Papa Francesco aveva visto il documentario “Francesco” e ha accolto in Vaticano il regista Evgeny Afineevsky il giorno prima della proiezione pubblica

Buongiorno amici. Il 21 ottobre il regista americano Evgeny Afineevsky, autore del documentario “Francesco”, omosessuale ed omosessualista militante, è stato accolto da Papa Francesco in Vaticano con una torta di compleanno per festeggiare i suoi 48 anni. Papa Francesco aveva già visto il documentario ad agosto sempre in presenza del regista. Il 22 ottobre il documentario è stato per la prima volta proiettato in pubblico alla Festa del Cinema di Roma. Il 23 ottobre sempre in Vaticano Evgeny Afineevsky ha ricevuto il Premio “Kinéo Movie for Humanity Award”, assegnato a chi promuove temi sociali e umanitari.

Papa Francesco, così come è logico e doveroso trattandosi del Capo della Chiesa Cattolica e dello Stato del Vaticano, aveva già visto e dato la sua approvazione al documentario “Francesco”. Ha un rapporto amichevole con il regista Evgeny Afineevsky al punto da festeggiare il suo compleanno in Vaticano. Ha voluto che avvenisse in Vaticano la consegna del Premio “Kinéo Movie for Humanity Award”, ideato da Rosetta Sannelli, attribuito quest’anno a Evgeny Afineevsky per il documentario “Francesco”, alla presenza del Prefetto del Dicastero della Comunicazione del Vaticano Paolo Ruffini, del Segretario del Dicastero della Comunicazione Monsignor Ruiz, del Responsabile del “Vatican Media” Stefano D’Agostini e di Carlo Gentile, rappresentante delle Nazioni Unite.

Sorprendono pertanto le polemiche sollevate sul fatto che il documentario “Francesco” avrebbe manipolato e distorto le dichiarazioni di Papa Francesco a sua insaputa. Sorprende il fatto che si voglia negare che Papa Francesco abbia parlato di unioni civili per le coppie omosessuali. Sconvolge il fatto che taluni negano che le unioni civili siano l’istituzione che corrisponde al matrimonio delle coppie dello stesso sesso, in Italia regolato dalla Legge n. 76 del 20 maggio 2016. Questo non significa che Papa Francesco non distingua tra la famiglia naturale e la famiglia omosessuale, tra il matrimonio eterosessuale e l’unione civile. Ma è la prima volta nella Storia della Chiesa che un Papa si pronuncia pubblicamente a favore delle unioni civili per le coppie omosessuali, che corrisponde al matrimonio di famiglie di coniugi dello stesso sesso. Questo, come ha chiarito il Cardinale statunitense Raymond Leo Burke, “è contrario all’insegnamento della Sacra Scrittura, della Sacra Tradizione, del Magistero ordinario della Chiesa”.

 

 

 

 

Postato il 23/10/2020 11:30:12 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Per Papa Francesco Dio creò il maschio, la femmina e l’omosessuale, così come per lui il cristianesimo e l’islam sono entrambe religioni volute da Dio

Cari amici buongiorno. Dobbiamo prendere atto che Papa Francesco ha stravolto la parola di Dio contenuta nella Bibbia e nei Vangeli. Nella Bibbia leggiamo che Dio li creò maschio e femmina. Papa Francesco dice che Dio li creò maschio, femmina e omosessuale. Nei Vangeli si predica la fede in Gesù e si chiarisce che ci si salva grazie al battesimo cristiano. Papa Francesco sostiene che tutte le religioni sono uguali, sono tutte buone, sono tutte opera della volontà di Dio.

Nella Genesi (1, 26-27) si legge: “E creò Iddio l'uomo ad immagine sua; ad immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò..”. 

Juan Carlos Cruz, vittima e attivista contro gli abusi sessuali, presente ieri alla Festa del Cinema di Roma, nel corso del quale è stato presentato il documentario “Francesco”, ha detto: “Quando ho incontrato Papa Francesco mi ha detto quanto fosse dispiaciuto per quello che era successo. Juan, è Dio che ti ha fatto gay e comunque ti ama. Dio ti ama e anche il Papa poi ti ama".

È la prima volta nella Storia che un Papa dice che Dio, oltre a creare i maschi e le femmine, crea anche i gay.

Nel documentario “Francesco”, del regista Evgeny Afineevsky, il Papa dice: “Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo". Il regista riceverà oggi in Vaticano il Kinéo Movie for Humanity Award. 

É stato Papa Francesco a voler dare una grande enfasi a questa sua tesi sul diritto degli omosessuali a essere una famiglia e a contrarre matrimonio tramite le unioni civili. Lo attesta il fatto che la fonte che ha diramato la notizia è stata la Catholic News Agency.

Nel Vangelo di Marco (15-16), si legge: «Gesù disse loro: Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.».

Nel “Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza civile” sottoscritto da Papa Francesco e dal Grande Imam dell’Università islamica di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib, a Abu Dhabi (3-5 febbraio 2019), si mettono sullo stesso piano tutte le religioni concependole come la manifestazione della volontà di Dio: “Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani”.

Cari amici, confesso che se nel 2008 anziché avere come testimone della fede cristiana il Papa Benedetto XVI che mi ha donato la gioia immensa di ricevere il battesimo dalle sue mani, se al posto di Papa Benedetto XVI ci fosse stato Papa Francesco, non avrei voluto essere battezzato da lui, pur salvaguardando la mia fede e il mio amore per Gesù. Ugualmente penso che se veramente Papa Francesco fosse il Vicario di Cristo, e se per mera ipotesi fosse stato lui a promuovere il cristianesimo al posto di Gesù, nessun credente avrebbe aderito al cristianesimo di Papa Francesco. Non è un caso che di fatto Papa Francesco è diventato il massimo ideologo mondiale dei globalisti, europeisti, immigrazionisti, relativisti, omosessualisti, islamofili. Sono stato il primo a dissociarmi da Papa Francesco nel 2013 poco dopo la sua elezione, subendo una valanga di critiche e anche di condanne di apostasia da religiosi cattolici dopo essere stato condannato a morte per apostasia dagli islamici. Ma i fatti mi hanno dato ragione.

 

 

 

 

 

 

Postato il 22/10/2020 11:54:10 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Papa Francesco è favorevole alle unioni civili per le coppie omosessuali. È il colpo di grazia alla famiglia naturale

Papa Francesco ha detto di essere favorevole alle unioni civili per le coppie omosessuali. La notizia è pubblicata in esclusiva dal sito del Corriere della Sera. Dopo aver esordito dopo la sua elezione nel 2013 domandosi “Chi sono io per giudicare un gay?”; dopo aver messo in discussione la missione della famiglia naturale, la procreazione che garantisce la rigenerazione della vita, sostenendo nel 2015 “C'è chi crede che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli”; dopo aver ricevuto in Vaticano coppie omosessuali e transessuali; ora Papa Francesco legittima formalmente  il diritto degli omosessuali a sposarsi e a essere concepiti come una famiglia.

Secondo il sito corriere.it Papa Francesco nel documentario “Francesco” mostrato per la prima volta alla Festa del Cinema di Roma dice: “Gli omosessuali sono figli di Dio, hanno diritto a una famiglia”. Gli omosessuali hanno diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio, e hanno il diritto a una famiglia. Nessuno deve esserne escluso». “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo, gli omosessuali godrebbero di una copertura legale. Io ho difeso norme di questo tipo”.

Cari amici, nel più assoluto rispetto delle persone omosessuali, depositarie al pari di tutte le persone dei diritti inalienabili alla vita, dignità e libertà, la natura umana attesta in modo inequivocabile che solo la famiglia naturale, formata da un uomo e una donna, può procreare figli, ed è storicamente il fulcro della società civile. Questa è stata la posizione ufficiale della Chiesa fino ad oggi. Papa Francesco con la sua legittimazione del matrimonio omosessuale, che implica l’adozione di figli che vengono cresciuti da due uomini o due donne, ha infranto un altro cardine fondante della dottrina della Chiesa e della morale cattolica. Papa Francesco, dopo aver ripetutamente confermato di essere un apologeta del Nuovo Ordine Mondiale abbattendo le frontiere e eliminando gli Stati nazionali, dell’immigrazionismo, del relativismo religioso legittimando l’islam come religione di pari valenza del cristianesimo, ora ha formalmente aderito all’ideologia dell’omosessualismo. Papa Francesco incarna più di altri la decadenza non solo della Chiesa cattolica, ma anche della nostra civiltà europea dalle radici cristiane. Prendere le distanze da Papa Francesco è ormai vitale per poter riscattare la cristianità e far rinascere la nostra civiltà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 21/10/2020 19:35:38 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

A Parigi e Londra i terroristi islamici hanno immortalato la loro violenza con una foto e un video perché si sentono forti a casa nostra

Il terrorista islamico diciottenne Abdoullah Abuyezidvich Anzorov, cittadino ceceno residente in Francia con lo status di rifugiato, dopo aver decapitato lo scorso venerdì 16 ottobre Samuel Paty, professore di Storia, Geografia, Educazione civica e morale presso la scuola di Bois d'Aulne di Conflans-Saint-Honorine, vicino Parigi, colpevole di aver mostrato in aula le vignette su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo in una lezione sulla libertà d’espressione, fotografò la testa mozzata e la pubblicò sul suo profilo Twitter,  con questa rivendicazione: “In nome di Allah": "da Abdoullah servitore di Allah, a Macron, capo degli infedeli, ho giustiziato uno dei tuoi cani dell'inferno che ha osato offendere Maometto. Calma i suoi simili prima che non vi venga inflitto un duro castigo". Poi urlando “Allah Akbar”, Allah è il più grande, affrontò i poliziotti ricercando la morte da “martire” per poter aver garantito l’accesso al Paradiso islamico.

Il terrorista islamico che domenica scorsa 18 ottobre ha divelto violentemente la croce principale sulla facciata della Chiesa Battista Chadwell Heath a Romford, sobborgo nord-orientale di Londra, arrestato dalla Polizia ma di cui non è stata ancora resa nota l’identità, anch’egli visibilmente giovane e che dall’aspetto e dalle poche parole che ha pronunciato potrebbe essere un marocchino o algerino, ha anche lui voluto farsi riprendere per testimoniare un atto criminale che è assolutamente conforme alla prescrizione dell’iconoclastia contenuta nel Corano e praticata da Maometto. Nel caso specifico la croce, simbolo del cristianesimo, è condannato dall’islam come religione politeista per la fede nella Trinità.

Cari amici, anche se si tratta di fatti sostanzialmente diversi, la decapitazione di un “miscredente blasfemo” e la rimozione di una croce dalla facciata di una chiesa, il fatto che si tratti in entrambi i casi di attentati terroristici islamici perpetrati in Europa, la determinazione a rivendicarli e a diffonderli attraverso le immagini, ci confermano che sono atti efferati maturati in un contesto dove i terroristi islamici si considerano a tal punto forti da scegliere di sfidarci apertamente dentro casa nostra, così come ci considerano a tal punto deboli da essere incapaci di sconfiggere la realtà dell’islam militante radicato in Europa di cui loro sono solo la punta dell’iceberg. L’iceberg, la radice del male, è l’islam che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Nell’assoluto rispetto dei musulmani autenticamente moderati che rispettano le leggi laiche dello Stato di diritto, che ottemperano alle regole della civile convivenza, che condividono i valori che sostanziano la nostra civiltà, se vogliamo salvaguardare la nostra civiltà che si fonda e legittima la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta individuale, dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di mettere fuori legge l’islam come religione dentro casa nostra. Dobbiamo farlo ora. Siamo in guerra, una guerra scatenata dall’islam che da 1400 anni mira a sottomettere anche l’Europa. E in guerra o si combatte per vincere o finiremo per essere sconfitti e sottomessi alla tirannia dell’islam.

 

 

 

 

 

 

Postato il 20/10/2020 20:44:23 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il giovane terrorista islamico che ha decapitato un professore condannato a morte per aver mostrato le vignette di Maometto ha obbedito ad Allah e a Maometto

Cari amici, Aboulakh A. il terrorista islamico ceceno diciottenne che ieri ha decapitato Samuel Paty, 47 anni, professore liceale di Storia, Geografia e Educazione civica  a Conflans-Saint-Honorine nei pressi di Parigi, condannato a morte per aver mostrato ai suoi studenti nell’ambito di una lezione sulla libertà d’espressione le vignette su Maometto pubblicate dal settimanale satirico Charlie Hebdo, ha ottemperato letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. 

L’islam vieta categoricamente la rappresentazione di qualsiasi essere vivente perché corrisponderebbe a voler emulare Allah. Ancor di più sanziona come blasfemia la rappresentazione di Allah, di Maometto e dei suoi familiari. Alla luce di ciò la condanna a morte di chiunque irrida, denigri e offenda Allah, Maometto, i suoi familiari, i suoi discepoli ma anche il Corano, non solo è legittimata dalla sharia, la legge islamica, ma è doverosa, nel senso che qualsiasi musulmano ovunque si trovi ha il dovere di uccidere il “nemico dell’islam”. 

Ecco perché Aboulakh A. secondo l’ortodossia islamica è un “martire” dell’islam, che ha sacrificato la sua vita per sanzionare con la condanna a morte il miscredente blasfemo che ha offeso Maometto. Ed ecco perché tutti i suoi familiari erano d’accordo sul fatto che il professore avesse commesso un crimine imperdonabile. Già in precedenza il 7 gennaio del 2015, quando due terroristi islamici perpetrarono la strage dei vignettisti di Charlie Hebdo, tutti i musulmani condannarono la pubblicazione delle vignette pur dissociandosi formalmente dalla strage dei vignettisti.

Sbaglia il Presidente Emmanuel Macron a denunciare un “attentato terroristico islamista”, dove per “islamista” si intende una strumentalizzazione ideologica dell’islam, quindi il criminale avrebbe distorto il vero messaggio dell’islam che viene assolto da qualsiasi collusione con il terrorismo. Si tratta invece di un “attentato terroristico islamico”, perpetrato nel nome dell’islam. Si spiega così il fatto che dopo aver decapitato il professore urlando “Allah è il più grande”, Aboulakh A. ha voluto pubblicare sul suo profilo Twitter la foto della testa decapitata con questo messaggio: “In nome di Allah": "da Abdullah, servitore di Allah, a Macron, dirigente degli infedeli, ho giustiziato uno dei tuoi cani dell'inferno che ha osato offendere Maometto. Calma i suoi simili prima che non vi venga inflitto un duro castigo". Aboulakh A. ha rivendicato orgogliosamente quello che secondo l’islam è il “duro castigo” ai miscredenti blasfemi, così come ha successivamente ricercato la morte affrontando con il coltello i poliziotti al grido di “Allah Akbar”, certo che come ricompensa Allah l’accoglierà nel Paradiso dei “martiri” dove godrà dei piaceri di 72 fanciulle eternamente vergini.

Cari amici, l’atroce decapitazione di un professore nella Francia laica e liberale, condannato a morte da un giovane terrorista islamico che ha ottemperato letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, ci fa toccare con mano che la radice del male non sono i terroristi islamici o gli estremisti islamici ma è l’islam, non sono le persone ma è una religione che legittima e ordina di discriminare, odiare, fare violenza e uccidere i non musulmani, con il fine esplicito di imporre l’islam come unica vera religione all’intera umanità ovunque nel mondo. Ecco perché, nel più assoluto rispetto dei musulmani che ci rispettano, se vogliamo salvaguardare la nostra civiltà che si fonda e legittima la sacralità della vita, la pari dignità tra le persone, la libertà di scelta individuale, dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di mettere fuori legge l’islam come religione dentro casa nostra. L’Europa torni a rimettere fuori legge l’islam all’interno dei propri confini come ha fatto per 1400 anni, se non vuole ritrovarsi a essere sottomessa all’islam.

 

 

 

 

 

 

Postato il 17/10/2020 21:58:07 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Oggi a Roma partecipo alla manifestazione “Basta aggressioni agli uomini in divisa” indetta dalle Forze dell’ordine

Cari amici buongiorno. Questa mattina parteciperò alla manifestazione “Basta aggressioni agli uomini in divisa” indetta dalle Forze di Polizia a Roma in Piazza del Popolo. Con la mia presenza voglio testimoniare la mia solidarietà alle Forze dell’ordine che subiscono sempre più aggressioni, circa 235 al mese, che culminano in morti e feriti (dallo scorso gennaio 951 sono finiti in ospedale). E voglio soprattutto sostenere l’urgenza di consolidare e mettere le Forze dell’ordine nella condizione giuridica, professionale ed economica per adempiere al meglio alla missione istituzionale di salvaguardare la vita e tutelare i beni dei cittadini.

In uno Stato di diritto, in una sana democrazia, nel contesto di una civiltà in cui si persegue il legittimo bene dei propri cittadini, a finire in ospedale dovrebbero essere i criminali, i teppisti e tutti coloro che praticano la violenza aggredendo le istituzioni dello Stato, violando le leggi e calpestando le regole della civile convivenza. Nella nostra Italia dalla civiltà decadente che registra lo sfascio e il discredito delle istituzioni, a finire negli obitori e in ospedale sono gli uomini e le donne delle Forze dell’ordine, trattati come loro stessi denunciano da “servi” anziché da fedeli “servitori” dello Stato.

Uno Stato è uno Stato solo se si fonda su tre pilastri: la moneta, le leggi e la sicurezza. L’Italia ha perso al cento per cento la sovranità monetaria che consentiva di disporre di una propria moneta emessa a credito ed è sottomessa da una moneta straniera emessa a debito; ha perso all’ottanta per cento la sovranità legislativa perché l’ottanta per cento delle leggi nazionali sono la trasposizione di direttive e regolamenti decisi dall’Unione Europea; sta perdendo sempre più la propria sicurezza per il pesante taglio delle risorse destinate alle Forze dell’ordine, per l’inadeguatezza sul piano anagrafico, dell’armamento e dell’addestramento di chi opera sul territorio rispetto alla minaccia crescente, per l’assenza di una tutela legislativa e per un atteggiamento prevalentemente ostile da parte della magistratura. 

Cari amici, dobbiamo mobilitarci al fianco delle Forze dell’ordine rivendicando che vengano consolidate e messe nella condizione di adempiere alla loro missione istituzionale. Le Forze dell’ordine sono l’argine estremo a tutela dello Stato di diritto e di una sana democrazia. Se dovessero crollare le Forze dell’ordine crollerebbero tutte le istituzioni dello Stato, finirebbe la democrazia, morirebbe la nostra civiltà. Senza delle Forze dell’ordine adeguate a fronteggiare i nemici del nostro Stato di diritto e della nostra civiltà, precipiteremmo nella legge della giungla e ci troveremmo sottomessi ai più violenti. Per questo oggi io manifesto al fianco delle Forze dell’ordine abbandonate e umiliate da Governi che evidentemente non amano l’Italia, non perseguono l’interesse supremo dello Stato e non hanno a cuore il bene primario degli italiani.

 

Postato il 14/10/2020 08:16:19 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Se anche per il Governo gli asintomatici non contagiano non si giustificano i nuovi provvedimenti restrittivi e sanzionatori

Cari amici, la proroga dello stato d’emergenza e le nuove misure restrittive adottate ieri dal Governo si giustificano fondamentalmente con la presenza dei “contagiati”, che sono coloro che risultano positivi al tampone. Il numero di coloro che risultano positivi al tampone oscilla in base al numero dei tamponi che si fanno. Più tamponi si fanno e più aumentano i positivi. 

Considerando che ogni giorno in Italia muoiono circa 1800 persone, il fatto che le morti quotidiane attribuite al Covid-19 oscillano tra i 10 e i 40 morti, questa realtà non potrebbe giustificare la proroga dello stato d’emergenza e le nuove misure restrittive. Né potrebbero giustificarli il numero assai contenuto degli ospedalizzati, in gran parte con sintomi lievi, né il numero dei degenti in terapia intensiva per Covid-19 che sono per fortuna esigui. In ogni caso oggi abbiamo la certezza che i malati di Covid-19 guariscono, escludendo i pazienti con patologie pregresse e i casi eccezionali che ci sono sempre, grazie all’uso degli anticoagulanti in presenza delle trombosi e del plasma iperimmune che contiene gli anticorpi specifici al Covid-19.

Prendiamo atto che il 90 per cento dei positivi al tampone sono asintomatici, che significa che hanno una carica virale talmente bassa da non manifestare i segni della malattia. Ieri il Ministero della Salute, sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Comitato Tecnico-Scientifico di nomina governativa, ha deliberato che le persone asintomatiche che dopo 21 giorni di quarantena dovessero continuare a risultare positivi al tampone, possono comunque tornare a vivere normalmente e a svolgere la loro attività in seno alla popolazione. La conclusione è inequivocabile: la persona è asintomatica avendo una carica virale talmente bassa da non manifestare i sintomi della malattia e questa carica virale talmente bassa non può contagiare il prossimo. 

Ebbene a fronte di una realtà che complessivamente è rassicurante non si comprende la ragione per cui il Governo perseveri nella proroga dello stato d’emergenza e nell’adozione di provvedimenti restrittivi del nostro diritto inalienabile a vivere liberamente, al lavoro, allo sport, alla cultura, ai viaggi e al divertimento. 

Di estrema gravità l’interferenza nella nostra vita privata dentro casa nostra. Provvedimenti che limitano il numero delle persone che possiamo accogliere dentro casa nostra e che impongono l’uso della mascherina in presenza di persone non conviventi ospitate a casa nostra  sono del tutto incostituzionali. L’applicazione di severe sanzioni pecuniarie a partire da 400 euro e la possibilità di subire processi penali e civili sono di per sé terrificanti per una popolazione che sta subendo un crescente impoverimento. Probabilmente solo nella ferrea dittatura comunista cinese si arriva a tanto. 

Cari amici, la proroga dello stato d’emergenza e le ulteriori misure restrittive e sanzionatorie esprimono l’atteggiamento di un Governo che concepisce gli italiani come incapaci di intendere e di volere, come degli irresponsabili irrecuperabili che vanno sottomessi con il terrore anche a costo di ridurli alla fame e alla disperazione. In un Paese normale e in uno Stato di diritto il cittadino è concepito come un soggetto responsabile e lo Stato interviene solo nel caso in cui il cittadino si comporta in modo irresponsabile. Io do per scontato che se una persona è ammalata, responsabilmente nel proprio interesse si cura con le modalità prescritte dal medico. Non ho dubbio alcuno che la stragrande maggioranza della popolazione sia responsabile. Sono consapevole che da che mondo è mondo ci sono anche alcuni irresponsabili. Ma questa minoranza non può portare a sanzionare la maggioranza responsabile privandola di diritti inalienabili. 

In ogni caso un Governo responsabile deve certamente occuparsi della salute dei cittadini, assicurando la prevenzione e la cura dalla malattia, ma al tempo stesso deve garantire la continuità della vita, del lavoro e delle attività che rientrano nell’ambito dei diritti costituzionali. 

A meno che non si dica chiaramente che non siamo più uno Stato di diritto ma che siamo sottomessi a una dittatura sanitaria. Questo Governo vuole far credere agli italiani che pur di aver salva la vita dalla malattia, si debba accettare il rischio di poter morire per fame, per povertà, per disperazione. Gli irresponsabili non sono gli italiani ma questo Governo di incompetenti e inesperti e i veri o presunti scienziati e tecnici che determinano il comportamento del Governo. 

 

 

 

 

 

Postato il 13/10/2020 16:18:21 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Gli asintomatici non contagiono: ora lo ammette anche il Comitato Tecnico-Scientifico del Governo

Cari amici, il “Comitato Tecnico-Scientifico” di nomina governativa che sovrintende alla gestione dell’emergenza sanitaria per il Covid-19, ha ammesso per la prima volta che la persona asintomatica non è contagiosa. 

Nella riunione tenutasi ieri alla presenza del Ministro della Salute Roberto Speranza, il Comitato Tecnico-Scientifico ha deliberato che gli asintomatici che non riescono a negativizzarsi, dopo 21 giorni avranno comunque concluso la quarantena e saranno liberi di vivere regolarmente e di svolgere le loro attività come tutte le altre persone con la certezza che non sono contagiosi.

E' una delle misure approvate ieri dal Comitato Tecnico-Scientifico che confluiranno in una circolare del Ministero della Salute. Il protocollo definito prevede 10 giorni di quarantena e un tampone molecolare. Se l'esito è positivo, il soggetto dovrà effettuare altri 7 giorni di isolamento al termine del quale sottoporsi nuovamente al test. In caso di nuova positività, dovrà rimanere altri 4 giorni in quarantena e poi effettuare un ultimo tampone molecolare. Anche in caso di positività sarà comunque “libero”, non contagioso.

Il Comitato Tecnico-Scientifico ha basato questa decisione sulla base di studi internazionali secondo cui dopo 20 giorni la carica virale è talmente bassa che il soggetto non è più in grado di infettare. 

La verità è che la carica virale bassa non è la conseguenza della quarantena, bensì la condizione che connota l’asintomatico. Cioè si è asintomatici perché la carica virale è talmente bassa che non si manifestano i sintomi della malattia nei soggetti portatori. Ed è proprio perché l’asintomatico non si ammala, l’asintomatico non contagia. Così come la carica virale bassa non causa la malattia del soggetto portatore, la carica virale bassa non rende il soggetto portatore fonte di contagio.

Cari amici, ora che il Comitato Tecnico-Scientifico del Governo afferma che gli asintomatici non sono contagiosi, il Governo deve porre immediatamente fine allo stato d’emergenza che viene giustificato con il persistere di “contagiati”. I “contagiati” sono coloro che risultano positivi al tampone e il 90 per cento dei positivi sono asintomatici. Anche sul piano lessicale dovrebbe non chiamarli più “contagiati”, che lascia intendere che siano malati e contagiosi, ma più correttamente “positivi” e al 90 per cento “positivi asintomatici”, che significa scientificamente che hanno una carica virale talmente bassa da non essere né malati


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 12/10/2020 15:11:06 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

«Sei un venduto!», «Viva l’islam!»: la condanna del «musulmano moderato» conferma che il problema è l’islam

Cari amici buongiorno. Ieri in tarda mattinata, dopo aver rivisitato ed essere stato nuovamente estasiato dal fascino eterno di Piazza dei Miracoli a Pisa, camminando in una strada del centro storico su cui si affacciano tanti ristoranti, ho sentito dalle mie spalle una voce che ha detto in italiano:
“Sei un venduto!”
E poi ha proseguito in arabo:
“Tahya al islam!”, che significa “Viva l’islam!”.
Ho capito che l’accusa e l’appello erano diretti contro di me.
Ho preso atto che ero stato riconosciuto nonostante la mascherina che mi copriva il volto. Ho preferito non girarmi per non confermare la mia identità al mio accusatore e apologeta islamico.
Al che lui, per assicurare che fosse certo che ero proprio io e che per testimoniare la sua solida fede islamica, ha ripetuto ad alta voce:
“SEI UN VENDUTO!”
E poi ha aggiunto sempre ad alta voce:
“TAHYA AL ISLAM!”, ovvero “VIVA L’ISLAM!”

Stavo con i carabinieri della scorta a cui ho riferito del fatto  traducendo la frase in arabo. Giustamente i carabinieri della scorta mi hanno fatto allontanare e hanno incaricato dei colleghi di accertare l’identità del mio accusatore e apologeta dell’islam. 
Ebbene ho saputo solo che è un cameriere tunisino di 56 anni. Non so se la vicenda si chiuda qui o se chi di dovere riterrà opportuno avviare un’indagine.
Ma so per certo che se fossi stato solo, senza la scorta dei carabinieri, quell’uomo non si sarebbe limitato ad accusarmi di essere un venduto e di lanciare l’appello “Viva l’islam!”. 
Allah nel Corano condanna all’Inferno il musulmano che abbandona l’islam e Maometto ha chiaramente ordinato la condanna a morte dell’apostata. Tutti i musulmani hanno non solo il diritto ma hanno il dovere di uccidere il musulmano che rinnega l’islam e che condanna pubblicamente Allah, Maometto, il Corano e la sharia, la legge islamica.
Non conosco quel cameriere tunisino di 56 anni che presta servizio in un ristorante nel centro storico di Pisa. Potrebbe essere un buon padre di famiglia, potrebbe avere un regolare permesso di soggiorno o forse la cittadinanza italiana, potrebbe essere considerato da chi lo conosce un “musulmano moderato”.
Eppure, quando mi ha visto, nonostante fossi scortato dai carabinieri, ha ritenuto un suo dovere profferire ad alta voce l’accusa “Sei un venduto!” e scandire ad alta voce l’appello “Viva l’islam!”.
Sono grato allo Stato che da 18 anni tutela la mia incolumità fisica accordandomi una scorta che ha una indubbia funzione di deterrenza per arginare i malintenzionati.
Tuttavia l’aggressione verbale che ho subito ieri nel centro storico di Pisa da parte di un “musulmano moderato” che vive e lavora regolarmente in Italia, ci conferma che il problema non sono i musulmani come persone ma è l’islam come religione. Perché se anche un “musulmano moderato” sente il dovere di proclamare ad alta voce pubblicamente la condanna di un apostata, che nell’islam corrisponde alla condanna a morte, la radice del male è l’islam che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

Ogniqualvolta succede un attentato terroristico islamico le autorità pubbliche e i principali mezzi di comunicazione di massa ci dicono che si è trattato di un crimine perpetrato da persone con disturbi psichici, frustrati socialmente, comunque dei deviati mentalmente che distorcono la realtà dell’islam, che sarebbe una religione d’amore e di pace, che non avrebbero nulla a che fare con l’islam perché l’islam rispetterebbe la vita e la libertà di tutti e anzi condannerebbe l’odio e la violenza. 

Cari amici, il fatto che ieri nel centro storico di Pisa un “musulmano moderato” non abbia esitato a condannarmi pubblicamente perché ho abbandonato l’islam dicendomi ad alta voce “Sei un venduto” e a scandire ad alta voce l’appello “Viva l’islam” quasi fosse un richiamo alla mobilitazione e alla guerra, il fatto che la presenza al mio fianco dei carabinieri della scorta abbia prevenuto che potesse passare dalle parole ai fatti considerando che l’islam ordina di uccidere l’apostata, ci impone di prendere atto che il nemico da combattere e il male da estirpare non sono i musulmani come persone ma è l’islam come religione. Se vogliamo salvaguardare la nostra civiltà che garantisce a tutti, a prescindere dalle legittime idee diverse, la vita, la dignità e la libertà, dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di mettere fuorilegge l’islam come religione all’interno del nostro Stato di diritto perché è totalmente incompatibile con l’articolo 8 della Costituzione, con le nostre leggi di uno stato di diritto, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la nostra civiltà. 
 

Postato il 09/10/2020 12:57:27 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il processo a Salvini è il frutto dello scontro tra le correnti politiche in seno alla Magistratura

Cari amici buona domenica. Dopo quasi quattro ore di udienza a porte chiuse e più di un'ora e mezza di Camera di Consiglio si è risolta con un colpo di scena l’udienza preliminare del processo all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato dal Tribunale dei Ministri di Catania di aver "abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 131 migranti a bordo dell’unità navale Gregoretti della Guardia costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio", quando fu disposta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nell’ambito di un accordo per la distribuzione dei migranti in altri cinque paesi dell’Unione Europea.

La difesa di Salvini, assunta dall’avvocato e senatore della Lega Giulia Bongiorno, aveva chiesto sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste, in subordine approfondimento probatorio da parte del giudice al fine di accertare se le procedure di sbarco indicate nel capo di imputazione sono tutt’ora seguite dal governo Conte 2, anche procedendo all’audizione del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Il Pubblico ministero Andrea Bonomo, che rappresenta l’accusa, ha confermato la richiesta già formulata dal Capo della Procura di Catania Carmelo Zuccaro, di non luogo a procedere e di archiviazione perché il fatto non sussiste.

Invece il Gup, Giudice dell’udienza preliminare, Nunzio Sarpietro, non solo non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata sia dalla difesa sia dall’accusa, non solo non si è limitato all’audizione in subordine del solo ministro dell’Interno Lamorgese, ma ha coinvolto nel processo tutto il precedente governo chiedendo l’audizione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, degli ex ministri della Difesa Elisabetta Trenta e delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, del ministro dell’Interno Lamorgese, del Capo della rappresentanza italiana presso l’Unione Europea  Maurizio Massari. 

Il Tribunale dei ministri di Catania che aveva richiesto al Senato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, concessa dal Senato lo scorso 12 febbraio, è composto dai giudici Nicola La Mantia, Sandra Levanti e Roberto Corda, gli stessi che si erano già pronunciati sul caso della nave Diciotti, tutti e tre iscritti a Magistratura Democratica, la corrente di sinistra dell’Associazione Nazionale Magistrati, il sindacato a cui aderisce il 90 per cento dei magistrati. 

Queste furono le parole di Salvini: “A firma del Presidente del Tribunale dei ministri La Mantia, iscritto a Magistratura Democratica, viene trasmesso al presidente del Senato che Salvini sarebbe colpevole di reato di sequestro di persona aggravato abusando dei suoi poteri. Rischio fino a 15 anni di carcere. Ritengo che sia una vergogna che un ministro venga processato per aver fatto l’interesse del suo Paese”. Sempre Salvini disse: “È la prima volta in Europa che un ex ministro è a processo non per reati economici, ma per un'azione di governo. Occorre una riflessione su qual è il confine tra l'azione di governo e quella della magistratura. Domani potrebbe andare a processo il ministro della Scuola, dei Trasporti o del Lavoro per una scelta politica. Giudicare in Tribunale una scelta politica. La riforma delle pensioni che il governo vuole fare la contesto, ma mai nella vita li porterei in Tribunale".

Il Capo della Procura di Catania Carmelo Zuccaro, che per due volte ha chiesto l’archiviazione del procedimento a carico di Salvini perché il fatto non sussiste, aveva manifestato in un’audizione in Parlamento posizioni critiche nei confronti delle Ong (Organizzazioni non governative) che con le loro navi sbarcano gli stranieri clandestini in Italia, sostenendo che si tratta di un disegno teso a sovvertire l’ordine economico e sociale italiano attraverso il massiccio afflusso di migranti. 

Nunzio Sarpietro, il giudice che ha coinvolto tutto il precedente e in parte attuale Governo nel processo a carico di Salvini, in un’intervista rilasciata lo scorso 30 settembre a ienesiciliane.it, ha detto: “Ero iscritto a Magistratura Indipendente, ma sono andato via proprio perché non ho mai condiviso il sistema che da tanti anni governa la magistratura. A me Palamara non lo dice nessuno. Io da Palamara e da quel sistema sono stato danneggiato e più di una volta. Mi sono occupato della tangentopoli catanese e ho diretto il Gip (Giudice per le indagini preliminari) di Trieste. Quando avevo tutti i numeri per aspirare a presiedere la Corte d’appello di Torino sono stato fatto fuori dal sistema Palamara”. 

Luca Palamara è stato Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati dal 2008 al 2012, nel 2014 è stato membro del Consiglio Superiore della Magistratura eletto nella corrente di centro “Unità per la Costituzione”, nel 2019 è stato sospeso dal Csm dopo essere stato indagato per corruzione concernente compravendite di sentenze e per fuga di informazioni interne al Csm. Nel giugno 2020 è stato espulso dall’Anm.

Cari amici, il processo a Matteo Salvini sul caso Gregoretti che ha finito per coinvolgere tutto il Governo nonostante la richiesta di archiviazione sia della difesa sia dell’accusa perché il fatto non sussiste, è frutto di uno scontro interno alle correnti politiche che connotano la realtà della magistratura, un male assoluto per uno Stato di diritto denunciato lo scorso giugno dallo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando è esploso lo scandalo Palamara. Fa riflettere anche il fatto che l’udienza di Salvini sia stata fissata nella ricorrenza del tragico naufragio di Lampedusa avvenuto il 3 ottobre 2013 con 368 migranti morti. Per una sana democrazia e per il bene degli italiani è vitale che ci sia una netta separazione dei tre poteri dello Stato, che la magistratura cessi di essere inquinata dalla politica e di operare come il soggetto politico più potente.

 

 

 

Postato il 04/10/2020 11:27:57 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Da cittadino orgogliosamente italiano difendo Salvini accusato di salvaguardare la sovranità dell’Italia e di opporsi all’ingresso dei clandestini

Buongiorno amici. Chiunque ami l’Italia, abbia a cuore la sovranità nazionale dell’Italia, coltivi l’interesse supremo dell’Italia e persegua il bene primario degli italiani non può non riconoscersi nell’operato dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini denunciato per “sequestro di persona” e “abuso in atti d’ufficio” perché avrebbe “privato della libertà personale 131 migranti a bordo dell’unità navale Gregoretti della Guardia costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio", quando fu disposta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nell’ambito di un accordo per la distribuzione dei migranti in altri cinque paesi dell’Unione Europea. L’udienza preliminare inizia oggi a Catania e potrebbe portare o al processo o all’archiviazione della richiesta di rinvio a giudizio.

Voglio innanzitutto rilevare che c’è uno stravolgimento della realtà. Quelli che enfaticamente vengono ormai ufficialmente indicati come “migranti” sono in realtà dei clandestini. Migrante è il participio presente del verbo migrare, è usato come aggettivo per indicare l’azione del migrare, ma non connota l’identità del soggetto. Si dice “uccelli migranti”. Nel nostro caso si potrebbe parlare di “persone migranti”. Ma queste persone vanno sostanziate, contestualizzate nel tempo e nello spazio. Nel diritto internazionale chiunque si introduce nello spazio territoriale di un altro Stato senza un regolare documento d’identità e un visto ufficiale d’ingresso è un clandestino. Ebbene tutti coloro che sbarcano sulle nostre coste o si introducono dalla frontiera nord-settentrionale friulana sono sprovvisti di documenti d’identità e di visto d’ingresso e sono pertanto da considerarsi clandestini. Il diritto internazionale riconosce e sanziona il reato di clandestinità. L’Italia è l’unico Stato al mondo che di fatto ha legalizzato la clandestinità al punto da vietare ai giornalisti, come prescritto dalla “Carta di Roma”, di usare la parola “clandestino” e di sostituirla con “migrante”. L’Italia è diventata l’unico Stato al mondo in cui il modo più sicuro e più vantaggioso per entrarvi è di arrivare a bordo di un gommone, un barcone o sulle navi delle Ong finanziate da miliardari globalisti che promuovono un Nuovo Ordine Mondiale senza più frontiere, eliminando gli Stati nazionali e sradicando le identità localistiche, con la prospettiva di una umanità omologata e omogeneizzata, in cui ciascuno di noi sarà ridotto a semplice strumento di produzione e di consumo della materialità al più basso prezzo possibile.

Conosco personalmente Salvini e da parlamentari europei siamo stati nello stesso Gruppo dell’Europa della Libertà e della Democrazia, indicato come “euroscettico”. L’ho apprezzato quando nel 2014 alle elezioni europee inserì nel logo della Lega Nord la scritta “Basta euro”, ma non l’ho apprezzato quando alle successive elezioni politiche del 2018 e europee del 2019 ha detto che non intende più uscire dall’euro. Non ho condiviso la sua alleanza con il M5S, pur di andare al potere, dopo essere stato eletto nella coalizione del Centrodestra. Ritengo che sia stato riprovevole aver utilizzato i diciotto mesi di permanenza al Governo per farsi una ininterrotta campagna elettorale, andando in tutt’Italia come ministro dell’Interno indossando la spilla della Lega. Chiarito ciò, non potrei non sostenere Salvini nella sua difesa dell’inviolabilità dei confini nazionali e nell’opposizione all’ingresso arbitrario dei clandestini con il raggiro semantico dell’accoglienza dei migranti.

Cari amici, non faccio parte della Lega anche se ho tantissimi amici della Lega, non ho la tessera di nessun partito anche se condivido delle iniziative promosse dai partiti con cui c’è una convergenza sul piano delle idee e dei valori. È da cittadino orgogliosamente italiano che oggi sono decisamente schierato a difesa di Salvini accusato sostanzialmente di aver salvaguardato la sovranità nazionale, ottemperando alla Costituzione e nel rispetto del diritto internazionale che contempla e sanziona il reato di clandestinità. Il procedimento contro Salvini sia l’occasione per riscattare l’Italia come Stato nazionale sovrano e indipendente, per ripristinare l’inviolabilità delle nostre frontiere, per porre fine all’illegalità dell’ingresso dei clandestini camuffati dal raggiro semantico di “migranti”, per riaffermare l’interesse supremo dell’Italia e il primato del bene degli italiani. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 03/10/2020 09:53:01 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La proroga dello stato d’emergenza serve al Governo per sopravvivere ai propri conflitti interni

Buongiorno amici. Il Governo ha deciso di prorogare lo stato d’emergenza sanitario fino al 31 gennaio 2021, un anno esatto dalla sua introduzione. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha così motivato la decisione: "Allo stato la situazione continua ad essere critica, per quanto la curva dei contagi sia sotto controllo, richiede la massima attenzione dello Stato e dei cittadini. Perciò abbiamo convenuto che andremo in Parlamento a proporre la proroga dello stato di emergenza fino alla fine di gennaio 2021". Conte ha spiegato che il “Comitato Tecnico Scientifico” è preoccupato per la curva dei contagi in Europa e, in particolare, nei Paesi vicini all'Italia come Francia e Spagna. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che ci aspettano «altri 7-8 mesi duri, da vivere col coltello tra i denti, vedremo la luce nei primi mesi del 2021 grazie a nuovi strumenti per combattere la sfida al Covid. Nel corso del prossimo anno usciremo dalla fase più drammatica». Speranza sostiene concretamente che vedremo la luce solo quando verrà varato un vaccino da parte dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un vaccino prevedibilmente prodotto dalle aziende di cui è socio Bill Gates, il principale finanziatore dell’Oms. 

Lo scorso 29 luglio, nel richiedere la proroga dello stato d’emergenza fino al 15 ottobre, Conte sostenne che era “una scelta obbligata basata su motivazioni tecniche", “non certo perché si vuole fare un uso strumentale per atteggiamento liberticida, reprimere il dissenso o ridurre la popolazione in uno stato di soggezione". Al tempo stesso Conte escluse una nuova chiusura delle attività produttive: “Non si faccia confusione davanti alla popolazione, c'è qualcuno che è stato convinto che la proroga dello stato di emergenza significhi il ritorno al lockdown, non è affatto così". Conte puntualizzò: “Nessuna misura più restrittiva, nessun ritorno al lockdown".

Effettivamente a fronte di un numero esiguo di decessi, di intubati, di ospedalizzati e di ammalati attribuiti al Sars-Cov-2, il nome scientifico del Covid-19, non sarebbero giustificabili misure di isolamento dei cittadini e di chiusura delle attività produttive. L’attenzione dei veri o presunti scienziati in seno al cosiddetto “Comitato Tecnico Scientifico” si è ora focalizzata sui contagiati, ovvero su coloro che risultano positivi al tampone, anche se nella stragrande maggioranza sono asintomatici, cioè non manifestano sintomi della malattia, sono portatori sani con una carica virale bassa che non sfocia nella malattia e che però potrebbero contagiare persone con patologie pregresse o comunque con un sistema immunitario fragile. Ovviamente il numero dei positivi dipende dal numero dei tamponi che vengono fatti, il dato dei positivi può aumentare aumentando il numero dei tamponi.

Le “motivazioni tecniche” per prolungare lo stato d’emergenza si sostanziano nella sopravvivenza del “Comitato Tecnico Scientifico” e delle prerogative che detiene, nell’uso dei Dpcm, i “Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri”, mettendo il Parlamento di fronte a un fatto compiuto, nell’uso delle risorse finanziarie per provvedimenti legati all’emergenza, a cominciare dai cospicui finanziamenti europei del cosiddetto “Recovery Fund”, in tutto circa 209 miliardi ripartiti in 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti.

Cari amici, la proroga al 31 gennaio dello stato d’emergenza non è giustificabile sulla base della realtà sanitaria presente in Italia. La verità è che serve al Governo per sopravvivere politicamente, prendendo atto che è quotidianamente lacerato dai conflitti interni tra il M5S, il Pd e Italia Viva, e dai conflitti in seno soprattutto al M5S ma anche al Pd. La vita di questo Governo è legata alla sopravvivenza del virus. L’obiettivo del Governo è di sopravvivere almeno fino all’agosto del 2021, quando inizierà il “semestre bianco” nel corso del quale il Parlamento non può essere sciolto, affinché sia questo Parlamento con una maggioranza di sinistra a scegliere nel gennaio 2022 il nuovo Presidente della Repubblica. Da Francesco Cossiga in poi l’Italia di fatto si è trasformata in una Repubblica presidenziale, toccando l’apice dell’arbitrio costituzionale con Giorgio Napolitano che nel novembre 2011 perpetrò un “colpo di stato finanziario” estromettendo Silvio Berlusconi e imponendo Mario Monti, l’artefice della “dittatura finanziaria” che si sposa con la “dittatura informatica” promossa dal M5S. Con la “dittatura sanitaria” attuata da Conte si sta dando il colpo di grazia a ciò che resta dell’Italia come Stato nazionale sovrano e alla nostra civiltà che mette al centro la persona depositaria di valori inalienabili. La prospettiva è di essere fagocitati dal “Nuovo Ordine Mondiale” assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata che detiene le multinazionali della farmaceutica da cui attendiamo il vaccino, che ci libererà dal virus e ci sottometterà al suo potere.

 

 

 

 

Postato il 02/10/2020 10:49:53 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Le scuole rischiano di chiudere nuovamente se automaticamente si mettono in quarantena le classi che hanno un solo positivo al Covid-19

Buongiorno amici. A sole due settimane dall’inizio dell’anno scolastico sono già 94 le scuole che hanno già chiuso per la presenza di studenti o docenti positivi al virus Covid-19  e 528 quelle in cui si è verificato almeno un caso di Covid-19. 

Il rischio che prima della fine dell’anno chiudano tutte le scuole e si torni alla cosiddetta “didattica a distanza” è più che possibile, è altamente probabile. La ragione è molto semplice: è sufficiente che ci sia un solo positivo per obbligare tutta la classe a stare a casa in quarantena. Ma se questo positivo, ammettiamo che sia un docente, il giorno prima ha insegnato anche in altre classi, anche le altre classi devono essere messe in quarantena. E se il giorno prima nelle classi messe in quarantena hanno insegnato altri insegnanti che si sono poi trasferiti in altre classi, anche queste altre classi devono essere messe in quarantena. 

Le questioni nodali da chiarire sono due, una di ordine medico e l’altra di natura politica. I veri o presunti scienziati del cosiddetto “Comitato Tecnico Scientifico” a cui questo Governo di inesperti, dilettanti e ignoranti ha subappaltato la gestione dell’emergenza sanitaria e di riflesso l’amministrazione dello Stato, chiariscano agli italiani se una persona che risulta positiva al tampone ma è asintomatica, cioè non è ammalata, perché ha una carica virale bassa, è o non è con certezza un “untore”, un trasmettitore certo del virus, e quindi potrebbe provocare la malattia e potenzialmente anche la morte ad altre persone con uno stato fisico debilitato da patologie pregresse e con un sistema immunitario fragile. Personalmente conosco dei casi di persone risultate positive mentre tutti gli altri membri della sua famiglia sono risultate negative. 

Poi c’è la questione politica che concerne non solo la scuola ma lo Stato nella sua integralità. È fuori discussione che si debba attribuire la priorità alla cura dei malati e alla prevenzione dei contagi. E al riguardo noi oggi possiamo essere più che tranquilli sia per la certezza della cura del Covid-19, garantita dal plasma iperimmune, sia per le misure di sanificazione degli ambienti, del distanziamento fisico e della protezione individuale. Così come è altrettanto indubbio che sia una priorità garantire la continuità del lavoro che consente ai cittadini di guadagnarsi da vivere, e dell’educazione scolastica che rappresenta la base della crescita sociale sana e dell’istruzione adeguata a diventare protagonisti dello sviluppo nazionale. 

Concretamente significa che uno Stato civile e responsabile nei confronti dell’insieme dei suoi cittadini, si occupa sia della salute della minoranza che si ammala sia del lavoro e della scuola della stragrande maggioranza che sta bene. Questa responsabilità ricade interamente ed esclusivamente sul Governo che, purtroppo per noi italiani, è formato da personalità del tutto inadeguate a ricoprire delle alte cariche istituzionali, dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte fino all’ultimo dei suoi ministri. È del tutto scorretto politicamente e grave giuridicamente il fatto che il Governo abbia scaricato la responsabilità dell’emergenza sanitaria su un cosiddetto “Comitato Tecnico Scientifico”, che a sua volta ha scaricato la responsabilità sui dirigenti scolastici, che a loro volta hanno scaricato la responsabilità sulle famiglie. Tutti hanno paura delle eventuali conseguenze penali e civili in caso di diffusione della malattia e di decessi attribuiti al Covid-19. Tutti chiedono uno “scudo legale” che li liberi da qualsiasi responsabilità. Il risultato è che le famiglie, ultimo anello della catena, sono costrette a fare i salti mortali per continuare a lavorare se si è fortunati, accompagnare e riprendere i figli più piccoli a scuola che entrano in orari sfasati e che si sovrappongono a quelli lavorativi, provvedere alle incessanti richieste della scuola che vive in uno stato confusionale per le direttive che cambiano tutti i giorni, preoccuparsi sin d’ora della probabile chiusura della scuola e di come gestire i figli costretti a restare a casa dal momento che nella gran parte dei casi lavorano sia il padre sia la madre.

Cari amici, siamo di fronte alla probabilità che gli studenti perdano un secondo anno scolastico. La cosiddetta “didattica a distanza” è una presa in giro non solo perché non funziona, ma perché intrinsecamente inadeguata a soddisfare le necessità di una sana e formativa educazione, che non può prescindere dal rapporto diretto con il docente e dalla socializzazione con i coetanei. Dobbiamo tutti mobilitarci per garantire la regolarità ma anche la normalità dell’anno scolastico, dobbiamo tutti opporci al crimine epocale dell’abbandono di una generazione di giovani all’ignoranza e all’inciviltà.

 

 

Postato il 28/09/2020 14:32:00 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Difendiamo la scuola e i nostri figli dall’ideologia dei docenti che vogliono sostituire la “presunta normalità italica” con “nuove identità meticce”

Cari amici buona domenica. Venerdì scorso 25 settembre i siti delle agenzie di stampa e dei giornali hanno pubblicato una polemica sollevata formalmente dal presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone, che ha annunciato un'interrogazione al ministro per l'Istruzione, per un disegno ritratto in un libro di letture per la seconda elementare "Le avventure di Leo", in cui si vede un bimbo di colore che dice: “Quest'anno io vuole imparare l'italiano bene". Il Ministero dell’Istruzione ha subito formalmente chiesto spiegazioni all'Associazione Italiana Editori.

Il Gruppo Editoriale Raffaello si è subito scusato sostenendo che "non era nostra intenzione offendere" e ha annunciato che il libro "sarà modificato in sede di ristampa".

Le autrici del disegno, delle insegnanti, negano qualsiasi intento razzista e spiegano di aver rappresentato correttamente la realtà di “un bimbo da poco arrivato in Italia, quale desiderio può avere più grande di quello di imparare in fretta la lingua per poter comprendere quello che lo circonda e per poter comunicare e giocare con i nuovi amici?Vediamo tutti i giorni sui visi dei nostri bimbi questi desideri, la fatica di cogliere qualsiasi messaggio, la motivazione a farcela per essere accolti nel gruppo al pari degli altri bambini. E questo nella realtà scolastica quotidiana non fa indignare, non ci fa pensare ai cliché, quelli sì stereotipati di film e programmi di anni fa sullo 'straniero'. I bambini per fortuna non hanno stereotipi".

L’agenzia di stampa Ansa riporta il fatto riproducendo il testo che compare nella pagina Facebook dell’associazione “Educare alle differenze”, in cui si legge: “Un libro che entra in classi interculturali in cui bambine e bambini nati e cresciuti in Italia hanno colori diversi, famiglie miste, adottive, genitori che provengono da altri Paesi ma vivono qui da anni o che sono a loro volta nati e cresciuti qui. Ma anche bambini arrivati da poco che portano con sé le loro culture d'origine e che costruiscono in quelle classi nuove identità meticce fatte di incontri e reciproche contaminazioni. Bambini che continuiamo attraverso rappresentazioni come questa ad additare come stranieri, come altro rispetto a una presunta normalità italica e a scimmiottare con un linguaggio imbarazzante che sembra preso da un pessimo film degli anni Trenta".

Fin qui la cronaca del fatto. Queste sono le mie valutazioni. Prendo atto che in questa vicenda è considerato reato rappresentare correttamente la realtà di un bambino straniero che inizia a imparare la lingua italiana. Prendo atto che se la realtà viene concepita come un’offesa allo straniero, la realtà va negata e chi l’ha rappresentata deve scusarsi e deve essere sanzionato come razzista. Prendo atto che l’ideologia dominante che ispira la negazione della realtà e impone di sanzionare chi la rappresenta correttamente è l’ideologia globalista, multiculturalista, relativista. Questa ideologia vuole sostituire la “presunta normalità italica” con “nuove identità meticce”, che significa eliminare la civiltà italiana espressione dell’Italia come Stato nazionale sovrano con l’ideologia di una umanità omogeneizzata in un meticciato universale espressione del Nuovo Ordine Mondiale.

Cari amici, quarantasei anni fa arrivai in Italia da straniero immigrato per ragioni di studio perché ero affascinato dalla civiltà italiana, ho scelto di vivere in Italia e di diventare cittadino italiano perché amo l’Italia. Non voglio che la civiltà italiana venga eliminata e sostituita dall’ideologia del meticciato universale. Non voglio che l’Italia scompaia come Stato nazionale sovrano e venga fagocitata dal Nuovo Ordine Mondiale. Tutti gli stranieri che abbandonano volontariamente il proprio Paese e che scelgono di venire in Italia lo fanno perché sono consapevoli che in Italia possono vivere meglio da tutti i punti di vista. E noi italiani dobbiamo essere certi e orgogliosi di chi siamo. Non siamo una “presunta normalità italica”, ma siamo una civiltà millenaria che è stata un faro per l’umanità. Il nostro impegno deve essere di salvaguardare l’Italia e di far rinascere la nostra civiltà affinché continui ad essere per i nostri figli una casa comune con la certezza della vita, dignità e libertà.

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 27/09/2020 09:50:15 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Gli italiani vogliono l’uomo forte e il potere forte. Alle elezioni l’hanno espresso in modo contraddittorio

Buongiorno amici. Il messaggio che arriva dalle recenti elezioni è che gli italiani vogliono l’uomo forte e il potere forte. Lo straripante consenso personale di Luca Zaia, concepito come “Il Doge” di un agognato Veneto il più possibile autonomo, attesta in modo chiaro il consenso all’uomo forte. Il successo straripante del “Sì” al Referendum per il taglio dei parlamentari, con la convergenza di tutti i partiti della maggioranza e dell’opposizione, evidenzia l’adesione a un potere concepito come forte per la sua coesione su una questione premiata dagli italiani perché si tradurrebbe nella riduzione della spesa pubblica. 

In un contesto in cui è crescente il disorientamento che alimenta la paura e che sfocia nella rassegnazione, l’uomo forte e il potere forte vengono percepiti come la certezza necessaria per ristabilire dei punti di riferimento. 

È evidente che questa scelta degli italiani è dettata dall’emergenza che si sostanzia del degrado in cui versano le istituzioni dello Stato e della decadenza della nostra civiltà. Scommettere sulla bontà delle stesse istituzioni dello Stato che hanno provocato il degrado è un atto di disperazione. Gli italiani hanno rinnovato la loro fiducia nella partitocrazia che li ha privati della sovranità popolare escludendo il voto di preferenza, che ha istituito il consociativismo che impone il monopolio del potere assicurando alla maggioranza e all’opposizione la propria fetta di potere, che ha generato l’instabilità cronica dello Stato non consentendo la governabilità con un premio di maggioranza al vincitore delle elezioni. Gli italiani si sono ancora una volta fatti raggirare acconsentendo a legittimare la partitocrazia in cambio della promessa di un risparmio pari allo 0,007 per cento della spesa pubblica.

Paradossalmente l’investitura dell’uomo forte va in senso opposto alla legittimazione della partitocrazia che, insieme alla magistrocrazia e alla burocrazia, si sono impossessati dello Stato, gestendo in modo arbitrario il potere politico, la finanza pubblica e l’amministrazione dei cittadini. Zaia, ma anche Toti e De Luca, sono stati investiti di pieni poteri dai loro elettori per affrancarli dal collasso del Governo nazionale e riscattare spazi sempre più ampi di autonomia decisionale e di risorse finanziarie. É come tirare dalla propria parte una coperta che è comunque corta. Senza il riscatto della sovranità monetaria, legislativa e giudiziaria l’Italia non potrà mai avere dei soldi che rilancino lo sviluppo e non si traducano in un nuovo debito, delle leggi che realizzino autenticamente il bene degli italiani e non l’interesse della grande finanza speculativa globalizzata.

Cari amici, ancora una volta queste elezioni ci hanno fatto toccare con mano ciò che veramente manca agli italiani: la cultura. Dobbiamo mobilitarci su un fronte culturale affinché gli italiani acquisiscano la consapevolezza di ciò che realmente sta accadendo, recuperino i valori che ci fortificano dentro, individuino la prospettiva che corrisponda all’interesse supremo dell’Italia e al bene primario degli italiani. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

Postato il 23/09/2020 14:15:51 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Iniziamo i corsi di formazione culturale gratuiti. Chi è interessato può iscriversi

Cari amici buongiorno. Ho atteso per forza maggiore la fine delle votazioni per il Referendum nazionale sul taglio dei parlamentari, per le elezioni in 7 Regioni e in 957 Comuni per avviare i corsi di formazione culturale che terrò personalmente. 

I corsi sono finalizzati a far conoscere la mia proposta di un nuovo modello di Stato, di sviluppo, di società e di civiltà che si traducano nel riscatto della sovranità nazionale dell’Italia, in una migliore qualità di vita degli italiani, nella rinascita della nostra civiltà che mette al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale, l’economia reale, i valori e le regole. 

 

I corsi di formazione culturale si svolgono in seno a gruppi di partecipanti residenti nello stesso Comune. 

Se sei interessato a partecipare invia una mail a :

formazione@insiemecelafaremo.org

Nella richiesta indica le seguenti generalità:

Nome

Cognome

Comune di residenza 

Provincia

Regione

Data di nascita

Professione

Cellulare

E-Mail

 

Terrò un primo incontro tramite una videoconferenza per illustrare le linee generali dellamia proposta culturale. Seguirà un incontro diretto nel Comune di residenza dei partecipanti nell’arco di una giornata divisa in due sessioni seminariali con una mia relazione introduttiva e gli interventi dei partecipanti. 

 

I corsi di formazione culturale sono gratuiti per i partecipanti. I costi organizzativi verranno coperti da sponsor e libere donazioni. 

Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

Postato il 21/09/2020 08:37:11 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Senza il quorum è obbligatorio votare al Referendum sul taglio dei parlamentari

Cari amici, ho già scritto le ragioni per cui voterò “No” al Referendum sul taglio dei parlamentari. Ora voglio chiarire il fatto che è indispensabile andare a votare a prescindere dal fatto che si scelga di votare “Sì” o “No”.

Il Referendum di domani e dopodomani sul taglio dei parlamentari è confermativo di una legge costituzionale già approvata quasi all’unanimità nel quarto e definitivo passaggio alla Camera dei deputati, ma che attende l’esito del Referendum per entrare in vigore non avendo ottenuto la maggioranza qualificata dei due terzi nel secondo passaggio al Senato. 

Essendo un Referendum confermativo di una legge di riforma della Costituzione non richiede il quorum. Anche se andassero a votare solo tre elettori il risultato sarebbe vincolante per i 60 milioni di italiani. Ecco perché è indispensabile andare a votare per accreditare la propria scelta.

Considerando che alla Camera dei deputati tutti i maggiori partiti, sia quelli al Governo sia quelli all’opposizione, hanno approvato la legge costituzionale sul taglio dei parlamentari, tutti i maggiori partiti hanno dato indicazione di votare “Sì”.

Pertanto chi è contro questa legge costituzionale deve essere consapevole che non andare a votare si traduce nel favorire la vittoria del “Sì”, che è l’indicazione di voto di questo Governo e in particolare del M5S. Matteo Salvini e Giorgia Meloni dopo aver dato il loro assenso in Parlamento, ora sono costretti a dire che voteranno “Sì”, ma è del tutto ovvio che sperano nella vittoria del “No” perché si tradurrebbe in una sconfitta politica del Governo, in particolare del M5S, che è stato il principale fautore del Referendum. 

Io voterò “No” per ragioni sostanziali. Questo Referendum è una truffa e una trappola. È una truffa innanzitutto perché raggira gli italiani illudendoli che il taglio di una somma corrispondente allo 0,007 per cento della spesa pubblica regalerebbe agli italiani un Parlamento più democratico. Ma è una truffa soprattutto perché non affronta le cause reali della deriva della nostra democrazia che sono:

1) La corretta rappresentatività basata sul rapporto fiduciario tra gli elettori e gli eletti, incarnando la sovranità popolare attraverso il voto di preferenza che assicura che la scelta degli elettori corrisponda all’elezione degli eletti; 2) La governabilità effettiva, garantendo al soggetto politico vincitore delle elezioni di disporre della maggioranza politica per poter concretamente assumere il Governo della comunità che è chiamato ad amministrare; 3) La costruttività operativa, vincolando il soggetto politico eletto e il Governo a ottemperare agli impegni assunti di fronte agli elettori e finalizzati alla salvaguardia del patrimonio storico, ambientale, civile e politico in cui sussiste la comunità, alla tutela del bene primario dei cittadini, alla crescita dello sviluppo per conseguire una migliore qualità di vita dei cittadini. 

Così come è una trappola perché, non essendo gli italiani al corrente che il Referendum confermativo non contempla un quorum, il rischio è che coloro che sono per il “No” immaginino che non andando a votare determinino la sconfitta del “Sì”.

Cari amici io andrò a votare e voterò “No” contro il furto della sovranità popolare da parte della partitocrazia in assenza del voto di preferenza; contro il rifiuto di garantire la governabilità a chi vince le elezioni, attribuendogli un adeguato premio di maggioranza, pur di spartirsi il potere in un consociativismo tra maggioranza e opposizione; contro l’assenza della garanzia che chi vince ottemperi concretamente alle promesse fatte in campagna elettorale. 

La probabile vittoria del “Sì” consoliderà la realtà della partitocrazia, del consociatismo e dell’arbitrio di chi non rappresenta il popolo e non opera per il bene degli italiani. Sono consapevole che l’eventuale e difficile vittoria del “No” non cambierebbe la realtà di questa nostra democrazia svilita, corrotta, degradata e svenduta. Ma la vittoria del “No” sarebbe un chiaro messaggio al Governo e a tutti i partiti, la manifestazione forte del popolo italiano della volontà di essere rappresentati e governati da chi veramente ha a cuore l’interesse supremo dell’Italia e il bene primario degli italiani.

 

 

Postato il 19/09/2020 13:42:32 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Al Referendum voterò “No” alla democrazia che ha tradito la sovranità popolare

Cari amici, il Referendum costituzionale confermativo della legge di revisione costituzionale approvata dal Parlamento, relativo alla riduzione del numero dei parlamentari da 945 a 600, è una truffa e una trappola. Pur essendo su un piano formale e tecnico favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari, sono tuttavia contrario sul piano sostanziale e politico a sostenere con il mio voto la realtà della democrazia che ha approvato questa legge e promosso il Referendum. Per questo il 20 e il 21 settembre voterò “No”. 

Vi spiego le ragioni del mio “No”. Chiariamo innanzitutto che si tratta di un Referendum costituzionale confermativo di una legge costituzionale approvata in via definitiva quasi all’unanimità l’8 ottobre 2019 dalla Camera con 553 voti favorevoli, 14 voti contrari e 2 astenuti. Hanno votato a favore sia i partiti della maggioranza al Governo, M5s, Pd, Italia Viva e Leu, sia i partiti dell’opposizione, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, più alcuni deputati del Gruppo Misto. Uniche forze del Parlamento contrarie sono state +Europa, (3 deputati) e Noi con l'Italia (4 deputati).

Per il Referendum costituzionale confermativo, a differenza del referendum abrogativo, non è richiesto il raggiungimento di un quorum di validità: l'esito referendario è comunque valido indipendentemente dalla percentuale di partecipazione degli elettori. É pertanto scontato che vincerà il “Sì” al Referendum. Concretamente si tradurrà nel fatto che, a partire dalla prossima legislatura, i parlamentari si ridurranno da 945 a 600, con un taglio di 345 parlamentari, pari al 36,5% in meno. I deputati alla Camera si ridurranno da 630 a 400, mentre i senatori passeranno da 315 a 200. 

Le ragioni addotte dai fautori del “Sì” sono due. La prima è di portare il totale dei parlamentari direttamente eletti in Italia al livello degli altri Stati europei più popolosi, considerando che in Germania sono 709, nel Regno Unito sono 650 e in Francia sono 577. La seconda ragione è di tagliare il costo dei parlamentari. Al riguardo, al netto delle imposte e dei contributi versati allo Stato, il risparmio che si otterrebbe con il taglio di 345 parlamentari sarebbe pari a 57 milioni di euro all’anno e a 285 milioni di euro a legislatura, equivalenti allo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana. La cifra indicata dal M5S del risparmio di 500 milioni di euro a legislatura è sbagliata perché si riferisce al lordo del costo dei parlamentari e non tiene conto che essendo i parlamentari stipendiati dallo Stato, le imposte e i contributi restano allo Stato.

Entro nel merito della mia decisione di votare “No”. Una democrazia sostanziale si fonda su tre pilastri: 1) La corretta rappresentatività basata sul rapporto fiduciario tra gli elettori e gli eletti, incarnando la sovranità popolare attraverso il voto di preferenza che assicura che la scelta degli elettori corrisponda all’elezione degli eletti; 2) La governabilità effettiva, garantendo al soggetto politico vincitore delle elezioni di disporre della maggioranza politica per poter concretamente assumere il Governo della comunità che è chiamato ad amministrare; 3) La costruttività operativa, vincolando il soggetto politico eletto e al Governo a ottemperare agli impegni assunti di fronte agli elettori e finalizzati alla salvaguardia del patrimonio storico, ambientale, civile e politico in cui sussiste la comunità, alla tutela del bene primario dei cittadini, alla crescita dello sviluppo per conseguire una migliore qualità di vita dei cittadini. 

Ebbene in Italia abbiamo perso tutti e tre i pilastri della democrazia sostanziale. Sul piano della rappresentatività prendiamo atto che i 945 parlamentari sono stati designati dai partiti e gli elettori si sono limitati ad avallare la scelta dei partiti. Non essendoci il voto di preferenza si è negato l’esercizio della sovranità popolare. Sul piano della governabilità prendiamo atto che la partitocrazia, ovvero lo strapotere dei partiti, ha imposto il consociativismo, cioè la spartizione del potere tra vincitori e vinti, rendendo la governabilità un esercizio di equilibrismo politico e di perenne instabilità istituzionale. Sul piano della costruttività, prendiamo atto che i partiti al Governo concepiscono la loro permanenza al potere come un’opportunità per accrescere il proprio consenso e di fatto sono in una perenne campagna elettorale, facendo passare in secondo piano il perseguimento dell’interesse supremo dell’Italia e del bene primario degli italiani.

In questo contesto di democrazia svilita, corrotta e degradata il Parlamento si è ridotto a essere un palcoscenico per spettacoli indecorosi e indegni della nostra grande Nazione, nonché una passerella per recitazioni urlate che diffondono la “denuncite”, l’epidemia più contagiosa tra gli italiani causata dal morbo della denuncia fine a se stessa, da trasformare in video per divulgarli tramite le piattaforme di comunicazione virtuale, da Facebook a YouTube. Considerando il fatto capitale che l’80 per cento delle leggi nazionali italiane sono la semplice trasposizione di regolamenti e direttive europee, quest’insieme ci fa toccare con mano sia il livello di decadenza della nostra democrazia sia l’indubbia perdita della nostra sovranità nazionale.

Cari amici, tutto ciò ci fa comprendere che la riduzione del numero dei parlamentari è solo un aspetto formale e tecnico in un contesto in cui la democrazia in Italia è stata spogliata del suo contenuto sostanziale, cioè la rappresentanza della sovranità popolare, dopo essere stata depredata dalla partitocrazia ed essere stata sostituita dalla legislazione europea. Ecco perché dico che voler far credere che il “Sì” al Referendum sarebbe un successo della democrazia è una truffa. Così come l’assenza del quorum, che renderebbe valido il Referendum anche se votassero tre persone, è una trappola. Se ci fosse stato il quorum non sarei andato a votare, confidando che se la maggioranza degli italiani avesse fatto lo stesso, il Referendum sarebbe stato considerato nullo. Ma non essendoci il quorum, voterò “No” per una ragione sostanziale e politica, voterò “No” alla democrazia che ha tradito la sovranità popolare, assoggettata all’arbitrio della partitocrazia e alla dittatura europea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 07/09/2020 16:56:18 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il Mondo civile e libero deve prendere seriamente la minaccia di Erdogan di fare la guerra alla Grecia

Buona domenica amici. Il Mondo civile e libero deve intervenire per fermare il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il 26 agosto nel corso di una manifestazione organizzata a Malazgirt, nella provincia di Mus, stando a quanto riferito dall'Agenzia di stampa ufficiale Anadolu, Erdogan ha minacciato la guerra contro la Grecia: “Se Atene vuole pagare un prezzo, che venga ad affrontarci. Se non ne ha il coraggio, si tolga di mezzo"; “Ci prenderemo quello che è nostro. Eviti errori che la porterebbero sulla strada della rovina. La Turchia farà valere i propri diritti tanto nel Mediterraneo, che nel Mar Egeo e nel Mar Nero". 

Erdogan rivolgendosi a Francia, Italia, Grecia e Cipro che stanno compiendo delle manovre militari congiunte a ridosso delle acque contese tra Turchia e Grecia, ha ammonito: “Invitiamo i nostri interlocutori ad evitare qualsiasi errore che significhi la loro rovina. Tutto il mondo ormai vede che la Turchia non è più un Paese di cui si può mettere alla prova la pazienza, la determinazione, i mezzi ed il coraggio". 

Il tratto di mare conteso è la cosiddetta “Zona economica esclusiva” greca, non riconosciuta dalla Turchia, all’interno della quale la Turchia ha avviato l’esplorazione di idrocarburi per un loro eventuale sfruttamento. Lo scorso 12 agosto c’è stata una collisione tra due fregate greca e turca a est dell’isola di Rodi nelle acque della “Zona economica esclusiva” greca.

La “Zona economica esclusiva”, acronimo Zee, è “un’area del mare, adiacente le acque territoriali, in cui uno Stato costiero ha diritti sovrani per la gestione delle risorse naturali, giurisdizione in materia di installazione e uso di strutture artificiali o fisse, ricerca scientifica, protezione e conservazione dell’ambiente marino”. Si tratta quindi di acque internazionali limitrofe alle proprie acque territoriali, avvalendosi del principio che se le acque internazionali non le usa nessuno economicamente, un Paese può appropriarsene per realizzarne lo sfruttamento. Tuttavia se un altro Paese confinante non è d’accordo, ha diritto di chiedere l’intervento delle Nazioni Unite.

Erdogan sta promuovendo il dominio turco nel Mediterraneo lanciando la strategia denominata “Patria Blu”: “Siamo orgogliosi di proteggere il nostro vessillo glorioso in tutte le acque. Siamo pronti a proteggere con forza ogni fascia dei nostri 462 mila chilometri quadrati di Patria blu”. 

L’Italia è direttamente coinvolta nella disputa perché davanti a Cipro giacciono riserve di idrocarburi assegnate all’Eni. Erdogan ha scalzato l’Italia e si è imposto come il principale protettore del Governo libico riconosciuto internazionalmente di Al Sarraj, sottoscrivendo un accordo per la costituzione di una “Zona economica esclusiva” al largo della Tripolitania. La Grecia ha replicato sottoscrivendo un accordo simile con l’Egitto, principale sostenitore del generale Haftar, l’antagonista di Al Sarraj, sostenuto anche da Russia, Francia e Emirati Arabi.

Erdogan, che è un integralista islamico, mira a riesumare un nuovo Califfato islamico turco e si considera l’erede del Sultano Maometto II che nel 1453 espugnò in un bagno di sangue Costantinopoli ponendo fine all’Impero Romano d’Oriente, convertì la Basilica di Santa Sofia in moschea facendo sgozzare i sacerdoti sull’altare. Erdogan lo scorso 10 luglio ha riconvertito la Basilica di Santa Sofia in moschea, dopo essere diventata museo nel 1935 per volontà di Ataturk. Per l’occasione Erdogan ha fatto coniare una medaglia commemorativa in cui sono riportate due date 1453-2020, per evidenziare la continuità nel nome della supremazia dell’islam tra il Califfato turco-ottomano e la Turchia odierna, tra il Sultano Maometto II e Erdogan.

Ebbene il 26 agosto Erdogan ha irriso dei greci dicendo: “Coloro che oggi non meritano nemmeno di essere gli eredi di Bisanzio, si nascondono dietro gli europei per agire come pirati che ignorano la legge. È ovvio che non hanno imparato le lezioni del passato. Non accetteremo mai compromessi su ciò che è nostro”.

Cari amici, Erdogan conferma di essere l’uomo più pericoloso del Medio Oriente. Ha inviato e impegnato in azioni militari l’esercito e l’aviazione in Iraq, Siria, Somalia, Qatar e Libia, mentre le navi da guerra turche stazionano nel Mar Nero, Mar Egeo, Mediterraneo centrale e Mar Rosso. La minaccia di sferrare la guerra alla Grecia e la volontà di annettersi le acque internazionali dichiarate “Zona economica esclusiva” da parte della Grecia sono un atto di estrema gravità considerando il contesto in cui opera Erdogan. La Turchia è diventata uno Stato sempre più islamizzato, ebbro di fanatismo ideologico con la rievocazione del passato Califfato turco-ottomano. L’Europa ha sbagliato tutto da quando nel 1974 non si oppose con fermezza all’invasione militare, all’occupazione e alla colonizzazione turca del settore settentrionale di Cipro, costituendo lo Stato illegittimo della Repubblica Turca di Cipro. Ad oggi l’Unione Europea continua a sbagliare intrattenendo floridi rapporti economici e commerciali con la Turchia, senza esigere preliminarmente il ritiro dell’Esercito turco e rassegnandosi di fatto all’occupazione militare di Cipro che è uno Stato membro dell’Unione Europea. 

Il rischio è che l’Europa e l’Occidente, considerando che la Turchia è membro della Nato, assecondino nuovamente le mire espansioniste turche nel Mediterraneo immaginando che sarebbe il male minore, così come accadde quando nel 1938 a Monaco Gran Bretagna e Francia assecondarono le mire annessioniste di Hitler in Cecoslovacchia o quando nel 1990 gli Stati Uniti si mostrarono concilianti con Saddam Hussein che si apprestava a occupare il Kuwait. Sarebbe una catastrofe se il Mondo civile e libero non intervenisse subito per fermare un fanatico islamico provocatorio, aggressivo e guerrafondaio alla guida di uno Stato che ha un Esercito cospicuo e un’economia sufficientemente solida, al cui interno i dissidenti politici vengono violentemente e spregiudicatamente eliminati. In ogni caso Erdogan è già riuscito ad attribuirsi l’immagine della guida dell’islam, di chi più di altri incarna l’islam che s’impone e che trionfa. Ed è proprio Erdogan che ci conferma che la vera minaccia non sono i terroristi islamici ma i sedicenti “musulmani moderati” che, nel nome dello stesso islam, mirano a sconfiggere e sottomettere il “nemico dell’islam”, come lo stesso Erdogan ha definito la Grecia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 30/08/2020 12:40:34 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il progetto “Puglia Muslim Friendly”, annunciato e archiviato in 24 ore, sarebbe stato un grave danno al turismo in Puglia

Buongiorno amici. Ha fatto bene il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano a ritirare il bando “Puglia Muslim Friendly” ventiquattr’ore dopo la sua presentazione, giustificandolo con la necessità di «sottoporlo alla valutazione della Giunta regionale». 

Ieri la Regione Puglia aveva annunciato un bando di 90 mila euro per progetti di promozione del turismo conforme alla sharia, la legge islamica, per incentivare il turismo dei turisti musulmani facoltosi.

Ho un buon ricordo di Michele Emiliano. Da Sindaco di Bari per due volte mi fece l’onore di presenziare alle presentazioni dei miei libri. Abbiamo mantenuto un rapporto cordiale. Ma non posso che manifestare il mio totale disaccordo sull’iniziativa della Regione Puglia di finanziare un progetto di promozione di un turismo conforme alla legge islamica.

I musulmani in Italia sono sempre venuti da turisti anche senza gli alberghi “Muslim friendly”. I musulmani facoltosi hanno sempre speso somme da capogiro anche se nell’albergo non c’era una sala da preghiera o anche se nelle vicinanze non c’era una moschea. 

La verità è che i musulmani, soprattutto i più facoltosi, vengono in Italia e in Europa proprio per concedersi una tregua dall’ottemperanza rigorosa di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Vengono da noi espressamente per poter liberamente bere alcolici, frequentare belle donne, sfoggiare lussuosi abiti firmati dai grandi stilisti, comprare oggetti particolarmente costosi.

Chi ha concepito il progetto “Puglia Muslim Friendly” o è un islamico integralista o è un islamofilo sfegatato. 

Negli alberghi nei paesi islamici non ci sono sale di preghiera. Il cliente che vuole pregare o prega in camera sua o si reca in una moschea all’esterno.

Qualora ci fosse una sala di preghiera in un albergo, se pregassero più musulmani contemporaneamente, servirebbe un imam, una guida religiosa islamica. Di fatto si costituirebbe una moschea nell’albergo. A quel punto i clienti non musulmani che verosimilmente non gradirebbero pagare per una vacanza “islamicamente corretta” se ne andrebbero e inviterebbero a boicottare gli alberghi “Muslim friendly”. 

Immaginare che in un albergo in Italia le addette al Ricevimento o ai servizi ai piani debbano indossare un velo in testa e un abito castigato come prescrive l’islam, che la piscina interna debba avere orari differenziati per le donne e gli uomini, che all’interno non si espongano immagini o statue conformemente all’iconoclastia islamica, che il letto e il water non debbano essere orientati in direzione della Mecca perché sarebbe offensivo, che al ristorante il cibo debba essere rigorosamente halal, ovvero islamicamente corretto, significherebbe di fatto dar vita a un albergo per soli islamici. 

Arrivare addirittura a scrivere nel testo del progetto “Puglia Muslim Friendly” che gli Emirati islamici di Bari e di Taranto tra l’847 e l’871, ovvero l’occupazione violenta degli islamici per circa 25 anni, siano da concepire come testimonianza del legame storico tra la Puglia e l’islam, è semplicemente folle. La Storia attesta la realtà di un islam che per 1400 anni ha usato la violenza per sottomettere l’Europa. Lo conferma proprio in Puglia la strage di Otranto del 1480, in cui furono decapitati 7 mila otrantini e altri 5 mila, donne e bambini, furono rapiti e deportati come schiavi sulla costa orientale del Mediterraneo dai corsari turchi. 

Emiliano ha riparato a un errore grossolano perché il turismo della Puglia avrebbe subito un grave danno, qualora finisse per essere etichettata come “sottomesso all’islam”. La stragrande maggioranza dei turisti in Puglia non sono musulmani e non gradirebbero trascorrere le vacanze, pagando di tasca propria, subendo le prescrizioni islamiche. 

Ma soprattutto sarebbe stata una grande sciocchezza. Non solo i turisti musulmani vengono da noi perché sono attratti dal nostro stile di vita, ma anche nel caso in cui non lo fossero non avrebbe senso “islamizzare” l’albergo quando appena subito fuori l’albergo c’è un’Italia che per nostra fortuna è laica sul piano culturale e libera sul piano dei costumi. A meno che chi ha concepito il progetto “Puglia Muslim Friendly”, dopo l’islamizzazione degli alberghi non sogni l’islamizzazione della Puglia. Non credo che sia questa l’intenzione di Emiliano.

Cari amici, il progetto prontamente archiviato “Puglia Muslim Friendly” è sbagliato dalle fondamenta perché antepone il denaro ai valori, immagina che pur di lucrare sui turisti musulmani facoltosi si possa rinunciare alla nostra identità, facendo primeggiare l’islam sulla nostra civiltà, anche se ciò si traduce nella nostra sottomissione a un sistema di potere autoritario e violento che condanna a morte i non musulmani, concepisce la donna come un essere antropologicamente inferiore, nega la libertà di scelta individuale. Noi tutti, a prescindere dalla legittima diversità di opinione, dobbiamo mobilitarci per salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale perché è l’unica che garantisce a tutti il diritto inalienabile alla vita, dignità e libertà. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.

 

 

 

Postato il 25/08/2020 15:47:41 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam