Il Governo ascolti i medici che si occupano di circa 100 mila pazienti positivi di cui circa 4 mila sono in terapia intensiva, ma poi faccia il Governo decidendo a favore del benessere di 60 milioni di italiani

Cari amici siamo di fronte ad un bivio epocale. La strategia in atto in Italia e altrove nel mondo, che si sostanzia del blocco di gran parte delle attività produttive e dell’isolamento forzoso di gran parte della popolazione, da un lato limita indubbiamente il contagio del Coronavirus (più correttamente Covid-19 o Sars-Cov-2), ma dall’altro sta uccidendo il sistema produttivo nazionale e condannando alla fame gli italiani. La prospettiva è che dopo i morti da Coronavirus ci saranno molti più morti per fame, povertà, disperazione, criminalità, teppismo, terrorismo. 

Ritengo che i medici devono limitarsi a fare i medici, curando gli ammalati e promuovendo la prevenzione. Così come ritengo che il Governo debba occuparsi del benessere dei 60 milioni di italiani. I medici devono correttamente calarsi nella contingenza dell’emergenza dell’epidemia di Coronavirus. Ma il Governo deve dare soluzioni adeguate ai problemi dell’oggi ma senza trascurare la prospettiva del futuro prossimo, deve combattere il Coronavirus ma continuando a garantire il lavoro agli italiani, deve avere a cuore la sorte dei nostri concittadini malati ma salvaguardando il benessere della stragrande maggioranza degli italiani sani. 

Considero  che sia tragicamente sbagliato che il Governo si comporti come se fosse un medico, appiattisca la sua attività alla dimensione medico-ospedaliera, al punto da delegare ai medici non solo la gestione dell’emergenza da Coronavirus ma anche della fase successiva con la motivazione che l’emergenza si protrarrà fino a quando non sarà scoperto il vaccino e che l’emergenza potrebbe ripresentarsi come accade con le influenze stagionali. 

Il Governo dovrebbe essere consapevole che l’Italia, al pari della Germania o degli Stati Uniti, ha potuto affrontare l’emergenza Coronavirus, anche se con differente efficacia, solo perché disponiamo di un sistema di sviluppo avanzato, anche se il nostro in modo particolare è stato pesantemente logorato negli ultimi decenni. Gli ospedali, la terapia intensiva e l’assistenza sanitaria pubblica ci sono solo grazie al lavoro degli italiani, alle tasse versate dagli imprenditorie e dai liberi professionisti, dalle famiglie e dai cittadini. Ma se a causa della sospensione dell’attività produttiva lo Stato non riscuoterà le tasse, non potrà garantire la sanità pubblica, gli stipendi ai dipendenti pubblici, le pensioni a 16 milioni di pensionati. 

Il Governo ascolti i medici che si occupano di circa 100 mila pazienti positivi di cui circa 4 mila sono in terapia intensiva, ma poi faccia il Governo decidendo a favore del benessere di 60 milioni di italiani. E così come è corretto che siano i medici a occuparsi degli ammalati e a suggerire le misure idonee alla prevenzione, si impedisca ai medici di sostituirsi al Governo decretando loro il futuro di 60 milioni di italiani.

 

 

 

Postato il 07/04/2020 09:03:38 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il Governo si comporta come il medico che annuncerà “l’intervento è riuscito, il paziente è morto”

Buona domenica amici. Più passano i giorni e meno soldi ci sono nelle tasche degli italiani costretti all’isolamento nelle proprie abitazioni. Tra non molto ci saranno famiglie senza soldi in casa. Altre famiglie non avranno soldi né in casa né in banca. Altre ancora non avevano soldi prima dell’emergenza ed ora sono ridotte alla fame. 

I provvedimenti del Governo per aiutare le partite Iva e gli imprenditori danneggiati dalla chiusura o riduzione della propria attività comportano un inter burocratico impraticabile nei tempi brevi e in condizione di isolamento forzoso. 

Ebbene se il Governo fosse veramente intenzionato a prevenire che lo stato di crescente povertà degli italiani degeneri in una gravissima destabilizzazione sociale anche violenta, intervenga subito o per ripristinare le condizioni che consentano agli italiani di lavorare e guadagnare, oppure dia subito agli italiani i soldi in contanti necessari ad una vita dignitosa.

Concretamente significa corrispondere a tutti gli italiani il “reddito di cittadinanza”. Considerando che, secondo l’Istat sulla base del censimento del 2011, in Italia ci sono complessivamente 20.460.741 nuclei familiari, di cui 16.648.813 con genitori e figli, 2.651.827 monogenitore e 1.160.101 con almeno uno straniero residente, stimando un “reddito di cittadinanza” medio pari a 1.600 euro a nucleo familiare, il totale da corrispondere è di circa 33 miliardi di euro. 

Ricapitolando il Governo ha di fronte tre opzioni: 1) Porre subito fine all’isolamento di 60 milioni di italiani (limitandolo alle persone ammalate e alle persone immunodepresse e con patologie a rischio), ripristinando l’insieme del sistema dello sviluppo nei suoi cicli della produzione e del consumo; 2) Mobilitare il maggior numero possibile di postini e corrieri per far recapitare nelle case delle famiglie italiane e straniere regolarmente residenti una busta con 1.600 euro in contanti da corrispondere all’inizio del mese fino al ripristino della normalità; 3) Mobilitare da subito l’Esercito, le Forze dell’ordine e i Servizi segreti per pattugliare le strade e le piazze su tutto il territorio nazionale al fine di prevenire e reprimere sul nascere qualsiasi azione ostile o violenta. 

Cari amici, al momento il Governo sembra propendere per la terza opzione. Si comporta come il medico che annuncerà: “L’intervento è riuscito, il paziente è morto”. Il paziente è l’Italia e tutti noi italiani. Io rispetto la legge e invito tutti a rispettare la legge. Ma abbiamo il diritto di manifestare civilmente e liberamente il nostro dissenso e abbiamo il dovere di prevenire e contrastare il nostro suicidio. Non è né logico né umano immaginare che per salvarci dal Coronavirus ci auto-condanniamo a morire di fame.

 

Postato il 22/03/2020 11:46:12 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Pur rispettando le disposizioni governative, sono perplesso sull’imposizione dello stato d’emergenza in tutt’Italia

Cari amici, in uno Stato di diritto i cittadini sono tenuti a rispettare le leggi. Anch’io le rispetto e invito tutti a rispettarle. Compreso il recente decreto legge concernente il contrasto all’epidemia di Coronavirus. Pur rispettandolo e adeguandomi alle disposizioni governative, sono perplesso sull’imposizione dello stato d’emergenza in tutt’Italia come se fossimo bersaglio di una guerra batteriologica, e dello stato d’assedio in cui sono stati confinati all’interno delle loro abitazioni 60 milioni di italiani. 

Sono perplesso sul fatto che una indubbia emergenza ospedaliera sia stata trasformata in uno stato di emergenza nazionale, che ha paralizzato l’economia e ha sospeso le libertà e i diritti costituzionali. 

L’unica vera emergenza è quella sanitaria. Il personale ospedaliero, medici e infermieri, sono i veri eroi di questa nostra Italia. Sono costretti a operare in un sistema sanitario inadeguato, a causa della limitatezza dei posti letto in terapia intensiva e dei relativi ventilatori polmonari, e dell’insufficienza di medici specialistici, infettivologi e virologi.

L’Annuario del Ministero della Salute relativo al 2018 attesta che negli ultimi dieci anni sono stati chiusi quasi 200 ospedali e 1000 presidi di specialistica ambulatoriale, i posti letto ospedalieri sono diminuiti di circa 40 mila, così come il personale ospedaliero è sceso di 35 mila unità. 

La pubblicazione delle Sdo (Schede di dimissioni ospedaliere) del 2018, da parte del Ministero della Salute, attesta che negli ultimi dieci anni i ricoveri ospedalieri sono stati 3,5 milioni in meno, in picchiata anche le ore di degenza: -16,9 milioni.

La Fondazione Gimbe, che ha lo scopo di promuovere e realizzare attività di formazione e ricerca in ambito sanitario, ha evidenziato che sempre negli ultimi dieci anni il Sistema Sanitario Nazionale ha perso 37 miliardi di euro, di cui circa 25 miliardi nel 2010-2015 per tagli conseguenti a varie manovre finanziarie ed oltre 12 miliardi nel 2015-2019, quando alla sanità sono state destinate meno risorse di quelle programmate per esigenze di finanza pubblica. Il rapporto della Fondazione Gimbe Stima una perdita di oltre 70.000 posti letto negli ultimi 10 anni, con 359 reparti chiusi, oltre ai numerosi piccoli ospedali riconvertiti o abbandonati. 

Nel giugno 2018 Giuseppina Onotri, Segretario generale del Sindacato Medici Italiani, disse che “Dieci anni di tagli alla spesa nella sanità pubblica hanno prodotto la scomparsa di 175 ospedali, la perdita di oltre centomila posti letto e qualcosa come meno ventimila medici a disposizione degli ammalati".

Per quanto concerne la terapia intensiva in Italia, secondo la Fondazione Veronesi, ci sono poco più di 5.300 posti di terapia intensiva e subintensiva, divisi tra gli ospedali pubblici (70 per cento) e quelli privati (30 per cento). Ciò vuol dire avere la disponibilità di 13.5 posti letto per 100mila abitanti, pari all'incirca il 3.3 per cento del totale dei posti letto utilizzati per i pazienti acuti. Sul totale dei posti di terapia intensiva, attualmente oltre 1.000 sono occupati da pazienti con Covid-19.

Cari amici, i medici e gli infermieri che combattono per salvare la vita degli italiani nelle condizioni critiche in cui versa il Sistema Sanitario Nazionale meritano il plauso e la gratitudine di tutti noi. L’azione del Governo dovrebbe essere concentrata nel potenziamento immediato della capacità operativa del Sistema Sanitario Nazionale, cominciando a valorizzare gli ospedali chiusi tra cui figuravano delle eccellenze anche in ambito epidemiologico come il Forlanini a Roma. I numeri dei contagiati, degli ospedalizzati e dei ricoverati in terapia intensiva è ancora contenuto. Se si intervenisse subito si potrebbe garantire una condizione ospedaliera più tranquilla. Verrebbe meno l’automatismo attuale che ha trasformato un’emergenza ospedaliera in uno stato d’emergenza nazionale. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 16/03/2020 17:23:33 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Dopo il Coronavirus avremo milioni di nuovi italiani poveri ridotti alla fame

Buongiorno amici e buon inizio di settimana. Il settimanale L’Espresso ha pubblicato un articolo, da evidenti fonti governative, in cui si paventano caos e disordini nel dopo-Coronavirus al punto che polizia ed esercito saranno chiamati a pattugliare le strade e a distribuire cibo e medicinali. 

Questo articolo conferma le mie perplessità sull’isolamento di 60 milioni di italiani nelle loro case. Sinteticamente: per me l’unica vera emergenza è quella ospedaliera, che oggi si evidenzia in particolare in Lombardia, al punto che mancano non solo i ventilatori polmonari ma persino le mascherine per i medici. 

Considero che sia un errore trasferire l’indubbia emergenza ospedaliera in uno stato di emergenza nazionale come se fossimo in una guerra batteriologica. 

Fermo restando la necessità di isolare solo i soggetti a rischio, io sono molto più preoccupato del dopo-Coronavirus. Il Coronavirus lo debelleremo come succede a tutti i virus. Ma dopo avremo milioni di nuovi italiani poveri ridotti alla fame, centinaia di migliaia di micro-imprese chiuse, esploderà la criminalità e verrà sempre meno la sicurezza dei cittadini. 

Chi ci governa e anche chi tra l’opposizione caldeggia questo stato di assedio dell’Italia e di confinamento degli italiani, ci pensano? Ne sono consapevoli? Io credo di sì. Nulla accade per caso. Ma allora perché lo fanno?

Postato il 16/03/2020 10:02:59 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

L’Istituto Superiore di Sanità afferma che l’epidemia di Coronavirus in Italia non ha a che fare con la Cina e che la trasmissione dei contagi è tutta interna all’Italia

Cari amici, ieri l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un comunicato stampa (20/2020) dal titolo “Coronavirus, trasmissione in Italia per tutti i casi ad eccezione dei primi tre”, in cui si afferma che che “la trasmissione dell’infezione da Sars-Cov-2 è avvenuta in Italia per tutti i casi, ad eccezione dei primi tre segnalati dalla regione Lazio che si sono verosimilmente infettati in Cina, ed è stata poi segnalata dalla regione Lombardia una persona di nazionalità iraniana, tuttavia non è stato indicato dove possa essere avvenuto il contagio anche se la persona si è verosimilmente infettata in Iran”.

Più esplicitamente significa che nessun caso  dell'epidemia di Coronavirus che si sta diffondendo in Italia ha a che fare direttamente con la Cina. I due turisti cinesi e l’italiano rientrato da Wuhan, che si sono infettati in Cina, sono stati isolati e non hanno trasmesso a nessuno la malattia. 

Sempre l’Istituto Superiore di Sanità chiarisce che “la maggior parte dei casi segnalati in Italia riportano un collegamento epidemiologico con altri casi diagnosticati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, le zone più colpite dall’epidemia”. L’indagine mette in evidenza che ci sono diverse conferme relative al fatto che il Coronavirus circolasse in Italia da molto tempo, ben prima di quando è esplosa l’epidemia a Codogno, dove i positivi erano già malati di seconda o terza generazione. 

Questa analisi scientifica rivoluziona il racconto che ci è stato finora dato dal Governo, più in generale dalla classe politica, e dai mezzi di comunicazione di massa, in cui si addita la Cina come l’epicentro dell’epidemia che ha ormai contagiato circa cento Stati del mondo. Si smonta la tesi di un virus prodotto in un laboratorio di Wuhan, epicentro dell’epidemia in Cina, da usare come arma batteriologica. Viene meno la tesi secondo cui l’epidemia si sarebbe diffusa in Italia perché da subito non si è bloccato l’ingresso di tutti i viaggiatori dalla Cina. Cade la tesi del “Paziente zero” tedesco che avrebbe scatenato l’epidemia. Risulta del tutto inconsistente la tesi secondo cui gli Stati Uniti, che si apprestano a fare delle esercitazioni militari in Europa, sarebbero responsabili delle epidemie di Coronavirus in Cina e in Italia per ritorsione all’accordo commerciale “La nuova via della seta” stipulato tra i due Paesi. 

Cari amici, i fatti sono fatti, non hanno alcun colore politico né alcuna connotazione ideologica. È grave il fatto che il Governo innanzitutto, ma anche l’opposizione, abbiano da fine gennaio ad oggi impostato la loro strategia di contrasto del Coronavirus come se fosse una realtà estranea al nostro tessuto sanitario e sociale, un fattore patogeno importato dalla Cina. È grave il fatto che il Governo isolando in modo totale l’Italia dalla Cina abbia provocato danni economici rilevanti alle nostre imprese. É grave il fatto che i mezzi di comunicazione di massa abbiano alimentato una fobia nei confronti della Cina, pur in assenza di evidenze scientifiche sulla sua responsabilità. Questa realtà ci deve insegnare ad attenerci ai fatti che si sostanziano di un contenuto oggettivo, assoluto e universale.

 

 

Postato il 11/03/2020 17:05:59 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

L’emergenza non è il Coronavirus ma è negli ospedali per l’inadeguatezza delle strutture e la carenza del personale specializzato

Cari amici, ieri l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un comunicato in cui si attesta che l’età media dei 105 pazienti deceduti fino al 4 marzo e risultati contagiati dal Coronavirus è di 81 anni e che l’85 per cento dei deceduti aveva due o tre patologie preesistenti. Ecco perché l’indicazione scientifica che ne consegue è di definirle morti “legate al Coronavirus” e non “di Coronavirus”. Il dato di fondo, sottolineato dal Corriere della Sera in un articolo di Cristina Marrone è che “il Coronavirus non è di per sé una malattia”, si può averlo in corpo senza conseguenze, ma è un fattore patogeno che può provocare la malattia e anche la morte di persone immunodepresse o che presentano altre patologie.

Il comunicato dell’Istituto Superiore della Sanità precisa che dei 105 pazienti deceduti il 14,1 per cento aveva oltre 90 anni, il 42 per cento tra gli 80 e 89 anni, il 32,4 per cento tra i 70 e i 79 anni, l’8,4 per cento tra i 60 e i 69 anni, il 2,8 per cento tra i 50 e i 59 anni.

Per quanto concerne le patologie preesistenti, il comunicato precisa che il numero medio di patologie presenti nei pazienti deceduti è di 3,4. Il 67.2% presentava 3 o più patologie; il 18.3% ne presentava 2; il 15.5% presentava una patologia o non presentava alcuna patologia. Il 74,6 per cento dei pazienti deceduti soffriva di ipertensione, il 70,4 per cento erano affetti da cardiopatia ischemica e il 33,8 per cento avevano il diabete mellito.

Questa è la realtà del Coronavirus attestata dall’Istituto Superiore della Sanità che, di per sé, non giustifica lo stato di emergenza imposto dal Governo Conte all’Italia come istituzione e agli italiani come persone. In parallelo prendiamo atto che gli ospedali italiani preposti alla cura dei pazienti contagiati dal Coronavirus operano in un effettivo stato di emergenza. I medici e gli infermieri lavorano eroicamente in condizioni di estrema difficoltà, a causa dell’inadeguatezza delle strutture e della scarsità del personale specializzato. Mancano i posti letto, in particolare quelli in terapia intensiva, mancano i medici specializzati in infettivologia e virologia. Questa è la conseguenza di tagli per circa 37 miliardi di euro alla Sanità nell’ultimo decennio e della mala gestione della Sanità a livello locale. 

Resta il fatto che la comune influenza è finora risultata più letale per gli italiani. Sempre l’Istituto Superiore della Sanità, l’11 dicembre 2019, poco prima che in Italia irrompesse il Coronavirus, annunciò che gli italiani colpiti dall’influenza erano 887 mila, mentre mediamente ogni anno tra i 5 e gli 8 mila italiani muoiono per complicazioni causate dall’influenza, tra cui primeggia la polmonite. Per contro le cifre odierne dell’influenza di Coronavirus sono al confronto modeste: 4.636 contagiati, 197 morti, 523 guariti. 

Cari amici, la conclusione è che l’emergenza non è causata dalla diffusione del nuovo Coronavirus ma dalla conclamata inadeguatezza della Sanità pubblica. A maggior ragione tutti gli italiani non possono che manifestare ammirazione, plauso e gratitudine per la dedizione eroica con cui si stanno prodigando giorno e notte i medici e gli infermieri. Ebbene se il problema è l’insufficienza di personale medico specializzato e di posti letti e specificatamente quelli in terapia intensiva, il Governo devolva subito tutte le risorse necessarie per le assunzioni e per riattivare le strutture o i reparti esistenti e che sono stati sconsideratamente chiusi, o per creare con procedure d’urgenza e in tempi rapidi delle nuove strutture. Ma sempre da subito il Governo ponga fine ad un’emergenza che rasenta lo stato d’assedio, che ha paralizzato l’insieme delle attività produttive a partire dal Turismo e i comparti ad esso collegati, che nuoce all’Istruzione dei nostri figli e all’insieme delle attività sociali e culturali, che ha diffuso la paura e fatto esplodere comportamenti isterici tra gli italiani. Gli scienziati non hanno alcun dubbio che entro l’estate sarà pronto il vaccino e in ogni caso il Coronavirus scomparirà con il caldo. Ma se non poniamo subito fine allo stato di emergenza, di assedio, di paralisi, di blocchi, di paura e di isteria le conseguenze le subiremo per lunghi anni. Il senso di responsabilità che il Governo Conte chiede a tutti gli italiani, noi lo chiediamo al Governo Conte. Tutti ci auguriamo che a ispirare l’azione del Governo Conte sia l’interesse supremo dell’Italia e il bene primario degli italiani e non le indicazioni politiche dei sondaggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 06/03/2020 22:18:22 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il Governo Conte è responsabile dell’aver trasformato l’Italia da uno dei tanti Stati contagiati a untore mondiale del Coronavirus. Ora è la Cina che impone la quarantena a chi arriva dall’Italia

Buongiorno amici. Alla fine il Governo Conte, il suo Comitato scientifico, i mezzi di comunicazione di massa hanno realizzato il traguardo inimmaginabile: trasferire l’epicentro dell’epidemia di Coronavirus dalla Cina all’Italia al punto che ora è la Cina a imporre la quarantena obbligatoria a tutti coloro che arrivano dall’Italia. 

L’Italia viene trattato come lo Stato più appestato al mondo. Al momento l’obbligo di quarantena per gli italiani è stato deciso anche dall’India, che ha addirittura sospeso il rilascio dei visti d’ingresso per i cittadini italiani, in aggiunta a Sri Lanka, Thailandia, Taiwan, Kenya, Nuova Zelanda.

Israele, Giordania, Libano, Palestina, Arabia Saudita, Bahrein, El Salvador, Mauritius, Turkmenistan, Iraq, Capo Verde, Giamaica, Antigua, Kuwait, Madagascar, Isole Figi, Seychelles, Trinidad e Tobago vietano l’ingresso agli italiani o a chi è stato in Italia nelle ultime due settimane. Alle compagnie aeree che volano in questi paesi è stato vietato di imbarcare passeggeri che siano stati in Italia nelle ultime due settimane. L’Arabia Saudita vieta l’ingresso anche ai fedeli musulmani provenienti dall’Italia che vogliono compiere il pellegrinaggio alla Mecca.

Eritrea, Ciad, Tagikistan, Kazakhistan, Kirghizistan, Zambia, Grenada e Saint Lucia potrebbero mettere in quarantena precauzionale di 14 giorni i viaggiatori provenienti dall’Italia.

La Romania ha disposto la quarantena per chi arriva dalle «zone rosse» di Lombardia e Veneto. Gli altri residenti nelle due regioni devono sottostare a una quarantena domiciliare volontaria.

Malta e Islanda chiedono a chi proviene dalle 4 regioni d’Italia ritenute a rischio (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna) di osservare una quarantena volontaria.

Russia, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Ecuador, Kenya, Grecia, Cipro, Croazia e Lituania effettuano controlli sanitari a bordo degli aerei o subito dopo lo sbarco nei confronti di chi proviene dall’Italia. La Lituania limita la misura a chi arriva dalle quattro regioni ritenute a rischio (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia). In molti di questi paesi gli italiani che presentano febbre al loro ingresso nel paese vengono isolati per 14 giorni in ospedale.

Bulgaria, Slovacchia, Montenegro, Macedonia, Lettonia, Repubblica Dominicana, Nicaragua e Argentina fanno compilare un questionario a chi arriva dall’Italia al quale potrebbero fare seguito misure sanitarie più stringenti.

Germania, Estonia e Polonia invitano chi provenga dalle «zone rosse» del Lodigiano e di Vo’ Euganeo a prendere contatto con le autorità sanitarie locali e «adottare misure di auto monitoraggio» rimanendo precauzionalmente a casa.

Egitto, Algeria, Ungheria, Repubblica Ceca, Ucraina, Moldavia, Georgia e Sudafrica si limitano a controllare la temperatura agli italiani in arrivo.

Gran Bretagna, Irlanda e Lussemburgo impongono l’autoisolamento di 14 giorni solo a coloro che arrivano dal Nord Italia e presentano sintomi anche leggeri della malattia. A chi arriva dalle due «zone rosse» (anche senza sintomi) viene imposto l’isolamento.

Samoa richiede a chi arriva dall’Italia una certificazione medica non più vecchia di tre giorni.

Gli Stati Uniti hanno inserito l’Italia nella cosiddetta «fascia due» (su quattro) della loro allerta sanitaria: si può viaggiare ma bisogna osservare precauzioni.Trump ha parlato di possibili restrizioni ai voli con l’Italia al momento non ancora attuate.

Francia, Spagna, Grecia, Turchia, Irlanda, Russia e Croazia hanno infine sconsigliato ai loro cittadini di compiere vacanze o viaggi in Italia o nel Nord Italia.

Cari amici, il Governo Conte è responsabile dell’aver trasformato l’Italia da uno dei tanti Stati contagiati a untore mondiale del Coronavirus, dovrà rispondere dell’aver isolato l’Italia dal resto del mondo, dell’aver imposto uno stato d’emergenza in Italia paragonabile a una situazione di guerra, dell’aver scatenato l’isteria da Coronavirus tra gli italiani, dell’aver causato decine di miliardi di perdite agli imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi, lavoratori precari che sono stati costretti a sospendere la loro attività rischiando la chiusura definitiva o comunque la perdita del loro mercato. Il suo Comitato scientifico, di cui vorremmo sapere i nomi e le credenziali dei suoi componenti, dovrà spiegare le ragioni di questo eccesso di zelo che non trova riscontro negli altri Stati contagiati dal Coronavirus. La stampa dovrà riflettere sulla diffusione di un allarmismo ingiustificato dalla realtà e che non può essere consentito solo per accrescere le vendite o gli introiti pubblicitari. È ora di porre fine a questa follia suicida. É ora di recuperare il lume della ragione e il legittimo sano amor proprio.

 

 

 

 

 

 

Postato il 04/03/2020 10:47:14 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Solo legittimando pienamente il diritto e il dovere delle Forze dell’ordine di usare l’arma che lo Stato da loro in dotazione, potremo garantire il primato della legge e la sicurezza dei cittadini

Cari amici buongiorno. Le Forze dell’ordine sono istituzionalmente preposte alla tutela della vita e alla salvaguardia dei beni dei cittadini, compresi la propria vita e i propri beni. Le Forze dell’ordine sono l’argine estremo a difesa dello Stato di diritto e della democrazia. Se le Forze dell’ordine non vengono messe nella condizione di adempiere al proprio dovere istituzionale s’ingenerano l’arbitrio e il caos e si afferma la legge della giungla, la supremazia del più violento. Ebbene solo legittimando pienamente il diritto e il dovere delle Forze dell’ordine di usare l’arma che lo Stato da loro in dotazione, potremo garantire il primato della legge e la sicurezza dei cittadini. 

Lo scorso 2 febbraio a Londra la Polizia ha ucciso il terrorista islamico britannico Sudesh Mamoor Faraz Amman, 20 anni, originario dello Sri Lanka, dopo che aveva ferito a coltellate tre persone, perché aveva addosso un giubbotto esplosivo poi rivelatosi falso. Sempre a Londra lo scorso 29 novembre il terrorista islamico Usman Khan, 28 anni, cittadino britannico di origine pachistana, fu ucciso dalla Polizia dopo aver accoltellato a morte due persone sul London Bridge, perché aveva addosso un giubbotto esplosivo poi rivelatosi falso. Di fatto Usman Khan fu giustiziato dai tre poliziotti accorsi dopo che tre persone, tra cui un ergastolano, erano riusciti a neutralizzare il terrorista islamico investendolo con il getto di un idrante e a sottrargli il coltello. I poliziotti dopo averli allontanati hanno sparato su Usman Khan quando era a terra disarmato. Il fatto che terrorista islamico avesse addosso un giubbotto esplosivo, rivelatosi solo dopo che era falso, ha formalmente legittimato l’esecuzione capitale a distanza di pochi metri. Finora nessuno, per quanto mi risulta, ha obiettato sull’operato delle Forze dell’ordine. Nessuno ha finora denunciato un uso eccessivo e improprio della forza, o la violazione delle leggi di uno Stato di diritto. In Gran Bretagna, culla della democrazia e dello Stato di diritto, si considera legittimo che le Forze dell’ordine eseguano una condanna capitale sul campo di battaglia uccidendo a freddo un terrorista islamico già neutralizzato, disarmato, accasciato per terra, perché si è ritenuto un diritto e un dovere uccidere un criminale che avrebbe potuto continuare a provocare altre morti facendosi esplodere.

Ebbene, anche nella tragica vicenda del carabiniere di 23 anni che sabato scorso a Napoli si è trovato con una pistola puntata alla tempia, rivelatosi solo dopo finta, e che si è difeso sparando ed uccidendo il potenziale assassino, un ragazzo di meno di 16 anni dedito al furto, ha adempiuto al proprio diritto e dovere istituzionale di tutelare la vita e salvaguardare i beni dei cittadini, compresi la propria vita e i propri beni. Ma in Italia, a differenza della Gran Bretagna, il carabiniere è indagato di omicidio volontario. Probabilmente verrà sospeso dal servizio e dallo stipendio in attesa della sentenza. Dovrà pagarsi di tasca sua l’avvocato. Ma soprattutto è già stato additato dalla stampa come il vero criminale. 

Cari amici, io sto e starò sempre dalla parte delle Forze dell’ordine. Dobbiamo acquisire la consapevolezza che senza Forze dell’ordine forti e adeguate la vita e i beni di noi tutti saranno perennemente minacciati. Dobbiamo mobilitarci affinché le Forze dell’ordine siano pienamente tutelate dalla legge e che la Magistratura si limiti a far rispettare la legge in ugual modo su tutto il territorio nazionale. Dobbiamo aver del tutto chiaro che le Forze dell’ordine solo se hanno il diritto e il dovere di usare l’arma d’ordinanza vengono messe nella condizione di garantire la sicurezza e la giustizia. Non possiamo in alcun modo dubitare da che parte stare tra le Forze dell’ordine e tutti i nemici dello Stato di diritto. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 03/03/2020 10:56:33 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Rimosso dal profilo Twitter dell’Ambasciata d’Italia in Turchia il comunicato di cordoglio per i soldati turchi partecipi dell’invasione della Siria

Cari amici, ho verificato che dal profilo Twitter dell’Ambasciata d’Italia in Turchia è stato rimosso il comunicato pubblicato il 28 febbraio alle ore 14,03 con questo testo: “L’Ambasciata d’Italia partecipa al dolore dell’alleato turco per la perdita dei suoi soldati a #Idlib. Condoglianze alle famiglie delle vittime e i nostri auguri di pronta guarigione ai feriti”.

Ci rallegriamo con il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio per aver scoperto, seppur tardivamente, che Idlib è una città della Siria, che l’esercito turco ha sferrato sin dallo scorso 9 ottobre una aggressione militare in territorio siriano ribattezzata beffardamente “Operazione Sorgente di Pace”, che questa flagrante violazione del diritto internazionale è stata condannata dall’Unione Europea di cui l’Italia fa parte.

Resta lo sconcerto per il fatto che una grande Nazione come l’Italia abbia affidato la sua politica estera a una persona incompetente e inadeguata che ci disonora in Patria e nel resto del Mondo.

Postato il 02/03/2020 19:54:27 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Erdogan si conferma come l’uomo più pericoloso del Medio Oriente. Ha autorizzato decine di migliaia di profughi siriani a invadere l’Europa, per costringere l’Europa a sostenere la sua invasione della Siria

Cari amici, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan si conferma l’uomo più pericoloso del Medio Oriente. Sostiene i terroristi islamici in Siria, invade con il proprio esercito la Siria, invia i suoi soldati in Libia a sostegno della fazione filo-islamica, finanzia la costruzione di moschee in Europa e nel mondo, promuove l’invasione dell’Europa con migliaia e potenzialmente milioni di rifugiati siriani che lui stesso ha costretto ad abbandonare la Siria favorendo l’esplosione della guerra nel 2012 e spalleggiando la nascita dello “Stato islamico” dell’Isis.

Da due giorni circa 30 mila profughi siriani sono stati autorizzati da Erdogan a varcare la frontiera per trasferirsi in Grecia. Le forze dell’ordine greche hanno eretto dei muri di filo spinato per impedire loro l’accesso. Sono esplosi degli scontri. La Turchia ospita 3 milioni e 700 mila profughi siriani. Li usa come arma di ricatto nei confronti dell’Europa. Nel 2016 l’Unione Europea ha dato ben 6 miliardi di euro a Erdogan per bloccare l’esodo che aveva già portato oltre un milione di rifugiati siriani in vari Stati europei. 

Ora Erdogan ce l’ha con l’Unione Europea perché non lo sosterrebbe nella sua invasione della Siria. La causa scatenante della riapertura delle frontiere turche ai profughi siriani è il fatto che l’esercito turco sta registrando delle perdite nella zona di Idlib, città siriana, una cinquantina di soldati turchi uccisi a dicembre e trentatré tra giovedì e venerdì scorsi, sotto l’incalzare della controffensiva dell’esercito regolare siriano sostenuto da militari russi.

Mi auguro che al più presto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e l’Ambasciatore d’Italia in Turchia scoprano che Idlib è una città della Siria. È assurdo che l’Italia, tramite l’Ambasciata in Turchia, abbia emanato un comunicato in cui “partecipa al dolore dell’alleato turco per la perdita dei suoi soldati a Idlib. Condoglianze alle famiglie delle vittime e i nostri auguri ai feriti di pronta guarigione”. È semplicemente assurdo e vergognoso che l’Italia sostenga l’invasione della Turchia, fiancheggiata da milizie di terroristi islamici, in Siria. Se veramente la Turchia fosse un nostro alleato in quanto membro della Nato, avrebbe dovuto avere l’approvazione della Nato prima di invadere la Siria insieme ai terroristi islamici. La verità è che Erdogan sta sfidando la Nato, che dimostra di essere allo sbando, e sta umiliando l’Unione Europea che conferma di essere una nullità sul piano militare e della politica estera. 

Cari amici, è ora che l’Italia e l’Europa si liberino di uno pseudo-alleato prima di scoprire che è il nostro peggior nemico, dedito alla reislamizzazione della Turchia laica, all’islamizzazione dell’Europa cristiana, alla riesumazione di un Califfato islamico per assoggettare gli Stati asiatici turcofoni (Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Azerbaigian), in aggiunta gli Stati islamici mediorientali e africani aperti all’influenza turca.  É ora di archiviare definitivamente la follia suicida di far entrare la Turchia come membro effettivo dell’Unione Europea. È ora di prendere le distanze da Erdogan, che ha dimostrato di essere uno spregiudicato dittatore sanguinario e guerrafondaio, smettendola con l’atteggiamento conciliante che Churchill descrisse, facendo riferimento alla resa dell’Europa a Hitler, come quello di chi “nutre il coccodrillo con la speranza di essere mangiato per ultimo”.

 

 

 

 

Postato il 02/03/2020 19:49:11 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Mattarella invoca un “antidoto” contro la paura del Coronavirus e dell’Unione Europea

Buona domenica amici. Nelle scorse 48 ore il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha usato per due volte il sostantivo “antidoto”, in riferimento all’epidemia di Coronavirus e all’Unione Europea.

Intervenendo nel trentesimo anniversario della Fondazione Telethon e nella «giornata delle malattie rare», Mattarella ha detto: «La conoscenza aiuta la responsabilità e costituisce un forte antidoto a paure irrazionali e immotivate che inducono a comportamenti senza ragione e senza beneficio, come avviene in questi giorni». 

Intervenendo a Sant’Anna di Stazzema in Provincia di Lucca, dove il 12 agosto 1944 i nazisti massacrarono almeno 350 civili inermi, Mattarella ha detto: «Pur essendo imperfetta, fragile, incompiuta, l'Unione Europea rimane il più forte antidoto al ritorno dei muri, dei risentimenti nazionalisti, dei fanatismi che non di rado esibiscono la loro carica distruttiva».

Sarà stato un caso il fatto che Mattarella abbia accostato nelle stesse ore  il sostantivo “antidoto” contro “le paure irrazionali e immotivate” scatenate dall’epidemia di Coronavirus e contro “il ritorno dei muri, dei risentimenti nazionalisti, dei fanatismi” di chi si oppone all’Unione Europea. Ma è un caso che ci fa riflettere sul rapporto tra il Coronavirus e l’Unione Europea.

Il Coronavirus, che sostanzia il male, simboleggia la micro dimensione. L’Unione Europea, concepita come il bene, simboleggia la macro dimensione. La micro dimensione esiste ben prima della macro dimensione, è diventata parte integrante e vitale della macro dimensione, può essere la causa della morte della macro dimensione. 

Complessivamente i microrganismi presenti nel corpo umano, batteri e virus, sono più delle cellule che lo compongono. Si stima che i batteri abbiano colonizzato la Terra per quattro miliardi di anni consentendo l’evoluzione biologica fino alla comparsa dell’uomo. Noi non potremmo vivere senza i batteri. Il microbioma cambia da persona a persona e il microbioma dei Paesi occidentali è diverso da quello delle popolazioni non occidentalizzate a causa della diversità dell’alimentazione, dell’uso degli antibiotici, dell’igiene e più in generale dello stile di vita. Emerge che la micro dimensione sostanzia l’individualità, la specificità, il localismo, la centralità della persona e della comunità locale. 

L’Unione Europea è la macro dimensione che costituisce una devianza rispetto alla realtà, giuridicamente non è né uno Stato né una Confederazione o Federazione di Stati, così come l’Euro è un’anomalia nella Storia e nel mondo essendo l’unica moneta emessa in assenza di uno Stato, al pari della società per azioni privata ma di diritto pubblico denominata Banca Centrale Europea che è l’unica Banca centrale che non fa riferimento ad uno Stato. 

Ebbene, mentre la Storia della vita sulla nostra Terra attesta che la micro dimensione, da un lato, consente l’evoluzione della macro dimensione e, dall’altro, può causare la morte e sopravvive alla macro dimensione, ugualmente la Storia della civiltà dell’uomo attesta che la micro dimensione, ovvero le comunità locali, rappresenta il contesto più idoneo a soddisfare le necessità complessive della persona, mentre la macro dimensione, ovvero gli Imperi e i grandi Stati che inglobano popolazioni e culture differenti, è destinata a scomparire dopo aver raggiunto l’apice del suo potere autoritario. 

Cari amici, non c’è alcun dubbio che presto sconfiggeremo il Coronavirus e continueremo a sopravvivere grazie alla presenza vitale di circa 39 trilioni di batteri (un trilione equivale a mille miliardi). Il mio augurio, a differenza di ciò che auspica Mattarella, è che gli italiani anche sul piano della civiltà scelgano consapevolmente la micro dimensione che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l’economia reale, e non si lascino fagocitare dalla macro dimensione dell’Unione Europea e del Nuovo Ordine Mondiale assoggettati allo strapotere della finanza speculativa, supportati dalle ideologie del globalismo, relativismo, multiculturalismo. La Storia della vita e della civiltà confermano che solo la micro-dimensione forte al proprio interno può rapportarsi costruttivamente con il mondo circostante e sopravvive allo sfacelo della macro dimensione. Noi italiani potremo tornare ad essere una grande Nazione rispettata dagli Stati del mondo solo quando riscatteremo la certezza e l’orgoglio di chi siamo sul piano delle nostre radici, fede, identità, valori, regole e leggi.

 

 

 

Postato il 01/03/2020 14:35:31 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

I politici e i giornalisti hanno compiuto il miracolo di trasferire l’epicentro dell’epidemia di Coronavirus dalla Cina all’Italia

Buongiorno amici. Nel “Paese dei Santi” i politici e i giornalisti hanno compiuto il miracolo di trasferire l’epicentro dell’epidemia di Covid-19, il nuovo ceppo del Coronavirus, dalla Cina all’Italia. Di questo passo, in un crescendo di allarmismo e di enfatizzazione del nuovo anziano deceduto e risultato contagiato, riusciremo a realizzare un traguardo impensabile: sarà la Cina a vietare l’ingresso di tutti i residenti in Italia. 

Mentre in Cina stanno drasticamente calando i contagiati e i morti, e aumentano i guariti, fatto attestato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Italia il Governo centrale e i Governatori regionali varano e invocano misure restrittive, i mezzi di comunicazione di massa emanano degli allarmistici bollettini di guerra 24 ore su 24. 

Eppure i virologi dei due maggiori ospedali specializzati in infettivologia, lo Spallanzani a Roma e il Sacco a Milano, hanno precisato che il nuovo Coronavirus è una forma influenzale, che di Coronavirus non si muore, che tutte le persone decedute erano anziani, età media 80 anni, affetti da patologie gravi ma che non sono morte a causa del Coronavirus.

Possibile che i politici e i giornalisti non si rendono conto che se il Cavid-19 fosse un virus letale, in Cina che conta un miliardo e mezzo di abitanti, nella Regione di Hubei che conta 58,5 milioni di abitanti, nella città di Wuhan, epicentro dell’epidemia che conta 11 milioni di abitanti, il totale dei morti non avrebbe potuto essere da dicembre ad oggi solo 2.727 e il totale dei contagiati solo 79.251? Possibile che in Italia il Governo abbia imposto uno stato d’emergenza e i giornalisti si prestino a diffondere la paura per la morte di 21 anziani già gravemente ammalati e per 889 risultati contagiati, di cui la metà asintomatici, dopo aver reso obbligatorio il test del tampone anche a chi sta bene? 

Cari amici, il comportamento dei politici e dei giornalisti è di chi si vuole del male, di chi sta nuocendo all’interesse dell’Italia e al bene degli italiani. Mi auguro che un magistrato onesto avvii un’indagine giudiziaria di fronte alla flagranza del reato di procurato allarme e imposizione di misure restrittive a decine di migliaia di italiani senza una valida giustificazione sanitaria, della diffusione del panico tra i cittadini al punto da indurli a dare l’assalto alle farmacie e ai supermercati per fare incetta di mascherine, amuchina e scorte di viveri a lunga conservazione, del danno per miliardi di euro agli imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi e lavoratori precari costretti a sospendere la loro attività. È ora di dire basta a questa follia suicida che non ha riscontro in nessun altro Paese né in Europa né altrove nel mondo. 

 

 

Postato il 29/02/2020 10:31:42 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

L’epidemia di Coronavirus ci fa toccare con mano i limiti strutturali del modello di sviluppo di un Mondo globalizzato che dipende dalla produzione massiccia e a basso costo di beni cinesi

Buongiorno amici. Il panico provocato dall’epidemia di Coronavirus, che ha il suo epicentro in Cina, ci impone di riflettere sul modello di sviluppo globalizzato che ha ugualmente il suo epicentro in Cina. 

La Cina è un singolare regime bicefalo capital-comunista, politicamente è retta da una ferrea dittatura comunista, mentre sul piano economico è iper-capitalista, ergendosi a principale paladina dell’assoluta libertà del mercato e del commercio internazionale. 

Con 1,433 miliardi di abitanti, pari a un quinto della popolazione mondiale, la Cina è lo Stato più popolato. È il principale esportatore mondiale e il secondo importatore mondiale dopo gli Stati Uniti. È il primo Stato industriale al mondo producendo circa il 20 per cento della produzione manifatturiera mondiale. È il principale produttore e consumatore di prodotti agricoli. È il principale produttore mondiale di suini, pollame, uova. 

La Cina è in assoluto il mercato più appetibile al mondo. Circa 300 milioni di cinesi, pari al 60 per cento della popolazione dell’Unione Europea, sono miliardari che potrebbero permettersi a testa la Ferrari più lussuosa. Il restante miliardo e 200 milioni sono la manodopera a buon mercato che ha trasformato la Cina nell’area più vantaggiosa al mondo per la delocalizzazione delle imprese da tutto il mondo.

In Italia lo stato di emergenza imposto dal Governo, che ha danneggiato principalmente la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna, che insieme producono circa il 45 per cento del Pil nazionale, ha causato serie perdite economiche anche per il blocco delle merci provenienti dalla Cina, delle merci italiane esportate in Cina, dei turisti cinesi che visitano l’Italia. 

Nulla accade per caso. Se oggi la Cina capital-comunista è di fatto la superpotenza mondiale essendo il mercato più interessante al mondo sia per la produzione sia per i consumi di beni e servizi, trasformata nell’azienda più florida che alimenta e determina l’attività economica del mondo intero, ciò si deve ad una strategia deliberata e pianificata finalizzata ad imporre un Nuovo Ordine Mondiale connotato dall’egemonia della macro sulla micro dimensione, assoggettato allo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata.

Cari amici, la reazione esagitata del Governo che ha alimentato il disorientamento e la paura degli italiani per l’epidemia di Coronavirus, ci fa toccare con mano i limiti strutturali e la realtà deleteria del Nuovo Ordine Mondiale di cui la Cina è il caposaldo. Questa crisi di natura medica, vissuta dagli italiani quasi fosse una guerra, che ha provocato rilevanti perdite economiche e finanziarie, attesta la fragilità e l’incongruità del globalismo con la nostra civiltà. Un mondo che dipende dalla produzione massiccia e a basso costo di beni cinesi, è un mondo destinato a soccombere, rinunciando alla libertà e alla dignità dei propri cittadini. Noi, in Italia e in Europa, dobbiamo opporci alla prospettiva della “cinesizzazione” dell’umanità, dobbiamo riscattare la nostra civiltà che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l’economia reale che produce beni e servizi, un sistema sociale incentrato sui valori e sulle regole. 

 

 

 

 

 

 

Postato il 28/02/2020 15:43:12 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Condivido il video-appello #milanononsiferma che sfida il clima di paura imposto dal Governo per l’epidemia di Coronavirus

Buongiorno amici. Chi ripaga gli imprenditori, i liberi professionisti, i lavoratori autonomi, i dipendenti precari pesantemente danneggiati dal blocco totale o parziale delle attività produttive di beni e servizi? Ebbene così come il Governo ha concepito l’epidemia di Coronavirus un’emergenza nazionale, paralizzando l’Italia e diffondendo il panico tra gli italiani, coerentemente intervenga con aiuti finanziari e leggi speciali per risarcire le perdite e rilanciare il nostro sistema di sviluppo. 

“Il Sole 24 Ore” riporta che sul piano del commercio internazionale sono a rischio 138 miliardi di euro, con conseguenze pesanti per la filiera agroalimentare e enolica; la Confcommercio stima una perdita di 5-7 miliardi di euro nel caso in cui la crisi si prolunghi fino a maggio; la Federturismo stima una perdita “prudenziale” di 5 miliardi di euro su scala nazionale, attestata dalle cancellazioni a raffica delle prenotazioni alberghiere e dai rinvii delle fiere e dei grandi eventi come il Salone del Mobile a Milano; l’industria in generale, la metalmeccanica e l’automobile in particolare, registrano un peggioramento della già precaria situazione.

Cari amici, condivido il video-appello #milanononsiferma promosso da alcuni imprenditori milanesi a favore della ripresa dello sviluppo e del rilancio del ciclo virtuoso della produzione e dei consumi. Milano è la capitale imprenditoriale e finanziaria dell’Italia, e in questa circostanza emerge anche come capitale civile e morale lanciando il messaggio “Non abbiamo paura”. Il video estende l’appello al rilancio dello sviluppo in tutt’Italia e nelle città più direttamente interessate alla paralisi forzata imposta dal Governo. Noi siamo con gli imprenditori che producono beni e servizi, che creano posti di lavoro, che consentono lo sviluppo e favoriscono il benessere. E che da anni resistono al più alto livello di tassazione al mondo, alla persecuzione burocratica, alla lentezza della magistratura, all’istigazione al suicidio da parte di uno Stato oneroso, ladrone, corrotto, inefficiente, vessatorio e carnefice. Fare impresa oggi in Italia è un atto eroico e noi sosteniamo gli imprenditori-eroi che nonostante tutte le situazioni avverse continuano a promuovere lo sviluppo dell’Italia e il bene degli italiani.

 

 

 

 

 

Postato il 27/02/2020 10:28:11 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

L’epidemia di coronavirus ci fa toccare con mano che i ponti che non abbiano alle spalle delle solide mura si traducono nel suicidio

Buongiorno amici. L’epidemia di coronavirus ha fatto riscoprire il valore dei muri. Per non aver subito eretto dei muri alle nostre frontiere per mettere in quarantena chi arrivava dalla Cina, ora mezzo mondo ha eretto dei muri per vietare l’ingresso a chi arriva dall’Italia. E all’interno stesso dell’Italia abbiamo eretto dei muri per isolare intere aree dove si registra il maggior numero di contagiati. Così come i reparti di isolamento negli ospedali e le stesse abitazioni private dove s’impone la quarantena per i contagiati sono anch’essi dei muri. E non sono forse dei muri le mascherine, andate a ruba, per isolarci dalla contaminazione del mondo esterno? 

L’epidemia di coronavirus ci fa toccare con mano che i ponti che non abbiano alle spalle delle solide mura si traducono nel suicidio. Il massimo apologeta dei ponti, Papa Francesco, dovrebbe sapere che lui oggi può ripetere tutti i giorni fino all’ossessione “No ai Muri, Sì ai Ponti”, solo perché è solidamente asserragliato all’interno delle Mura Leonine che delimitano il confine dello Stato del Vaticano, edificate nell’848 da Papa Leone IV dopo due invasioni islamiche e due saccheggi della Basilica di San Pietro nell’830 e nell’846. Senza quel Muro non ci sarebbe lo Stato del Vaticano, solo grazie a quel Muro Papa Francesco può concedersi la libertà di inveire contro tutti i Muri. 

Ugualmente dobbiamo prendere atto che solo quando l’Italia eresse un Muro per bloccare l’esodo dei clandestini in partenza dalle coste del Mediterraneo non ci sono stati più morti in mare; mentre più si eliminano i confini e più si consentono ponti di accoglienza, più aumenta l’esodo dei clandestini e più ci sono morti in mare.

Cari amici, l’epidemia di coronavirus ci obbliga a riflettere sulla prospettiva di un Mondo globalizzato senza confini, identità, valori e regole, così come ci invita a riscoprire la realtà della propria casa e della propria civiltà. La lezione da trarre è che così come i ponti senza alle spalle i muri sono un suicidio, solo se saremo forti dentro casa nostra grazie alla nostra civiltà, noi potremo rapportarci in modo costruttivo e amorevole con il resto del mondo.

 

Postato il 26/02/2020 09:39:47 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il “nuovo Coronavirus” è una epidemia circoscritta, curabile e in fase calante, ma non una è una pandemia incontrollabile. La reazione del Governo è sproporzionata, il suo comportamento è irresponsabile e criminale

Buongiorno amici. Come tutti voi mi pongo degli interrogativi sulla realtà del “nuovo Coronavirus”: la nostra vita è seriamente in pericolo o stiamo subendo una reazione sproporzionata da parte del Governo? 

Chiariamo che i Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Un nuovo Coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo. In particolare quello denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan, Cina, a dicembre 2019.

Chiariamo che il nuovo Coronavirus ha provocato una “epidemia”, cioè una patologia che si diffonde in un territorio più o meno vasto ma circoscritto, colpisce un numero di persone contenuto, si estingue dopo una durata variabile. Ma è chiaro che il nuovo Coronavirus non ha causato una “pandemia”, che è un’epidemia che si diffonde in una zona molto più vasta in diverse aree del mondo, ha un’elevata trasmissibilità nella specie umana, viene a contatto con popolazioni che precedentemente non avevano contratto quell’infezione, provocando un numero di vittime più elevato per la mancanza di difese immunitarie adeguate negli individui.

L’ha confermato ieri il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreysesus, precisando che “non possiamo parlare ancora di pandemia ma solo di epidemia", perché “anche se l'allerta è alta, non c'è ancora una diffusione del Coronavirus su larga scala a livello mondiale”. 

Al momento questa è la realtà del “nuovo Coronavirus” a livello mondiale: i contagiati sono 79.553, di cui 77.150 in Cina; i morti sono 2.628 di cui 2.495 in Cina; i guariti sono 25.160. 

I ricercatori dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno detto che "in Cina la diffusione del Coronavirus ha raggiunto il suo picco tra il 23 gennaio e il 2 febbraio. E da allora ha cominciato a diminuire in maniera consistente". Significa che questa epidemia tende a scomparire.

Ad ora in Italia i morti risultati positivi al nuovo Coronavirus sono 7, il più giovane aveva 62 anni e il più anziano 88, con un’età media di 76 anni, tutti affetti da gravi patologie. Nessuna di queste morti può essere imputata direttamente al nuovo Coronavirus. 

Ha oggettivamente ragione Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, nel precisare che “Il nuovo Coronavirus non è una malattia mortale”. E ha ragione Maria Rita Gismondi, Direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze, il laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano, quando dice “a me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così», indicando dati incontrovertibili: “Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1”.

I dati attestano che dei circa 650 mila italiani che muoiono ogni anno, mediamente ogni giorno 638 muoiono per malattie del sistema cardiocircolatorio, 483 per i tumori, 2 per l’influenza. 

Le pandemie sono ben altro. La peste nera, diffusasi nel 1300, causò la morte di 20 milioni di europei, un terzo dell’intera popolazione dell’epoca. Nel Novecento, in concomitanza con la Prima Guerra Mondiale, il virus della “Spagnola” provocò almeno 25 milioni di morti, forse 50 o addirittura 100 milioni, pari al 3 o al 6 per cento della popolazione mondiale dell’epoca. Nel 1957 l’influenza Asiatica causò circa 2 milioni di morti. Nel 1968 l’influenza di Hong Kong, un tipo di influenza aviaria simile all’Asiatica, in due anni uccise circa 2 milioni di persone.

Cari amici, ricapitolando: il nuovo Coronavirus è un ceppo di una famiglia di virus noti, ciò che agevola sia la cura sia l’individuazione di un vaccino; ha finora provocato 2.628 morti ed è in fase calante. La realtà che stiamo subendo è pertanto definibile “epidemia” ma non “pandemia”. Ecco perché considero sproporzionata la reazione del Governo italiano, che per certi versi ha alimentato un terrorismo psicologico che si manifesta, ad esempio, nel fare incetta di amuchina e mascherine, nell’assalto ai negozi alimentari per fare scorte di cibo immaginando che siamo prossimi alla reclusione coatta in casa. 

È da irresponsabili diffondere la paura tra gli italiani. Ed è un atto criminale segregare decine di migliaia di cittadini in aree circoscritte, danneggiare pesantemente diversi settori produttivi costringendo imprenditori, liberi professionisti e lavoratori a sospendere la loro attività. Chiediamo che questo comportamento cessi immediatamente. Il sospetto è che con il pretesto di una prevenzione comunque gestita malamente, il Governo stia perseguendo finalità politiche sulla nostra pelle, per recuperare credibilità in un contesto di conflittualità intestina e di paralisi operativa in cui si dimostra incapace di assumere decisioni che si traducano nel bene degli italiani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 25/02/2020 09:10:33 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Ciò che mi ha donato e mi ha insegnato Giuseppe Da Re resterà indelebile nel mio cuore e nella mia mente. Il Signore lo accolga nel Paradiso dei Protagonisti del Bene, del Buono e del Bello

Giuseppe Da Re è stato un Protagonista della nostra Italia. La Storia che conta, la Storia che rimane scolpita nella mente e nel cuore e che si tramanda in virtù delle opere buone, lo ricorderà per aver incarnato il sodalizio felice tra il talento creativo dell’artista innato che sa volare alto per scoprire il futuro e il successo imprenditoriale dell’uomo d’affari che sa calarsi nel vissuto della gente comune per rappresentare correttamente la realtà. 

La Storia attesterà che Giuseppe Da Re è stato l’incarnazione del Bene che genera il Buono e il Bello, la testimonianza vivente che più si fa il bene più ci si ritrova il bene, più si dona e più si riceve, più ci si prodiga per il prossimo e più si dà il meglio di se stessi, creando un mondo interiore che fonde in modo armonioso l’ “io” e gli “altri”, elevandoci nella trascendenza spirituale che supera i confini del tempo e dello spazio.

La Storia registrerà che Giuseppe Da Re è stato un Protagonista della Frazione di Bibano, del Comune di Godega di Sant’Urbano, della Provincia di Treviso, della Regione Veneto, dell’Italia, dell’Europa e del Mondo. Perché ha saputo fondere nella sua testimonianza da umile uomo comune, da eccezionale padre di famiglia, da focoso artista creativo e da lungimirante imprenditore di successo le dimensioni del “micro” e del “macro”, confermando che il segreto dell’eccellenza qualitativa del “grande” è il solido radicamento nella genuinità del “piccolo”.

Ho avuto il privilegio di essere stato amico di Giuseppe Da Re negli ultimi tre anni della sua vita. Ciò che mi ha donato e mi ha insegnato resterà indelebile nel mio cuore e nella mia mente. Mi stringo con la preghiera e l’affetto alla moglie Adriana e ai figli Francesca, Nicola e Armando. Il Signore  lo accolga nel Paradiso dei Protagonisti del Bene, del Buono e del Bello.

 

 

Postato il 09/02/2020 11:09:49 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il nuovo attentato terroristico islamico a Londra conferma che bisogna porre fine all’illusione che i terroristi islamici possano essere recuperati rieducandoli al “vero islam”

Cari amici, ieri un giovane terrorista islamico britannico di 20 anni, Sudesh Mamoor Faraz Amman, originario dello Sri Lanka, ha perpetrato un attentato a Londra con un coltello ferendo tre persone prima di essere ucciso dalla Polizia che fortunatamente è intervenuta subito. 

Non appariva diverso dai suoi coetanei. Capelli lunghi con la riga al centro, i baffetti curati e un volto su cui aleggia quel misto di ingenuità e inquietudine che connota un adolescente. Ma in realtà si è rivelato un terrorista islamico determinato a uccidere i non musulmani, legato al gruppo terroristico dell’Isis, che sognava di morire da “shahid”, il martire suicida-omicida che si aggiudica il Paradiso islamico uccidendo il maggior numero di “infedeli” e venendo a sua volta ucciso o dandosi la morte. 

Era stato condannato nel 2018 a tre anni di carcere per il suo coinvolgimento nella promozione della propaganda terroristica dell’Isis attraverso la Rete. Ma era stato rilasciato pochi giorni fa a metà della pena.

Sempre a Londra lo scorso 29 novembre Usman Khan, 28 anni, cittadino britannico di origine pachistana, accoltellò a morte due persone sul London Bridge, prima di essere ucciso dalla polizia. Era stato scarcerato anticipatamente per essere rieducato nell’ambito della strategia di recupero dei terroristi islamici attraverso un percorso di rieducazione affidato anche agli imam, che dovrebbero trasmettere loro il “vero islam”.  Una delle due persone da lui uccise era un suo rieducatore e suo coetaneo.

Il Premier britannico Boris Johnson ha annunciato “ulteriori piani per modifiche fondamentali al sistema riguardante le persone condannate per reati di terrorismo". Mi auguro che la Gran Bretagna ponga fine all’illusione che i terroristi islamici possano essere rieducati aderendo al “vero islam”, immaginato come una religione di pace e di amore alla stregua del cristianesimo. 

Questa tesi traspare dalla reazione del Sindaco di Londra Sadiq Khan, anch’egli musulmano di origine pachistana, che ha ripetuto quello che aveva già detto dopo l’attentato perpetrato da Usman Khan lo scorso 29 novembre: “I terroristi cercano di dividerci e di cambiare il nostro modo di vivere ma non ci riusciranno mai”. É nel concetto di “dividerci” che emerge che per il Sindaco di Londra la sua identità islamica prevale sull’identità britannica, prima l’islam e poi la Gran Bretagna.

Cari amici, dobbiamo liberarci della menzogna dell’islam religione di pace e d’amore. I musulmani come persone vanno rispettati e valutati individualmente sulla base delle loro azioni. Non ho dubbio che ci sono tanti musulmani perbene e sostanzialmente laici con cui noi possiamo e dobbiamo dialogare e convivere. Ma l’islam come religione è totalmente incompatibile con le nostre leggi, regole e valori. Il terrorista britannico di 20 anni la cui massima aspirazione era uccidere gli infedeli per conquistare il Paradiso di Allah con le 72 vergini, aveva subito un lavaggio di cervello che lo aveva trasformato da persona in “robot della morte”. Il cosiddetto “martirio” islamico è prescritto da Allah nel Corano ed è stato promosso da Maometto. La Gran Bretagna e l’Europa si liberino al più presto dell’islam per salvaguardare la nostra civiltà fondata sui valori inalienabili della vita, dignità e libertà.

 

 

 

 

 

Postato il 03/02/2020 20:22:01 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

A differenza del Regno Unito in Italia non ci sono in Parlamento partiti sovranisti che vogliono uscire dall’Unione Europea. Eppure Mattarella, la Sinistra e la Chiesa criminalizzano il “sovranismo”

Buona domenica amici. Dobbiamo mobilitarci culturalmente per dare vita a un movimento autenticamente sovranista, che affermi in modo chiaro e operi in modo determinato per il riscatto della piena sovranità nazionale, che si articola nella sovranità monetaria, economica, legislativa, giudiziaria, sul piano della sicurezza e della difesa, alimentare, energetica, educativa, culturale, informatica. 

Prendiamo atto che ad oggi in seno al Parlamento non ci sono partiti autenticamente sovranisti e che tutti i partiti affermano di voler restare in seno all’Unione Europea che ci ha spogliato della nostra sovranità. Anche ieri, in occasione dell’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione Europea, Matteo Salvini ha sostenuto sulla sua pagina Facebook: “Io lavoro per cambiare questa Europa da dentro, perché l’Italia torni ad essere protagonista”. Sempre ieri su Facebook Giorgia Meloni ha scritto: “Da oggi, con ancor più forza e determinazione, l’Italia dovrà difendere in Europa la propria sovranità nazionale e i propri interessi nazionali”. 

Si tratta di un ossimoro, di una contraddizione sul piano logico, perché all’interno dell’Unione Europea l’Italia ha già perso al 100 per 100 la sovranità monetaria, all’80 per cento la sovranità legislativa, ha ipotecato la sovranità giudiziaria, ha appaltato la sovranità sul piano della sicurezza e della difesa, ha rinunciato alla sovranità alimentare ed energetica. Quindi per riscattare la sovranità nazionale bisogna obbligatoriamente uscire dall’Unione Europea, non è razionalmente e concretamente possibile riscattare la nostra sovranità nazionale restando dentro l’Unione Europea.

In questo contesto risulta incomprensibile l’ostinazione con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i partiti della sinistra e persino la Chiesa cattolica di Papa Francesco inveiscono contro dei fantomatici partiti sovranisti che in Italia finora non esistono. Ieri l’Agenzia di stampa Ansa, la principale fonte di comunicazione in Italia, ha pubblicato un articolo dal titolo “I cinque anni di Mattarella al Colle. Ancora contro i venti sovranisti”, che inizia così: “Cinque anni spesi a guidare il Quirinale con discrezione prediligendo più la "moral suasion" che gli interventi pubblici. Cinque anni difficili con l'obiettivo di tenere saldo l'ancoraggio europeo sferzato da tempeste sovraniste e ondate di populismo”.

Siamo di fronte a uno spettacolo politico assurdo. I due maggiori partiti del Centrodestra affermano di voler restare in Europa e vengono accusati di voler uscire dall’Europa. 

Ma soprattutto registriamo la criminalizzazione del concetto stesso di “sovranità” e del soggetto politico “sovranista”. Eppure l’articolo 1 della nostra Costituzione afferma che “la sovranità appartiene al popolo”, mentre l’articolo 11 esclude la rinuncia alla sovranità. Così come, nell’assumere le sue funzioni, il Presidente della Repubblica, dice: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione»; ugualmente il Presidente del Consiglio e i Ministri dicono: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.» Ed è ovvio che la nostra Nazione è l’Italia non l’Unione Europea.

Cari amici, abbiamo il diritto e il dovere di riscattare la nostra sovranità nazionale per affermare l’interesse supremo dell’Italia e il bene primario degli italiani. Solo con il riscatto della nostra sovranità nazionale potremo rilanciare lo sviluppo che faccia rinascere le nostre imprese rigenerando il flusso vitale della produzione e dei consumi di beni e servizi frutto del lavoro degli italiani; potremo realizzare il miracolo della rigenerazione della vita aiutando le famiglie italiane a mettere al mondo dei figli per porre un argine al tracollo demografico; potremo salvaguardare la nostra civiltà dalla deriva della dittatura relativista e dalla minaccia dell’islamizzazione. Mobilitiamoci per acquisire e diffondere informazione corretta, per recuperare i valori che ci fortificano dentro, per individuare il traguardo da conseguire concretamente. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo. 

 

 

 

 

Postato il 02/02/2020 09:51:25 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Dalla mezzanotte il Regno Unito ha abbandonato l’Unione Europea. Sogno il giorno in cui anche l’Italia riscatterà la propria sovranità nazionale

Buongiorno amici. Dalla mezzanotte di ieri il Regno Unito ha definitivamente abbandonato l’Unione Europea e ha riscattato integralmente la propria sovranità nazionale. 

Si è assistito ad una grande festa popolare sventolando la bandiera del Regno Unito e innalzando cartelli con le scritte “Siamo liberi”, “Liberi dall’Unione Europea”. A conferma che siamo sottomessi ad una dittatura informatica, emanazione della dittatura finanziaria predominante, le grandi testate giornalistiche italiane hanno rappresentato non un popolo nella sua grande maggioranza in festa, ma un popolo in lutto e uno Stato destinato a un destino funereo.

La Gran Bretagna, come giornalisticamente e in modo riduttivo viene indicato il Regno Unito, non aveva aderito all’euro e ha mantenuto la sterlina, la propria valuta nazionale. Ma era sottomessa alle leggi europee che impongono il rispetto di rigidi parametri nella gestione finanziaria che condizionano l’uso delle proprie risorse finanziarie; che determinano le scelte dello sviluppo economico a discapito dell’interesse nazionale e degli imprenditori locali; che di fatto eliminano le frontiere e impongono l’accoglienza degli stranieri a prescindere dalla ricaduta sull’economia, la sicurezza e la salvaguardia della propria civiltà; che impongono il relativismo valoriale legittimando la cultura della morte promuovendo l’aborto e l’eutanasia, scardinando la famiglia naturale preposta alla rigenerazione della vita legittimando e promuovendo l’omosessualismo; che impongono il relativismo religioso che ha portato alla rinuncia delle radici e dell’identità cristiana dell’Europa e alla legittimazione dell’islam come religione nonostante la sua intrinseca incompatibilità con le leggi laiche, le regole della civile convivenza, i valori della sacralità della vita, pari dignità tra uomo e donna, libertà di scelta individuale che sostanziano la nostra civiltà; che accreditano il multiculturalismo che attribuisce a ciascuna “comunità” etnica o confessionale la prerogativa di auto-amministrarsi con le proprie regole e persino con le proprie leggi, senza un comune collante valoriale e identitario, obbligando lo Stato a elargire diritti e libertà senza esigere in cambio l’ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole.

Per chi come l’Italia, a differenza del Regno Unito, ha aderito all’euro, si aggiunge il condizionamento ulteriore e fondamentale della perdita della sovranità monetaria, che ci obbliga a indebitarci per ripianare gli interessi sul debito che lo Stato è costretto a contrarre con le banche commerciali titolate a disporre dell’euro emesso dalla Banca Centrale Europea i cui azionisti sono prevalentemente privati. L’euro è stato il fattore che più di altri ha accelerato l’impoverimento degli italiani. Lo hanno sostenuto cinque Premi Nobel per l’Economia che hanno bocciato l’euro. Una semplice casalinga si ricorda che fino al 2001, l’anno precedente l’adozione dell’euro, una famiglia di quattro persone con un milione e mezzo di lire viveva dignitosamente. Il corrispettivo in euro, 750 euro, l’ha fatta precipitare nella povertà. In questo contesto diventa irrilevante il fatto che in parallelo si siano abbassati i tassi di interesse. Se una famiglia non arriva a fine mese, non serve a nulla offrirle un credito a tasso ridotto. In ogni caso oggi le banche i crediti li fanno non a chi ha necessità, ma solo a chi può garantire il credito con i propri soldi depositati presso la stessa banca.

Cari amici, io sogno il giorno in cui anche noi italiani riscatteremo la nostra libertà recuperando la nostra sovranità nazionale che abbiamo perso, rinunciando alla sovranità monetaria, legislativa e giudiziaria, consentendo la devastazione della nostra economia con la perdita della nostra autonomia alimentare, la svendita delle nostre migliori aziende produttive, la strage delle micro e piccole imprese che storicamente sono il fulcro del nostro sistema di sviluppo che si connota per l’eccellenza della qualità dei prodotti “Made in Italy”. Sogno il giorno in cui in Italia si affermerà la cultura della vita, si sosterrà la famiglia naturale e si promuoverà la nascita di figli italiani che salvaguardino la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Sogno il giorno in cui l’Italia tornerà ad essere la Patria degli italiani, non più una terra di tutti e di nessuno che ha finito per trasformarsi in una terra di conquista alimentando gli appetiti della grande finanza speculativa globalizzata, dei cinesi e degli islamici. Solo se siamo forti dentro potremo rapportarci in modo costruttivo con gli altri Stati europei e con tutto il mondo. Il riscatto della nostra sovranità nazionale non solo non è in contrasto con l’apertura al mondo circostante, ma è il requisito affinché l’apertura risulti reciprocamente vantaggioso. Senza sovranità nazionale l’Italia è destinata a scomparire e gli italiani a morire, fagocitati da un globalismo che mette al centro la speculazione finanziaria anziché il bene della persona. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Acquisiamo e diffondiamo informazione corretta, recuperiamo i valori che ci fortificano dentro, convergiamo sul traguardo che corrisponde all’interesse supremo dell’Italia e al bene primario degli italiani. Insieme ce la faremo.

 

 

Postato il 01/02/2020 13:43:00 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam