La sconfitta della democrazia nello Stato simbolo e garante della democrazia nel Mondo

Dopo l’assalto armato al Congresso Trump si rassegna al passaggio dei poteri ma non parteciperà alla cerimonia d’insediamento di Biden disconoscendone di fatto la legittimità. È la sconfitta della democrazia nello Stato simbolo e garante della democrazia nel Mondo, che imporrà la riconsiderazione della validità della democrazia non solo come fulcro della sovranità popolare e garante dello stato di diritto, ma soprattutto come certezza della governabilità dello Stato.

Cari amici, per la prima volta dalla proclamazione dell’Indipendenza il 4 luglio 1776 dei cittadini americani armati hanno preso d’assalto e fatto irruzione a Capitol Hill, il Parlamento, costringendo alla fuga i deputati e i senatori riuniti per certificare l'elezione di Joe Biden alla Presidenza degli Stati Uniti. 

Per la prima volta in 244 anni un Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, pur rassegnandosi al passaggio dei poteri dopo la ratifica della vittoria di Biden da parte del Congresso, rifiuta di riconoscere la legittimità del suo successore, non parteciperà alla cerimonia d’insediamento di Biden il 20 gennaio, denunciando una truffa elettorale e sostenendo che si tratta di una vittoria rubata. 

A testimonianza dell’eccezionale gravità dell’accaduto, il Presidente eletto Biden ha sostenuto che si è trattato di “una insurrezione”, mentre il leader dei democratici in Senato, Chuck Schumer, l’ha definito “un tentativo di colpo di stato”.

Scene simili si sono finora viste solo nel Terzo Mondo o negli Stati dove c’è un sistema democratico formale ma non sostanziale. Il fatto che gli Stati Uniti, considerati l’emblema e il garante ovunque nel Mondo delle libertà individuali e del liberalismo economico, attestino uno sconvolgente degrado istituzionale, registrino una seria minaccia violenta al sistema democratico e in prospettiva all’integrità dello Stato federale, ci obbliga a prendere atto che quanto è accaduto a Washington il 6 gennaio è solo la punta dell’iceberg che prospetta un cambiamento radicale a livello mondiale, che va oltre la contingenza di un evento isolato nel tempo e nello spazio.

Dobbiamo prendere atto che l’assalto armato al Congresso della prima potenza mondiale che non ha esitato a scatenare guerre in tutto il Mondo nel nome della democrazia, ci fa toccare con mano la crisi profonda della democrazia come sistema rappresentativo della volontà popolare, garante della sovranità popolare, fulcro dello stato di diritto fondato sulla certezza e sul primato della legge, ma anche come l’istituto costituzionale atto a assicurare la governabilità dello Stato.

Ieri Trump ha messo in discussione il sistema elettorale degli Stati Uniti, che è lo strumento attraverso cui si attua la democrazia: “Continuo a ritenere con forza che si debbano riformare le nostre leggi elettorali per verificare l’identità e l’idoneità di tutti i votanti, per assicurare fede e fiducia in tutte le prossime elezioni”.  Trump ha sottolineato che bisogna “assicurare l’integrità del voto e difendere così la democrazia americana”.

È stato il Presidente francese Emmanuel Macron a evidenziare la ricaduta dell’assalto armato al Congresso americano sull’istituto della democrazia: “Quando in una delle più antiche democrazie del mondo i sostenitori di un presidente uscente rimettono in discussione, con le armi, i risultati legittimi di un'elezione, si demolisce l'idea universale di un uomo - un voto”.

Cari amici, l’insieme del quadro turbolento delle elezioni americane, dalla denuncia di una truffa elettorale e di una vittoria rubata al rifiuto del Presidente in carica di riconoscere la legittimità del Presidente eletto, dall’assalto armato al Congresso all’annuncio di Trump che non parteciperà alla cerimonia dell’insediamento di Biden il 20 gennaio pur rassegnandosi al passaggio dei poteri, si traduce nella sconfitta della democrazia nello Stato concepito come il simbolo e che si erge a guardiano della democrazia nel Mondo. Questa realtà crea uno stato d’emergenza non solo sul piano della sicurezza interna agli Stati Uniti, in cui la democrazia è diventata il grande malato, ma anche sul piano politico e culturale che imporrà di riconsiderare la validità della democrazia, non solo come fulcro della sovranità popolare e garante dello stato di diritto, ma soprattutto come certezza della governabilità dello Stato. 

 

 

 

 

Postato il 08/01/2021 19:08:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Come italiani che amano l'Italia abbiamo il dovere in questo nuovo anno 2021 di combattere su un fronte culturale e civile per riscattarci dalla guerra e dittatura finanziaria

Iniziamo questo nuovo anno 2021 prendendo atto che c'è un nesso tra la crescita delle difficoltà economiche, la diffusione della paura di morire a causa del Covid-19, l'obbligo dell'isolamento e del «distanziamento sociale», il deterioramento della salute mentale, l'ulteriore tracollo demografico, la guerra e la dittatura di natura finanziaria che stiamo subendo. Come italiani che amano l'Italia e vogliono salvaguardare il diritto alla vita, alla dignità e alla libertà dei nostri figli e nipoti, abbiamo il dovere in questo nuovo anno di affrancarci dalla guerra e dalla dittatura finanziaria, relativista, mediatica, informatica, immigrazionista, globalista, omosessualista, sanitaria e islamofila, mobilitandoci su un fronte culturale e civile per consolidare la certezza e l'orgoglio di chi siamo, riscattare la sovranità nazionale, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà.

Cari amici Buon primo gennaio 2021. Felice Anno Nuovo. Nel fare gli auguri molti hanno sottolineato che l'aggettivo «felice» non si addice a un anno contrassegnato dalle tragiche conseguenze sociali ed economiche conseguenti alla gestione a mio avviso pessima dell'emergenza più ospedaliera che sanitaria per la pandemia di Covid-19.

Ma pochi hanno evidenziato le conseguenze sull'ulteriore aggravamento del tracollo demografico, che a mio avviso è in assoluto la prima e la più grave emergenza dell'Europa in generale e dell'Italia in particolare. Purtroppo l'Italia ha il triste primato del più basso tasso di natalità in Europa che a sua volta è l'area del mondo che ha il più basso tasso di natalità, e noi italiani siamo la popolazione più anziana al mondo dopo il Giappone.

Alla base del tracollo demografico, in parallelo alle difficoltà economiche, c'è il grave deterioramento della salute mentale degli italiani durante l'isolamento coatto nelle proprie abitazioni e con il persistere dell'obbligo del «distanziamento sociale», che hanno sviluppato in generale una percezione negativa del prossimo in quanto possibile «untore» e per un quarto della popolazione sintomi di ansia e depressione.

Il mio amico Giorgio Bongiorno, ingegnere di formazione, dirigente e consulente aziendale di professione, poeta di vocazione, mi ha ricordato che nel passato si parlava di «Felix» non tanto nel senso di «gioioso» ma di «fertile», «fecondo», «fruttifero» e «ferace». Questi attributi hanno la stessa radice etimologica di «fyo» che in greco significa «produco» ed è presente in parole come fecondo, feto, femmina e figlio, che danno tutto il respiro di creazione futura portatrice di benessere e di gioia.

Ecco perché, in senso strettamente letterale, risulta improprio augurare «Felice Anno Nuovo» quando l'Istat, l'Istituto Nazionale di Statistica, ha previsto che nel 2020 i nuovi nati saranno appena 408.000 e che nel 2021 caleranno ulteriormente a 393.000, rispetto ai 420.000 registrati nel 2019 che rappresentava un record negativo assoluto dal 1918, anno che vide coincidere la fine della Prima Guerra Mondiale e l'esplosione della pandemia La Spagnola, la più mortale della Storia con 50 milioni di morti su una popolazione mondiale di due miliardi. Il Presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo, in un'audizione al Senato lo scorso 24 novembre, ha detto che «è legittimo ipotizzare che il clima di paura e incertezza e le crescenti difficoltà di natura materiale (legate a occupazione e reddito) generate dai recenti avvenimenti orienteranno negativamente le scelte di fecondità delle coppie italiane». Secondo Blangiardo, «i 420 mila nati registrati in Italia nel 2019, che già rappresentano un minimo mai raggiunto in oltre 150 anni di Unità Nazionale, potrebbero scendere, secondo uno scenario Istat aggiornato sulla base delle tendenze più recenti, a circa 408 mila nel bilancio finale del corrente anno – recependo a dicembre un verosimile calo dei concepimenti nel mese di marzo – per poi ridursi ulteriormente a 393 mila nel 2021».

Paura, incertezza, difficoltà economiche sono nell'ordine le ragioni indicate da Blangiardo per spiegare le cause dell'ulteriore tracollo demografico dell'Italia. Già lo storico greco Tucidide disse che Atene fu distrutta più dalla paura della peste che dalla peste che la colpì tra il 430 e il 427 a.C.

Alessandra De Rose, Professore di Demografia alla Sapienza e componente del Gruppo di esperti sul tema «Demografia e Covid-19» istituito lo scorso aprile dal Ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, ha detto: «Abbiamo notato un cambiamento in negativo delle aspettative dei giovani. Molte coppie hanno deciso di rinviare il loro progetto riproduttivo, sia per l'incertezza economica e lavorativa che per il timore che la crisi sanitaria non finirà presto. Questo cambiamento non è ancora stato colto in pieno dalle statistiche, ma segnala un fenomeno allarmante.»

Antonino Guglielmino, Direttore Sanitario e Clinico del Centro Unità di Medicina della Riproduzione di Catania e Direttore della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, evidenzia la specificità particolarmente negativa di questa pandemia di Covid-19 sul tracollo demografico: «Nei periodi successivi alle crisi economiche e ai momenti più difficili si nota solitamente un boom delle nascite, è quanto avvenuto dopo la Seconda guerra mondiale e a seguito ad altre grandi epidemie storiche. In questo caso, tuttavia, con il Coronavirus sono emerse delle dinamiche sociali particolari, che sembrano aver instillato un senso di disagio generale, che non incentiva nuove nascite. La crisi economica, inoltre, deriva da una causa sanitaria, per cui, oltre alle preoccupazioni finanziarie, si aggiungono le inquietudini legate alla paura del contagio. La situazione è davvero complessa, ma è possibile intervenire».

Gloria Volpato, psicologa di Bergamo, rileva la presenza di un danno psicologico «più sottotraccia perché relativo al clima e alle atmosfere sociali. Mi riferisco al cambiamento dello stile di vita iniziato col lockdown e non ancora finito che richiede continui adattamenti a individui, famiglie e bambini. Siamo dentro un’esperienza che non sappiano quanto durerà, alimentata dalle continue notizie di morti e contagiati che sarebbe ora di smettere di dare non trovandoci più in una fase acuta. Sono informazioni che vanno a inoculare una tensione continua a livello del corpo che va a rinforzare una visione pessimistica e catastrofica (…) Uno va avanti con la sua vita, ma è una persona che funziona ma non vive. Sembra stare bene ma nel tempo può sviluppare sindromi più complesse come stati depressivi, ansia e attacchi di panico che altro non sono che attacchi acuti di solitudine.»

La Volpato sottolinea le gravi conseguenze della percezione del prossimo come nemico in quanto potenziale untore: «Per esempio la mamma che porta il bambino all’asilo e gli dice ‘non ti avvicinare agli altri bambini’ dà un messaggio pericoloso perché, seppur in buona fede, insegna a identificare il pericolo negli altri. La psicologia sociale, attraverso vari esperimenti, ci ha dimostrato che l'odio si propaga velocemente, come una sorta di infezione psichica. La storia ci ha dato più volte riscontri di questo. Non dimentichiamo che la stessa influenza Spagnola ha preceduto i totalitarismi e le due guerre mondiali. Così, quasi senza accorgercene, stiamo rendendo fragile la generazione dei più giovani e gli effetti di tutto ciò avranno una gittata di lungo corso».

Cari amici, iniziamo questo nuovo anno 2021 prendendo atto che c'è un nesso tra la crescita delle difficoltà economiche e dell'impoverimento degli italiani, la diffusione capillare della paura di ammalarsi e di morire a causa del Covid-19, l'obbligo dell'isolamento nelle proprie abitazioni e del «distanziamento sociale», il deterioramento della salute mentale che registra l'insorgere di sintomi di ansia e depressione in un quarto della popolazione, il consolidamento della percezione del prossimo come nemico in quanto possibile «untore», l'ulteriore tracollo demografico che non ha precedenti, l'insorgere di nuove guerre e dell'avvento di regimi totalitari così come accadde dopo la Spagnola, la più mortale pandemia della Storia che coincise con la fine della Prima Guerra Mondiale, a cui seguirono la «Grande depressione», l'avvento del nazismo e del fascismo, l'esplosione della Seconda Guerra Mondiale.

Ebbene di fatto noi stiamo subendo una guerra e siamo sottomessi a una dittatura di natura finanziaria, che hanno imposto una dittatura relativista sul piano dei valori, mediatica e informatica sul piano della comunicazione, immigrazionista e globalista sul piano demografico, omosessualista sul piano sociale, con la prospettiva di imporre un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata che ha nella Cina capital-comunista la sua locomotiva trainante.

Come italiani che amano l'Italia e vogliono salvaguardare il diritto alla vita, alla dignità e alla libertà dei nostri figli e nipoti, abbiamo il dovere in questo nuovo anno di affrancarci dalla guerra e dalla dittatura finanziaria, relativista, mediatica, informatica, immigrazionista, globalista, omosessualista, sanitaria e islamofila, mobilitandoci su un fronte culturale e civile per consolidare la certezza e l'orgoglio di chi siamo, riscattare la sovranità nazionale, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 01/01/2021 11:48:06 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

A sorpresa la Banca Centrale Europea critica l’Italia per l’iniziativa del “cashback”

A sorpresa la Banca Centrale Europea critica l’Italia per l’iniziativa del “cashback” finalizzata a incentivare i pagamenti con la carta di credito e l’Italia risponde che la critica è infondata e che proseguirà nella strategia di digitalizzazione delle transazioni finanziarie. La virtualizzazione della moneta consentirà il riciclaggio della valuta speculativa e spianerà l’affermazione del Nuovo Ordine Mondiale. Dobbiamo mobilitarci e aggregarci per salvaguardare la nostra Italia, la nostra umanità e la nostra civiltà.

Buona domenica amici. L’Agi, Agenzia Giornalistica Italia, il 18 dicembre ha reso noto che la Bce (Banca Centrale Europea) ha inviato una lettera al Governo italiano in cui critica l’introduzione del programma noto come “cashback” per incentivare i pagamenti elettronici, sostenendo che “appare una misura sproporzionata alla luce del potenziale effetto negativo che potrebbe avere sul contante, compromettendo l'approccio neutrale verso i vari mezzi di pagamento disponibili”. 

La Bce critica specificatamente il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per non essersi consultato con la Bce: “La Bce apprezzerebbe che le autorità italiane tenessero in debita considerazione i rilievi che precedono adempiendo in futuro al proprio obbligo di consultare la Bce”.

La lettera della Bce è firmata da Yves Mersch, Membro del Comitato esecutivo e Vice-Presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, Ex Governatore della Banca Centrale del Lussemburgo. 

Ebbene, sempre secondo l’Agi, la risposta del ministro dell’Economia Gualtieri è stata di rifiuto della critica della Bce perché Yves Mersch non rappresenterebbe tutta la Bce. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha sostenuto che le posizioni di Mersch in materia “sono note ed esprimono una corrente d’opinione tradizionale, sempre meno rilevante all’interno della Bce e nel contesto europeo, dove invece è molto forte e incisivo l’impegno per modernizzare il sistema finanziario e per una maggiore diffusione dei pagamenti digitali". Sempre secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze “ i rilievi formali espressi da Mersh non appaiono peraltro fondati, in quanto il cashback italiano non limita minimamente l’utilizzo del contante né penalizza chi lo usa, ma tende unicamente a incentivare gli strumenti di pagamento elettronici”.

Il nostro Ministero dell’Economia e delle Finanze conclude sia escludendo un passo indietro nella strategia del “cashback”, affermando che la lettera della Bce “non desta né preoccupazione né ripensamenti rispetto all’iniziativa del Governo italiano"; sia screditando di fatto Mersch affermando che i suoi rilievi critici “hanno infatti un carattere puramente formale e sono per loro natura non vincolanti". 

Infine il nostro Ministero dell’Economia e delle Finanze sostiene la strategia del “cashback” evidenziando che ha come finalità “di favorire la digitalizzazione del paese, aumentare il livello di sicurezza negli esercizi pubblici e favorire il rispetto delle norme fiscali”. Concretamente significa eliminare il contante dalla circolazione, assicurare che i pubblici esercenti emettano la ricevuta, porre fine all’evasione fiscale.

Siamo di fronte a un fatto inedito nel rapporto tra la Bce e l’Italia. A fronte della condanna da parte della Bce della strategia del “cashback” definita “misura sproporzionata” e della esplicita richiesta di “adempiere in futuro al proprio obbligo di consultare la Bce”, l’Italia condanna la richiesta della Bce qualificandola come infondata e discredita il firmatario della lettera della Bce, Yves Mersch, sostenendo che rappresenta “una corrente d’opinione tradizionale, sempre meno rilevante all’interno della Bce e nel contesto europeo”.

Sorge necessariamente la domanda: è possibile che la Bce consenta a un Membro del Comitato esecutivo e Vice-Presidente del Consiglio di vigilanza, di firmare e inviare a nome della Bce una lettera ufficiale all’Italia come Stato in cui lo si condanna per una iniziativa intrapresa e si esige il rispetto del “proprio obbligo di consultare la Bce”?

Dalla risposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze sembra che la Bce sia divisa al proprio interno tra correnti quasi fosse un’istituzione lottizzata sul piano ideologico e politico, in cui Yves Mersch rappresenterebbe “una corrente d’opinione tradizionale”, favorevole al mantenimento del contante, mentre ci sarebbe una corrente maggioritaria favorevole a “modernizzare il sistema finanziario e per una maggiore diffusione dei pagamenti digitali". È evidente che se Yves Mersch avesse agito in modo arbitrario dovrebbe essere sconfessato e allontanato dalla Bce. 

Cari amici tocchiamo con mano il fatto che la sovranità nazionale dell’Italia viene meno di fronte allo strapotere della Bce e dell’Unione Europea. Ma soprattutto prendiamo atto che sta prevalendo la strategia di eliminazione del contante dalla circolazione per imporre il monopolio della moneta virtuale attraverso la digitalizzazione delle transazioni finanziarie, ovvero l’obbligatorietà dell’uso della carta di credito per tutti i pagamenti. Questa strategia sfocerà di fatto in un’unica valuta virtuale globalizzata, unificando la moneta espressione dell’economia reale che produce beni e servizi con la moneta espressione della speculazione finanziaria. Considerando che nel 2018 secondo uno studio della Banca d’Italia l’ammontare dei titoli derivati, moneta virtuale di natura speculativa, era pari a 33 volte il Pil (Prodotto interno lordo) di tutti gli Stati del mondo, la digitalizzazione finanziaria di fatto consentirà il più grande riciclaggio della moneta virtuale speculativa qualificata come “titoli tossici” e “titoli spazzatura”. La verità è che la virtualizzazione della moneta e la digitalizzazione delle transazioni finanziarie sono il fondamento su cui si sta imponendo il Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata trainato dal regime capital-comunista della Cina, che opera per l’eliminazione degli Stati nazionali sovrani e per lo scardinamento delle civiltà localistiche, trasformandoci antropologicamente da persone depositarie di valori e ideali in semplici strumenti di produzione e di consumo della materialità al più basso costo possibile. 

Noi dobbiamo mobilitarci ed aggregarci su un fronte culturale e civile per acquisire e diffondere una corretta rappresentazione della realtà, recuperare i valori che ci fortificano dentro, individuare la prospettiva che si traduca nel riscatto della sovranità nazionale dell’Italia, nel miglioramento della qualità di vita degli italiani, nella rinascita della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

 

Postato il 20/12/2020 10:32:23 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Per 10 giorni festivi e prefestivi dal 24 dicembre al 6 gennaio sarà un reato accogliere a casa propria più di due persone non conviventi

Per 10 giorni festivi e prefestivi dal 24 dicembre al 6 gennaio sarà un reato accogliere a casa propria più di due persone non conviventi, tra cui potrebbero esserci dei figli o dei nipoti di età superiore ai 14 anni. Conte, pur apparentemente escluderlo, in realtà ha contemplato l’irruzione della Polizia nelle nostre case in presenza della “flagranza di reato”. Mi auguro che l’opposizione in Parlamento e all’interno dello stesso Governo operino concretamente per bloccare un decreto legge incostituzionale.

Buongiorno amici. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha emanato questa volta un decreto legge, non l’ennesimo Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio), in vigore da oggi che reintroduce il cosiddetto “lockdown”, la chiusura totale delle attività pubbliche e l’obbligo per 60 milioni di restare chiusi in casa, salvo giustificati motivi (lavoro, acquisto di beni alimentari, visite mediche), nei giorni festivi e prefestivi dal 24 dicembre al 6 gennaio, mentre nei giorni lavorativi (28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio) le restrizioni si allenteranno con il passaggio dell'Italia da “Zona rossa” a “Zona arancione”.

Ciò che mi ha colpito, preoccupato e mi conferma che il Presidente del Consiglio e l’attuale Governo operano nell’illegalità è la decisione annunciata da Conte di stabilire il numero e l’età delle persone “non conviventi”, cioè sia familiari e parenti che non risiedono nella stessa abitazione sia amici, che si potranno accogliere all’interno della propria abitazione; di stabilire che ci si potrà recare in una sola abitazione nell’arco della stessa giornata; di stabilire che ci si potrà recare una sola volta nell’arco della stessa giornata in una abitazione diversa dalla propria; di stabilire la fascia oraria in cui si potranno accogliere le persone “non conviventi”.

Queste sono le parole di Conte: “E' possibile ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni. È una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo". Più dettagliatamente il nuovo decreto legge precisa che si potrà accogliere le persone “non conviventi” una sola volta al giorno e la fascia oraria in cui si potranno accogliere le persone all’interno della propria abitazione: “Durante i giorni festivi e prefestivi tra il 24 dicembre e il 6 gennaio lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le 22 verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi".

Ebbene Conte e il suo Governo hanno arbitrariamente codificato un nuovo reato. Di fatto è diventato reato accogliere a casa propria più di due persone non conviventi, tra cui potrebbero esserci dei figli o dei nipoti di età superiore ai 14 anni; accoglierli a casa propria più di una volta al giorno; accoglierli prima delle 5 del mattino e dopo le 22 di sera nei giorni festivi e prefestivi dal 24 dicembre al 6 gennaio; recarsi in più di una casa diversa dalla propria nell’arco della stessa giornata. Essendo l’Italia uno Stato di diritto, chi perpetra un reato deve essere sanzionato a norma di legge. 

Il reato dovrà prima essere accertato. Chi lo farà? I vicini di casa faranno le spie e i delatori monitorando le porte delle case dei vicini, fotogrando o filmando chi e quando entra ed esce? Verranno mobilitati e posizionati nei pressi delle abitazioni la Polizia comunale, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza e l’Esercito per cogliere in flagrante i familiari che si introducono nelle case dei propri genitori, nonni o figli? Conte ha parlato della possibilità di verificare, con un «incrocio» delle autocertificazioni, se in una casa ci sono più di due persone non conviventi. 

Conte, pur apparentemente escluderlo, in realtà ha contemplato l’irruzione della Polizia nelle nostre case in presenza della “flagranza di reato”, cioè se si accerta l’ingresso in una abitazione di più di 2 persone maggiorenni “non conviventi”, lo spostamento dalla propria abitazione più di una volta e l’ingresso in più abitazioni nell’arco della stessa giornata. Queste sono le parole di Conte: “Un sistema liberaldemocratico non manda la Polizia in casa, a meno che non ci una flagranza di reato. Noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come limite alla circolazione. Si esce con l'autocertificazione". Si tratta di un uso accorto delle parole per occultare la realtà. Il significato vero delle parole di Conte è che la Polizia sarà legittimata a fare irruzione nelle nostre case in presenza della flagranza di reato.

Cari amici, il fatto che questo inedito reato sarà in vigore per soli 10 giorni (24, 25, 26, 27, 31 dicembre e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio) non va venir meno il fatto sostanziale che si tratta di una flagrante violazione delle libertà personali, della tutela del nostro benessere psico-fisico, del diritto al lavoro per assicurare una vita dignitosa a se stessi e alla propria famiglia sanciti dalla Costituzione. La prevenzione del contagio di un virus, assolutamente doverosa per salvaguardare la salute di un numero assai contenuto di cittadini a rischio, che evidenzia una crisi ospedaliera ma non sanitaria, non può comportare la lesione di libertà e diritti costituzionali per 60 milioni di italiani. Mi auguro che le legittime istanze della stragrande maggioranza degli italiani che sono in buona salute vengano recepite da tutti coloro che amano l’Italia, che hanno a cuore il bene degli italiani, che facciano primeggiare l’interesse supremo della nostra Nazione. Mi auguro che l’opposizione in Parlamento e all’interno dello stesso Governo operino concretamente per bloccare un decreto legge incostituzionale, ponendo fine alle rissose e volgari manifestazioni di protesta nelle Aule della Camera dei deputati e del Senato o sulle piattaforme virtuali della Rete degne della Curva Sud degli stadi ma che accrescono il discredito delle istituzioni e ledono al prestigio dello Stato.

 

 

 

 

 

 

Postato il 19/12/2020 12:38:50 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

I nostri bambini e ragazzini rischiano di ammalarsi di polmonite non per il Covid-19 ma per l’esposizione al gelo immobili sui banchi scolastici per sei ore consecutive

Cari amici buongiorno. I nostri bambini e ragazzini che frequentano le elementari e le medie rischiano di ammalarsi di polmonite, oltre a subire traumi psichici, non perché contagiati dal virus Sars-Cov-2 ma perché vengono costretti a stare seduti per sei ore consecutive sui banchi in classi con le finestre aperte con una temperatura esterna che in Centro Italia alle 8 del mattino può oscillare tra i 5 e gli 8 gradi. Oltre alle finestre aperte, nonostante le basse temperature esterne, in alcune scuole non hanno ancora acceso il riscaldamento in assenza dell’autorizzazione del Sindaco. I Comuni sono più o meno con i bilanci in deficit e risultano morosi con le società fornitrici di energia. I professori, che beneficiano di una libertà discrezionale, si portano da case delle stufette elettriche per scaldarsi. I bambini e i ragazzini infilano nello zaino delle copertine per ripararsi il bacino e i piedi, continuando a indossare il giaccone per non congelare. Il fatto ulteriore che sono state abolite le ricreazioni e che vengono contingentate le uscite per il bagno, blocca la mobilità e favorisce il raffreddamento del fisico. 

Poi la costrizione di indossare permanentemente la mascherina, di non avvicinarsi e toccare il prossimo, di sottoporsi a un ossessivo rituale di igienizzazione delle mani ogni qual volta si tocca un libro o un quaderno o il gesso quando si è chiamati alla lavagna, ha indubbiamente degli effetti sulla psiche e sul comportamento sociale. 

Io non sono un negazionista, sono consapevole che esiste una pandemia mondiale di Covid-19, anche se sono totalmente critico sulla gestione della pandemia, soprattutto in Italia, sia sul piano sanitario ma in particolare sul piano economico, sociale e psicologico. Così come non ho un pregiudizio nei confronti delle misure di prevenzione per impedire il contagio o anche nei confronti dei vaccini, ma sono fortemente perplesso sull’imposizione di provvedimenti che hanno delle indubbie, oggettive e quantificabili negatività sulla salute fisica e psichica.

Sull’uso della mascherina, anche escludendo gli esperti assolutamente qualificati e degni di rispetto e attenzione che sono contrari, rileviamo che ci sono delle perplessità e dei distinguo anche tra gli esperti accreditati dal sistema di potere politico che gestisce la Sanità pubblica da quando all’inizio degli anni Novanta gli ospedali sono stati trasformati in “aziende ospedaliere” con i vertici di nomina politica. 

Lo stesso “Comitato Tecnico-Scientifico” di nomina governativa lo scorso 31 agosto ha diramato una nota sulle “Raccomandazioni tecniche per l’uso della mascherina chirurgica a scuola”, in cui non impone l’uso della mascherina in classe ai bambini delle elementari e ai ragazzini delle medie:

“Nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto).

Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria”.

Anche l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) consigliano di utilizzare le mascherine per i bambini di età compresa tra 6 e 11 anni solo in presenza di determinate circostanze e solo se non comporta degli effetti negativi:

“Se c’è una trasmissione diffusa nell’area in cui risiede il bambino.

La capacità del bambino di utilizzare in modo sicuro e appropriato una maschera

Accesso alle maschere, nonché riciclaggio e sostituzione di maschere in determinati contesti (come scuole e servizi di assistenza all’infanzia).

Adeguata supervisione di un adulto e istruzioni al bambino su come indossare, togliere e indossare in sicurezza le maschere.

Potenziale impatto dell’uso di una maschera sull’apprendimento e sullo sviluppo psicosociale, in consultazione con insegnanti, genitori / tutori e / o operatori sanitari.

Impostazioni e interazioni specifiche che il bambino ha con altre persone ad alto rischio di sviluppare malattie gravi, come gli anziani e quelli con altre condizioni di salute sottostanti.”

Per quanto concerne gli esperti che operano negli ospedali pubblici, c’è un evidente contrasto sull’imposizione della mascherina a scuola. 

Il Professor Alberto Villani, Direttore dell'unità operativa di Pediatria e Malattie infettive all'Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, è assolutamente favorevole: “L’uso prolungato della mascherina nei bambini non porta all'alcalosi. La quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è infatti pressoché impercettibile. Nè c'è un rischio legato allo scarso apporto di ossigeno, che in realtà non si registra pur indossando la mascherina per diverse ore al giorno”.

Il Professor Matteo Bassetti, Direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale San  Martino di Genova, è invece contrario: “La mascherina chirurgica può causare ai bambini, sulla base di esperienze di utilizzo: senso di calore, irritazione, difficoltà respiratorie, fastidio, difficoltà di  concentrazione, distrazione e bassa accettazione della maschera  stessa. Inoltre, l’efficacia delle stesse non è stata dimostrata durante il gioco e le attività fisiche”.

Cari amici, chiarito che sono consapevole della realtà della pandemia mondiale di Covid-19 e che non ho un pregiudizio sulle misure sanitarie per prevenire e limitare il contagio compresi i vaccini, trovo criminale il fatto che dei bambini dai 6 ai 10 anni e dei ragazzini dagli 11 ai 13 anni siano costretti a restare immobili per sei ore consecutive sui banchi, senza le pause della ricreazione, con le finestre delle aule aperte da cui entra aria gelida data la bassa temperatura esterna, prive di riscaldamento perché manca l’autorizzazione del Sindaco; in aggiunta all’obbligo di indossare la mascherina, di igienizzare in continuazione le mani ogniqualvolta si tocca un qualsiasi oggetto, di mantenersi distanti e guai a toccarsi. Non esiste solo il rischio di ammalarsi di polmonite per il Covid-19, i nostri bambini e ragazzini rischiano di ammalarsi di polmonite per l’esposizione al gelo per sei ore consecutive nelle aule scolastiche, oltre a subire non meno gravi traumi psichici per la costrizione a stare immobili indossando la mascherina. Mi auguro che gli stessi docenti, che sono anche loro dei genitori, e tutti i genitori insorgano per porre fine ad un crimine che si sta perpetrando nei confronti dei nostri figli.

 

Postato il 24/11/2020 10:22:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La Desmon con 120 dipendenti nel Comune di Nusco di soli 4.148 abitanti, è al centro dell’interesse mondiale per aver realizzato gli ultra congelatori a -70 gradi per i vaccini anti-COVID 19

Cari amici, Nusco è un Comune di soli 4.148 abitanti situato a 914 metri in Provincia di Avellino. All’improvviso un’azienda di Nusco, la Desmon, è balzata alla ribalta internazionale per aver progettato e realizzato gli ultra congelatori in grado di trasportare a temperatura costante i vaccini a -70 gradi che serviranno nella lotta al Sars-Cov-2. La Desmon è leader in Europa per la produzione di sistemi refrigeranti, utilizzati sia nel settore alimentare, sia per scopi farmaceutici e di ricerca. Il laboratorio pubblico del Nanyang Polythechnic e la National University di Singapore, l’ospedale delle Forze di Sicurezza e la King Abdul Aziz Medical City di Ryhad in Arabia Saudita, l’ospedale centrale di Lisbona, l'Hospital de São Francisco a Porto sono alcune delle strutture sanitarie e di ricerca nel mondo che utilizzano le attrezzature di refrigerazione della Desmon. 

In un articolo di Gabriella Bianchi dell’agenzia di stampa Agi, apprendiamo che la Desmon ha già avviato contatti per la fornitura degli speciali freezer con stati esteri, tra cui Stati Uniti, Francia, Arabia Saudita e Israele in vista della commercializzazione dei vaccini per il Covid-19. Incredibilmente al momento l’Italia non ha presentato alcuna richiesta all’azienda italiana. “Mi auguro che il governo italiano abbia un piano per il trasporto e lo stoccaggio - ha detto l’Amministratore delegato della Desmon, De Santis - ho letto che si prevede una prima fornitura di 3 milioni di dosi. Spero ci sia qualcuno che sappia come trasportarlo, distribuirlo e stoccarlo”. 

Dal 2015 la Desmon è stata rilevata dalla Middleby Corporation Company, multinazionale americana della ristorazione, che ha un fatturato superiore a 1,6 miliardi di dollari mentre la Desmon nel 2014 aveva realizzato ricavi intorno ai 13 milioni di euro, con uno stabilimento di 73 dipendenti. L’Italia ha perso l’ennesima azienda d’eccellenza, creata da giovani imprenditori, Federica Vozzella e i fratelli De Santis, che sognavano di costruire un distretto della refrigerazione nell’avellinese.

Cari amici, la realtà della Desmon ci fa toccare con mano che l’Italia ha un patrimonio umano ineguagliabile sul piano della qualità, che la creatività degli italiani è il valore aggiunto che da millenni ci consente di produrre opere materiali, culturali e artistiche d’eccellenza che il mondo intero ci invidia. Conferma come proprio la micro-dimensione, sia del Comune di Nusco con appena 4.148 abitanti sia della Desmon che oggi ha solo 120 dipendenti, rappresenti la carta vincente anche nel mondo globalizzato sul piano della qualità e dell’eccellenza del prodotto. All’inizio degli anni Novanta l’Italia divenne la quarta potenza economica mondiale grazie alla sana competitività delle micro, piccole e medie imprese supportate da una moneta nazionale sovrana, la nostra lira. Tuttavia prendiamo anche atto che l’assenza di una strategia dello Stato finalizzata a salvaguardare, valorizzare e far crescere le nostre micro, piccole e medie imprese, come attesta il fatto che finora il Governo non ha commissionato nessun ordine alla Desmon, finisce per dare le nostre migliori aziende in pasto alle multinazionali e alla grande finanza speculativa globalizzata, come è accaduto nel 2015 anche alla Desmon che è diventata di proprietà dell’americana Middleby. Noi italiani siamo orgogliosi che una piccola azienda creata da giovani imprenditori italiani in un piccolo Comune del Sud sia oggi al centro dell’interesse mondiale. Ci rammarica il fatto che le nostre imprese non siano al centro dell’interesse del nostro Governo. Dobbiamo mobilitarci per difendere le nostre imprese, per favorire i nostri imprenditori, per tutelare la nostra produzione di qualità, per promuovere ovunque nel mondo l’eccellenza del marchio “Made in Italy”.

Postato il 21/11/2020 17:19:50 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Tutti i fatti attestano che l’unica vera emergenza è ospedaliera e non sanitaria

Buongiorno amici. I fatti e i dati attestano in modo incontrovertibile che lo stato d’emergenza imposto dal Governo Conte a partire dallo scorso 31 gennaio non è una emergenza sanitaria, legata cioè alla specifica aggressività del virus Sars-Cov-2 e alla gestione medica dell’epidemia di Covid-19, ma è oggettivamente una emergenza ospedaliera, legata cioè alla totale inadeguatezza degli ospedali italiani, soprattutto di quelli statali, sul piano della degenza ospedaliera e della cura medica. La causa reale dello stato d’emergenza imposto a 60 milioni di italiani è il tracollo della sanità pubblica, conseguente alla chiusura di circa 400 ospedali negli ultimi 20 anni, con la perdita di 120 mila posti letto, e la riduzione del personale ospedaliero, medici e infermieri, di 45.783 unità. Il dato che ci fa toccare con mano il livello dello sfacelo e della corruzione presente nella sanità pubblica, è il costante e inarrestabile aumento del costo della sanità nonostante il drastico calo degli ospedali, dei posti letto e del personale ospedaliero. Tra il 1998 e il 2018 la spesa per la sanità pubblica, in valore assoluto, è aumentata da meno di 60 miliardi di euro (a prezzi correnti) a 115,4 miliardi di euro, quasi il doppio. Considerando che la Sanità in Italia è gestita principalmente dalle Regioni, il cui bilancio all’80 per cento è destinato alla Sanità, ciò impone una riflessione sulla realtà delle Regioni. 

Tenendo presente che alla data del 18 novembre 2020 in Italia sono stati registrati 1.272.352 casi positivi, tra cui 481.967 dimessi e guariti, 47.217 deceduti, 743.168 casi attivi, significa che complessivamente solo il 2,1 per cento della popolazione italiana è stata direttamente interessata dall’epidemia di Covid-19. Inoltre dobbiamo aver presente che sul totale dei positivi al tampone indicati impropriamente “contagiati”, circa il 90 per cento dei positivi sono asintomatici con una bassa carica virale per cui non sono né malati né contagiosi. Così come dobbiamo prendere atto che sul totale dei morti attribuiti al Covid-19, l’età media è di 80 anni e oltre il 90 per cento aveva patologie plurime pregresse. Significa soprattutto che il 98 per cento degli italiani sono assolutamente sani, oltre 58 milioni di italiani non sono stati in alcun modo interessati dall’epidemia di Covid-19. Ecco perché è obiettivamente non solo irrazionale ma è criminale confinare nelle proprie abitazioni la quasi totalità degli italiani che sono sani, provocando il collasso dell’economia e l’impoverimento dei cittadini, causando gravi patologie psichiche per la paura del prossimo percepito come il possibile untore che potrebbe condannarci a morte, alimentando la rabbia e la violenza sociale che determina la destabilizzazione della sicurezza nazionale. 

Cari amici, se fossi stato il Capo del Governo incaricato di fronteggiare questa pandemia avrei subito massicciamente investito per la riapertura degli ospedali chiusi con una decisione folle e controproducente perché si sono tagliati i servizi e si è aumentata la spesa, assicurando tutti i posti letto e in terapia intensiva necessari, assumendo e migliorando le condizioni economiche del personale sanitario. Proprio perché la vera emergenza è ospedaliera e non sanitaria. Avrei messo in totale sicurezza la minima parte della popolazione a rischio, gli anziani e le persone affette da patologie pregresse. Ma mai e poi mai avrei obbligato la quasi totalità di italiani sani a restare confinati a casa, mai e poi mai avrei obbligato gli imprenditori, i commercianti e i pubblici esercenti a chiudere le loro attività vitali per la produzione di beni e l’offerta di servizi, nonché per garantire allo Stato la regolare riscossione delle tasse senza cui non si potrà continuare a sostenere i costi della Sanità, corrispondere le pensioni a 16 milioni di italiani, pagare gli stipendi a circa 3,5 milioni di dipendenti pubblici. 

La domanda che sorge legittima è: questo comportamento irrazionale e criminale da parte del Governo Conte è frutto dell’incompetenza o di una strategia deliberata e pianificata non solo in Italia ma anche altrove nel mondo? La mia convinzione è che, pur prendendo atto dell’incompetenza e dell’inadeguatezza del Governo Conte, la gestione irrazionale e criminale della pandemia di Covid-19 a livello mondiale è frutto di una strategia deliberata e pianificata finalizzata a imporre una dittatura sanitaria che converge con la dittatura finanziaria e la dittatura informatica, con la prospettiva di dar vita a un Nuovo Ordine Mondiale asservito alla grande finanza speculativa globalizzata e capeggiato dal regime capital-comunista della Cina. Contro questa prospettiva dobbiamo mobilitarci su un fronte culturale e civile per salvaguardare la nostra umanità e la nostra civiltà. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Postato il 20/11/2020 12:24:59 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Mobilitiamoci contro lo strapotere di Amazon che sta condannando a morte ciò che resta delle nostre imprese e attività commerciali

Cari amici, la realtà di Amazon, la più grande azienda di commercio in Rete del mondo, il cui titolare Jeff Bezos è l’uomo più ricco al mondo con un patrimonio di oltre mille miliardi di dollari, prefigura il futuro del Nuovo Ordine Mondiale. I grandi centri commerciali dislocati in modo stereotipato in periferia hanno ucciso il piccolo commercio, portando alla chiusura dei negozi alimentari, dei rivenditori di manufatti e di oggetti di artigianato, causando la morte e l’abbandono dei centri storici che hanno finito per essere preda di nuovi barbari che non amano l’Italia, non parlano l’italiano e sono nemici della nostra civiltà. Ebbene nel futuro prossimo Amazon condannerà a morte sia i grandi centri commerciali, offrendo ai clienti direttamente a casa gli stessi prodotti a un prezzo inferiore e nell’arco delle ventiquattr’ore, sia quel che resta delle attività commerciali e ristorative, contemplando la consegna a domicilio del cibo fresco o cucinato negli orari precisi richiesti, ma soprattutto deciderà chi deve produrre cosa al minor costo possibile e chi invece deve limitarsi a consumare beni o beneficiare di servizi altrui. 

Lo scenario che si prospetta è la riduzione delle nostre città in dormitori, senza negozi e attività di alcun genere, con tutte le aziende chiuse, con i cittadini che sostituiranno il nome e il cognome con un codice identificativo nella Rete, che vivranno solo virtualmente comunicando tramite degli schermi, limitando al minimo i contatti perché il mondo sarà permanente afflitto da pandemie di nuovi virus che imporranno dei lockdown, la reclusione forzata in casa, ininterrottamente. I profitti di Amazon sono decuplicati grazie alla pandemia di COVID-19 e questo è solo l’inizio.

In Italia le associazioni dei commercianti e dei consumatori puntano il dito contro lo 'strapotere' di Amazon e pongono un problema di concorrenza. "C'e' un gravissimo squilibrio di concorrenza tra i negozi reali e il web", sottolinea Confesercenti, “Mentre i primi sono chiusi d'ufficio da governo e regioni, il canale delle vendite on line di fatto agisce e opera in condizioni di monopolio. Un problema serissimo per i negozi, soprattutto in vista del Natale". La prospettiva è la definitiva condanna a morte del commercio, un settore già in crisi da circa un decennio. 

In Francia è stata lanciata una petizione contro Amazon, sottoscritta dalla confederazione dei commercianti di Francia e dal sindacato dei librai, da personalità politiche come il Sindaco di Parigi signora Anne Hidalgo. Nella petizione si chiede di boicottare l’acquisto in Rete tramite Amazon durante il periodo di Natale: “Caro Babbo Natale, quest'anno prendiamo l'impegno di un #NatalesenzaAmazon", raccomandando di privscrivono i firmatari della petizione, persone fisiche e associazioni come Greenpeace, Nella petizione si dipinge un quadro a tinte fosche delle conseguenze sociali, fiscali e ambientali dello sviluppo di Amazon e si chiede di privilegiare il ricorso ai negozi di quartiere o all'economia circolare per i regali di Natale.

Amazon ha appena annunciato il lancio negli Stati Uniti di Amazon Pharmacy, che consentirà ai clienti statunitensi di ordinare farmaci per cui è necessaria la prescrizione. L'obiettivo è quello di consentire agli utenti di ottenere farmaci "con la stessa facilità di qualsiasi altro acquisto sul sito Amazon" e di evitare che facciano la fila nelle farmacie. Amazon offre ora una nuova pagina sul proprio sito dedicata alla farmacia, consentendo agli utenti di di compilare una prescrizione dal proprio computer o dal telefonino.Dopo quest’annuncio, nella giornata di martedì 17 novembre, i titoli delle grandi catene di farmacie sono affondati a Wall Street.

Cari amici, dobbiamo mobilitarci per salvare i nostri negozianti, commercianti, artigiani, imprenditori che rischiano di essere sopraffatti definitivamente dallo strapotere di Amazon e più in generale dal commercio in Rete, dopo essere stati duramente colpiti dai grandi centri commerciali dove si ricicla la grande finanza speculativa mondiale. Dobbiamo mobilitarci per salvaguardare la nostra umanità e la nostra civiltà dalla dittatura finanziaria, sanitaria e della Rete che convergono nella creazione del Nuovo Ordine Mondiale che mette al centro la moneta e riduce la persona a un semplice codice virtuale, un tubo digerente che dovrà appagarsi della ciotola di riso quotidiana. Dobbiamo mobilitarci ora perché questa globalizzazione che ci sta fagocitando procede a ritmi sconvolgenti, contando sull’ignoranza dei più, la connivenza di pochi, la rassegnazione di tutti. 

Postato il 19/11/2020 20:48:03 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La sostituzione di tre commissari per la Sanità in Calabria in dieci giorni attesta l’incompetenza del Governo e lo sfascio dello Stato

Cari amici, la sostituzione di tre commissari straordinari di nomina governativa per la Sanità in Calabria attesta in modo inconfutabile sia l’incompetenza del Governo nazionale presieduto da Giuseppe Conte, sia lo sfascio e il discredito assoluto delle istituzioni frutto dell’assenza di una cultura dello Stato e dell’inadeguatezza della classe politica negli ultimi trent’anni, con un’accelerazione a partire dal colpo di stato giudiziario di “Mani pulite” nel 1992. 

É grave il fatto che il Presidente del Consiglio consideri chiusa la vicenda con un’intervista concessa al quotidiano “La Stampa” in cui si assume l’intera responsabilità: “Mi dispiace per i calabresi che meritano una risposta dopo anni di malasanità. Mi assumo la responsabilità non solo del fatto che la designazione di Gaudio non sia andata a buon fine, ma anche delle designazioni precedenti. Dopo i passi falsi compiuti avvertiamo la responsabilità di indicare la persona giusta con adeguate competenze nel campo dell'organizzazione sanitaria e contabile". 

Tuttavia Conte ammette che la responsabilità è di tutto il Governo perché i ministri interessati sono stati partecipi nelle designazioni sbagliate dei commissari: "Nella mia posizione chiaramente gestisco tanti dossier, non ho la possibilità di incontrare tutti, effettuare controlli così in dettaglio. È evidente che le responsabilità non possono che cadere innanzitutto su di me se coinvolgono il governo. Fermo restando questo, il processo decisionale si è sviluppato in modo lineare e nel pieno confronto con tutti i ministri direttamente coinvolti - proposta del ministro dell'Economia di concerto con quello della Salute, sentito il parere del ministro degli Affari regionali - fino alla deliberazione in Consiglio dei Ministri”.

Per Conte la vicenda è chiusa solo perché i ministri del suo Governo, gli stessi che hanno condiviso le scelte sbagliate, non hanno sollevato problemi: “Assolutamente non c'è stata alcuna frattura", in particolare con il ministro Speranza, "né si è aperta una crepa" con la maggioranza.

Ma non è finita, l’ultima decisione di affidare a Gino Strada, fondatore della Ong (organizzazione non governativa) Emergency, dopo aver stipulato una convenzione con la Protezione Civile, di allestire in Calabria ospedali da campo, di occuparsi della gestione dei Covid-Hotel e delle “operazioni di triage”, ovvero la selezione dei malati a secondo della loro gravità come avviene nel Pronto Soccorso di un ospedale, è la toppa peggiore del buco. A parte l’indelicatezza politica di inviare un dirigente medico di estrema sinistra in una Regione governata da un’amministrazione di centro-destra, a parte il fatto che gli ospedali da campo e la gestione dei Covid-Hotel potrebbero essere allestiti e affidati alla Protezione Civile o all’Esercito, è offensivo il fatto che la Calabria, che è una Regione d’Italia, venga trattata come se fosse l’Afghanistan, uno dei Paesi dove appunto opera Gino Strada con le generose donazioni degli italiani e non solo.

 

 

 

Postato il 18/11/2020 20:19:16 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Non voglio che arrivi il giorno in cui ricorderò con nostalgia e tristezza l’Italia che ho nel cuore

Buongiorno amici. Salviamo la nostra bellissima Italia e la nostra straordinaria civiltà prima che sia troppo tardi. Siamo in assoluto il Paese più bello al mondo, il nostro patrimonio ambientale nella sua sconfinata diversità è inestimabile. Abbiamo il patrimonio culturale più cospicuo al mondo, testimonianza inconfutabile che l’Italia è stata un faro di civiltà per l’intera umanità. Il nostro patrimonio umano è invidiato ovunque nel mondo perché la creatività degli italiani, in ogni aspetto dello scibile umano, è qualitativamente migliore e si traduce in opere ineguagliabili. 

Parlando qualche giorno fa con un caro amico, anche lui come me cittadino italiano nativo della sponda meridionale del Mediterraneo, abbiamo ricordato con nostalgia e tristezza i nostri Paesi d’origine negli anni Cinquanta e Sessanta, il fatto che fossero delle belle società laiche e moderne, aperte alla civiltà europea, accoglienti e arricchite dalla presenza stabile da generazioni di comunità italiane, inglesi, francesi, greche e armene, rispettose delle fedi diverse cristiana e ebraica, con le donne autoctone emancipate che non indossavano il velo, mettevano il costume da bagno sulla spiaggia, potevano accedere a qualsiasi occupazione lavorativa o incarico di responsabilità. Ebbene tutto ciò è finito. L’Egitto che ho nel cuore, in cui sono nato e ho vissuto i miei primi vent’anni, non esiste più. Tutto è degradato sul piano sociale, umano, dello sviluppo e sul piano urbanistico. Il sopravvento del fanatismo nazionalista prima e del radicalismo islamico poi hanno spazzato via la più florida civiltà del Medio Oriente, il più bel museo a cielo aperto del mondo dopo l’Italia, ma che al pari dell’Italia potrebbe primeggiare valorizzando l’attività del turismo i cui proventi hanno una ricaduta benefica sull’insieme della popolazione.

Noi italiani stiamo assistendo e stiamo subendo il crimine epocale della condanna a morte della nostra amata Italia, con una classe e una cultura politica che hanno portato al discredito totale dello Stato e delle istituzioni pubbliche, a partire dalla classe politica, la Magistratura e la burocrazia statale; stanno devastando la nostra economia incentrata sulle micro, piccole e medie imprese, causando la scomparsa della classe media e la crescita degli italiani costretti alla povertà e alla vera e propria fame; stanno scardinando le fondamenta della nostra umanità, gestendo in modo del tutto arbitrario la pandemia di Covid-19, inculcandoci la paura del prossimo concependolo come potenziale untore che potrebbe procurarci la morte; stanno attuando la dissoluzione della nostra società negando la centralità della famiglia naturale e disincentivando la crescita della natalità, favorendo la cultura della morte tramite la legittimazione dell’aborto, dell’eutanasia, dell’eugenetica, dell’omosessualismo e dell’utero in affitto; stanno promuovendo la sostituzione etnica e confessionale e civile della nostra popolazione spalancando incondizionatamente e illimitatamente le nostre frontiere ai clandestini, prevalentemente di sesso maschile, tra i venti e i trent’anni, di fede musulmana; stanno dando il colpo di grazia a ciò che resta dell’indipendenza e della sovranità nazionale, svendendo l’Italia all’Eurocrazia e alla grande finanza speculativa globalizzata che stanno imponendo un Nuovo Ordine Mondiale che mette al centro la moneta, la cosificazione della persona, la virtualizzazione della vita, la robotizzazione della produzione, la dittatura della Rete. 

Cari amici, non voglio che arrivi il giorno in cui ricorderò con nostalgia e tristezza l’Italia che ho nel cuore e che ho scelto come mia Patria unica ed esclusiva, terra di civiltà, benessere e libertà, così come ricordo con nostalgia e tristezza l’Egitto degli anni Cinquanta e Sessanta che non esiste più. Noi italiani dobbiamo assumere come missione di vita l’impegno a riscattare la sovranità e l’indipendenza della nostra Italia, a riaffermare il primato del bene degli italiani, a far rinascere la nostra civiltà decadente. È un dovere che abbiamo nei confronti dei nostri figli e dei nostri nipoti. Noi possiamo farcela perché si tratta essenzialmente di essere pienamente noi stessi a casa nostra. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

Postato il 17/11/2020 11:08:38 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

In un video il Presidente turco Erdogan offende il Cancelliere austriaco Kurz e minaccia una guerra «tra la Mezzaluna e la Croce».

Cari amici buongiorno. Il 5 novembre il sito informazionecorretta.com ha pubblicato un video del Presidente turco Erdogan a una imponente manifestazione pubblica, in cui minaccia una guerra «tra la Mezzaluna e la Croce» se il Cancelliere austriaco Kurz dovesse chiudere le moschee ed espellere i musulmani. Erdogan definisce Kurz «un ragazzino» e ammonisce l’Europa: «Fermate quest’uomo». 

Il video è stato segnalato da Vittorio Robiati Bendaud e la traduzione in italiano è a cura di Giorgio Pavoncello.

Queste sono le parole attribuite a Erdogan: «In Medio Oriente e in Nordafrica, dall’Asia del Sud all’Europa, assistiamo all’aumento degli attacchi contro i musulmani giorno dopo giorno.

La decisione dell’Austria di chiudere le moschee e i centri di preghiera dei musulmani, dimostra l’aggressività contro i musulmani in Europa.

Mi rivolgo all’Europa e al Primo ministro austriaco: ascolti bene, lei è un ragazzino e deve ancora acquisire molta esperienza. Faccia attenzione, non dimentichi questo: il suo atteggiamento e le sue azioni le creeranno grosse preoccupazioni. Aggiungo inoltre che la chiusura delle moschee e l’espulsione di musulmani dall’Austria possono aprire le porte a una guerra tra la Mezzaluna e la Croce, e lei sarà ritenuto responsabile quando questo avverrà. 

Non mi rivolgo solo all’Austria ma anche all’Europa e in particolare alla Germania: fermate quest’uomo dal farlo. Lui può ignorarlo, ma questa situazione può avere delle gravi ripercussioni. Anche noi abbiamo una linea politica e dei mezzi operativi per far seguire i fatti alle parole. Poiché abbiamo 250 mila nostri fratelli in Austria e non li lasceremo sotto l’oppressione». 

Dopo l’attentato del 2 novembre nel centro di Vienna con 5 morti tra cui il giovane terrorista islamico, Kurtz ha annunciato la chiusura delle moschee radicali e l’espulsione dei sospettati di terrorismo islamico. L’11 novembre Kurz ha annunciato che in Austria sarà istituito «il reato di “islam politico” per poter procedere contro coloro che non sono terroristi, ma che creano loro il terreno fertile». Kurz ha chiarito che bisogna colpire i sospetti terroristi ma anche l'ideologia che li guida.

Il Cancelliere austriaco, per la prima volta in Europa, ha affermato la necessità di sradicare la radice del male, che lui definisce «islam politico». In realtà non esiste un islam apolitico. L’islam è per sua definizione politico, perché non vi è separazione tra la sfera religiosa e la sfera politica. L’islam nasce nel 622 a Medina quando Maometto, dopo essere stato costretto a fuggire dalla sua città natale La Mecca, costituisce la «tribù dei musulmani» che incarna il sodalizio tra fede e politica. 

Lo stesso Erdogan ha detto che «l’islam è l’islam», ha denunciato coloro che parlano di «islam moderato», sostenendo che si tratta di un complotto per fomentare il dissidio tra i musulmani. Erdogan in questo ha ragione: l’islam è il Corano e Maometto che sono identici per tutti i musulmani. Gli estremisti e i terroristi islamici sono i musulmani che più di altri ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

Cari amici, Erdogan si conferma come l’uomo in assoluto più pericoloso in Medio Oriente. Ormai non si fa remore nell’offendere i capi di Stato e di Governo europei, nel minacciare una guerra scatenata nel nome dell’islam contro l’Europa. Usa lo stesso linguaggio dei capi del terrorismo islamico. Con la differenza che è a capo di uno Stato militarmente forte che fa parte della Nato. Finora l’atteggiamento dell’Europa è stato di accondiscendenza per placare l’aggressività di Erdogan. Ma più l’Europa è accondiscende, e più Erdogan diventa aggressivo. Si sta ripetendo quello che accadde a Monaco nel 1938 con Hitler quando il Regno Unito, la Francia e l’Italia acconsentirono all’annessione della Cecoslovacchia immaginando che l’aggressività di Hitler sarebbe stata appagata. Sin dal 1974, dopo l’occupazione turca del settore settentrionale di Cipro, che è uno Stato membro dell’Unione Europea, l’Europa è sempre più accondiscendente nei confronti della Turchia. O l’Europa ferma il nuovo Hitler islamico, o si ritroverà a subire guerre esterne ed interne scatenate dal fanatismo di Erdogan.

 

 

  

 

 

Postato il 16/11/2020 16:40:42 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

A sei giorni dall’annuncio della sua vittoria, Cina e Russia non hanno riconosciuto Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti

Cari amici, il fatto che le due maggiori potenze mondiali, la Cina e la Russia, che affiancano gli Stati Uniti nella gestione sostanzialmente tripolare del nostro Mondo, non abbiano riconosciuto la vittoria del candidato democratico alla Presidenza americana Joe Biden a sei giorni dalla sua proclamazione pubblica, ci impone una riflessione sull’esito delle elezioni, sulla correttezza del comportamento del Presidente Donald Trump, sulla fondatezza delle denunce non solo di irregolarità nel conteggio dei voti ma di una frode sistemica manipolando il risultato avvalendosi di un algoritmo, del software «Dominon», di oltre 400 mila schede cartacee false. 

Le elezioni ci sono state il 3 novembre. Il 7 novembre Biden ha annunciato pubblicamente alla stampa la sua vittoria. Ma il Presidente Trump ha subito contestato il risultato, sostenendo che il vincitore è lui, ha promosso delle azioni legali e chiesto l’intervento della Corte Suprema, ha denunciato brogli elettorali e ha chiesto il riconteggio delle schede. 

Ebbene in uno scenario che disonora la democrazia americana, Biden ha iniziato a operare come se lui fosse ufficialmente il Presidente mentre i mezzi di comunicazione di massa hanno oltraggiato Trump arrivando al punto di toglierli la parola mentre parlava in diretta. In parallelo, in uno scenario che viola i principi fondanti del diritto internazionale, l’Unione Europea e i suoi Stati si sono affrettati a fare le congratulazioni a Biden, esercitando una indebita interferenza negli affari interni degli Stati Uniti, manifestando una scelta politica in una vertenza legale irrisolta affidata alla giustizia, trascurando il fatto che a promuovere la vertenza legale e costituzionale è il Presidente in carica.

Radicalmente diverso è stato il comportamento della Cina e della Russia, a prescindere dal fatto che Trump è stato tutt’altro che conciliante con le due grandi potenze. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha chiarito che solo dopo che saranno risolte le controversie legali sul voto, la Cina agirà «in conformità con le pratiche internazionali». Anche il Portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto: «Crediamo sia corretto attendere i risultati ufficiali delle elezioni». Anche il Presidente messicano Andres Lopez Obrador, pur non avendo avuto un rapporto facile con Trump, non ha voluto congratularsi con Biden e ha detto: “Aspetteremo fino a quando tutte le questioni legali saranno risolte. Non vogliamo essere sconsiderati". Lo stesso ha fatto il Presidente brasiliano Jair Bolsonaro.

Questa prudenza è oltretutto giustificata dal fatto che il sistema elettorale degli Stati Uniti contempla che l’elezione ufficiale e formale del Presidente avverrà solo il 14 dicembre con il voto espresso dai 538 «Grandi elettori» che formano il “Collegio elettorale” per cui i cittadini hanno votato lo scorso 3 novembre.

Sul piano degli accertamenti legali, dopo che martedì il Procuratore Generale degli Stati Uniti William Pelham “Bill” Barr ha ordinato di avviare un’indagine sulle irregolarità nel voto sostenute da Trump, oggi il Segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, ha annunciato che si svolgerà il riconteggio manuale delle schede per le elezioni presidenziali, come è stato chiesto dai legali di Trump. Al momento Joe Biden è in testa con appena 14 mila voti. «Con un margine così stretto, sarà necessario un completo riconteggio a mano in ogni Contea», ha detto Brad Raffensperger, sottolineando di aver preso questa decisione considerata «l’importanza nazionale» dei 16 voti elettorali della Georgia. 

La Corte Suprema della Pennsylvania, Stato che vale 20 «Grandi elettori», ha ordinato il conteggio separato delle schede arrivate per posta dopo il 3 novembre, bocciando la decisione dei tribunali locali che avevano autorizzato l’accettazione delle schede postali fino al 6 novembre, in flagrante violazione con la Costituzione federale.

L’esito del voto in Pennsylvania si rivela cruciale per Biden. Ci sono otto Stati in cui il voto non è ancora definitivo. Ebbene solo se venissero confermate le vittorie di Biden in Michigan, Winsconsin e Pennsylvania, che valgono rispettivamente 16, 10 e 20 Grandi Elettori, Biden raggiungerebbe 279 Grandi Elettori e si aggiudicherebbe la Presidenza con 9 Grandi Elettori in più dei 270 che rappresentano la metà più uno rispetto al totale di 538 Grandi Elettori. Oltre a questi tre Stati, in altri cinque Stati non è stato ancora annunciato il risultato definitivo, Florida, Georgia, Carolina del Nord, Arizona e Iowa, che valgono rispettivamente 29, 16, 15, 11 e 6 Grandi Elettori. Trump è in vantaggio in Florida, Carolina del Nord e Iowa, mentre in Arizona e in Georgia la differenza è minima. 

Cari amici, la decisione delle due grandi potenze mondiali, la Cina e della Russia, in aggiunta al Messico e al Brasile, di non congratularsi con Biden a sei giorni dall’annuncio della sua vittoria, attesta un comportamento responsabile e di non interferenza politica in una vertenza legale promossa dal Presidente Trump. A dispetto dell’annuncio pubblico della vittoria di Biden, il nuovo Presidente degli Stati Uniti verrà ufficialmente eletto solo il 14 dicembre dai 538 Grandi Elettori. Entro l’8 dicembre sapremo l’esito delle vertenze legali. Questa vicenda, qualunque sarà l’esito, registra il discredito totale dei mezzi di comunicazione di massa che non rappresentano correttamente la realtà e sono strumenti di manipolazione dell’opinione pubblica, così come attesta la crisi della democrazia e la decadenza della nostra civiltà. È in questo contesto che tutti noi siamo chiamati a una mobilitazione culturale e civile per individuare e perseguire una prospettiva che salvaguardi la nostra umanità.

 

 

 

Postato il 12/11/2020 17:32:18 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Ieri mattina ho ricevuto sul mio cellulare una nuova condanna a morte: “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted”, cioè “apostata”

Buongiorno amici. Ieri mattina ho ricevuto sul mio cellulare l’ennesima condanna a morte: “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted. Quello che meriti e sola la morte. Verrà anche la tua ora”. 

L’accusa specifica è di essere un “murted”, cioè un apostata, un musulmano che ha rinnegato l’islam. Nel Corano Allah prescrive che l’apostata è condannato all’inferno per l’eternità e Maometto ha ordinato la condanna a morte dell’apostata. Così come dovevano essere uccisi tutti gli adepti al neonato culto del solo dio pagano Allah che tradivano la “tribù dei musulmani” costituita da Maometto a Medina nel 622 dopo essere stato cacciato dai suoi concittadini dalla città natale della Mecca, tutti i musulmani che tradiscono l’islam devono essere uccisi. Tutti i teologi islamici concordano sul fatto che l’apostata deve essere ucciso, anche se questa condanna non è recepita da tutti gli Stati a maggioranza islamica. Uccidere l’apostata è un dovere sancito dalla sharia, la legge islamica. Significa che qualsiasi musulmano non solo può ma deve uccidere l’apostata nella consapevolezza di adempiere alla volontà di Allah e di Maometto. 

La nuova minaccia di morte è islamicamente corretta perché specifica che l’apostata deve essere sgozzato. “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted”. Perché solo sgozzando e decapitando l’apostata, recidendo la testa dal corpo e dissanguandolo fino a toglierli lo spirito vitale, si renderà impossibile la sua ricomposizione e l’ascesa nel Paradiso di Allah.

Non so chi sia il terrorista islamico che mi ha condannato a morte per apostasia e che non vede l’ora di sgozzarmi. Ma so che potrebbe essere un musulmano qualsiasi che ottempera letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. 

Così come era un semplice cameriere tunisino di 56 anni che lo scorso 8 ottobre nei pressi di “Piazza dei Miracoli” a Pisa per due volte mi ha pubblicamente condannato urlando “Sei un venduto!”, e poi ha scandito l’appello “Viva l’islam”. Il “venduto” è sempre l’apostata, chi ha tradito l’islam e di conseguenza si è venduto ai nemici dell’islam, nella convinzione che l’islam sia l’unica vera religione e tutte le altre religioni siano miscredenze da condannare e i loro adepti da ripudiare, odiare e uccidere. 

Cari amici, temo che i nostri magistrati che non conoscono la sharia, la legge islamica che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto, che ragionano solo in termini cartesiani, che hanno come unico riferimento la nostra Costituzione e le nostre leggi laiche, e magari sono ideologicamente relativisti e islamofili nel senso che mettono tutte le religioni sullo stesso piano e concepiscono positivamente l’islam a prescindere dai suoi contenuti, non comprendono la gravità della condanna a morte per apostasia che mi viene periodicamente sentenziata anche da musulmani insospettabili, come quello che ieri mattina mi ha scritto “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted”, cioè “apostata”, e come il cameriere tunisino che nel centro storico di Pisa lo scorso 8 ottobre mi ha condannato “Sei un venduto! Viva l’islam!”. Chiedo comunque al Ministro dell’Interno di adeguare le misure di protezione che lo Stato mi accorda da 18 anni, e di ciò sono infinitamente grato, al livello delle condanne a morte che mi sono state reiterate recentemente. La realtà manifesta di musulmani residenti in Italia apparentemente insospettabili ma che sono pronti a uccidermi in quanto apostata, venduto, nemico dell’islam, va considerata con la massima serietà.

Postato il 11/11/2020 09:51:52 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Biden avrebbe dovuto attendere l’esito delle azioni legali promosse dal Presidente Trump prima di annunciare la vittoria

Buongiorno amici. Sono preoccupato perché sia all’interno sia dall’esternodegli Stati Uniti d’America, finora la superpotenza e il baluardo della libertà nel mondo, si stanno calpestando delle regole basilari della democrazia e del diritto internazionale. 

Piaccia o meno, al di là dei toni talvolta sopra le righe e dei comportamenti esuberanti, Donald Trump è ancora il Presidente degli Stati Uniti d’America e lo sarà fino al 14 dicembre, quando il “Collegio elettorale” formato da 538 “Grandi elettori” eleggerà e formalizzerà la vittoria del prossimo Presidente. Di fatto il Presidente viene eletto indirettamente dai “Grandi elettori” che sono stati eletti dal voto dei cittadini il 3 novembre. È prassi che i “Grandi elettori” votino per il candidato presidenziale che li ha scelti, ma non si può escludere il caso di “Grandi elettori infedeli”. Votare in modo difforme è politicamente sanzionabile ma è costituzionalmente lecito.

Entro l’8 dicembre dovranno essere risolte le controversie legali, a partire da quelle sul voto per posta, il riconteggio dei voti nei singoli Stati, le cause nei tribunali e l'eventuale ricorso alla Corte Suprema.

Il 3 gennaio 2021 debutterà il nuovo Congresso, che si conferma in bilico con la Camera dei Rappresentanti a lieve maggioranza democratica e il Senato a lieve maggioranza repubblicana.

La transizione del potere tra il Presidente uscente e il Presidente eletto avviene tra il 14 dicembre, data dell’ufficializzazione del risultato delle elezioni da parte del “Collegio elettorale” e il 20 gennaio 2021, data del giuramento del Presidente eletto. Da un punto di vista costituzionale il Presidente eletto entra in carica solo dopo il giuramento il 20 gennaio 2021.

Ebbene, le elezioni si sono svolte il 3 novembre. Il 7 novembre il candidato democratico alla Presidenza Joe Biden ha annunciato la vittoria, ma il risultato è stato contestato dal Presidente Trump che ha avviato delle azioni legali e evocato l’intervento della Corte Suprema, denunciando brogli elettorali e chiedendo il riconteggio delle schede. Tutto ciò è assolutamente legale e il fatto che sia il Presidente in carica a mettere in discussione il risultato elettorale va considerato con il massimo rispetto sia dentro sia fuori gli Stati Uniti.

Invece abbiamo assistito a un dileggio e a un oltraggio senza precedenti nei confronti di Trump, con le televisioni che gli hanno tolto la parola e le piattaforme virtuali che l’hanno censurato per il semplice fatto che ha denunciato dei brogli e di conseguenza non considera valida la vittoria di Biden. 

Così come sorprende che diversi capi di Stato e di governo, i nostri Mattarella e Conte, Merkel, Macron e Boris Johnson, l’israeliano Netanyahu e il palestinese Abu Mazen, l’iraniano Hassan Rohani e persino i terroristi islamici palestinesi di Hamas si sono precipitati a congratularsi con Biden per la sua elezione. Ben più saggio è stato il Presidente messicano Andres Lopez Obrador, che ha detto che è troppo presto per congratularsi con Biden: “Aspetteremo fino a quando tutte le questioni legali saranno risolte. Non vogliamo essere sconsiderati".

Cari amici, se come abitualmente accade un candidato alla Presidenza vince e chi ha perso riconosce la sconfitta e si congratula con il vincitore, Biden non avrebbe avuto problemi a proclamare pubblicamente la propria vittoria. Ma avendo il Presidente in carica Trump contestato il risultato e avviato delle azioni legali tra cui il ricorso alla Corte Suprema, Biden avrebbe dovuto saggiamente attendere l’esito delle contestazioni legali promosse legittimamente e conformemente alla Costituzione.

A maggior ragione se si considera che di fatto l’elezione formale avverrà solo dopo il voto dei 538 “Grandi elettori” il prossimo 14 dicembre. In una Nazione in cui buona parte dei cittadini va in giro armata e in cui il clima politico è surriscaldato, la forzatura politica di Biden rischia di essere percepita come una prova di forza se non una provocazione. La prospettiva di una guerra intestina sarebbe una tragedia nazionale e il colpo di grazia a una democrazia che ha mostrato serie problematiche. Ugualmente i capi di Stato e di Governo che si sono già congratulati con Biden hanno comunque interferito negli affari interni degli Stati Uniti, schierandosi politicamente in una vicenda che non si è conclusa legalmente, anche se è improbabile che i ricorsi legali diano la vittoria a Trump. Questo scenario di per sé rappresenta il declino di un Mondo che ha avuto finora negli Stati Uniti d’America il riferimento certo sul piano monetario, economico, militare, politico e anche valoriale. L’alternativa che si afferma con sempre più prepotenza è la Cina, un ferreo regime comunista sul piano politico e un sistema economico iper-capitalista. Ecco perché dobbiamo mobilitarci culturalmente e civilmente per salvaguardare la nostra umanità e riscattare la nostra civiltà.

 

 

Postato il 09/11/2020 14:01:15 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

L’eliminazione di Trump segna la fine dell’Occidente democratico e liberale e segna l’avvento del “Nuovo Ordine Mondiale” sottomesso alla Cina e alla finanza speculativa

Buona domenica amici. Anche se tutti i voti a Joe Biden dovessero risultare regolari (ma non è così), anche se tutte le accuse di brogli di Donald Trump dovessero rivelarsi infondate (ma non è così), anche se dovessimo presumere che Biden fosse l’incarnazione della legalità e Trump fosse l’incarnazione dell’illegalità (ma non è così), resta il fatto che proprio negli Stati Uniti d’America, emblema della libertà nel mondo, stiamo assistendo al tracollo della democrazia sostanziale e, in parallelo, all’avvento del “Nuovo Ordine Mondiale” governato dal regime capital-comunista della Cina e assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata.

In questi giorni si è attuato un inedito complotto interno e internazionale finalizzato a scalzare dal potere il Presidente americano in carica per essersi opposto e per aver dimostrato di essere il maggiore ostacolo all’avvento del “Great Reset” e della “Quarta Rivoluzione industriale”, con la prospettiva di un mondo globalizzato senza Stati nazionali e identità localistiche, con un’unica moneta virtuale che ricicli l’ammontare dei “titoli derivati” pari a 33 volte il Pil (Prodotto interno lordo) mondiale, con la produzione affidata ai robot e le persone ridotte a tubi digerenti da sfamare con il reddito di cittadinanza universale. 

Cari amici, Trump è stato il Presidente dell’ “America First” che ha avuto il coraggio di dichiarare guerra al regime capital-comunista cinese concependolo come il principale nemico della nostra civiltà liberale dalle radici cristiane. Con lui finisce di fatto l’Occidente incentrato sulla democrazia politica e sul libero mercato affidato a una moltitudine di soggetti protagonisti. Il dopo-Trump sarà un mondo sempre più sottomesso allo strapotere della Cina, dell’oligarchia della finanza speculativa e delle multinazionali a partire da quelle della farmaceutica. Il futuro che ci attende metterà al centro la moneta anziché la persona, la quantità al più basso costo possibile anziché la qualità della vita. Noi dobbiamo mobilitarci per salvaguardare la nostra umanità e far rinascere la nostra civiltà, impegnandoci su un fronte culturale e di aggregazione civile. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

Postato il 08/11/2020 10:20:07 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Vienna come Kabul. Terroristi islamici vestiti all’afghana sparano in sei punti della città

Buongiorno amici. Vienna come Kabul. I terroristi islamici vestiti all’afghana armati di fucili hanno sparato all’impazzata ieri in sei punti diversi della città contro la gente per strada e all’interno di locali pubblici. Il bilancio ufficiale è di tre morti e quindici feriti. Uno dei terroristi islamici è stato ucciso. Alcuni terroristi sono stati arrestati ma diversi sono tutt’ora in fuga e ricercati dalle forze dell’ordine mobilitati come in uno stato di guerra.

Vienna si scopre vulnerabile al terrorismo islamico come Parigi e Nizza. L’Austria paga le conseguenze di una politica dalle maglie aperte con l’islam. Fu l’Impero Austro-Ungarico nel 1912 a riconoscere ufficialmente l’islam come religione. Ad oggi, invece, l’islam non è una religione riconosciuta dallo Stato italiano. L’islam viene insegnato nelle scuole pubbliche. I musulmani in Austria sono meno del 10% della popolazione ma a Vienna il numero degli studenti musulmani alle elementari, medie e licei supera quello dei cattolici e degli ortodossi serbi. La criticità concerne, come nel resto dell’Europa che registra un tracollo demografico, la fascia d’età al di sotto dei trent’anni, dove i musulmani sono la maggioranza. 

L'Europa è pesantemente infiltrata dalla presenza islamica, che di per sé è un sistema di potere dittatoriale, aggressivo, violento che s'impone in ogni dettaglio della nostra esistenza. Il terrorismo islamico è solo la punta dell'iceberg. La radice del male è l'islam. L’islamizzazione avviene perché c’è il vuoto abissale del declino della civiltà di un’Europa che si vergogna di se stessa, che disconosce le proprie radici, che rinnega la propria fede cristiana ma si prostra di fronte all’islam, che ha perso i valori che sostanziano l’inalienabilità della vita, la centralità della famiglia naturale, l’inviolabilità della libertà di scelta.

Cari amici, dopo le atroci decapitazioni di Parigi e Nizza, il terrorismo islamico che ha insanguinato Vienna ci fa toccare con mano che siamo in guerra, una guerra scatenata ovunque nel nome dell’islam. Dobbiamo combattere non contro i musulmani ma per sradicare l’islam. L’Europa deve rimettere fuori legge l’islam come ha fatto per 1400 anni, costretta a combattere per porre fine alle occupazioni, respingere le ininterrotte invasioni e aggressioni. O l’Europa si libererà dell’islam o verrà sottomessa all’islam.

Postato il 03/11/2020 15:10:54 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Spero nella riconferma di Trump, l’argine estremo al «Nuovo Ordine Mondiale» capeggiato dalla dittatura della Cina capital-comunista

Buongiorno amici. Spero che domani gli americani riconfermino Donald Trump Presidente degli Stati Uniti. Da cittadino italiano impegnato nel riscatto della sovranità nazionale dell’Italia e nella rinascita della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, considero Trump l’alleato di maggior rilievo sulla scena internazionale. 

Perché Trump si è espresso a favore del riscatto della sovranità nazionale dell’Italia e contro lo strapotere dell’euro che è lo strumento principale con cui veniamo sottomessi alla dittatura dell’Eurocrazia dei banchieri e dei burocrati. 

Perché Trump è decisamente schierato a favore della morale naturale che coincide con i precetti della fede cristiana sui temi della vita e della famiglia che sostanziano la quintessenza della nostra umanità. 

Spero nella vittoria di Trump perché è l’argine estremo all’avvento del «Nuovo Ordine Mondiale», assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata che promuove un’unica moneta virtuale mondiale che consentirà di riciclare i «titoli derivati» o «titoli tossici» il cui ammontare è risultato nel 2018 pari a 33 volte il Pil (Prodotto interno lordo) mondiale; il superamento degli Stati nazionali abbattendo le frontiere nazionali e scardinando le identità localistiche; l’omologazione e l’omogeneizzazione dell’umanità in un meticciato universale senza più radici e identità promuovendo l’immigrazionismo e il multiculturalismo; la digitalizzazione di ogni dettaglio della nostra vita riducendo la persona a un codice nella Rete; la trasformazione antropologica della persona in un tubo digerente, semplice strumento di consumo della materialità prodotta prevalentemente dai robot elargendo un «reddito di cittadinanza universale» deciso dall’oligarchia finanziaria. 

Contro Trump sono schierati quasi tutti i poteri forti sulla scena mondiale: innanzitutto la Cina capital-comunista, una ferrea dittatura comunista e un sistema economico iper-capitalista, che è la vera guida del «Nuovo Ordine Mondiale»; poi l’Unione Europea e le Nazioni Unite; la Chiesa di Papa Francesco e gli Stati islamici ad eccezione di quelli schierati contro l’Iran e la Turchia di Erdogan; la multinazionale della farmaceutica capeggiata da Bill Gates; i grandi mezzi di comunicazione e di condizionamento dell’opinione pubblica a livello mondiale.

Cari amici, siamo di fronte a un bivio epocale: o riusciamo a salvaguardare la nostra civiltà europea laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, la cultura della vita, l’economia reale, i valori e le regole, o finiremo fagocitati dal «Nuovo Ordine Mondiale» che mette al centro la moneta espressione della speculazione finanziaria, l’atomizzazione e la «cosificazione» della persona, l’assolutismo dell’istinto sessuale, l’omologazione dell’umanità con l’eliminazione degli Stati nazionali e la perdita delle nostre radici e identità, la codificazione degli individui all’interno della Rete che sarà l’unico ambito esistenziale sostitutivo della vita reale. 

So bene che Trump non è né una personalità pubblica integerrima né un cristiano santo. Ma oggi è il Presidente degli Stati Uniti decisamente schierato a favore della sovranità nazionale e della civiltà cristiana. L’eventuale vittoria del democratico Joe Biden, un uomo sfortunato sul piano familiare e un personaggio pubblico mediocre, accrediterebbe il successo del «Nuovo Ordine Mondiale» e l’avvento dello strapotere della Cina capital-comunista. Trump è l’unico leader mondiale che ha l’onestà intellettuale e il coraggio umano di dire pubblicamente che il Mondo libero deve isolare e sconfiggere la dittatura comunista cinese perché rappresenta la maggiore minaccia alla nostra umanità. Ugualmente Trump si è impegnato a estirpare il radicalismo islamico dal Mondo intero.

La riconferma di Trump alla Presidenza degli Stati Uniti darebbe conforto e coraggio a tutti coloro che, come me, credono e si battono per la sovranità nazionale dell’Italia, per riaffermare il primato del bene degli italiani, per la rinascita della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane. L’eventuale vittoria di Biden significherà che dovremo accelerare un percorso di formazione culturale per fortificarci interiormente e di mobilitazione civile per aggregare gruppi territoriali capaci di mantenere viva e di concretizzare la prospettiva di un’Italia sovrana e libera. 

 

   

Postato il 02/11/2020 10:54:45 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La paura dell’epidemia finirà con il vaccino ma la paura del terrorismo islamico non finirà se non ci libereremo dell’islam

Cari amici, vi propongo il mio commento pubblicato oggi su Il Giornale. (Nella foto in allegato il terrorista islamico tunisino Brahim Aoussaoui che ieri ha decapitato due persone e sgozzata una terza nella Cattedrale di Notre Dame a Nizza)

La paura di ipotetiche morti di massa causate dalla pandemia di Covid-19 ha fatto passare in secondo piano la certezza dei crimini efferati con cui il terrorismo islamico infierisce sulla vita di singole persone. Il virus Sars-Cov-2 alimenta una psicosi collettiva perché prospetta scenari da guerra biologica o con la bomba al neutrone, dove la popolazione viene decimata restando intatta la realtà materiale. I terroristi islamici che sgozzano, decapitano o si fanno esplodere hanno avuto finora un livello di attenzione limitato agli esperti e alle istituzioni e hanno provocato un livello di paura tra la gente limitato nel tempo. Prendiamo atto che i governi possono più facilmente soggiogare la volontà popolare alimentando un terrorismo psicologico che fa leva sulla paura che chiunque potrebbe contagiarci e che tutti noi potremmo ammalarci e forse anche morire per il Covid-19. Viceversa la paura del terrorismo islamico è selettiva e temporanea, scompare nel momento in cui non siamo stati direttamente noi le vittime e si archivia il tutto all'indomani di un clamore mediatico che è fondato e intenzionale. Perché la brutale spettacolarizzazione degli assassinii islamici, sia esibendo le teste mozzate sia sconvolgendoci quando si fanno esplodere, sono atti terrificanti finalizzati deliberatamente a inculcare in tutti noi la paura dell'islam. I terroristi islamici sono consapevoli che non potrebbero mai vincere la guerra sul campo di battaglia, perché militarmente noi siamo più forti. Ma sono altrettanto consapevoli che questa guerra la possono vincere radicando in noi la paura, facendosi sopraffare dalla paura, al punto da concepirci sconfitti senza combattere. Ecco perché non si limitano a uccidere, ma uccidono con la modalità che diffonde il terrore in ciascuno di noi.

Ciò che manca ai veri o presunti islamologi ed esperti di terrorismo islamico, così come manca del tutto alla classe politica e amministrativa al potere in Occidente, è l'onestà intellettuale e il coraggio umano di dire la verità sull'islam, di dire che la radice del male non sono i singoli terroristi islamici ma è l'islam, che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Anche di fronte all'orrore delle teste decapitate a Nizza, nessun rappresentante dello Stato in Italia ha condannato il «terrorismo islamico». Mattarella ha denunciato il «fanatismo di qualsivoglia matrice», Conte il «fanatismo, odio e terrore». Entrambi hanno omesso la parola «islam». Finalmente la denuncia onesta e veritiera l'ha fatta il Sindaco di Nizza Christian Estrosi: «Quando è troppo è troppo. Adesso è ora che la Francia metta da parte le regole di pace per annientare definitivamente l'islamo-fascismo sul nostro territorio».

La paura della pandemia di Covid-19 finirà certamente non appena produrranno il vaccino, probabilmente quello che corrisponde agli interessi delle multinazionali della farmaceutica. Ma la paura del terrorismo islamico resterà salda dentro di noi fino a quando non ci saremo liberati non solo dei terroristi islamici che sono la punta dell'iceberg, ma dell'islam, della filiera delle moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, centri studi e di formazione, leggi che codificano la legittimazione dell'islam a prescindere dai suoi contenuti e l'islamofobia, ossia il divieto assoluto di criticare l'islam. O ci liberiamo dell'islam o saremo sottomessi all'islam.

 

 

Postato il 30/10/2020 19:14:11 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Sgozzati e decapitati per vendicare le vignette su Maometto nel giorno del suo compleanno

Cari amici, oggi i musulmani nel mondo festeggiano il compleanno del Profeta Maometto, Mawlid al-Nabi, nato nel 570 alla Mecca e che ricorre il 12 del mese lunare di Rabi’ al-Awwal. Alcuni musulmani ferventi in Francia hanno scelto di festeggiarlo vendicando l’oltraggio a Maometto con la pubblicazione di vignette irriverenti da parte del settimanale satirico Charlie Hebdo, sgozzando e decapitando chiunque appartiene al fronte dei “nemici di Maometto”. 

Mentre il nostro Stato di diritto si fonda e legittima la responsabilità individuale, quindi ognuno è singolarmente responsabile delle proprie azioni, l’islam - che nasce come un sistema di potere che mette al centro la comunità e concepisce la persona come schiava di Allah e sottomessa al potere supremo di Maometto o di chi guida la comunità - si fonda sulla corresponsabilità collettiva della comunità. Quindi così come i vignettisti blasfemi che hanno oltraggiato Maometto devono essere uccisi, ugualmente chiunque conviva nella comunità che legittima la blasfemia deve essere ucciso.

Finalmente in Francia si ha l’onestà intellettuale e il coraggio umano di denunciare il fatto che la radice del male non sono solo i singoli terroristi islamici, ma è l’islam come ideologia di stampo autoritario e violento, del tutto incompatibile con le leggi laiche dello Stato di diritto e con i valori che sostanziano la nostra civiltà incentrata sull’inalienabilità della vita, la pari dignità e la libertà della persona. Ancor di più ora si dice chiaramente che siamo in guerra, una guerra scatenata nel nome dell’islam, e che in guerra bisogna combattere per vincere.

Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, è stato il più esplicito: “Quando è troppo è troppo. Adesso è ora che la Francia metta da parte le regole di pace per annientare definitivamente l'islamo-fascismo sul nostro territorio". Nessun amministratore pubblico aveva finora detto “è ora di annientare definitivamente l'islamo-fascismo sul nostro territorio". Lo scorso 2 ottobre il Presidente francese Emmanuel Macron ha detto: “Dobbiamo contrastare il separatismo islamista", che "spesso si traduce nella costituzione di una contro-società. C'è in questo islamismo radicale, visto che è il cuore del soggetto, una volontà rivendicata di illustrare una organizzazione metodica per violare le leggi della Repubblica e creare un ordine parallelo di altri valori, sviluppare un'altra organizzazione della società".

Cari amici, oggi tutti noi “Siamo la Francia”, “Nous sommes la France”, perché ci riconosciamo, difendiamo e dobbiamo combattere per salvaguardare il diritto nostro e dei nostri figli alla vita, dignità e libertà. Oggi tutti noi siamo contro un sistema di potere autoritario e un’ideologia violenta che è l’islam. I terroristi che sgozzano, decapitano, massacrano e si fanno esplodere ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Non sono delle schegge impazzite ma sono il vero islam. Ecco perché, nel più assoluto rispetto dei musulmani che rispettano le nostre leggi e condividono i nostri valori, oggi più che mai dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di mettere fuori legge l’islam dentro casa nostra. O ci liberiamo dell’islam, o saremo sottomessi all’islam.

 

Postato il 29/10/2020 16:27:36 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il Governo metta fuori legge i professionisti della violenza dei “centri sociali” ma guai a reprimere la protesta pacifica degli italiani onesti

Cari amici, in tutt’Italia divampano le proteste degli imprenditori, liberi professionisti, dipendenti, disoccupati e un numero crescente di nuovi poveri per la paralisi in cui versano le attività che producono beni e servizi, che sono il pilastro dello sviluppo, la fonte principale che sorregge lo Stato pagando le tasse. Queste proteste spontanee, esplose senza la manipolazione dei sindacati e dei partiti, sono costituzionalmente legittime e democraticamente vitali. Guai a reprimere questa sana e pacifica protesta contro le tragiche conseguenze della pessima gestione dell’emergenza che è ospedaliera e non sanitaria. Il problema insorge quando tra i manifestanti onesti e perbene, cittadini che alla mattina si rimboccano le maniche e si guadagnano il pane con il sudore della propria fronte, si infiltrano dei professionisti del crimine e della violenza, a partire dai cosiddetti “centri sociali”. 

Gli organi di sicurezza sanno tutto di ciascuno di questi guerriglieri urbani e teppisti violenti che danno alle fiamme le auto in sosta lanciando bottiglie molotov, devastano e derubano i negozi, assaltano e aggrediscono le forze dell’ordine contando sul fatto che non possono usare l’arma d’ordinanza. Li conoscono uno ad uno. La ragione è semplice: vivono in strutture messe a disposizione dallo Stato che paga le loro varie utenze e concordano le attività pubbliche loro consentite. La logica su cui si fonda questo comportamento è che in questo modo i militanti dei centri sociali sarebbero controllabili. 

Ma allora perché si consente loro di infiltrarsi nelle manifestazioni di protesta civili e pacifiche, per trasformarle in eventi violenti in cui si contano i feriti, talvolta i morti, oltre i danni che nessuno mai risarcirà? Se lo Stato vuol essere credibile, se vuole operare nel rispetto del diritto costituzionale alla protesta civile e pacifica, deve mettere subito fuori legge questi professionisti del crimine e della violenza, deve chiudere tutte le sedi dei centri sociali pagati con i soldi dei cittadini onesti, deve obbligare questi giovani e meno giovani parassiti, viziati, fannulloni, drogati e colmi d’odio contro l’Italia e gli italiani a lavorare per guadagnarsi il pane, come devono fare tutti i cittadini.

 

 

 

Postato il 28/10/2020 17:21:27 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam