[VIDEO] "DI MAIO SI E' AUTOCANDIDATO A INVIATO EUROPEO NEL GOLFO"

Postato il 06/12/2022 17:37:33 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Di Maio potrebbe essersi auto-candidato a Inviato europeo nel Golfo. Una umiliazione per gli italiani, uno scandalo per l'Italia, il collasso dello Stato

Cari amici buongiorno. Dall'insieme delle informazioni disponibili, risulterebbe che Luigi Di Maio, quando era Ministro degli Esteri di un Governo dimissionario preposto alla sola gestione degli affari correnti e non autorizzato a assumere decisioni straordinarie, abbia deciso di auto-candidarsi alla carica di Inviato speciale dell'Unione Europea nel Golfo, una decisione che dovrebbe essere stata avvallata dall'allora Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Draghi finora non si è pronunciato. È stato l'attuale vice-Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, a sostenere che la decisione di candidare Di Maio è stata di Draghi: «Non è la proposta di questo Governo, ma di quello precedente».
L'altro attuale vice-Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha escluso l'assenso dell'attuale Governo: «Di Maio andrà a rappresentare, forse, l'Italia nel Golfo? Non a nome mio, non a nome vostro, e non a nome del Governo in carica, eventualmente fosse».

L'Agenzia Ansa spiega che le candidature per l'incarico di “Inviato speciale” partono dai Governi dei Paesi membri dell'Unione Europea. Poi «un panel tecnico seleziona le candidature arrivate e l’Alto Rappresentante per la Politica Estera ha il diritto di avanzare una proposta nel Consiglio dell'Unione Europea. La nomina viene poi discussa in Consiglio e l’approvazione avviene per consenso o per maggioranza qualificata».

L'Alto Rappresentante per la Politica Estera dell'Unione Europea, lo spagnolo Josep Borrell, aveva annunciato la creazione del nuovo ruolo di “Inviato speciale nel Golfo” lo scorso 22 settembre, tre giorni prima delle elezioni legislative in Italia, quando il Governo Draghi era dimissionario, rimanendo in carica per il solo disbrigo degli affari correnti fino all'insediamento del nuovo Governo di Giorgia Meloni il 22 ottobre. Quindi è nel mese che intercorre tra il 22 settembre e il 22 ottobre che il Governo Draghi ha comunicato la candidatura di Di Maio.

Il 17 novembre l'Ufficio tecnico dell'Alto Rappresentante per la Politica Estera ha comunicato che «sulla base delle prestazioni fornite dai candidati, si raccomanda di nominare il sig. Luigi Di Maio come Inviato speciale dell’Unione Europea nel Golfo».
Di Maio è stato preferito al candidato cipriota Markos Kyprianou, ex ministro delle Finanze e degli Esteri, ex Commissario alla Sanità dell'Unione Europea, laureato in Diritto internazionale e in Diritto societario alle Università di Cambridge e Harvard; allo slovacco Jan Kubis, ex Ministro degli Esteri, ex Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano nel 2019, Capo della missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia nel gennaio 2021, laureato in Relazioni economiche internazionali a Mosca; al greco Dimitris Avramopoulos, ex ministro degli Esteri e della Difesa, ex Commissario europeo per la Migrazione, gli Affari interni e la Cittadinanza, è laureato in Diritto pubblico e Scienze politiche all'Università di Atene, ha conseguito un Master in Studi Europei presso l'Institute of European Affairs di Bruxelles, parla perfettamente inglese, francese e italiano .

L’opinione dell'Ufficio tecnico non è vincolante, la decisione finale sulla scelta di Dio Maio spetterebbe all'Alto Rappresentante per la Politica estera Borrell. Ma, viste le polemiche che si sono scatenate, Borell ha demandato la decisione al Consiglio dell'Unione Europea, dove sono rappresentati gli Stati membri, con una votazione che sarà per consenso o a maggioranza qualificata.

Intanto ieri tre eurodeputati italiani dei Verdi, Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao e Rosa D'Amato, ex del M5S, espulsi proprio da Di Maio, hanno scritto al Consiglio Ue chiedendo chiarimenti sui requisiti in base ai quali Di Maio è stato ritenuto idoneo all'incarico: «Un diploma universitario e dai tre ai sei anni di esperienza professionale rilevante, sono requisiti che il Servizio europeo di azione esterna richiede ai propri funzionari. Com'è possibile che non soddisfi gli stessi requisiti un Rappresentante speciale dell'Unione Europea?», si legge in una nota congiunta.
Nell'interrogazione rivolta al Consiglio degli Stati membri, che ha l'ultima parola sulla nomina, compaiono anche le firme di altri deputati degli stessi Verdi, ma anche di socialisti (di cui fa parte il Pd) e dei liberali. «Perché - si legga ancora nella nota - una persona come Di Maio, che avrebbe a malapena i titoli per uno stage, dovrebbe rappresentarci in un'area strategica come quella del Golfo?».

Secondo Pedicini, «non sono chiare le dinamiche che hanno portato a proporre un nome sprovvisto di credibilità, titolo di studio e competenze specifiche, ma è evidente che ci siano ragioni di bottega che risalgono all'esperienza Draghi. Un patto da Prima Repubblica, probabilmente il prezzo pagato per il tentativo, miseramente fallito, di affossare Conte e il M5s. Senza alcun requisito, l'ex capo grillino si potrebbe ritrovare a scalzare candidati che, a differenza sua, vantano lauree, titoli, competenze acquisite sul campo, conoscenza delle lingue straniere e anni di esperienze diplomatiche. Sarebbe l'esempio peggiore, l'ennesimo, che può dare il nostro Paese agli occhi del mondo intero, oltre che a quelli di tantissimi ragazzi che credono nella meritocrazia e, per questo, fanno sacrifici enormi per maturare una formazione adeguata con la speranza di avere successo nel mercato del lavoro».

Tommaso Lecca, corrispondente di EuropaToday a Bruxelles, scrive che «non è esclusa la possibilità che l'ex ministro degli Esteri si sia autocandidato. Una vecchia dichiarazione dello stesso Di Maio avvalora quest'ultima ipotesi. In occasione della scelta di Emanuela Claudia Del Re per il ruolo di Rappresentante speciale dell'Unione Europea per il Sahel, (avvenuta il 3 giugno 2021, quando lei era del M5S e ricopriva la carica di vice-Ministro degli Esteri), Di Maio scrisse su Facebook: “È la prima italiana, e la prima donna in assoluto, a ricoprire questo ruolo, per questo sono orgoglioso di aver proposto la sua candidatura”. Stando alle parole di Di Maio, la candidatura spetta dunque al Ministro degli Esteri. Di qui il sospetto che l'ex capo della Farnesina si sia guardato allo specchio e, una volta individuate tutte le qualità giuste per assumere il ruolo diplomatico Ue, abbia proposto il proprio nome a Bruxelles, magari con il benestare di Palazzo Chigi».

Cari amici, ho vissuto come un'umiliazione per gli italiani il fatto che un giovane non laureato, che non parla alcuna lingua straniera e che commette errori anche quando parla l'italiano, che non ha mai avuto alcuna esperienza professionale di successo, a 27 anni sia diventato vice-Presidente della Camera dei deputati; a 32 anni sia stato nominato vice-Presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali; a 33 anni Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Ed ora, a 36 anni, sarebbe uno scandalo per l'Italia che Di Maio diventasse Inviato speciale dell'Unione Europea nel Golfo.

Tuttavia non possiamo dimenticare che, fintantoché è stato al Governo, quelli che oggi lo condannano, ne tessevano le lodi. Quando Salvini capì di aver fatto un grossolano errore a far cadere il primo Governo Conte, di cui facevano parte il M5S e la Lega, il 18 settembre 2019 Salvini confessò che, pur di tornare al Governo, aveva proposto a Di Maio di diventare lui il Presidente del Consiglio al posto di Conte.
Questa triste realtà di una democrazia svuotata di valori e di ideali, ridotta a partitocrazia consociativa, per cui l'unico scopo dei partiti è stare al potere costi quel che costi, ci fa toccare con mano il collasso dello Stato.

La Casa della Civiltà promuove un modello di Stato al servizio dei cittadini, molto meno oneroso, con un potere ridotto dei partiti, riequilibrando il rapporto con le Comunità locali a cui spetterà la funzione di amministrare e di promuovere lo sviluppo del territorio.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Martedì 6 dicembre 2022

Postato il 06/12/2022 17:35:38 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Prenotatevi per il “Capodanno in amicizia”, la sera del 31 dicembre, nella Sede della Casa della Civiltà a Fabrica di Roma (VT)

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Per la prima volta la Casa della Civiltà organizza quest'anno il “Capodanno in amicizia”, la sera del 31 dicembre, nella Sede di Fabrica di Roma in Provincia di Viterbo.
Vi potranno partecipare gli iscritti e gli amici della Casa della Civiltà che si accrediteranno.

Il “Capodanno in amicizia” sarà una festa tranquilla, tra amici che hanno il piacere di stare insieme per condividere la gioia e l'abbraccio per il nuovo anno dialogando, cenando, ascoltando musica piacevole, raccontando belle storie e aneddoti edificanti, partecipando a una tombola il cui ricavato sarà devoluto alla Casa della Civiltà.

Non è richiesta una quota di partecipazione. Ciascuno porterà del cibo o delle bevande, concordandolo anticipatamente, in modo da garantire una buona cena degna del Capodanno.

Gli iscritti possono confermare la loro partecipazione pubblicando un commento a questo link:

https://www.casadellacivilta.com/2022/12/06/magdi-cristiano-allam-prenotatevi-per-il-capodanno-in-amicizia-la-sera-del-31-dicembre-nella-sede-della-casa-della-civilta-a-fabrica-di-roma-vt/


Gli amici della Casa della Civiltà possono chiedere di partecipare inviando una mail a adesioni@casadellacivilta.it o inviando un messaggio tramite sms o su Whatsapp al  numero 335.234430, all'attenzione di Marialuisa Bonomo. Verrà loro richiesto di firmare un modulo sulla riservatezza dei dati. 

La Sede della Casa della Civiltà può ospitare fino a 56 persone sedute. Chi fosse interessato è bene che si accrediti subito. Non sarà possibile accettare ulteriori presenze. 

Il “Capodanno in amicizia” sarà una bella opportunità per condividere una festa consolidando lo spirito comunitario e il rapporto umano in seno alla Casa della Civiltà. La vostra partecipazione sarà un messaggio di conforto e di incoraggiamento a iniziare nel migliore dei modi il nuovo anno. Grazie di cuore a coloro che aderiranno.

Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

6 dicembre 2022

Postato il 06/12/2022 09:37:03 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "IRAN, LA "BATTAGLIA PER IL VELO": IN CRISI LA TEOCRAZIA ISLAMICA"

Postato il 05/12/2022 12:27:41 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La “battaglia per il velo” ha generato una crisi del regime islamico in Iran. Ci auguriamo che l'abolizione della “Polizia morale” sia l'inizio del riscatto delle donne

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Noi auspichiamo che l'annuncio dell'abolizione della “Polizia morale” in Iran, costituita nel 2005 per far rispettare il codice islamico di abbigliamento per le donne, possa essere l'inizio di un processo che sfoci nel riscatto della pari dignità delle donne e, più in generale, nell'affermazione dei diritti fondamentali di tutti alla vita e alla libertà, tutt'ora negati e repressi in seno alla teocrazia islamica che si è imposta in Iran dal 1979.

È chiaro che siamo di fronte a una crisi interna al “regime degli ayatollah”. È possibile che sia in corso un regolamento di conti tra i conservatori e gli ultra-conservatori, tra quanti divergono non sul piano dei dogmi della fede, ma su ciò che è opportuno fare per salvaguardare la sopravvivenza della “Repubblica Islamica”.

Il 3 dicembre il “Supremo Consiglio per la Sicurezza nazionale”, nell'ammettere per la prima volta a livello ufficiale che sono più di 200 le persone che hanno perso la vita nelle proteste in corso in Iran, ha minacciato «tolleranza zero» nei confronti degli oppositori del regime islamico: «Per quanto riguarda i manifestanti, la Repubblica islamica dell'Iran li ha trattati con la massima tolleranza. Ma il piano del nemico per il prosieguo delle rivolte e la pazienza strategica del sistema ha causato gravi danni. Il Supremo Consiglio per la Sicurezza nazionale agirà in modo più deciso e le forze di Sicurezza e di Polizia con tutta la loro forza e determinazione non permetteranno più ad alcuni facinorosi con il supporto di agenzie di intelligence straniere di mettere in pericolo la sicurezza pubblica. Pertanto, qualsiasi disturbo dell'ordine pubblico e assembramento illegale a qualsiasi livello e luogo sarà affrontato con decisione e senza tolleranza».

Però il 4 dicembre il Procuratore generale dell'Iran, Mohamad Jafar Montazeri, ha annunciato l'abolizione della “Polizia morale”, sostenendo che «non ha niente a che fare con la magistratura». Tuttavia ha precisato che «portare lo hijab (il velo islamico) in modo sbagliato, specialmente nella città santa di Qom, è una delle principali preoccupazioni della magistratura e della nostra società rivoluzionaria, ma va notato che l'azione legale è l'ultima risorsa e le misure culturali precedono qualsiasi altra».
Montazeri ha inoltre annunciato che a breve, entro 15 giorni al massimo, il Parlamento e il Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale annunceranno la loro opinione sulla questione dell'hijab obbligatorio.

Al momento è necessaria la cautela prima di fare di pervenire a delle conclusioni certe. I segnali che ci arrivano dall'Iran sono contradditori.
 
La casa di famiglia dell'arrampicatrice iraniana Elnaz Rekabi è stata demolita, come rappresaglia per aver gareggiato a capo scoperto ai Campionati asiatici di arrampicata sportiva in Corea del Sud. 

È stata fermata e poi rilasciata Farideh Moradkhani, la nipote della Guida suprema della Repubblica Islamica, l'ayatollah Ali Khamenei, che è ingegnere e attivista per i diritti dell'uomo, dopo aver accusato il regime islamico di essere «omicida e sterminatore di bambini». 

In un appello di circa 6.000 artisti iraniani, residenti fuori e dentro l'Iran, si chiede il boicottaggio internazionale delle istituzioni culturali gestite dalla Repubblica islamica, condannando la «repressione di Stato sempre più brutale, violenta e mortale» contro i manifestanti antigovernativi, donne, studenti, uomini.

Per contro 223 parlamentari hanno chiesto alla magistratura di avviare processi mirati in cui si evidenzia per i ribelli, il reato di «fare guerra contro Allah» e quello di essere considerati «nemici di Allah», reati che possono portare anche alla pena di morte. Sono già sei le condanne a morte ufficiali, tra queste vi è quella contro il noto rapper Tomaj Salehi molto amato dai giovani e non solo: «Noi siamo i morti che non vogliono morire», aveva cantato schierandosi contro il regime islamico.

Il Governo guidato dal Presidente ultraconservatore Ebrhaim Raisi lo scorso luglio, denunciando una perdita di valori progressiva, disse che era in atto il «Progetto castità e hijab», con cui la “Polizia morale” ha incrementato ispezioni nelle metro e sugli autobus, e molte donne sono state arrestate, torturate e uccise perché non indossavano o indossavano male il velo. 

Le sommosse erano esplose due mesi fa dopo l'uccisione di Mahsa Amini, 22 anni, all'interno di una caserma della “Polizia morale”, arrestata per aver indossato male il velo. 

Ad oggi sono quasi 500 le vittime delle proteste di piazza, di cui 63 minori e 18000 gli arresti di manifestanti, 4 dei quali sarebbero già morti per impiccagione. 

Cari amici, lo sviluppo della situazione interna alla teocrazia islamica ci conforta comunque, perché tocchiamo con mano che sotto le ceneri di un regime in crisi arde la fiamma di una umanità che può essere anestetizzata ma che non muore mai, di una civiltà che permea il substrato del comportamento sociale e che riaffiora non appena l'inciviltà del sistema di potere tirannico islamico registra delle crepe.

Il messaggio che ci conforta è la certezza che il Davide che è dentro di noi, prima o dopo, sconfiggerà il Golia che nelle contingenze della Storia riesce a soffocare la nostra umanità e a sottometterci a delle leggi contrari alla morale naturale.
Resta l'incognita dei tempi e dei modi con cui gli iraniani consapevoli, fieri e liberi potranno realizzare con successo il loro legittimo sogno di affrancarsi dalla tirannia di un sistema di potere islamico. 
   
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Lunedì 5 dicembre 2022

Postato il 05/12/2022 10:42:14 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "L'ITALIA TRA UN PASSATO CHE NON C'E' PIU' E UN FUTURO CHE NON C'E' ANCORA"

Postato il 04/12/2022 13:25:29 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Per il Censis l'Italia è in uno «stato di latenza», tra un passato che non c'è più e un futuro che non c'è ancora. Per me l'Italia è già sottomessa e dobbiamo riscattarci

Cari amici, buongiorno e buona Domenica del Signore. Il nuovo rapporto del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) per il 2022 rappresenta un'Italia «in uno stato di latenza», uno stato nascosto, che non è più quello precedente ma non ha ancora manifestato il suo nuovo volto.

Leggiamo: «Tre anni, quattro crisi profonde: la pandemia che sembrava alle spalle, l’impennata del costo della vita, la guerra in Europa, i costi dei servizi energetici. Di qui l’interrogativo «dove siamo?» che riporta al centro della coscienza sociale l’indispensabile sforzo per uno sguardo a largo raggio, contro ogni ipotesi di soluzione a breve».

Secondo il Censis siamo un'Italia malinconica, agitata dalla paura della guerra e dall'inflazione, che costringe a erodere i risparmi e pagare le bollette in ritardo.
Nel 2021 gli italiani soggetti al rischio di povertà o di esclusione sociale sono pari al 25,4% della popolazione, ovvero oltre uno su quattro. Il 33,9% sono appartenenti a famiglie in cui il reddito principale è quello pensionistico, ovvero un italiano su tre sopravvive grazie alla pensione. Il 42,2% degli italiani appartiene a famiglie dove almeno un componente non è italiano. Oltre il 64% degli italiani sta già mettendo mano ai risparmi per far fronte all'impatto dei rincari dei prezzi.
Il 61,1% degli italiani teme che possa scoppiare un conflitto mondiale e il 57,7% che l'Italia possa entrare in guerra. Il 66,5% degli italiani, 10 punti percentuali in più rispetto al 2019 pre-Covid, si sente insicuro.
I principali rischi globali percepiti sono: per il 46,2% la guerra, per il 45,0% la crisi economica, per il 37,7% virus letali e nuove minacce biologiche alla salute, per il 26,6% l'instabilità dei mercati internazionali, dalla scarsità delle materie prime al boom dei prezzi dell'energia, per il 24,5% gli eventi atmosferici catastrofici, come temperature torride e precipitazioni intense, per il 9,4% gli attacchi informatici su vasta scala.

Questa la valutazione del Censis: L'Italia «vive in una sorta di latenza di risposta, in attesa che i segnali dei suoi sensori economici e sociali siano tradotti in uno schema di mappatura della realtà e dei bisogni, adattamento, funzionamento. La società italiana aspetta di divenire adulta, si affida alle rendite di posizione e di ricchezza, senza corse in avanti affronta i grandi eventi delle crisi globali con la sola soggettiva resistenza quotidiana. Ma un prolungamento della fase latente della vita sociale comporta il rischio di una sorta di masochistica rinuncia, senza forza e ambizione, a ogni tensione a trasformare l’assetto sistemico e civile della nostra società. Una sorta di acchiocciolamento nell’egoismo, di avvolgimento a spirale su se stessa della struttura sociale che attesta tutti a traguardi brevi».

Massimiliano Valerii, Direttore generale del Censis, ha concluso: «La malinconia definisce il carattere degli italiani, il nichilismo. È la fine dell'era dell'abbondanza e delle sicurezze. Una malinconia che corrisponde alla coscienza della fine del dominio dell'Io sugli eventi del mondo, l'Io che è costretto a confrontarsi con i propri limiti quando è costretto a relazionarsi con il mondo. Situazione che deriva da questi ultimi tre anni straordinari che hanno visto eventi eccezionali che vanno dalla pandemia alla siccità, fino al caro bollette e alla guerra, i grandi eventi della Storia che si è rimessa in moto e con cui dobbiamo relazionarci. Se quella del 2020 non sembra un'Italia sull'orlo di una crisi di nervi, oggi invece si paga un prezzo dell'irruzione della Storia nelle nostre piccole storie e quei meccanismi proiettivi hanno perso presa sulla società e forza di orientamento nei comportamenti collettivi».

Cari amici, l'immagine rappresentata dal Censis è di un'Italia al bivio, tra un passato decaduto e un futuro che non c'è e non si intravede.
Personalmente ritengo che l'Italia non sia più a un bivio, come dicevo nel 2020, ma che sia già precipitata nel baratro del Nuovo Ordine Mondiale assoggettato allo strapotere della grande finanza virtuale e speculativa globalizzata. Credo che più essere latenti, in attesa del nuovo, gli italiani debbano assumere la consapevolezza che siamo già una civiltà decaduta, una popolazione in via di estinzione, uno Stato collassato. E, soprattutto, che ciascuno di noi debba fare concretamente la propria parte, conformemente alle proprie competenze e disponibilità, affinché possa realizzarsi il miracolo della rinascita della nostra civiltà, della salvezza degli italiani, del riscatto dell'Italia. Questa è la missione che porta avanti la Casa della Civiltà.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Domenica 4 dicembre 2022

Postato il 04/12/2022 10:30:47 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "IL PROCESSO A SALVINI, IL COLLASSO DELLO STATO".

Postato il 03/12/2022 11:55:01 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Al processo Open Arms va in scena il collasso dello Stato, con il tutti contro tutti pur di criminalizzare l'ex ministro dell'Interno Salvini

Cari amici buongiorno. Al Processo contro Matteo Salvini, nella veste di ex Ministro dell'Interno, per il caso della nave della Ong (Organizzazione non governativa) spagnola “Open Arms”, ieri è nuovamente andato in scena lo spettacolo del collasso dello Stato, con il tutti contro tutti, all'interno dell'aula bunker del Carcere dell'Ucciardone costruito a prova di missili per ospitare il maxi-processo contro la Mafia nel 1986.

L'accusa giudiziaria nei confronti di Salvini è di essere stato l'unico responsabile, in seno al primo Governo Conte, di cui facevano parte il Movimento 5 Stelle e la Lega, ad essersi opposto all'attracco e allo sbarco in un porto italiano di complessivi 163 cosiddetti “migranti”, l'eufemismo con cui ci impongono di occultare la realtà dei clandestini.
La vicenda si svolse tra il primo e il 20 agosto 2019, quando per decisione del Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio e della Procura di Agrigento, la “Open Arms” attracca comunque a Lampedusa e sbarcano i restanti 83 clandestini a bordo.

La prima a prendere la parola, nell’aula bunker dell’Ucciardone, è stata il Procuratore aggiunto Marzia Sabella che ha chiarito la decisione di rinviare a giudizio Salvini: «Non vedremmo come in un caso come questo non si possa chiedere il rinvio a giudizio. Non c’era alcuna condivisione all’interno del governo, ma le decisioni furono prese da Salvini».
Il Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi ha detto sostanzialmente che la redistribuzione dei migranti spettava al Presidente del Consiglio Conte, però l’individuazione del Pos (Place of safety, il cosiddetto porto sicuro, ndr.) era di competenza del Ministro dell'Interno e non dell’intero Consiglio dei Ministri. E dunque non si può ritenere che ci sia stato un “atto politico” da parte dell’esecutivo Conte alla base del mancato permesso di sbarco.

L’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ascoltata come testimone, ha scaricato la responsabilità su Salvini: «Il ministro dell’Interno mi presentò un secondo divieto d’ingresso, non lo firmai perché ritenni che erano trascorsi giorni e le condizioni fossero peggiorate. Non era quello il modo di gestire la questione pur consapevole di dover controllare gli sbarchi. Le nostre battaglie pur giuste non devono ricadere sui più fragili».

Anche l’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha addossato l'intera responsabilità su Salvini, ma soprattutto ha denunciato il vuoto esistente a livello di azione del Governo: «All’epoca della Open Arms non esisteva già più un governo, esisteva una persona, Salvini, che andava in giro, era in campagna elettorale e parlava alla pancia delle persone. Non si facevano più Consigli dei ministri e i ministri non operavano collegialmente. Siccome si sapeva che sarebbe stato sfiduciato il Governo, si stava cercando di monetizzare stressando l’argomento immigrazione che era molto sentito».

Cari amici, il fatto eventuale che Salvini, da Ministro dell'Interno, agì in modo solitario, senza consultarsi e senza informare il Presidente del Consiglio, che il Governo di fatto era latitante e non svolgeva la propria attività di organo esecutivo, sono comunque fatti di natura politica, non giudiziaria, anche considerando che gli 83 restanti clandestini a bordo della nave spagnola “Open Arms” sono alla fine scesi sani e salvi sul suolo italiano, anche se sarebbe stato corretto che attraccassero a un porto spagnolo.

Si tratta dell'ennesima indebita interferenza della Magistratura, organo giudiziario che dovrebbe limitarsi a verificare ed eventualmente sanzionare il mancato rispetto delle leggi, in un ambito di esclusiva pertinenza del Governo, dell'organo esecutivo.

Inoltre se consideriamo che, del totale dei clandestini che sbarcano in Italia, solo una piccola percentuale arrivano a bordo delle navi delle Ong, mentre la stragrande maggioranza dei clandestini sbarcano con piccole imbarcazioni in modo del tutto furtivo o a bordo dei mezzi della nostra Guardia Costiera, si rafforza il dubbio che il processo a Salvini sia di natura politica e non giudiziaria.

La Casa della Civiltà chiede un nuovo modello di Stato in cui ci sia il più rigoroso rispetto dell'indipendenza dei tre poteri istituzionali, legislativo, esecutivo e giudiziario, così come chiede la fine della politicizzazione della Magistratura.

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Sabato 3 dicembre 2022

Postato il 03/12/2022 10:16:21 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "GESU' E L'AMORE PER IL PROSSIMO NEL CRISTIANESIMO E NELL'ISLAM".

Postato il 02/12/2022 12:49:21 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

«Gesù e l'amore per il prossimo nel cristianesimo e nell'islam». Ne parlo oggi alle ore 18 a Cortona. L'incontro è pubblico"

Cari amici buongiorno. Questa sera a Cortona, uno dei più bei borghi d'Italia in Provincia d'Arezzo, alle ore 18, terrò una conferenza su «Gesù e l'amore del prossimo nel cristianesimo e nell'islam», nell'ambito della manifestazione culturale “Natale di Stelle” patrocinata dal Comune. Ringrazio il Sindaco Luciano Meoni per avermi invitato. L'incontro è pubblico, si terrà nella tensostruttura in cristal allestita in Piazza Signorelli. Siete tutti invitati.

A Natale noi cristiani festeggiamo la nascita di Gesù, vero Dio e vero uomo. A Natale noi cristiani riscopriamo il valore fondamentale dell'amore per il prossimo, ispirati dalla testimonianza di Gesù che, per amore, si fece uomo e, per amore, con il sacrificio della propria vita e la Resurrezione, volle redimere l'umanità dal peccato originale e testimoniare la certezza della rinascita nella vita eterna. 

L'amore per Dio e per il prossimo è considerato il «massimo comandamento» nel cristianesimo. Nel Vangelo secondo Matteo, Gesù risponde così alla domanda posta da un dottore della legge su quale sia il comandamento più grande:
«Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti» (Mt 22, 37-40)

Ora mettiamo a confronto la realtà di Gesù e dell'amore per il prossimo nel cristianesimo e nell'islam non solo per un interesse culturale, ma per una necessità concreta insita nella nostra quotidianità e nel nostro vissuto, essendo ormai l'islam presente tra noi come religione e ideologia, come sistema giuridico e sistema di potere.

Chiariamo innanzitutto che Allah è un dio pagano preesistente all'islam. È uno dei 360 idoli del Pantheon politeista arabo che venivano adorati, sotto forma di statuine e di immagini, all'interno di un santuario a forma cubica, in arabo denominato Kaaba, che sorge al centro della Grande Moschea della Mecca. Oggi è il principale luogo di culto sacro dell'islam dove si adora solo Allah. Prima dell'islam era il principale luogo di culto sacro del paganesimo arabo, dove si adoravano 360 idoli tra cui primeggiava Allah.
Allah è pertanto paragonabile a Zeus nel Pantheon politeista greco o a Giove nel Pantheon politeista romano. Ed è sbagliato concepire Allah equivalente al Dio unico dell'ebraismo o al Dio uno e trino del cristianesimo.

Nel Corano, concepito dai musulmani come Allah stesso che “si incarta” nel loro testo sacro, Gesù e tutti i profeti menzionati nella Bibbia, sono considerati profeti musulmani. Sono pertanto degli omonimi, ma non sono gli stessi profeti della Bibbia.
 
Il Gesù coranico è un profeta musulmano che condanna il cristianesimo di miscredenza. Poco dopo la sua cacciata dalla Mecca, dove nacque nel 570, a Medina, dove si rifugiò nel 622, Maometto ricevette la visita di una delegazione di sessanta cristiani provenienti dalla città di Najran, nell'Arabia meridionale dove risiedeva la più numerosa comunità cristiana di tutta la Penisola Araba, capeggiata dal vescovo Abu Haritha ibn Alqama. Maometto non riusciva proprio né a comprendere né ad accettare il mistero della Trinità. Rispose loro, cantilenando dei versetti del Corano.

«Di': “Se avete sempre amato Allah, seguitemi. Allah vi amerà e perdonerà i vostri peccati. Allah è perdonatore, misericordioso”. Di': “Obbedite ad Allah e al Messaggero. Ma se volgerete le spalle, ecco, Allah non ama i miscredenti.» (3, 31-32)

Maometto chiarì loro: «Ciò che vi impedisce di diventare musulmani è che voi pretendete che Allah ha un figlio, è che voi adorate la croce, è che voi mangiate la carne di maiale». 
Sostenne che era stato Allah a rendere pura Maria e la sua discendenza, accogliendo l'esortazione della moglie di Imran, che nel Corano viene presentata come la madre di Maria, che sarebbe dunque la nonna di Gesù. Maometto aveva ricevuto la rivelazione di più di 80 versetti della Sura denominata «Al Imran», che prende nome dalla «Famiglia di Imran», traslitterazione araba dell'ebraico Amran, che era il padre di Mosè e di Aronne.  
Anche nella Sura 19 dedicata a «Maryam», Maria, la madre di Gesù, viene presentata come la sorella di Aronne.
Maometto confonde Miriam, la sorella di Mosè e di Aronne, con Maria, la madre di Gesù, vissute a 1400 anni di distanza. Probabilmente Maometto ha confuso perché in arabo i due nomi, Miriam e Maria, vengono tradotti allo stesso modo, Maryam.  

Allah chiarisce che è lui che consentirà a Maria di generare Gesù nonostante non sia stata toccata da nessun uomo. E Gesù è identificato come una «parola» proveniente da Allah. 

Allah insegnerà a Gesù la Torah e il Vangelo e gli consentirà di fare miracoli «con il permesso di Allah», sottolineando che Gesù è un semplice profeta e non ha una natura divina, non è il Figlio di Dio così come concepito nel cristianesimo.

Allah rivela a Maometto che Gesù era un profeta che adorava solo Allah e che i suoi discepoli erano musulmani anch'essi sottomessi al culto di Allah.

Allah rivelando che è stato lui sia ad aver posto un termine alla sua vita sia ad aver elevato a sé Gesù, esclude che Gesù sia stato crocefisso e poi risorto.
È nella Sura 4, denominata «Al-Nisaa», «Le donne», che Allah esclude categoricamente che Gesù sia stato crocifisso, così come – si precisa nel Corano – sostennero gli ebrei. Tuttavia gli ebrei vengono qui «maledetti» perché «uccisero ingiustamente i profeti». Allah condanna gli ebrei perché non credono nel miracolo della nascita di Gesù da Maria vergine. 

Nella prima Sura, Capitolo, del Corano, detta «Al-Fatiha», «L'Aprente», detta anche «Madre del Corano», Allah condanna ebraismo e cristianesimo come miscredenze. I fedeli che pregano regolarmente cinque volte al giorno la recitano per ben 17 volte, ripetuta all’inizio delle complessive 17 «unità adorative», fatte di gesti e di invocazioni obbligatorie. La Sura «Al-Fatiha» viene cantilenata subito dopo l’adhan, l'appello alla preghiera, urlato dal muezzin dall'alto del minareto della moschea. È una della Sure più corte del Corano, composta da sette versetti.

«In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso
La lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi
il Compassionevole, il Misericordioso,
Re del Giorno del Giudizio
Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.
Guidaci sulla retta via,
la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi
nella tua ira, né di coloro che vagano nell’errore». (1, 1-7)

Ebbene tutti i teologi islamici senza alcuna eccezione, basandosi sulla Sunna, la raccolta dei detti e dei fatti attribuiti a Maometto, concordano sul fatto che «coloro che hai colmato di grazia» sono i musulmani, «coloro che sono incorsi nella tua ira» sono gli ebrei, «coloro che vagano nell’errore» sono i cristiani. 
Da ciò si evince che, consapevolmente o meno, tutti i giorni, per 17 volte al giorno, i fedeli musulmani che pregano - a prescindere dal fatto che siano moderati, integralisti, estremisti o terroristi - condannano gli ebrei e i cristiani. Ed anche coloro che non pregano ma si professano credenti o si riconoscono comunque nell'islam sul piano identitario o della tradizione sociale, sono tenuti a concepire gli ebrei e i cristiani come miscredenti. Di fatto la fede nel solo dio pagano Allah, dopo la scomparsa del politeismo arabo, si fonda sul piano teologico sulla condanna dell'ebraismo e del cristianesimo.

Allah nel Corano condanna i cristiani all'Inferno come «associatori», «idolatri», «miscredenti» perché credono nella Trinità.

«Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “Allah è il Messia, figlio
di Maria!”. Mentre il Messia disse: “O Figli di Israele, adorate Allah, mio Signore
e vostro Signore”. Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli
preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi
li soccorra! Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “In verità Allah è il terzo di tre”. Mentre non c’è dio all'infuori del Dio Unico! E se non cessano il loro dire, un castigo doloroso giungerà ai miscredenti.» (5, 72-73)

«O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Allah altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria non è altro che un messaggero di Allah, una sua parola che egli pose in Maria, uno spirito da lui proveniente. Credete dunque in Allah e nei suoi Messaggeri. Non dite “Tre”, smettete! Sarà meglio per voi. Invero Allah è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui! A lui appartiene tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è sulla terra. Allah è sufficiente come garante. Il Messia e gli Angeli più ravvicinati non disdegneranno mai di essere gli schiavi di Allah. E coloro che disdegnano di adorarlo e si gonfiano d'orgoglio, ben presto saranno adunati davanti a lui.» (4, 171-172)

Allah ordina di uccidere gli ebrei e i cristiani
«Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo e siano soggiogati». (9, 29)

Il «tributo», in arabo la «jizya», è il tributo di capitolazione con il quale gli ebrei e i cristiani si sottomettevano allo Stato islamico accettando lo status di «protetti», «dhimmi», ovvero cittadini di rango inferiore rispetto ai musulmani.

«Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!
Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico. Non vi è dio all'infuori di Lui! Gloria a lui, ben oltre ciò che gli associano!
Vorrebbero spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah non intende che perfezionare la sua luce, anche se ciò dispiace ai miscredenti. Egli è colui che ha inviato il suo Messaggero con la guida e la Religione della verità, onde farla prevalere su ogni altra religione, anche se ciò dispiace agli associatori.» (9, 30-33)

«Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo, che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità. I nostri Messaggeri sono venuti a loro con le prove! Eppure molti di loro commisero eccessi sulla terra. La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso, eccetto quelli che si pentono prima di cadere nelle vostre mani. Sappiate, Allah è perdonatore, misericordioso.» (5, 32-34)

«Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici né alleati». (4, 89) 

Il concetto di «amore» nel Corano e nella Sunna, la raccolta dei detti e dei fatti attribuiti a Maometto, che compare due secoli dopo la morte di Maometto nel 632, è esclusivamente riferito ad Allah e a Maometto, mai alla persona umana, ad eccezione dei musulmani, in quanto intermediari dello stesso amore trascendente. 
Il principale estensore della Sunna, Al Bukhari, scrive: «In tre cose l’uomo trova la dolcezza della fede: che Allah e il Suo Profeta siano per lui più amati del resto; che amando l’essere umano non lo ami se non in Allah».
Il teologo Al Ghazali scrive: «Allah solo è Colui che merita l’amore; e l’amore dell’uomo per se stesso conduce direttamente a Allah dal momento che l’esistenza di ogni uomo è dovuta a Allah».
Sempre Al Ghazali scrive: «La creatura non giunge alla vera fede finché non ama per gli altri musulmani quel che ama per se stessa; anzi, è necessario che sia compartecipe nella buona e nella cattiva sorte. I musulmani sono infatti come un unico edificio di cui una parte è connessa all’altra, sono come un unico corpo in cui, se un membro soffre, soffre anche il resto del corpo».

Dopo questa esposizione relativa alla religione, voglio precisare che dobbiamo sempre distinguere tra la dimensione della persona e la dimensione della religione. 
Ogni persona ha la sua specificità, sintesi della propria esperienza familiare, educativa, sociale, economica, culturale e, anche religiosa, ma nessuno di noi è la trasposizione automatica e acritica dei dogmi della famiglia, nessuno di noi è il clone dell'altro.
Viceversa l'islam come religione è immutabile e immodificabile nel tempo e nello spazio. L'islam si fonda su due pilastri: il Corano e Maometto. Per i musulmani il Corano è un testo sacro “increato” al pari di Allah, della stessa sostanza di Allah, è Allah stesso che si invera, si sostanzia nel Corano. 
Possiamo dire che mentre il cristianesimo è la fede del Dio che si fa uomo e che si “incarna” in Gesù, l'islam è la fede del Dio che si fa testo e che si “incarta” nel Corano.

In secondo luogo, dobbiamo tener presente che negli Stati a maggioranza islamica, il diritto si sostanzia sia di elementi della Sharia, la legge islamica, sia di elementi del diritto europeo, eredità del colonialismo, ad eccezione dell'Arabia Saudita, Afganistan e Iran la cui legislazione fa riferimento esclusivamente alla Sharia.

In terzo luogo, dobbiamo prendere atto che la realtà dell'integralismo, del radicalismo e del terrorismo islamico, sussiste anche in Europa e in Occidente, non solo per la presenza di immigrati musulmani, ma soprattutto per il radicamento tra noi di quote crescenti di musulmani con cittadinanza europea e occidentale, che beneficiano a tutti gli effetti degli stessi diritti e privilegi, anche se non sempre ottemperano agli stessi doveri e rispettano le stesse regole.
Quindi, ormai quando parliamo dell'islam parliamo di una realtà che ci concerne direttamente, che è parte integrante del nostro vissuto.

In quarto luogo, dobbiamo essere consapevoli che se dentro casa nostra gli ospiti stranieri o i cittadini di fede e di civiltà diverse da quella della popolazione autoctona si comportano in modo ostile ai nostri valori, alle nostre regole e alle nostre leggi, la responsabilità è nostra, è della popolazione autoctona, che evidentemente non è in grado di farsi rispettare a casa propria.
Questa incapacità è essenzialmente la conseguenza della nostra fragilità, per il venir meno della certezza e dell'orgoglio di chi siamo sul piano della fede, delle radici, dell'identità, dei valori e delle regole. 
Ricordiamoci che nella Storia la fine degli imperi e delle civiltà è sempre stato il frutto della propria intrinseca fragilità, non della forza del nemico. 

Il messaggio che rivolgo a voi tutti in occasione del Santo Natale, è che sia autenticamente la festa di una nuova vita, per riscoprire autenticamente chi siamo, per essere compiutamente noi stessi dentro questa nostra casa comune. Grazie.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

2 dicembre 2022

Postato il 02/12/2022 11:56:03 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] MAGDI CRISTIANO ALLAM: "MELONI COME DRAGHI, ARMI ALL'UCRAINA FINO AL 2023".

Postato il 01/12/2022 10:53:46 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Meloni, al pari di Draghi, obbedisce allo strapotere della finanza speculativa decidendo l'invio di armi all'Ucraina per il 2023 e l'aumento della spesa per la Difesa

Cari amici buongiorno. Il fatto che il Governo Meloni sulle armi all'Ucraina e sulla guerra contro la Russia faccia esattamente ciò che faceva il Governo Draghi, per un verso evidenzia che il Governo Meloni contraddice se stesso rinnegando la promessa elettorale con cui ha ottenuto la maggioranza del consenso degli italiani e, dall'altro, conferma che tutti noi siamo sottomessi a un sistema di potere dittatoriale imposto dalla grande finanza speculativa globalizzata, la quale colma il vuoto sostanziale di una ricchezza virtuale ma del tutto sconnessa dall'economia reale, con uno stato di emergenza permanente scatenando la guerra finanziaria con l'arma del debito incontenibile e inestinguibile; la guerra biologica con virus artificiali e farmaci sperimentali a tecnologia genica; la guerra energetica sostituendo il costo reale con la quotazione delle borse speculative; la guerra militare per eliminare i dissenzienti con il rischio dell'Apocalisse nucleare mondiale; la guerra alimentare monopolizzando il ciclo produttivo e modificandoci fisiologicamente; la guerra ambientale per la drastica riduzione della popolazione mondiale additata infondatamente come causa dell'inquinamento; la guerra informatica per trasformarci antropologicamente da persone umane in semplici codici digitali assoggettati e manipolati dalla Rete.

Ieri la Camera dei deputati ha approvato le mozioni presentate dal Centrodestra che sta al Governo, del Partito Democratico che sta all'opposizione, del Terzo polo formato da Azione e Italia Viva, concordi nel prorogare fino a tutto il 2023 l'invio di armi all'Ucraina e ad aumentare la spesa per la Difesa anche se dovesse tradursi in un debito straordinario.

Il testo della mozione unitaria di Centrodestra impegna il Governo «a sostenere le iniziative normative necessarie a prorogare fino al 31 dicembre 2023 l'autorizzazione, previo atto di indirizzo delle Camere, alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell'Ucraina nei termini e con le modalità stabilite dall'articolo 2-bis del decreto legge 25 febbraio 2022, numero 14»;
così come impegna il Governo «ad assumere tutte le iniziative necessarie per conseguire l'obiettivo di una spesa per la difesa pari al 2 per cento del Prodotto interno lordo entro il 2028, anche promuovendo, nel quadro della riforma del Patto di stabilità e crescita, l'esclusione delle spese per gli investimenti nel settore della Difesa dal computo dei vincoli di bilancio e a incrementare le risorse umane e finanziarie destinate alla politica estera, quale strumento fondamentale per tutelare l'interesse nazionale».

Di fatto in Parlamento si è ricostituita la maggioranza che ha sostenuto il Governo Draghi, con la differenza che mentre prima Fratelli d'Italia era all'opposizione, anche se aveva approvato tutti i decreti concernenti l'invio di armi all'Ucraina, ora Fratelli d'Italia è alla guida del Governo; e mentre prima il Movimento 5 Stelle, prima della scissione operata da Luigi Di Maio, faceva parte del Governo Draghi e aveva approvato i decreti concernenti la guerra contro la Russia, ora il M5S sta all'opposizione e, pur non schierandosi contro il sostegno militare all'Ucraina, sostiene prioritariamente l'avvio di negoziati di pace.

Se pensiamo che Draghi rassegnò le dimissioni non tanto per l'uscita dalla maggioranza del M5S interessato esclusivamente al perpetuamento del “reddito di cittadinanza”, senza cui il suo consenso crollerebbe, ma per il venir meno della fiducia della Lega e di Forza Italia, che contestarono a Draghi proprio una linea bellicista e l'assenza di un'azione diplomatica nel conflitto tra la Nato e la Russia in Ucraina. Non a caso il Partito Democratico tuonò contro Salvini e Berlusconi accusandoli di essere filo-russi e amici di Putin.

Cari amici, prendiamo atto che questa democrazia è intrinsecamente degradata e si è ridotta a una partitocrazia consociativa. Prendiamo atto che fintantoché sono all'opposizione, i partiti dicono ciò che il popolo vorrebbe sentirsi dire. Ma quando vanno al Governo, i partiti, tutti indistintamente, dicono ciò che il Potere forte della grande finanza speculativa globalizzata impone loro di dire. E in Italia la grande finanza speculativa globalizzata è incarnata principalmente in Mario Draghi, che è l'Eminenza grigia, il Tutore e il Garante di Giorgia Meloni.

La Casa della Civiltà promuove e persegue il traguardo di un nuovo modello di Stato con un Governo Presidenziale autorevole ma non autoritario, affidando alle Comunità locali raccordate in Federazione l'amministrazione e lo sviluppo del territorio.

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Giovedì 1 dicembre 2022

Postato il 01/12/2022 10:20:27 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "CONDANNATO PER FAR VEDERE IL PARENTE MORTO DA COVID

Postato il 30/11/2022 12:16:42 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La Magistratura condanna chi si è fatto pagare per far vedere o radere la barba alla salma del proprio caro morto per Covid-19, anziché condannare la “strage di Stato”

Cari amici buongiorno. La cosiddetta pandemia di Covid-19 è stata di fatto una pandemia “procurata” per due ragioni principali. 

Innanzitutto il divieto al medico di base di prestare assistenza ai malati nelle loro abitazioni e di curarli conformemente a una diagnosi specifica, con l'obbligo di attenersi all'unica prescrizione ministeriale «Tachipirina e vigile attesa», che inevitabilmente ha favorito la diffusione dell'infezione polmonare, ha costretto al trasferimento dei malati in ospedale in una fase di infiammazione polmonare avanzata, ha di fatto condannato a morte dei malati che avrebbero potuto guarire se curati subito con i farmaci adeguati a un'infezione polmonare.

Inoltre il divieto a eseguire le autopsie, che avrebbero consentito da subito di individuare che la causa del decesso delle persone affette dal virus Sars-Cov-2 era la trombosi, la formazione di micro-coaguli di sangue che ostacolavano l'ossigenazione dei polmoni, che pertanto sarebbe stato necessario somministrare degli anti-coagulanti, mentre averli intubati in questa condizione si è tradotto nel colpo di grazia.

Ecco perché si configura una “strage di Stato”, di cui sono state vittime anche gli oltre cento morti per Covid-19 tra i medici e gli infermieri, assoggettati anch'essi alle direttive ministeriali, anche se responsabili per aver tradito il “Giuramento di Ippocrate” rinunciando a prestare assistenza ai malati secondo «scienza e coscienza».

In questo contesto, apprendiamo dall'Agenzia giornalistica Agi, che la Procura di Busto Arsizio, sulla base delle indagini svolte dai Carabinieri di Saronno in Provincia di Como, ha disposto a due sanitari dell'Ospedale di Saronno il divieto di esercizio della professione medica; a quattro funzionari il divieto dall’esercizio della professione di impresario funebre; ad altri due la sospensione dall’esercizio di mansioni di addetto all’obitorio con divieto di concludere contratti con la pubblica amministrazione.

I reati ipotizzati sono corruzione di incaricato di pubblico servizio, peculato, furto, truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. 
Concretamente cosa hanno fatto? Leggiamo:  
«Mazzette ai dipendenti dell’obitorio di Saronno per consentire ai loro familiari di vedere le salme  positive al Covid, in violazione delle norme per limitare il contagio».
«Mazzette di 50 euro per aver raso la barba a una salma».
«Mazzetta di 50 euro per avere vestito la salma di una donna».
«Mazzetta di 50 euro essersi attivato per conoscere l’esito del tampone sulla salma di un uomo, giunto in una body-bag, così da accelerare le procedure di ritiro e trasporto a cassa aperta». 
«Mazzetta di 50 euro per avere mostrato alla figlia il corpo del padre prima di chiudere la bara».

In parallelo figurano altre contestazioni. Quattro titolari delle pompe funebri avrebbero pagato alcuni dipendenti dell'ospedale di Saronno per “orientare” i parenti dei defunti alla scelta dell’impresa a cui affidare il servizio funebre, ottenere informazioni, vestire e ricomporre le salme.
A due medici viene contestato di avere rilasciato falsi certificati di malattia a dipendenti pubblici e privati che venivano stipendiati senza lavorare. Un’addetta dell’obitorio dell’ospedale di Saronno, messa ai domiciliari, durante i periodi di assenza dal lavoro per malattia avrebbe lavorato come dipendente negli studi dei medici dai quali sarebbe stata certificata come finta malata. Infine due dipendenti dell’obitorio avrebbero rubato materiale sanitario e di pulizia dell’ospedale di Saronno per venderlo. 

La Procura di Saronno ha emesso le misure restrittive sulla base della Circolare del Ministero della Salute del 2 maggio 2020. Nel paragrafo B, «Precauzioni da adottare in via generalizzata per tutti i defunti per i quali non si possa escludere la contrazione in vita di Covid-19», al punto 4 si legge:
«Sono vietati il cosiddetto trasporto “a cassa aperta”, la vestizione del defunto, la sua tanatocosmesi, come qualsiasi trattamento di imbalsamazione o conservativo comunque denominato, o altri quali lavaggio, taglio di unghie, capelli, barba e di tamponamento».

Ebbene, ritengo che sia illegale sul piano del diritto che la Magistratura continui a attenersi a delle circolari del Ministero della Sanità del 2020 in un contesto in cui l'insieme dei decreti governativi del 2020 e del 2021 concernenti la gestione della procurata pandemia di Covid-19 sono stati bocciati da sentenze di vari Tribunali. 

Ma sia soprattutto immorale sul piano civile concepire un reato l'essere stati costretti a pagare per vedere la salma del proprio caro estinto, l'aver voluto che prima della sepoltura gli venisse rasa la barba o vestito dignitosamente. 
Oltretutto, nella stessa circolare si esclude che la salma possa essere contagiosa: «Premesso che con il decesso cessano le funzioni vitali e si riduce nettamente il pericolo di contagio (infatti la trasmissione del virus è prevalentemente per droplets e per contatto) e che il paziente deceduto, a respirazione e motilità cessate, non è fonte di dispersione del virus nell'ambiente».

Ci auguriamo che il Governo Meloni mantenga l'impegno di fare luce sulla criminale gestione di una procurata pandemia, e che la nuova Commissione d'inchiesta non si risolva nel nulla come regolarmente accade, ad eccezione di fruttare ulteriori compensi ai suoi membri. 

I fatti sono fatti. Noi cittadini italiani, compresi i medici, gli infermieri e il personale sanitario costretti a sottomettersi all'obbligo vaccinale, abbiamo il diritto di far prevalere la verità per salvaguardare la salute di tutti, soprattutto dei nostri figli e dei nostri nipoti anch'essi nel mirino della gestione criminale della procurata pandemia.

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Mercoledì 30 novembre 2022

Postato il 30/11/2022 10:37:55 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] INDIGNATO PER SOUMAHORO MA CONDANNO LO STATO

Postato il 29/11/2022 14:45:21 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Sono indignato per il caso Soumahoro, ma condanno lo Stato che finanzia e promuove la strategia criminale dell'auto-invasione e della nostra sostituzione etnica

<p>Cari amici. I riflettori dei mezzi di comunicazione di massa sono puntati su Aboubakar Soumahoro, 42 anni, cittadino italiano, arrivato in Italia dalla Costa d'Avorio all'età di 19 anni, eletto alla Camera dei deputati nel 2022 con Alleanza Verdi e Sinistra.<br /> Laureato in Sociologia all'Università Federico II di Napoli, è stato tra i fondatori della “Coalizione Internazionale Sans-Papiers, Migranti e Rifugiati”, è stato sindacalista del Coordinamento Agricolo dell’Unione Sindacale di Base (USB), ha fondato la “Lega Braccianti”.</p> <p>Il 24 novembre 2022 Soumahoro si è autosospeso dal Gruppo parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, dopo l'avvio di indagini giudiziarie da parte della Procura &nbsp;su due cooperative, Karibou e Consorzio Aid, la prima gestita dalla suocera, Marie Therese Mukamitsindo, e l'altra dalla moglie del Soumahoro, Liliane Murakatete.</p> <p>Ieri la Procura di Latina ha iscritto nel Registro degli indagati la suocera, Marie Therese Mukamitsindo, contestando i reati di truffa aggravata e false fatturazioni &nbsp;relativamente all'impiego dei fondi erogati, ai rapporti con l'Erario e ai rapporti con i dipendenti.&nbsp;</p> <p>Ad oggi Soumahoro non è indagato. La denuncia parte dalla segnalazione di Uiltcs, il Sindacato di categoria della UIL che rappresenta i lavoratori del terziario, turismo, commercio e servizi, per stipendi non pagati a 26 dipendenti delle due cooperative anche per due anni, e dopo che alcuni minorenni hanno messo a verbale di essere stati maltrattati e privati di acqua e luce nelle strutture delle due cooperative pontine. Un lavoratore ha sostenuto anche che gli è stato chiesto loro di produrre fatture false per essere pagato.&nbsp;<br /> E poi ci sono i documenti trovati in 8 sacchi della spazzatura abbandonati nei cassonetti di Sezze, la cittadina laziale in cui ha sede la cooperativa Karibou.<br /> Le due cooperative si difendono sostenendo che i pagamenti non sono stati effettuati perché non è arrivato il denaro di appalti, attraverso la Prefettura di Latina, da Regione Lazio e dai Comune di Latina e Roccagorga.</p> <p>Secondo Uiltucs sono circa 400.000 euro i debiti retributivi e contributivi delle due cooperative impegnate in progetti contro il caporalato e lo sfruttamento organizzati dallo Sprar, Regione Lazio e e altri enti.<br /> Secondo “Il Fatto quotidiano” la cooperativa Karibou nel bilancio di fine 2021 aveva debiti totali per 2,26 milioni di euro, e incassi azzerati rispetto al 2020 chiuso con 2,5 milioni di euro. La cooperativa Consorzio Aid ha ricavi per 716.000 euro, una perdita di 65.000 euro e debiti totali per 260.000 euro.</p> <p>Don Andrea Pupilla, Presidente della Caritas di San Severo (Foggia), ha denunciato che Soumahoro ha raccolto 16 mila euro lo scorso anno nel Foggiano, vestito da Babbo Natale, facendosi riprendere mentre portava regali ai bambini in un luogo dove ci sono pochissimi bambini.&nbsp;<br /> Durissima l'accusa rivoltagli dal sacerdote: «È un personaggio mediatico, un grande comunicatore certamente. Però vista da qui, da San Severo, la situazione è diversa da come la descrive lui. Soumahoro non è mai andato con gli stivali nel fango, se non per farci dei video da postare sul web».&nbsp;</p> <p>Molti italiani sono comprensibilmente indignati per il fatto che siano persone di origine africana a sfruttare altri africani meno intraprendenti e meno fortunati.&nbsp;<br /> Personalmente, pur condividendo l'indignazione, ma tenendo presente che Soumahoro è cittadino italiano e vi risiede da 23 anni, sono soprattutto indignato per il fatto che sia lo Stato, tramite istituzioni statali, della Chiesa e di singoli imprenditori, il finanziatore del più colossale giro d'affari in cui la criminalità organizzata fa la parte del leone.<br /> Questo dato di fatto è stato attestato da Salvatore Buzzi, titolare della cooperativa rossa “29 Giugno” e braccio operativo dell’organizzazione criminale denominata “Mafia Capitale”, quando nel 2014 disse in romanaccio: «Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno».<br /> L'organizzazione criminale era capeggiata da Massimo Carminati, ex terrorista dei Nar ed ex capo della banda della Magliana.&nbsp;<br /> Si stima che dal 2014 ad oggi lo Stato abbia messo a disposizione per la cosiddetta “accoglienza” circa 11 miliardi di euro, in gran parte finiti nelle mani della criminalità organizzata.&nbsp;<br /> A gestire la strategia della “accoglienza” è una rete di cui fanno parte la grande finanza speculativa globalizzata, le Nazioni Unite, l'Unione Europea, il Governo italiano, le Chiese cristiane, la criminalità organizzata, cooperative, associazioni di volontariato, Stati musulmani, scafisti e terroristi islamici.&nbsp;<br /> Questa strategia promuove principalmente l'esodo epocale di milioni di africani, mediorientali e asiatici che si riversano in Europa, con il duplice obiettivo di sfruttare le risorse minerarie e agricole in particolare dell'Africa, che è il Continente più ricco della Terra, e di attuare la “sostituzione etnica” e la “islamizzazione demografica” in Europa colmando un crollo della natalità degli europei senza precedenti.</p> <p>Luciana Lamorgese, prima di congedarsi da Ministro dell'Interno, con il decreto ministeriale 37847 del 13 ottobre 2022, ha predisposto il rifinanziamento dei progetti Sai (Sistema accoglienza e integrazione) dal primo gennaio 2023 al 31 dicembre 2025.<br /> Il decreto ministeriale ha stanziato 1,3 miliardi di euro destinati alle cooperative dedite all’accoglienza di immigrati per il prossimo triennio, 425.315.927 euro all’anno.&nbsp;<br /> I 282 centri di accoglienza ordinari riceveranno quasi 327 milioni di euro all’anno per ospitare 21.238 immigrati maggiorenni. Ciò significa che la diaria sarà in media 42 euro al giorno per singolo immigrato.&nbsp;<br /> Ai 77 centri di accoglienza per minori migranti non accompagnati, andranno 87 milioni di euro all’anno per ospitare 3.259 minorenni, ovvero la diaria media giornaliera sarà di 73 euro per singolo immigrato riconosciuto come minore.&nbsp;<br /> I 24 centri di accoglienza per immigrati con vulnerabilità (disagio mentale – assistenza sanitaria specialistica e prolungata) riceveranno quasi 12 milioni di euro all’anno per ospitare 351 immigrati. La diaria media giornaliera, in questo caso, sarà di 92 euro per singolo immigrato riconosciuto come vulnerabile.&nbsp;</p> <p>Questi miliardi transitano tramite le Prefetture che gestiscono un fiume di denaro pubblico che alimenta il giro d'affari in assoluto il più lucroso della nostra storia contemporanea, con profitti che si impennano all'ennesima potenza, senza neppure l'obbligo di rendicontare la propria attività.&nbsp;</p> <p>Cari amici, Soumahoro, la moglie e la suocera, fermo restando che siamo ancora nella fase investigativa e che non c'è stata alcuna condanna, se hanno lucrato sulla pelle dei clandestini che ci obbligano a chiamarli migranti, è perché glielo consente un sistema di potere marcio e corrotto, che fa capo allo Stato, che perpetra la strategia criminale di auto-invasione, di sostituzione etnica e di islamizzazione demografica dell'Italia. Il vero colpevole è questo Stato che non ama l'Italia e tradisce gli italiani. Prima di preoccuparci delle eventuali malversazioni della famiglia Soumahoro, dobbiamo occuparci del nostro Stato che è collassato e della nostra civiltà che è decaduta.</p> <p>Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.</p> <p>Magdi Cristiano Allam<br /> Fondatore della Casa della Civiltà</p> <p>Martedì 29 novembre 2022</p>
Postato il 29/11/2022 11:56:55 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

[VIDEO] "PIANGIAMO I MORTI DI ISCHIA, DENUNCIAMO L'IPOCRISIA DI STATO".

Postato il 28/11/2022 18:20:34 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La tragedia di Ischia ci addolora e ci fa riscoprire l'ipocrisia dei Governi che finora non hanno attuato la messa in sicurezza del territorio nazionale

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Tutti noi piangiamo e ci stringiamo con la preghiera e l'affetto alle famiglie delle sette persone decedute, tra cui un neonato di 21 giorni, a causa della frana nel Comune di Casamicciola ad Ischia. 
Tutti noi preghiamo affinché i soccorritori riescano a ritrovare vivi i cinque dispersi.
Tutti noi auguriamo ai feriti di guarire al più presto.
Tutti noi chiediamo una sistemazione dignitosa ai 230 sfollati.
Tutti noi sollecitiamo la ricostruzione delle case e delle infrastrutture della zona devastata con criteri di sicurezza che assicurino che questa tragedia non si ripeta più.

Però tutti noi non possiamo non deplorare il fatto che si tratta dell'ennesima tragedia che da secoli si abbatte sull'Italia, ripetendo lo stesso copione.
Per l'ennesima volta l'Italia subisce impotente quella che ufficialmente viene etichettata come “calamità naturale”, mettendo insieme terremoti, eruzioni vulcaniche, nubifragi, alluvioni, uragani, frane, smottamenti, valanghe di neve.
Per l'ennesima volta plaudiamo all'abnegazione e all'eroismo agli operatori della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa che per primi accorrono per salvare le vite.
Per l'ennesima volta assistiamo inermi alla tragica conta dei morti, dei dispersi, dei feriti, degli sfollati, dei danni materiali.

Per l'ennesima volta ci propinano il “teatrino politico” del cordoglio del Presidente della Repubblica, della visita del Presidente del Consiglio nell'area devastata, della proclamazione dello “stato di emergenza”, dello stanziamento di somme per i “primi interventi”, della nomina di un “Commissario straordinario”, della riunione del Governo per deliberare una somma più consistente per la “ricostruzione”, della promessa che questa tragedia non dovrà mai più ripetersi, della concessione ai residenti nell'area disastrata alla “sospensione temporanea” del pagamento dei tributi. 
Per l'ennesima volta si scatena l'indecente strumentalizzazione politica con lo scontro tra i partiti su chi è più responsabile e colpevole della tragedia per essere stati gli ultimi, in ordine cronologico, a decretare dei condoni per gli abusi edilizi e per aver costruito in aree considerate a rischio di dissesto idrogeologico.
Per l'ennesima volta ascoltiamo l'esperto che ricorda sommessamente al Governo che a Ischia «c'è un'urbanizzazione che ha colpito e devastato tutto il territorio»; che la tragedia «non è legata solo al cambiamento climatico ma riguarda anche la cura del territorio»; che in un ambiente a elevato rischio idrogeologico «è mancata la manutenzione dei corsi d'acqua, dei canaloni, aspetti molto importanti che consentono di mitigare l'effetto degli eventi estremi». 
Per l'ennesima volta, sempre l'esperto a cui si consente di parlare, rileva che «quello che è successo non è solo un problema dell'isola di Ischia ma è anche una questione da porre a livello nazionale ed europeo». 
Per l'ennesima volta riscopriamo l'ipocrisia dei Governi che ci fa toccare con mano che più che una “calamità naturale”, si tratta di una “calamità di Stato”.

Le frane che si abbattono con il loro carico di morte, non sono il frutto della cattiveria della natura, ma dell'incuria degli italiani che hanno devastato l'ambiente. In “L’Italia dei disastri. Dati e riflessioni sull’impatto degli eventi naturali 1861-2013”, a cura di Emanuela Guidoboni e Gianluca Valenzise, si legge che nell’ultimo mezzo secolo le frane sono state 13 volte di più che nella seconda metà dell’800. Tra il 1850 e il 1899 l’Italia è stata colpita da 162 frane più gravi, triplicate nel mezzo secolo successivo (1900 – 1949) salendo a 509, per poi aumentare di 13 volte tra il 1950 e il 2008 fino a 2.204. 

Gli esperti ci dicono che in Italia le aree ad elevata criticità per il rischio di dissesto idrogeologico rappresentano il 9,8% della superficie nazionale, riguardano l’89% dei Comuni, concernono 5.798.000 persone, 6.250 scuole e 550 ospedali. Dal 1963 al 2012 ci sono stati 3.994 morti, vittime delle calamità provocate dal dissesto idrogeologico. Dal 1944 al 2012 il costo che l’Italia ha sostenuto per fronteggiare le conseguenze dei danni ambientali e delle vittime umane è stato di 61,5 miliardi di euro. 

La devastazione del patrimonio ambientale porta alla devastazione del patrimonio culturale, frutto della creatività degli italiani in millenni di storia. Anche in questo caso, pur avendo il più cospicuo patrimonio culturale del mondo, non solo non siamo in grado di valorizzarlo per trasformarlo in ricchezza, ma l’abbandoniamo all’incuria del dissesto idrogeologico. 

Cari amici, da quando nel 2009 fondai il Partito “Io amo l'Italia”, ho sostenuto la priorità di attuare subito un Piano per la messa in sicurezza del territorio nazionale. Le Regioni hanno stimato un costo di 40 miliardi. Claudio Margottini, ricercatore dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) stima il costo in 48 miliardi. Ma i vari Governi hanno finora stanziato cifre miserevoli dell'ordine di decine di milioni di euro.

Mi è chiaro che fintantoché l'Italia non riscatterà la sovranità monetaria e lo Stato non potrà tornare a emettere una propria moneta “a credito”, senza dover subire una moneta “a debito” qual è l'euro; così come fintantoché l'Italia sarà sottomessa a delle assurde e infondate leggi finanziare europee che ci impongono dei rigidi parametri nel rapporto tra il debito e il deficit con il Pil; ebbene l'Italia non potrà mai disporre dei circa 50 miliardi, ma probabilmente il costo complessivo reale è superiore, per realizzare la messa in sicurezza dell'insieme del territorio nazionale. 
Solo riscattando la sovranità monetaria potremo finanziare il Piano per la messa in sicurezza dell'insieme del territorio nazionale che tutelerà e valorizzerà il patrimonio ambientale, culturale e umano, che sono il nostro patrimonio inestimabile, ineguagliabile, non clonabile e non delocalizzabile, grazie al quale potremo rilanciare  lo sviluppo e fare dell'Italia il Paese numero uno al mondo per la qualità della vita.

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Lunedì 28 novembre 2022

Postato il 28/11/2022 10:30:25 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Per avere successo non è sufficiente essere intelligenti, colti, saggi e avere una forte personalità, dobbiamo essere protagonisti della nostra vita e testimoni di umanità

Cari amici Buongiorno e Buona Domenica del Signore. Dalla “scuola della vita” ho imparato che essere intelligenti non significa essere colti; essere colti non significa essere saggi; essere saggi non significa avere una forte personalità; avere una forte personalità non significa essere protagonisti della propria vita, coloro che attuano concretamente i valori in cui credono e le idee che affermano; essere protagonisti della propria vita non significa essere testimoni di umanità, coloro che perseguono e realizzano il bene proprio e il bene altrui contribuendo alla costruzione di una migliore qualità di vita.

Per avere successo nella propria vita, da intendersi come essere pienamente se stessi, dobbiamo essere l'insieme di queste qualità, intelligenti, colti, saggi, avere una forte personalità, essere protagonisti della propria vita e testimoni di umanità. Solo quest'insieme si traduce, per un verso, nella soddisfazione della pienezza della nostra umanità, per l'altro, nel successo di una proposta di una migliore qualità di vita.

Quest'insieme noi lo ritroviamo nel modello morale, ideale e operativo dei monasteri benedettini che, dopo la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 che rappresentava il mondo globalizzato dell'epoca, costituirono l'alternativa di un localismo, ergendosi a micro-cosmi virtuosi di umanità nel tracollo di un macro-cosmo disumanizzato. 
I monasteri benedettini diedero vita a una nuova spiritualità cristiana codificata dalla «Regola» di San Benedetto da Norcia e sintetizzata nel motto «Ora et Labora», coniugando la preghiera con il lavoro finalizzato a rendere le comunità dei monaci, per un verso, integerrime nell'integralità della fede cristiana, e per l'altro, del tutto autonome ed autosufficienti nel fabbisogno alimentare e dei beni materiali per sé e per la comunità territoriale circostante.
I monasteri benedettini affermarono un nuovo modello di sviluppo che fu all'avanguardia nel progresso tecnologico, in particolare nell'agricoltura e nella medicina, che è considerato l’antesignano della moderna organizzazione aziendale.
I monasteri benedettini, tramite l'opera degli amanuensi, salvaguardarono e ci tramandarono la cultura greca e romana, diventando le prime “stamperie” manuali e le più pregiate librerie dell'epoca.
I monasteri benedettini si ressero su nuovo modello di organizzazione sociale, traslato a nuovo modello politico, a cui si ispirò anche la Repubblica di Venezia (697-1797), paragonabile a una monarchia costituzionale.
I monasteri benedettini furono eretti laddove sorgevano i presidi dell'esercito romano, dando vita a un nuovo modello di difesa testimoniato dalla costruzione dei monasteri alla stregua di roccaforti con alte mura posizionati sui punti alti del territorio. 
Grazie a questi micro-cosmi di umanità promotori di una proposta di vita qualitativamente migliore di spiritualità cristiana, di sviluppo economico, di promozione culturale, di modello politico e di sistema di difesa, e dopo la loro diffusione ovunque in Europa, si affermò la civiltà cristiana che concretamente si tradusse in nuove realtà statuali, politiche, economiche e sociali. 

Ecco perché la nostra “Casa della Civiltà” si costituisce in ”Comunità” di cittadini italiani che convergono e condividono valori, idee e una proposta di vita qualitativamente migliore. 
Non siamo un Partito, inteso come fazione politica che compete per la gestione o la condivisione del potere nell’ambito del sistema della democrazia che è degradata in partitocrazia consociativa. 
Non siamo un Movimento politico, inteso come organizzazione che aggrega le masse per manifestare negli spazi pubblici affinché le sue istanze vengano recepite e attuate dalle istituzioni preposte al Governo dello Stato o di ambiti locali.
Non siamo neppure una comunità di persone sinceramente animate dalla volontà di perseguire un nuovo modello di vita qualitativamente migliore, ma che sceglie di auto-isolarsi dall'insieme della società e delle istituzioni statuali.
Non siamo infine una associazione culturale o di promozione sociale che ha al proprio interno tutto e il contrario di tutto sul piano dei valori, delle idee e delle proposte, all'insegna del principio della “par condicio”.

Cari amici, se vogliamo che abbia successo la missione di far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani e riscattare l’Italia dobbiamo crederci totalmente, impegnarci con tutto noi stessi, combattere per vincere sul fronte etico, culturale, civile e politico. Solo così potremo riscattarci dalla condizione di «gregari» elevandoci allo status di «Protagonisti», passando dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti. Siamo consapevoli che per conseguire il traguardo ci vorrà un miracolo. Ebbene, noi non abbiamo altra scelta che credere che questo miracolo si compirà e che ciascuno di noi darà il proprio contributo per il successo della comune missione che realizzerà il legittimo bene nostro, dei nostri figli e nipoti. Non potremmo in alcun modo guardarci dentro, guardare negli occhi i nostri figli e nipoti, dicendo: «Mi dispiace, mi sono rassegnato alla sottomissione senza aver reagito, mi considero sconfitto senza aver combattuto». 
Amo concludere con il testamento spirituale di Paolo Borsellino: «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam

Fondatore della Casa della Civiltà

Domenica 27 novembre 2022

Postato il 27/11/2022 10:50:57 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam