito dei danni alla propria salute dopo la somministrazione dei vaccini anti Covid-19. È un dovere informare correttamente gli italiani da parte di chi istituzionalmente è preposto ad amministrare lo Stato, e che da oltre un anno terrorizza gli italiani con il “bollettino della Guerra del Covid-19”, dove tutti i giorni vengono enfatizzati il totale dei tamponi effettuati; il totale dei «contagiati», che sono semplicemente coloro che risultano positivi al tampone e la cui stragrande maggioranza sono asintomatici, cioè non sono malati e all’opposto stanno bene di salute; il totale dei positivi che trascorrono la quarantena a casa compresi i sintomatici che non necessitano del ricovero; il totale degli ospedalizzati e di coloro che sono in terapia intensiva; il totale dei deceduti e dei guariti; il tasso di positività e l’indice Rt. 

Nei siti ufficiali del Governo del Regno Unito emerge che il totale dei morti dopo la somministrazione dei vaccini anti Covid-19 dell’AstraZeneca e della Pfizer sono stati 460. Questi dati erano stati pubblicati correttamente da un articolo del 4 marzo del Global Research.

https://www.globalresearch.ca/460-dead-243612-reported-injuries-covid-19-vaccines-reported-uk/5739033

che rimanda al sito ufficiale del Governo Britannico

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/972832/COVID-19_mRNA_Pfizer-_BioNTech_Vaccine_Analysis_Print.pdf

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/972833/COVID-19_AstraZeneca_Vaccine_Analysis_Print.pdf

In un articolo del 24 marzo  lo stesso sito 

https://www.globalresearch.ca/3964-dead-162610-injuries-european-database-adverse-drug-reactions-covid-19-vaccines/5740942 

denuncia 3.964 decessi nell’Unione Europea per reazioni avverse alla somministrazione del vaccino Pfizer, Moderna e AstraZeneca

rimandando a EudraVigilance, sito web lanciato dall'Agenzia Europea per i Medicinali nel 2012 per fornire l'accesso del pubblico alle segnalazioni di sospetti effetti collaterali (noti anche come sospette reazioni avverse ai farmaci)

 http://www.adrreports.eu/en/background.html

Cliccando sul link 

https://www.ema.europa.eu/en/human-regulatory/research-development/pharmacovigilance/eudravigilance  

si osservano tanti istogrammi relativi alle reazioni avverse dei vaccini Moderna, Pfizer, AstraZeneca e Janssen ma non è possibile evidenziare a cosa i casi facciano riferimento.

Cari amici, non possiamo ignorare e stare zitti di fronte alle morti che giorno dopo giorno si susseguono a causa dei vaccini anti Covid-19. Rivendichiamo il diritto a essere informati correttamente e puntualmente. Esigiamo che il Governo faccia esclusivamente il bene degli italiani e non gli interessi delle case farmaceutiche. Affermiamo in modo pacifico ma determinato che la nostra vita viene prima di tutto, che mai e poi mai accetteremo di fare da cavie per dei vaccini sperimentali per favorire i profitti miliardari di coloro che incarnano una dittatura sanitaria che si avvale di una dittatura mediatica, al servizio della dittatura della grande finanza speculativa globalizzata che promuove il Nuovo Ordine Mondiale. 

Noi che amiamo l’Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà per riscattare la sovranità nazionale, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

29 marzo 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Postato il 29/03/2021 23:29:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Buona Festa del papà. In una fase di estrema decadenza della nostra civiltà, difendiamo la realtà biologica dell’essere donna o uomo, madre o padre, famiglia naturale

Buona Festa del papà a tutti i miei amici papà. Non ho finora letto alcun augurio da parte delle personalità pubbliche dello Stato. La “Festa del papà” è meno sentita della “Festa della mamma” che quest’anno cadrà il 9 maggio. 

In ambito sociale la festa più partecipata è la Festa delle donne, più precisamente la “Giornata internazionale dei diritti della donna” che si celebra in tutto il mondo l'8 marzo. Per l’occasione è consuetudine che dal Capo dello Stato in giù diffondano un messaggio in cui puntualmente si denunciano le violenze subite dalle donne e la disparità di trattamento rispetto agli uomini. 

Nessuno può mettere in discussione i diritti inalienabili delle donne alla vita, alla pari dignità e alla libertà di scelta. È un dato di fatto che nel contesto di uno Stato di diritto, di una democrazia sostanziale e di una civiltà evoluta anche gli uomini subiscono la violazione degli stessi diritti inalienabili delle donne. 

Ma nel caso della violazione dei diritti inalienabili degli uomini alla vita, dignità e libertà non si riscontra lo stesso doveroso interesse mediatico, la stessa necessaria mobilitazione sociale, la stessa determinazione ad intervenire da parte delle istituzioni dello Stato che sussistono nel caso delle donne. Si comprende il più basso profilo della “Festa del papà”. 

Tra non molto chi ci governa in seno alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e al Governo italiano potrebbero decidere di abolire sia la “Festa della mamma” sia la “Festa del papà”. Proprio negli scorsi giorni il Parlamento Europeo ha elaborato un glossario del linguaggio "sensibile" per la comunicazione interna ed esterna, rivolto al proprio personale per "comunicare correttamente su questioni riguardanti la disabilità, le persone LGBTI+, la razza, l'etnia e la religione". Ebbene nella “neolingua” europeista si precisa che è vietato dire “mamma” e “papà”, che vanno sostituiti con “genitori”.

Lo scorso gennaio il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha annunciato il ripristino sulla carta di identità per i minori di 14 anni o sui moduli di iscrizione a scuola dei bambini della dicitura “genitore 1" e "genitore 2", ricancellando “madre" e "padre" che il predecessore Matteo Salvini aveva deciso conformemente alla nostra natura, storia e civiltà.

La messa al bando delle parole “mamma” e “papà” corrisponde a una fase di estrema decadenza della nostra civiltà, in cui gli uomini tendono a essere effemminati e le donne tendono a essere mascolinizzate, in cui si mettono sullo stesso piano le coppie eterosessuali e quelle omosessuali, in cui soprattutto si fanno sempre meno figli con la tragica conseguenza della morte per suicidio della nostra società e la fine della nostra civiltà. 

Cari amici difendere la realtà biologica dell’essere donna o uomo, madre o padre, famiglia naturale che mette al mondo dei figli rigenerando la vita e salvaguardando la nostra civiltà, è il presupposto razionale per tramandare ai nostri figli e nipoti un’Italia dove potranno continuare a beneficiare dei valori e diritti inalienabili alla vita, dignità e libertà. Per questo noi teniamo alla mamma e al papà, oggi facciamo gli auguri ai papà, chiedendo a tutti la stessa sensibilità e attenzione alla realtà esistenziale talvolta difficile dei papà. Da papà e da nonno sono fiducioso. Tutto ciò che ci è richiesto è essenzialmente essere naturalmente, genuinamente e pienamente noi stessi. 

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. 

Riscattiamo l’Italia Stato nazionale indipendente e sovrano. Affermiamo il primato del bene degli italiani. Facciamo rinascere la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

19 marzo 2021

Postato il 19/03/2021 17:11:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Un Buon Compleanno specialissimo per i 90 anni di Giorgio Forattini, Maestro della satira e amico sincero

Cari amici Buona domenica del Signore. Il Maestro della satira italiana, Giorgio Forattini, compie oggi 90 anni. Sono immensamente grato a Forattini per avermi donato, di sua spontanea iniziativa, il simbolo del movimento politico «Io amo l'Italia» inaugurato nel 2009. Il logo ritrae la bandiera italiana con una grande croce stilizzata gialla che attesta il simbolo della nostra identità cristiana. Forattini maturò autonomamente questa iniziativa dopo una lunga telefonata in cui condivise il mio impegno di promuovere una riforma etica della politica. Ero stato appena eletto parlamentare europeo e mi trovavo in visita in Israele. Conoscevo Forattini per aver lavorato insieme per lunghi anni al quotidiano «La Repubblica». Lo ricordo ancora mentre andava su e giù per il corridoio a riflettere e trovare l'ispirazione della nuova vignetta da pubblicare. Recepì profondamente il mio messaggio di voler dare un contributo affinché l'Europa acquisisse un'anima riscoprendo la verità storica delle proprie radici cristiane e non fosse più l'Europa della moneta, dei banchieri e dei burocrati. Fu così che Forattini ideò il logo di «Io amo l'Italia» con la bandiera italiana sovrastata dalla croce, una croce che era presente nella bandiera d'Italia fino al 1945. Nel caso di un personaggio decisamente laico e non praticante come Forattini, la sua scelta di evidenziare la croce sulla bandiera italiana è un riconoscimento e una difesa della nostra identità cristiana che è alla base della civiltà che garantisce a tutti i diritti inalienabili alla vita, dignità e libertà. Da artista intellettualmente onesto, al pari di Benedetto Croce e di Oriana Fallaci, Forattini è consapevole che al di là della fede tutti noi italiani «non possiamo non dirci cristiani». E che in una fase di profonda decadenza della nostra civiltà, oggi più che mai dobbiamo recuperare le nostre radici, la nostra identità e la nostra fede cristiana per poter realizzare il miracolo di un nuovo Rinascimento. 

Il primo marzo 2012 Forattini partecipò all'inaugurazione della sede nazionale di «Io amo l'Italia» a Milano insieme a Alessandro Sallusti, Direttore di «Il Giornale» (nella foto in allegato). Forattini mi testimoniò la sua solidarietà quando nel 2014 l'Ordine Nazionale dei Giornalisti avviò un procedimento disciplinare contro di me per «islamofobia», facendo propria la denuncia di organizzazioni estremiste islamiche. Grazie al mio avvocato di fiducia ed amico fraterno Gabriele Gatti vinsi quella causa affermando il diritto di critica all'islam come religione nel rispetto dei musulmani come persone, conformemente all'articolo 21 della Costituzione. È stato un successo importante per tutti noi italiani. Se si accreditasse il reato di «islamofobia», cioè che in Italia e in Europa si può dire di tutto e di più su tutto e su tutti tranne che sull'islam, sarebbe il colpo di grazia alla nostra civiltà perché diventeremmo sottomessi a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Ebbene da autentico spirito libero Forattini il primo settembre 2014 in prima pagina su «Il Giornale» pubblicò una vignetta dal titolo «Inshallam», in cui mostra un boia islamico incappucciato con una tunica nera che l'avvolge dai capelli ai piedi e con in mano un coltello, mentre io sono inginocchiato con la tuta arancione che i terroristi islamici dell'Isis imponevano alle loro vittime per emulare le tute indossate dai prigionieri nella base americana di Guantanamo. Nell'attimo in cui si appresta a sgozzarmi il boia dice: «Questo tribunale dell'Ordine dei Giornalisti ti condanna alla decapitazione per islamofobia». 

Un Buon Compleanno specialissimo per i 90 anni di Giorgio Forattini. Sei il Maestro della satira perché per mezzo secolo con la tua matita appuntita hai sferzato la classe politica italiana e hai rappresentato con intelligenza e ironia i personaggi e i fatti salienti sulla scena internazionale. Grazie Giorgio per il dono inestimabile della tua amicizia, stima e condivisione che contraccambio di cuore. Grazie per la tua solidarietà di cui ti sarò eternamente riconoscente. Ti auguro tantissima salute e serenità per conseguire sempre nuovi traguardi e successi. Oggi più che mai l'Italia e gli italiani hanno bisogno di protagonisti intellettualmente onesti e di spiriti liberi per far rinascere la nostra civiltà decadente. La tua testimonianza ci conforta e incoraggia ad andare avanti a testa alta e con la schiena dritta per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

  

 

 

 

Postato il 14/03/2021 12:09:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

In proporzione la pandemia di Covid-19 in Italia ha provocato un totale di decessi dieci volte superiore a quello dell’India

Cari amici, mi auguro di cuore che il Presidente del Consiglio Mario Draghi  prima di decretare l’estensione a tutt’Italia della “zona rossa” e un nuovo “lockdown”, ovvero il confinamento degli italiani nelle proprie case e il blocco dell’attività produttiva, presti la massima attenzione non solo allo studio pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica americana “Scienze” che spiega perché è sbagliato e controproducente il “lockdown”, ma soprattutto alla realtà dell’India dove non c’è stata una seconda ondata della pandemia di Covid-19 perché buona parte della popolazione ha acquisito naturalmente l’immunità proprio grazie al fatto che il virus ha potuto circolare liberamente. L’India registra una netta regressione della pandemia con sempre meno contagiati e morti, nonostante le attività pubbliche proseguano normalmente, solo lo 0,8% del miliardo e 380 milioni di abitanti è stato vaccinato, in un contesto in cui l’accesso ai medicinali non è generalizzato, scarseggiano le condizioni igieniche, dilagano la povertà estrema e la malnutrizione.

La rivista “Science”, in uno studio di tre esperti, Jennie Lavine e Rustom Antia, del Dipartimento di Biologia della Emory University di Atlanta, e Ottar Bjornstad, del Centro dinamica delle malattie infettive della Pennsylvania State University, pubblicato lo scorso 12 febbraio, dice sostanzialmente che se si allenteranno le misure restrittive anti-Covid e si smetterà con lockdown e zone rosse, favorendo un’immunità acquisita nelle giovani generazioni, fascia in cui il Coronavirus decorre nella stragrande maggioranza dei casi in maniera lieve o asintomatica, potremo arrivare a ottenere prima l’immunità di gregge. Il messaggio esplicito è che più lasciamo il virus libero di circolare, prima lo sconfiggeremo, proteggendo le fasce più esposte e vulnerabili, come gli anziani. Mentre se si continuerà con l’attuale linea dura del “lockdown”, fasce rosse e coprifuoco, avremo a che fare con il virus ancora per moltissimo tempo, dieci o forse vent’anni.

L’India con 1,38 miliardi di persone, lo Stato più popoloso al mondo dopo la Cina, ha finora registrato circa 158 mila morti attribuite al Covid-19, pari allo 0,01% della popolazione, rispetto ai 100 mila morti dell’Italia che ha 60 milioni di abitanti, pari allo 0,1% della popolazione. In proporzione l’Italia ha avuto un totale di decessi dieci volte superiore a quello dell’India. Ebbene come è possibile che l’Italia pur vantando un miglior sistema sanitario, con la popolazione che gode di una migliore qualità di vita e di condizioni igieniche decisamente superiori, pur avendo in passato e continuando a imporre delle pesanti misure dal confinamento nelle proprie case, il blocco delle attività produttive, il divieto degli assembramenti, il coprifuoco dalla sera all’alba, gli accertamenti diagnostici per scovare i positivi al virus Sars-Cov-2, la quarantena, l’obbligo delle mascherine e del distanziamento fisico, abbia in proporzione un totale di decessi dieci volte superiore a quello dell’India?

La verità è che l’India, proprio grazie agli assembramenti impossibili da vietare in aree urbane che sono le più densamente abitate del mondo, ha raggiunto naturalmente l’immunità che, proprio nelle aree più affollate come Mumbai concerne il 60% dei residenti adulti, a Delhi il 56% , mentre si stima che il 21,5% di tutta la popolazione indiana abbia naturalmente sviluppato gli anticorpi al Covid-19. Il vero vantaggio dell’India rispetto all’Italia è la popolazione di gran lunga più giovane. La metà della popolazione indiana ha meno di 25 anni mentre solo il 6% ha oltre 65 anni, viceversa in Italia circa il 15% della popolazione ha meno di 30 anni e circa il 23% ha più di 65 anni. Essendo i giovani prevalentemente asintomaci, la pandemia è più facilmente transitata dalla fase pandemica alla fase endemica, con la prospettiva di trasformarsi in una comune influenza stagionale da raffreddore.

La realtà dell’India dovrebbe suggerire ai nostri veri o presunti scienziati che tutti i giorni stanno in televisione a urlare che il Governo deve chiudere tutto e subito, di domandarsi se sin dall’inizio non abbiano sbagliato tutto, dalla diagnosi alla terapia fino alle attuali misure di prevenzione, e che sarebbe ora di cambiare l’insieme della strategia di contrasto al Covid-19. Mi auguro che il Governo Draghi, nel nome dell’interesse supremo dell’Italia e del bene prioritario degli italiani, ponga fine a una strategia che oltre ad avere provocato un numero di decessi tra i più alti al mondo, ha devastato la nostra economia condannando a morte le micro e piccole imprese, ha destrutturato la nostra società con la crescita della povertà e l’ulteriore calo della natalità, ha destabilizzato la nostra personalità inculcando in noi la paura del presente e la sfiducia nel futuro. Ma se il Governo Draghi dovesse continuare nella strategia del “lockdown”, fasce rosse, coprifuoco e vaccinazione obbligatoria per tutti, compresi quelli che stanno bene e che hanno già gli anticorpi, allora vorrà dire che opera non nel nome dell’Italia ma del Nuovo Ordine Mondiale, non nel nome degli italiani ma della grande finanza speculativa globalizzata che gestisce le maggiori aziende farmaceutiche produttrici dei vaccini. 

Cari amici, io non nego la realtà del virus Sars-Cov-2 anche se mi interrogo sulla sua origine; non nego la realtà della pandemia Covid-19 anche se sono perplesso sulla gestione sanitaria e sono indignato per le conseguenze economiche, sociali e personali; non ho un pregiudizio sui vaccini anche sono preoccupato per le tecniche innovative dei vaccini della Pzifer, Moderna e Astrazenica che si configurano come una terapia genica. Ebbene a un anno e mezzo dalla sua comparsa, ora che abbiamo delle cure certe per sconfiggere la malattia soprattutto se si interviene non appena si manifesta, è veramente arrivato il momento di cambiare strategia anteponendo l’interesse dell’Italia e il bene degli italiani a qualsiasi altra considerazione. Se proprio i nostri veri o presunti scienziati televisivi non dovessero cambiare idea, propongo di imbarcarli su un aereo diretto a Mumbai, Delhi o Calcutta affinché imparino sul campo come solo consentendo al virus di circolare liberamente la popolazione acquisisce naturalmente l’immunità senza forzatamente essere sottoposta alla vaccinazione, ad eccezione delle persone immunodepresse o comunque fisiologicamente fragili. 

 

Postato il 11/03/2021 16:32:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Nella “Festa della donna” il mio augurio è che le donne e gli uomini d’Italia dedichino questa giornata alla riflessione sul nostro tracollo demografico

Cari amici buongiorno. Nell’odierna ricorrenza della “Festa della donna” il mio augurio è che le donne e gli uomini d’Italia dedichino questa giornata alla riflessione sul nostro tracollo demografico crescente, incontenibile e irreversibile, con la prospettiva che nel medio termine ci estingueremo come popolazione italiana e con noi finirà la nostra civiltà.

Sul piano demografico noi italiani abbiamo due tristi primati: siamo agli ultimissimi posti al mondo per tasso di natalità e abbiamo la popolazione più anziana al mondo dopo il Giappone. 

Il tasso di fecondità delle donne italiane è dell’1,3% rispetto al 2,1% necessario per salvaguardare l’equilibrio demografico e garantire la sopravvivenza della nostra popolazione. Ebbene i demografici ci dicono che quando il tasso di fecondità cala al di sotto dell’1,9% non è più possibile risalire la china e la popolazione è irrimediabilmente destinata a estinguersi. Dobbiamo prendere atto della tragica realtà che oggi condanna a morte la popolazione italiana.

In parallelo si allunga l’età media che è pari a 85,3 anni per le donne e 81 anni per gli uomini. Ebbene se gli italiani, da un lato, fanno sempre meno figli e, dall’altro, aumenta sempre più il numero degli anziani, il risultato sarà inevitabilmente l’implosione dello Stato per l’impossibilità di disporre delle risorse per finanziare i servizi pubblici, dalle pensioni alla sanità, dalla scuola alle Forze armate e dell’ordine. 

L’epidemia di Covid-19, all’opposto di quanto è accaduto in passato con altre epidemie e anche con le guerre, sta registrando un ulteriore calo delle nascite. Lo scorso 24 novembre il Presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, in un’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, ha detto: “I 420 mila nati registrati in Italia nel 2019, che già rappresentavano un minimo mai raggiunto in oltre 150 anni di Unità Nazionale, potrebbero scendere a circa 408 mila nel bilancio finale del corrente anno, per poi ridursi ulteriormente a 393 mila nel 2021". Blangiardo ha attribuito le cause dell’ulteriore calo delle nascite al “clima di paura e incertezza e le crescenti difficoltà di natura materiale legate a occupazione e reddito”.

È indubbio che i giovani inoccupati che non hanno mai lavorato, la massa di precari che vanno avanti a stento con contratti a tempo determinato, i disoccupati in cassa integrazione, i milioni che si affidano al reddito di cittadinanza o ai contributi per i corsi di formazione, vivono una permanente difficoltà che impedisce loro di programmare il futuro, non hanno accesso al credito bancario, non possono disporre di una propria casa. In questo contesto i giovani scelgono di non mettere su la propria famiglia e di non dare alla luce i propri figli.

Ma è anche vero che i giovani che non hanno difficoltà economica, che beneficiano di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e percepiscono un buon stipendio, oppure sono dei micro, piccoli o medi imprenditori con un’attività proficua, neppure loro scelgono di avere la propria famiglia e i propri figli. 

L’età media in cui la donna fertile mette al mondo il suo primo figlio è di 32 anni e nella gran parte dei casi resta l’unico figlio. 

La verità è che, in parallelo all’indubbia e seria difficoltà economica che colpisce i giovani, è venuta meno la cultura della vita e della rigenerazione della vita, della maternità e della paternità, della famiglia naturale quale fulcro della costruzione sociale, dell’adesione a una comunità identitaria e valoriale di cui ci si sente protagonisti e ci si prodiga per salvaguardarla, valorizzarla, migliorarla. 

Più in generale i giovani italiani hanno perso la cultura dei doveri, delle regole, della responsabilità e dei sacrifici. Li abbiamo fatti crescere con la cultura dei soli diritti e delle sole libertà, con la conseguenza che li abbiamo resi estremamente fragili di fronte alle avversità, tendenzialmente inclini a non confrontarsi e risolvere i problemi che comportano un cambiamento dello stile e della qualità di vita. Questi giovani dicono: “Mi sarebbe piaciuto avere dei figli, ma oggi per mantenerli e garantire loro una vita dignitosa ci vogliono tanti soldi e io non posso permettermelo”. Oppure più esplicitamente dicono: “Ma chi me li fa fare i figli?” Io sto bene da solo, perché mi devo creare dei problemi?”.

Oltre alle oggettive difficoltà economiche e alla palese perdita della cultura della famiglia e dei figli, i giovani oggi sono vittime della generalizzata e incessante propaganda all’ideologia omosessualista, che disconosce la differenza naturale tra uomo e donna promuovendo un soggetto ibrido che può arbitrariamente scegliere e cambiare il sesso fisicamente o anche solo psicologicamente, con il risultato che l’uomo si sta femminizzando e la donna si sta maschilizzando; nega la realtà della famiglia naturale quale fulcro della costruzione sociale e della rigenerazione della vita basata sul sodalizio tra un uomo e una donna, sostituendola con le coppie connotate dall’orientamento sessuale (eterosessuali, bisessuali, omosessuali, lesbiche, transessuali, asessuali, intersessuali), a cui si riconosce il diritto al matrimonio e all’adozione di figli concepiti tramite l’utero in affitto. 

L’ideologia omosessualista la si insegna nelle scuole sin dall’asilo, è presente nei testi scolastici delle elementari e delle medie; è promossa in modo esplicito dai film, serie televisive, spettacoli televisivi, sedicenti canzoni; è presente in modo assillante nelle piattaforme di socializzazione virtuale comprese quelle riservate ai ragazzini; è propagandata dai mezzi di comunicazione di massa compresi i manifesti che tappezzano le nostre città; è stata ufficialmente adottata dall’Unione Europea e fatta propria dai parlamenti nazionali; è stata persino accreditata dalla Chiesa cattolica di Papa Francesco che si è spinto fino a legittimare il matrimonio omosessuale.

Ebbene elevando il desiderio sessuale e la passione individuale a diritto collettivo inalienabile, disgiunto dalla finalità della procreazione, dalla crescita sana dei figli che necessitano di un padre e di una madre, dalla necessità vitale di perpetuare la società autoctona per salvaguardare la propria civiltà, il relativismo sessuale per un verso degenererà ulteriormente nella legittimazione della poligamia, della pedofilia, dell’incesto e della zoerastia, per l’altro sta dando il colpo di grazia alla differenziazione naturale tra uomo e donna, alla famiglia naturale, alla maternità e alla procreazione, all’educazione sana dei figli con una madre e un padre.

Cari amici, le difficoltà economiche, la perdita della cultura della famiglia naturale e il relativismo sessuale concorrono nel rendere sterili i nostri giovani perché sostanzialmente non fanno figli. Una popolazione sterile è scientificamente destinata a scomparire. Ciascuno di noi può legittimamente pensarla in modo diverso ma tutti dobbiamo essere consapevoli che senza figli si muore come popolazione e come civiltà a prescindere dalle nostre idee. Siamo tutti figli di una madre e di un padre a prescindere da ciò che pensiamo e da come ci comportiamo. Ormai solo un miracolo potrà farci risalire dal baratro del tracollo demografico. Questa è la prima emergenza degli italiani, perché senza la certezza della vita tutto il resto non conta nulla. Mi auguro che le donne, custodi naturali del dono supremo della vita, possano in questo giorno di festa a loro dedicato dare il loro insostituibile contributo per riscattarci, salvarci, garantire ai nostri figli e nipoti un’Italia dove primeggi il loro diritto inalienabile alla vita, dignità e libertà. Buona Festa della vita alle donne e a tutti gli italiani.

 

 

Postato il 08/03/2021 16:36:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Papa Francesco sbaglia nel ribadire che ebraismo, cristianesimo e islam adorerebbero lo stesso Dio e che Abramo sarebbe il “padre” comune

Buona domenica del Signore amici. Oggi nella terza domenica di Quaresima la Chiesa cattolica nella sua liturgia commemora l’evento di Gesù che cacciò i mercanti dal Tempio. In Giovanni 2, 13-17 si legge: «Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!” I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divorerà”.».

La cacciata dei mercanti dal Tempio è una testimonianza per i cristiani della specificità e diversità della fede in Gesù, concepito come vero Dio e vero uomo nato, morto e risorto, rispetto alle altre religioni.

Ebbene nella sua visita in Iraq, che si concluderà domani, Papa Francesco ha consolidato la tesi di una spiritualità comune dell’ebraismo, cristianesimo e islam perché discenderebbero da Abramo, presentato nella sua terra natia a Ur dei Caldei come “padre” unico di quelle che in una ricorrente litania vengono indicate come le  “tre grandi religioni monoteiste, rivelate, abramitiche, del Libro”.

In parallelo Papa Francesco ha reiterato la tesi secondo cui tutte le religioni sono sostanzialmente uguali perché si fonderebbero sulla fede in Dio e sull’amore del prossimo, e di conseguenza i terroristi islamici sarebbero la manifestazione di una perversione del “vero islam”.

In un video-messaggio diffuso prima della sua partenza in Iraq venerdì 5 marzo, Papa Francesco dice: «Giungo tra voi come pellegrino di pace, a ripetere: 'Voi siete tutti fratelli”. Sì, vengo come pellegrino di pace in cerca di fraternità, animato dal desiderio di pregare insieme e di camminare insieme, anche con i fratelli e le sorelle di altre tradizioni religiose, nel segno del padre Abramo, che riunisce in un'unica famiglia musulmani, ebrei e cristiani». Ieri a Ur dei Caldei, dove si è tenuto un incontro interreligioso, Papa Francesco ha chiarito: «Dio chiese ad Abramo di alzare lo sguardo al cielo e di contarvi le stelle. In quelle stelle vide la promessa della sua discendenza, vide noi. E oggi noi, ebrei, cristiani e musulmani, insieme con i fratelli e le sorelle di altre religioni, onoriamo il padre Abramo facendo come lui: guardiamo il cielo e camminiamo sulla terra».

A proposito della tesi secondo cui tutte le religioni si fonderebbero e predicherebbero l’amore per il prossimo, Papa Francesco ieri a Ur dei Caldei ha detto: «Ecco la vera religiosità: adorare Dio e amare il prossimo. Nel mondo d’oggi, che spesso dimentica l’Altissimo o ne offre un’immagine distorta, i credenti sono chiamati a testimoniare la sua bontà, a mostrare la sua paternità mediante la loro fraternità». «Da questo luogo sorgivo di fede, dalla terra del nostro padre Abramo, affermiamo che Dio è misericordioso e che l’offesa più blasfema è profanare il suo nome odiando il fratello. Ostilità, estremismo e violenza non nascono da un animo religioso: sono tradimenti della religione. E noi credenti non possiamo tacere quando il terrorismo abusa della religione. Anzi, sta a noi dissolvere con chiarezza i fraintendimenti. Non permettiamo che la luce del Cielo sia coperta dalle nuvole dell’odio!».

Apprezzo il fatto che Papa Francesco sia stato il primo Papa a recarsi in Iraq, dopo il divieto di Saddam Hussein a Giovanni Paolo II di recarvisi nel 1999, anche se si tratta comunque di una visita tardiva considerando che in vent’anni sono scomparsi i due terzi dei cristiani residenti, costretti alla fuga dalle guerre, massacrati dai terroristi islamici sunniti, repressi da tutti i musulmani. Così come apprezzo la volontà di Papa Francesco di favorire uno spirito di fraternità tra le differenti confessioni ed etnie che compongono la realtà dell’Iraq.

Ma Papa Francesco sbaglia nel ribadire che ebraismo, cristianesimo e islam adorerebbero lo stesso Dio, perché l’Allah islamico è uno dei 365 idoli del Pantheon politeista arabo e non è in alcun modo paragonabile né al Dio unico dell’ebraismo né al Dio uno e trino del cristianesimo. 

Papa Francesco sbaglia a ribadire che Abramo sarebbe il “padre” unico degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani perché l’Abramo coranico è solo un omonimo dell’Abramo biblico, che secondo il Corano sarebbe vissuto alla Mecca, sarebbe il fondatore dell’islam, avrebbe lui edificato la Kaaba, il principale luogo di culto sacro dell’islam nel punto della Terra che corrisponderebbe al trono di Allah nei Cieli. 

Papa Francesco sbaglia a ribadire che ebraismo, cristianesimo e islam sarebbero in ugual modo delle religioni fondate sull’amore del prossimo, perché Allah nel Corano ordina di discriminare, odiare e uccidere i non musulmani, ma soprattutto perché Maometto ha perpetrato crimini contro l’umanità combattendo, uccidendo, sgozzando e decapitando personalmente i non musulmani, culminando nella strage di circa 900 ebrei della tribù dei Banu Quraisha nel 627 a Medina. 

Papa Francesco sbaglia nel ribadire che i terroristi islamici sarebbero delle schegge impazzite che devierebbero e profanerebbero il “vero islam”, mentre la verità è che all’opposto i terroristi islamici sono i musulmani che più di altri ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che Maometto ha detto e ha fatto. 

Papa Francesco sbaglia nel sovrapporre la dimensione della persona con la dimensione della religione, ritenendo che il doveroso amore cristiano del prossimo insegnatoci da Gesù debba automaticamente e acriticamente tradursi nella legittimazione della religione del prossimo, a prescindere dall’assoluta incompatibilità di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto non solo con i valori che sostanziano il cristianesimo, ma anche con le leggi laiche dello Stato e con le regole su cui si fonda la civile convivenza.

Cari amici, è da 1400 anni che l’islam codificato nel Corano e praticato da Maometto combatte su vari fronti per sottomettere l’Europa e l’insieme dell’umanità, dopo aver sottomesso la sponda meridionale e orientale del Mediterraneo. Se noi europei non vogliamo fare la fine dei cristiani che sulle altre due sponde del Mediterraneo costituivano il 98% della popolazione prima delle invasioni islamiche nel Settimo secolo e ora sono circa il 5%, dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di mettere fuori legge l’islam come religione dentro casa nostra, nel più assoluto rispetto dei musulmani che scelgono di condividere la nostra casa comune rispettando le nostre leggi, ottemperando alle regole della civile convivenza, condividendo i valori che sostanziano la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Solo se saremo forti dentro casa nostra assicurandoci il rispetto incondizionato da parte di tutti, noi potremo essere forti ovunque nel mondo assicurandoci il rispetto incondizionato da parte di tutti. 

Noi che amiamo l’Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà per riscattare l’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, per affermare il primato del bene degli italiani, per far rinascere la nostra civiltà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

7 marzo 2021

 

 

 

Postato il 07/03/2021 11:56:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il Fisco premia chi usa le carte di credito e penalizza chi usa il contante

Cari amici buongiorno. La strategia per eliminare definitivamente il contante dalla circolazione procede a ritmo spedito. Considerando che già oggi il 95% delle nostre transazioni finanziarie avviene con strumenti digitali e si tratta quindi di valuta virtuale, di fatto la strategia in atto è finalizzata a eliminare il 5% di contante ancora in circolazione. 

In un articolo di Alessandro Ferro su “Il Giornale” del primo marzo si legge: “Dal 1° gennaio di quest'anno, se si utilizzano metodi di pagamento che prevedono la tracciabilità (ad esempio bancomat e carte di credito), il contibuente viene premiato con alcune detrazioni fiscali mentre, se la spesa è stata pagata in contanti, la detrazione è irrimediabilmente persa”.

Questa strategia è finalizzata a virtualizzare l’insieme della moneta in circolazione e a digitalizzare tutte le nostre transazioni finanziarie. La leva su cui investono i Governi per convincerci della necessità di eliminare del tutto e definitivamente il contante,  soprattutto da Mario Monti in poi, è la lotta all’evasione fiscale. Da ciò scaturisce l’attribuzione a se stessi del diritto di controllare ogni minimo dettaglio dei nostri conti, per avere la certezza assoluta che i soldi siano assolutamente nostri e avere la certezza assoluta di dove, a chi, perché, come e quando vanno i nostri soldi.

Nell’articolo su “Il Giornale” si legge: “Oltre al documento che dimostri la spesa effettata (fattura o scontrino "parlante"), bisognerà presentare al Caf o al professionista i documenti che colleghino la spesa alla propria identità e a quella del destinatario del pagamento. In questo caso si vengono a verificare quattro situazioni distinte: con la carta di credito va sempre presentato l'estratto conto per individuare i soggetti coinvolti perché non è sufficiente la sola ricevuta; se si paga con carta di debito (bancomat) è sufficiente la ricevuta del Pos ma si consiglia di mostrare anche l'estratto conto bancario collegato; nel pagamento con carte prepagate puà bastare la ricevuta Pos ma, se non fosse disponibile (ad esempio per un pagamento effettuato online), dovrebbe essere sufficiente stampare dal sito o dall'app tutti i movimenti effettuati collegati alla carta; infine, il quarto punto prevede che quando si paga con le App o con altri sistemi elettronici non è necessario il Pos ma occorre sempre esibire l'estratto conto del mezzo elettronico, se disponibile, o la stampa della ricevuta elettronica della transazione in cui siano identificati i soggetti coinvolti. Allo stato attuale, sono queste le quattro situazioni in cui si potranno ricevere dei benefici”.

Cari amici, eliminare il contante dalla circolazione significherà perdere definitivamente la nostra libertà personale perché ogni minimo dettaglio della nostra vita verrà tracciato, individuato, monitorato e giudicato. Ma significherà anche ridurci a schiavi delle banche e della grande finanza speculativa globalizzata che controllando l’emissione della valuta virtuale e degli strumenti digitalizzati per l’uso del denaro, potranno decidere a chi dovremo dare in via prioritaria i nostri soldi, ad esempio al pagamento della cartella esattoriale anziché a comprare il cibo per sfamarci. Eliminare del tutto il contante accrediterà definitivamente la nostra sottomissione alla dittatura finanziaria e attribuirà alle banche e alla grande finanza speculativa globalizzata il potere di decidere della nostra vita. 

Per un altro verso siamo in uno Stato che spende e spande senza limiti per ingrassare se stesso, la spesa pubblica è pari a 830 miliardi di euro, circa la metà del Pil (Prodotto interno lordo). Dovrebbe essere questo Stato onerosissimo, oltreché corrotto e inefficiente, a rendere conto a noi cittadini dei soldi di tutti noi che sperpera. Invece, non solo ha aumentato la spesa per l’amministrazione statale da quando è esplosa la pandemia di Covid-19, ma ha accentuato un comportamento vessatorio e aguzzino nei confronti dei cittadini. 

La nostra missione è acquisire e diffondere informazione corretta, recuperare i valori che ci fortificano dentro, individuare la prospettiva che si traduca in un nuovo modello di Stato che metta al centro il bene primario degli italiani e l’interesse supremo dell’Italia, che sia il meno oneroso possibile e il più efficiente possibile, così come deve essere più autorevole e meno autoritario. 

Noi italiani che amiamo l’Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

3 marzo 2021

Postato il 03/03/2021 08:47:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

In Italia sono crollati gli introiti dei lavoratori autonomi e aumentati quelli dei dipendenti pubblici

La Confesercenti denuncia che a fine 2021 i redditi dei lavoratori privati saranno inferiori di 22,8 miliardi rispetto al 2019, mentre nel settore pubblico l’incremento dei redditi salirà a 9,4 miliardi. È una follia suicida soffocare chi produce il pane e foraggiare chi si limita a mangiarlo. Abbiamo bisogno di un nuovo modello di Stato meno oneroso e più efficiente che promuova lo sviluppo grazie a una moneta sovrana affidandosi agli imprenditori locali che hanno a cuore il proprio denaro e si limiti a definire le linee guide atte a salvaguardare l’interesse supremo della Nazione e a garantire la solidarietà sociale

Cari amici buona domenica. L’ennesima attestazione delle devastanti conseguenze economiche della gestione che definisco criminale della pandemia di Covid-19 viene da un rapporto della Confesercenti (Confederazione Italiana Esercenti Attività Commerciali, Turistiche e dei Servizi). L’agenzia Agi lo sintetizza rilevando che a un anno dallo scoppio della crisi pandemica, alle famiglie italiane, nonostante i numerosi ristori, sono venuti a mancare in media 1.650 euro di redditi. E le prospettive di recupero sono lente e strettamente legate gli esiti della campagna vaccinale, attualmente in ritardo sugli obiettivi fissati: continuando così, a fine 2021, il reddito medio delle famiglie sarà ancora inferiore di 512 euro ai livelli pre-crisi. 

Il dato che mi ha maggiormente colpito e scandalizzato è quello che registra un drastico calo degli introiti dei lavoratori autonomi e dei dipendenti privati, mentre sono significativamente aumentati gli introiti dei dipendenti pubblici. Ecco il testo pubblicato dall’Agi: “La crisi, però, non si è abbattuta con la stessa forza su tutte le categorie e le attività. A soffrire di più sono i lavoratori autonomi, per i quali la perdita di reddito a fine 2020 avrebbe avvicinato i 44 miliardi e risulterebbe ancora pari a -27 miliardi nel 2021, e i lavoratori dipendenti del settore privato, che registrano una caduta di 43 miliardi, cui si è contrapposto un aumento di 2,5 miliardi per i dipendenti pubblici, trainato dalle assunzioni nel comparto sanitario. A fine 2021, secondo Confesercenti, i redditi dei lavoratori privati saranno ancora inferiori di 22,8 miliardi rispetto al 2019, mentre nel settore pubblico l’incremento dei redditi salirà a 9,4 miliardi”.

La Presidente della Confesercenti Patrizia De Luise denuncia l’inadeguatezza e la lentezza degli aiuti governativi al settore privato: “La crisi da pandemia non ha colpito dunque tutti allo stesso modo: l’impatto, come i dati sui redditi dimostrano, si è concentrato quasi completamente sui lavoratori autonomi e sui loro dipendenti, con perdite decisamente superiori ai ristori diretti elargiti fino ad ora. Anche perché l’ultima tranche dei sostegni, quella che avrebbe dovuto arrivare con il Ristori V forte di 32 miliardi di risorse, ancora non si è materializzata, ad oltre 60 giorni dall’annuncio. Una situazione incredibile ed inaccettabile, che crea sconcerto e sfiducia negli imprenditori e nei loro dipendenti e che blocca qualsiasi prospettiva di ripresa”.

Per uscire dalla crisi la Presidente della Confesercenti Patrizia De Luise chiede due cose: aiuti governativi immediati e vaccinazione di tutta la popolazione: “Chiediamo con forza al governo di accelerare sui sostegni promessi: le imprese sono al limite e non possono aspettare un altro mese. Ma dobbiamo anche cambiare modello: se si parla di possibili nuovi lockdown è perché le restrizioni alle imprese non bastano a contenere l’epidemia, oltre ad essere una soluzione insostenibile per l’economia sul lungo periodo. Dobbiamo puntare con maggior forza sul vaccino: è ormai improcrastinabile che l’azione di governo si sposti dalla successione di decreti di chiusura all’organizzazione di una campagna vaccinale a tappeto che permetta all’economia di normalizzarsi. A oggi, ha ricevuto almeno una dose di vaccino solo il 6,6% della popolazione italiana. Negli Stati Uniti è stato vaccinato oltre il 20% degli abitanti, nel Regno Unito quasi il 30%, in Israele oltre il 90%. Questi paesi stanno uscendo dall’incubo pandemico, noi ci stiamo ripiombando proprio quando i vaccini avrebbero dovuto proteggerci”.

Ribadisco che la gestione politica della pandemia di Covid-19 è criminale per due evidenti ragioni. Innanzitutto perché in ogni caso non si può bloccare la produzione di uno Stato, a maggior ragione se la percentuale della popolazione interessata alla pandemia è contenuta in una percentuale pari al 2%. In secondo luogo perché si è devastata soprattutto la realtà delle micro, piccole e medie imprese che in Italia rappresentano oltre il 90% del sistema produttivo. Il Governo sta soffocando chi produce il pane e sta foraggiando chi non lo produce e si limita a mangiarlo. È una follia suicida condannare a morte gli imprenditori che producono beni e servizi e dare più soldi al settore pubblico che sopravvive grazie alle tasse pagate dai cittadini. 

Cari amici dobbiamo acquisire e diffondere la consapevolezza che questo Stato ha fallito, è strutturalmente marcio, onerosissimo, corrotto, inefficiente, vessatorio e aguzzino. Dobbiamo mobilitarci per dare vita a un nuovo modello di Stato meno oneroso e più efficiente che sia al servizio dei cittadini e non i cittadini asserviti allo Stato; che metta al centro il bene primario degli italiani; che promuova lo sviluppo grazie a una moneta sovrana affidandosi agli imprenditori locali che hanno a cuore il proprio denaro e si limiti a definire le linee guide atte a salvaguardare l’interesse supremo della Nazione e a garantire la solidarietà sociale. 

Noi italiani che amiamo l’Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

28 febbraio 2021

 

 

 

 

 

 

Postato il 28/02/2021 10:31:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La Merkel ha annunciato che l’Unione Europea renderà obbligatori i “Certificati di vaccinazione digitali” per poter viaggiare tra gli Stati membri

La Merkel ha annunciato che l’Unione Europea renderà obbligatori i “Certificati di vaccinazione digitali” per poter viaggiare tra gli Stati membri. Ciò spiana la strada all’obbligatorietà dei vaccini per poter frequentare qualsiasi spazio affollato. Eppure la Corte Europea per i diritti dell’uomo ha vietato l’obbligatorietà del vaccino anti Covid-19. Chiarendo che non nego la realtà del virus Sars-Cov-2 e che non ho un pregiudizio nei confronti dei vaccini, mi domando tuttavia perché, a un anno e mezzo dall’esplosione di una pandemia che è meno letale e quando abbiamo cure molto più efficaci, si deve obbligare alla vaccinazione la stragrande maggioranza della popolazione che è sempre stata bene e ha dimostrato di avere un sistema immunitario forte. In ogni caso, fermo restando il dovere dello Stato di curare gli ammalati e tutelare i più fragili, lo Stato deve porre fine al crimine epocale di devastazione dell’economia, destrutturazione della società, destabilizzazione della personalità

Cari amici buongiorno. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha annunciato ieri che probabilmente prima dell’estate saranno pronti e sarà necessario esibire per viaggiare in seno all’Unione Europea i “Certificati di vaccinazione digitali”. La Merkel ha rilasciato una dichiarazione all’agenzia di stampa Reuters dopo il vertice virtuale dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione, il primo a cui ha preso parte Mario Draghi da Presidente del Consiglio italiano, precisando che “tutti hanno convenuto che abbiamo bisogno di un certificato di vaccinazione digitale". Quindi anche Draghi sarebbe d’accordo sull’obbligatorietà dei “Certificati di vaccinazione digitali”.

Sorge spontanea la riflessione: se sarà obbligatorio farsi vaccinare per poter viaggiare all’interno dell’Unione Europea, e se probabilmente sarà obbligatorio vaccinarsi per salire a bordo di tutti gli aerei, compresi i voli interni all’Italia, e possibilmente degli altri mezzi di trasporto pubblico, le navi, i traghetti, i treni, gli autobus e i taxi, e probabilmente di tutti gli spazi di affollamento pubblico, dalle sedi di lavoro, ai ristoranti, bar, negozi, cinema, teatri, stadi, musei, è perché no anche le strade e le piazze, ciò di fatto renderà obbligatoria la vaccinazione. 

Eppure la Corte Europea per i diritti dell’uomo il 27 gennaio 2021 ha fatto propria la risoluzione 2361 dell’Assemblea Permanente del Consiglio d’Europa che vieta agli Stati di rendere obbligatoria la vaccinazione anti Covid-19. La risoluzione vieta inoltre che tale vaccinazione possa essere usata per discriminare lavoratori o chiunque non faccia il vaccino. Gli Stati inoltre dovrannno assicurarsi che ”i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti obbligato a essere sottoposto a pressioni indebite per farsi vaccinare, se non lo desidera farlo da solo”.

Chiarisco che non ho mai negato la realtà del virus Sars-Cov-2 pur restando dei dubbi sulla sua origine, così come non ho un pregiudizio nei confronti dei vaccini. Prendiamo atto che circa un anno e mezzo dall’esplosione della pandemia di Covid-19, il virus Sars-Cov-2 è comunque meno letale e in ogni caso disponiamo di cure certe per debellarlo e guarire dal Covid-19, ad eccezione purtroppo di coloro che hanno patologie plurime pregresse o casi limitati di persone che apparentemente stavano bene. Ciò è sempre stato nel decorso del Covid-19 o di altre influenze stagionali, così come accade per altre patologie cardiache, respiratorie o tumorali. 

Ebbene se io dopo un anno e mezzo dall’esplosione della pandemia, ringraziando il Signore, sto bene e se finora tutti gli accertamenti diagnostici hanno dato esito negativo, perché devo essere obbligato a vaccinarmi? Oltretutto con un vaccino di cui le stesse case farmaceutiche produttrici ammettono di non conoscere tutte le possibili conseguenze sulla nostra salute nei tempi lunghi e precisano che la copertura immunitaria è di breve durata, dai quattro ai sei mesi. Se lo scopo delle vaccinazioni è consentire a tutti di acquisire un sistema immunitario forte capace di reagire al virus Sars-Cov-2 e quindi di stare in buona salute, perché dovrebbe essere obbligatorio vaccinare a un anno e mezzo dall’esplosione della pandemia la stragrande maggioranza degli italiani e degli europei che stanno bene e che non si sono mai ammalati di Covid-19? 

Cari amici, personalmente potrei decidere di vaccinarmi solo se dovesse essere necessario per salvaguardare la mia salute e solo quando ci saranno certezze sulle conseguenze di lungo termini dei vaccini anti Covid-19. Ma sono totalmente contrario all’obbligatoriet

Non sono un virologo ma da cittadino italiano mi pongo una domanda che ha un suo fondamento logico, perché sono totalmente contrario ad una gestione che non esito a definire criminale di questa pandemia che ha provocato e continua a provocare la devastazione della nostra economia, la destrutturazione della nostra società, la destabilizzazione della nostra personalità. 

L’ho detto e lo ripeto: lo Stato ha il dovere di garantire la cura degli ammalati e di tutelare sul piano sanitario le persone fisicamente più fragili, ma mai e poi mai lo Stato avrebbe dovuto perpetrare il crimine epocale di condannare a morte le micro e piccole imprese, accrescere le sacche di povertà, esacerbare i conflitti in seno alle famiglie, accentuare il tracollo demografico, favorire le malattie psichiche che istigano al suicidio. 

Ė assolutamente doveroso preoccuparsi di circa il 2% degli italiani in terapia intensiva, ospedalizzati o in quarantena, ma senza obbligare il 98% degli italiani fortunatamente sani a stare confinati nelle proprie abitazioni, a sospendere la propria attività imprenditoriale, a non lavorare, a non avere una vita sociale, a non svolgere attività culturali o sportive, a coltivare e diffondere la fobia della malattia e della morte, sviluppando la paura nei confronti del prossimo concepito come il nostro possibile untore. 

Questo crimine deve cessare al più presto. Noi italiani che amiamo l’Italia acquisiamo e diffondiamo informazione corretta per dare delle certezze, recuperiamo i valori che ci fortificano dentro, individuiamo la prospettiva che corrisponda al nostro legittimo bene per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

Magdi Cristiano Allam

27 febbraio 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 27/02/2021 14:50:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Non esistono né la «sovranità condivisa» di Draghi né la «Confederazione degli Stati sovrani» della Meloni

Draghi parla di «sovranità condivisa» cedendo la «sovranità nazionale». La Meloni aspira a una «Confederazione di Stati sovrani» anziché la «Federazione di Stati che cedono la sovranità». Ma non esistono né la «sovranità condivisa» né la «Confederazione di Stati sovrani». Esiste solo la dittatura delle banche e della burocrazia dell'Unione Europea. Non abbiamo alternativa che riscattare l'Italia come Stato indipendente e sovrano depositario esclusivo della propria moneta, delle proprie leggi e della propria sicurezza

Cari amici buongiorno. Il neo-Presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo discorso programmatico al Senato il 17 febbraio ha detto: «Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa».

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia, nella sua replica alla Camera il 18 febbraio ha detto: «La nostra Europa non è l'Europa federale, con le sue continue cessioni di sovranità. La nostra idea di Europa è confederale, che significa mantenere la sovranità degli Stati nazionali e cooperare su alcune grandi materie».

Negli interventi di Draghi e della Meloni il concetto di «sovranità» viene indicato in quattro versioni distinte: 1) Sovranità nazionale. 2) Sovranità condivisa. 3) Europa federale con la cessione della sovranità. 4) Europa confederale con gli Stati nazionali sovrani.

Chiariamo innanzitutto che la sovranità sussiste solo quando uno Stato nazionale o una entità sovranazionale sono i titolari esclusivi della moneta, delle leggi e della sicurezza. Sono questi i tre pilastri che sostanziano la sovranità.

L'Italia ha perso la propria sovranità monetaria al 100% avendo adottato l'euro che è una moneta emessa dalla Banca Centrale Europea; ha perso la propria sovranità legislativa all'80% dato che l'80% delle leggi italiane sono la semplice trasposizione delle direttive e dei regolamenti dell'Unione Europea; ha perso la propria sovranità giudiziaria perché le sentenze emesse dalle Corti Europee (la «Corte di Giustizia dell’Unione Europea» con sede a Lussemburgo e la «Corte Europea dei Diritti dell’uomo» con sede a Strasburgo, a cui aderiscono in tutto 47 Stati tra cui quelli dell'Unione Europea) prevalgono sulle sentenze definitive emesse dai tribunali nazionali, operando come un quarto livello di giudizio; ha perso la propria sovranità in materia di sicurezza e soprattutto di difesa dato che dall'ultimo dopoguerra l'Italia ha delegato tali funzioni alla Nato e agli Stati Uniti. Di fatto l'Italia non è più uno Stato sovrano e di conseguenza non è più uno Stato indipendente.

Ecco perché la «sovranità condivisa» di cui ha parlato Draghi, proprio perché la sovranità si fonda sulla esclusività, è concettualmente una contraddizione, è un raggiro semantico, ed è comunque concretamente impossibile.

La sovranità dell'Italia è stata in gran parte alienata all'Unione Europea che è un'anomalia nel diritto internazionale. L'Unione Europea non è uno Stato sovrano, non è una Federazione di Stati, non è una Confederazione di Stati. Sostanzialmente è un'istituzione che rappresenta degli Stati formalmente sovrani, simile alle Nazioni Unite. Con la differenza che l'Unione Europea, a differenza delle Nazioni Unite, esercita un potere impositivo, invasivo e coercitivo con l'avvallo della nostra classe politica e del nostro Parlamento, decidendo la politica monetaria, finanziaria, economica, sociale e culturale dell'Italia, al punto da ridurre l'Italia a uno Stato che non è né sovrano né indipendente.

Di fatto l'Unione Europea è e si comporta come una dittatura che si esercita essenzialmente tramite l'euro, che più che una moneta è un sistema di potere che ci obbliga a sottometterci di fronte all'arma del debito perpetuo, incontenibile e inestinguibile provocato da una moneta emessa dalla Banca Centrale Europea, che è l'unica banca centrale al mondo che non fa riferimento ad uno Stato, e che obbliga lo Stato a indebitarsi per ripianare il debito.

La Meloni sbaglia quando attribuisce a Draghi l'adesione a una «Europa federale», perché la federazione significa uno Stato unitario depositario esclusivo della moneta, delle leggi nazionali e della sicurezza nazionale, riconoscendo alle entità aderenti un'autonomia in ambiti territoriali specifici. Ugualmente la Meloni sbaglia quando attribuisce a se stessa e al Gruppo dei «Conservatori e Riformisti Europei», da lei presieduto, l'aspirazione a una «Europa confederale», che significa una semplice cornice istituzionale che non lede alla sovranità nazionale degli Stati nazionali che vi fanno parte. Erano confederazioni gli Stati Uniti d’America prima della Costituzione federale del 1787 o la Svizzera prima della Costituzione federale del 1848, anche se la Svizzera si qualifica ufficialmente come «Confederazione Svizzera». Oggi nel mondo non c'è una sola «Confederazione di Stati sovrani».

Come nel caso della «sovranità condivisa» anche la «Confederazione degli Stati sovrani» è un ossimoro, perché se gli Stati sono sovrani non ha senso un'istituzione sovranazionale, è sufficiente una cornice di accordi bilaterali o multilaterali su questioni specifiche di reciproco interesse. In ogni caso non esiste un'Europa «à la carte», l'Europa dei desideri. L'Unione Europea è ben simboleggiata dalla statua posta poco prima della sede principale del Parlamento Europeo a Bruxelles, una donna magra che con il braccio teso verso l'alto esibisce il simbolo dell'euro. Non la fiaccola della libertà della «Statua della Libertà» a New York, ma l'euro. La quintessenza della realtà dell'Unione Europea e l'apice del «sogno europeo» è l'euro, ovvero lo strumento principale della sottomissione dei popoli europei e della perdita dell'indipendenza e della sovranità degli Stati nazionali europei.

Cari amici, non esistono né la «sovranità condivisa» di Draghi né la «Confederazione degli Stati sovrani» della Meloni. Noi che amiamo l'Italia non abbiamo alternativa che mobilitarci su un fronte culturale, civile e politico per riscattare l'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, per affermare il bene primario degli italiani, per far rinascere la nostra civiltà italiana. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

25 febbraio 2021

 

Postato il 25/02/2021 14:45:44 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Lettera aperta a Mario Draghi: «Non si può amare l'Italia decretando la perdita della sovranità monetaria e la fine dell'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano»

Caro Presidente del Consiglio Mario Draghi, mi rivolgo a lei da cittadino orgogliosamente italiano, dedito alla missione di riscatto dell'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, di affermazione del bene primario degli italiani, di rinascita della nostra civiltà italiana.

Premesso il mio rispetto per la sua persona e la mia considerazione per lo spessore professionale e il prestigio internazionale di cui lei gode, chiarendo che abbiamo due visioni della vita radicalmente diverse, mi permetto di contestare il fatto che lei condividerebbe, unitamente ai partiti del suo Governo e all'insieme degli italiani, «l'amore per l'Italia», come da lei sostenuto in chiusura del suo Discorso al Senato ieri mattina.

Come può lei dire di amare l'Italia quando, all'inizio del suo intervento, ha precisato che «sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro», cioè di una moneta a debito che ci ha spogliato al 100% della sovranità monetaria con la catastrofica conseguenza di devastazione del nostro sistema di sviluppo e di scardinamento del nostro sistema sociale? L'euro è lo strumento finanziario che dalla sua entrata in vigore il primo gennaio 2002 ha dimezzato il potere d'acquisto e raddoppiato il costo della vita degli italiani. Una famiglia italiana di quattro persone che con 1.500.000 lire al mese viveva dignitosamente, il corrispettivo di 750 euro l'ha ridotta in uno stato di povertà. L'euro è la causa strutturale del nostro indebitamento essendo lo Stato costretto a emettere titoli di debito per disporre dell'euro, alimentando una spirale suicida che lo obbliga a indebitarsi per ripianare gli interessi sul debito; dato che lo Stato non può fallire, l'onere del debito ricade sulle famiglie e sulle imprese che vengono condannate a morte con l'aumento delle tasse dirette o indirette che in Italia hanno raggiunto il primato mondiale oscillando tra il 60 e il 70 per cento. L'euro è l'arma con cui l'Unione Europa ha perpetrato il crimine epocale di trasformare l'Italia ricca in italiani poveri.

I popoli possono essere sottomessi o tramite i carri armati o tramite l'arma del debito. Noi italiani siamo sottomessi tramite l'arma di un debito pubblico e privato perpetuo, incontenibile e inestinguibile. Il motivo per cui l’economia italiana non può decollare è che l’Italia ha oggi un debito complessivo di 5.337 miliardi di euro (comprensivo del debito delle famiglie e delle imprese, delle banche e dello Stato), pari al 332% del Pil (Prodotto interno lordo) che è di 1.787,7 miliardi, sui quali ogni anno si pagano interessi passivi pari al 4% dello stesso, ovvero 210 miliardi che equivalgono al 13,6% del Pil.

Come può lei dire di amare l'Italia quando ha sostenuto: «Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa. (…) Senza l'Italia non c'è l'Europa. Ma, fuori dall'Europa c'è meno Italia. Non c'è sovranità nella solitudine. C'è solo l'inganno di ciò che siamo, nell'oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere»?

A differenza di lei che è italiano sin dalla nascita e che quindi ha ereditato un bene che evidentemente non apprezza nella sua integralità, io questo bene straordinario me lo sono conquistato, l'ho voluto con tutto me stesso. Io ho scelto di amare l'Italia come la mia Patria da valorizzare, salvaguardare, difendere, tramandare ai miei figli e nipoti come Stato nazionale indipendente e sovrano e come Nazione culla della civiltà mondiale. Mai e poi mai potrei accettare di concepire l'Italia come un «riferimento» geografico. Mai e poi mai potrei accettare di concepire l'Italia indipendente e sovrana come un «inganno». Mai e poi mai accetterò la rinuncia alla nostra sovranità che si traduce nella dissoluzione dell'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano per essere fagocitati dagli «Stati Uniti d'Europa» e dal Nuovo Ordine Mondiale assoggettati alla grande finanza speculativa globalizzata, responsabile di aver indebitato il mondo intero per un ammontare di 277 mila miliardi di dollari, pari al 318% del Pil mondiale che è di 87 mila miliardi di dollari. Oggi la finanza e l'economia di tutto il mondo sono strutturate come uno schema piramidale, la cui sopravvivenza è legata all'indebitamento del prossimo. È il debito che deve essere eliminato e con esso gli interessi passivi contratti.

Lei è un rappresentante autorevole della grande finanza speculativa globalizzata che, secondo uno studio della Banca d'Italia del 2018, ha prodotto un ammontare di «titoli derivati», valuta virtuale di natura speculativa sconnessa dall'economia reale, ribattezzati «titoli tossici» e «titoli spazzatura» quando nel 2008 ci fu il tracollo della Banca d'affari Lehman Brothers, pari a 2,2 milioni di miliardi di euro, cioè l’equivalente di 33 volte il valore del Pil mondiale. A livello dei 27 Stati dell’Unione Europea, l’ammontare dei titoli derivati è di 660 mila miliardi di euro, pari a 44 volte il Pil dell’Unione Europea. Questo è il vero cancro della finanza speculativa che sta condannando a morte il mondo intero. Dopo essere stato Governatore della Banca d'Italia dal 2006 al 2011 e della Banca Centrale Europea dal 2011 al 2019, lei è stato Vice-Presidente e Direttore esecutivo della Goldman Sachs, la più grande banca d'affari al mondo, ed è membro del «Gruppo dei Trenta», un'organizzazione internazionale di finanzieri e accademici costituita dalla Fondazione Rockefeller. Nel 2018 la rivista Forbes l'ha considerata il 18esimo uomo più potente del mondo.

Lei è direttamente coinvolto in iniziative finanziarie ed economiche che hanno man mano spogliato lo Stato delle sue aziende più prestigiose e portato l'Italia alla perdita della sovranità monetaria senza cui non sussiste un'autentica sovranità nazionale. Da quando il 2 giugno 1992 salì insieme a un gruppo di imprenditori, banchieri e politici italiani e stranieri a bordo del panfilo Britannia della famiglia reale britannica attraccato al porto di Civitavecchia, all'epoca lei era Direttore generale del Ministero del Tesoro, iniziò la privatizzazione delle maggiori aziende statali, tra cui Iri, Telecom, Eni, Enel, Comit e Credit, sulla base di un piano di cui le viene attribuita la paternità. Per questo suo ruolo l'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che conosceva vita, morte e miracoli di tutti quelli che contano, la qualificò «un vile affarista».

Lei è il promotore del «Testo Unico Bancario» del primo settembre 1993, che pose fine alla «Legge Bancaria» del 1936 sulla «separazione bancaria», e le banche tornarono a poter svolgere sia attività di credito e risparmio sia attività speculativa. Il risultato è che le banche d'affari hanno preso il sopravvento sulle banche commerciali, sono iniziati gli accorpamenti al punto che oggi in Italia non esiste più una sola banca singola ma solo gruppi bancari. La stessa Banca d'Italia è al 94% privata, rappresentando il più grave conflitto d'interessi in Italia in quanto il controllore delle banche e il controllato sono lo stesso soggetto.

Il 5 agosto 2011, poco prima del suo insediamento a Presidente della Banca Centrale Europea, lei scrisse insieme con il Presidente uscente Jean Claude Trichet una lettera al Governo italiano presieduto da Silvio Berlusconi intimando di attuare dei provvedimenti economici restrittivi. Il rifiuto di Berlusconi spianò la strada al «colpo di stato finanziario» ed eurocratico con la regia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che impose il 16 novembre 2011 la sostituzione di Berlusconi con Mario Monti, anche lui uomo della Goldman Sachs.

Lei ha una indubbia competenza professionale nel campo specifico dell'economia e della finanza che, al pari di qualsiasi altra branca scientifica, non sono mai neutrali. La sua storia e la prospettiva da lei concepita per l'Italia non corrispondono né all'interesse supremo dell'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, né al bene primario degli italiani, né alla rinascita della nostra civiltà.

Lei mette al centro della sua visione della vita la dimensione quantitativa del Pil, ritenendo che solo sommando i Pil dell'Italia e degli Stati europei, solo dando vita alla macro-dimensione degli «Stati Uniti d'Europa» che si traduce nella fine dell'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, si potrà competere con i Pil degli Stati Uniti, della Cina, dell'India o della Russia.

Io metto al centro della mia visione della vita la persona, la famiglia naturale, la cultura della vita e della rigenerazione della vita, la comunità locale, l'economia reale che produce beni e servizi, avvalendosi di una moneta emessa dallo Stato, unico vero garante della sua legittimità e credibilità, senza tradursi in debito.

Dal suo Discorso al Senato si evince che la sua principale priorità, dettata dall'Unione Europea, è la digitalizzazione, che si traduce primariamente nell'eliminazione del contante, la totale virtualizzazione della moneta e digitalizzazione delle transazioni finanziarie, accreditando definitivamente la dittatura finanziaria e conferendo alle banche il potere assoluto sulla nostra vita.

Per me l'assoluta priorità è garantire la crescita della natalità degli italiani. Lei ed io siamo tra le ultimissime generazioni che potremo definirci «italiani». La popolazione italiana è destinata all'estinzione perché abbiamo cessato di fare figli. Il tasso di fecondità delle donne italiane è dell'1.3% rispetto al 2.1% necessario per salvaguardare l'equilibrio demografico. E i demografi ci dicono che quando il tasso di fecondità cala al di sotto dell'1.9% non è più possibile risalire la china, la popolazione è condannata all'estinzione e con essa finisce la propria civiltà.

Lei ed io abbiamo due concezioni radicalmente diverse della vita, ma se vogliamo entrambi salvaguardare il diritto dei nostri figli e nipoti alla vita, dignità e libertà, dobbiamo convergere sulla strategia che consenta gli italiani di mettere al mondo dei figli, investendo tutte le risorse necessarie, «Whatever it takes», costi quel che costi, come lei disse nel 2012 per salvare l'euro, ma ora va fatto e va fatto subito per aiutare le famiglie naturali, le madri e i giovani.

All'inizio della mia Lettera aperta non le ho augurato buon lavoro e non le ho auspicato successo nella realizzazione del Programma del suo Governo. Non è stata una dimenticanza. Il mio augurio è che succeda esattamente l'opposto di ciò che lei intende fare. Io sogno l'Italia che riscatti la propria sovranità monetaria, legislativa, giudiziaria, sul piano della sicurezza e della difesa, alimentare, energetico e informatico. Combatto su un fronte culturale e civile, pacificamente e nel rispetto dello spirito della Costituzione, per l'Italia indipendente e sovrana che si affermi il Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita valorizzando i nostri inestimabili, ineguagliabili, non clonabili e non delocalizzabili patrimoni ambientale, culturale e umano. Mettendo al centro il parametro quantitativo del Pil e perseguendo la macro-dimensione del Nuovo Ordine Mondiale noi siamo irrimediabilmente perdenti. Ma se metteremo al centro il parametro della qualità della vita e se perseguiremo la legittima e doverosa aspirazione dell'Italia indipendente e sovrana, noi abbiamo tutte le carte in regola per vincere.

Questo è il vero amore per l'Italia. Noi italiani che amiamo l'Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà per riscattare l'Italia indipendente e sovrana, per affermare il bene primario degli italiani, per la rinascita della nostra civiltà italiana. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

18 febbraio 2021

 

 

Postato il 18/02/2021 17:15:12 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Utilizzerò tutte le piattaforme di comunicazione virtuale per valorizzare il contenuto del mio sito personale. Senza più dipendere da chi incarna la dittatura mediatica e promuove il Nuovo Ordine Mondiale

Buongiorno amici. Dopo essere stato bloccato da Facebook con il divieto di fare delle Dirette video per oltre un mese per una foto contestata pubblicata due anni e mezzo fa concernente una vittima degli eccidi perpetrati dai partigiani comunisti, ma soprattutto dopo l'atteggiamento da parte di Facebook e di Twitter di censura e di blocco dell'ex Presidente americano Donald Trump per la sua documentata e vibrante denuncia di una colossale frode elettorale, ho maturato la decisione di continuare a usare queste piattaforme ma non di farne più attivamente parte.

Concretamente significa che mi limiterò a pubblicare su Facebook, la principale piattaforma gestita da Mark Zuckerberg, fondatore, Presidente e Amministratore delegato del colosso mondiale della comunicazione e socializzazione virtuale, ma anche su Twitter, Instagram e tutte le altre piattaforme virtuali simili, solo la sintesi dei miei articoli, mentre chi vorrà leggerli integralmente lo potrà fare nel mio sito personale www.magdicristianoallam.it

Userò degli spazi di comunicazione indubbiamente rilevanti, considerando che Facebook raccoglie circa un miliardo e mezzo di utenti nel mondo, pari alla popolazione della Cina o dell'India. Ma sarà una presenza limitata con i contenuti essenziali.

Il messaggio principale è che io non mi considero parte della cosiddetta «community» o comunità di Facebook, quasi fosse la popolazione di uno Stato sovranazionale virtuale che impone le «regole della community», l'equivalente delle leggi vigenti all'interno di uno stato di diritto. Io sono esclusivamente e orgogliosamente cittadino italiano e faccio riferimento solo alle leggi dello Stato italiano. Un eventuale errore nella pubblicazione di una fotografia riguardante un fatto accaduto circa 75 anni fa e che ha solo una valenza storica, in Italia potrebbe comportare la richiesta di una rettifica, non il blocco della mia attività decretata da un algoritmo che è il giudice supremo di Facebook, sulla base di segnalazioni fatte da delatori professionisti, che in parte sono una sorta di «Polizia della verità» stipendiati da Facebook e in gran parte sono gruppi di pressione contrari alle idee mie o di chi è non è allineato con il pensiero dominante.

Questo pensiero dominante coincide con l'ideologia globalista, eurocratica, immigrazionista, multiculturalista, omosessualista, relativista e islamofila, che sostanziano la dittatura finanziaria che si avvale della dittatura mediatica e che oggi si ammanta della dittatura sanitaria. Di fatto Facebook, Twitter, Instagram e l'insieme delle piattaforme virtuali simili rappresentano la dittatura mediatica che operano per l'affermazione del Nuovo Ordine Mondiale assoggettato a un'unica valuta speculativa virtuale, a un pensiero unico dominante, a una religione unica mondiale. La prospettiva sarà un mondo senza più Stati nazionali eliminando le frontiere e annullando le identità localistiche, con una umanità meticcia omologata e omogeneizzata, senza radici, identità e valori. Tutti noi saremo ridotti a un semplice codice virtuale nella Rete, semplici strumenti di produzione e soprattutto di consumo della materialità grazie al «reddito di cittadinanza universale», semplici numeri che interagiscono virtualmente a distanza e partecipano a una democrazia virtuale fatta di votazioni all'interno della Rete.

Per un altro verso, ho ritenuto alquanto velleitaria e ingenua la scelta di abbandonare Facebook, Twitter, Instagram e Whatsapp, che è la piattaforma di messaggistica virtuale dello stesso gruppo di Zuckerberg, per «emigrare» in piattaforme simili appartenenti a altri magnati della comunicazione e socializzazione virtuale. Ho deciso che non ha senso immaginare che Zuckerberg, che secondo la più recente classifica redatta da Bloomberg Billionaires Index è il quinto uomo più ricco al mondo, sarebbe migliore o peggiore rispetto alla compatibilità con la nostra concezione della persona e della vita, rispetto a Elon Musk, che detiene la piattaforma di messaggistica virtuale Signal, titolare di Tesla che produce solo auto elettriche, di Neuralink che crea chip cerebrali, di Space X con cui ha annunciato di voler costruire una città su Marte per insediarci una colonia umana, ma che nel frattempo moltiplica la propria fortuna investendo un miliardo e mezzo di dollari nelle criptovalute per favorire il monopolio della moneta virtuale speculativa.

Quanto all'altra piattaforma di messaggistica virtuale, Telegram, fondata dall'imprenditore russo Pavel Durov e con sede a Dubai, creatore insieme al fratello Nikolaj della piattaforma di comunicazione sociale russa VK concepita come l'alternativa a Facebook, è un calderone dove dentro c'è tutto e il contrario di tutto, compresi terroristi e estremisti islamici per i quali sono un nemico dichiarato da eliminare.

Cari amici, il mio auspicio è che l'Italia si doti di una infrastruttura nazionale che consenta la creazione di piattaforme di comunicazione virtuale nazionali, tutelate dallo Stato italiano e che rispondono esclusivamente alle leggi italiane. Queste piattaforme e più in generale la comunicazione virtuale ha da tempo acquisito una estrema rilevanza per la sicurezza nazionale dello Stato. La sovranità informatica e mediatica è ormai parte essenziale della sovranità nazionale.

Nel mio piccolo difenderò e coltiverò il mio orticello, il mio sito personale, concependolo come la mia casa e la mia roccaforte della comunicazione virtuale. Utilizzerò tutte le altre piattaforme virtuali ma solo per valorizzare la mia casa virtuale. Senza più dipendere da chi promuove una concezione della vita contraria alla centralità della persona, della famiglia naturale, della cultura della vita, della comunità locale, dello Stato nazionale, dell'economia reale, della civiltà fondata su valori e regole.

Noi italiani che amiamo l'Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà per riscattare l'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, affermare il bene primario degli italiani, far rinascere la nostra civiltà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

16 febbraio 2021

 

Postato il 16/02/2021 11:24:53 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Draghi non è il «salvatore della Patria» ma il curatore fallimentare incaricato dalla grande finanza speculativa globalizzata di liquidare l'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano

È indubbio che oggi Mario Draghi piace alla maggioranza degli italiani. Chiunque fosse succeduto al Presidente del Consiglio più effimero e al Governo peggiore della Storia d'Italia avrebbe riscosso il plauso degli italiani. Ma Draghi non è uno qualunque. Ha un curriculum di assoluto rispetto. Ha conseguito un Master al Massachusetts Institute of Technology; è stato Professore ordinario di Economia e Politica monetaria; è stato Direttore esecutivo per l'Italia della Banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo; è stato Governatore della Banca d'Italia dal 2006 al 2011 e della Banca Centrale Europea dal 2011 al 2019; è stato Presidente del «Forum per la stabilità finanziaria», un organismo internazionale il cui scopo è monitorare il sistema finanziario mondiale; è membro del Board of Trustees dell'Institute for Advanced Study dell'Università di Princeton e della Brookings Institution; è membro del Comitato esecutivo della Goldman Sachs, la più grande banca d'affari al mondo, dopo esserne stato Vice-Presidente esecutivo; è membro del «Gruppo dei Trenta», un'organizzazione internazionale di finanzieri e accademici che si occupa di approfondire questioni economiche e finanziarie. Il 10 luglio 2020 è stato nominato da Papa Francesco membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze sociali.

Sul piano della formazione professionale e dell'autorevolezza nell'ambito delle istituzioni politiche e finanziarie mondiale Draghi è probabilmente il personaggio di maggiore spessore in Italia. Nel 2018 la rivista Forbes considerò Draghi il 18esimo uomo più potente del mondo.

Premessa la mia considerazione per la competenza tecnica di Draghi, chiariamo che in generale la scienza, nel caso specifico l'economia e la finanza, non sono mai neutrali pur rappresentando in modo oggettivo, assoluto e universale il segmento di realtà di cui si occupano. Draghi ha un indiscutibile spessore tecnico, che possiamo ascrivere alla dimensione della «quantità», ma l'ambito in cui ha operato e soprattutto la prospettiva che persegue, che possiamo ascrivere alla dimensione della «qualità», non corrispondono né all'interesse supremo dell'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano né al bene primario degli italiani.

Nel 1936 il governo fascista con la «Legge Bancaria» nazionalizzò la Banca d'Italia che fino ad allora era una banca quotata in Borsa, espropriando gli azionisti privati e cedendo le loro quote a enti statali. Ma a partire dalle privatizzazioni del 1992, decise da un gruppo di politici e banchieri italiani e stranieri a bordo del panfilo Britannia della famiglia reale britannica attraccato al porto di Civitavecchia il 2 giugno 1992, il cui regista fu Mario Draghi all'epoca Direttore generale del Ministero del Tesoro, alcuni di questi enti, tra cui Iri, Telecom, Eni, Enel, Comit e Credit, non più statali, hanno acquisito il controllo della Banca d'Italia. 

La stessa «Legge Bancaria» del 1936 decretò inoltre la separazione tra banche d’affari e banche commerciali. Ma il primo settembre 1993, con il «Testo Unico Bancario», elaborato da Mario Draghi, all'epoca Direttore Generale del Ministero del Tesoro, promulgato dal Governo di centro-sinistra presieduto da Carlo Azeglio Ciampi che era stato il Governatore della Banca d'Italia, si pose fine alla «separazione bancaria» e le banche tornarono a poter svolgere sia attività di credito e risparmio sia attività speculativa. Il risultato è che le banche d'affari hanno preso il sopravvento sulle banche commerciali, sono iniziati gli accorpamenti al punto che oggi in Italia non esiste più una sola banca singola ma solo gruppi bancari.

Il primo gennaio 2002 entrò in vigore l'euro. Il Governo era presieduto da Silvio Berlusconi. Il Capo dello Stato era Carlo Azeglio Ciampi. Il Presidente della Commissione Europea, cioè del Governo dell'Unione Europea, era Romano Prodi. Mario Draghi da Direttore generale del Ministero del Tesoro, a partire dal 28 gennaio 2002, subito dopo l'entrata in vigore dell'euro, fu nominato Vice-Presidente esecutivo della Goldman Sachs, la più grande banca d'affari privata al mondo.    

Il 5 agosto 2011, poco prima del suo insediamento a Presidente della Banca Centrale Europea, Draghi scrisse, insieme col Presidente uscente Jean Claude Trichet, una lettera al Governo italiano presieduto da Silvio Berlusconi intimando di attuare dei provvedimenti economici restrittivi. Il rifiuto di Berlusconi spianò la strada al «colpo di stato finanziario» ed eurocratico diretto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che impose il 16 novembre 2011 la sostituzione di Berlusconi con Mario Monti, anche lui come Draghi uomo della Goldman Sachs.

Cari amici, Draghi è certamente un uomo professionalmente preparato e che gode di un prestigio internazionale nel mondo dell'economia, della finanza e della politica, ma non è il «salvatore della Patria», è invece il curatore fallimentare incaricato per conto della grande finanza speculativa globalizzata di liquidare l'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano. Ciò di cui l’Italia e gli italiani hanno bisogno non è la “tecnicalità” ma la “qualità” della persona. Ecco perché, pur nella soddisfazione per la fine del  Governo di Giuseppe Conte, non gioisco affatto per l'avvento del regime di Mario Draghi che continuerà a governare da «uomo forte» per almeno otto anni, essendo al momento certa la sua scelta come prossimo Capo dello Stato nel gennaio 2022.

La nostra missione è di acquisire e diffondere informazione corretta, recuperare i valori che ci fortificano dentro, per passare al più presto dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti.

Noi italiani che amiamo l'Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà per riscattare l'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

15 febbraio 2021

 

   

Postato il 15/02/2021 15:34:01 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

È nato il «Governo elettorale» di Draghi per consacrarlo Presidente della Repubblica nel 2022

È nato il «Governo elettorale» di Draghi per consacrarlo Presidente della Repubblica nel 2022. Instaurerà un regime eurocratico e globalista che in otto anni porrà fine all'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano

Buona domenica amici. Sarebbe un'offesa all'intelligenza di Mario Draghi definire il Governo che ieri è entrato in carica il «Governo dei Migliori», come era stato annunciato dai dirigenti dei partiti per giustificare la loro partecipazione alla più ampia coalizione-calderone della storia d'Italia, che ha definitivamente annullato le identità ideologiche e politiche tra destra, centro e sinistra.

Più realisticamente è nato il «Governo elettorale» che consacrerà nel gennaio 2022 Draghi Presidente della Repubblica con pieni poteri, avendo Sergio Mattarella chiarito che non intende candidarsi per un secondo mandato. Da oggi si inaugura di fatto un regime eurocratico e globalista autoritario, retto da un «uomo forte» che s'impone con il consenso di tutti i partiti dopo il loro fallimento a governare uno Stato allo sfacelo e le disastrose conseguenze sanitarie, economiche, sociali e psicologiche della pandemia di Covid-19.

Il regime di Draghi si protrarrà per un anno come Presidente del Consiglio e per sette anni come Presidente della Repubblica, con la possibilità di ulteriori sette anni di un eventuale secondo mandato.

Considerando la bancarotta economica in cui versa lo Stato, la devastazione del nostro sistema di sviluppo incentrato sulle micro, piccole e medie imprese, il crescente impoverimento degli italiani, il tracollo demografico tra i più gravi al mondo, la perdita di credibilità dell'insieme delle istituzioni pubbliche dalla politica all'istruzione e dalla Chiesa cattolica ai mezzi di comunicazione di massa, otto anni saranno sufficienti a Draghi per completare la strategia di fagocitazione dell'Italia in seno ai futuri «Stati Uniti d'Europa» e al Nuovo Ordine Mondiale, impartendo il colpo di grazia a ciò che resta della nostra sovranità.

La scelta dei ministri è stata ispirata, non alla logica dei «migliori» a ricoprire l'incarico, ma al «Manuale Cencelli» di concezione democristiana o al «Metodo D'Hondt» vigente in seno all'Unione Europea, per attribuire una fetta di potere a tutti, in proporzione al proprio peso politico specifico, accontentando tutti e senza scontentare nessuno. Perché ciò che interessa a Draghi è garantirsi il più ampio consenso possibile in seno all'attuale parlamento e da parte dei poteri forti europei e globalisti per avere la certezza della sua elezione a Presidente della Repubblica.

Lo scorso 2 febbraio Mattarella nel ricordare l'ex Presidente della Repubblica Antonio Segni a 130 anni dalla sua nascita, rievocò la convinzione di Segni che fosse opportuno introdurre in Costituzione il principio della «non immediata rieleggibilità» del Presidente della Repubblica. Mattarella sottolineò la convinzione di Segni che «il periodo di sette anni è sufficiente a garantire una continuità nell'azione dello Stato». Di fatto Mattarella, che il 23 luglio compirà 80 anni, ha chiarito che non intende ricandidarsi per un secondo mandato.

Con il senno del poi il chiarimento di Mattarella suona come un «via libera» all'elezione di Draghi come suo successore. Siccome agli alti livelli della politica nulla accade per caso, è possibile che l'investitura di Draghi a prossimo Capo dello Stato sia parte integrante della scelta che ha portato Draghi ad accettare la guida del Governo in una fase estremamente critica per le sorti dell'Italia.

Anche l'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nominò Mario Monti senatore a vita il 9 novembre del 2011 prima di conferirgli una settimana dopo la carica di Presidente del Consiglio il 16 novembre. In quel caso è verosimile che si trattò di un «incentivo» politico ed economico. Ma Draghi non ha bisogno di alcun incentivo. Lui è un potere forte. La contropartita per la sua discesa in campo sono i pieni poteri in Italia per soddisfare le mire dei poteri forti europei e globalisti che lui rappresenta ai più alti vertici.

Per assicurarsi il più ampio consenso politico e popolare Draghi ha in dote 260 miliardi di euro da investire per la sua campagna elettorale nei prossimi dieci mesi, di cui 210 miliardi del «Recovery Fund» e 50 miliardi del Mes o Fondo salva-Stati. Non gli mancano l'intelligenza e la competenza per dare respiro alla nostra dissestata economia e per far arrivare un po' di soldi nelle tasche degli italiani. Nei prossimi mesi ci sarà un'apoteosi per Draghi, la maggioranza degli italiani esulterà per la tanto attesa boccata d'ossigeno, ovunque andrà verrà accolto trionfalmente come il «salvatore della Patria».

Ma in un secondo tempo la maggioranza degli italiani sarà costretta a ricredersi, scoprendo che i 260 miliardi di euro non sono una manna donataci dalla Provvidenza, ma nuovi ulteriori debiti che graveranno sulle nostre spalle e che si tradurranno in tagli alle pensioni, agli stipendi e ai servizi.

Ma a quel punto i giochi saranno fatti. A partire da Francesco Cossiga, che qualificò Draghi «un vile affarista», in Italia il vero potere esecutivo è di fatto nelle mani del Presidente della Repubblica. Con 260 miliardi di euro che l'Unione Europea concede a Draghi per la sua campagna elettorale per consacrarlo a prossimo Capo dello Stato, che per gli italiani corrispondono a un nuovo esorbitante debito, Draghi porrà fine all'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, consentendone la fagocitazione da parte della macro-dimensione degli «Stati Uniti d'Europa» e del Nuovo Ordine Mondiale, ultimando la missione affidatagli a bordo del panfilo Britannia attraccato al porto di Civitavecchia il 2 giugno 1992, il cui Draghi da Direttore generale del Ministero del Tesoro fu il regista della svendita dei colossi industriali statali, a partire da Iri, Enel, Ina e Enel.

Cari amici, chiunque fosse andato al potere dopo Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio più effimero della Storia d'Italia, che ha presieduto il peggior Governo della Storia d'Italia, sarebbe stato ben gradito agli italiani. Ma Draghi non è una scelta casuale e non è una presenza temporanea. Draghi è il più autorevole rappresentante dei poteri forti dei banchieri e dei burocrati che gestiscono l'Unione Europea e dei poteri forti della grande finanza speculativa globalizzata che gestiscono il Mondo. Noi abbiamo il dovere di conoscere e di diffondere questa realtà per consentire al maggior numero possibile di italiani di acquisire la certezza di ciò che sta accadendo e di promuovere il più rapidamente possibile una mobilitazione civile e pacifica per riscattare la nostra Italia indipendente e sovrana, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà.

Noi che amiamo l'Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

(14 febbraio 2021)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 14/02/2021 10:07:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La sconfitta della democrazia nello Stato simbolo e garante della democrazia nel Mondo

Dopo l’assalto armato al Congresso Trump si rassegna al passaggio dei poteri ma non parteciperà alla cerimonia d’insediamento di Biden disconoscendone di fatto la legittimità. È la sconfitta della democrazia nello Stato simbolo e garante della democrazia nel Mondo, che imporrà la riconsiderazione della validità della democrazia non solo come fulcro della sovranità popolare e garante dello stato di diritto, ma soprattutto come certezza della governabilità dello Stato.

Cari amici, per la prima volta dalla proclamazione dell’Indipendenza il 4 luglio 1776 dei cittadini americani armati hanno preso d’assalto e fatto irruzione a Capitol Hill, il Parlamento, costringendo alla fuga i deputati e i senatori riuniti per certificare l'elezione di Joe Biden alla Presidenza degli Stati Uniti. 

Per la prima volta in 244 anni un Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, pur rassegnandosi al passaggio dei poteri dopo la ratifica della vittoria di Biden da parte del Congresso, rifiuta di riconoscere la legittimità del suo successore, non parteciperà alla cerimonia d’insediamento di Biden il 20 gennaio, denunciando una truffa elettorale e sostenendo che si tratta di una vittoria rubata. 

A testimonianza dell’eccezionale gravità dell’accaduto, il Presidente eletto Biden ha sostenuto che si è trattato di “una insurrezione”, mentre il leader dei democratici in Senato, Chuck Schumer, l’ha definito “un tentativo di colpo di stato”.

Scene simili si sono finora viste solo nel Terzo Mondo o negli Stati dove c’è un sistema democratico formale ma non sostanziale. Il fatto che gli Stati Uniti, considerati l’emblema e il garante ovunque nel Mondo delle libertà individuali e del liberalismo economico, attestino uno sconvolgente degrado istituzionale, registrino una seria minaccia violenta al sistema democratico e in prospettiva all’integrità dello Stato federale, ci obbliga a prendere atto che quanto è accaduto a Washington il 6 gennaio è solo la punta dell’iceberg che prospetta un cambiamento radicale a livello mondiale, che va oltre la contingenza di un evento isolato nel tempo e nello spazio.

Dobbiamo prendere atto che l’assalto armato al Congresso della prima potenza mondiale che non ha esitato a scatenare guerre in tutto il Mondo nel nome della democrazia, ci fa toccare con mano la crisi profonda della democrazia come sistema rappresentativo della volontà popolare, garante della sovranità popolare, fulcro dello stato di diritto fondato sulla certezza e sul primato della legge, ma anche come l’istituto costituzionale atto a assicurare la governabilità dello Stato.

Ieri Trump ha messo in discussione il sistema elettorale degli Stati Uniti, che è lo strumento attraverso cui si attua la democrazia: “Continuo a ritenere con forza che si debbano riformare le nostre leggi elettorali per verificare l’identità e l’idoneità di tutti i votanti, per assicurare fede e fiducia in tutte le prossime elezioni”.  Trump ha sottolineato che bisogna “assicurare l’integrità del voto e difendere così la democrazia americana”.

È stato il Presidente francese Emmanuel Macron a evidenziare la ricaduta dell’assalto armato al Congresso americano sull’istituto della democrazia: “Quando in una delle più antiche democrazie del mondo i sostenitori di un presidente uscente rimettono in discussione, con le armi, i risultati legittimi di un'elezione, si demolisce l'idea universale di un uomo - un voto”.

Cari amici, l’insieme del quadro turbolento delle elezioni americane, dalla denuncia di una truffa elettorale e di una vittoria rubata al rifiuto del Presidente in carica di riconoscere la legittimità del Presidente eletto, dall’assalto armato al Congresso all’annuncio di Trump che non parteciperà alla cerimonia dell’insediamento di Biden il 20 gennaio pur rassegnandosi al passaggio dei poteri, si traduce nella sconfitta della democrazia nello Stato concepito come il simbolo e che si erge a guardiano della democrazia nel Mondo. Questa realtà crea uno stato d’emergenza non solo sul piano della sicurezza interna agli Stati Uniti, in cui la democrazia è diventata il grande malato, ma anche sul piano politico e culturale che imporrà di riconsiderare la validità della democrazia, non solo come fulcro della sovranità popolare e garante dello stato di diritto, ma soprattutto come certezza della governabilità dello Stato. 

 

 

 

 

Postato il 08/01/2021 19:08:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam