A prescindere dal fatto che la Nazionale partecipi o meno ai Mondiali, questo calcio è parte integrante del declino della nostra civiltà.

Buongiorno amici. L’Italia è in lutto. Non perché abbiamo perso del tutto la nostra sovranità nazionale. Non perché siamo stati trasformati in una terra di nessuno dove chiunque può entrare, uscire e scorrazzare a piacimento. Non perché da Stato ricco ci hanno ridotto a popolazione povera. Non perché siamo condannati a estinguerci perché non facciamo più figli. Non perché i cittadini sono del tutto abbandonati all’arbitrio dei partiti, allo strapotere della magistratura, alla corruzione della burocrazia. Non perché le forze dell’ordine sono impossibilitate a operare e dilagano la criminalità e il terrorismo. Ma perché undici miliardari non potranno accrescere i loro affari e quelli delle multinazionali che li sponsorizzano sfruttando indegnamente il nome dell’Italia. Questo calcio non è più uno sport ma un giro d’affari planetario in cui al centro non c’è più il cuore ma il denaro. A prescindere dal fatto che la Nazionale partecipi o meno ai Mondiali, questo calcio è parte integrante della decadenza della nostra civiltà.

Postato il 14/11/2017 08:29:29 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il cosiddetto “imam di Bari” Sharif Lorenzini ha dato false generalità al suo arrivo in Italia nel 1993. Intervenga la Magistratura. Lo Stato e la Chiesa sospendano ogni rapporto

(Il Giornale, 12 novembre 2017) - Faccio i miei complimenti a Rajae Bezzaz, personaggio di «Striscia la notizia», non solo perché ci conferma l'inutilità dell'Ordine dei giornalisti, ma perché è riuscita a sbugiardare il cosiddetto «imam di Bari» Sharif Lorenzini. Entrata in possesso dell'atto di nascita originale, Rajae ha dimostrato che Sharif ha mentito alle autorità italiane al suo arrivo in Italia nel 1993 dichiarando delle false generalità. Ha falsificato la data di nascita, facendosi passare per minorenne quando era già maggiorenne. Ha dichiarato di essere nato a Tikrit in Iraq mentre è nato ad Alessandria d'Egitto. Si è presentato come cittadino iracheno mentre è cittadino egiziano.

Quando Rajae gli ha mostrato il suo certificato di nascita e gli ha chiesto se sono corretti i nomi dei suoi genitori, Sharif ha risposto imbarazzato: «Devo confessare che sono ignorante, devo verificare, non lo ricordo benissimo, sono negato nelle date, non ricordo anche i dati più banali». Ma Sharif è stato smentito dal suo fratello minore Mohamed, che risiede da 16 anni a Milano e che Sharif negava di esserci in contatto: «Mi sembra molto strano perché fino a un anno e mezzo fa avevamo delle società insieme».

Per il momento giuridicamente si configurano i reati di false generalità, sostituzione di persona e ingresso clandestino. Formalmente sono reati prescritti, ma resta la sostanza della denuncia. Perché ci troviamo di fronte ad un personaggio pubblico che millanta una serie di cariche religiose, che l'hanno accreditato come un'autorità religiosa presso la Chiesa e le istituzioni dello Stato, presentandosi come «imam di Bari», Presidente della «Comunità Islamica d'Italia», Vice-Presidente della «Comunità Islamica della Puglia».

Così come vanta una serie prestigiosa di cariche imprenditoriali: Presidente di Halal International Authority; Amministratore Delegato della Sinterivet Srl, società che opera nel settore dei sistemi innovativi per il riciclo e il recupero del vetro e di rifiuti solidi; ex Presidente del Consiglio d'amministrazione della CCIB, società che si occupa di consulenza internazionale e appalti; ha ricoperto ruoli di responsabilità in multinazionali come Anas S.p.A, Procter & Gamble, American Express, Alegna Marconi.

Sul piano accademico Sharif, che si presenta come «professore» e «ingegnere», vanta una laurea di Ingegneria della Produzione Industriale conseguita al Politecnico di Torino, una laurea conseguita alla Business School dell’Università di Brighton, una laurea specialistica alla International Business Development & Management.

L'anno scorso Sharif è stato incaricato dalla Procura di Bari di rieducare un ragazzo albanese che inneggiava all'Isis impartendogli un corso di religione islamica. Nell'attesa che ora la Procura faccia luce sulla vera identità di Sharif, mi auguro che la Chiesa e le istituzioni dello Stato si astengano dall'intrattenere rapporti con un personaggio quantomeno dubbio.

magdicristianoallam@gmail.com

 

 

 

Postato il 12/11/2017 11:58:40 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Negandomi una sala per presentare il mio libro, il Comune di Milano danneggia se stesso. Gli italiani sono con me per la libertà d’espressione

Cari amici, grazie a Ghisberto per aver ritratto in modo sarcastico e pungente in questa sua vignetta il rifiuto della Giunta di sinistra che amministra Milano di mettere a disposizione la Sala della biblioteca comunale di Villa Litta per la presentazione del mio nuovo libro “Maometto e il suo Allah”. 

Questa decisione è una flagrante violazione del diritto alla libertà d’espressione e attesta il prevalere di scelte ideologiche rispetto all’ottemperanza dei dettami della nostra Costituzione. 

Voglio rassicurare gli amici e coloro che fossero interessati a seguire la presentazione del mio libro che l’incontro si terrà ugualmente nello stesso giorno, martedì 28 novembre alle ore 21, sempre a Villa Litta, ma in una sala a pagamento. 

Voglio dire all’Assessore alla Cultura di Milano che lo ringrazio per aver annunciato che sabato 18 novembre sarà presente alla presentazione del mio libro sempre a Milano nell’ambito della manifestazione BookCity (alle ore 10,30 nella Sala Weil Weiss, Castello Sforzesco, Piazza Castello). Gli stringerò la mano e con estrema franchezza gli dirò che la presentazione di un libro non è un evento politico che impone un contraddittorio, bensì un evento culturale in cui l’autore del libro in assoluta autonomia espone al pubblico, che liberamente viene ad ascoltarlo, i contenuti del suo libro. Solo successivamente alla presentazione del libro il pubblico ha la facoltà di intervenire per porre all’autore delle domande sui temi trattati o eventualmente altri temi di pertinenza del vissuto dell’autore. 

Ma immaginare che la presentazione di un libro, per il fatto che contenga delle idee non condivise da chi amministra una città, non possa essere presentato nelle sedi comunali pubbliche deputate agli eventi culturali, se non in presenza di un contraddittorio dove, non appena l’autore finisce di esporre un tema del suo libro, il moderatore dà subito la parola a un suo contestatore che deve dimostrare che l’autore ha torto, sarebbe sostanzialmente una pesante limitazione della libertà d’espressione. Al pubblico si negherebbe la possibilità di apprezzare le idee nella loro integralità e di conoscere l’autore nella sua specificità, senza essere condizionato dalla martellante contestazione forzosa e ideologica. 

Cari amici voglio infine rassicurarvi che la stragrande maggioranza degli italiani la pensa come noi, coloro che censurano le mie idee sono solo una minoranza che sarebbe sbagliato sopravvalutare e dare loro eccessiva visibilità mediatica. Per me questo caso non è mai esistito. Tengo una conferenza quasi tutti i giorni in tutte le parti d’Italia. Se il Comune di Milano decide di non concedere una sala comunale immaginando di boicottare le mie idee, dico che fa del male a se stesso perdendo credibilità come amministrazione democratica. Ma a me non cambia assolutamente nulla. Noi continueremo ad andare avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

Postato il 10/11/2017 15:29:10 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Vivere con la paura è una sconfitta. Dobbiamo combattere il terrorismo islamico e prendere atto che l’islam è incompatibile con la nostra civiltà

Cari amici, ieri a New York la sfilata in maschera per la festa di origini celtiche di Halloween si è svolta ugualmente nonostante la strage perpetrata da un terrorista islamico. Si è svolta ma presidiata da agenti armati in assetto di guerra. 

Il Governatore di New York Andrew Cuomo ha così spiegato la decisione: "New York è un obiettivo per tutti coloro che sono contro la libertà e la democrazia. Andremo avanti più forti di prima. Se decidessimo di cambiare qualcosa nella nostra vita vorrebbe dire che avrebbero vinto loro e noi avremmo perso”. 

Ma siamo sicuri che noi avremmo vinto sfilando in maschera nelle strade blindate presidiate da agenti con il mitra spianato? O non è già una vittoria dei terroristi islamici costringerci a vivere in città blindate? 

Cari amici, dobbiamo essere consapevoli che l’obiettivo degli attentati terroristici islamici non è militare ma psicologico. Uccidono il maggior numero possibile di “nemici dell’islam” per inculcare in ciascuno di noi la paura. Non potranno mai eliminarci fisicamente perché noi siamo militarmente più forti. Ma potranno sconfiggerci quando la paura prenderà a tal punto il sopravvento che subiremo le loro atrocità senza reagire, finendo per sottometterci all’islam senza combattere. Più che alla nostra morte fisica il terrorismo islamico punta alla nostra morte interiore. 

Ecco perché è sbagliata l’idea che dovremmo abituarci a convivere con la paura del terrorismo islamico, auto-convincendoci che non avrebbe nulla a che fare con l’islam e con la speranza che un giorno prevalga un “islam moderato”. Dobbiamo invece combattere per sconfiggere il terrorismo islamico, così come dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di prendere atto che l’islam è incompatibile con la nostra civiltà. Solo così potremo riscattare il nostro inalienabile diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra. 

 

Postato il 01/11/2017 16:26:37 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Ennesima strage a New York. Sbaglia Trump: non è un folle ma un terrorista islamico che obbedisce ad Allah e a Maometto

Buongiorno amici. Un terrorista islamico di 29 anni, sposato con tre figli, ieri ha perpetrato l’ennesima strage a New York. A bordo di un furgone a noleggio ha percorso a tutta velocità per oltre un chilometro una pista ciclabile dove si svolgeva una gara ciclistica, uccidendo subito 6 persone mentre 2 sono morte poco dopo per infarto in ospedale. Altre 15 persone sono rimaste ferite. Poi è sceso dal furgone impugnando una pistola sparachiodi e una che spara proiettili a inchiostro urlando "Allah Akbar", Allah è il più grande. E' stato bloccato da un agente che ha sparato ferendolo all’addome. Nel furgone è stato trovato un documento con la scritta in arabo: "Agisco in nome dell'Isis", lo “Stato Islamico in Siria e Iraq” che si è trasformato nella roccaforte del terrorismo islamico globalizzato. Attraverso il sistema di messaggistica Telegram l’Isis aveva esortato i terroristi islamici a perpetrare una strage: "Attaccate la parata di Manhattan".

Il terrorista islamico si chiama Sayfullo Habibullaevic Saipov, è di origini uzbeke, ha una lunga barba, è arrivato negli Stati Uniti nel 2010 e possiede la "Green Card", il permesso di residenza permanente negli Stati Uniti. 

Ebbene il Presidente americano Trump ha scritto: “Quello di New York City sembra un altro attacco opera di una persona molto malata e folle”. 

Cari amici, purtroppo Trump si sbaglia di grosso, di fatto sta rinnegando quanto aveva promesso nel discorso di investitura lo scorso 20 gennaio di eliminare il terrorismo islamico dalla faccia della terra. Il terrorista islamico non è genericamente “una persona molto malata e folle”. È certamente una persona che ha subito una mutazione sul piano mentale ed affettivo che lo trasforma in robot della morte, che lo porta a disconoscere il valore della sacralità della vita propria e altrui al punto di aspirare di morire dopo aver ucciso il maggior numero possibile di “nemici dell’islam”. Ma ciò avviene non per un impazzimento improvviso, ma subendo un lavaggio di cervello inculcandogli ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che Maometto ha detto e ha fatto. 

Ecco perché l’Occidente sarà condannato a perdere la guerra scatenata dal terrorismo islamico fintantoché non prenderà atto che si tratta di una guerra a tal punto globalizzata da essere ormai diventata autoctona ed endogena; che questa guerra è scatenata nel nome dell’islam ottemperando letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che Maometto ha detto e ha fatto; che per vincere questa guerra dobbiamo scardinare la “fabrica del terrorismo islamico” che si fonda sul lavaggio di cervello che trasforma le persone in robot della morte e non limitarci ad intercettare i singoli terroristi che sono solo la punta dell’iceberg.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 01/11/2017 11:14:51 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Lo Stato sarà in grado di fronteggiare la rivolta violenta dei “migranti” il giorno in cui non potrà più mantenerli gratuitamente?

Buongiorno amici. Il Sindaco di Padova, Sergio Giordani, un imprenditore eletto dalla sinistra, ieri ha fatto innalzare una barriera metallica per impedire a una dozzina di cosiddetti “migranti” l’accesso a un accampamento costituito da alcune tende situato sul retro dell'ex “Casa dei diritti Don Gallo”. Si è trattato di un vero e proprio blitz della Polizia locale ed operai del Comune. Tutti gli indumenti e i beni dei “migranti” sono stati ammucchiati di fronte a un paio di abitazioni adiacenti.

A parte il destino beffardo della “Casa dei diritti” che vede primeggiare l’ottemperanza dei doveri. A parte il fatto che la notizia viene data con un basso profilo dei mezzi di comunicazione locali e nazionali evidentemente perché è un Sindaco di sinistra ad aver fatto sloggiare con la forza i “migranti” (immaginiamoci il clamore che sarebbe esploso se l’avesse fatto un Sindaco della Lega o di destra). 

Mi domando: cosa accadrà in Italia il giorno in cui lo Stato dirà a decine di centinaia di migliaia di cosiddetti “migranti” che non potrà più concedere loro gratuitamente alloggio, utenze domestiche, vitto, sanità, istruzione, trasporti, cellulare, wi-fi, due euro e mezzo al giorno per le spese personali? Come reagiranno decine di centinaia di migliaia di giovani che hanno prevalentemente tra i 20 e i 30 anni, dalle spalle robuste e probabilmente con un addestramento alle armi? Saremo in grado di reprimere la loro rivolta armata o comunque violenta in un’Italia in cui lo Stato ha abbandonato alla deriva le forze dell’ordine, che denunciano la perdita di circa 50 mila unità, lo smantellamento dei commissariati di polizia e delle stazioni dei carabinieri, l’incapacità a controllare il territorio, un’età media di 48 anni, un addestramento e un armamento inadeguati, uno stipendio insufficiente, una legislazione che non li tutela, una magistratura che favorisce i criminali anziché sostenere dei servitori dello Stato che rischiano quotidianamente la loro vita?

 

Postato il 31/10/2017 12:51:09 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Vi esorto a confrontarci sui contenuti degli articoli non a commentare le foto allegate per crescere culturalmente

Cari amici, ieri vi ho proposto il mio nuovo commento sul tema della sostituzione etnica della popolazione italiana e in parallelo della fine della civiltà italiana, pubblicato su Il Giornale. 

Ho indicato fatti e dati che attestano la fondatezza della mia valutazione. Ho chiarito che l’italianità non la concepisco come un fatto “razziale” ma bensì di civiltà. Ho allegato al mio commento una falsa copertina della rivista “National Geographic” solo perché la foto rappresentava bene, anche se in modo provocatorio, la prospettiva della società meticcia a cui andiamo incontro e la conseguente perdita della nostra civiltà. 

Ebbene le reazioni sono state all’80 per cento di commento critico alla foto, dicendo ad esempio perché non si sia scelto un uomo bianco che si accoppia ad una donna nera anziché l’inverso o rimarcando, correttamente, che la copertina era un falso. Un 5 per cento sono stati attacchi personali in cui sono stato accusato di istigare al razzismo e sono stato invitato a tornarmene in Egitto dove sono nato 65 anni fa mentre risiedo in Italia da 45 anni e sono orgogliosamente cittadino italiano. Solo il 10 per cento dei commenti ha affrontato i contenuti del mio commento.

Cari amici, vi confesso la mia delusione e preoccupazione. Spero che in questo nostro spazio virtuale di confronto culturale si riesca a promuovere un percorso di crescita che sfoci nella convergenza sul piano delle idee, dei valori e della prospettiva. Vi esorto a fare lo sforzo intellettuale necessario a leggere i contenuti degli articoli andando oltre le immagini, a conoscere correttamente la realtà, a elaborare delle valutazioni adeguate e a poter ergersi a protagonisti di una scelta concreta di cambiamento. Solo così potremo tutti insieme realizzare il riscatto della nostra amata Italia e la salvezza degli italiani. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo. 

 

Postato il 30/10/2017 16:05:56 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Stiamo subendo una sostituzione etnica. Molti italiani non lo sanno, nessuno fa niente. Dobbiamo insorgere per porre fine al suicidio-omicidio demografico

(Il Giornale, 29 ottobre 2017) - Stiamo subendo la sostituzione etnica della popolazione italiana. È una realtà oggettiva, frutto di una strategia deliberata, pianificata e finanziata. La maggioranza degli italiani non ne è del tutto consapevole e assiste passivamente ad una eutanasia demografica che non ha precedenti nella Storia. Una minoranza di italiani ne è consapevole ma è come paralizzata dal trauma del suicidio-omicidio dei cittadini.

I fatti e i numeri attestano inequivocabilmente che siamo destinati ad estinguerci come popolazione italiana e, in parallelo, a morire come civiltà italiana. L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) indica che l'Italia già ora è uno dei Paesi più vecchi del mondo: ci sono 38 ultra-65enni ogni 100 persone tra i 20 e i 64 anni. E nel 2050, ossia tra soli 33 anni, gli italiani ultra-65enni saranno 74 ogni 100. L'Istat prevede che nel 2065 un terzo della popolazione residente sarà formata da stranieri, di cui 14,1 milioni i residenti stranieri e 7,6 milioni i cittadini italiani di origine straniera. Nel 2016 ci sono state 473.438 nascite e 615.261 decessi, con un saldo naturale di 141.823 persone in meno, come se all’improvviso scomparisse una città come Cagliari. Nel 2015 gli aborti ospedalieri sono calati al di sotto dei 90 mila, ma sono cresciuti gli aborti farmaceutici, negando la vita a centinaia di migliaia di vite umane.

L'Italia è impegnata al massimo per favorire la cosiddetta «accoglienza». Dal 2014 ad oggi ha consentito l’ingresso a oltre 600 mila «migranti», sprovvisti di documenti, prevalentemente maschi, tra i 20 e i 30 anni, musulmani. Nel 2016 circa 200 mila stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana. In parallelo l'Italia condanna i propri figli migliori a cercare fortuna all'estero. Solo nel 2016 gli italiani espatriati sono stati circa 300 mila.

Ormai la prospettiva della nostra sostituzione etnica viene inculcata ai nostri figli a scuola. In «Geo Green» di Carlo Griguolo, testo per la Scuola Media, si legge: «Gli immigrati extraeuropei rappresentano già oggi una parte consistente della popolazione giovane d’Europa. La vera sfida sociale e demografica del continente consiste nel “passare il testimone”: gli immigrati devono poter entrare nella società e nell’economia europee a ogni livello professionale e civile; solo accettando gli immigrati l’Europa anziana permetterà l’esistenza dell’Europa futura». L’ha denunciato Roberto Novelli, Consigliere di Forza Italia nella Regione Friuli. 

È un messaggio di rassegnazione alla sconfitta dentro casa nostra, è un suicidio più che un omicidio. Possibile che per consentire all'Europa di avere un futuro dovremmo morire come popolazione e come civiltà e «passare il testimone» agli immigrati che sono prevalentemente islamici? Mi dispiace per i «Poteri forti» ma io non ci sto. E sono certo che la maggioranza degli italiani non ci sta. Noi combatteremo per realizzare il miracolo di riscattare il nostro diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

magdicristianoallam@gmail.com

 

 

 

 

Postato il 29/10/2017 12:21:26 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Il terrorismo islamico va sconfitto militarmente. Ma l’islamizzazione dell’Occidente va fermata con una battaglia culturale

Da tempo ho detto, scritto, ripetuto, che la lotta di Contro-Jihad verso l’islam-vero va combattuta in relazione ai tempi nei quali essa svolgesi, e alle attitudini psicologiche e caratteristiche fisiche dei contendenti. E oggi, essa è anche soprattutto LOTTA ETICA.

Parlare di “guerra di religioni” e di “scontro di civiltà” costituisce un enorme, inescusabile errore di valutazione le cui conseguenze, regolando in base ad esso le nostre azioni, non potrebbero che essere la nostra disfatta. Gli esegeti e i sostenitori acritici di tale puerile valutazione devono rassegnarsi.

Lo “islam-vero” è “solo” una feroce e aggressiva barbarie, che si trova attualmente a disporre di grandi ricchezze materiali non già per proprio merito bensì grazie ad alcune fortunate circostanze e ad errori altrui, che aggredisce la civiltà portando con sé la forza oscura dei primordiali, pre-civili istinti umani. E avanza essenzialmente grazie allo smarrimento etico di coloro che costituiscono la civiltà aggredita.

Quell’inammissibile errore di valutazione falsa la prospettiva della situazione e -se tale errata valutazione è posta alla base delle nostre risposte- porta l’aggressore in vantaggio forse irreversibile.

Lasciamo, per evidenti motivi, la GUERRA contro il terrorismo islamista alle Forze dell’Ordine e Armate. Noi di Contro-Jihad ci occupiamo della LOTTA ETICA.

La aggressione islamista che ci affronta presenta due linee direttrici:

1)  il terrore imposto con attacchi della “loro forza fisica” che ci aggredisce dall’esterno;

2)  la pietà indotta con insinuazioni della “nostra colpa morale” che ci indebolisce dall’interno.

Entrambi i sentimenti -terrore, pietà- tendono a fiaccarci, estenuarci, e a spingerci verso reazioni irrazionali e pericolosamente errate. Uniti alla valutazione errata di cui sopra, sono le premesse della sconfitta.

Eccellente Dottor ALLAM, vorrà Lei riconoscere come :

il punto 1)  sia uno degli aspetti inquadrabili nel “jihad-minore” proiettato all’esterno;

il punto 2)  sia uno degli aspetti inquadrabili nel “jihad-maggiore” rivolto all’interno.

In fondo, questi due princìpi di “sforzo” che includono rispettivamente il concetto classico, empirico, di “guerra convenzionale” e il concetto psicologico, politico, di “guerra non convenzionale”, non sono sbagliati : e conoscendoli possiamo appropriarcene -così imparando una volta tanto qualcosa dal nemico- a nostro vantaggio :

= lo stratega Sun Tzu asserisce: “Se conosci [bene] il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura.”

Allora :

1) Il terrore imposto si combatte: ma non certo togliendo le “barriere” dai confini territoriali nazionali per poi disporle in tutte le nostre città…

si combatte neutralizzandone la “manovalanza” che purtroppo già ci troviamo sul nostro territorio, e impedendo l’arrivo di altri jihadisti mediante severi controlli alle frontiere; all’interno, si combatte nei luoghi di reclutamento mediante attenta azione di indagine, controllo dei soggetti “a rischio” nelle scuole, centri sociali, carceri, soffocando i loro finanziamenti e impedendone gli addestramenti, … .

2) La pietà indotta si neutralizza: ma non certo assecondandone l’impulso con autolesionistici cedimenti di fronte alla cosiddetta “minoranza” islamica che pretende di imporsi da noi come fosse “maggioranza” rivendicando privilegi che mai potrà ottenere, che però i vili/pietosi/buonisti sono tentati di concedere per paura della sua reazione; 

si neutralizza combattendone i correlati sensi morali di colpa a colpi di etica razionale, la quale (oltre a costituire la base del Diritto moderno) è la capacità di bene risolvere i problemi della complessa società moderna che vogliamo libera, civile, equilibrata, solidale, prospera, sicura, … tutti valori incompatibili con l’islam-vero.

 

Il “Jihad” e il “Contro-Jihad” sarebbero un po’ come -mi si consenta questa leggiadra interpretazione- lo “Yin” e lo “Yang” del Taoismo Orientale, o per dirla in termini “occidentali”, la contrapposizione tra schiavitù e libertà, terrore e speranza, barbarie e progresso, tenebra e luce, in sintesi estrema = morte e vita.

E se il XX Secolo vide la contrapposizione tra due forze (URSS e USA) aventi una comune radice di Civiltà (l’Occidente) che bene o male mantennero una sorta di assai duraturo equilibrio globale, il XXI Secolo vede la contrapposizione tra due forze (ISLAM-VERO e MONDO MODERNO) incompatibili, inassimilabili, necessariamente ostili, che imporrà inevitabilmente la soccombenza di una delle due.

Il punto essenziale sarà l’esito del conflitto. Ovvio…

Costringendo i barbari islamo-nazisti a battersi sul terreno etico, li sconfiggeremo e li ricacceremo definitivamente -dopo le tre sconfitte inflitte loro nei secoli passati con altre tattiche- nel più profondo di quell’abominevole inferno arabo dal quale essi provengono.

Nelle faccende umane, la “FORTUNA” non esiste : esistono i momenti, le situazioni, dove e quando i talenti sanno trarre vantaggi dalle occasioni.

In certe circostanze dove la “FORTUNA” dona qualcosa  -senza sforzo, senza attitudini, senza sagacia di colui che la riceve (ad esempio la eredità)-  ebbene si sappia che tuttavia prima o poi essa “fortuna” si riprende quel che ha donato…mentre là dove la ordinata virtù viene esercitata…la fortuna è impotente. La nostra generazione ha la “fortuna” di godere della libertà…libertà ereditata.

Il punto è l’esito del conflitto.

L’esito dipende dalla nostra capacità di esercitare efficacemente e con determinazione la forza militare e la virtù etica: a dispetto di ogni terrore e di ogni confuso, autolesionistico, ingannevole senso morale; conservando al tempo stesso, per trasmetterle alle nuove generazioni, la nostra civiltà e la nostra libertà.

 

Postato il 20/10/2017 17:36:11 in il polemista polemologo di Giancarlo Matta

Nel 2050 il 74% degli italiani avrà oltre 65 anni. Ribelliamoci a una classe politica che ci sta condannando a morte

Buongiorno amici. L'Ocse, la “Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo”, a cui aderiscono 35 Stati del Nord America, dell’Europa e dell’Asia, comunica che l’Italia è uno dei paesi membri con la popolazione più anziana. E ci avverte che nel 2050 il 74% della popolazione italiana avrà oltre 65 anni. 

Il tracollo demografico dell’Italia è la nostra vera principale emergenza. Stiamo per scomparire come popolazione e, di conseguenza, sta per morire la nostra civiltà. Eppure di ciò non si parla nel teatrino della politica inscenato dai partiti per convincere gli italiani a votarli. 

Se avessimo una classe politica che amasse l’Italia e una cultura politica che facesse primeggiare l’interesse degli italiani, assumerebbe come priorità assoluta la crescita demografica degli italiani. Il Governo investirebbe le risorse adeguate per aiutare le famiglie italiane, le madri italiane e i giovani italiani, per metterli nella condizione di rigenerare la vita, riequilibrare il deficit demografico e salvaguardare la nostra civiltà. 

Cari amici, acquisiamo e diffondiamo informazione corretta. Promuoviamo formazione costruttiva. Creiamo gruppi e una rete di amici che convergano sulle idee, sui valori e la prospettiva. Prepariamo la mobilitazione del maggior numero possibile di italiani per passare dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti. Ognuno di noi da protagonista adempia alla propria parte in una comune missione per conseguire il nostro legittimo diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra. 

 

 

Postato il 19/10/2017 09:12:57 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

I “centri sociali” che campano di antifascismo difendono il fascismo islamico e sono contro la libertà d’espressione

(Il Giornale, 18 ottobre 2017) - Nella Bologna dove le forze dell'ordine presidiano la Basilica di San Petronio per prevenire possibili attentati islamici a causa della presenza di un dipinto di Giovanni da Modena che ritrae Maometto all'Inferno, lunedì 16 ottobre le forze dell'ordine sono dovute intervenire in gran numero per impedire l'assalto dei teppisti dei cosiddetti «centri sociali» ad una sala convegni in cui ho presentato il mio libro «Maometto e il suo Allah».

Ai miei incontri pubblici c’è sempre una discreta presenza delle forze dell’ordine. Ma questa volta sono rimasto incredulo per l’imponente dispositivo di sicurezza: sei blindati della polizia con decine di poliziotti in tenuta antisommossa bloccavano dai due lati la strada. Una decina di carabinieri in divisa e agenti della Digos in borghese presidiavano l'accesso alla sala della conferenza. In lontananza una cinquantina di militanti del sedicente «Coordinamento Antifascista Murri - Nodo Sociale Antifascista Bologna», esibendo uno striscione con la scritta «Contro ogni fascismo», protestavano contro la mia presenza. Nel loro sito avevano denunciato «l’ennesima messinscena fascista alla sala Marco Biagi del Baraccano con la Lega Nord che organizza un’iniziativa di presentazione del libro «Maometto e il suo Allah», ultima «opera» di Magdi Cristiano Allam, «giornalista», che da quando si è convertito al cristianesimo ha preso posizioni sempre più vicine a quelle dell’estrema destra xenofoba (…) Tutti coloro che portano avanti questi pensieri non devono avere più alcuno spazio nel Quartiere Santo Stefano, a Bologna e in qualsiasi altra città d’Italia. Diamo appuntamento per un presidio creativo (…) per far capire a Magdi Cristiano Allam e a tutti i razzisti e fascisti che non possono continuare a fomentare odio indisturbati nel nostro quartiere».

Mentre iniziava la mia conferenza dal «presidio creativo» degli antifascisti di professione è stata lanciata una bomba-carta contro i poliziotti. L'incontro pubblico si è comunque svolto normalmente con la sala piena di cittadini interessati ad approfondire la conoscenza di Maometto. Mi domando come sia possibile che dei sedicenti antifascisti siano, in generale, pregiudizialmente contrari alla libertà d'espressione di tutti coloro che non la pensano come loro. E come sia possibile che, in particolare, possano schierarsi anche violentemente contro chi, in modo fondato e argomentato, rappresenta correttamente la realtà del fondatore dell'islam che ha dato vita all'ideologia più autoritaria e violenta della storia dell'umanità.

La protesta dei sedicenti «antifascisti» è sopraggiunta tre giorni dopo la contestazione a Sacile del cosiddetto «imam di Pordenone», che mi ha screditato e diffamato dandomi del «falso», che «mente sull’islam» e «diffonde odio contro l’islam tra gli italiani». Ricordiamoci che la strage dei vignettisti di Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015 si consumò in un clima d'odio fomentato dai «musulmani moderati» della Grande Moschea di Parigi e dell’Uoif, che nel 2007 intentarono un processo contro il settimanale satirico e che già nel 2011 portò alla devastazione della sua sede con il lancio di bottiglie molotov.

Dobbiamo essere consapevoli che sui fondamentali dell'islam, tra cui primeggia il divieto assoluto di criticare Allah e Maometto, tutti i musulmani la pensano allo stesso modo anche se, per opportunità, taluni si limitano a condannare lasciando che siano altri a uccidere il «nemico dell'islam».

Oggi più che mai è evidente che il futuro della nostra civiltà laica e liberale dipenderà dalla salvaguardia della facoltà di dire la verità in libertà sull'islam, senza alcun pregiudizio nei confronti dei musulmani come persone. Ecco perché  dobbiamo esercitare il diritto e il dovere di rappresentare correttamente la realtà di Allah, di Maometto, del Corano e della sharia. Qualora dovessimo rinunciare per paura, nessuno di noi potrà più essere se stesso dentro casa nostra, compresi gli antifascisti di professione che alleandosi con il fascismo islamico si rivelano la punta dell'iceberg della decadenza della nostra civiltà.

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Postato il 18/10/2017 16:30:34 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

La stampa ha paura di dire la verità su Maometto e tace sulle minacce del cosiddetto “imam di Pordenone”

Buongiorno amici. Il cosiddetto “imam di Pordenone”, sfruttando in modo arbitrario e arrogante lo spazio consentito per porre delle domande dopo la presentazione del mio nuovo libro “Maometto e il suo Allah” a Sacile venerdì scorso 13 ottobre, ha fatto un comizio in cui prima mi ha screditato e diffamato dandomi del “falso” perché “mente sull’islam”, poi mi ha accusato di “diffondere odio contro l’islam tra gli italiani”. Infine ha negato sia che Maometto concepì le donne come esseri inferiori rispetto agli uomini, sia che Maometto partecipò personalmente alla strage di circa 900 ebrei della tribù dei Banu Qurayza nel 627 a Medina. Pur ammettendo che la strage fu effettivamente perpetrata dai musulmani, l’ha giustificata perché si sarebbe consumata nel contesto di una guerra.

Ebbene i giornali locali che si sono occupati del caso, anziché entrare nel merito dei contenuti, verificare se fu Maometto a dire “la donna è manchevole sul piano dell’intelletto”, accertare la verità sulla strage della tribù ebraica dei Banu Qurayza così come attestata anche dalle fonti ufficiali islamiche; anziché domandarsi cosa comportino le accuse del cosiddetto “imam di Pordenone” e quale sarà la reazione degli estremisti islamici che si riterranno in dovere di uccidermi per aver oltraggiato l’islam e Maometto, hanno  rappresentato l’accaduto come un civile confronto culturale in cui il cosiddetto “imam di Pordenone” viene osannato perché ha tre lauree e sarebbe un uomo del dialogo interreligioso, ma a cui sarebbe stato impedito di esprimere in modo compiuto il suo punto di vista sull’islam e su Maometto. Si tralascia il fatto che 150 persone erano venute ad ascoltare una mia conferenza e che il cosiddetto “imam di Pordenone” ha cercato di imporre loro di subire un suo comizio non richiesto e non condiviso. 

Cari amici, la disinformazione è parte integrante della decadenza della civiltà europea succube dell’islamicamente corretto, ammalata di islamofilia, che ha paura di guardare in faccia la realtà dell’islam. Invito i giornalisti sia a studiare leggendo i libri e non svolazzando su Wikipedia, sia a coltivare il sano amor proprio salvaguardando la nostra civiltà che è l’unica al mondo che si fonda e che legittima la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta personale. 

Cari amici, noi andiamo avanti comunque a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo a realizzare con successo la missione di essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

 

Postato il 16/10/2017 13:04:36 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

L’imam di Pordenone nega i crimini di Maometto e mi condanna come nemico dell’islam

(Il Giornale, 15 ottobre 2017) - In Italia il «musulmano moderato» è, ad esempio, il cosiddetto «imam di Pordenone». Viene accreditato come un'autorità religiosa alla stregua del vescovo cittadino; è considerato il rappresentante della «comunità islamica», percepita come un corpo distinto dalla società italiana; è stato elevato a interlocutore ufficiale delle istituzioni dello Stato e della Chiesa. Venerdì 13 ottobre è intervenuto a Sacile, in provincia di Pordenone, in un incontro pubblico dove ho presentato il mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah» di fronte ad una platea di circa 120 persone. È giovane, parla sufficientemente ma non adeguatamente l’italiano, veste pantaloni e camicia all’occidentale, aveva comprato il mio libro da meno di un’ora e si sentiva già in grado di bocciarlo, ma soprattutto di emettere una sentenza di condanna nei miei confronti.
Ha ammesso che io conosco il Corano ma, ha spiegato pacatamente con il tono di chi si sforza di essere convincente, «Magdi Allam estrapola i versetti del Corano per dare un’immagine fuorviante dell’islam». Infine formula la sentenza di condanna, gravissima dal punto di vista della sharia, la legge islamica: «Magdi Allam è falso, mente sull’islam, diffonde odio contro l’islam tra gli italiani». Fa questo esempio: «Magdi Allam vi dice che Maometto uccise 600 ebrei, ma non spiega che quel fatto si consumò nel contesto di una guerra». In realtà fu una decisione unilaterale di Maometto che si tradusse nella strage, tramite sgozzamento e decapitazione, di circa 900 ebrei maschi adulti della tribù ebraica dei Banu Qurayza nel 627 a Medina. Le donne e i bambini furono catturati e venduti al mercato degli schiavi. In ogni caso non vi può essere nessuna giustificazione ad un massacro che, se fosse stato perpetrato oggi, avrebbe portato all'arresto e alla condanna di Maometto per crimini contro l'umanità.
Sempre questo prototipo di «musulmano moderato» ha poi preteso di tenere un comizio per spiegare al pubblico il «vero islam». È stato interrotto dall'organizzatore dell'incontro, il consigliere regionale Luca Ciriani, e dal pubblico insofferenti per l’arbitrio e l’arroganza con cui il sedicente imam tentava di sfruttare la mia conferenza per screditarmi e diffamarmi pubblicamente.
Ebbene il messaggio che questo cosiddetto «imam di Pordenone» riferirà alla propria «comunità islamica» è il seguente: «Sono andato ad ascoltare Magdi Allam e ho denunciato pubblicamente che è un falso. Sappiate che è un nemico dell’islam perché offende Allah, Maometto e il Corano». Calata nel contesto della sharia, questa denuncia è una condanna a morte che legittima il terrorismo islamico.
So bene che non accadrà nulla. Lui continuerà a fare l'imam, riverito e temuto, cercando di farci credere che Maometto fu un sant'uomo e che l'islam è una religione di pace. Io continuerò a girare l'Italia per far conoscere i fatti oggettivi, contribuire a illuminare le menti e fortificare gli animi, per riscattare il nostro inalienabile diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

Postato il 15/10/2017 19:01:54 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Non mi riconosco e mi vergogno sia della partitocrazia consociativa sia dell’opposizione che specula sulla denuncia: tutti vogliono il monopolio del potere

Buongiorno amici. Io non mi riconosco e mi vergogno di un Governo e di una classe politica, che include forze della maggioranza e dell’opposizione, che continuano a confezionare leggi elettorali su misura, ad personam, per garantire il perpetuamento di un potere consociativo in cui ci si spartiscono le poltrone, e ad excludendum, per impedire l’avvento al potere di altre forze politiche escluse dal patto palese ma non ufficiale del consociativismo.

Non mi riconosco e mi vergogno di un’opposizione che specula sulla denuncia fine a stessa, protestando nell’Aula della Camera dei deputati urlando, alzandosi in piedi e ostentando gesti minacciosi, sventolando copie del regolamento parlamentare e lanciandole nella direzione degli spazi riservati al Governo, sbattendo violentemente la ribaltina di legno per fare rumore, precipitandosi fuori dalla sede del Parlamento con il megafono per aizzare la gente contro il Governo e le forze politiche che hanno approvato la proposta della nuova legge elettorale, con l’unico vero obiettivo di aggiudicarsi visibilità mediatica. 

Non mi riconosco e mi vergogno di una democrazia ridotta a partitocrazia, in cui tutti i partiti indistintamente hanno monopolizzato il potere trasformandolo in una proprietà esclusiva dei partiti, concependo il potere come il traguardo da conseguire costi quel che costi.

Cari amici, dobbiamo impegnarci in una autentica rivoluzione culturale che diffonda il più possibile informazione corretta, promuova formazione costruttiva, consenta al maggior numero possibile di italiani di agire da protagonisti per affermare una cultura politica e dar vita ad una classe politica che mettano al centro il bene dei cittadini e l’interesse nazionale dell’Italia. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo. 

 

Postato il 11/10/2017 14:10:09 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il Tribunale di Padova giudica il matrimonio di due musulmani sulla base della sharia come se fossimo uno Stato islamico

Cari amici, vi segnalo questa notizia diffusa dalla principale agenzia di stampa italiana con il titolo:

Divorzio 'marocchino' per coppia Padova

Giudici applicano per la prima volta a coppia regole tradizione

(ANSA) - PADOVA, 7 OTT - Il tribunale di Padova ha riconosciuto per la prima volta in Italia il pagamento del sadaq (dono di matrimonio) e di quello "di consolazione", applicando per una coppia che si era rivolta ai giudici per sciogliere l'unione le regole del divorzio previste in Marocco, il Paese di origine delle due famiglie, che non prevede la fase della separazione. Protagonisti sono due giovani poco più che ventenni: lui è arrivato in Italia quando era bambino, lei è nata sul suolo italiano da genitori immigrati dal Marocco e ha la doppia cittadinanza. Si sono sposati nel 2014 ma l'unione è naufragata in breve tempo.

Ebbene cari amici in uno stato di diritto che si rispetti la legge nazionale prevale sulla legge di uno stato straniero. Nel caso specifico non si tratta solo della legge del Marocco, ma della sharia,la legge islamica che è del tutto incompatibile con la legge italiana. La ragione è molto semplice: l’islam concepisce la donna come un essere antropologicamente inferiore. L’uomo può sposare fino a quattro mogli contemporaneamente, le può ripudiare a piacimento, le può picchiare se disobbediscono ai suoi ordini. In questo contesto il matrimonio non è né un sacramento religioso né un istituto salvaguardato dallo Stato, ma un semplice contratto privatistico tra due famiglie. Di fatto la donna è ridotta a oggetto sessuale e viene venduta in cambio di una dote che consta di beni materiali o denaro. È semplicemente inaccettabile. Il giudice che ha avallato il primato della sharia in Italia ha commesso un arbitrio assoluto che viola e umilia il nostro stato di diritto.

Postato il 09/10/2017 13:29:27 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Di fronte alle ingiustizie gli italiani dimostrano di non essere un popolo unito: denunciano ma concretamente subiscono e si sottomettono

(Il Giornale, 8 ottobre 2017) - Come mai gli italiani non si ribellano alle ingiustizie come fanno altri popoli? È una domanda che molti di noi si pongono. Se gli stranieri sui mezzi di trasporto pubblici si rifiutano di pagare il biglietto e peggio ancora aggrediscono fisicamente il controllore, tutti noi denunciamo totalmente indignati, ma poi concretamente li si lascia fare e alla fine siamo solo noi italiani ad essere tenuti a pagare il biglietto. Se nelle nostre città talune vie, parchi, piazze o quartieri diventano pericolosi per la presenza di delinquenti comuni, spacciatori di droga, sfaccendati che molestano donne e bambini aspirando a violentarli sessualmente, noi denunciamo massimamente preoccupati ma poi concretamente finiamo per non frequentare più quegli spazi pubblici che, di fatto, diventano delle roccaforti della criminalità.

Nel novembre del 2011 con la regia di Giorgio Napolitano e l'avvento al potere di Mario Monti l'Italia è stata sottomessa a una dittatura finanziaria che, da allora, ha spogliato la democrazia del suo contenuto sostanziale e ha generato quattro governi non eletti dagli italiani. Nel 2013 la Corte Costituzionale ha sentenziato l'incostituzionalità della legge elettorale con cui sono stati eletti i parlamenti nel 2006, 2008 e 2013, ma a quattro anni di distanza il parlamento continua a legiferare, così come i governi e i capi di Stato designati da quei parlamenti continuano a operare come se non fosse successo nulla. Nel 2016 c'è stato il referendum sulla riforma della Costituzione. Il governo era per il “Sì” e ha vinto il “No”. Ma è stato riesumato un governo del “Sì” come se gli italiani non fossero andati a votare. Gli italiani hanno denunciato a viva voce, ma concretamente nessuno mette in discussione la legittimità del sistema politico o si sottrae all'osservanza delle decisioni assunte da questi governi.

A questo punto dobbiamo concludere che gli italiani che subiscono le ingiustizie limitandosi a denunciare ma senza ribellarsi concretamente, dimostrano di non essere un popolo unito. Massimo D'Azeglio all'indomani dell'unità d'Italia nel 1861 disse: «Pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gli italiani». Prendiamo atto che gli italiani sono un popolo che si sente appagato dalla denuncia fine a se stessa, che vuole accontentare tutti e non scontentare nessuno, che aggira le realtà che impongono delle scelte impegnative.

Se questo comportamento potesse tradursi nella salvaguardia della civiltà che da millenni ha comunque garantito la crescita demografica, lo sviluppo economico e la qualità della vita, dovremmo considerarlo saggio e lungimirante nel lungo periodo anche se spregiudicato e riprovevole nell’immediato. Purtroppo non è così. Noi oggi rischiamo di perdere ciò che resta della nostra sovranità nazionale, di essere fagocitati dal Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza, la sostituzione etnica e la sottomissione all'islam. O gli italiani insorgeranno uniti o moriremo senza avere la certezza e l'orgoglio di chi siamo.

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Postato il 08/10/2017 15:37:56 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

La strage di Las Vegas. I "lupi solitari" sono l'arma vincente della guerra scatenata dal terrorismo islamico

Buongiorno amici. Siamo uniti nel cordoglio e nella preghiera per le vittime della strage di Las Vegas, la più sanguinosa della storia americana con 59 morti e 527 feriti. 

Abbiamo la certezza che il criminale che ha perpetrato la strage si chiamava Stephen Paddock, aveva 64 anni e si è ucciso prima dell'arrivo della polizia. Domenica primo ottobre ha aperto il fuoco dal 32esimo piano dell'hotel Mandalay Bay verso la folla che assisteva a un concerto di musica country. 

Abbiamo la certezza che la strage è stata rivendicata dai terroristi islamici dell'Isis: "L'esecutore dell'attacco a Las Vegas è un soldato dell'Isis. Ha eseguito l'operazione in risposta all'appello a prendere di mira i Paesi della coalizione".

Sembra che Stephen Paddock si fosse convertito all'islam mesi fa assumendo il nome di Samir Al-Hajib. Lo riferiscono i media americani citando fonti investigative e lo sostiene l'Isis. La polizia di Las Vegas aveva detto che la strage è "più un'azione di un lupo solitario'' e aveva escluso un atto di terrorismo islamico. 

Cari amici, nell'attesa di un chiarimento ufficiale dobbiamo prendere atto che il terrorismo islamico opera ormai prevalentemente attraverso i cosiddetti "lupi solitari". E che sono "solitari" solo nell'attuazione del crimine, mentre sono parte integrante di una organizzazione criminale che pianifica il crimine. È comunque un errore sminuire la portata del terrorismo islamico perpetrato dai cosiddetti "lupi solitari". In realtà sono la loro arma vincente. Il dato di fondo è lo stesso: siamo in guerra e dobbiamo combattere per vincere.

 

 

 

 

Postato il 03/10/2017 08:06:17 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Auguri a tutti i nonni! Ma io continuo a combattere per lasciare un'Italia migliore ai nostri figli e nipoti

Cari amici, poco fa mi hanno telefonato i miei nipotini per dirmi: "Auguri nonno". Ho chiesto loro: "Perché gli auguri?". Mi hanno risposto: "È la festa del nonno!". Non me lo ricordavo. Sinceramente non sono neppure certo che lo sapessi. Comunque mi sono commosso. Ho cercato un'immagine emblematica da allegare a questo testo. Ma i nonni rappresentati nella Rete sono persone anziane in una sorta di Limbo terreno nell'attesa dell'Aldilà. Con i miei 65 anni mi sento un protagonista attivo della vita reale, più che mai determinato a operare per costruire un'Italia migliore per i nostri figli e per i nostri nipoti. Comunque sia faccio anch'io i miei migliori auguri di tanta salute, serenità e sempre nuovi successi a tutti i nonni d'Italia. Auguri nonni!

 

 

Postato il 02/10/2017 15:33:45 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Se non abbiamo neppure la correttezza di chiamarli "terroristi islamici" saremo inevitabilmente sottomessi all'islam

Cari amici, oggi si sono perpetrati altri attentati terroristici islamici in Francia e in Canada. A Marsiglia un terrorista islamico armato di coltello al grido di "Allah è il più grande" ha ucciso due donne, la prima sgozzata e la seconda pugnalata a morte. A Edmonton in Canada un terrorista islamico prima ha accoltellato un poliziotto e poi a bordo di un camion con la bandiera dell'Isis si è lanciato contro la folla ferendo quattro persone.

Le agenzie di stampa che riferiscono i fatti non solo non specificano che i terroristi sono islamici, ma non li indicano nemmeno come terroristi ma banalmente come "uomo", "assalitore", "aggressore". 

Cari amici, fintantoché all'insegna dell'ideologia dell'islamicamente corretto continueremo ad ad avere paura di guardare in faccia la realtà dell'islam, saremo inevitabilmente condannati ad essere sconfitti. Non tanto dal terrorismo islamico di chi taglia le teste, ma dal terrorismo islamico di chi taglia le lingue, vietandoci di dire la verità in libertà dentro casa nostra. Invito i giornalisti a rappresentare correttamente la realtà dei fatti. Chi sgozza nel nome di Allah non è banalmente "un uomo", ma è un terrorista islamico. 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 01/10/2017 16:50:17 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

In Germania il partito del cambiamento vince e si spacca. In Parlamento non si farà ciò che si è promesso in campagna elettorale

Buongiorno amici. Per la prima volta il partito "Alternativa per la Germania", che incarna la volontà di un cambiamento radicale a partire dall'uscita dall'euro, la chiusura delle frontiere all'ondata incontrollata di stranieri, lo stop alla diffusione del radicalismo islamico sul territorio nazionale, è entrato in Parlamento conquistando il 12,6% dei consensi, aggiudicandosi 94 seggi al Bundestag, piazzandosi come terza forza politica del paese.

Eppure, proprio nel momento del successo a lungo agognato, la leader storica dell'Afd, Frauke Petry, ha annunciato che lascerà il partito e non entrerà nel gruppo parlamentare. Sembra che sia in atto una scissione. Alexander Gauland, a nome del gruppo parlamentare dell'Afd che ieri per la prima volta è entrato nella sede del Bundestag, ha detto: "La campagna elettorale è finita. Noi abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei nostri elettori. Ed è ovvio che il linguaggio di una campagna elettorale è diverso da quello che si usa in Parlamento".

Cari amici, riflettiamo sulle parole "è ovvio che il linguaggio di una campagna elettorale è diverso da quello che si usa in Parlamento". Non è quello che fanno tutti i partiti: in campagna elettorale si promettono mari e monti e poi una volta che si va in parlamento si fa concretamente tutt'altro? Staremo a vedere.

 

Postato il 27/09/2017 08:19:09 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam