I mezzi di comunicazione nazionali tacciono sui 328 morti dopo la somministrazione del vaccino anti Covid-19 segnalati dall’Aifa

I mezzi di comunicazione nazionali tacciono sui 328 morti dopo la somministrazione del vaccino anti Covid-19 segnalati dall’Aifa. Confermano di essere una dittatura mediatica e informatica asservita alla dittatura finanziaria e sanitaria, per sottomettere gli italiani al Nuovo Ordine Mondiale.

Cari amici, non ho trovato riscontro sulla stampa nazionale del dato di 328 morti a seguito della somministrazione del vaccino anti Covid-19 comunicato dall’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, nel nuovo “Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19” pubblicato il 10 giugno.

“Il Messaggero” di Roma ieri titolava: “AstraZeneca, reazioni avverse: nessun caso di trombosi dopo seconda dose vaccino. Il rapporto Aifa”.

“Il Fatto Quotiano” titolava ieri: “Covid, Aifa presenta il quinto rapporto di farmacovigilanza sui vaccini: “66.258 effetti avversi segnalati su 32,5 milioni di dosi”.

All’interno dell’articolo non si menzionano in assoluto i 328 morti.

Ebbene i 328 morti dopo la somministrazione del vaccino anti Covid-19 sono una realtà, anche nel distinguo che l’Aifa fa tra un nesso correlabile, non correlabile (nel caso in cui sussistono altre cause di morte in aggiunta al vaccino), indeterminato o inclassificabile. Se è l’Aifa stessa, che è un’agenzia governativa, ad attestare che 328 persone sono decedute dopo la somministrazione del vaccino anti Covid-19, nessun organo di informazione serio dovrebbe ignorare questa realtà.

Ci sono 328 persone che hanno avuto il via libera del proprio medico di base, il via libera del medico o infermiere vaccinatore, hanno firmato il Modulo del “Consenso informato” assumendosi la responsabilità delle conseguenze del vaccino (e questo rappresenta un arbitrio legale e un crimine umano trattandosi di un cosiddetto vaccino sperimentale), e poi sono morte.

Il silenzio dei mezzi di comunicazione nazionali conferma che sostanziano una dittatura mediatica e informatica che è asservita alla dittatura finanziaria e sanitaria per manipolare le menti, disinformare, disorientare, sottomettere gli italiani alla prospettiva del “Nuovo Ordine Mondiale”. 

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

Sabato 12 giugno 2021

(La vignetta in allegato è di Alex Di Gregorio)

 

 

Postato il 12/06/2021 19:54:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

L’Aifa comunica che al 26 maggio in Italia 328 persone sono morte dopo la somministrazione del vaccino anti Covid-19

L’Aifa comunica che al 26 maggio in Italia 328 persone sono morte dopo la somministrazione del vaccino anti Covid-19. Inoltre ci sono state 66.258 “reazioni avverse”, di cui 6.890, pari al 10,4% sono “gravi”. Tutti i quattro vaccini autorizzati, con in testa Cominarty della Pzifer-Biontech, sono responsabili delle morti e delle “reazioni avverse”

Buongiorno amici. Il nuovo “Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19” dell’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, l’ente del Governo che regolamenta la presenza dei farmaci in Italia, ha comunicato che dal 27 dicembre 2020 al 26 maggio 2021 ci sono stati 328 morti a seguito della somministrazione del vaccino anti Covid-19. 

Sul totale di 328 morti, 213, pari al 64,9%, sono morti dopo la somministrazione del vaccino Cominarty della Pzifer-Biontech; 58, pari al 17,6%, sono morti dopo la somministrazione del vaccino Moderna; 53, pari al 16,1%, sono morti dopo la somministrazione del vaccino Vaxzevria dell’Astrazenica; 4, pari all’1,2%, sono morti dopo la somministrazione del vaccino Janssen della Johnson&Johnson. 

Nel rapporto dell’Aifa, si legge che “il 68,6% delle schede (225 su 328) presenta una valutazione di causalità con l’algoritmo utilizzato nell’ambito della vaccinovigilanza (Algoritmo OMS), in base al quale il 57,8% dei casi è non correlabile, il 36,9% indeterminato e il 3,6% inclassificabile per mancanza di informazioni necessarie all’applicazione dell’algoritmo.

In quattro casi (1,8% del totale), la causalità risulta correlabile”.

Al riguardo il rapporto dell’Aifa precisa quanto segue:

correlabile, significa che l’associazione causale fra evento e vaccino è considerata plausibile;

non correlabile, significa che altri fattori possono giustificare l’evento;

indeterminata, significa che l’associazione temporale è compatibile, ma le prove non sono sufficienti a

supportare un nesso di causalità; 

non classificabili, significa che le segnalazioni sono prive di informazioni sufficienti, per cui sono necessari ulteriori

approfondimenti.

Complessivamente al 26 maggio 2021 sono state somministrate 32.429.611 dosi di vaccino, di cui Comirnaty per il 68,7%, Vaxzevria per il 20,8%, Moderna per il 9% e Janssen per l’1,5%2. 

In aggiunta alle morti, il rapporto dell’Aifa informa che, a seguito della somministrazione del vaccino anti Covid-19, i vaccinati hanno subito delle “reazioni avverse”, che complessivamente sono state 66.258, di cui il 71,8% causate dal vaccino Comirnaty, il 3,9% causate dal vaccino Moderna, il 24% causate dal vaccino Vaxzevria, lo 0,3% causate dal vaccino Janssen.

Sul totale delle 66.258 “reazioni avverse”, 6.890, pari al 10,4% sono “gravi”, mentre 59.234, pari all’89,4% sono “non gravi”. 

Nel lungo elenco delle “reazioni avverse” figurano: patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione (33%); patologie del sistema nervoso (18%); patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo (17%); patologie gastro-intestinali (9%); patologie del sistema emolinfopoietico (4%).

Cari amici, 328 morti dopo la somministrazione di un vaccino non sono solo tanti ma sono troppi; non è una conseguenza accettabile ma è un crimine perpetrato nei confronti degli italiani. 

Chi si ammala di Covid-19 e muore, è vittima della diffusione del virus Sars-Cov-2 e della condizione generale del suo stato fisico. Invece chi muore a seguito della somministrazione del vaccino anti Covid-19 ha scelto volontariamente di farsi vaccinare, dopo aver avuto il nulla osta da parte del proprio medico curante e del medico o infermiere vaccinatore, firmando il modulo del “consenso informato”. 

Chi si vaccina è incentivato a farlo nella convinzione di tutelare la propria vita e quella altrui, ottemperando alla raccomandazione ufficiale del Governo, diffusa in modo martellante dai mezzi di comunicazione di massa, facendo leva sul ricatto di essere sospesi dal lavoro e dallo stipendio, di non poter viaggiare o andare in discoteca, di non poter insegnare o studiare a scuola. Il vaccino anti Covid-19 pur essendo formalmente volontario, è di fatto obbligatorio.

Dai dati diffusi dall’Aifa, emerge che tutti i quattro vaccini autorizzati causano la morte, anzi mentre il vaccino Vaxzevria dell’Astrazenica è responsabile della morte del 16,1% dei vaccinati, il vaccino Cominarty della Pzifer-Biontech è responsabile della morte del 64,9% dei vaccinati. Anche considerando che le dosi somministrate del Vaxzevria sono il 20,8% del totale e quelle del Cominarty il 68,7%, prendiamo atto che entrambi i vaccini sono responsabili delle morti dei vaccinati. Ebbene il fatto che ci si limiti a mettere in discussione il vaccino dell’Astrazenica e si promuova il vaccino della Pfizer-Biontech, alimenta il sospetto che sia una scelta finalizzata a favorire determinate multinazionali della farmaceutica e gli Stati di riferimento.

Vi invito a leggere e a approfondire il rapporto dell’Aifa cliccando 

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_5.pdf

 

Postato il 12/06/2021 15:14:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Impegnare una poderosa forza d’assalto per chiudere con la forza la Torteria di Rosy a Chivasso è una vergogna per le forze dell’ordine

Impegnare una poderosa forza d’assalto per chiudere con la forza la Torteria di Rosy a Chivasso è una vergogna per le forze dell’ordine e l’ennesima conferma del fallimento di uno Stato che nega i diritti fondamentali, prioritari e inviolabili del lavoro, della dignità e della libertà dei cittadini

Cari amici, ieri giovedì 6 maggio un imponente schieramento di carabinieri, polizia di Stato e polizia locale a Chivasso, in Provincia di Torino, ha fatto un’irruzione nella Torteria di Rosanna Spatari, conosciuta come Rosy, per chiuderla, cambiando la serratura e apponendo i sigilli al piccolo locale a conduzione familiare. 

Dallo scorso novembre Rosy non ha mai chiuso il proprio locale nonostante ben 150 multe ricevute e che lei contesta sulla base dell'incostituzionalità dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri finora emessi, così come sentenziato dai tribunali del Lazio e dell’Emilia-Romagna. 

Ho visto più volte i video dell’imponente irruzione delle forze dell’ordine al piccolo locale di Rosy; ho ascoltato più volte le parole colme di rabbia ma comunque sensate espresse da Rosy che con la sua statura bassa fa apparire dei giganti gli uomini comunque corpulenti inviati per chiudere con la forza il suo piccolo locale; ho osservato la reazione della gente presente che si è divisa tra spettatori apparentemente neutrali, sostenitori di Rosy e critici di Rosy. 

Ebbene lo dico con sofferenza: è stata una vergogna per le forze dell’ordine prestarsi a un’operazione che sarebbe stata giustificabile e apprezzabile se si fosse trattato di dare l’assalto a una roccaforte della criminalità organizzata. Impegnare una poderosa forza d’assalto per chiudere con la forza un piccolo locale la cui titolare, conformemente alla Costituzione, rivendica il diritto di lavorare per poter sopravvivere, è una vergogna per le nostre forze dell’ordine e l’ennesima conferma del fallimento di uno Stato che nega i diritti fondamentali e prioritari del lavoro, della dignità e della libertà dei cittadini, strumentalizzando una pandemia che è stata e continua ad essere gestita in modo criminale, dall’aver vietato di curarsi adeguatamente a casa al sorgere dei primi sintomi del Covid-19 fino all’obbligo di fatto di un vaccino che ha già provocato migliaia di morti nell’Unione Europea e di cui non si conoscono le conseguenze nel lungo termine.

Manifesto la mia totale solidarietà a Rosy, una micro-imprenditrice italiana che per far valere il suo diritto costituzionale al lavoro, alla dignità e alla libertà impugna l’arma incontestabile della Costituzione e lo strumento irresistibile della voce forte e chiara per manifestare la sua legittima disobbedienza civile. Taluni suoi comportamenti non mi appartengono, come l’affronto di urinare di fronte alle forze dell’ordine dopo averle vietato di accedere al bagno del suo locale. 

Quanto alla reazione della gente che ha presenziato all’irruzione delle forze dell’ordine, e che in piccolo rappresentano l’orientamento dell’insieme degli italiani, rilevo che c’è una maggioranza che si limita a osservare da spettatori neutrali, che non si manifesta né con le parole né con le azioni. Poi c’è una minoranza che sostiene Rosy, cioè il diritto al lavoro, alla dignità e alla libertà. Infine c’è un’altra minoranza che contesta Rosy, indicando come unica priorità la pandemia e il rispetto assoluto delle decisioni governative anche se sono incostituzionali, anche se riducono alla fame la popolazione, anche se tolgono la dignità e la libertà ai cittadini. 

Cari amici, fermo restando il dovere dello Stato di curare gli ammalati e salvaguardare le persone a rischio, ritengo che sia stato un comportamento criminale aver devastato l’economia nazionale vietando agli italiani di lavorare, aver destabilizzato la società inculcando la paura del prossimo in quanto possibile untore, aver leso lo stato di diritto e la democrazia sostanziale violando la Costituzione, negando le elezioni, imponendo al vertice del potere il rappresentante della grande finanza globalizzata Mario Draghi, che è il curatore fallimentare di ciò che resta della nostra indipendenza e sovranità. Rosy è diventata un simbolo della disobbedienza civile per aver avuto il coraggio di dire e la determinazione a fare ciò che sancisce la nostra Costituzione. Noi che amiamo l’Italia andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

 

Magdi Cristiano Allam 

Venerdì 7 maggio 2021

 

 

Postato il 07/05/2021 17:22:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Caro Enrico Montesano il conflitto non è tra chi ha poco e chi ha troppo, ma tra gli italiani che amano l’Italia e quelli che l’hanno svenduta

Caro Enrico Montesano apprezzo il tuo impegno per risvegliare gli italiani dal sonno della ragione. Ma il conflitto in atto non è di natura quantitativa tra l’1% che ha troppo e sta sopra e il 99% che ha poco e sta sotto, ma è di natura qualitativa tra gli italiani che amano l’Italia compresi i tantissimi micro, piccoli e medi imprenditori che hanno fatto grande l’Italia, e gli italiani che hanno svenduto l’Italia e tradito gli italiani asserviti al Nuovo Ordine Mondiale dominato dalla grande finanza speculativa globalizzata e trainato dalla Cina capital-comunista

Cari amici buongiorno. L’attore comico Enrico Montesano questo sabato 8 maggio alle ore 17 a Montecucco, collina della borgata del Trullo di Roma, in Piazza Gaetano Mosca, terrà una manifestazione politico-satirica a cui ha dato questo titolo: “Un comico ci ha distrutto, un comico ci salverà!”. E il sottotitolo recita: “Non siamo di destra, né di sinistra, nemmeno di centro! Ora la divisione è tra chi sta sopra (1%) e chi sta sotto (99%)”. Infine l’appello: “Noi siamo ‘di sotto”! Tutti quelli che sono di sotto sono invitati a partecipare!”. L’iniziativa risulta essere promossa da “Piazze libere - Per un nuovo strumento decisionale”, che corrisponde ad un sito in allestimento che pubblicizza la manifestazione di Enrico Montesano.

Mi sono prestato volentieri a pubblicizzare volontariamente la manifestazione dell’attore comico Enrico Montesano augurandogli il successo a cui aspira di partecipazione di pubblico e di risonanza mediatica. 

Ma ve ne parlo soprattutto per manifestarvi il mio dissenso sulla rappresentazione che Montesano fa della nostra attualissima umanità, quando da un lato dice “Non siamo di destra, né di sinistra, nemmeno di centro” e, dall’altro, precisa “Ora la divisione è tra chi sta sopra (1%) e chi sta sotto (99%). Noi siamo ‘di sotto”!”. 

Questa divisione netta in due fronti contrapposti dell’umanità ha un suo fondamento laddove si evidenzia lo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata che non ha né patria né fede, che persegue l’obiettivo di un Nuovo Ordine Mondiale trainato dal regime capital-comunista della Cina, che ci ha imposto una dittatura finanziaria, sanitaria, mediatica, relativista, omosessualista, multiculturalista, immigrazionista e islamofila con la connivenza di governi collaborazionisti insediati al potere ovunque nel mondo e della Chiesa cattolica di Papa Francesco.

Tuttavia questa divisione e contrapposizione della nostra umanità, tra chi ha troppo e tra chi ha poco, rievoca la divisione classica di Karl Marx e dell’ideologia comunista tra capitalisti e proletari, fondata sulla criminalizzazione specificatamente del profitto e più in generale dell’iniziativa imprenditoriale individuale, della proprietà privata e della ricchezza, nonché sul perseguimento del traguardo di una umanità omogeneizzata in cui nessuno deve possedere più di un altro e tutti devono essere identici agli altri in tutto e per tutto. 

La visione comunista se, da un lato, è stata bocciata in Europa con il crollo del Muro di Berlino nel 1989, dall’altro ha trionfato in Cina e si sta diffondendo nel mondo grazie al sodalizio con la grande finanza speculativa globalizzata condividendo “The Great Reset”, il “Grande Azzeramento”, sponsorizzato dal “World Economic Forum” di Davos. 

Ebbene la realtà, considerando quella specificatamente dell’Italia che interessa a noi italiani, chiarisce che la divisione e la contrapposizione non è di natura quantitativa ma qualitativa, non è su base materiale o finanziaria, perché sono i tantissimi micro, piccoli e medi imprenditori che rappresentano oltre il 90% del sistema dello sviluppo e producono la quota maggioritaria del Pil (Prodotto interno lordo), ma tra gli italiani che amano l’Italia e gli italiani che hanno svenduto l’Italia e tradito gli italiani, tra gli italiani che vogliono salvaguardare l’Italia e gli italiani che vogliono la fine dell’Italia e la sua dissoluzione in seno al Nuovo Ordine Mondiale.

Nel video che ho volentieri condiviso, Montesano include tra i comici che hanno distrutto l’Italia tutti i politici degli ultimi cinquant’anni, da Romano Prodi, a Silvio Berlusconi, a Beppe Grillo, a Matteo Salvini,  a Giorgia Meloni e infine Mario Draghi. Anche qui un fondamento c’è nella realtà dell’attuale Governo Draghi che è l’apoteosi del consociativismo della partitocrazia, con la partecipazione di tutti i partiti presenti in Parlamento ad eccezione di Fratelli d’Italia che fa “opposizione costruttiva”. 

Lo stesso Montesano esclude che possa essere lui il comico che salverà l’Italia. Ed è così che Montesano ripropone l’approccio della denuncia fine a stessa, ridiffonde il male della “denuncite”, la vera pandemia che ha contagiato e ha preso il sopravvento in Italia e nel mondo. 

Cari amici, noi amiamo l’Italia e vogliamo costruire un’Italia migliore. Noi vogliamo salvaguardare l’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà. Noi vogliamo impegnarci concretamente per costruire un nuovo modello di etica personale, di Stato, di sviluppo, di società e di civiltà. Siamo consapevoli che stiamo tutti sulla stessa barca, destra, centro, sinistra, sopra e sotto: o ci salveremo tutti o saremo tutti sopraffatti dal Nuovo Ordine Mondiale, con la dissoluzione dell’Italia, l’estinzione degli italiani, la fine della nostra civiltà.

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam 

Giovedì 6 maggio 2021

 

 

 

Postato il 06/05/2021 15:08:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Mai come quest’anno il Primo Maggio è la “Festa dell’ipocrisia” di chi ha tradito l’interesse dei lavoratori e degli imprenditori che creano il lavoro

Cari amici buongiorno. Mai come quest’anno il Primo Maggio è la “Festa dell’ipocrisia” di chi ha tradito l’interesse dei lavoratori e degli imprenditori che creano il lavoro. Mai come quest’anno la tragica realtà si scontra con l’inveterata retorica dei Sindacati, del Presidente della Repubblica, a cui dà man forte questo Papa molto ideologizzato e politicizzato ma poco cristiano. 

Mai come quest’anno cresce la consapevolezza che è più che mai vitale ed urgente una riforma radicale dello Stato e del modello di sviluppo, che mettano al centro la micro-dimensione dei Comuni e delle imprese che storicamente hanno fatto grande l’Italia, unendo la creatività che è il valore aggiunto del nostro patrimonio umano in filiere e reti che consolidino l’eccellenza della produzione italiana; contrastando la prospettiva del “Nuovo Ordine Mondiale” assoggettato alla dittatura della grande finanza speculativa globalizzata; trasformando l’Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita; affrancandoci dalla “cinesizzazione” in corso che ci obbliga ad appiattirci sul parametro quantitativo della crescita del Pil (Prodotto interno lordo) costi quel che costi producendo il più possibile al minor costo possibile.

Con che coraggio i tre grandi sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno coniato quest’anno lo slogan: “L'Italia si cura con il lavoro”, evocando la pandemia di Covid-19 e sottintendendo che il disastro economico è conseguente all’imperativo di attribuire la priorità alla cura dei malati e che è arrivata l’ora di curare gli affamati. 

Con che coraggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella indica la salvezza nel cosiddetto “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, sostenendo che “la battaglia per il lavoro è una battaglia che deve unire gli sforzi di tutti ed è questa l'ambizione del Pnrr. Bisogna riconoscere il bene comune e perseguirlo, non possiamo sprecare l'occasione di compiere tutti insieme un passo in avanti". Peccato che il passo in avanti è nella direzione della fossa che seppellirà quel poco che resta della nostra sovranità, compito affidato a Mario Draghi che non è il “salvatore della Patria” ma all’opposto il curatore fallimentare dell’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano.

Infine Papa Francesco ha ritenuto di dover anch’egli intervenire con un tweet in linea con il pensiero di Mattarella, di Draghi e dei Sindacati. Questo è il testo del messaggio pubblicato su Twitter: "Il lavoro di San Giuseppe ci ricorda che Dio stesso fatto uomo non ha disdegnato di lavorare. Imploriamo #SanGiuseppeLavoratore perché possiamo trovare strade che ci impegnino a dire: nessun giovane, nessuna persona, nessuna famiglia senza lavoro!". 

Nei discorsi dei Sindacati, di Mattarella e del Papa non c’è la corretta rappresentazione della devastazione economica, della destabilizzazione sociale, della distruzione umana in cui versano l’Italia e gli italiani. 

Ebbene è arrivato il momento di avviare un processo a nome dell’Italia e per conto degli italiani nei confronti dei Sindacati perché anziché tutelare i lavoratori hanno salvaguardato se stessi, anteponendo l’interesse dell’apparato burocratico al bene dei lavoratori; 

nei confronti delle associazioni di categoria degli imprenditori che hanno subìto inerti la condanna a morte di milioni di micro e piccoli imprenditori che sono la colonna vertebrale del nostro sistema di sviluppo, ricercando più il favore dei poteri finanziari e politici anziché la salvezza dei propri assistiti; 

nei confronti dei Governi che nel corso di decenni hanno imposto il più alto livello di tassazione al mondo, una insopportabile interferenza della burocrazia, i tempi più lunghi al mondo per le cause di lavoro che di per sé danneggiano pesantemente le imprese, l’estrema difficoltà di accesso al credito bancario aggravato dal fatto che lo Stato è il principale debitore insolvente delle imprese. 

Cari amici mi ripeto anche quest’anno: il Primo Maggio non c’è assolutamente nulla da festeggiare. Ma non dobbiamo rassegnarci alla nostra fine come Stato nazionale e come popolo italiano. Dobbiamo piuttosto insorgere con le armi della formazione culturale e della mobilitazione civile per promuovere una legittima disobbedienza civile conforme alla Costituzione per riscattare l’Italia, salvare gli italiani e far rinascere la nostra civiltà. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

Sabato 1 maggio 2021

 

Postato il 01/05/2021 14:40:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Nel giorno del mio 69esimo compleanno mi sento felice perché ho la vitalità per continuare a testimoniare l’amore per la mia famiglia e per l’Italia

Cari amici buongiorno. Quando nacqui 69 anni fa al Cairo, alla mia età ci si considerava dei miracolati. A cinquant’anni si era vecchi. Effettivamente si era fisicamente e visibilmente vecchi. Tutto il tempo ulteriore che il buon Dio concedeva era una grazia di cui essere riconoscenti giorno dopo giorno al Creatore fino a quando non fosse arrivata l’ora dell’addio alla nostra esistenza terrena. Nell’attesa il “vecchio” godeva di un particolare rispetto, a partire dal baciargli la mano. Diventava il vero “capo famiglia” che impartisce le istruzioni sulle scelte contingenti della quotidianità e concernenti il futuro di figli e nipoti. Veniva esentato dai lavori impegnativi, era servito e omaggiato, assurgeva a emblema dell’unità di una famiglia che si estendeva fino a quattro generazioni. Il passaggio generazionale si realizzava attorno ai vent’anni. A quell’età ci si sposava e si mettevano al mondo i figli, tutti raccolti in seno alla medesima famiglia. 

Oggi la soglia della vecchiaia si è spostata molto più avanti. A cinquant’anni si è ancora giovani. Solo a settant’anni ci si considera “non più giovani” ma sempre vitali. Il concetto di anzianità vera e propria, in senso fisico e mentale, subentra dopo gli ottant’anni. Mentre il cinquantenne dell’Egitto in cui sono nato e vissuto per vent’anni, diventava il “saggio” rispettato e riverito dalla famiglia che si estendeva a quattro generazioni che in lui si identificavano, l’ottantenne di oggi in Italia è prevalentemente una persona che vive da solo a casa propria o in una casa per anziani, che può mediamente contare dopo di lui due o una sola generazione, considerando che il primo figlio lo si mette al mondo dopo i trent’anni, che la maggioranza degli italiani si limita a un figlio, che molti figli restano senza prole sia per ragioni economiche sia perché si è persa la cultura della vita, della rigenerazione della vita, della famiglia, della maternità e dei figli come ciò che dà un senso compiuto alla vita.

Oggi a 69 anni mi sento sostanzialmente giovane, nel senso di vitale sul piano fisico e mentale. Sono felice di essere padre di tre figli e nonno di tre nipotini, anche se l’unità della famiglia tradizionale si è incrinata con la fine dei miei due matrimoni. Per me i figli sono stati, sono e saranno ciò che ispira la mia vita e fortifica la mia determinazione a dare il meglio di me stesso. La vera eredità che lascerò loro è una testimonianza di vita in cui giorno dopo giorno si realizza concretamente ciò che riteniamo essere la verità e ciò in cui crediamo come valori. 

In parallelo sento di avere una nuova vita davanti per dare il mio contributo al successo della comune missione per riscattare la nostra amata Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, per affermare la centralità del primato del bene degli italiani, per far rinascere la nostra civiltà precipitata nella decadenza. 

Così come sono convinto che senza i miei figli non avrei mai trovato in me le risorse che mi hanno consentito di diventare ciò che sono, ugualmente nutro un debito di gratitudine nei confronti dell’Italia che ho scelto e che amo come la mia Patria. 

Oggi tutti noi italiani siamo chiamati a dare il proprio contributo per difendere l’Italia dalla prospettiva di essere fagocitata e annullata dal Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata, trainato dalla dittatura della Cina capital-comunista; per salvaguardare gli italiani dalla prospettiva dell’estinzione a causa del tracollo demografico e dell’auto-invasione di clandestini che porterà all’omogeneizzazione e omologazione dell’intera umanità; per prevenire la sostituzione della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe con la dittatura dell’islam intrinsecamente incompatibile con le nostre leggi, regole e valori.

Nel giorno del mio 69esimo compleanno mi sento felice perché ho la vitalità per continuare a testimoniare l’amore per la mia famiglia e per l’Italia. Vi ringrazio di cuore anticipatamente degli auguri da parte di tantissimi amici che mi confortano e incoraggiano ad andare avanti fino al successo della comune missione. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

22 aprile 2021

Potete vedere il video della mia riflessione sui miei 69 anni cliccando 

https://youtu.be/KGMgUzlQ-CU

 

 

 

Postato il 22/04/2021 08:12:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il coraggio di essere se stessi non l’autocommiserazione salverà gli italiani

Chiara è una piccola imprenditrice. A causa della chiusura forzata imposta dal Governo, in nove mesi ha perso due ristoranti-bar a Empoli e Cerreto Guidi. Alla manifestazione di protesta degli imprenditori a Roma lo scorso 13 aprile, Chiara si è messa in ginocchio di fronte al cordone della Polizia e ha supplicato lo Stato di aiutarla perché ormai non ha nemmeno i soldi per mangiare.

Io stesso, insieme a molti italiani mi sono commosso, mi sono sentito sconvolto, ho provato tanta rabbia nel vedere e nel sentire la drammatica testimonianza di Chiara.

Rosanna Spatari, più semplicemente Rosy, è la titolare di una Torteria a Chivasso. Dallo scorso novembre Rosy non ha mai chiuso il proprio locale nonostante ben 150 multe ricevute e che lei contesta sulla base dell'incostituzionalità dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri finora emessi. Rosy sfida caparbiamente le Forze dell'ordine invocando il primato della Costituzione sui Dpcm. E sostiene a viva voce: «Io non chiuderò mai!»

Abbiamo di fronte due casi reali di due donne imprenditrici. Chiara ha rispettato in tutto e per tutto l'ordine della chiusura della propria attività ed ora è ridotta letteralmente alla fame. Si è messa in ginocchio in lacrime supplicando lo Stato di aiutarla. 

Rosy contesta i Dpcm, che sono provvedimenti amministrativi, e nel nome del primato della Costituzione tiene aperta la propria Torteria sfidando le ininterrotte irruzioni delle Forze dell'ordine e la raffica di multe che lei non intende pagare. Ed è così che Rosy continua a guadagnarsi onestamente il pane.

Eppure molti italiani, da un lato, si commuovono e provano una umana solidarietà per Chiara che è stata ridotta alla fame obbedendo all'ordine della chiusura, dall'altro, condannano Rosy perché svolge regolarmente la propria attività disobbedendo all'ordine della chiusura.   

Cari amici, non è l'autocommiserazione ma è il coraggio di essere se stessi che salverà gli italiani dal baratro in cui ci hanno sprofondare dei Governi che hanno perpetrato il crimine epocale di trasformare l'Italia ricca in italiani poveri. Esprimo tutta la mia umana solidarietà a Chiara ma difendo totalmente la disobbedienza civile, assolutamente conforme alla nostra Costituzione e sancita dalle nostre leggi, portata avanti coraggiosamente da Rosy.

Noi amiamo l'Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

20 aprile 2021

 

 

 

 

 

Postato il 20/04/2021 14:44:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Appello al Governo Draghi: Guai a strumentalizzare le Forze dell’ordine e le Forze armate per reprimere il dissenso e la disobbedienza civile degli imprenditori

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Rivolgo un appello al Governo Draghi e a tutti i partiti che ne fanno parte: guai a strumentalizzare le Forze dell’ordine e le Forze armate per reprimere il dissenso e la disobbedienza civile che sono assolutamente legittimi e conformi alla nostra Costituzione che sancisce il diritto al lavoro, alla libertà, alla manifestazione e alla protesta per affermare il primato dei valori inalienabili della vita, dignità e libertà che sostanziano l’essenza della nostra civiltà e della nostra umanità.

Guai a concepire una soluzione securitaria contro la richiesta e l’iniziativa di milioni di micro, piccoli e medi imprenditori a riaprire subito e riaprire tutti la propria attività perché sono già stati ridotti alla fame o in condizioni disperate, molti di loro comunque non riapriranno sotto il peso di debiti che non potranno ripianare, tutti hanno comunque subito delle gravi perdite e hanno perso quote di mercato che nessun cosiddetto “ristoro” potrà restituire. 

È semplicemente vergognoso che uno Stato che ha fallito trasformando l’Italia ricca in italiani poveri, mandi allo sbaraglio le Forze dell’ordine costringendole a scontrarsi in prima linea con i cittadini onesti, che hanno speso una vita per avviare un’attività produttiva, che creano ricchezza in beni e servizi, che danno lavoro ad altri cittadini italiani, che mantengono con le loro tasse uno Stato fin troppo oneroso, corrotto, inefficiente, vessatorio e aguzzino. Questi imprenditori non sono dei criminali ma sono cittadini onesti, non sono nemici dello Stato ma sono quelli che più di altri sostengono lo Stato.

Questi imprenditori che chiedono soltanto di poter lavorare e di garantire una vita dignitosa alla propria famiglia, che non vogliono l’elemosina di Stato denominata “ristori” che corrisponde a nuovi debiti che comunque si tradurranno in nuove tasse e in ulteriori tagli ai servizi pubblici, potrebbero essere il padre o la madre, figli o parenti, amici o conoscenti degli uomini e delle donne delle Forze dell’ordine. In ogni caso la rivendicazione di poter tornare a lavorare e di garantirsi onestamente il pane non potrebbe essere percepita come un crimine da parte delle Forze dell’ordine. 

Oltretutto è da circa un ventennio che le Forze dell’ordine e le Forze armate subiscono continui tagli alle proprie risorse, non percepiscono adeguamenti salariali rispetto al maggior costo della vita, non sono tutelate dalla legge e sono discriminate da una magistratura ideologizzata, al punto che se dovessero usare o anche semplicemente afferrare l’arma d’ordinanza si ritroverebbero automaticamente criminalizzati con la sospensione dal lavoro e dallo stipendio. 

Di fatto le Forze dell'ordine non vengono messe nella condizione di poter ottemperare al dovere istituzionale di salvaguardare la vita e tutelare i beni dei cittadini.

Ugualmente le Forze armate non adempiono più al dovere istituzionale di difendere i confini nazionali marittimi, terrestri e aerei, in ogni caso non sono più nella condizione di fare la guerra a un possibile nemico esterno. Il fatto che le Forze armate vengano sempre più impiegate per compiti pertinenti alle Forze dell’ordine o alla Protezione civile, è una deriva che le allontana dalla propria specifica funzione istituzionale.

Ecco perché attribuire alle Forze dell’ordine e alle Forze armate la responsabilità di contrastare e reprimere il dissenso e la disobbedienza civile si configura come un ulteriore arbitrio da parte di Governi che gestiscono in modo incostituzionale un’emergenza ospedaliera trasformata in una dittatura sanitaria, strumentalizzando la paura di morire a causa della pandemia di Covid-19, tramite dei Dpcm (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) con cui a partire dal 31 gennaio 2020 è stato promulgato lo stato d’emergenza, bocciati come incostituzionali da sentenze dei Tribunali di Roma, Reggio Emilia e del Giudice di pace di Frosinone, in quanto atti amministrativi che non possono violare la libertà personale sancita dall’articolo 13 della Costituzione.

Cari amici, sono stato, sono e sarò sempre dalla parte delle Forze dell’ordine e delle Forze armate. Voglio uno Stato autorevole ma non autoritario. Voglio delle Forze dell’ordine e delle Forze armate più forti ed efficienti, totalmente dedite all’interesse supremo dell’Italia e al primato del bene degli italiani. Il Governo Draghi e i partiti che lo sostengono commetterebbero un crimine immane, foriero dell’esplosione di violenze e di una guerra civile, qualora riversassero sulle Forze dell’ordine e sulle Forze armate il compito di reprimere un legittimo dissenso e una altrettanto legittima disobbedienza civile promossi da cittadini onesti che rivendicano il diritto costituzionale al lavoro, alla libertà, alla vita dignitosa. Lo Stato ha certamente il dovere di curare gli ammalati e di tutelare i pazienti a rischio, ma i Governi non avrebbero mai dovuto bloccare l’attività produttiva, devastare la nostra economia, destabilizzare la nostra società, inculcare la paura del prossimo in quanto possibile “untore” che può procurare la morte. 

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

 

Magdi Cristiano Allam

Lunedì 19 aprile 2021

 

 

Postato il 19/04/2021 14:07:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Difendo la battaglia civile di Rosy, titolare della “Torteria” di Chivasso, e di milioni di piccoli imprenditori per il diritto al lavoro

Cari amici, sembra proprio che nel processo di riscatto degli italiani dalla dittatura sanitaria vigente da oltre un anno, che ci obbliga a vivere confinati in casa e a non lavorare, in prima linea si affermano i micro e piccoli imprenditori e tra loro spiccano le donne. 

Donne arrabbiate e determinate come Rosanna Spatari, più semplicemente Rosy, titolare della “Torteria” a Chivasso, in Provincia di Torino, in via Orti 14C con affaccio su piazza d’Armi. 

Rosy non ha mai chiuso la sua Torteria nonostante ben 150 multe finora ricevute e che Rosy contesta sulla base dell’incostituzionalità dei Dpcm (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) con cui a partire dal 31 gennaio 2020 è stato promulgato lo stato d’emergenza, così come hanno decretato i Tribunali di Roma, Reggio Emilia e il Giudice di pace di Frosinone, in quanto atti amministrativi che non possono violare la libertà personale sancita dall’articolo 13 della Costituzione che recita: “Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”. 

Nel video in allegato dello scorso 10 aprile si vede una Rosy fuori di sé e indomita che da sola fronteggia una decina tra carabinieri e agenti della Polizia comunale, che fanno irruzione nel suo negozio per comminarle l’ennesima multa. Rosy difende se stessa ma soprattutto difende i suoi clienti. Contesta l’irruzione delle Forze dell’ordine all’interno della sua “proprietà privata”. Rivendica il suo diritto di lavorare evocando l’articolo 1 della Costituzione: “Siete qui anziché essere dai criminali. Vogliamo solo lavorare. Siamo noi che vi manteniamo con il nostro lavoro. Vergognatevi. Siete delle merde”. Invita i carabinieri e la polizia locale a studiare la Costituzione: “Non potete portare la divisa senza conoscere la Costituzione. Non siete in onore. Non dovete prendere ordini incostituzionali”. Contesta l’incostituzionalità dei Dpcm e dice alle Forze dell’ordine che dovrebbero stare dalla parte dei cittadini onesti e non di un Governo repressivo: “Siete il braccio armato della politica. Senza di voi non ci sarebbe la dittatura”. Nega la realtà della pandemia e l’obbligo delle mascherine. Afferma che questa è una dittatura. Poi raggiunge le decine di persone che si sono accalcate nella piazza antistante e li sprona a ribellarsi: “Voi siete nati liberi, nessuno vi può tenere in dittatura. Cominciate a dire di no”.

I toni coloriti di Rosy possono non piacere ma si giustificano con l’esasperazione di una donna sola che difende il proprio diritto a lavorare, a guadagnarsi onestamente il pane, a dare da mangiare alla propria famiglia. La frustrazione di Rosy è accentuata dalla disapprovazione degli altri piccoli imprenditori che operano nella sua stessa attività e che l’accusano di “concorrenza sleale”, anziché fare fronte comune per costringere il Governo a restituire il diritto al lavoro e la libertà di vivere alla stragrande maggioranza degli italiani che per fortuna stanno bene e non si sono ammalati di Covid-19 a un anno e mezzo dall’esplosione della pandemia. Eppure Rosy è ammirevole per il suo essere portavoce di diritti collettivi sanciti dalla Costituzione. Si sta battendo anche per il diritto a riaprire l’attività degli imprenditori che la contestano. 

Cari amici, io difendo la legittima battaglia civile di Rosy e di milioni di piccoli imprenditori per il diritto a lavorare e a guadagnarsi onestamente il pane, fermo restando il dovere di curare l’esigua minoranza di italiani, circa il 2% su 60 milioni di abitanti, che si sono ammalati, che sono in quarantena, che sono ospedalizzati o in terapia intensiva, che sono purtroppo morti. Il linguaggio usato da Rosy è tutt’altro che “politicamente corretto”. Ma è di una straordinaria efficacia al punto da paralizzare letteralmente i carabinieri e i poliziotti locali che finiscono per ascoltarla subendo senza reagire. Perché quello che dice, al di là di qualche parola che può urtare, è sostanzialmente corretto. Rosy ci fa toccare con mano il potere straordinario della parola se è supportata da contenuti solidi, da un vigore incrollabile, da una causa incontestabile. Il suo ripetere alle Forze dell’ordine “Studiate!”, “Non potete portare la divisa senza conoscere la Costituzione”, fa emergere il ruolo cruciale della cultura nella comune missione per riscattare l’Italia e restituire la libertà agli italiani. 

Questa mattina, di fronte al suo negozio, hanno esposto un drappo con questa scritta a mano: “É il coraggio delle persone comuni che cambierà la Storia. Grazie Rosanna”. Firmato: Vale e Deny. Rosy si è fatta immortalare al fianco di questo omaggio, un’attestazione di stima e gratitudine. Rosy è una persona comune, un’italiana vera, che sta dando il proprio contributo per cambiare la Storia della nostra amata Italia.

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

Domenica 18 aprile 2021

 

 

 

 

 

Postato il 18/04/2021 19:04:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il Sindaco Michele Conti della Lega sbaglia a approvare una grande moschea a Pisa

Cari amici buongiorno. Ho partecipato nel 2018 a alcune manifestazioni pubbliche a Pisa contro la costruzione di una grande moschea. Lo feci su invito di amici rappresentanti locali della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. 

Lo feci soprattutto perché sono fermamente contrario alla presenza e alla proliferazione delle moschee in Italia, nella consapevolezza che le moschee, diversamente dalle chiese e dalle sinagoghe, non sono luoghi di culto ma di aggregazione, di indottrinamento, di occupazione territoriale con il fine di islamizzare l’Italia, l’Europa e l’insieme dell’umanità conformemente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. 

Lo feci evidenziando che ad oggi l’islam non è una religione riconosciuta dallo Stato italiano perché non ottempera all’articolo 8 della nostra Costituzione che sancisce che in Italia le religioni sono pari di fronte alla legge solo se il loro ordinamento giuridico non è in contrasto con le leggi italiane e solo se hanno stipulato un’intesa con lo Stato. 

Ebbene l’ordinamento giuridico dell’islam, la Sharia, è totalmente incompatibile con i valori dell’inviolabilità della vita di tutti, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale compresa la libertà religiosa, sancite dalle nostre leggi e che sostanziano la nostra civiltà. Ugualmente l’islam non ha sottoscritto alcuna intesa con lo Stato italiano a causa del contrasto tra le varie organizzazioni militanti islamiche sui contenuti dell’intesa e sulla spartizione del potere al loro interno. Ebbene se noi fossimo uno Stato di diritto che rispetta la propria Costituzione, non essendo l’islam una religione riconosciuta dallo Stato, a rigore in Italia non dovrebbe esserci neppure una sola moschea, perché le moschee dovrebbero essere una prerogativa accordata a un islam riconosciuto dallo Stato.

Avevo inoltre sostenuto agli amici del Centrodestra pisano che in ogni caso il progetto di una nuova grande moschea a Pisa doveva essere sottoposto a un referendum cittadino, perché i pisani hanno il diritto di essere consultati e di manifestare la loro scelta considerando l’estrema problematicità della presenza delle moschee nel territorio in cui sorgono sul piano urbanistico, del degrado ambientale, la fuga dei residenti italiani, il crollo dei valori degli immobili, la nascita di ghetti islamici in cui si finisce per imporre la Sharia, l’esplosione di violenze legate al fanatismo islamico e alla criminalità organizzata al punto da sottrarre il territorio non solo al controllo delle forze dell’ordine ma alla sovranità nazionale. 

Questa realtà è già presente in Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Svezia, Norvegia, negli Stati europei che ci hanno preceduto nell’accoglienza degli immigrati islamici e che hanno consentito l’islamizzazione principalmente attraverso la proliferazione delle moschee. Ma è una realtà che si manifesta anche in Italia, a partire dalla zona di Porta Palazzo nel centro storico di Torino e dalla zona della Stazione centrale di Napoli.

Ebbene giovedì 15 aprile il Sindaco di Pisa Michele Conti della Lega, eletto il 24 giugno 2018 a capo di una Giunta insieme a Fratelli d’Italia e a Forza Italia, ha approvato la costruzione della grande moschea. 

Queste le parole del Sindaco Conti: «La delibera di oggi è un atto dovuto che dà seguito alla sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della comunità islamica di Pisa sulla moschea. Nella motivazione della sentenza, infatti, si legge che: “L’Associazione ricorrente è portatrice dell’interesse alla realizzazione di un edificio di culto, l’unico, nel Comune di Pisa, destinato a soddisfare le necessità di quanti pratichino la religione islamica. Si tratta di un interesse particolare in quanto espressamente considerato dall’art. 8 della Costituzione, e riguardante la pratica di una delle religioni più diffuse al mondo, negli ultimi decenni ampiamente praticata anche in Italia”.»

Il Sindaco Conti chiarisce che la sua contrarietà non è alla moschea ma alla ubicazione della moschea nel quartiere Porta a Lucca: «Rimaniamo fermamente convinti che le valutazioni di carattere tecnico-amministrativo che abbiamo svolto in questi due anni e mezzo portano tutte alla medesima conclusione, quell’area non è adatta a ospitare qualsiasi luogo di culto. Lo abbiamo sostenuto in ogni sede e ribadito anche nell’aggiornamento delle linee di mandato definendo, nero su bianco, che in merito alla moschea a Porta a Lucca questa amministrazione ha, da sempre, preso una posizione non favorevole considerando la zona non idonea per la realizzazione della struttura. In questo modo abbiamo provato a sostenere le nostre ragioni pur tenendo sempre aperto un canale di dialogo con la comunità islamica per valutare localizzazioni alternative e, indipendentemente dall’iter amministrativo relativo al permesso a costruire a Porta a Lucca, sono ancora in corso interlocuzioni con la comunità islamica e i professionisti di parte».

Porta a Lucca sta a circa due chilometri da Piazza dei Miracoli, patrimonio dell’umanità dal 1987, uno dei più rilevanti gioielli del patrimonio culturale italiano comprendente il Campanile, la Cattedrale, il Battistero e il Campo Santo. Di fatto i turisti che affollano Piazza dei Miracoli oltre ad ammirare la Torre di Pisa, che è il Campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta, ammireranno anche la cupola  e il minareto della limitrofa grande moschea di Pisa, una novità che si scontra con la realtà dell’Europa che per 1400 anni ha dovuto combattere per respingere le invasioni e aggressioni islamiche, per salvaguardare la propria civiltà cristiana. Una realtà dimenticata anche dalla Chiesa cattolica il cui clero a Pisa si è schierato a favore della costruzione della grande moschea.

Mi spiace prendere atto che né il giudice del Tar, il Tribunale Amministrativo Regionale, né il Sindaco di Pisa conoscono l’articolo 8 della Costituzione italiana. Ecco il testo dell’articolo 8 della Costituzione italiana:

«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze».

Le argomentazioni presenti nella sentenza del giudice del Tar relative alla «pratica di una delle religioni più diffuse al mondo, negli ultimi decenni ampiamente praticata anche in Italia», non hanno nulla a che fare con l’articolo 8 della Costituzione. 

Invito il Sindaco Michele Conti a riconsiderare la sua decisione di consentire la costruzione di una grande moschea a Pisa sulla base della motivata evidenza dell’errore presente nella sentenza del Tar relativo all’articolo 8 della Costituzione. Invito la Giunta comunale di Centrodestra di Pisa a fare ricorso al Consiglio di Stato e indire subito un referendum consultivo che coinvolga i cittadini pisani in una scelta che stravolgerà in peggio la loro vita all’interno del proprio territorio. 

Cari amici, nel più assoluto rispetto dei musulmani che scelgono di condividere la nostra amata Italia nel rispetto delle nostre leggi, ottemperando alle regole della civile convivenza, facendo propria la nostra civiltà, noi che amiamo l’Italia dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di promuovere la messa fuori legge dell’islam come religione perché è totalmente incompatibile con le nostre leggi, regole e valori. È sbagliato addurre motivazioni urbanistiche per opporsi alle moschee, la ragione principale è l’islam, che storicamente ha dimostrato di essere una realtà autoritaria, aggressiva, violenta e guerrafondaia, che non ha mai rinunciato all’obiettivo di sottomettere l’Europa. 

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

17 aprile 2021

 

 

 

 

Postato il 17/04/2021 14:26:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Per Papa Francesco la proprietà privata «non è intoccabile». Ma contraddice i «Dieci comandamenti»

Cari amici, domenica scorsa 11 aprile nell'omelia pronunciata nella Messa celebrata nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma in occasione della Festa della Divina Misericordia, Papa Francesco ha sostenuto che «condividere la proprietà non è comunismo, è cristianesimo allo stato puro». 

Già nel novembre scorso Papa Francesco aveva sostenuto che il diritto alla proprietà privata «non è intoccabile». In una riflessione rivolta ai giudici dell'America e dell'Africa aveva detto che occorre costruire una «nuova giustizia sociale partendo dal presupposto che la tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto e intoccabile il diritto alla proprietà privata» e ne ha sempre invece sottolineato «la funzione sociale». Secondo Papa Francesco «il diritto di proprietà è un diritto naturale secondario derivato dal diritto che hanno tutti, nato dal destino universale dei beni creati». E ancora: «Non c'è giustizia sociale che possa essere fondata sulla disuguaglianza, che implichi la concentrazione della ricchezza».

Papa Francesco mette sullo stesso piano il comunismo e il cristianesimo sostenendo che entrambi convergono sulla condivisione della proprietà. 

Papa Francesco mette al centro della sua visione della vita una umanità intesa come una entità unica e omogeneizzata, che sottintende una concezione collettivista della società e che si sposa con l'ideologia comunista basata sull'assoluta parità delle persone nel possesso dei beni a prescindere da qualsiasi considerazione relativa all'impegno e al merito individuale. 

Ebbene questa concezione comunista della vita, che Papa Francesco ritiene che sia «cristianesimo allo stato puro», ha dimostrato nei fatti di essere un'ideologia autoritaria e violenta, responsabile dei più efferati crimini contro l'umanità perpetrati nella nostra Storia moderna e contemporanea, dalle purghe di Stalin nei gulag dell'Unione Sovietica al genocidio attuato dai Khmer rossi in Cambogia, fino alle epurazioni operate dal regime comunista cinese che è diventato la superpotenza che mira a sottomettere l'umanità in seno a un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata.

Papa Francesco dimentica che Dio nei «Dieci comandamenti», che sono il pilastro della nostra civiltà ebraico-cristiana, mette al centro la persona come depositaria di valori inalienabili alla vita, dignità, libertà e proprietà, non l'umanità genericamente intesa come una massa indistinta. «Non desiderare la roba d'altri», «Non rubare», «Non desiderare la donna d'altri», evidenziano il fatto che Dio concepisce la persona come il protagonista assoluto della creazione, creato a sua immagine e somiglianza, titolare del diritto alla proprietà dei propri beni, del diritto alla salvaguardia della propria famiglia, del diritto ad essere tutelato dalle mire di chi vorrebbe appropriarsi dei suoi beni e della sua famiglia.

Papa Francesco non perde occasione per predicare l'abbattimento dei muri e la costruzione ovunque di ponti, il superamento dei confini nazionali e l'annullamento degli Stati nazionali, il diritto a emigrare ovunque a prescindere dalle motivazioni e il dovere di accogliere tutti indistintamente e illimitatamente a prescindere dalle conseguenze sul nostro vissuto e sul nostro futuro, prefigurando una umanità massificata, omogeneizzata e omologata nel contesto di un Nuovo Ordine Mondiale dove non ci saranno più radici e identità, cultura e civiltà. 

Papa Francesco ha ugualmente incrinato l'assolutezza della famiglia naturale come fulcro della costruzione sociale e della rigenerazione della vita, legittimando le «unioni civili» delle coppie omosessuali, affermando «chi sono io per giudicare?».

Ora con la tesi secondo cui il diritto alla proprietà privata «non è intoccabile» e che «condividere la proprietà è cristianesimo allo stato puro», Papa Francesco sembra voler dare il colpo di grazia al pilastro su cui si fonda il nostro stato di diritto, la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe, la concezione della vita di tutte le persone perbene ed oneste che lavorano per guadagnarsi il pane, costruirsi una casa, mettere su la propria famiglia, mettere al mondo i propri figli, individuando nel proprio successo personale che si sostanzia di persone che si amano e di beni che si posseggono, ciò che da un senso compiuto alla propria esistenza.

Cari amici, pur nel rispetto della persona, mi duole prendere atto che sono totalmente in disaccordo con le idee di Papa Francesco, che sta nuocendo non solo alla nostra civiltà e al nostro stato di diritto, ma anche e soprattutto alla Chiesa cattolica che si sta allontanando sempre di più dall'autentica fede cristiana.

Noi amiamo l'Italia e vogliano il bene degli italiani. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

 

Postato il 14/04/2021 14:46:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

L'Unione Europea sta con la Turchia e l’Iran, contro l’Italia e Israele

Cari amici, l’Unione Europea nello scontro politico con implicazioni economiche esploso tra l'Italia, che è uno Stato membro e un pilastro dell'Unione Europea, e il regime dittatoriale del Presidente della Turchia Erdogan, e nello scontro nucleare con implicazioni militari tra Israele, lo Stato del popolo ebraico costretto a difendersi dalla stragrande maggioranza degli Stati arabi ed islamici che negano il suo diritto all'esistenza, e il regime teocratico islamico degli ayatollah che non perde occasione per chiarire la sua volontà di cancellare Israele dalla carta geografica, ebbene l'Unione Europea si è schierata con la Turchia contro l'Italia e con l'Iran contro Israele.

L'Unione Europea ha preso le distanze e implicitamente condannato l’affermazione del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi in cui, commentando lo sgarbo al Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in visita ufficiale in Turchia, ha qualificato il Presidente turco Erdogan «un dittatore». Così come ha condannato di fatto Israele che avrebbe verosilmente sabotato con un cyber-attacco il sito nucleare iraniano di Natanz, causando l'interruzione per almeno nove mesi del programma di arricchimento dell'uranio e delle mire atomiche, in un contesto in cui il regime teocratico islamico dell'Iran ha reiterato la minaccia di «radere al suolo Tel Aviv e Haifa».

Contraddicendo l'affermazione di Draghi, un portavoce della Commissione Europea ha dichiarato: «La Turchia è un Paese che ha un Parlamento eletto e un presidente eletto, verso il quale nutriamo una serie di preoccupazioni e con il quale cooperiamo in molti settori. Si tratta di un quadro complesso, ma non spetta all’Unione Europea qualificare un sistema o una persona». 

Ugualmente l’Unione Europea ha condannato l’attacco al sito nucleare iraniano di Natanz. Il portavoce della Commissione Europea Peter Stano ha detto: «Respingiamo ogni tentativo di distruggere gli sforzi diplomatici per il dialogo sul nucleare iraniano.  Bisogna chiarire subito tutte le circostanze di questo incidente. Non vi è alternativa alla via diplomatica per risolvere tutti i problemi concernenti il nucleare in Iran». Ebbene è assurdo che l'Unione Europea difenda una «via diplomatica» quando anche lo scorso 7 marzo il ministro della Difesa iraniano Amir Hatami ha minacciato di «radere al suolo Tel Aviv e Haifa». 

L'Unione Europea si è di fatto piegata al ricatto del regime dittatoriale di Erdogan di far invadere l'Europa con i quattro milioni di profughi siriani presenti sul proprio territorio, costretti alla fuga dalla Siria per una guerra ordita dallo stesso Erdogan che è il principale sostenitore degli estremisti islamici dei “Fratelli Musulmani” ed è stato il principale sostenitore dei terroristi islamici dell'Isis; così come ha paura sia per i contraccolpi ai propri interessi economici, commerciali e energetici in Turchia, sia per una possibile destabilizzazione interna da parte di milioni di turchi residenti in Europa. Ugualmente l'Unione Europea ha paura per i contraccolpi ai propri interessi energetici, economici e commerciali con l'Iran.

L'Unione Europea si sta comportando come fecero il Regno Unito, la Francia e l'Italia con il dittatore tedesco Adolf Hitler nel 1938 a Monaco, dove dopo aver annesso l'Austria gli fu consentito di annettersi la Cecoslovacchia, immaginando che così facendo avrebbero soddisfatto le mire di Hitler. Ebbene Winston Churchill denunciò la politica di «accondiscendenza» degli Stati europei dicendo: «Una persona conciliante è come uno che dà da mangiare al coccodrillo sperando di essere mangiato per ultimo». Così come denunciò la resa degli Stati europei a Hitler dicendo: «Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra». 

Cari amici, la Storia insegna che i tiranni fanatici e guerrafondai vanno fermati affrontandoli con la schiena dritta, impiegando tutti i mezzi necessari e accettando di pagare un costo per prevenire il deterioramento della situazione, che nel caso specifico del dittatore turco Erdogan potrebbe sfociare in una guerra contro la Grecia e in gravi disordini all'interno degli Stati europei, mentre nel caso del regime teocratico islamico iraniano potrebbe sfociare in una guerra atomica contro Israele. L'Unione Europea ha confermato per l'ennesima volta la sua inconsistenza politica e militare, di essere una realtà appiattita su interessi finanziari a discapito del bene dei cittadini europei. E per l'ennesima volta noi traiamo la conclusione che prima usciamo da questa Unione Europea e meglio sarà per noi italiani; prima recupereremo la nostra sovranità monetaria, legislativa, giudiziaria, sul piano della difesa e della sicurezza, nonché alimentare, energetica e informatica, e prima potremo realizzare l'interesse autentico dell'Italia e il bene primario degli italiani.

Noi amiamo l'Italia. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

 

 

 

 

Postato il 14/04/2021 14:40:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

L’Europa fermi Erdogan, il nuovo Hitler islamico

Cari amici plaudo e condivido l'affermazione pubblica del Presidente del Consiglio Mario Draghi in cui ha qualificato il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan «un dittatore». 

È del tutto risibile la replica del Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu secondo cui Erdogan non solo non sarebbe un dittatore, ma sarebbe più democratico di Draghi perché lui «è stato scelto attraverso elezioni», mentre Draghi è un «premier nominato». Dimentica che anche Adolf Hitler fu eletto. 

Comunque sia Erdogan è oggi l'uomo più pericoloso nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Ha pubblicamente minacciato di fare la guerra alla Grecia. La Turchia è impegnata militarmente a Cipro, in Siria, Iraq, Somalia, Qatar e Libia, mentre le navi da guerra turche stazionano nel Mar Nero, Mar Egeo, Mediterraneo centrale e Mar Rosso. Erdogan ha scalzato l’Italia dalla Somalia e dalla Libia e sta minacciando gli interessi italiani nel Mediterraneo. L'Esercito turco occupa dal 1974 il settore settentrionale dello Stato di Cipro, che è membro dell'Unione Europea; ha invaso e di fatto ha annesso territori dell'Iraq e della Siria; controlla e sfrutta la Somalia e vorrebbe fare altrettanto in Libia dove ha preso possesso della base aerea a Al-Watiya in Tripolitania e della base navale a Misurata; ha un proprio contingente militare nel Qatar in funzione anti-Arabia Saudita; mantiene unità navali da guerra nel Mediterraneo con cui minaccia di aggredire la Grecia per impedire lo sfruttamento del sottosuolo della «Zona economica esclusiva» adiacente alle acque territoriali greche contestata dalla Turchia.    

Erdogan coltiva il sogno di riesumare un Califfato islamico turco imponendo la sua autorità sull'insieme del mondo islamico con la forza delle armi, la proliferazione delle moschee e la corruzione del denaro. Erdogan è un fanatico estremista islamico, ha detto che la sua azione politica è ispirata dal Corano, si considera l’erede del Sultano Maometto II che nel 1453 espugnò in un bagno di sangue Costantinopoli ponendo fine all’Impero Romano d’Oriente e convertendo la Basilica di Santa Sofia in moschea facendo sgozzare i sacerdoti sull’altare. Erdogan il 10 luglio 2020 ha riconvertito la Basilica di Santa Sofia in moschea, dopo essere diventata museo nel 1935 per volontà di Ataturk. Per l’occasione Erdogan ha fatto coniare una medaglia commemorativa in cui sono riportate due date 1453-2020, per evidenziare la continuità nel nome della supremazia dell’islam tra il Califfato turco-ottomano e la Turchia odierna, tra il Sultano Maometto II e se stesso. 

La risposta dell'Europa è di pochi giorni fa: Erdogan costruirà a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, del Consiglio d'Europa e della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la più grande moschea d'Europea dal costo di 32,5 milioni di euro, di cui 2,5 milioni donati dall'amministrazione comunale di sinistra di Strasburgo, mentre la moschea sarà intitolata a Abu Ayyub al-Ansari, uno dei più fedeli compagni di Maometto, morto nel 672 durante una guerra contro l'Impero Romano d'Oriente per la conquista di Costantinopoli.

Erdogan il 26 ottobre 2020 ha dato della nazista al Cancelliere tedesco Angela Merkel e del malato psichiatrico al Presidente francese Emmanuel Macron. Queste sono le parole di Erdogan: «In Europa si sta compiendo una campagna di linciaggio contro i musulmani simile a quella contro gli ebrei prima della Seconda Guerra Mondiale». Erdogan ha denunciato «l'islamofobia» come la «peste dei Paesi europei». Rivolto alla Merkel ha detto: «Parlate di libertà di religione ma voi siete i veri fascisti, gli eredi dei nazisti». Poi rivolto a Macron, Erdogan ha detto: «Ha problemi mentali, ha davvero bisogno di sottoporsi agli esami per accertare il suo stato di salute mentale». Nel 2017 ha oltraggiato il Governo olandese definendolo «residui del nazismo»: «Sono così timidi, così impauriti. Si tratta di residui del nazismo, questi sono fascisti». In un video dello scorso novembre Erdogan nel corso di una imponente manifestazione pubblica ha minacciato una guerra «tra la Mezzaluna e la Croce» se il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz dovesse chiudere le moschee ed espellere i musulmani. Dopo un attentato terroristico islamico a Vienna il 2 novembre con cinque morti, Kurz aveva chiesto di mettere fuori legge «l'islam politico». Erdogan ha definito Kurz «un ragazzino» e ha ammonito l’Europa: «Fermate quest’uomo». Erdogan ha un odio viscerale nei confronti di Israele, da lui definito uno «Stato terroristico», mentre sostiene i terroristi islamici di Hamas dediti alla distruzione dello Stato del popolo ebraico.

Cari amici, Erdogan si conferma come l’uomo in assoluto più pericoloso nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Ormai non si fa remore nell’offendere i capi di Stato e di Governo europei, nel minacciare una guerra scatenata nel nome dell’islam contro l’Europa. Usa lo stesso linguaggio dei capi del terrorismo islamico. Con la differenza che è a capo di uno Stato militarmente forte che fa parte della Nato. Finora l’atteggiamento dell’Europa è stato di accondiscendenza per placare l’aggressività di Erdogan. Ma più l’Europa è accondiscendente e più Erdogan diventa aggressivo. Si sta ripetendo quello che accadde a Monaco nel 1938 con Hitler quando il Regno Unito, la Francia e l’Italia acconsentirono all’annessione della Cecoslovacchia immaginando che l’aggressività di Hitler sarebbe stata appagata. Sin dal 1974, dopo l’occupazione turca del settore settentrionale di Cipro, che è uno Stato membro dell’Unione Europea, l’Europa è sempre più accondiscendente nei confronti della Turchia. O l’Europa ferma il nuovo Hitler islamico, o si ritroverà a subire guerre esterne ed interne scatenate dal fanatismo di Erdogan.

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 10/04/2021 11:29:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Appello agli imprenditori: “Non serve la protesta, serve la proposta”

Cari amici buongiorno. Anche oggi proseguono in tutt'Italia le manifestazioni di protesta dei commercianti, ristoratori e ambulanti, a cui si aggregano i piccoli imprenditori, le partite Iva, i liberi professionisti. A Napoli in Piazza del Plebiscito gli aderenti alla Confesercenti hanno innalzato quindici croci di legno per testimoniare il calvario di altrettante categorie commerciali, benzinai, ambulanti, orafi e gioiellieri, moda, esercenti pubblici, imprese balneari, guide turistiche e interpreti, case vacanza e ostelli, parrucchieri ed estetiste, federazione turismo, sindacato delle discoteche.

A Firenze sono giunti 1.280 furgoncini dei commercianti ambulanti per la manifestazione organizzata dall'associazione Assidea per chiedere le riaperture dei mercati. «La nostra richiesta è di poter lavorare - ha spiegato Antonio Gualtieri, portavoce degli ambulanti del mercato di Pistoia - perché i ristori non sono sufficienti e a non tutti arrivano, quindi abbiamo assoluto bisogno di lavorare».

Ovunque si mostrano i cartelli e si scandiscono le parole d'ordine «Vogliamo lavorare», «Non possiamo più aspettare», «Riaprire subito e tutti», «Libertà».

Resterà nella nostra triste Storia contemporanea l’immagine di Lorena, 62 anni, titolare di un bar a Bologna, che alla manifestazione di protesta il 6 aprile dei piccoli imprenditori in Piazza Montecitorio a Roma di fronte al Parlamento si è messa in ginocchio in lacrime davanti al cordone della Polizia per supplicare di poter tornare a lavorare. Lorena inginocchiata in lacrime che supplica di poter lavorare resterà un simbolo del fallimento di questo Stato che sta perpetrando il crimine epocale di trasformare l'Italia ricca in italiani poveri.

In ginocchio con le lacrime agli occhi Lorena ha detto ai poliziotti: «Sono qui per me e per i miei figli. Noi siamo come voi. Non siamo negazionisti. Vogliamo solo lavorare e poter riaprire. Ormai lavoro per un euro all'ora. Gli investimenti di una vita erano nel mio bar. Ho investito tutti i miei soldi nel mio bar a Bologna aperto 15 anni fa. Ero qui per una protesta che non perdesse il rispetto delle istituzioni, io ci credo ancora ma dovete ascoltarci».

I micro, piccoli e medi imprenditori, che in Italia rappresentano oltre il 90% del sistema dello sviluppo, sostanziano l'economia reale che produce beni e servizi, così come sono la principale fonte di sostentamento dello Stato attraverso le fin troppo cospicue tasse che gravano sui loro introiti. Ebbene è veramente paradossale che chi tiene in piedi la nostra economia reale e chi nutre uno Stato voracissimo, oggi sia costretto a inginocchiarsi per supplicare in lacrime lo Stato di essere lasciato libero di lavorare. 

Tutti gli italiani che amano l'Italia non possono che essere totalmente solidali con Lorena e con i milioni di piccoli imprenditori che costituiscono il fulcro del nostra sistema di sviluppo, la linfa vitale dell'economia reale che produce beni e servizi. Sono i tantissimi piccoli che da sempre fanno grande l'Italia. 

Cari amici è arrivato il momento di prendere atto che siamo tutti vittime di un crimine epocale frutto di una strategia deliberata, pianificata e ordinata dallo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata, con la connivenza di politici prezzolati e di multinazionali che idolatrano il denaro, che hanno tradito l'Italia e non perseguono il bene degli italiani. Dobbiamo prendere atto del fallimento assoluto di questo Stato oneroso, inefficiente, corrotto, vessatorio e aguzzino. Dobbiamo prendere atto del fallimento di questa democrazia così come attesta in modo inequivocabile il consociativismo di una partitocrazia che per la prima volta nella Storia d'Italia vede quasi tutti i partiti uniti nello stesso governo, facendo venir meno il principio dell'alternanza al potere tra partiti che hanno proposte politiche diverse, facendo definitivamente prevalere la spartizione del potere sull'affermazione della specificità valoriale, identitaria e ideale che dovrebbe connotare i partiti. 

Dobbiamo prendere atto che la nostra amata Italia è da ricostruire dalle fondamenta perché è strutturalmente marcia, che non è riformabile dal proprio interno, che è del tutto velleitario immaginare che dei governanti che non hanno a cuore l'interesse supremo dell'Italia possano operare per il bene primario degli italiani.

Ecco perché invito gli imprenditori e tutti gli italiani perbene che vivono onestamente grazie al lavoro che produce beni e servizi di liberarci dal rito delle proteste finalizzate allo sfogo in piazza a beneficio dei mezzi di comunicazione di massa che comunque sostanziano una dittatura mediatica che è parte integrante della dittatura finanziaria, politica e sanitaria. Non servono le proteste ma le proposte. Dopo circa un anno e mezzo di una gestione criminale di una pandemia che come unica certezza ha trascurato i malati che nella stragrande maggioranza muoiono per patologie diverse dal Covid-19, ha devastato la nostra economia, ha destabilizzato la nostra società, ha radicato la paura nelle persone, prendiamo atto che è illogico immaginare che proprio chi ha consapevolmente e deliberatamente perpetrato questo crimine epocale possa essere al tempo stesso chi potrà risollevare le sorti dell'Italia e degli italiani. 

  Cari amici non servono le proteste ma le proposte. Non servono le proteste contro Governi responsabili del fallimento dello Stato, servono le proposte per riscattare l'Italia e salvare gli italiani. Non serve sfogarsi in piazza, serve mobilitarsi per concretizzare un nuovo modello di Stato, di sviluppo, di società e di civiltà. È arrivato il momento di passare dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti per riscattare l’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Liberiamoci dalla «denuncite», la sterile denuncia fine a se stessa, che è l'unica vera epidemia che sta suicidando gli italiani. 

Impegniamoci su un fronte culturale e di mobilitazione civile per convergere sulle idee, i valori e la prospettiva che realizzino il miracolo della rinascita dell'Italia come Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita. Abbiamo tutti i requisiti per farcela: i nostri ineguagliabili, inestimabili, non clonabili e non delocalizzabili patrimoni ambientale, culturale e umano. La missione di tutti gli italiani di buona volontà è di affermare una cultura e una classe politica dediti all'interesse supremo dell'Italia e al bene primario degli italiani. Promuoviamo una vera rivoluzione popolare assolutamente pacifica e nel rispetto dello spirito della nostra Costituzione per amore dell'Italia e per il bene degli italiani.

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

8 aprile 2021

 

  

 

 

 

Postato il 09/04/2021 14:19:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Da lunedì 12 aprile riprenderò il Corso di Formazione culturale e di Mobilitazione civile

Cari amici Buon Lunedì dell’Angelo e Buona Pasqua di Resurrezione. Da lunedì prossimo 12 aprile riprenderò il Corso base del Corso di Formazione culturale e di Mobilitazione civile che si articola in cinque lezioni: 

Una nuova etica personale

Un nuovo modello di Stato

Un nuovo modello di sviluppo 

Un nuovo modello di società 

Un nuovo modello di civiltà 

Il Corso base si terrà dal lunedì al venerdì dalle ore 21 alle ore 23 in videoconferenza con la piattaforma Zoom. I Gruppi saranno formati da un massimo di 15 partecipanti. 

Il sabato alle ore 17 terrò una lezione relativa al Corso di approfondimento tematico con un numero ristretto, massimo 10 partecipanti, per dare a ciascuno più tempo negli interventi. 

I temi trattati saranno nell’ordine: 

L'islam è un sistema di potere autoritario, violento e guerrafondaio

L’islamizzazione dell'Europa è una guerra in corso da 1400 anni

L’Unione Europea senz’anima che concepisce l’euro l’apice della civiltà 

Immigrazione e immigrazionismo: da un fenomeno storico all’ideologia globalista per omogeneizzare l’umanità 

La comunicazione ieri e oggi: le basi per comunicare in modo chiaro e efficace

Laboratorio di comunicazione: prova individuale di elaborazione scritta e di sintesi orale

Per le iscrizioni inviate al numero 335.234430 un sms o un messaggio whatsapp o una mail a formazione@insiemecelafaremo.org all’attenzione di Marialuisa Bonomo indicando il vostro nome, cognome, Comune di residenza, cellulare, mail.

Cari amici vi esorto a impegnarvi sul fronte della cultura. Solo avendo una corretta rappresentazione della realtà, solo recuperando i valori che ci fortificano dentro, solo individuando la prospettiva che corrisponda al riscatto dell’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, all’affermazione del primato del bene degli italiani, alla rinascita della nostra civiltà, noi potremo realizzare il passaggio dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti, trasformando la nostra amata Italia nel Paese numero 1 al mondo per la qualità della vita e lasciando in eredità ai nostri figli e nipoti una casa comune dove avranno la certezza dei valori inalienabili della vita, dignità e libertà. 

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

5 aprile 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 05/04/2021 13:39:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Cari amici cristiani Buona Pasqua di Resurrezione, cari amici ebrei Buon Pesach di Liberazione

Cari amici cristiani Buona Pasqua di Resurrezione, cari amici ebrei Buon Pesach di Liberazione. 

La fede nel miracolo della Resurrezione di Gesù Cristo è il fulcro del cristianesimo. Si è cristiani solo se si crede in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, nato, morto e soprattutto risorto. 

Il miracolo dell'apertura delle acque del Mar Rosso attuato da Dio tramite Mosè consentì al popolo ebraico di liberarsi dalla schiavitù in Egitto e realizzare il passaggio, che in ebraico si traduce Pesach, l'esodo nella Terra promessa, la Terra d'Israele.

 

Per me la ricorrenza della Pasqua assume un valore speciale. Proprio nella notte della Veglia pasquale il 22 marzo 2008 ebbi il dono immenso della fede in Gesù ricevendo il battesimo dalle mani del Papa Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro. È stato il giorno più bello della mia vita. È stata la mia resurrezione cristiana dopo 56 anni trascorsi nell'inganno di un «islam moderato». È stata la mia liberazione e il mio passaggio dalla menzogna alla verità, dalla cultura della morte alla cultura della vita, dall'ideologia dell'odio dei non musulmani alla religione dell'amore del prossimo, da un sistema di potere fondato sulla sottomissione degli stessi musulmani, degli schiavi e delle donne alla civiltà della pari dignità tra le persone.

 

Ebbene proprio nella ricorrenza della Festa della Pasqua cristiana e del Pesach ebraico oggi più che mai noi dobbiamo credere nel miracolo della nostra salvezza come Nazione e della nostra liberazione come popolo, riscattando l'Italia come Stato indipendente e sovrano, affermando il bene primario degli italiani, con la rinascita della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe.

Sono fiducioso che questo miracolo potrà avverarsi se ciascuno di noi farà la propria parte nella comune missione per assicurare ai nostri figli e ai nostri nipoti un'Italia dove beneficeranno della certezza della vita, della dignità e della libertà. Sono fiducioso perché, usando un'allegoria calcistica, giochiamo in casa. Ma è necessario che ciascuno di noi recuperi la certezza e l'orgoglio che l'Italia è casa nostra, è la casa comune degli italiani, e a casa nostra abbiamo il diritto e il dovere di essere pienamente noi stessi. 

 

Ecco perché è vitale attraverso la formazione culturale acquisire la verità di chi siamo sul piano delle nostre radici, fede, identità, valori, regole e leggi. Attraverso la formazione culturale e la mobilitazione civile potremo avere una corretta rappresentazione della realtà, riscoprire i valori che ci fortificano dentro, individuare la prospettiva che corrisponda autenticamente al bene dell'Italia e al bene degli italiani, operare concretamente per conseguire il nostro legittimo traguardo in modo pacifico e conforme allo spirito della Costituzione. Attraverso la formazione culturale e la mobilitazione civile potremo realizzare il passaggio dalla menzogna alla verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti per costruire un'Italia qualitativamente migliore, per rendere la nostra amata Italia il Paese numero uno al mondo per la qualità della vita.

 

Noi amiamo l'Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Buona Pasqua di Resurrezione e Buon Pesach di Liberazione.

 

 

 

      

Postato il 03/04/2021 19:38:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

L’Unione Europea non impone l’obbligo della vaccinazione contro il Covid-19 e il Certificato verde digitale verrà dato anche ai non vaccinati

L’Unione Europea non impone l’obbligo della vaccinazione contro il Covid-19 e il Certificato verde digitale verrà dato anche ai non vaccinati. Perché il Governo italiano si ostina a imporre di fatto la vaccinazione, a discriminare e sanzionare chi su basi scientifiche ha perplessità su questi vaccini?

Cari amici buon pomeriggio. Nel sito ufficiale dell’Unione Europea si legge: 

“Il 17 marzo 2021 la Commissione europea ha presentato una proposta intesa a creare un certificato verde digitale per agevolare la libera circolazione sicura dei cittadini nell'UE durante la pandemia di COVID-19. 

 I certificati verdi digitali saranno validi in tutti gli Stati membri dell'UE”.

L’Unione Europea precisa:

“Un certificato verde digitale è una prova digitale attestante che una persona:

è stata vaccinata contro la COVID-19;

ha ottenuto un risultato negativo al test oppure 

è guarita dalla COVID-19”.

Alla domanda:

“I cittadini che non saranno ancora vaccinati potranno recarsi in un altro Paese dell’Unione Europea?” Il sito ufficiale dell’Unione Europea risponde:

“Sì. Il certificato verde digitale è inteso ad agevolare la libera circolazione all'interno dell'UE. Non costituirà un prerequisito per la libera circolazione, che costituisce un diritto fondamentale nell'UE”.

https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response/safe-covid-19-vaccines-europeans/covid-19-digital-green-certificates_it#cos-un-certificato-verde-digitale

Quindi chiariamo che l’Unione Europea non impone l’obbligo della vaccinazione contro il Covid-19; che il “Certificato verde digitale”, erroneamente ribattezzato dalla stampa e dai politici disinformati e che disinformano “Certificato vaccinale” o “Passaporto vaccinale”, viene rilasciato sia a chi ha fatto il vaccino anti Covid-19, sia a chi non l’ha fatto ma risulta negativo al tampone, anche quello rapido, o attesta tramite l’esame sierologico che ha gli anticorpi conseguenti al superamento del contagio in modo sintomatico o asintomatico. 

Se l’Unione Europea che ci ha già sottratto al 100% la sovranità monetaria e all’80% la sovranità legislativa, che ha ipotecato la nostra sovranità giudiziaria, che determina la nostra politica fiscale e la nostra strategia di sviluppo, che ci impone il relativismo valoriale scardinando l’istituto della famiglia naturale e accelerando il nostro tracollo demografico, se l’Unione Europea a cui Draghi vorrebbe cedere quel poco che resta della nostra sovranità, in questo caso specifico chiarisce senza ambiguità che il vaccino non è obbligatorio, ebbene mi domando perché il Governo, la massa di medici e veri o presunti scienziati, il Parlamento, la Magistratura, i mezzi di comunicazione di massa, persino la Chiesa di Papa Francesco si ostinano a voler rendere obbligatoria la vaccinazione? 

Se per l’Unione Europea che ci ordina perfino la lunghezza delle zucchine i non vaccinati non possono essere discriminati, perché il Governo Draghi sta per emanare un decreto che sanziona il personale ospedaliero che su basi scientifiche solleva perplessità sui vaccini? Perché si continua ad alimentare un clima di terrore al punto che il Capo della Protezione civile Fabrizio Curcio il 29 marzo a Genova ha detto “Siamo in guerra e servono norme da guerra”, che di fatto obbliga il personale delle Forze dell’ordine, della Scuola e della Pubblica amministrazione a vaccinarsi per la paura di perdere il posto di lavoro? 

Cari amici continuiamo a diffondere informazione corretta, a consolidarci recuperando la certezza e l’orgoglio del nostro essere italiani, a individuare la prospettiva che ci consenta in modo civile e pacifico di riscattare la nostra amata Italia come Stato indipendente e sovrano. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

31 marzo 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 31/03/2021 17:40:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Ogni giorno ci sono morti e vittime dei vaccini anti Covid-19. Noi italiani abbiamo il diritto di conoscere la verità e il Governo ha il dovere di darci un’informazione corretta giorno dopo giorno

Cari amici, rivendico il diritto degli italiani di conoscere e di essere aggiornati, giorno dopo giorno, sul totale dei morti e delle vittime provocate dalla somministrazione dei vaccini anti Covid-19. Per vittime intendo le persone che subiscono lesioni o menomazioni alla loro salute. Perché non passa giorno senza che le cronache trasmesse dalla agenzie di stampa, dai siti d’informazioni nella Rete, dai quotidiani e dalle televisioni non ci segnalano la morte di un italiano subito dopo o poco dopo la somministrazione di un vaccino anti Covid-19. 

Sappiamo tutti che la tesi ufficiale sostenuta dalle case farmaceutiche produttrici dei vaccini, fatta propria dall’Unione Europea, dall’Ema (Agenzia Europea dei Medicinali), dal Governo italiano e degli altri Stati europei, dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), è che tra la somministrazione dei vaccini e la morte della persona vaccinata ci sarebbe un nesso di temporalità ma non di causalità, perché per affermare che il vaccino sia la causa della morte si devono fare degli accertamenti specifici. È del tutto ovvio che sarà l’autopsia a stabilire la causa della morte. Ma finora non ho personalmente letto dell’esito di un’autopsia che abbia escluso che la morte di una persona avvenuta subito dopo la somministrazione del vaccino non sia stata causata dal vaccino. E comunque, il fatto che questi morti si registrano quotidianamente, attesta secondo la logica che l’insieme di queste morti non possono essere solo un «nesso temporale», un raggiro linguistico che sta per «casualità». Se tutti i giorni ci sono dei cittadini italiani che muoiono dopo essersi vaccinati, significa che non si tratta di un «nesso casuale» ma di un «nesso causale», perché è razionalmente impossibile che tutte queste morti avvengano per caso.

Chiedo pertanto al Governo italiano, al Ministero della Salute, all’Istituto Superiore della Sanità e all’Agenzia Italiana del Farmaco di fare ciò che sta facendo il Governo del Regno Unito, ossia raccogliere ufficialmente e pubblicare in assoluta trasparenza il totale delle persone decedute e il totale delle persone che hanno subito dei danni alla propria salute dopo la somministrazione dei vaccini anti Covid-19. È un dovere informare correttamente gli italiani da parte di chi istituzionalmente è preposto ad amministrare lo Stato, e che da oltre un anno terrorizza gli italiani con il “bollettino della Guerra del Covid-19”, dove tutti i giorni vengono enfatizzati il totale dei tamponi effettuati; il totale dei «contagiati», che sono semplicemente coloro che risultano positivi al tampone e la cui stragrande maggioranza sono asintomatici, cioè non sono malati e all’opposto stanno bene di salute; il totale dei positivi che trascorrono la quarantena a casa compresi i sintomatici che non necessitano del ricovero; il totale degli ospedalizzati e di coloro che sono in terapia intensiva; il totale dei deceduti e dei guariti; il tasso di positività e l’indice Rt. 

Nei siti ufficiali del Governo del Regno Unito emerge che il totale dei morti dopo la somministrazione dei vaccini anti Covid-19 dell’AstraZeneca e della Pfizer sono stati 460. Questi dati erano stati pubblicati correttamente da un articolo del 4 marzo del Global Research.

https://www.globalresearch.ca/460-dead-243612-reported-injuries-covid-19-vaccines-reported-uk/5739033

che rimanda al sito ufficiale del Governo Britannico

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/972832/COVID-19_mRNA_Pfizer-_BioNTech_Vaccine_Analysis_Print.pdf

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/972833/COVID-19_AstraZeneca_Vaccine_Analysis_Print.pdf

In un articolo del 24 marzo  lo stesso sito 

https://www.globalresearch.ca/3964-dead-162610-injuries-european-database-adverse-drug-reactions-covid-19-vaccines/5740942 

denuncia 3.964 decessi nell’Unione Europea per reazioni avverse alla somministrazione del vaccino Pfizer, Moderna e AstraZeneca

rimandando a EudraVigilance, sito web lanciato dall'Agenzia Europea per i Medicinali nel 2012 per fornire l'accesso del pubblico alle segnalazioni di sospetti effetti collaterali (noti anche come sospette reazioni avverse ai farmaci)

 http://www.adrreports.eu/en/background.html

Cliccando sul link 

https://www.ema.europa.eu/en/human-regulatory/research-development/pharmacovigilance/eudravigilance  

si osservano tanti istogrammi relativi alle reazioni avverse dei vaccini Moderna, Pfizer, AstraZeneca e Janssen ma non è possibile evidenziare a cosa i casi facciano riferimento.

Cari amici, non possiamo ignorare e stare zitti di fronte alle morti che giorno dopo giorno si susseguono a causa dei vaccini anti Covid-19. Rivendichiamo il diritto a essere informati correttamente e puntualmente. Esigiamo che il Governo faccia esclusivamente il bene degli italiani e non gli interessi delle case farmaceutiche. Affermiamo in modo pacifico ma determinato che la nostra vita viene prima di tutto, che mai e poi mai accetteremo di fare da cavie per dei vaccini sperimentali per favorire i profitti miliardari di coloro che incarnano una dittatura sanitaria che si avvale di una dittatura mediatica, al servizio della dittatura della grande finanza speculativa globalizzata che promuove il Nuovo Ordine Mondiale. 

Noi che amiamo l’Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà per riscattare la sovranità nazionale, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

29 marzo 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Postato il 29/03/2021 23:29:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Buona Festa del papà. In una fase di estrema decadenza della nostra civiltà, difendiamo la realtà biologica dell’essere donna o uomo, madre o padre, famiglia naturale

Buona Festa del papà a tutti i miei amici papà. Non ho finora letto alcun augurio da parte delle personalità pubbliche dello Stato. La “Festa del papà” è meno sentita della “Festa della mamma” che quest’anno cadrà il 9 maggio. 

In ambito sociale la festa più partecipata è la Festa delle donne, più precisamente la “Giornata internazionale dei diritti della donna” che si celebra in tutto il mondo l'8 marzo. Per l’occasione è consuetudine che dal Capo dello Stato in giù diffondano un messaggio in cui puntualmente si denunciano le violenze subite dalle donne e la disparità di trattamento rispetto agli uomini. 

Nessuno può mettere in discussione i diritti inalienabili delle donne alla vita, alla pari dignità e alla libertà di scelta. È un dato di fatto che nel contesto di uno Stato di diritto, di una democrazia sostanziale e di una civiltà evoluta anche gli uomini subiscono la violazione degli stessi diritti inalienabili delle donne. 

Ma nel caso della violazione dei diritti inalienabili degli uomini alla vita, dignità e libertà non si riscontra lo stesso doveroso interesse mediatico, la stessa necessaria mobilitazione sociale, la stessa determinazione ad intervenire da parte delle istituzioni dello Stato che sussistono nel caso delle donne. Si comprende il più basso profilo della “Festa del papà”. 

Tra non molto chi ci governa in seno alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e al Governo italiano potrebbero decidere di abolire sia la “Festa della mamma” sia la “Festa del papà”. Proprio negli scorsi giorni il Parlamento Europeo ha elaborato un glossario del linguaggio "sensibile" per la comunicazione interna ed esterna, rivolto al proprio personale per "comunicare correttamente su questioni riguardanti la disabilità, le persone LGBTI+, la razza, l'etnia e la religione". Ebbene nella “neolingua” europeista si precisa che è vietato dire “mamma” e “papà”, che vanno sostituiti con “genitori”.

Lo scorso gennaio il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha annunciato il ripristino sulla carta di identità per i minori di 14 anni o sui moduli di iscrizione a scuola dei bambini della dicitura “genitore 1" e "genitore 2", ricancellando “madre" e "padre" che il predecessore Matteo Salvini aveva deciso conformemente alla nostra natura, storia e civiltà.

La messa al bando delle parole “mamma” e “papà” corrisponde a una fase di estrema decadenza della nostra civiltà, in cui gli uomini tendono a essere effemminati e le donne tendono a essere mascolinizzate, in cui si mettono sullo stesso piano le coppie eterosessuali e quelle omosessuali, in cui soprattutto si fanno sempre meno figli con la tragica conseguenza della morte per suicidio della nostra società e la fine della nostra civiltà. 

Cari amici difendere la realtà biologica dell’essere donna o uomo, madre o padre, famiglia naturale che mette al mondo dei figli rigenerando la vita e salvaguardando la nostra civiltà, è il presupposto razionale per tramandare ai nostri figli e nipoti un’Italia dove potranno continuare a beneficiare dei valori e diritti inalienabili alla vita, dignità e libertà. Per questo noi teniamo alla mamma e al papà, oggi facciamo gli auguri ai papà, chiedendo a tutti la stessa sensibilità e attenzione alla realtà esistenziale talvolta difficile dei papà. Da papà e da nonno sono fiducioso. Tutto ciò che ci è richiesto è essenzialmente essere naturalmente, genuinamente e pienamente noi stessi. 

Noi amiamo l’Italia. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. 

Riscattiamo l’Italia Stato nazionale indipendente e sovrano. Affermiamo il primato del bene degli italiani. Facciamo rinascere la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

19 marzo 2021

Postato il 19/03/2021 17:11:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Un Buon Compleanno specialissimo per i 90 anni di Giorgio Forattini, Maestro della satira e amico sincero

Cari amici Buona domenica del Signore. Il Maestro della satira italiana, Giorgio Forattini, compie oggi 90 anni. Sono immensamente grato a Forattini per avermi donato, di sua spontanea iniziativa, il simbolo del movimento politico «Io amo l'Italia» inaugurato nel 2009. Il logo ritrae la bandiera italiana con una grande croce stilizzata gialla che attesta il simbolo della nostra identità cristiana. Forattini maturò autonomamente questa iniziativa dopo una lunga telefonata in cui condivise il mio impegno di promuovere una riforma etica della politica. Ero stato appena eletto parlamentare europeo e mi trovavo in visita in Israele. Conoscevo Forattini per aver lavorato insieme per lunghi anni al quotidiano «La Repubblica». Lo ricordo ancora mentre andava su e giù per il corridoio a riflettere e trovare l'ispirazione della nuova vignetta da pubblicare. Recepì profondamente il mio messaggio di voler dare un contributo affinché l'Europa acquisisse un'anima riscoprendo la verità storica delle proprie radici cristiane e non fosse più l'Europa della moneta, dei banchieri e dei burocrati. Fu così che Forattini ideò il logo di «Io amo l'Italia» con la bandiera italiana sovrastata dalla croce, una croce che era presente nella bandiera d'Italia fino al 1945. Nel caso di un personaggio decisamente laico e non praticante come Forattini, la sua scelta di evidenziare la croce sulla bandiera italiana è un riconoscimento e una difesa della nostra identità cristiana che è alla base della civiltà che garantisce a tutti i diritti inalienabili alla vita, dignità e libertà. Da artista intellettualmente onesto, al pari di Benedetto Croce e di Oriana Fallaci, Forattini è consapevole che al di là della fede tutti noi italiani «non possiamo non dirci cristiani». E che in una fase di profonda decadenza della nostra civiltà, oggi più che mai dobbiamo recuperare le nostre radici, la nostra identità e la nostra fede cristiana per poter realizzare il miracolo di un nuovo Rinascimento. 

Il primo marzo 2012 Forattini partecipò all'inaugurazione della sede nazionale di «Io amo l'Italia» a Milano insieme a Alessandro Sallusti, Direttore di «Il Giornale» (nella foto in allegato). Forattini mi testimoniò la sua solidarietà quando nel 2014 l'Ordine Nazionale dei Giornalisti avviò un procedimento disciplinare contro di me per «islamofobia», facendo propria la denuncia di organizzazioni estremiste islamiche. Grazie al mio avvocato di fiducia ed amico fraterno Gabriele Gatti vinsi quella causa affermando il diritto di critica all'islam come religione nel rispetto dei musulmani come persone, conformemente all'articolo 21 della Costituzione. È stato un successo importante per tutti noi italiani. Se si accreditasse il reato di «islamofobia», cioè che in Italia e in Europa si può dire di tutto e di più su tutto e su tutti tranne che sull'islam, sarebbe il colpo di grazia alla nostra civiltà perché diventeremmo sottomessi a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Ebbene da autentico spirito libero Forattini il primo settembre 2014 in prima pagina su «Il Giornale» pubblicò una vignetta dal titolo «Inshallam», in cui mostra un boia islamico incappucciato con una tunica nera che l'avvolge dai capelli ai piedi e con in mano un coltello, mentre io sono inginocchiato con la tuta arancione che i terroristi islamici dell'Isis imponevano alle loro vittime per emulare le tute indossate dai prigionieri nella base americana di Guantanamo. Nell'attimo in cui si appresta a sgozzarmi il boia dice: «Questo tribunale dell'Ordine dei Giornalisti ti condanna alla decapitazione per islamofobia». 

Un Buon Compleanno specialissimo per i 90 anni di Giorgio Forattini. Sei il Maestro della satira perché per mezzo secolo con la tua matita appuntita hai sferzato la classe politica italiana e hai rappresentato con intelligenza e ironia i personaggi e i fatti salienti sulla scena internazionale. Grazie Giorgio per il dono inestimabile della tua amicizia, stima e condivisione che contraccambio di cuore. Grazie per la tua solidarietà di cui ti sarò eternamente riconoscente. Ti auguro tantissima salute e serenità per conseguire sempre nuovi traguardi e successi. Oggi più che mai l'Italia e gli italiani hanno bisogno di protagonisti intellettualmente onesti e di spiriti liberi per far rinascere la nostra civiltà decadente. La tua testimonianza ci conforta e incoraggia ad andare avanti a testa alta e con la schiena dritta per essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

  

 

 

 

Postato il 14/03/2021 12:09:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam