Fondatore e Padre della Casa della Civiltà

Cari amici buongiorno e Shabbat Shalom. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

“Abate”, ha origine dall'aramaico “abba”, che significa “padre”, traslitterato nel greco “abbás” e nel latino “abbas-atis”. 

Nei monasteri benedettini l'abate è il superiore di un'abbazia o di un monastero, eletto da tutti i monaci, dirige tutta la vita materiale e spirituale dei monaci, conformandosi alla “Regola” di San Benedetto da Norcia (480 - 547), Fondatore e  Padre della Comunità e dell'Ordine dei Benedettini.

La Casa della Civiltà si ispira laicamente sul piano ideale e valoriale alla realtà dei monasteri benedettini che a partire dal Sesto secolo, dopo il crollo nel 476 dell’Impero Romano d’Occidente, che rappresentava la macro-dimensione del mondo globalizzato della sua epoca, si costituirono in micro-cosmi al cui interno si diede vita a una nuova spiritualità cristiana codificata dalla «Regola» di San Benedetto e sintetizzata nel motto «Ora et Labora», coniugando la preghiera con il lavoro pratico finalizzato a rendere le comunità dei monaci autonome ed autosufficienti nelle necessità alimentari e materiali; a un nuovo modello di sviluppo considerato come l’antesignano della moderna organizzazione aziendale; a un nuovo modello politico a cui si ispirò anche la Repubblica di Venezia (697-1797), paragonabile a una monarchia costituzionale; a un nuovo modello di difesa testimoniato dalla costruzione dei monasteri alla stregua di roccaforti con alte mura, posizionati sui punti alti del territorio dove sorgevano i presidi delle legioni romane, per potersi difendere dalle efferatezze dei barbari invasori. 

Grazie a questi microcosmi promotori di un nuovo modello di spiritualità, di sviluppo economico, di modello politico e di sistema di difesa, e dopo la loro diffusione ovunque in un'Europa che adottò la “Regola” di San Benedetto come propria Costituzione, si affermò la nuova civiltà cristiana che ebbe la sua istituzionalizzazione nella proclamazione del “Sacro Romano Impero” con Carlo Magno nell'800, incoronato da Papa Leone III nella Basilica di San Pietro a Roma, affermandosi come Fondatore e Padre dell'Europa.

Grazie alla nuova civiltà cristiana, l'unica al Mondo che sancisce la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra le persone, la libertà di scelta individuale, l'Europa ha potuto beneficiare per oltre 1500 anni di una civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, che ha recepito l'eredità della filosofia greca e del diritto romano, ha fatto propri la cultura umanistica del Rinascimento e l'amore per la Patria del Risorgimento.

San Benedetto realizzò il miracolo di colmare il vuoto provocato dalla dissoluzione della macro-dimensione del Mondo globalizzato dell'Impero Romano d'Occidente, grazie all'adesione dei monaci a una proposta di vita qualitativamente migliore, emulando la sua testimonianza di vita ispirata alla fede in Gesù; conformandosi alla sua “Regola” e confidando totalmente nella guida dell'abate; al radicamento sul territorio della micro-dimensione delle Comunità localistiche dei monasteri; al successo politico nell'affermazione della nuova Europa cristiana.

Noi, aderenti alla Casa della Civiltà, coltiviamo l'ambizione di dare un contributo significativo per colmare il vuoto che inevitabilmente si verificherà dal collasso dell'attuale sistema di potere globalizzato, forgiato dal sedicente “Nuovo Ordine Mondiale”, che rappresenta la macro-dimensione intrinsecamente disumana. 
La Casa della Civiltà è la micro-dimensione, di cui sono il Fondatore, che sta costruendo la sua base di Protagonisti, che condividano i valori, le idee e la proposta per realizzare il miracolo della rinascita della nostra civiltà decaduta, della salvezza del popolo italiano dall'estinzione demografica, del riscatto dell'Italia come Patria indipendente e sovrana.
La fiducia e la lealtà al Fondatore della Casa della Civiltà, unitamente alla sincera adesione alla proposta della nostra Comunità locale, è la condizione per il successo di un processo che possa sfociare nella realizzazione del miracolo che solo il Signore potrà compiere. È con questo spirito che io assumo l'onore e l'onere di concepirmi come il “Padre della Casa della Civiltà”, ispirandomi all'esempio di San Benedetto e di Carlo Magno.    

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Padre della Comunità “Casa della Civiltà”

Sabato 17 febbraio 2024 

La Casa della Civiltà è un'Associazione di Promozione Sociale (APS), che si concepisce come Comunità locale, fondata da Magdi Cristiano Allam nel 2021. Promuove un percorso di Formazione culturale, di Mobilitazione civile e di Azione politica costruttiva per dare la certezza sul piano dell'informazione corretta, fortificare gli animi, infondere determinazione per far rinascere la nostra civiltà decaduta, salvare gli italiani dal tracollo demografico, riscattare lo Stato collassato, con l'obiettivo di elevare la nostra amata Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita.

Chi fosse interessato a ricevere tramite e-mail “Il Notiziario” quotidiano con gli articoli pubblicati dalla Casa della Civiltà, invii una e-mail a comunicazione@casadellacivilta.it, indicando nome e cognome, data di nascita, Comune di residenza, professione, cellulare, e-mail. 

Per aderire alla Casa della Civiltà inviate una e-mail a adesioni@casadellacivilta.it Trovate tutte le informazioni sul sito www.casadellacivilta.com 
Potete chiedere ulteriori chiarimenti inviando un messaggio tramite Sms o Watsapp a Marialuisa Bonomo, assistente personale di Magdi Cristiano Allam, al suo numero 335.234430

Postato il 17/02/2024 11:39:12 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il declino demografico dell'Impero Romano e quello dell'Europa

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Intervento al Convegno in Parlamento - Sala Matteotti, martedì 6 febbraio 2024

Cari amici, ci troviamo di fronte allo stesso bivio in cui si trovò l'Impero Romano, che rappresentò il Mondo globalizzato della sua epoca, durato come Impero Romano d'Occidente circa 503 anni, dal primo Imperatore Augusto nel 27 a.C. fino alla sua caduta fissata dagli storici nel 476, anno in cui Odoacre, generale barbaro in seno all'esercito romano, depose l'ultimo Imperatore Romano d'Occidente Romolo Augustolo che aveva appena quindici anni.

Anche all'epoca l'Impero Romano fu colpito dalla più micidiale pandemia della Storia antica tra il 165 e il 180, nota come «Peste Antonina» o «Peste di Galeno», dal medico Galeno che la descrisse, che nel corso di quasi 30 anni provocò tra i 5 e i 30 milioni di morti su una popolazione complessiva stimata tra i 70 e i 90 milioni, cioè decimò tra il 7 e il 30 per cento della popolazione.
Il 21 luglio del 365 l'Impero Romano fu colpito dal «Terremoto di Creta» o «Terremoto di Alessandria», provocando un maremoto con onde di nove metri di altezza che devastarono le coste del Mediterraneo. Si stima in 45 mila i morti.
Il declino iniziò nel 212 quando l'Imperatore Caracalla, berbero di Leptis Magna come il padre l'Imperatore Lucio Settimio Severo, pubblicò la «Constitutio Antoniana» con cui concesse la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’Impero.
L'Impero aveva urgente bisogno di soldati e di contadini a causa di un tracollo demografico dovuto non solo alle guerre, alle carestie e alle epidemie, ma anche al calo della natalità per il venir meno della certezza dei valori, delle regole e la diffusione della dissolutezza sul piano morale, oltreché della corruzione sul piano della pubblica amministrazione.
In parallelo c'era una crisi strutturale dell'economia dovuta alle tasse sempre più cospicue che gravavano sui ceti produttivi, in particolare sui contadini, che sfociò nell'esodo dalle campagne, il crollo dei traffici commerciali, l'inflazione galoppante, il ritorno ai pagamenti in natura.
Fu così che degli imperatori e un Senato dominati da berberi africani scelsero di riequilibrare la bilancia demografica spalancando le porte allo straniero, favorendo le invasioni germaniche e accrescendo la presenza dei barbari in seno all'esercito romano. La verità storica è che l’Impero Romano d’Occidente si estinse non per la forza dei nemici ma per la sua intrinseca debolezza, non fu un omicidio ma un suicidio.

Giacomo Leopardi (1798-1837) nello «Zibaldone» descrisse in modo magistrale la fine dell’Impero Romano d’Occidente a causa della concessione della cittadinanza a tutti i sudditi dell’Impero: «Quando tutto il mondo fu cittadino romano, Roma non ebbe più cittadini; e quando cittadino romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più Patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per Patria il mondo, non ebbero nessuna Patria, e lo mostrarono col fatto».

Il tracollo demografico è alla base dell'analogia tra il crollo dell'Impero Romano d'Occidente e il declino dell'Occidente contemporaneo, in particolare dell'Europa. Le popolazioni dell'Unione Europea in generale e dell'Italia in particolare sono a rischio di estinzione perché hanno cessato di fare figli. E senza figli muoiono non solo la popolazione autoctona ma l'insieme della civiltà che abbraccia la cultura, lo stato di diritto, il sistema dello sviluppo. 

Su circa 500 milioni di abitanti dell’Unione Europea (il dato è del 2018 e comprende la popolazione del Regno Unito), solo il 16%, pari a 80 milioni di abitanti, hanno meno di 30 anni. Viceversa su circa 500 milioni di abitanti della sponda orientale e meridionale del Mediterraneo, sommando le popolazioni dei 22 Stati arabofoni più quelle della Turchia e dell’Iran, ben il 70% ha meno di 30 anni, pari a 350 milioni di abitanti. Quando si mettono su un piatto della bilancia 80 milioni di giovani europei, cristiani in crisi d’identità che convivono con una minoranza di europei musulmani, e sull’altro 350 milioni di mediorientali, al 99% musulmani convinti che l’islam è l’unica «vera religione» che deve affermarsi ovunque nel mondo, il risultato indubbio è che gli europei sono destinati ad essere sopraffatti e colonizzati demograficamente dagli islamici. A quel punto i musulmani non avranno più bisogno di farci la guerra o ricorrere al terrorismo. Potranno sottometterci all’islam limitandosi ad osservare le regole formali della nostra democrazia, che premia il soggetto politico più vitale, organizzato ed influente, in grado di condizionare e di accaparrare il consenso della maggioranza, senza entrare nel merito dei contenuti delle ideologie e delle religioni, soprattutto dell’islam.
Già oggi ci sono cinque capitali europee, Londra, Berlino, Bruxelles, Amsterdam e Oslo, in cui tra i nuovi nati il primo nome è Maometto. Bruxelles, la capitale dell'Unione Europea, è di fatto la capitale islamica dell'Unione Europea scristianizzata e globalista. A Bruxelles i musulmani sono il 24% della popolazione e ben il 40% della popolazione al di sotto dei 30 anni.

L'arma demografica islamica per conquistare l'Europa era stata profetizzata dal Presidente algerino Houari Boumedienne in un discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1974: «È il ventre delle nostre donne che ci darà la vittoria».
Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un comizio del 17 marzo 2017 a favore del Referendum che l'ha incoronato a presidente a vita, reagendo aggressivamente al divieto posto dalla Germania e dall'Olanda alla presenza sul proprio territorio di ministri turchi per fare propaganda elettorale in seno alla cospicua comunità turca residente, sollecitò i turchi in Europa a fare cinque figli a testa, precisando che i musulmani saranno il futuro dell'Europa: «Faccio un appello ai miei fratelli in Europa. Vivete in quartieri migliori. Comprate le auto migliori. Vivete nelle case migliori. Non fate tre figli, ma cinque. Perché voi siete il futuro dell'Europa. Questa sarà la migliore risposta all'ingiustizia che vi è stata fatta».

Dobbiamo ammettere che la Storia non ci insegna nulla. Stiamo ripetendo gli stessi errori dei romani nella fase della decadenza dell’Impero Romano d’Occidente, che rappresentava il mondo globalizzato dell’epoca. 
Oggi, così come accadde a partire dal III secolo fino alla caduta di Costantinopoli nel 1453, registriamo un insieme di fatti che determinano il declino della società e la fine della civiltà, a partire dal tracollo demografico, il venir meno dei valori e delle regole, i conflitti intestini, la crisi economica. 
In Italia prendiamo atto di questo quadro complessivo: 
– tra i più bassi tassi di natalità al mondo, con un numero medio di nascite per donna dell’1,3 rispetto al 2,1 necessario per salvaguardare l’equilibrio demografico; 
– l’aggressione all’istituto della famiglia naturale come pilastro della costruzione sociale, marginalizzando la finalità della procreazione e dell’educazione sana dei figli con un padre e una madre, diffondendo l’«ideologia di genere» che legittima il diritto delle coppie omosessuali, lesbiche, transessuali, intersessuali al matrimonio e all’adozione dei figli;
- la crisi della famiglia per il venir meno della sua quintessenza che è la procreazione dei figli e la missione di educazione dei figli, per la perdita dell'identità e del ruolo operativo del padre e della madre, in aggiunta alla crescente labilità del rapporto tra i coniugi che si traduce in vite separate all'interno della stessa casa e nell'aumento dei divorzi;
- la crisi della scuola per l'imperversare del relativismo culturale e valoriale che sfocia nell'imposizione dell'ideologia globalista, europeista, pacifista, immigrazionista, multiculturalista, omosessualista e islamofila, presente innanzitutto nelle direttive del Ministero dell'Istruzione che recepisce le direttive dell'Unione Europea, nei testi scolastici e nel convincimento della maggioranza dei docenti di estrazione sessantottina;
- l'omologazione dei mezzi di comunicazione di massa, dalle principali piattaforme di comunicazione e socializzazione della Rete, dai colossi della Rete che diffondono film e sceneggiati spesso di propria produzione, dalle televisioni più viste fino ai principali giornali nazionali all'ideologia globalista, europeista, pacifista, immigrazionista, multiculturalista, omosessualista e islamofila;
– la legalizzazione della cultura della morte, dall’aborto, all'eugenetica fino all’eutanasia, elevati a diritti della persona; 
– la diffusione della cultura della morte, tramite le droghe e l’alcol, specie tra i giovani, compreso lo sballo da discoteca; più recentemente le sfide estreme sulle piattaforme virtuali di socializzazione che culminano nel suicidio di ragazzini; 
– l’emigrazione forzata dei nostri giovani migliori, perché di fatto è preclusa loro la stabilità lavorativa, senza cui non hanno accesso al credito e, pertanto, non possono disporre di una casa indipendente, mettere su la propria famiglia, mettere al mondo i propri figli, avviare un’attività produttiva; 
– l’apertura incondizionata delle frontiere a un’invasione di clandestini che sono in stragrande maggioranza musulmani, tra cui ci sono dei terroristi islamici, a cui garantiamo servizi basilari pari a 1200-1400 euro al mese, in aggiunta ad altri costi quali la sanità e l’istruzione; 
– la priorità data agli stranieri rispetto agli italiani nell’attribuzione delle risorse e dei servizi, quali le case popolari, i sussidi sociali, i posti all’asilo nido; 
– l’abbandono dei valori e delle regole insite nell’istituzione della cittadinanza, concedendola indistintamente agli stranieri, compresi coloro che sono dichiaratamente ostili alla nostra civiltà; 
– l’islamofilia, che ci porta a riconoscere l’islam come religione di pari valore del cristianesimo, nonostante che ad oggi l'islam non è una religione riconosciuta dallo Stato perché non ottempera all'articolo 8 della Costituzione, per la totale incompatibilità dei contenuti del Corano, del pensiero e delle opere di Maometto con le nostre leggi e la nostra civiltà, configurandosi come un’ideologia che legittima l’odio, la violenza e la morte nei confronti dei non musulmani; 
– la moschea-mania, che ci porta a concedere ai musulmani sempre più moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, macellerie e alimentari halal, centri studi e di formazione, e ancor di più, la sottomissione delle nostre leggi alla sharia, come nel caso del velo e delle conversioni per ragioni matrimoniali, con la prospettiva di riconoscere l’«islamofobia» come reato penale; 
– l’affermazione del relativismo etico, che ci porta alla perdita della certezza della verità e a illuderci che tutto e il contrario di tutto siano pari a prescindere dai loro contenuti; 
– l’affermazione della cultura dei soli diritti e delle sole libertà, facendo venir meno la cultura dei doveri, delle regole e della responsabilità; 
– la crisi della Chiesa, sia come «faro di spiritualità» sia come «autorità morale», per le posizioni relativiste e buoniste assunte dopo il Concilio Vaticano II, accentuate da Papa Francesco; 
– la finanziarizzazione dell’economia, ovvero la prevalenza della dimensione virtuale della moneta rispetto all’economia reale, che trasforma la moneta in uno strumento di schiavizzazione della persona anziché essere al servizio della persona; 
– il suicidio monetario dello Stato, che è costretto a indebitarsi per disporre dell’euro, una moneta venduta da una società per azioni chiamata Banca centrale europea, per ripianare il debito contratto forzosamente nei confronti delle banche, arrivando a svendere i beni reali in cambio di moneta virtuale; 
– l’acuirsi della conflittualità sociale dovuta alla diffusione della povertà, della disoccupazione e della precarietà occupazionale, finendo per assottigliare il ceto medio e accrescere la sperequazione nella distribuzione delle risorse; 
– il crescente discredito nei confronti dello Stato e dell’insieme delle istituzioni pubbliche, diventati di fatto una Casta onerosa e corrotta, dedita a vessare i cittadini con tasse esose e inique pur di salvaguardare i propri privilegi; 
– la sostanziale violazione della democrazia, trasformata in partitocrazia, negando ai cittadini la possibilità di essere coinvolti nella determinazione del proprio destino e instaurando di fatto un regime autoritario, diventato palese con l’avvento al governo di Mario Monti nel 2011; 
– la perdita di autonomia e d’identità dei Comuni, per la sottrazione delle loro risorse, per l’orientamento a inglobare la micro-dimensione nella macro-dimensione, per la presenza di ghetti su base etnica e confessionale; 
– l’impennata della violenza e l’incapacità ad assicurare l’ordine pubblico, per il venir meno della coesione sociale a causa della proliferazione di comunità estranee se non ostili alla cultura e alla tradizione autoctona;
– la crisi d’identità, la sfiducia in se stessi, la diffidenza nei confronti del prossimo, che generano un tale disorientamento, specie tra i giovani, al punto da indurre alcuni di loro a scegliere di aderire all’islam, il nemico dichiarato della nostra civiltà. 
Concretamente ci stiamo comportando come se avessimo scelto di non usare la ragione e di rinunciare al sano amor proprio. I poteri finanziari globalizzati ci hanno spogliato della nostra dignità, limitato nella nostra libertà, messo a repentaglio la nostra stessa vita. All’opposto noi accordiamo loro una delega in bianco, nell’illusione che a salvarci saranno i custodi del tempio del dio denaro, gli adoratori del mercato e gli apologeti del profitto costi quel che costi. 


Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, grazie alla micro-dimensione dei monasteri benedettini e dei Comuni, in Italia si affermò il cristianesimo quale portato di civiltà che, recependo e assimilando l'eredità della filosofia greca e del diritto romano, seppe promuove la cultura dell'Umanesimo, del Rinascimento, ma anche provocare la razionalità dell'Illuminismo. È così che noi oggi in Europa beneficiamo di una civiltà laica e liberale, l’unica civiltà al mondo che si fonda e legittima la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta individuale. 
Il rischio è che a quest'Europa possa seguire l'islam, che più che una fede a cui si aderisce volontariamente, è una ideologia che s'impone in modo autoritario, invasivo e violento. 

Noi crediamo che ci sarà un “miracolo”, una crepa che si produrrà inevitabilmente in seno al sistema di potere disumano che ha preso il sopravvento a livello globale. Ebbene, noi dobbiamo essere pronti al momento giusto, con la proposta giusta e con gli uomini giusti per edificare un nuovo sistema di potere che corrisponda a una migliore qualità di vita. Noi non abbiamo altra scelta che credere che questo miracolo si compirà e che ciascuno di noi darà il proprio contributo per il successo della comune missione che realizzerà il legittimo bene nostro, dei nostri figli e nipoti. 
Non potremmo in alcun modo guardarci dentro, guardare negli occhi i nostri figli e nipoti, dicendo: «Mi dispiace, mi sono rassegnato alla sottomissione senza aver reagito, mi considero sconfitto senza aver combattuto». 
Amo concludere con il testamento spirituale di Paolo Borsellino: «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità «Casa della Civiltà»

Martedì 6 febbraio 2024

www.casadellacivilta.com

Postato il 08/02/2024 15:47:38 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Essere concilianti con il nostro carnefice è un atto di suicidio

Cari amici buongiorno. Mi auguro di cuore che stiate tutti bene in famiglia e che vi siate risvegliati colmi d'amore per la vita.

Sabato 3 febbraio, alle ore 18,30, la Sala della Biblioteca comunale di Portogruaro, in Provincia di Venezia, era gremita con un centinaia di persone per ascoltare la mia conferenza su “Le ragazze e le donne nell'islam”, organizzata dall'Associazione di Promozione Sociale Humanitas D.I.U (Diritto Internazionale Umanitario), presieduta da Enrico Santinelli.

Poco prima dell'inizio della conferenza, hanno fatto irruzione, tutti insieme per evidenziare la loro compattezza, una ventina di islamici, identificabili da oltre una decina di donne tutte velate, dalle più anziane a una bambina di circa nove anni. Gli uomini, guardiani e tutori delle donne, erano giovanotti robusti, con la tipica barbetta dei “Fratelli Musulmani”. Per gli agenti della Digos presenti nella Sala, sono “persone tranquille”, frequentatori della locale moschea, interlocutori legittimati dalle istituzioni pubbliche, con cui si dialoga e ci si mette d'accordo sulle istanze che, man mano, gli islamici avanzano.

Si trattava di un chiaro gesto di sfida. La mia conferenza era stata pubblicizzata da un enorme manifesto posto in una zona centrale di Portogruaro. Per mia fortuna, e a tutela di tutti i partecipanti, in Sala c'era una significativa presenza di Forze dell'ordine, carabinieri e poliziotti, alcuni in divisa, altri in borghese, tutti comunque riconoscibili. Solo questa presenza ha, da subito, smorzato le focose intenzioni degli islamici, facendo capire loro che non avrebbero potuto sabotare la mia conferenza, pena il loro allontanamento forzoso. Qualcuno ha comunque inscenato una fugace manifestazione di protesta, attivando per diverse volte dal cellulare una nenia con la recitazione di versetti del Corano. 

La loro irruzione ha comprensibilmente provocato preoccupazione tra gli italiani presenti. È da rilevare che, mentre gli islamici erano prevalentemente giovani, gli italiani erano prevalentemente anziani. 
Si tocca con mano come il vuoto demografico provocato dal tracollo demografico degli italiani, e più in generale degli europei, lo colmano innanzitutto gli islamici. 
L'arma demografica è in assoluta la più forte ed irresistibile con cui gli islamici stanno conquistando l'Italia e l'Europa. 
Siamo noi i responsabili del nostro tracollo demografico, avendo scelto, a prescindere dalle motivazioni, di non mettere al mondo i nostri figli. 
Siamo noi i responsabili della folle strategia di auto-invasione, indicata enfaticamente come “accoglienza” di “migranti”, tramite cui abbiamo consentito l'insediamento del loro “Cavallo di Troia” islamico dentro casa nostra. 

Mi sono domandato: «Cosa devo fare? Devo auto-censurarmi per “calmare le acque”, per prevenire la reazione, forse violenta, degli islamici? È opportuno che io non dica nulla che possa alimentare la preoccupazione dei partecipanti italiani e possa mettere in difficoltà le Forze dell'ordine?»
Alla fine ho deciso che avrei detto ciò che aveva deciso di dire, comportandomi come se in Sala non ci fossero gli islamici. 
Mi sono detto: «Siamo in Italia. Siamo a casa nostra. E dentro casa nostra dobbiamo essere pienamente noi stessi. Costi quel che costi. Perché se dovessimo auto-censurarci dentro casa nostra per paura della reazione degli islamici, ciò si tradurrebbe nella nostra morte interiore, che è la morte peggiore. Il risultato sarebbe comunque controproducente perché gli islamici percepirebbero la nostra paura e la nostra auto-censura come un segno manifesto della nostra fragilità, si sentirebbero ancor più sollecitati ad accelerare la loro opera di conquista dell'Italia e di sottomissione degli italiani all'islam».

È così è stato. Ho letto senza alcuna censura il testo della mia relazione. Alla fine della mia conferenza, gli italiani si sono sentiti sollevati. Ero stato la loro voce. Avevamo vinto. Non ci eravamo lasciati sopraffare dalla paura. Avevamo salvaguardato la nostra dignità e non avevamo rinunciato alla nostra libertà.  
In queste circostanze in cui mi trovo a dover scegliere tra l'essere pienamente me stesso o auto-censurarmi per non urtare la suscettibilità altrui, mi sono di conforto le esortazioni di Gesù «Sia il vostro parlare sì sì, no no», «Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi». Così come m'ispira il testamento spirituale di Paolo Borsellino: «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».

L'Italia e l'Europa stanno ripetendo, nei confronti dell'islam, l'errore commesso nel 1938 a Monaco quando autorizzarono Hitler ad occupare la Regione dei Sudeti in Cecoslovacchia, immaginando che si sarebbe ritenuto soddisfatto e avrebbe accantonato le sue mire egemoniche su tutta l'Europa. 
L'atteggiamento dell'Europa di resa a Hitler si riassume in due celebri aforismi di Winston Churchill,  Primo ministro del Regno Unito tra il 1940 e il 1945, protagonista della vittoria degli Alleati contro il nazi-fascismo. Entrambi gli aforismi sono una critica al comportamento del suo predecessore Neville Chamberlain, per la sua resa a Hitler: 
«Una persona conciliante è come uno che dà da mangiare a un coccodrillo perché spera che questo lo mangi per ultimo». 
«Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra».
Ebbene, lo stesso comportamento si verifica oggi con il “potere islamico”. Quest'Europa dalla civiltà decaduta e con la popolazione autoctona condannata all'estinzione, si comporta in modo sempre più accondiscendente con gli islamici, pur di rinviare il più possibile l'inevitabile scontro frontale e l'esito indubbio della nostra sottomissione all'islam. Ed è così che l'Europa sceglie il disonore, anziché combattere da subito il nemico che mira sopraffarci e a sottometterci, ma ciò non ci salverà dal dover subire la guerra. È una guerra in atto, scatenata dal “potere islamico” sui vari fronti militare e terroristico, demografico, ideologico, finanziario, economico, culturale, sociale e politico. In guerra o si combatte per vincere, o la si subisce comunque e si verrà sconfitti e sottomessi.

È da 1400 anni che l'islam, dopo aver sottomesso le popolazioni cristiane della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, non ha mai rinunciato a sottomettere anche la sponda settentrionale. Se gli eserciti cristiani non avessero combattuto e sconfitto gli islamici a Poitiers nel 732, con la Reconquista in Spagna nel 1492, a Lepanto il 7 ottobre 1571, a Vienna l'11 e il 12 settembre 1683, anche l'Europa sarebbe già stata sottomessa all'islam. 
Maometto profetizzò che anche Roma, dopo Costantinopoli, sarà sottomessa all'islam. Nell'830 e nell'846 per due volte gli islamici invasero Roma e saccheggiarono la Basilica di San Pietro. Le Mura che cingono lo Stato del Vaticano, si chiamano “Mure Leonine” perché furono edificate nell'848 dall'allora Pontefice Leone IV, per prevenire nuove aggressioni islamiche.

La mattina dopo la mia conferenza, ho casualmente incrociato due delle donne velate che avevano inscenato una loro tacita protesta alla mia conferenza. Quando sono passato vicino, la più anziana mi ha guardato schifata. Se non ci fossero stati i carabinieri della scorta, mi avrebbe come minimo sputato in faccia. 

Cari amici, siamo in guerra. Una guerra in atto ad opera dei terroristi taglia-gole e dei terroristi taglia-lingue. I più pericolosi non sono quelli che ci uccidono una volta sola decapitandoci, ma quelli che ci uccidono tutti i giorni impedendoci di essere pienamente noi stessi dentro casa nostra. Noi possiamo sconfiggerli continuando a dire la verità in libertà sull'islam.

Andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Martedì 6 febbraio 2024


La Casa della Civiltà è un'Associazione di Promozione Sociale (APS), fondata da Magdi Cristiano Allam nel 2021. Promuove un percorso di Formazione culturale, di Mobilitazione civile e di Azione politica costruttiva per dare certezze sul piano dell'informazione corretta, fortificare gli animi, infondere determinazione per far rinascere la nostra civiltà decaduta, salvare gli italiani dal tracollo demografico, riscattare lo Stato collassato, con l'obiettivo di elevare la nostra amata Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita.

Dal lunedì 5 febbraio Magdi Cristiano Allam ha iniziato un nuovo ciclo del Corso di Formazione culturale, che si articola in 10 lezioni di base e in conferenze tematiche riservate agli iscritti alla Casa della Civiltà.

Per aderire alla Casa della Civiltà inviate una e-mail a adesioni@casadellacivilta.it ; o inviate un messaggio tramite Sms o Whatsapp a Marialuisa Bonomo, assistente personale di Magdi Cristiano Allam, al suo numero 335.234430. Trovate tutte le informazioni sul sito www.casadellacivilta.com

Postato il 06/02/2024 09:59:28 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Israele combatte lo stesso nemico che vuole sottomettere l’Europa: uniti vinceremo (Relazione alla videoconferenza nel “Giorno della Memoria”, 27 gennaio 2024)

Cari amici, così come il più clamoroso e sanguinoso attentato della Storia contemporanea che ha colpito al cuore della superpotenza mondiale, venne valutato come «fantasioso» dagli Stati Uniti prima che i terroristi islamici di Al Qaeda lo perpetrassero l'11 settembre del 2001; anche il più clamoroso e sanguinoso attacco militare che ha colpito all'interno della potenza regionale che vanta tra i migliori eserciti al Mondo, venne valutato come «fantasioso» da Israele prima che i terroristi islamici di Hamas lo perpetrassero lo scorso 7 ottobre. 
Ebbene, noi oggi commetteremmo un errore gravissimo qualora bocciassimo come «fantasiosa» la possibile prossima conquista islamica dell'Europa.

Il successo dei terroristi islamici dei Taliban nel costringere alla fuga gli Stati Uniti da Kabul il 15 agosto 2021, ha ispirato l'attacco dei terroristi islamici di Hamas contro Israele lo scorso 7 ottobre. Ed è probabile che, a loro volta, i terroristi islamici con cittadinanza europea o residenti in Europa, ispirandosi ai Taliban e a Hamas, stiano preparando una insurrezione armata finalizzata alla conquista islamica dell'Europa. 

Qualora Israele non riuscisse a eliminare Hamas, il solo fatto che Hamas sopravviva, verrebbe concepito come una vittoria dei terroristi islamici. Si innescherebbe un processo psicologico, politico e militare in Medio Oriente che, ritenendo che Israele abbia perso la guerra, incentiverebbe tutte le forze islamiche e arabe a coalizzarsi per realizzare l'obiettivo storico e religioso di annientare lo Stato del popolo ebraico. Israele non può perdere nessuna guerra, perché sarebbe l'ultima guerra. 
Subito dopo l'eventuale sconfitta di Israele, i terroristi e gli estremisti islamici in Europa scatenerebbero il “Jihad”, la Guerra santa, per sottomettere l'Europa all'islam, completando con successo la strategia di conquista islamica avviata dallo stesso Maometto ancor prima della sua morte nel 632, concretizzatasi con la sottomissione all'islam della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo che fino al Settimo secolo erano al 97% terre cristiane.
Se gli europei non avessero combattuto e sconfitto gli eserciti islamici a Poitiers nel 732, con la Reconquista in Spagna nel 1492, a Lepanto il 7 ottobre 1571, a Vienna l'11 e il 12 settembre 1683, anche l'Europa sarebbe stata sottomessa all'islam. Maometto profetizzò che anche Roma, dopo Costantinopoli, sarà sottomessa all'islam.  

Se nel 2001 l’Occidente, nel bene e nel male, sosteneva sulla sponda meridionale e orientale del Mediterraneo dei regimi autocratici sostanzialmente laici, Saddam Hussein in Iraq e Gheddafi in Libia, oggi l'Occidente è ovunque schierato al fianco dei Fratelli Musulmani, nemici giurati della laicità e della democrazia sostanziale.
L'Occidente è caduto nella trappola micidiale dell'illusione che per affrancarsi dal terrorismo islamico dei “tagliagole”, coloro che disprezzano la sacralità della vita propria ed altrui, si possa o addirittura si debba allearsi con i terroristi islamici dei “taglialingue”, coloro che, bontà loro, ci risparmiano la vita, promettono che non metteranno le bombe e non si faranno esplodere dentro casa nostra, ma in cambio chiedono ed ottengono la loro piena legittimazione politica come potere egemone nei Paesi a maggioranza islamica e della concessione di “roccaforti islamiche” all'interno stesso dell’Occidente.

L’Occidente non ha compreso che la dittatura islamica si afferma sia con il terrorismo dei “tagliagole”, coloro che sgozzano, decapitano e massacrano uccidendoci fisicamente, sia con il terrorismo dei “taglialingue”, coloro che ci impongono di non dire e di non fare nulla che sia in contraddizione con l’islam, reprimendoci interiormente. Entrambi convergono nell’obiettivo di sottometterci all’islam, ma divergono e confliggono tra loro perché si contendono il potere, perseguendo lo stesso obiettivo con modalità diverse. 
L’Occidente ingenuamente teme i primi e asseconda i secondi, per quanto il nemico più insidioso siano proprio i terroristi “taglialingue”, coloro che dall’interno di casa nostra camuffandosi all’occorrenza all’insegna del precetto della dissimulazione, la taqiya, sancito dal Corano, sono convinti di poterci sottomettere strumentalizzando le nostre stesse leggi democratiche.   

Secondo l’università più prestigiosa del mondo musulmano, Al Azhar, con sede al Cairo, gli oltre 1.200 civili israeliani brutalmente massacrati da Hamas il 7 ottobre 2023, hanno ottenuto ciò che meritavano. Una fatwa, un responso giuridico islamico, emesso il 19 ottobre 2023 dal “Dipartimento della Fatwa” di Al Azhar, afferma:
«Il termine “civili” non si applica ai coloni sionisti della terra occupata. Piuttosto, sono occupanti della terra, usurpatori di diritti, deviatori dalla retta via incarnata dai profeti e palesi disprezzatori della santità del passato storico, la città di Gerusalemme, che comprende la rispettabile eredità islamica e cristiana della città di Gerusalemme.»
Il 4 aprile 2002 lo sheikh Mohammad Sayed Tantawi, nella sua veste di Grande imam dell’Università islamica di Al Azhar, ricevendo al Cairo il deputato arabo-israeliano Abdel Wahhab Darawsheh, pronunciò la seguente fatwa: 
«Le operazioni di martirio contro qualsiasi israeliano, inclusi i bambini, le donne e i giovani, sono legittime dal punto di vista della legge islamica. Il popolo palestinese intensifichi le operazioni di martirio contro il nemico sionista, in quanto la manifestazione più alta del Jihad». 
Il “Jihad” è essenzialmente la “Guerra santa islamica”, attuata principalmente con la guerra e il terrorismo, ma anche con altri strumenti demografici, ideologici e finanziari, che convergono nell'obiettivo di sottomettere l'intera umanità all'islam.
L'attuale “Grande imam” dell’Università islamica di Al Azhar, Ahmed Al Tayeb, concepito come il “Papa dell'islam maggioritario sunnita”, individuato da Papa Francesco come il suo principale interlocutore islamico, è un apologeta del terrorismo suicida. Il 4 aprile 2002 Al Tayeb, quando all’epoca era il Mufti d’Egitto, massimo giureconsulto islamico, legittimò il terrorismo suicida affermando: 
«La soluzione al terrore israeliano risiede nella proliferazione degli attacchi suicidi che diffondono terrore nel cuore dei nemici di Allah. I paesi, governanti e sovrani islamici devono sostenere questi attacchi». 
Nel 2003 Al Tayeb confermò: 
«Le operazioni di martirio in cui i palestinesi si fanno esplodere sono permesse al cento per cento secondo la legge islamica».

La strage efferata di 1200 ebrei in Israele da parte dei terroristi islamici di Hamas lo scorso 7 ottobre, è stata ribattezzata “Tempesta Al-Aqsa”, dal nome della moschea di Gerusalemme dove, secondo il Corano nel 621 Maometto, arrivato dalla Mecca in sella a un cavallo alato, sarebbe asceso al Settimo cielo per incontrare Allah. 
Il fatto che nel 621 a Gerusalemme non ci fosse nessuna moschea, non altera il convincimento islamico che quel viaggio notturno di Maometto sarebbe effettivamente avvenuto, che tutta Gerusalemme sarebbe islamica, anzi tutto il territorio su cui sorge Israele sarebbe islamico, da “liberare” con il Jihad, la guerra santa islamica, più esplicitamente distruggendo Israele e sterminando gli israeliani. 

Ebbene, proprio quando la guerra dell’islam per eliminare Israele e sottomettere l’Europa si manifesta in modo inconfutabile, l’Europa mostra la sua fragilità e la sua vocazione al suicidio innalzando la bandiera bianca della resa all’islam, condividendo l’odio degli ebrei e criminalizzando Israele propugnati dagli islamici, affiancati acriticamente dai pacifinti dell’arcobaleno, emblema della civiltà decaduta, sostenuti pregiudizialmente da Papa Francesco e da parte delle Chiese evangeliche, protestanti e ortodosse.

Oggi più che mai ebrei e cristiani sono chiamati a unirsi e a combattere insieme una comune battaglia per la propria sopravvivenza. Mentre a dividere ebrei e cristiani sono ragioni teologiche, a dividere gli islamici dagli ebrei e dai cristiani sono ragioni esistenziali. La disputa tra ebrei e cristiani si risolve seduti attorno a un tavolo, quella tra gli islamici contro ebrei e cristiani sul campo di battaglia. 

È ora che gli europei e gli occidentali si sveglino dal sonno della ragione che li porta a ripetere «l'islam è una religione d'amore e di pace», «nessuna religione predica l'odio, la violenza e la morte». 
È ora che comprendiamo che la radice del male non sono tanto i terroristi islamici che massacrano, decapitano e si fanno esplodere; non sono tanto i predicatori che dal pulpito delle moschee per 17 volte al giorno, nel corso delle cinque preghiere obbligatorie, condannano di miscredenza gli ebrei e i cristiani; ma che la radice del male è l'islam che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto.
Ecco perché se vogliamo, dentro casa nostra, sradicare il male del terrorismo e del radicalismo islamico, dobbiamo avere l'onestà intellettuale e il coraggio umano di mettere fuori legge l'islam all'interno del nostro stato di diritto. Solo così potremo salvaguardare la civiltà della vita, dignità e libertà e garantire ai nostri figli di poter essere pienamente se stessi nella nostra casa comune.

Il tema della guerra e della pace non possono essere decontestualizzati, perché il vissuto di ciascuno di noi è contestualizzato in uno spazio e in un tempo specifico, i cui contenuti sostanziano i concetti che rappresentano i fatti e, successivamente, determinano le azioni assunte per salvaguardare il proprio interesse.
Un conto è sostenere il valore morale della sacralità della vita di tutti; un altro conto è l'atteggiamento concreto a cui siamo costretti quando la nostra vita e la vita dei nostri figli è negata e ci viene tolta da chi pregiudizialmente disconosce il nostro diritto ad esistere. 

È del tutto evidente che il valore della sacralità della vita non può sussistere nei confronti dei terroristi islamici che, dopo aver subito un lavaggio di cervello che li ha trasformati in “robot della morte” e li porta a dirci «così come voi amate la vita, noi amiamo la morte», odiano pregiudizialmente e uccidono spietatamente tutti i «miscredenti», a cominciare dagli ebrei e dai cristiani, ottemperando letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

La Storia attesta che la guerra è una necessità a cui si è costretti per salvaguardare il nostro diritto alla vita. Recentemente anche la Chiesa cattolica ha affermato il concetto di “guerra giusta” e“guerra umanitaria”. 
La Storia ugualmente attesta che la pace autentica, stabile e duratura, può sussistere solo se una comunità dispone della forza adeguata per salvaguardare il proprio diritto alla vita, confermando la massima tratta dalle “Leggi” di Platone, «Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum», letteralmente «Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra», sintetizzata dai romani in «Si vis pacem, para bellum», «se vuoi la pace, prepara la guerra».

In questa guerra non possiamo essere neutrali, anche se inconsapevolmente. La guerra c'è e la subiamo comunque. O combattiamo per vincere o saremo comunque sconfitti e sottomessi alla tirannia dell'islam.
In questo contesto sostenere, come fa Papa Francesco, che la guerra è di per sé il male e che «ogni guerra è una sconfitta»; inscenare delle oceaniche manifestazioni “per la pace”, anche se di fatto sono schierate con il nostro nemico e spesso svolte violentemente, si traduce nella scelta di suicidarci, rassegnandoci a non combattere e a farci sottomettere dentro casa nostra.

Solo chi non conosce la realtà dell'islam, che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto; solo chi non conosce o comunque non considera la realtà di 1400 anni di guerre islamiche per sottomettere l'Europa e l'insieme dell'umanità; solo chi è ignorante, irresponsabile e votato al suicidio può immaginare che innalzare la bandiera palestinese o quella arcobaleno possa magicamente tradursi nell'affermazione della “Pace” dentro casa nostra e ovunque nel Mondo. All'opposto, soprattutto ora che il terrorismo islamico di Hamas ha scatenato la guerra contro Israele con la finalità esplicita di distruggerlo in quanto Stato del popolo ebraico, innalzare la bandiera palestinese o quella arcobaleno equivale a innalzare la bandiera bianca della resa incondizionata dentro casa nostra all'islam, il nemico storico dell'Europa, dell'ebraismo, del cristianesimo e del Mondo libero.

Oggi l'Europa è sottomessa a un “potere islamico” che si prefigura simile a quello del nazismo. Anche nei confronti del “potere islamico” l'Europa ha scelto di essere conciliante e di non combatterlo, pur ritrovandosi sempre più sottomessa all'islam dentro casa propria. 
Il “potere islamico” è un insieme diverso e apparentemente conflittuale, in cui i terroristi islamici sono solo la punta dell'iceberg, l'aspetto più appariscente ed eclatante. Ma l'iceberg, che è la realtà di maggior peso, si sostanzia innanzitutto di una umanità prevalentemente giovane, stranieri naturalizzati ma non integrati, che colma il vuoto del tracollo demografico delle popolazioni europee prevalentemente anziane, scristianizzate e relativiste, condannate all'estinzione e votate al suicidio della propria civiltà. 
Il “potere islamico” è già saldamente insediato come un Cavallo di Troia all'interno dell'Europa, grazie a una fitta e incontenibile rete di moschee e scuole coraniche dove si pratica il lavaggio di cervello trasformando le persone in soldati di Allah e in robot della morte; banche islamiche, associazioni umanitarie per la raccolta fondi; macellerie e alimentari halal; centri studi e di formazione dove si insegna l'arte di colpevolizzare gli europei accreditando il reato di “islamofobia”; l'infiltrazione e l'assalto alle istituzioni dello Stato di diritto, strumentalizzando un sistema elettorale spoglio di valori, per sostituire la democrazia con la sharia quando conquistano il potere; il controllo del territorio nelle aree a maggior densità islamica con milizie armate e addestrate alla guerriglia urbana che impongono a tutti i residenti la sottomissione alla sharia, prefigurando la nascita di uno Stato islamico in nuce.

L'atteggiamento dell'Europa di resa a Hitler si riassume in due celebri aforismi di Winston Churchill,  Primo ministro del Regno Unito tra il 1940 e il 1945, protagonista della vittoria degli Alleati contro il nazi-fascismo. Entrambi gli aforismi sono una critica al comportamento del suo predecessore Neville Chamberlain, per la sua resa a Hitler: 
«Una persona conciliante è come uno che dà da mangiare a un coccodrillo perché spera che questo lo mangi per ultimo». 
«Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra».
Ebbene, lo stesso comportamento si verifica oggi con il “potere islamico”. Quest'Europa dalla civiltà decaduta e con la popolazione autoctona condannata all'estinzione, si comporta in modo sempre più accondiscendente con gli islamici, pur di rinviare il più possibile l'inevitabile scontro frontale e l'esito indubbio della nostra sottomissione all'islam. Ed è così che l'Europa sceglie il disonore, anziché combattere da subito il nemico che mira sopraffarci e a sottometterci, ma ciò non ci salverà dal dover subire la guerra. È una guerra in atto, scatenata dal “potere islamico” sui vari fronti militare e terroristico, demografico, ideologico, finanziario, economico, culturale, sociale e politico. In guerra o si combatte per vincere, o la si subisce comunque e si verrà sconfitti e sottomessi.

Oggi come mai difendere, senza se e senza ma, il diritto di Israele a salvaguardare la propria esistenza come Stato del popolo ebraico, corrisponde a difendere il diritto alla sacralità della vita in seno all'intera umanità. La salvaguardia di questo diritto comporta necessariamente combattere e sconfiggere le forze del Male che perseguono ciecamente e ostinatamente l'obiettivo di distruggere Israele e sterminare il popolo ebraico, conformemente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. 
Oggi come mai la retta via è schierarsi al fianco di Israele e al popolo ebraico. Pur nella consapevolezza che siamo in minoranza. Pur prendendo atto che la maggioranza dei “pacifinti” monopolizzano le piazze, le loro urla prevalgono sulla ragione, la loro violenza calpesta il valore della sacralità della vita, mettendo sullo stesso piano il terrorismo islamico e lo Stato di diritto, l'azione e la reazione, il pregiudizio e l'obiettività, il falso e il vero, il male e il bene, l'ingiustizia e la giustizia. 
Am Israel Chai! Viva Israele!

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Sabato 27 gennaio 2024


La Casa della Civiltà è un'Associazione di Promozione Sociale (APS), fondata da Magdi Cristiano Allam nel 2021. Promuove un percorso di Formazione culturale, di Mobilitazione civile e di Azione politica costruttiva per dare certezze sul piano dell'informazione corretta, fortificare gli animi, infondere determinazione per far rinascere la nostra civiltà decaduta, salvare gli italiani dal tracollo demografico, riscattare lo Stato collassato, con l'obiettivo di elevare la nostra amata Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita.

Chi fosse interessato a ricevere tramite la e-mail “Il Notiziario” quotidiano con gli articoli pubblicati dalla Casa della Civiltà o a partecipare al nuovo ciclo del Corso di Formazione culturale che inizierà a Febbraio, invii una mail a comunicazione@casadellacivilta.it, indicando nome e cognome, data di nascita, Comune di residenza, professione, cellulare, e-mail. 
Per aderire alla Casa della Civiltà inviate una e-mail a adesioni@casadellacivilta.it Trovate tutte le informazioni sul sito www.casadellacivilta.com 
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Postato il 28/01/2024 12:17:22 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Viva Israele! Solo riconoscendo lo Stato del popolo ebraico si garantisce la sacralità della vita di tutti

Cari amici buongiorno e Shabbat Shalom. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

Nella ricorrenza del “Giorno della Memoria”, vi ripropongo un estratto dell'Introduzione al mio libro “Viva Israele” (Mondadori, 2007), pubblicato quando, da musulmano, ero già stato condannato a morte nel 2003 dai terroristi islamici di Hamas per la mia strenua denuncia degli attentati terroristici suicidi e per la mia ferma difesa del diritto alla vita di Israele e degli ebrei.


Cari amici, ciò che vi accingete a leggere è una testimonianza di fede. La mia fede profonda e incrollabile nella sacralità della vita. La vita di tutti, la mia, la tua, la sua, la nostra, la vostra, la loro. Dei musulmani in mezzo a cui sono cresciuto dibattendomi tra il bene e il male; dei cristiani che mi hanno educato a coniugare la fede e la ragione; degli ebrei che si sono inverati in me come la straordinaria metamorfosi di pacifici spiriti ingiustamente perseguitati in fiere persone giustamente risolute; di tutti gli uomini di buona volontà di cui ho scoperto il fascino della vitalità interiore che aspira ai nobili ideali della fratellanza e dell’amore. 
Degli egiziani tra i quali il destino ha voluto che nascessi con l’orgoglio di un passato sublime e la fragilità di un presente inquietante; degli italiani che ho scelto come sintesi felice del senso di umanità, a cui non intendo rinunciare, e del bene della libertà che mi sono impegnato a conquistare; dei popoli arabizzati con cui mi sono lungamente confrontato con la passione giovanile per l’ebbrezza della fraternità condivisa e la delusione adulta per il dissolvimento di un mito artefatto e deleterio; del popolo d’Israele che ho inconsciamente odiato tra le nebbie della tirannia e consapevolmente amato alla luce della democrazia; dei popoli del mondo intero che sogno di abbracciare nella realizzazione della gioia interiore e della pace universale. 

In queste pagine ho voluto raccontarvi il mio lento e sofferto percorso esistenziale dall’ideologia della menzogna, della dittatura, dell’odio, della violenza e della morte alla cultura della verità, della libertà, dell’amore, della pace e della vita. Fino a maturare il convincimento pieno che, oggi più che mai, la difesa del valore della sacralità della vita coincida con la difesa del diritto di Israele all’esistenza. Perché io posso testimoniare che nel momento in cui, nell’Egitto degli anni Cinquanta e Sessanta, si è negato il diritto di Israele all’esistenza, si è messo in moto un processo nefasto e irrefrenabile che ha coinvolto tutti coloro che vengono catalogati come “diversi”, finendo per condannarli come “nemici”. 
Si è cominciato, all’epoca di Gamal Abdel Nasser, con la criminalizzazione di Israele qualificata come “un cancro trapiantato nel cuore del mondo arabo dal colonialismo e dall’imperialismo”, che deve essere “estirpato e annientato” con la forza delle armi, promuovendo una guerra ad oltranza “fino al riscatto dell’ultimo pollice dei territori arabi occupati”. 
Subito dopo, con una indiscriminata e impietosa azione repressiva all’indomani della sconfitta degli eserciti arabi nella guerra del 5 giugno 1967, è toccato agli ebrei superstiti, anche se cittadini egiziani, accusati di essere una quinta colonna dello Stato di Israele in quanto intimamente partecipi dell’ideale sionista, infliggendo loro una sentenza capitale da eseguire in questa e in quell’altra vita, dannati all’eternità perché sarebbero al maghdub alayhim, «coloro contro cui Dio si è adirato» (Corano - 1,7). 
Si è passati, in concomitanza con il processo di islamizzazione avviato dall’alleanza tra Anwar al Sadat e i Fratelli Musulmani negli anni Settanta, con l’aggredire i cristiani copti, pur essendo gli autentici autoctoni, i discendenti degli antichi egizi che non si sono mescolati ai conquistatori dell’Arabia quando a partire dal settimo secolo imposero l’islamizzazione, perché considerati affini e sospettati di simpatizzare con la civiltà occidentale, un corpo separato che viola l’integrità della Umma, intesa come Nazione islamica, comunque da combattere e redimere perché sarebbero al-dallin, «coloro che vagano nell’errore» (Corano – 1,7). 
Quindi, con la crescita del potere religioso, culturale, sociale, politico ed economico degli integralisti e degli estremisti islamici, ci si è scagliati contro i non credenti e i musulmani eterodossi, cioè gli agnostici, i laici, i non praticanti, i semi-praticanti, i trasgressori della morale islamica, con particolare accanimento nei confronti delle donne, “l’altro” per antonomasia, da sottomettere in tutto e per tutto per ricostruire dalle fondamenta una nuova società assolutamente conforme alla sharia, la legge di Allah, che deve essere imposta con ogni mezzo. 
Infine, quando il clima di esaltazione islamica ha raggiunto il culmine generando il fenomeno del terrorismo globalizzato nel nome di Allah, si è arrivati alla demonizzazione dell’insieme della società musulmana, colpevole in modo indistinto di apostasia per il semplice fatto che non è a immagine e somiglianza dei detentori dell’unico e indiscutibile “Vero islam”, ciò che si traduce nella legittimazione coranica di un massacro generalizzato dei musulmani che non fanno parte della nuova comunità purificata e integerrima dei servi e degli adoratori di Allah, ispirata esclusivamente al modello di società delle tribù beduine ai tempi di Maometto. 

Proprio perché sono stato testimone di un graduale e irrefrenabile processo di involuzione della religione, della cultura e dei costumi, partecipe in un primo tempo di un islam percepito a misura d’uomo e rispettoso della laicità delle istituzioni e, successivamente, spettatore di un islam sempre più repressivo sul piano dei diritti umani e invasivo della sfera pubblica, ho potuto rilevare la dimensione essenzialmente ideologica del degrado etico che, nel nome dell’islam, è alla fine  precipitato nel nichilismo, ossia nella negazione dei valori comuni, in particolar modo del valore supremo della vita. 
Ed è a quel punto, quando si è caduti nel baratro etico che viola la sacralità della vita ed eleva la morte violenta propria e altrui a valore spirituale supremo, santificando il terrorista suicida alla stregua di un “martire”, che ho compreso l’equazione più importante dell’umanità: la sacralità della vita o vale per tutti o non vale per nessuno. Ed è quando ho constatato che il ciclo delle barbarie scatenato dai monopolisti della Verità, auto-eletti ad incarnazione del Verbo di Allah mentre lui stesso si è limitato umilmente a “incartarsi” nel Corano, è sfociato nella negazione del diritto alla vita dei credenti nello stesso Dio, che ho capito che per porre fine a questa deleteria spirale di violenze bisognava ripartire dal punto d’inizio. Ovvero dal riconoscimento del diritto d’Israele all’esistenza. 

Ho preso atto che nel momento in cui i musulmani hanno infierito contro Israele, hanno scatenato un perverso e implacabile effetto boomerang che si sta ritorcendo contro loro stessi, con il rischio del loro auto-annientamento fisico e civile, dopo aver colmato la fossa mortale del nichilismo dei cadaveri umani e nel decadimento etico degli israeliani, degli ebrei, dei cristiani, dei non credenti, dei musulmani eterodossi e infine di tutti i musulmani.  
Ho così maturato la certezza che per salvaguardare il diritto alla vita di tutti quanti noi, si debba principalmente salvaguardare il diritto alla vita di Israele. Una certezza che si è consolidata sempre più grazie alla sincera amicizia con tanti ebrei italiani e diversi israeliani. Proprio la scoperta del sentimento di fraternità per il tuo simile infrange definitivamente ogni pregiudizio e te lo fa amare per quello che è, così come ciascuno di noi ama se stesso per ciò che è. 
È la stessa esperienza della nostra storia contemporanea che ci insegna che, così come l’ideologia della morte poggia principalmente sull’antiebraismo, sull’antisionismo e sull’anti-israelismo, il fulcro della cultura della vita risiede inequivocabilmente nel rispetto del diritto alla vita degli ebrei, nella legittimazione dell’ideale del sionismo e nel riconoscimento del diritto di Israele all’esistenza. Ecco perché Israele emerge come un valore da difendere e da diffondere, Israele diventa il parametro etico che segna la linea di confine tra gli amanti della cultura della vita e gli apologeti dell’ideologia della morte, Israele si afferma come il discrimine tra la civiltà e le barbarie. 


Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Sabato 27 gennaio 2024 

Chi fosse interessato ad aderire alla Casa della Civiltà, “Associazione di Comunità locali - Per l'Italia nostra amata Patria”, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito www.casadellacivilta.com

Postato il 27/01/2024 09:09:24 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Negare l'esistenza di Israele è un crimine contro l'umanità

Cari amici buongiorno e Shabbat Shalom. Mi auguro di cuore che stiate tutti bene in famiglia e che vi siate risvegliati colmi d'amore per la vita.

È grave il fatto che, in un primo tempo, il Ministero dell'Interno abbia autorizzato delle manifestazioni indicate formalmente come “pro Palestina”, proprio domani, 27 gennaio, nel “Giorno della Memoria”, data stabilita dalle Nazioni Unite per commemorare i 6 milioni di ebrei sterminati nella Shoah, l'Olocausto perpetrato dalla Germania nazista.

Ed anche la revoca di questa autorizzazione evidenzia tre fatti altrettanto gravi.
Innanzitutto, il fatto che il Ministero dell'Interno non faccia nemmeno menzione della volontà, da parte degli organizzatori delle manifestazioni “pro Palestina”, di accreditare il messaggio che a Gaza sarebbe in atto un “genocidio del popolo palestinese”, che andrebbe messo sullo stesso piano della Shoah, con la conclusione che oggi più che commemorare i 6 milioni di ebrei sterminati nelle camere a gas con la deliberata volontà di annientare il popolo ebraico ovunque nel mondo, si dovrebbero commemorare i circa 20 mila palestinesi che, secondo il resoconto tutt'altro che affidabile di Hamas, sarebbero morti nella legittima reazione di Israele a una guerra scatenata dai terroristi islamici il 7 ottobre 2023, perpetrando il più sanguinoso pogrom degli ebrei dalla Shoah. 

In secondo luogo, sembra che il Ministero dell'Interno, che in questo caso recepisce e rappresenta il Governo italiano attualmente presieduto da Giorgia Meloni, non sappia o sottovaluta il fatto che queste manifestazioni non sono “pro” uno Stato della Palestina che conviva pacificamente al fianco di Israele, ma sono “contro” il diritto di Israele ad esistere come Stato del popolo ebraico. Lo slogan che viene ossessivamente scandito, “Palestina libera”, a cui segue l'affermazione “Dal fiume al mare”, ovvero dal Giordano al Mediterraneo, indica esplicitamente che Israele deve essere semplicemente cancellato dalla carta geografica. Si tratta di una indubbia apologia di distruzione di Israele e di sterminio del popolo ebraico, che – se il diritto internazionale avesse una sua sacralità – dovrebbe essere condannato come crimine contro l'umanità.

In terzo luogo, il fatto che la revoca è stata decisa solo dopo la comprensibile e doverosa protesta delle comunità ebraiche, prendendo atto che a 79 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, gli ebrei vengono tuttora lasciati soli nella loro battaglia per salvaguardare il proprio diritto alla vita, negato da chi coltiva un pregiudizio millenario, nato in ambito cristiano che offende l'ebraicità di Gesù, e sviluppatosi in ambito islamico che concepisce non solo gli ebrei, ma anche i cristiani, alla stregua di “miscredenti” da discriminare, odiare, sottomettere, uccidere.

La «sacralità», per il Ministro dell'Interno Piantedosi, l'avrebbe il  «diritto di manifestare». A suo avviso, «Le manifestazioni possono essere compresse o limitate solo se ci sono motivi seri di ordine pubblico». Di conseguenza, secondo Piantedosi, «alcune manifestazioni, al di là delle intenzioni degli organizzatori, potrebbero avere evoluzioni lesive di alcuni valori sanciti dalla legge, come la commemorazione della Shoah. Confido nelle autorità di pubblica sicurezza, specie a Roma e Milano, che stanno incontrando gli organizzatori per vedere se differire le manifestazioni in altri giorni, non per negare un diritto, ma per renderle compatibili con i valori.»

Quindi, per il Ministro dell'Interno le manifestazioni, cosiddette “pro Palestina”, sono assolutamente «sacre» e sarebbero «un diritto». Questo è il testo della circolare di Pubblica sicurezza inviata ai questori sul territorio che dispone il rinvio: 
«Il 27 gennaio p.v., come noto, ricorre la “Giornata della Memoria”, in occasione della quale si svolgeranno, in ossequio all’art. 2 della Legge 20 luglio 2000 n. 211, iniziative, cerimonie, incontri in ricordo delle vittime dell’Olocausto e di coloro che a rischio della vita si sono opposti al progetto di persecuzione e sterminio. Per la stessa data in alcune province sono state preavvisate, in relazione al conflitto in atto in Medioriente, iniziative a favore della causa palestinese ed è probabile che ulteriori manifestazioni con analoga finalità possano essere organizzate sul territorio nazionale per il medesimo giorno. 
Si tratta di iniziative che se svolte in concomitanza con la predetta ricorrenza, potrebbero assumere connotazioni lesive, sotto l’aspetto formale organizzativo e contenutistico, del valore nazionale che la Repubblica Italiana ha attribuito con la citata legge allo spirito commemorativo in favore delle vittime delle leggi razziali, nonché di condanna alla persecuzione del popolo ebraico. Risulterebbe, altresì, violato il valore universale che alla giornata del 27 gennaio è stato riconosciuto dalla Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in data 1° novembre 2005. 
Nondimeno, le suddette manifestazioni potrebbero determinare, anche in relazione all’attuale contesto conflittuale internazionale, il sorgere di tensioni con il conseguente rischio di effetti negativi sulla tenuta dell’ordine pubblico e sociale. Per questo motivo i questori sul territorio sono invitati a valutare, con riguardo alle iniziative organizzate a sostegno della causa palestinese, l’adozione, ai sensi dell’art. 18 de T.U.L.P.S., di prescrizioni di tempo che ne prevedano il rinvio alla giornata successiva o ad altra data, così garantendo la libertà di manifestazione che, ne caso di specie, va contemperata con il valore attribuito alla “Giornata della Memoria”. Dovranno comunque essere predisposte idonee misure di prevenzione e sicurezza, in considerazione della perdurante minaccia terroristica, prevedendo l’attuazione di dispositivi di ordine pubblico adeguati fronteggiare eventuali azioni promosse in violazione dei provvedimenti adottati nonché il potenziamento delle misure di vigilanza agli obiettivi e siti di qualsiasi natura ritenuti potenzialmente esposti a rischio».

Prendiamo atto che per il Ministero dell'Interno, le manifestazioni “pro Palestina” sono «sacre» e sono «un diritto», anche se sono fonti di tensioni, minacciano l'ordine pubblico, potrebbero culminare in attentati terroristici contro obiettivi ebraici. Mi domando: tutto ciò che il Ministro dell'Interno ha detto per giustificare la revoca delle manifestazioni  “pro Palestina”, non erano note anche prima di accordare l'autorizzazione?

Ieri mattina, nell'Università Roma Tre, intervenendo alla “‘Giornata della memoria 2024 per non dimenticare”, il Presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha detto: «Il mondo capovolto è pensare di poter autorizzare un corteo antisemita che usa e abusa le parole di Primo Levi come arma contro di noi. Il tragico risveglio del 7 ottobre dimostra quanto sia facile capovolgere il mondo, essere negazionisti. Noi ebrei non abbiamo paura, non più dai tempi dei rastrellamenti, non ci nasconderemo più e non staremo in silenzio». 

Neanche noi, fedeli alleati di Israele e sinceri amici del popolo ebraico, non staremo in silenzio. Innanzitutto perché noi crediamo nella sacralità della vita di tutti, a partire dalla sacralità della vita del popolo ebraico e dello Stato di Israele, proprio perché è l'unico Stato al mondo di cui la totalità degli Stati islamici, compresi quelli che per opportunità hanno allacciato delle relazioni diplomatiche, negano il suo diritto a esistere. In secondo luogo perché siamo assolutamente consapevoli che il nemico che minaccia il diritto di Israele ad esistere, è lo stesso nemico che minaccia il diritto dell'Europa ad esistere e da 1400 anni non ha mai rinunciato a sottomettere anche l'Europa alla dittatura dell'islam.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Venerdì 26 gennaio 2024 

Chi fosse interessato ad aderire alla Casa della Civiltà, “Associazione di Comunità locali - Per l'Italia nostra amata Patria”, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito www.casadellacivilta.com

Postato il 26/01/2024 14:37:10 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il suicidio dell'Occidente. Giustifica la violenza altrui, condanna la propria violenza

Cari amici buongiorno. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

Nella Storia gli imperi e le civiltà sono finiti non per la forza del nemico ma per la propria intrinseca fragilità, non per omicidio ma per suicidio.
Lo stesso è accaduto a questo nostro Occidente, che ha perduto la certezza, si vergogna e ha rinnegato le proprie radici, la fede, l'identità, i valori e le regole, sprofondando nel baratro del nichilismo, relativismo, materialismo, consumismo, depravazione.

Il colpo di grazia all'Occidente votato al suicidio è la rassegnazione a subire la violenza altrui, anche se scatenata perché pregiudizialmente si disconosce il nostro diritto alla vita, alla dignità e alla libertà, negando tuttavia a se stesso il diritto e il dovere di ricorrere all'uso della forza per salvaguardare se stesso dentro casa propria.

L'Occidente scristianizzato ha scelto consapevolmente e irresponsabilmente di finire sotto la mannaia della ghigliottina dell'islam, per farsi decapitare non perché martiri della fede, ma per aver rinnegato e distorto il messaggio di Gesù, appiattendolo nella strumentalizzazione ideologica dell'esortazione «porgi l'altra guancia», riferita all'elevazione spirituale della persona ma non al comportamento della comunità vittima di una disumana violenza; così come l'Occidente si condanna all'estinzione nel momento in cui si limita ad ottemperare alla prima parte dell'esortazione di Gesù «ama il prossimo tuo», senza adempiere alla seconda parte «così come ami te stesso», con il risultato che amando il prossimo più di se stessi, se non odiando se stessi, l'esito inevitabile è la sottomissione al nemico dentro casa nostra.

La solidarietà nei confronti degli ebrei scatta solo se sono vittime di atrocità immani, qual è stato l'Olocausto, la Shoah, lo sterminio di 6 milioni di ebrei nel cuore dell'Europa scristianizzata sin dagli anni Quaranta, o il progrom efferato perpetrato dai terroristi islamici di Hamas il 7 ottobre 2023. 
Ma, subito dopo, scatta la condanna di Israele nell'attimo in cui esercita il proprio diritto e dovere di reagire per porre fine alla radice del male, che è in modo manifesto il gruppo terroristico islamico di Hamas. Anche se, ma questo neanche Israele lo dice, la vera radice del male è l'islam, a cui si ispira Hamas, di cui i terroristi islamici sono la trasposizione letterale e integrale, ottemperando a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto.
   
Non possiamo legittimare, o anche semplicemente giustificare, l’uso della forza se sono gli altri a esercitarla contro di noi, e in parallelo condannare in modo assoluto l’uso della forza qualora dovessimo esercitarla noi. Per risorgere dalle proprie ceneri questo Occidente deve riscoprire il proprio legittimo e vitale amor proprio, nella certezza che solo se ci amiamo potremo amare il prossimo, solo se salvaguardiamo pienamente noi stessi dentro casa nostra potremo farci rispettare ed esigere che tutti i residenti, compresi gli islamici, si comportano conformemente ai nostri valori e alle nostre leggi. 

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Mercoledì 24 gennaio 2024 

Chi fosse interessato ad aderire alla Casa della Civiltà, “Associazione di Comunità locali - Per l'Italia nostra amata Patria”, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito www.casadellacivilta.com

Postato il 24/01/2024 14:19:15 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

A Monfalcone un successo la presentazione del mio libro con il Sindaco Anna Maria Cisint

Cari amici buongiorno e buon fine settimana. È stato un successo l’incontro di questa mattina a Monfalcone, in cui ho presentato il mio nuovo libro “Un miracolo per l’Italia”. 
C’era un centinaio di persone ad ascoltarmi nella Sala Conferenze della Biblioteca comunale. 
All’inizio ha preso la parola il Sindaco Anna Maria Cisint, promotrice dell’evento culturale aperto a tutti. Al mio fianco c’era anche l’Assessore alla Cultura Luca Fasan. 
La Cisint ha difeso la sua battaglia per la legalità, sulla cui base ha ordinato la chiusura di due locali arbitrariamente adibiti a moschee, violando le norme sulla destinazione d’uso. 
Ha parlato della forte presenza islamica a Monfalcone, evidenziando la criticità insita nel tracollo demografico della popolazione autoctona, che a Monfalcone registra un tasso di fecondità di appena lo 0.9 per cento contro il 2.7 per cento degli islamici. 
Ha ugualmente rilevato che il Comune si trova obbligato, sulla base delle norme nazionali sull’assegnazione delle case popolari e sussidi vari, a privilegiare gli stranieri rispetto agli italiani, corrispondendo agli stranieri addirittura il 95% delle risorse destinate ai servizi sociali, che a loro volta rappresentano circa l’80% delle risorse complessive dei Comuni. Si tratta di una follia e del comportamento di chi non si vuole del bene.
La mia conferenza è durata circa mezz’ora e ho parlato per un’altra mezz’ora rispondendo alle domande del Sindaco e del pubblico. 
Mi consola il fatto che, alla fine, i partecipanti hanno compreso che siamo un popolo condannato all’estinzione, una civiltà decaduta e uno Stato collassato, ma soprattutto che ciascuno di noi deve acquisire e diffondere informazione corretta e promuovere l’aggregazione di chi condivide i contenuti di una causa comune.
Cari amici, andiamo avanti sulla retta via forti di verità e il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Monfalcone, 20 gennaio 2024

Postato il 20/01/2024 15:40:40 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il segreto per vivere bene è dentro di noi

Cari amici buongiorno. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

In questo periodo mi capita di dire agli amici: «Più vado avanti con gli anni e più ringiovanisco». Loro mi osservano e rispondono: «Hai ragione, non invecchi, sei sempre lo stesso! Ma come fai?». Scherzosamente replico: «Ho il segreto degli antichi egizi che vivevano eternamente!».

Il segreto, molto più semplicemente, risiede innanzitutto nella bontà del nostro organismo, che il Signore ha concepito e i nostri genitori ci hanno donato. 
Su questa base imprescindibile, noi possiamo forgiare il nostro benessere fisico, mentale e spirituale acquisendo uno stile di vita che innanzitutto ci faccia stare bene dentro, associando la fiducia in noi stessi, l'amore per la persona che ci colma di gioia, coltivando delle amicizie sincere e fruttuose, ascoltando e aiutando generosamente le persone bisognose, organizzando in modo rigoroso ed efficiente gli impegni quotidiani.

Dobbiamo avere un'alimentazione sana, variegata e sobria, passeggiare all'aperto per circa cinque chilometri al giorno e fare ginnastica per circa venti minuti, dormire almeno sei ore a notte, saper ascoltare il nostro corpo assecondando le sue necessità; concepire il nostro organismo come il miglior medico specialista che sa con certezza ciò che ci fa bene e ciò che ci fa male, essere consapevoli che il nostro organismo è naturalmente attrezzato, meglio di qualsiasi ospedale all'avanguardia e meglio di qualsiasi trattamento farmaceutico di ultima generazione, per reagire all'aggressione di fattori patogeni a condizione che siano naturali, perché noi siamo parte integrante della natura, mentre siamo fragili di fronte alle armi biologiche, chimiche e nucleari creati da menti diaboliche che vogliono modificarci antropologicamente e sterminarci come umanità.

Dobbiamo avere uno spirito positivo, un pensiero propositivo e un'azione costruttiva, salvaguardare la salute e la serenità come le fondamenta solide e che non devono essere intaccate da niente e da nessuno; concepire la vita come una missione il cui orizzonte si eleva dalla contingenza della quotidianità alla trascendenza dell'eternità, da cui traiamo la linfa vitale per custodire una fede solida che sostanzia la certezza di chi siamo e del traguardo da conseguire, da perseguire giorno dopo giorno con la consapevolezza, il coraggio e la determinazione che ci trasformano in autentici protagonisti della nostra vita, in grado di forgiare il nostro destino e di dare un senso compiuto alla nostra esistenza.

Vivere bene si può facendo prevalere l'essere sull'avere e sull'apparire per essere pienamente noi stessi, godendo di buona salute, salvaguardando la serenità, mantenendo il sorriso sulle labbra, amando immensamente, donandoci gratuitamente,  ricevendo in cambio il dono inestimabile e ineguagliabile della vita eterna che inizia dentro di noi in questa terra e si compie nell'aldilà, persistendo nell'affetto e nella preghiera delle persone a cui restiamo uniti per sempre.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Mercoledì 17 gennaio 2024 

Chi fosse interessato ad aderire alla Casa della Civiltà, Associazione per l'Italia Patria delle Comunità, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito www.casadellacivilta.com

Postato il 17/01/2024 09:33:50 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Siamo un popolo di anziani, ammalati, psicopatici

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

Se gli italiani dovessero fare la guerra per combattere un nemico interno o esterno, saremmo certamente sconfitti perché metà della popolazione risulterebbe inabile perché troppo anziana e comunque limitata nella mobilità fisica, mentre l'altra metà si rivelerebbe inadeguata perché affetta da malattie invalidanti o afflitta da psicopatologie destabilizzanti.

La verità è che noi italiani ci siamo ridotti a un popolo di anziani, ammalati, psicopatici. 
La maggioranza è sottomessa alla paura: pensionati succubi della solitudine, frustrati dall'emarginazione, sofferenti per l'ingratitudine, rassegnati a concepirsi come parcheggiati nell'attesa di una morte interiore che precede quella fisica; 
adulti e giovani ipocondriaci ossessionati dal contagio, dalla malattia e dalla morte, che affidano la propria salute e di fatto la propria vita a pillole e sieri concepiti per cronicizzare il male senza sanarlo, al fine di assicurare profitti illimitati e perenni alle multinazionali della farmaceutica; 
schizofrenici e paranoici che sostituiscono la realtà oggettiva con una dimensione soggettiva patologica connotata da incubi per calamità che si susseguono e dalla incessante denuncia di tutto e di tutti; nonché da uno spazio virtuale creato dalle multinazionali della comunicazione e della socializzazione che sin da bambini ci trasformano antropologicamente in transumani e in codici digitati sulla Rete, per ridurci a schiavi del dio denaro e a orpelli del “Nuovo Ordine Mondiale”.
 
Questo quadro rappresenta l'inferno in Terra in cui siamo precipitati e in cui ci ha condannato chi oggi governa il Mondo, in primis la grande finanza virtuale speculativa globalizzata, con la complicità di governanti italiani che si sono criminalmente venduti o vigliaccamente sottomessi. 
Da questo inferno non c'è salvezza. Questo cumulo di marciume non è sanabile. Questo Mondo disumanizzato non è riformabile. 
Va radicalmente ricostruito dalle fondamenta, mettendo al centro una nuova concezione della persona come depositario di un corpo, di una mente e di uno spirito, individuando una prospettiva incentrata sulla qualità della vita e non più sulla quantità del denaro.

La Casa della Civiltà si propone come il micro-cosmo al cui interno ci si educa e ci si prepara a far rinascere la nostra civiltà decaduta, colmando il vuoto che inevitabilmente si produrrà dall'implosione del macro-cosmo del “Nuovo Ordine Mondiale”. 
Per aderire alla Casa della Civiltà è necessario garantire la sincera e piena condivisione dei valori, degli ideali e della Proposta finalizzata a fare dell'Italia il Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita; maturare un pensiero positivo, uno spirito propositivo e un'azione costruttiva; fare propria la disciplina mentale, il rigore comportamentale, la determinazione a impegnarsi per il successo della missione che da un senso compiuto alla nostra vita.
 
Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Lunedì 15 gennaio 2024 

Chi fosse interessato ad aderire alla Casa della Civiltà, Associazione per l'Italia Patria delle Comunità, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito www.casadellacivilta.com

Postato il 15/01/2024 15:28:58 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La religione è di Dio, la Patria è di tutti

Cari amici buongiorno e buon fine settimana. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

Dopo la sconfitta e la dissoluzione del Califfato islamico turco-ottomano nella Prima guerra mondiale (1914 - 1918), il vuoto creato in Medio Oriente, affidato dalla “Società delle Nazioni” (1919 - 1946) agli Stati vincitori, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia, fu successivamente colmato da movimenti politici laici autoctoni che hanno rivendicato l'indipendenza, la sovranità e la libertà del proprio popolo e della propria Patria.

In Egitto fu Saad Zaghlul (1858-1927), avvocato, magistrato, politico e Capo del Governo, fondatore del Partito “Al Wafd” (La Delegazione), a promuovere una rivoluzione laica innalzando la parola d'ordine “La religione è di Dio, la Patria è di tutti”. In un Paese a maggioranza islamica ma con una consistente minoranza cristiana, era vitale fondare le basi del sentimento patriottico su delle basi laiche, facendo prevalere la dimensione patriottica su quella religiosa. Il vessillo del Partito “Al Wafd” era composto da una mezzaluna e da una croce, appaiate, bianche, in campo verde. La delegazione, da cui il nome del Partito, che nel 1919 partecipò alla “Conferenza di Pace di Parigi” per perorare la causa dell'indipendenza dell'Egitto dal Regno Unito, era composta da musulmani e cristiani copti. Alle manifestazioni in prima linea c'erano un religioso musulmano ed uno cristiano, che si tenevano mano nella mano. In parallelo, il movimento patriottico laico e liberale promosse la causa della pari dignità e libertà della donna, con la partecipazione attiva di Safiya Zaghlul, moglie di Saad Zaghlul, mentre a fondare e a presiedere il Comitato Centrale del Wafd nel 1923 fu la femminista egiziana Hoda Sha'rawi.

In Italia, e più in generale in Europa, oggi siamo chiamati a promuovere la nostra indipendenza, sovranità e libertà dalla dittatura della grande finanza virtuale speculativa globalizzata che ha il suo fulcro negli Stati Uniti, dalla colonizzazione finanziaria ed economica operata a livello mondiale dalla Cina capital-comunista, dalla sottomissione all'islam intrapresa da Maometto 1400 anni con l'irriducibile volontà di imporre all'insieme dell'umanità la tirannia di Allah.

Noi prendiamo atto che l'Europa è ormai scristianizzata. Già nel 1989, dopo il crollo del Muro di Berlino, di cui Giovanni Paolo II fu uno dei principali artefici, il Papa indicò nella “ricristianizzazione dell'Europa” la priorità del proprio pontificato. 
Il suo successore, Benedetto XVI, il 28 giugno 2010 istituì il “Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione”, con lo scopo di «promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dove è già risuonato il primo annuncio della fede e sono presenti Chiese di antica fondazione, ma che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di “eclissi del senso di Dio”, che costituiscono una sfida a trovare mezzi adeguati per riproporre la perenne verità del Vangelo di Cristo». 
Il 5 giugno 2022 l'attuale Papa Francesco l'ha soppresso e le sue competenze sono state assegnate al “Dicastero per l'evangelizzazione”, da lui stesso presieduto, che più genericamente si occupa della evangelizzazione nel Mondo.

L'Europa è la terra che più di altre ha registrato le più violente e sanguinose guerre di religione, pagani contro cristiani, cristiani cattolici contro cristiani protestanti, cristiani contro “eretici”, cristiani contro ebrei, culminando nella Shoah, l'Olocausto di 6 milioni di ebrei perpetrato da Adolf Hitler, nato cristiano cattolico e diventato ateo, acerrimo nemico del cristianesimo e dell'ebraismo.

Hitler tuttavia fu un alleato dell'islam, instaurando un solido rapporto personale con il Gran Mufti di Gerusalemme, Amin al-Ḥusayni, uniti dalla volontà di sterminare il popolo ebraico. L'islam è il nemico storico dell'Europa. Sin dall'epoca di Maometto (570 – 632), l'islam ha perseguito con guerre, saccheggi e stragi la strategia di sottomissione dell'Europa. In particolare l'obiettivo primario dell'islam è la conquista di Roma, annunciata da Maometto come evento certo che seguirà la conquista di Costantinopoli, la “Seconda Roma”, espugnata in un bagno di sangue dai turchi ottomani nel 1453, ponendo fine all'Impero Romano d'Oriente. 

Oggi solo un miracolo potrà salvarci come popolo italiano dal tracollo demografico, far rinascere la nostra civiltà decaduta, riscattare l'Italia come Patria indipendente, sovrana e libera dopo il collasso dello Stato. Affinché questo miracolo che solo Dio può realizzare, dobbiamo dare il nostro contributo costituendo il fronte più ampio possibile di cristiani cattolici, protestanti, evangelici e ortodossi; ebrei sefarditi, ashkenaziti, israeliani, ortodossi, non praticanti; laici agnostici o atei. 
Questo fronte comune deve basarsi su una Proposta laica fondata sulla sincera condivisione di tre valori che sostanziano la nostra comune umanità e sono parte integrante della spiritualità ebraica e cristiana: 1) La sacralità della vita di tutti, in un contesto di reciprocità. 2) La pari dignità tra le persone, in partire dalla pari dignità dell'uomo e della donna. 3) La libertà di scelta individuale, compresa la libertà religiosa.
Ebbene, mentre questi valori sono parte integrante dell'ebraismo e del cristianesimo, sono invece completamente incompatibili con l'islam, che predica la discriminazione, l'odio e la violenza contro i non musulmani, a cominciare dagli ebrei e dai cristiani; concepisce i musulmani come una razza superiore e concepisce la donna come un essere antropologicamente inferiore all'uomo; considera le persone schiave di Allah che devono ottemperare letteralmente e integralmente a ciò che prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, così come legittima la condanna a morte dell'apostata, il musulmano che sceglie di abbandonare l'islam.

Chiariamo che non siamo noi a voler promuovere una guerra religiosa contro l'islam in Europa. Noi stiamo subendo da 1400 anni una guerra scatenata dall'islam e oggi l'Europa è prossima a farsi sottomettere dall'islam. Noi dobbiamo combattere sui fronti culturale, civile, politico e militare per liberarci da chi ci nega il diritto e il dovere di essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, e questi nemici manifesti sono l'islam, la dittatura della grande finanza virtuale speculativa globalizzata, il colonialismo finanziario ed economico della Cina capital-comunista. In questa guerra noi teniamo presente il detto “La religione è di Dio, la Patria è di tutti”. 

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Domenica 13 gennaio 2024 

Chi fosse interessato ad aderire alla Casa della Civiltà, Associazione per l'Italia Patria delle Comunità locali, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito www.casadellacivilta.com

Postato il 13/01/2024 12:19:29 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Biden-Trump: perde la democrazia, vince la democratura

Cari amici buongiorno. Mi auguro di cuore che stiate tutti bene in famiglia e che vi siate risvegliati colmi d'amore per la vita.

Proprio dagli Stati Uniti, la culla della democrazia nella Storia moderna, che nasce con la Costituzione del 4 marzo 1789, stiamo assistendo alla fine della democrazia, concepita come “governo del popolo”, già bocciata da Platone e Aristotele 2400 anni fa. 
Per contro, si consolida la “democratura”, intesa come il sodalizio tra la democrazia formale, che si traduce nel rito delle elezioni, con l'autoritarismo sostanziale, che corrisponde al monopolio del potere esecutivo da parte di un singolo. Questo sistema politico ha la sua più eloquente rappresentazione nella Cina capital-comunista che, secondo Klaus Schwab, Fondatore e Presidente del Forum Economico Mondiale, è il modello da adottare per il “Nuovo Ordine Mondiale”.

Nel duello elettorale in vista delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti del prossimo 5 novembre, il fatto che tra i due concorrenti al momento più accreditati, il Presidente in carica Joe Biden e il suo predecessore Donald Trump, la sopravvivenza della democrazia sia diventata il tema centrale del loro scontro con una sconvolgente violenza verbale che rischia di degenerare in una guerra civile, ci fa toccare con mano che il mito della democrazia è finito. 

L'ingresso di manifestanti nel Campidoglio, la sede del Congresso degli Stati Uniti a Washington, il 6 gennaio 2021, è stata definita da Biden un attentato alla democrazia: «Il 6 gennaio fu un'insurrezione armata e Donald Trump cercò di rovesciare elezioni libere, di sovvertire la Costituzione e di fermare un trasferimento pacifico dei poteri attraverso un gruppo di balordi, tutto il mondo ha visto con i suoi occhi».

Il 10 dicembre 2023, in un comizio per la raccolta fondi a Hollywood, Biden ha detto: «Trump rappresenta molte minacce per questo Paese. Dal diritto di scelta ai diritti civili, al diritto di voto, alla posizione dell’America nel mondo. Ma la più grande minaccia di tutte è quella che Trump pone alla nostra democrazia. Se perdiamo questa, perdiamo tutto».

Nello stesso giorno, nel corso di un gala del club dei giovani repubblicani di New York, Trump ha rassicurato: «Non sono una minaccia. Salverò la democrazia. La minaccia è il corrotto Joe Biden. Questa è la loro nuova linea, la bufala dei democratici della minaccia alla democrazia, dopo quella del Russiagate».

Lo scorso 5 gennaio, nel suo primo comizio del 2024 nella storica Valley Forge, vicino a Philadelphia, sede del quartier generale dell'esercito continentale di George Washington durante la rivoluzione americana, Biden ha detto che Trump usa «la retorica della Germania nazista», «abbraccia la violenza politica» e, dopo aver istigato l'assalto al Campidoglio, prepara un nuovo «assalto alla democrazia»: «Oggi ci siamo ritrovati un giorno prima del 6 gennaio, un giorno impresso per sempre nella nostra memoria perché è stato il giorno in cui abbiamo quasi perso l'America. Oggi siamo qui per rispondere alla domanda più importante: la democrazia è ancora la causa sacra dell'America? Questa non è una questione retorica, accademica o ipotetica. Se la democrazia sia ancora la causa sacra dell'America è la questione più urgente del nostro tempo. Questo è in ballo alle elezioni del 2024».
«Trump non farà quello che deve fare un presidente americano, il suo assalto alla democrazia non è solo parte del suo passato ma è ciò che sta promettendo per il futuro. Si rifiuta di denunciare la violenza politica. La violenza politica non è mai e poi mai accettabile negli Stati Uniti, non ha posto in una democrazia, non puoi essere filo-insurrezionalista e filo-americano. Trump è pronto a sacrificare la nostra democrazia per tornare al potere».

Nello stesso giorno Trump, in un comizio in Iowa, ha replicato alle accuse sostenendo che Biden «è la vera minaccia per la democrazia», «a causa della sua grossolana incompetenza, è il peggior Presidente nella Storia degli Stati Uniti: è incompetente, è disonesto. Sta distruggendo il nostro Paese come nessun altro».
«Noi combatteremo per l'America come mai fatto prima. È la nostra battaglia finale, con voi al mio fianco. Cacceremo i globalisti, i marxisti comunisti e fascisti e sfratteremo Joe Biden dalla Casa Bianca e finiremo il lavoro una volta per tutte»

La domanda che ci poniamo è: sarebbe democratico impedire a Trump di partecipare alle elezioni presidenziali, addirittura in assenza di sentenze definitive che lo condannano per un presunto “colpo di stato”, a causa della paventata minaccia che qualora vincesse violerebbe la democrazia e si comporterebbe da autocrate? 
Prendiamo atto che negli Stati Uniti d’America, la superpotenza che concepisce se stessa come il baluardo della libertà nel mondo, che ha sferrato le guerre nel nome della democrazia, si stanno calpestando delle regole basilari della democrazia. Per come si sono susseguiti i fatti, sia la sconfitta elettorale di Trump nel 2020 da lui contestata, sia i toni violenti presenti nei discorsi elettorali di Biden e di Trump, segnalano la fine del mito della democrazia.

Che la democrazia non corrisponda al “governo del popolo” e non sia una realtà politicamente integerrima lo si evince dalla valutazione di Winston Churchill, il Premier britannico che combatté e contribuì alla sconfitta della dittatura nazi-fascista: «È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora». Il messaggio è che la democrazia è il sistema di governo meno peggio, ma non è esente da pesanti lacune che violano la quintessenza della democrazia, a partire dal rapporto fiduciario tra l’elettore e l’eletto che sostanzia la sovranità popolare.
La democrazia non si sostanzia del rito delle elezioni ma dei valori, dei principi e delle regole che incarna e che ne costituiscono la sua quintessenza. Eppure a livello mondiale la democrazia è concepita e soprattutto praticata esclusivamente per la dimensione formale del rito delle elezioni. Quanto alla sua dimensione sostanziale, non solo non c’è convergenza, ma il tema non viene nemmeno sollevato e, nella maggior parte di chi esercita il rito delle elezioni, non è nemmeno consapevole del fatto che sussista una dimensione sostanziale della democrazia. 

Paradossalmente, proprio nel 2024, indicato come l'anno elettorale più importante della Storia, si rivelerà l'anno in cui morirà il mito della democrazia, ormai ridotta al rito formale delle elezioni ma del tutto spoglia dei valori che dovrebbero sostanziarla. Di fatto prendiamo atto che l'esercizio della democrazia non garantisce né la rappresentatività dei popoli né la governabilità degli Stati. La democrazia si è rivelata lo strumento formale con cui i veri “poteri forti” impongono il loro arbitrio ed attuano un'autocrazia sostanziale.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Giovedì 11 gennaio 2024 

Chi fosse interessato ad aderire alla Comunità “Casa della Civiltà”, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito casadellacivilta.com

Postato il 11/01/2024 11:31:40 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Solo la retta via conduce al miracolo per l'Italia

Cari amici buongiorno e buona prima Domenica del Signore del nuovo anno. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

La retta via è un'indicazione morale, non è una strada dritta senza ostacoli, è un percorso inesplorato da fare tutto in salita.
La retta via è la scelta più ardua a confronto dei partiti che ci lusingano con offerte vantaggiose, improntate allo scambio d'interessi secondo la logica del tanto dai e tanto avrai, in termini di cariche che gratificano una effimera vanità e di denaro che arricchiscono i singoli a discapito della collettività.
La retta via è impercettibile nel contesto di una civiltà decaduta proprio perché, elargendo a piene mani solo diritti e libertà, ha fatto venire meno la sana e vitale cultura dei doveri, delle regole, della responsabilità e soprattutto del sacrificio.
La retta via corrisponde all'adesione alla morale naturale che coincide con i valori che sostanziano la quintessenza dei valori inalienabili della fede e della civiltà ebraico-cristiana, l'inviolabilità della sacralità della vita, il rispetto della pari dignità delle persone, la scelta della libertà individuale, l'adesione al bene comune.
La retta via preserva la nostra umanità e salvaguarda il nostro essere parte integrante della natura che ci avvolge e di cui siamo una espressione vivente.
La retta via riflette le fasi della crescita umana, prima ci si trascina “gattonando”, poi si sta in piedi, si fanno i primi passi appoggiandosi a qualcuno, si inciampa e si cade, ci si fa del male, si piange e ci si rialza, si cammina in modo autonomo, s'impara a salire, scendere, fare lunghi percorsi, ci si avventura da soli in luoghi mai visti prima, infine ci si realizza arrivando alla destinazione da noi scelta.
La retta via è il faro che illumina il porto di approdo, lasciando a ciascuno di noi la decisione sulla rotta da seguire, compatibilmente con il punto di partenza, correggendo la direzione di marcia a secondo degli ostacoli e delle emergenze che si presentano.
La retta via contempla difficoltà e incognite, impone la ridefinizione della tattica che appartiene alla contingenza del “mezzo”, per mantenere immutata e salda la strategia che definisce l'immutabilità del “fine”. La revisione e riformulazione della tattica è fondamentale per assicurare il successo della missione.
Solo la retta via conduce al miracolo per l'Italia.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Domenica 7 gennaio 2024 

Chi fosse interessato ad aderire alla Casa della Civiltà, Associazione per l'Italia Patria delle Comunità locali, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito www.casadellacivilta.com

Postato il 07/01/2024 11:33:10 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Buona Epifania di Gesù della Tradizione, non di Papa Francesco 

Cari amici buongiorno e buona Festa dell'Epifania. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

Secondo la tradizione cristiana vigente in Occidente, all'Epifania si commemora e festeggia la visita dei tre Re Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassare, a Gesù Bambino nella Grotta di Betlemme, convinti che la Stella Cometa li aveva guidati nella modesta culla dove era appena nato il nuovo “Re dei Giudei”. Appresa la notizia, Erode, il Re dei Giudei in carica, ordinò che tutti i bambini dai due anni in giù venissero uccisi. Per sfuggire alla strage dei neonati, Giuseppe e Maria fuggirono con Gesù in Egitto.

Papa Francesco ha promosso una interpretazione ideologica dei fatti rappresentati dalla tradizione cristiana, con un approccio storicistico che tende a ricollocare i fatti del passato nel contesto contemporaneo, attribuendo loro un significato legittimante la prospettiva del “Nuovo Ordine Mondiale”, di cui lui è uno dei principali artefici, in combutta con la grande finanza virtuale speculativa globalizzata che, con il colpo di stato ordito dall'allora Presidente degli Stati Uniti Barack Hussein Obama nel 2013 bloccando lo swift dello Ior, la Banca del Vaticano, costrinse Benedetto XVI a rassegnare le dimissioni.
 
Ed è così che Papa Francesco predica la tesi ideologica del «Gesù il Migrante», anche se in realtà Gesù non è in alcun modo definibile un “emigrato”, un “immigrato” o con il termine neutro di “migrante”, perché dopo 2 o 3 anni, a seguito della morte di Erode, tornò dall'Egitto e si trasferì a Nazaret in Terra d'Israele. È stata una fuga temporanea a cui la sua famiglia fu costretta per salvargli la vita, non una emigrazione per scelta anche se per ragioni economiche e limitata nel tempo. 

Due giorni fa, il 4 gennaio, ricevendo una delegazione di giovani della “Fraternité missionnaire des Citès”, che supporta le parrocchie nelle banlieue, le periferie degradate e islamizzate di Parigi, Papa Francesco ha paragonato la grotta dove nacque Gesù alle banlieue parigine, mentre i pastori che accorsero per primi alla grotta sono stati riattualizzati come se fossero i residenti violenti delle banlieue, sostenendo che Gesù li avrebbe prediletti: «Vi invito a contemplare il presepe. Vediamo un luogo semplice e povero, una periferia, una banlieue di quel tempo. I pastori che si recano alla culla sono degli emarginati con una cattiva reputazione. Eppure è a loro per primi che viene annunciato il Vangelo della salvezza. Sono poveri ma hanno il cuore disponibile».
Papa Francesco giustifica la violenza degli emarginati con il fatto che sarebbe la conseguenza dell'essere stati privati della dignità e dell'amore: «La violenza, l’indifferenza e l’odio possono talvolta segnare i quartieri. Oggi avete la missione coraggiosa e necessaria di portare la vicinanza, la compassione e la tenerezza di Dio a persone che spesso sono private di dignità e di amore. Vi esorto, in ogni vostro incontro, a scoprire nei fratelli la presenza del Signore Gesù, e a mostrare la presenza di un Dio compassionevole, un Dio che vuole esprimersi e agire attraverso i vostri gesti, le vostre parole, la vostra semplice presenza; un Dio paziente che si muove al passo di ogni persona, con le sue ferite, le sue ribellioni, la sua rabbia». 

Papa Francesco non fa nessun riferimento all'islamizzazione che imperversa nelle banlieue parigine e in oltre 1500 aree territoriali della Francia, al terrorismo islamico, alle moschee che predicano l'odio, la violenza e la morte contro gli ebrei e i cristiani, alla guerriglia scatenata periodicamente contro le Forze dell'ordine, comportandosi come se fossero uno “Stato islamico” in nuce all'interno della Francia contro cui combattono per sottometterla all'islam.

Noi che abbiamo l'onestà intellettuale e il coraggio umano di dire la verità in libertà per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, crediamo nell'unicità del Gesù della Tradizione, condanniamo la sua strumentalizzazione ideologica, difendiamo la civiltà dalle radici ebraico-cristiane dell'Europa, combattiamo per liberare l'Europa dall'islam che da 1400 anni persegue l'obiettivo di sottomettere l'intera umana alla tirannia di Allah e di Maometto.

Chi fosse interessato ad aderire alla Comunità “Casa della Civiltà”, a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito casadellacivilta.com
 
Andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Sabato 6 gennaio 2024 

www.casadellacivilta.com

Postato il 06/01/2024 11:21:02 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La serenità è un punto di partenza e di approdo. Ma nel mezzo c'è la battaglia della vita

La serenità è un punto di partenza e di approdo. Ma nel mezzo c'è la battaglia della vita

Cari amici buongiorno e Felice 2024 nel secondo giorno del nuovo anno. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.
Ieri, in due distinti messaggi che mi sono stati inviati ho letto: «L'augurio per il 2024 è di trascorrere un anno sereno». 
Ebbene, si può essere sereni quando tutt'attorno a noi e dentro casa nostra imperversano guerre non solo militari, ma anche finanziarie, sanitarie, mediatiche, politiche, religiose e sociali?

La serenità della mente e dell'anima, unitamente alla salute fisica, sono il bene più grande senza cui verrebbe meno il bene supremo della vita. Stare bene nel corpo, nella mente e nell'anima è fondamentale per poter essere pienamente noi stessi dando il meglio di se stessi, riuscendo a realizzare con successo la missione che da un senso compiuto alla nostra vita.
La serenità è un requisito per vivere conformemente ai valori inviolabili della dignità e della libertà. Ed è anche un punto di approdo, la prospettiva ambita di una vita trascorsa risolvendo i problemi che sostanziano la quotidianità e affrontando le emergenze che inevitabilmente sussistono da che mondo è mondo. 

Ma la serenità si rivelerebbe una scelta cieca e controproducente se la si decontestualizza dalla realtà che oggi ci vede spettatori e vittime di guerre planetarie e di guerre casalinghe. 
Come si potrebbe vivere sereni quando la folle guerra della Nato contro la Russia in Ucraina rischia di culminare nell'Apocalisse nucleare che non risparmierebbe nessuno e nulla in tutto il Mondo? O quando la guerra del terrorismo islamico contro Israele, che mira ufficialmente a distruggere lo Stato del popolo ebraico, è il preludio alla definitiva conquista islamica dell'Europa, una strategia in atto da 1400 anni e che da decenni si sta consolidando tra l'ignoranza e la rassegnazione degli europei? O quando siamo prossimi ad essere trasformati in schiavi del dio denaro, sottomessi allo strapotere della grande finanza virtuale speculativa globalizzata, che non ha né patria né fede, ha il suo fulcro logistico negli Stati Uniti e concepisce il regime dittatoriale della Cina capital-comunista il modello da imporre all'insieme dell'umanità? 
Nel nostro piccolo, all'interno della nostra amata e disastrata Italia, non si può essere sereni avendo la consapevolezza che siamo un popolo condannato all'estinzione per un tracollo demografico senza precedenti; che la nostra civiltà è decaduta perché abbiamo perso tutte le certezze valoriali e identitarie, le regole della civile convivenza e le leggi che sottostanno alla Giustizia; che lo Stato è collassato perché non è più in grado di ottemperare alle necessità elementari dei cittadini, dalla famiglia alla scuola, dal lavoro alla sicurezza, dalla sanità alle pensioni.

La serenità è un punto di partenza e un punto di approdo. Ma nel mezzo c'è la battaglia della vita, c'è la nostra vita che, oggi più che mai, deve corrispondere all'impegno con tutto noi stessi per combattere e vincere su tutti i fronti in cui stiamo subendo una guerra che lede e mette a repentaglio il nostro inalienabile diritto alla vita, alla dignità e alla libertà.
Imporsi di stare sereni, mentre tutt'attorno infuria la guerra, sarebbe un folle atto di suicidio abbandonandosi ad un infelice egoismo e una vile rassegnazione alla sconfitta dentro casa nostra.
    
Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Martedì 2 gennaio 2024 

Potete aderire alla Comunità “Casa della Civiltà” sottoscrivendo la Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel sito casadellacivilta.com

Postato il 02/01/2024 09:43:28 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Felice 2024. L'anno dell'azione per un miracolo per l'Italia

Cari amici Buon Anno. Vi auguro di cuore un Felice 2024. Felice, come ci insegna il nostro poeta Giorgio Bongiorno, che sta per “fertile”, “fecondo”, “ricco di messi e frutti”, “produttivo”. 

Per gli iscritti alla Comunità “Casa della Civiltà”, per tutti gli amici che amano sinceramente l'Italia e che sono fermamente determinati a garantire un futuro connotato da una migliore qualità di vita per i nostri figli, essere “produttivi” significa impegnarsi concretamente per favorire il successo di un miracolo per l'Italia, che si sostanzi della salvezza degli italiani come popolo dal tracollo demografico, della rinascita della nostra civiltà dalle radici ebraico-cristiane decaduta, del riscatto dell'Italia come Patria indipendente e sovrana fondata sulla Federazione di Comunità autonome sul piano finanziario, amministrativo e dello sviluppo. 

Impegnarsi concretamente comporta il “fare”, il passare dalle parole ai fatti, dalla Formazione culturale alla Mobilitazione civile, per favorire, successivamente, il successo di una Politica costruttiva in grado di realizzare la Proposta che corrisponda al nuovo modello di etica personale, di civiltà, di Comunità e Patria, di benessere, che sostanziano una migliore qualità di vita, che ci consentano di essere pienamente noi stessi dentro casa nostra e di elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita.

Di fronte alla guerra finanziaria, sanitaria, mediatica, politica e militare scatenata dalla grande finanza speculativa globalizzata che ha il suo fulcro negli Stati Uniti d'America, su cui convergono e confliggono la brama di dominio mondiale della Cina capital-comunista e la millenaria strategia dell'islam di sottomettere l'insieme dell'umanità, una diabolica strategia finalizzata principalmente alla conquista dell'Europa e a conseguire il traguardo di un “Nuovo Ordine Mondiale”, abbiamo tre possibili opzioni:
1.Impegnarci per riformare il sistema di potere dall'interno delle sue istituzioni, quali i partiti politici, gli organi di governo locali e nazionali, la Pubblica amministrazione, gli enti preposti ai servizi sociali quali la scuola e la sanità, le imprese che producono beni e servizi.
2.Rassegnarci alla sconfitta, prendendo atto che il sistema di potere non è riformabile dall'interno delle sue stesse istituzioni, non disponendo o comunque non confidando in nessuna alternativa.
3.Credere nell'alternativa di una prospettiva di vita qualitativamente migliore, impegnandoci con tutto noi stessi e confidando in un miracolo, nella convinzione che il sistema di potere disumano finirà per implodere, produrre delle crepe e creare un vuoto; un vuoto che noi della Casa della Civiltà dobbiamo essere pronti a colmare con la Proposta adeguata e le persone giuste per ricostruire dalle fondamenta un nuovo modello di vita e di organizzazione qualitativamente migliore, finalizzato a fare dell'Italia il Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita.

Credere nell'alternativa di una prospettiva di vita qualitativamente migliore, comporta la consapevolezza della nostra identità come “Casa della Civiltà”, chiarendo che:
-Non siamo un Partito pro-sistema, inteso come fazione politica che compete per la gestione o la condivisione del potere nell’ambito del sistema della democrazia che è degradata in partitocrazia consociativa.
-Non siamo un Partito anti-sistema che, pur denunciando il male profondo insito nel sistema di potere fintantoché fanno opposizione come entità politiche marginali, perseguono l'aspirazione ad entrare a far parte del sistema di potere, promettendo di scardinarlo dall'interno, salvo poi conformarsi e farsi fagocitare dal sistema di potere una volta che entrano in Parlamento o nel Governo. 
-Non siamo un Movimento politico, inteso come organizzazione che aggrega le masse per manifestare negli spazi pubblici affinché le sue istanze vengano recepite e attuate dalle istituzioni preposte al Governo dello Stato o di ambiti locali.
-Non siamo una Comunità “isolazionista”, che si auto-emargina dalla società per creare in un territorio remoto una entità alternativa alle istituzioni dello Stato, facendo il gioco del sistema di potere che si libera di potenziali avversari.
-Non siamo un circolo culturale dedito a far conoscere la più vasta gamma di autori e idee, accogliendo tutti a prescindere dalle loro idee, dando visibilità a tutto e al contrario di tutto, continuando ad alimentare l'insana ideologia del relativismo.

Operativamente nel 2024 il nostro contributo al successo del miracolo, che sarà opera del Signore, si sostanzia nel costituire delle Comunità della Casa della Civiltà sull'insieme del territorio nazionale.
L'organizzazione di queste Comunità si ispira laicamente alla realtà dei monasteri benedettini che sono stati dei micro-cosmi in grado di colmare il vuoto creato dal crollo dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, che era la macro-dimensione del Mondo globalizzato dell'epoca. All'interno dei monasteri benedettini si forgiò la nuova civiltà cristiana; la rete dei monasteri benedettini consentirono la costituzione del Sacro Romano Impero istituito da Carlo Magno nell'800, incoronato da Papa Leone III nella Basilica di San Pietro a Roma.
Sul piano tecnico e fattuale, queste Comunità opereranno con la logica dei club Lions, Rotary o similari, dei circoli a cui aderiscono persone che condividono e rispettano lo Statuto interno, operano conformemente alle indicazioni impartite da un'autorità centrale. 
Ad animare l'attività delle Comunità potranno essere delle iniziative realizzabili in quello specifico tempo e spazio, dalla conferenza di una personalità alla condivisione di un pasto per favorire la reciproca conoscenza.
Le tappe successive, finalizzate a costituire un organismo rappresentativo e un organismo esecutivo della Casa della Civiltà a livello della Patria, saranno definite sulla base dei successi che si realizzeranno concretamente.

Chiariamo a tutti che noi non siamo contro la società, non intendiamo scatenare guerre civili, siamo contrari all'uso della violenza per conseguire il cambiamento del sistema di potere. Più semplicemente noi prendiamo atto che l'attuale sistema di potere è intrinsecamente disumano e vogliamo promuovere pacificamente e legalmente un'alternativa che corrisponda a una migliore qualità della vita per l'Italia e per gli italiani.

Chi fosse interessato ad aderire alla Comunità “Casa della Civiltà” e a condividere il successo della missione per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra ed elevare l'amata Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita, può farlo sottoscrivendo la nostra Proposta e compilando il Modulo di adesione presenti nel nostro sito casadellacivilta.com
 
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta sulla retta via, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità «Casa della Civiltà»

Lunedì 1 gennaio 2024 

www.casadellacivilta.com

Postato il 01/01/2024 11:53:29 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Per il 2024 il regalo più importante è dire “NO” alla 4a o 5a dose dei “vaccini” fraudolenti

Cari amici buongiorno. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

Ricordo, ancora negli anni Settanta, che i medici di famiglia avevano sempre aperta la porta del proprio studio, tutte le mattine facevano regolarmente il giro delle case dei propri pazienti ammalati per assicurarsi delle loro condizioni di salute, non prescrivevano farmaci se non dopo aver fatto una diagnosi accurata che iniziava con l'ascolto attento e un accertamento accurato dei parametri basilari. 
All'irrompere delle influenze, che puntualmente colpiscono nel cambio delle stagioni e con più virulenza all'inizio dell'inverno, dicevano: «Se hai l’influenza e ti curi con i farmaci, guarisci in una settimana. Se hai l’influenza, stai riguardato senza prendere i farmaci, guarisci in una settimana».

La realtà è che oggi i medici, per primi, hanno dimenticato che il nostro organismo è il primo medico e il miglior ospedale specialistico in grado di curare la specificità della nostra malattia che, pur essendo catalogata secondo parametri scientifici oggettivi, assoluti e universali, all’interno del nostro organismo acquisisce una peculiarità soggettiva, relativa e contingente. 
La gran parte dei pazienti colpiti da un'influenza, non appena la febbre sale anche di poche linee, o al massimo arriva a 38 gradi centigradi, ingerisce automaticamente un farmaco antipiretico per abbassare la temperatura corporea. Si ignora che la febbre è il sintomo positivo della reattività del nostro organismo, è l'attestazione che il nostro sistema immunitario è in grado di contrastare l'aggressione di virus o batteri nocivi. 
Il risultato è che si indebolisce il nostro organismo, si combatte il sintomo ma non si debella la causa, anziché curare si cronicizza la malattia. La conseguenza è che diventiamo più facilmente aggredibili da determinati virus e batteri, avendo impedito alla flora batterica che noi ospitiamo e senza cui non potremmo sopravvivere, di agire per combattere i micro-organismi nocivi, finendo all’opposto per rafforzarli.
 
La verità è che nella civiltà dell'apparire anziché dell'essere, del tutto e subito, dell'avere smisuratamente costi quel che costi, dove non abbiamo mai tempo per noi stessi, finendo per ridurci a schiavi degli impegni ininterrotti e illimitati, si ha fretta di  guarire, non importa se non stiamo effettivamente bene, se ci portiamo dietro a lungo i cosiddetti “effetti collaterali”. 

Come accade tutti gli anni, è iniziato puntualmente il terrorismo mediatico sull'influenza stagionale, con l'aggravante dell'ormai famigerata malattia Covid-19, originata dai virus della Sars, della famiglia dei Coronavirus, che sono virus del raffreddore. Ovviamente l'influenza va curata adeguatamente, stando riguardati al caldo, facendo delle belle sudate, riposando il più possibile, assumendo le bevande e i cibi, in particolare frutta e verdura, ricchi di vitamina C e D. Se la febbre supera i 38 gradi centigradi o fintantoché il paziente non manifesta sintomi di particolare sofferenza, si ricorre all'antipiretico, agli anti-infiammatori e agli integratori alimentari sintetici. 
Il tutto dovrebbe essere monitorato sempre sotto il controllo del medico. Purtroppo da anni, a causa della “linee guida” per contrastare la procurata biologicamente e manipolata mediaticamente cosiddetta pandemia di Covid-19, l'Ordine dei Medici tradendo il “Giuramento di Ippocrate” ha imposto ai medici di base di cessare di fare i medici, vietando loro di visitare i propri pazienti quando stanno male a casa loro, limitandosi a dettare al telefono dei medicinali attenendosi ai “protocolli ministeriali”.

Oggi le agenzie di stampa comunicano che «È in decisa crescita la curva epidemica per i virus influenzali e simil-influenzali, in questo inverno funestato dalla doppia ondata Covid-Influenza. Nell'ultima settimana sono oltre un milione gli italiani colpiti, per un totale di 5,7 milioni dall'inizio della stagione influenzale. Un dato record: “La curva epidemica delle sindromi simil-influenzali mostra un valore dell'incidenza mai raggiunto nelle stagioni precedenti”. È quanto emerge dal rapporto settimanale RespiVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità».
I virologi accreditati dalle istituzioni, quelli che pontificano nei salotti televisivi e che ci inondano di bollettini di guerra, che si sono auto-attribuiti il rango supremo di depositari della verità assoluta sancita dalla scienza eretta a dogma di fede, sono tornati alla carica promuovendo lo stesso lavaggio di cervello per indurre tutti, a partire dai cinque anni in su, a farsi inoculare i farmaci sperimentali per ammissione di chi li produce, ma che fraudolentemente vengono ancora spacciati per “vaccini”, a indossare le mascherine, ad abbondare con i gel igienizzanti, a osservare il distanziamento sociale, a non baciarsi durante le festività limitandosi al massimo a darsi la mano.

Noi ci auguriamo che la maggioranza degli italiani che si era sottomessa all'odioso ricatto di farsi inoculare dei sieri sperimentali pena la sospensione dal lavoro e dallo stipendio, di fronte alla certezza della crescita, seppur sottaciuta, di “vaccinati” che muoiono o contraggono malattie invalidanti, finalmente insorgano rifiutandosi di fare la quarta o la quinta dose, per salvaguardare la salute propria e dei propri figli. Sarebbe il regalo più bello e più importante che gli italiani farebbero a se stessi nel nuovo anno 2024.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Sabato 30 dicembre 2023

Postato il 30/12/2023 15:29:38 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Ebrei e cristiani uniti per liberarci dall'islam in Israele e in Europa

Cari amici buongiorno. Mi auguro di cuore che stiate tutti bene in famiglia e che vi siate risvegliati colmi d'amore per la vita.

I cristiani che odiano gli ebrei odiano se stessi, perché è come se odiassero Gesù che era ebreo. 
Gesù è nato ebreo, è stato circonciso da ebreo, ha predicato e ha fatto i miracoli da ebreo, è morto sulla Croce da ebreo. 
I primi cristiani, che non si definivano tali, erano ebrei che hanno creduto che Gesù è il Cristo e il Messia, vero Dio e vero uomo, il Salvatore promesso da Dio al popolo ebraico. 
Non ci sarebbe il cristianesimo se non ci fosse l’ebraismo. L’Antico Testamento, o Bibbia ebraica, è parte integrante del testo sacro dei cristiani, unitamente al Nuovo Testamento. 
La nascita del cristianesimo come dottrina religiosa, è avvenuta a seguito di un sofferto e violento travaglio durato secoli, prima di recidere il cordone ombelicale dall’ebraismo e di concordare una tesi unitaria sulla specificità della figura e del messaggio di Gesù.
Ebraismo e cristianesimo condividono la stessa radice, anche se sono religioni distinte, una comunanza e una diversità che è stata fonte di dialogo e di conflitti mai sopiti da duemila anni. Ad oggi, soprattutto nella Terra di Israele o Terra Santa, persistono le tensioni tra ebrei e cristiani, culminando nel sostegno pressoché pregiudiziale soprattutto della Chiesa cattolica agli islamici palestinesi contro gli ebrei israeliani.

Ebraismo e cristianesimo vengono accomunati dall’islam come “Religioni del Libro”, concetto errato perché il cristianesimo si fonda sulla fede in Gesù non sulla venerazione dei Vangeli, come è invece il caso dei musulmani che concepiscono il Corano testo sacro increato al pari di Allah, l’Allah “incartato”. 
Ma, soprattutto, il Corano e Maometto considerano ebrei e cristiani come “miscredenti”, legittimandone l’odio, la violenza e la morte fino a quando non si sottometteranno all’islam.
La strage efferata di 1400 ebrei in Israele da parte dei terroristi islamici di Hamas lo scorso 7 ottobre, è stata ribattezzata “Tempesta Al-Aqsa”, dal nome della moschea di Gerusalemme dove, secondo il Corano nel 621 Maometto, arrivato dalla Mecca in sella a un cavallo alato, sarebbe asceso al Settimo cielo per incontrare Allah. Il fatto che nel 621 a Gerusalemme non ci fosse nessuna moschea, non altera il convincimento islamico che quel quel viaggio notturno di Maometto sarebbe effettivamente avvenuto, che tutta Gerusalemme sarebbe islamica, anzi tutto il territorio su cui sorge Israele sarebbe islamico, da “liberare” con il Jihad, la guerra santa islamica, più esplicitamente distruggendo Israele e sterminando gli israeliani. 

L’Europa è sempre più islamizzata, prossima a soccombere realizzando il successo di una guerra che si protrae da 1400 anni. Dopo aver sottomesso all’islam la sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, le cui popolazioni fino al Settimo secolo erano al 98% cristiani, gli islamici non hanno mai rinunciato a sottomettere anche la sponda settentrionale. Maometto profetizzò che dopo Costantinopoli, sottomessa all’islam in un bagno di sangue nel 1453, anche Roma, fulcro della cristianità, sarà sottomessa all’islam.
Ebbene, proprio quando la guerra dell’islam per eliminare Israele e sottomettere l’Europa si manifesta in modo inconfutabile, l’Europa mostra la sua fragilità e la sua vocazione al suicidio innalzando la bandiera bianca della resa all’islam condividendo l’odio degli ebrei e criminalizzando Israele, propugnati dagli islamici, affiancati acriticamente dai pacifinti dell’arcobaleno, emblema della civiltà decaduta, sostenuti pregiudizialmente da Papa Francesco e da parte delle Chiese evangeliche, protestanti e ortodosse.

Oggi più che mai ebrei e cristiani sono chiamati a unirsi e a combattere insieme una comune battaglia per la propria sopravvivenza. Mentre a dividere ebrei e cristiani sono ragioni teologiche, a dividere gli islamici dagli ebrei e dai cristiani sono ragioni esistenziali. La disputa tra ebrei e cristiani si risolve seduti attorno a un tavolo, quella tra gli islamici contro ebrei e cristiani sul campo di battaglia. 
Ai cristiani che odiando gli ebrei e negando il diritto di Israele ad esistere sostengono di fatto i propri carnefici, i terroristi e gli integralisti islamici, manca una qualità fondamentale per vivere in dignità e libertà: il sano amor proprio, che li porta a comportarsi come chi odia se stesso. 
Noi da cristiani che amiano Gesù, amiamo gli ebrei e sosteniamo Israele nella sua legittima guerra per affermare il proprio diritto ad esistere come Stato del popolo ebraico; combattiamo per liberare l’Europa dall’islam, come ha fatto la cristianità a Poitiers nel 732, con la Reconquista in Spagna nel 1492, a Lepanto nel 1571 e a Vienna nel 1683, per essere pienamente noi stessi a casa nostra, salvaguardando la nostra civiltà dalle radici ebraico-cristiane che coltiva i valori della sacralità della vita, la pari dignità delle persone, la libertà di scelta individuale.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Giovedì 28 dicembre 2023

Postato il 28/12/2023 09:27:25 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Nella vita conta la qualità, non la quantità delle persone

Cari amici buongiorno. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

Dopo aver risposto a centinaia di messaggi natalizi che piombano sul cellulare nell'arco di quattro giorni, dall'antivigilia fino a Santo Stefano, comprendiamo in modo inequivocabile che non possiamo avere veri rapporti personali con tutti, che  dobbiamo selezionare le persone sulla base delle affinità elettive. Il messaggio che ci viene trasmesso è che la nostra natura umana è stata concepita per una vita improntata alla qualità non alla quantità delle persone. Sul piano sociale e politico, il messaggio ulteriore è che l'ambito naturale della vita è la micro-dimensione del localismo, non la macro-dimensione del globalismo.

È vero che a taluni, non a tutti, può anche far piacere ricevere una valanga di auguri per le principali festività, anche se in gran parte sono messaggi stereotipati e anonimi, un unico testo che viene diffuso a centinaia di contatti con un semplice click. La spersonalizzazione e l'automatismo dei messaggi conferiscono un carattere di freddezza e un calcolo di opportunismo che mal si conciliano con lo spirito dell'amore del prossimo e della gioia di condividere un evento rilevante per la fede che ci accomuna.

Ma resta il fatto che non si possono passare le festività a rispondere ai messaggi. Il problema sussiste perché gran parte di chi li scrive, si attende, anzi esige una risposta. Se non riceve la risposta si offende; se la risposta arriva tardi, dopo qualche giorno o magari settimane, si sente trascurato, sminuito nella scala affettiva, non preso in debita considerazione. La correttezza imporrebbe che chi invia un messaggio di auguri lo faccia per una sua autonoma scelta, senza aspettarsi o pretendere la risposta.

Ognuno deve essere lasciato libero di vivere il giorno di festa come più gli aggrada, anche spegnendo il cellulare, per dedicarsi interamente ai propri affetti familiari e personali. Senza avere l'ansia di rispondere ai messaggi di tizio, caio o sempronio che potrebbero irritarsi o risentirsi. 
E se lo facessimo tutti cominciando a spegnere il cellulare dal 30 dicembre per riaccenderlo soltanto il 2 gennaio, magari attivandolo soltanto per fare gli auguri ai familiari più stretti e agli amici più intimi? Trovo giusto e doveroso che ciascuno possa trascorrere i giorni speciali dell'anno in modo speciale, adempiendo al dovere di essere pienamente se stesso nella propria sfera personale, esercitando il diritto di essere padrone a casa propria.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Mercoledì 27 dicembre 2023

Postato il 27/12/2023 10:11:35 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Buon Santo Stefano: il sacrificio della vita per salvaguardare la fede

Cari amici buongiorno e Buon Santo Stefano. Mi auguro che stiate tutti bene in famiglia e che vi siate risvegliati colmi d'amore per la vita.

Il giorno dopo la celebrazione della nascita di Gesù, che incarna il mistero della sacralità della vita, oggi la Chiesa celebra Santo Stefano (Grecia, 5 – Gerusalemme, 36), il protomartire, il primo cristiano ad aver scelto di sacrificare la propria vita per testimoniare la propria fede in Cristo. 

Per tutti la vita è il valore supremo da salvaguardare. Per i cristiani la nascita di Gesù da Maria Vergine corrisponde al valore della sacralità della vita, sostanziata dalla scelta di Dio di farsi uomo.
La commemorazione di Santo Stefano, l'unico santo a cui è riservata singolarmente una festività nazionale, ci trasmette il messaggio che se il valore supremo della vita viene negato, noi abbiamo il dovere morale di essere pronti a sacrificare la vita per riscattarne il valore e assicurare che possa sopravvivere ed essere tramandato.

In realtà il primo martire è stato Gesù, morto sulla Croce per aver testimoniato con la predicazione e i miracoli la sua divinità, per non aver voluto rinnegare se stesso. E, cronologicamente, dopo di lui il primo martire è stato Giovanni Battista (Gerusalemme, 1 – Macheronte, 29 o 32), decapitato per la sua fede in Cristo. Ma la narrazione ecclesiale assegna a Santo Stefano l'aureola del protomartire.

La narrazione della Storia è soggetta a revisione e a riscrittura, ma il senso profondo resta lo stesso. Noi cristiani siamo chiamati a testimoniare con  la parola e l'azione la verità attestata dalla fede in Gesù, e dobbiamo essere pronti a donare la nostra vita per salvaguardare la nostra verità.
Ugualmente tutti coloro che, a prescindere dalla loro fede, hanno a cuore i valori della sacralità della vita, della pari dignità tra le persone e della libertà di scelta, sono chiamati a mobilitarsi affinché possa compiersi il miracolo della rinascita della nostra civiltà decaduta, combattendo sul fronte della battaglia culturale, civile e politica.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”

Martedì 26 dicembre 2023

Postato il 26/12/2023 10:28:48 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam