La strage di Barcellona ci conferma che dobbiamo innanzitutto riscattare la certezza di chi siamo e poi combattere l'islam che ci vuole sottomettere

(Il Giornale, 18 agosto 2017) - Ancora una volta tocchiamo con mano che il terrorismo islamico esplode laddove in Europa si sono persi la certezza e l'orgoglio della propria identità, finendo per odiare se stessi, accordando ai propri nemici interni ciò che è interdetto ai propri cittadini. Il sanguinoso attentato nel centro di Barcellona si consuma nel contesto della Catalogna che non vuole essere regione autonoma della Spagna ma anela a farsi fagocitare dagli Stati Uniti d'Europa; si batte strenuamente per affermare la propria identità nazionale ma si sta dissolvendo nel meticciato antropologico del multiculturalismo e del globalismo; è intollerante nei confronti di qualsiasi lesione al relativismo valoriale elevato a dogma universale ma tollera il radicalismo islamico che s'impone violentemente come l'unica verità assoluta.

I protagonisti di questa violenza sono i musulmani di seconda generazione, nati o comunque cresciuti in Europa, che conoscono bene la lingua, la cultura e le leggi dello Stato di adozione, che sono affascinati dall'Iphone e dalla Nike, ma che rifiutano il sistema di valori che sostanzia la nostra civiltà. Amano la nostra materialità e odiano la nostra spiritualità. Ed è così che anche a Barcellona, come a Londra, sono sorti «tribunali islamici» e unità della «polizia islamica», che sanzionano i musulmani che non si comportano secondo quanto prescrive la sharia, la legge di Allah e di Maometto. Barcellona è diventata la città più islamizzata della Spagna dopo le enclaves di Ceuta e Melilla che sorgono geograficamente in Marocco. Per quanto ufficialmente i musulmani in Catalogna siano solo il 6% della popolazione, pari a 450 mila persone, condizionano pesantemente l'insieme della collettività perché di fatto si comportano come se fossero un corpo estraneo ed ostile. Ci sono dei quartieri, a partire da quello di Raval, che sono stati trasformati in un micro-Stato islamico con la proliferazione di moschee, scuole coraniche, macellerie e negozi halal, enti assistenziali e finanziari islamici. Questa strisciante islamizzazione urbanistica e demografica ha registrato un'accelerazione con l'entrata in scena del Qatar, il principale finanziatore del movimento estremista dei «Fratelli Musulmani», come sponsor del Barcellona fino allo scorso giugno. Il Qatar ha ovunque condizionato i suoi finanziamenti alla costruzione di moschee.

Barcellona è un esempio perfetto che ci fa toccare con mano come quando si consente ai musulmani di auto-regolamentarsi addirittura con le proprie leggi, quando noi ci auto-imponiamo di non entrare nel merito dei contenuti dell'islam e lo legittimiamo acriticamente mettendolo sullo stesso piano del cristianesimo, inevitabilmente gli estremisti e i terroristi islamici prendono il sopravvento, ci massacrano e ci umiliano. Ed è così che per i musulmani di seconda generazione diventano l'alternativa alla nostra civiltà decadente. Dobbiamo innanzitutto riscattare la certezza di chi siamo e poi combattere l'islam che ci vuole sottomettere.

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Postato il 18/08/2017 15:41:00 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Va bene aver posto fine all'attività delle navi delle Ong. Ma ora bisogna bloccare gli sbarchi e quest'auto-invasione. Per occuparsi finalmente degli italiani

(Il Giornale, 14 agosto 2017) - È un fatto positivo che sia stata messa, del tutto o quasi, fine all'attività delle navi delle Ong che hanno incrementato a dismisura gli sbarchi sulle nostre coste dei «migranti». Ma non possiamo gridare vittoria. Sarebbe del tutto velleitario immaginare che sia stato risolto il problema della cosiddetta «accoglienza».

Prendiamo atto che si è arrivati alla convergenza tra governo e opposizione sulla valutazione critica nei confronti delle Ong grazie all'iniziativa di singoli magistrati non allineati, all'intraprendenza di cittadini non rassegnati, infine alla presa d'atto del governo che senza un contenimento degli sbarchi si sarebbe rischiata la guerra civile. Il governo italiano è l'ultimo in Europa ad aprire gli occhi sul tema genericamente indicato come «immigrazione», aprendosi con sano realismo un varco nella gabbia ideologica del catto-comunismo che da decenni imprigiona la nostra cultura e classe politica.

Ebbene, di fronte alla crescente sofferenza e incontenibile rabbia dei cittadini che si sentono discriminati dentro casa propria perché il governo accorda allo straniero ciò che non è concesso a milioni di italiani poveri, disoccupati e frustrati da uno Stato famelico, ladrone, vessatorio e aguzzino, finalmente oggi si tocca con mano che i problemi reali che concernono il vissuto e la quotidianità dei cittadini non hanno colore politico, non sono né di destra, né di centro, né di sinistra. Lo stesso dicasi per le soluzioni che si ispirano al buonsenso. Lo sanno benissimo i sindaci che ogni giorno hanno il fiato dei propri cittadini-elettori sul collo.

Se oggi il capo del maggior partito della sinistra sposa sostanzialmente la tesi dell'opposizione di destra, incentrata sullo stop a questa vera e propria auto-invasione, perché siamo noi a volere, a pianificare e a finanziare l'esodo massiccio di giovani dall'Africa, dal Medio Oriente e dall'Asia, e sull'aiutarli a casa loro affinché possano scegliere di viverci dignitosamente, significa che la politica italiana ha finalmente infranto il muro dei tabù e delle cecità delle ideologie dell'immigrazionismo, del relativismo valoriale, del globalismo che mira ad annientare gli stati nazionali e le identità localistiche.

Prima ci hanno detto che l'emergenza era salvare le vite dei disperati in mare. Poi che l'emergenza è salvarli al largo delle coste libiche a prescindere dal fatto che siano o meno in pericolo di vita. Ora ci dicono che l'emergenza è salvarli dalle condizioni disumane che versano sul territorio libico. Si faccia un altro passo all'insegna del sano realismo e del sano amor proprio concordando che l'obiettivo politico dell'Italia è bloccare questa auto-invasione, porre fine alla follia suicida dell'auto-sostituzione etnica, aiutarli a vivere dignitosamente a casa loro. Ecco perché ci auguriamo che eliminate dalla scena le navi delle Ong, sinistra e destra pervengano ad un'intesa che sfoci nella salvezza degli italiani. Sì, gli italiani. Finora si è pensato a tutti fuorché agli italiani.

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Postato il 14/08/2017 13:02:04 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Per aver detto la verità su Maometto chiedo allo Stato di tutelare in modo adeguato la mia sicurezza. Se dovessero uccidere la mia libertà, morirà la libertà di tutti noi

(Il Giornale, 6 agosto 2017) - Io non ho paura della morte. A 65 anni so bene che la morte ci appartiene. Da credente mi riconosco nel testamento spirituale di Paolo Borsellino: «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».

Ma sono preoccupato perché constato il venir meno dell'interesse alla mia sicurezza da parte delle istituzioni. Si può legittimamente dissentire dalle mie idee nel contesto della nostra democrazia. Resta il fatto che per la mia esperienza di vita da immigrato e da musulmano, sulla base della competenza acquisita in ambito accademico e giornalistico, sono l'italiano che probabilmente più di altri conosce e sa spiegare questi temi, che certamente ha condannato autorevolmente e fondatamente sia l'immigrazionismo come ideologia sia l'islam come religione.

In concomitanza con la pubblicazione del mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah», lo scorso 25 luglio ho chiesto un incontro urgente con il ministro dell'Interno Marco Minniti. Finora non ho avuto risposta. Proprio perché ho descritto la realtà di Maometto attenendomi rigorosamente alle fonti ufficiali islamiche, il quadro che emerge è assolutamente veritiero ed estremamente preoccupante, facendoci toccare con mano la ragione per cui da 1400 anni l'islam è intrinsecamente violento e storicamente conflittuale. So benissimo di aver violato una linea rossa tracciata con il sangue da tutti i musulmani che ottemperano letteralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. La strage dei vignettisti di Charlie Hebdo a Parigi il 7 gennaio 2015, «colpevoli» di aver ritratto in modo irriverente Maometto, era stata preceduta dalla denuncia legale intentata dai  «moderati» della Grande Moschea di Parigi e dell’Uoif, così come ai solenni funerali nessun musulmano «moderato» espose il cartello «Je suis Charlie», sostituendolo con «Je suis Ahmed», un poliziotto musulmano ucciso anch'egli dai terroristi islamici.

Sono anni che gradualmente si sta allentando la sicurezza accordatami dopo che lo Stato aveva ritenuto di portarla al massimo livello. Già nel 2005 nel mio libro «Vincere la paura» denunciai il fatto che lo Stato mi assegnò una scorta, ma al tempo stesso legittimò gli estremisti dell'Ucoii che mi accusarono pubblicamente di essere un «nemico dell'islam». Voglio ricordare a tutti che queste condanne non decadono e non si affievoliscono con il tempo.

In questi giorni comprendo meglio il significato concreto delle denunce espresse da Borsellino, Falcone e Dalla Chiesa. Erano consapevoli che sarebbero stati assassinati da una Mafia che opera in sintonia con uno Stato latitante se non consenziente. Chiedo allo Stato, al di là di chi governa, di tutelare in modo adeguato la mia sicurezza per consentirmi di andare avanti nella missione di dire la verità in libertà. Siamo tutti sulla stessa barca. Se dovessero uccidere la mia libertà, morirà la libertà di tutti noi.

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Postato il 06/08/2017 08:52:32 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Un professore critica l'islam. La preside lo sospende, lo sanziona e lo denuncia come "malato mentale". Succede oggi in Italia

Buongiorno amici. È incredibile che in Italia si assumano comportamenti di stampo stalinista nei confronti di chi critica fondatamente e civilmente l'islam come religione. 

Il professor Pietro Marinelli, docente di Diritto all'Istituto Falcone-Righi di Corsico in provincia di Milano, per aver criticato uno specifico comportamento dell'islam nel corso di un confronto culturale con i suoi studenti, è stato deferito dalla preside alla Commissione medica di verifica della Sovrintendenza della Lombardia, per una visita medica al fine di accertare l'idoneità o inidoneità all'insegnamento. La preside sostiene che il professor Pietro Marinelli avrebbe "disturbi nel comportamento gravi, evidenti e ripetuti, che fanno presumere l'esistenza dell'inidoneità psichica permanente assoluta o relativa al servizio". 

Siamo arrivati al punto in cui in Italia chi critica l'islam è considerato un "malato mentale" da rieducare come accadeva ai dissidenti sovietici nei gulag staliniani? 

 

Ecco il testo del messaggio pubblicato dal professor Pietro Marinelli nel suo profilo Facebook 

https://www.facebook.com/pietro.marinelli1/posts/10213459132743010

Cari amici, la preside del mio Istituto ha chiesto, nei miei riguardi, una visita medica di controllo, alla Commissione medica di verifica della Sovrintendenza della Lombardia, per accertare la mia idoneità o inidoneità all'insegnamento. Ciò perché lei sostiene che io abbia "disturbi nel comportamento gravi, evidenti e ripetuti, che fanno presumere l'esistenza dell'inidoneità psichica permanente assoluta o relativa al servizio". Acclude una relazione che si è rifiutata di farmi conoscere, ma è molto probabile, essendo stata richiesta dopo i fatti in questione, che riguardi le espressioni non "politicamente corrette" sull'islam. Credo di poter fare un paragone con il trattamento riservato ai dissidenti sovietici, che venivano sottoposti a visita medica in quanto considerati "malati mentali" da rieducare, poiché avevano un pensiero diverso da quello dell'ideologia comunista.

Postato il 04/08/2017 09:07:16 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

La storia di Aisha, la moglie-bambina di Maometto

(Dal Capitolo 8 «Allah soddisfa ogni suo desiderio sessuale» del nuovo libro di Magdi Cristiano Allam «Maometto e il suo Allah», pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 31 luglio 2017)

Nel 620, quando Maometto aveva 50 anni, sposò una bambina di appena 6 anni, Aisha, la figlioletta minore del suo miglior amico Abu Bakr, con cui consumò il matrimonio quando lei compì i 9 anni. (…)  A sei anni Aisha, come tutte le bambine, amava ascoltare le storielle. Maometto un giorno le raccontò:

«Mi sei apparsa in sogno due volte. Un uomo ti ha portata a me avvolta in una stoffa di seta e mi ha detto: “È tua moglie”. Ho srotolato la stoffa di seta e, sorpresa, eri te! Mi sono detto che se questo sogno viene da Allah, ebbene si realizzerà.»

Quando Aisha arrivò a Medina all'età di otto anni, a causa di una malattia perse tutti i capelli. Maometto preferì che restasse a casa dei suoi genitori fino a che non si fosse ristabilita per poi procedere a consumare il matrimonio.

Un giorno, recandosi in visita a casa di Abu Bakr, Maometto si rese conto che Aisha si era ristabilita e i suoi capelli erano ricresciuti. Lui la osservò e la trovò bella e desiderabile sessualmente. (…) Aisha non capiva cosa stesse accadendo. A nove anni non era abituata a stare senza la mamma. Si meravigliò quando la mamma la lasciò sola con le donne medinesi, che si misero a lavarla, truccarla e profumarla senza dirle niente di ciò che le sarebbe capitato. (…) Aisha rimase perplessa e attonita quando la madre, dopo aver introdotto Maometto nella stanza, se ne andò lasciandoli soli, lanciando un sorriso all'indirizzo della figliola e invocando Allah affinché la benedicesse. Non capì perché Maometto avanzò verso di lei, rimase esterrefatta quando lui prese a spogliarla trattandosi di un uomo che non faceva parte della sua famiglia. Subì senza fiatare, come un trauma consumato in silenzio, la sua prima deflorazione ad opera di un uomo che era più grande di suo padre.

Come accade nei traumi subiti in un ambito familiare, dove sono gli stessi genitori a praticare o a consentire la violenza sui propri figli, Aisha continuò pubblicamente a comportarsi da bambina senza dire niente a nessuno, metabolizzando inconsciamente quella violenza sessuale incompatibile con la sua tenera età, mostrandosi pubblicamente come se nulla fosse successo. Quando Maometto, trattandosi ormai di sua moglie, assegnò ad Aisha una delle case che aveva fatto costruire nei pressi della propria casa e della moschea, lei riprese a giocare con le altre bambine e amava più di ogni altra cosa giocare con delle pezze di stoffa concepite come delle bambole da curare, cullare, abbracciare, donare amore e sentirsi amata. (…)

«Maometto e il suo Allah» è pubblicato dalla casa editrice MCA Comunicazione. Il libro è di 350 pagine e costa 10 euro. La versione E-Book costa 8 euro. Lo si può acquistare esclusivamente attraverso il sito www.magdicristianoallam.it/libri

 

Postato il 31/07/2017 10:33:02 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il piccolo Charlie Gard era vivo ed è stato ucciso. La Chiesa ha legittimato l'eutanasia di Stato

(Il Giornale, 30 luglio 2017) - Charlie Gard era già morto o era vivo? Staccargli la spina che gli consentiva di respirare e di nutrirsi, provocandogli la morte per soffocamento, sul piano strettamente giuridico e su quello più ampiamente morale, può configurarsi come «morte naturale» o invece corrisponde all'uccisione di una persona?

Pur in un contesto diverso, oggi si ripropone la domanda cardine sul tema della vita sin dal suo concepimento: il feto è vita o non è vita? Ebbene mentre la Chiesa si è schierata a favore della sacralità della vita del feto, scontrandosi frontalmente con lo Stato che ha legittimato l'aborto, quindi l'uccisione della vita del feto, il caso della vita e della morte del piccolo Charlie vede convergere la posizione dello Stato e quella della Chiesa. Di fatto la Chiesa ha avallato l'eutanasia di Stato, legittimando il diritto del giudice di decidere se e quando staccare la spina che tiene in vita una persona fisicamente menomata.

Papa Francesco non è proprio entrato nel merito della vicenda e l'ha affrontata come se si trattasse di una morte qualsiasi: «Affido il piccolo Charlie al Padreterno, prego per i suoi genitori e per tutti coloro che l'hanno amato», ha scritto in un tweet, la nuova frontiera dell'evangelizzazione mordi e fuggi.

Più significativa è la posizione assunta dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso il suo organo ufficiale. «Il piccolo Charlie Gard è morto», titolava ieri avvenire.it, il sito della Cei. «È morto», sottintende «morte naturale». Una tesi avallata dal commento del direttore Marco Tarquinio: «Charlie è stato ucciso da un male inesorabile, e né la scienza né la legge hanno saputo e potuto e forse voluto aiutarlo». La responsabilità della morte è del «male inesorabile», anche se si denunciano le lacune della scienza e le colpe della legge. Eppure sempre avvenire.it condanna la «atroce operazione» del distaccare Charlie dai macchinari che lo tenevano in vita. Si riconosce che il passaggio dalla vita alla morte del piccolo Charlie è stato frutto di un crimine, che la Chiesa ha scelto di non condannare pur violando la stessa sacralità della vita incarnata dal feto o da qualsiasi persona a prescindere dalle sue condizioni fisiche.

La vicenda del piccolo Charlie Gard segna uno spartiacque nella storia del declino della civiltà europea perché rappresenta il precedente giuridico che legittima l'eutanasia di Stato. Il giudice Nicholas Francis dell’Alta Corte di Londra ha affermato il principio che è la Magistratura che decide sulla vita e sulla morte della persona: «Decido io», perché «devo considerare gli interessi di Charlie».

Il giudice del «decido io» s'impone sul Papa del «chi sono io per giudicare?». Al tempo stesso attua la convergenza tra lo Stato e la Chiesa sul tema del fine vita. E infligge il colpo di grazia alla nostra civiltà decadente. Perché una società che sceglie di uccidere i suoi membri più fragili è destinata al suicidio. Se si legittima l'eutanasia verrà meno la sacralità della vita di tutti.

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Postato il 30/07/2017 10:25:21 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

I "fieri di essere musulmani" in Italia pubblicano l'ordine di Maometto di uccidere gli ebrei

Cari amici, il profilo Facebook in lingua italiana «Siamo fieri di essere musulmani», nell'ambito della mobilitazione dei musulmani in Italia contro lo Stato di Israele, impegnato in una nuova sanguinosa battaglia contro il terrorismo islamico palestinese a Gerusalemme, riporta correttamente ciò che Maometto disse a proposito degli ebrei: «Il profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) disse: L'ultima ora non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l'albero diranno: “O musulmano, o servo di Allah, c'è un ebreo nascosto dietro di me- vieni e uccidilo; ma l'albero di Gharqad non lo dirà, perché è l'albero degli ebrei”» (da Al Bukhari e Muslim)

Si tratta di una citazione importante perché ci fa toccare con mano il fatto che la radice dell'odio, della violenza e della morte, in questo caso specifico nei confronti degli ebrei, si incarnano in Maometto. L'islam è intrinsecamente violento perché Maometto è stato violento. Siccome si tratta di un detto di Maometto riconosciuto come autentico da tutti i musulmani, tutti i musulmani, a prescindere dal fatto che siano terroristi, estremisti o sedicenti moderati, sono consapevoli che bisogna combattere e uccidere gli ebrei per il fatto stesso che sono ebrei, perché è Maometto che l'ha ordinato.

Non conosco chi gestisce questo profilo Facebook né conosco chi lo segue. Ma so che sono sinceri in quanto stanno ottemperando letteralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e soprattutto a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. 

Cari amici, solo conoscendo chi è stato veramente Maometto potremo capire la realtà intrinsecamente violenta e storicamente conflittuale dell'islam. 

Vi invito a leggere il mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah». È un contributo alla verità per salvaguardare la nostra libertà.

Potete ordinarlo sul mio sito www.magdicristianoallam.it/libri

Postato il 23/07/2017 13:45:57 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Siamo di fronte ad un bivio: o blocchiamo l'auto-invasione di giovani maschi, fertili, musulmani e abili al combattimento o l'Italia morirà

(Il Giornale, 23 luglio 2017) - Abbiamo quattro certezze sul fenomeno epocale e senza precedenti dell'ingresso ininterrotto e incontrollato nel territorio nazionale di centinaia di migliaia di persone provenienti dall'Africa, dal Medio Oriente e dall'Asia. La prima certezza è che sono prevalentemente giovani di sesso maschile di età compresa tra i 20 e i 30 anni. La seconda è che nella stragrande maggioranza sono originari di paesi dove non sono in corso delle guerre. La terza è che sono quasi tutti musulmani. La quarta, acquisita grazie alle recenti ammissioni della Bonino, è che il governo Renzi nel 2014 ha voluto che gli sbarchi dalla costa libica avvengano tutti in Italia.

Manca la certezza più importante: chi sono veramente questi giovani, che vivono l'esplosione della fertilità maschile con la prospettiva di promuovere una società meticcia, il cui aspetto ci dice che non hanno mai conosciuto la fame, che sbarcano con il cellulare attivato e sono consapevoli dei loro «diritti», che potrebbero rivelarsi dei combattenti pronti a farci la guerra dentro casa nostra per sottometterci all'islam. 

Nei bandi dei prefetti per l'individuazione delle «strutture di accoglienza temporanea», il Ministero dell'Interno li chiama in quattro modi: «cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale», «migranti», «profughi», ma soprattutto «ospiti». Il Presidente della Camera Boldrini li ha indicati come «una risorsa», «l'avanguardia umana della globalizzazione e del mondo futuro». Tito Boeri, presidente dell'Inps, li chiama «migranti», invoca frontiere aperte e la loro regolarizzazione, perché a suo avviso saranno loro a pagarci le pensioni.

Anche i mezzi di comunicazione di massa li chiamano «migranti». Per sano realismo hanno smesso di chiamarli «immigrati», perché chi meglio degli italiani sa che gli immigrati sono dei lavoratori, che appena sbarcano in un altro paese si rimboccano le maniche e si guadagnano il pane con il sudore della propria fronte. È vietato chiamarli «clandestini», anche se di fatto tutti quelli che sbarcano sono sprovvisti di documenti. Di fatto non sono «clandestini» perché non entrano furtivamente in Italia, siamo noi che li andiamo a prendere a casa loro e li portiamo sin dentro casa nostra. «Migrante» è il participio presente del verbo «migrare», indica un'azione in fieri, in addivenire, ma non connota lo status della persona. 

La verità, a cui si perviene per esclusione, è che questi giovani maschi, fertili, musulmani e abili al combattimento sono lo «strumento umano» di una «auto-invasione», finalizzata alla nostra sostituzione etnica e al suicidio della nostra civiltà. L'Europa prende le distanze dall'Italia o perché, come nel caso di Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, osteggiano il Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata, o perché, come nel caso di Francia e Germania, ritengono di aver tutto da guadagnare dalla dissoluzione dell'Italia. 

Ecco perché siamo di fronte ad un bivio: o blocchiamo le frontiere o l'Italia morirà. 

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Postato il 23/07/2017 08:52:39 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

L'Europa chiede all'Italia di chiudere i porti. Gentiloni risponde che continueremo a farci auto-invadere

Buongiorno amici. Finora chi ci governa ha voluto far credere che mentre l'Italia fa la brava e accoglie a braccia aperte i poverini in fuga dalle guerre e dalle ingiustizie, l'Europa invece fa la cattiva rifiutandosi di aiutare l'Italia nell'accogliere delle quote di questi poverini e nel condividere i costi del generoso salvataggio in mare di milioni di disperati. 

Ebbene la verità è esattamente l'opposto. È chi ci governa che si ostina, costi quel che costi, a promuovere e finanziare questa vera e propria auto-invasione dell'Italia, pretendendo che gli altri stati europei si rendano collusi con questa folle strategia suicida, acconsentendo che anche i loro paesi si facciano auto-invadere. 

Questa verità è insita in una lettera dei capi di stato e di governo di quattro paesi europei, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, in cui si chiede all'Italia di "chiudere i porti" per porre fine all'auto-invasione: "Se non verranno chiusi i porti ai migranti il problema diventerà ingestibile, dato che tedeschi ed austriaci chiuderanno presto le loro frontiere".

Nella lettera inviata al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni i quattro leader europei chiariscono che "le nostre frontiere esterne devono essere protette", e che  "il flusso immigratorio deve essere fermato in Libia". Al riguardo specificano che "i veri richiedenti asilo siano identificati prima di entrare in Ue"; "l'Ue ed i suoi Stati dovrebbero mobilitare risorse finanziarie e di altro genere per creare condizioni sicure e umane in hotspot o centri di accoglienza fuori dall'Ue". 

Il premier ungherese Orban ha sostenuto che l'Europa deve essere pronta anche ad azioni militari per bloccare l'esodo in massa di milioni di giovani dalle coste libiche. E accusa le Ong che stanno favorendo questa auto-invasione, denunciando il fatto che
"sono finanziate ed appoggiate da George Soros", il miliardario americano di origine ungherese.

Cari amici, a conferma del fatto che chi ci governa vuole farci auto-invadere costi quel che costi, Gentiloni ha così reagito indispettito alla richiesta dei quattro leader europei: "Dai nostri vicini, dai Paesi che condividono il progetto europeo abbiamo diritto di pretendere solidarietà. Non accettiamo lezioni né parole minacciose. Serenamente ci limitiamo a dire che noi facciamo il nostro dovere e pretendiamo che l'Europa faccia il proprio senza darci improbabili lezioni". 

Insomma per Gentiloni l'Europa non ha altra alternativa che rendersi complice della folle strategia suicida di farci auto-invadere, di condannare gli italiani all'auto-annientamento, di porre fine con le nostre stesse mani alla nostra civiltà, per dissolverci e confluire nell'umanità meticcia omogeneizzata, assoggettata al Nuovo Ordine Mondiale governato dalla grande finanza speculativa globalizzata. 

E noi italiani che aspettiamo a insorgere? Possibile che devono essere i governanti degli altri stati europei a farci aprire gli occhi sul crimine epocale che si sta perpetrando nei nostri confronti?

 

 

 

 

 

Postato il 22/07/2017 06:05:56 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Dedica a Gabriele Gatti

Cari amici, il mio nuovo libro "Maometto e il suo Allah" l'ho dedicato ad un amico vero, Gabriele Gatti. Il tema della dedica è appunto l'amicizia. Ed è proprio la nostra amicizia ad avermi ispirato questa riflessione in versi liberi. 

A Gabriele Gatti 

 

L'amicizia vera

è il dono più bello 

è compagna nella solitudine

è generosità quando si dà 

è sobrietà quando si chiede

è la vittoria più grande.

 

L'amicizia vera 

è genuina come la natura

è affettuosa come la madre

è disponibile come il padre

è solidale come il fratello

è certezza come la famiglia.

 

L'amicizia vera

è volare al di sopra del male

è andare oltre i pregiudizi 

è non tradire mai nella difficoltà 

è riconoscersi nella bontà interiore

è diventare parte di noi tutta la vita.

 

Postato il 21/07/2017 20:38:09 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Che gioia avere in mano la prima copia della neonata creatura culturale «Maometto e il suo Allah»

Cari amici, ecco la primissima copia del mio neonato libro «Maometto e il suo Allah». 

Sono felicissimo e emozionatissimo per questa nuova creatura culturale che arricchisce e consolida il mio lungo percorso di ricerca della verità senza mai rinunciare alla libertà. E senza mai venir meno al più assoluto rispetto delle persone, a prescindere dalla loro fede o nazionalità.

Oriana Fallaci, con cui ho avuto il privilegio di condividere uno straordinario rapporto che la portò a individuarmi come il suo erede spirituale, chiamava i suoi libri «i miei bambini». Purtroppo Oriana non ebbe figli e subì due aborti spontanei. 

Ringraziando Dio io ho tre figli che amo più di me stesso e tre splendidi nipotini. 

Ma i miei libri sono comunque delle creature culturali a cui mi sento legato prima e dopo che vedano la luce, coinvolgendomi sin dalla fase del concepimento, impegnandomi in modo eccezionale nella lunga gestazione, assorbendo tutte le mie risorse interiori nel parto che per fortuna è abbastanza rapido avendomi il Signore dato il dono della scrittura. 

Vi invito a leggere «Maometto e il suo Allah». È il mio nuovo contributo all'affermazione della verità per salvaguardare la nostra libertà.

Postato il 20/07/2017 15:00:21 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Grazie dell'amicizia

Buongiorno amici. Nel mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah», che potete ordinare sul mio sito www.magdicristianoallam.it/libri, ho fatto una dedica a tutti voi con la mia firma autografa, per ringraziarvi della vostra amicizia, per invitarvi a diffondere informazione corretta e soprattutto per liberarci dalla falsità e conquistare la verità. A coloro che acquisteranno il libro, personalizzerò questa dedica aggiungendo a mano il loro nome.  

 

 

 

 

Postato il 20/07/2017 05:16:55 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Solo conoscendo chi è stato veramente Maometto potremo capire la realtà intrinsecamente violenta e storicamente conflittuale dell'islam

Cari amici, vi presento la copertina e il retro-copertina del mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah» in uscita nei prossimi giorni edito da «MCA Comunicazione». 

È di 350 pagine e costa solo 10 euro. L'edizione digitale E-book costa solo 8 euro. Lo potrete avere con una dedica personalizzata e la mia firma autografa. Si acquisterà tramite il mio sito www.magdicristianoallam.it, i miei profili Facebook magdicristianoallam e Twitter @magdicristiano. 

Vi propongo il testo che compare nel retro-copertina:

In un'Europa dove chiunque può dire di tutto 

sul cristianesimo, Gesù, la Chiesa e il Papa 

ci siamo autoimposti di sospendere l'uso della ragione 

per non criticare l'islam, Maometto, Allah e il Corano

perché abbiamo paura di guardare in faccia la realtà.

Nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone

la nostra missione è di affermare la verità in libertà 

per essere pienamente noi stessi a casa nostra.

Cari amici, solo conoscendo chi è stato veramente Maometto potremo capire la realtà intrinsecamente violenta e storicamente conflittuale dell'islam. 

Vi invito a leggere il mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah». È un contributo alla verità per salvaguardare la nostra libertà.

 

Postato il 18/07/2017 16:03:00 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il vero colpo di stato l'ha fatto Erdogan. La Turchia conferma che non esiste l'Islam moderato. Eppure l'Occidente continua a dare moschee e potere ai sedicenti "musulmani moderati"

(Il Giornale, 17 luglio 2017) - Per una bizzarria di un destino che non è mai casuale, il susseguirsi lo scorso anno di due fatti traumatici nell'arco di 24 ore, la strage di Nizza il 14 luglio, e il fallimento di un «colpo di stato» più che sospetto in Turchia il 15 luglio, ci fa toccare con mano sia l'errore madornale dell'Europa che si è affidata ai sedicenti «musulmani moderati» per sconfiggere il terrorismo islamico autoctono ed endogeno, sia l'infondatezza e la potenziale pericolosità del cosiddetto «islam moderato».

Sono i fatti a dimostrare che il vero colpo di stato l'ha fatto il Presidente Erdogan. Non avrebbe potuto chiedere di meglio per consolidare la dittatura personale e soprattutto per accelerare l'islamizzazione di uno Stato che era l'unico sostanzialmente laico e democratico in seno alle popolazioni a maggioranza musulmana. I numeri della brutale repressione sono veramente impressionanti: 50.504 gli arrestati, di cui 8.849 agenti di polizia, 7.143 militari, 2.642 magistrati; 150.000 gli epurati, licenziati o sospesi dalla pubblica amministrazione; 168.801 i procedimenti giudiziari in corso per complicità con il presunto «colpo di stato».

Erdogan è la dimostrazione vivente che il cosiddetto «islam moderato» è solo una maschera di cui ci si libera non appena le condizioni consentano di affermare il «vero islam» che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto.

Eppure la Turchia, l'unico paese islamico a far parte della Nato e in attesa di far parte dell'Unione Europea, continua ad essere ufficialmente additato come la prova della compatibilità tra l'islam e la democrazia, e a condizionare la strategia dell'Occidente in Medio Oriente. Erdogan ha imposto all'Occidente di favorire l'avvento al potere del movimento estremista dei Fratelli Musulmani. Ed è la scelta che viene praticata all'interno stesso dell'Europa con un esito fallimentare.

Il fatto che il 14 luglio in Francia non si sia celebrata la Festa della Repubblica ma siano stati invece commemorati gli 84 morti della strage di Nizza, è di per sé un successo del terrorismo islamico globalizzato. Appena nove mesi prima, nella notte in cui Parigi fu insanguinata da atroci stragi terroristiche islamiche il 13 novembre 2015, il Presidente francese Hollande reagì drasticamente dicendo: «Siamo in guerra». Eppure la strage di Nizza dimostrò una serie di falle colossali sul piano della sicurezza che non avrebbero potuto verificarsi se veramente si fosse operato come prevede lo stato d'emergenza.

L'Europa di fatto si comporta negando quel «siamo in guerra», demandando il compito di combattere ai «musulmani moderati» sulla base di un baratto più che esplicito: voi isolate e sconfiggete i terroristi islamici, noi vi concediamo sempre più moschee e vi consentiamo di affermarvi politicamente. Per liberarci dai terroristi islamici, che difficilmente potrebbero sconfiggerci e sottometterci all'islam con la violenza, quest'Europa si è affidata ai «musulmani moderati» che hanno molte più probabilità di conquistare il potere e sottometterci all'islam «democraticamente».

 

magdicristianoallam@gmail.com

 

Postato il 17/07/2017 15:28:37 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

VIDEO - Cari amici, vi presento il mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah».

Cari amici, vi presento il mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah».

Sarà pubblicato nei prossimi giorni dalla Casa editrice MCA Comunicazione.

Il vero autore di questo libro è Maometto. Non sono io che racconto la vita di Maometto, è Maometto che racconta la propria vita, attingendo da ciò che lui afferma che Allah gli avrebbe rivelato, sostanziato nel Corano; da ciò che lui ha detto e ha fatto, contenuto nella Sunna; dalla sua biografia ufficiale, la Sira. Tutti i fatti descritti sono assolutamente conformi a quanto è riportato nei testi ufficiali islamici.

Sembra di leggere un romanzo. È un susseguirsi di frasi tra virgolette che riportano letteralmente le parole da lui pronunciate. Ci sono fatti realmente accaduti che si sovrappongono alla visione di una realtà inverosimile. Ma è questa la realtà in cui credono i musulmani ed è la realtà che condiziona la vita di tutti noi.

Dopo 56 anni vissuti da musulmano, ho preso atto che la maggioranza dei musulmani non conosce adeguatamente l'islam e soprattutto non sa nulla di Maometto. Eppure è Maometto ad aver creato l'Allah del Corano.

Senza Maometto Allah sarebbe rimasto un dio pagano che veniva adorato insieme ad altri 360 idoli alla Mecca, non avrebbe provocato gli sconvolgimenti epocali che ci sono stati ovunque nel mondo dal Settimo secolo in poi. La verità dell'islam è che si crede e si prega Allah, ma ci si sottomette a Maometto che ha imposto il suo potere con la violenza e il terrore.

È stato un bambino infelice, nato orfano di padre e che a sei anni perse la madre. Un uomo sfortunato che vide morire sei dei suoi sette figli senza lasciare eredi maschi. Manifestò turbe psichiche nel descrivere i suoi incontri traumatici con l'Arcangelo Gabriele che gli schiacciò in faccia il Corano fino a farlo soffocare. È stato l'unico uomo che da vivo è asceso al Cielo, ha incontrato Allah e ha trattato con lui sul numero delle preghiere.

Ma è stato soprattutto un guerriero che ha combattuto, ucciso, sgozzato e decapitato. E a cui Allah ha soddisfatto ogni desiderio sessuale, consentendogli di avere 16 mogli più le schiave sessuali, pur prediligendo la sposa-bambina Aisha che sposò a 6 anni quando lui ne aveva 50.

Cari amici, solo conoscendo chi è stato veramente Maometto potremo capire la realtà dell'islam.

Vi invito a leggere il mio nuovo libro «Maometto e il suo Allah». È un contributo alla verità per salvaguardare la nostra libertà.

GUARDA IL VIDEO https://youtu.be/7Q6UjKFA2-Q

Postato il 17/07/2017 10:10:17 in Video di Magdi Cristiano Allam

In Italia ci sono almeno 80 mila donne che hanno subito la mutilazione genitale femminile. È un crimine che va messo fuorilegge perché uccide comunque la donna

(Il Giornale, 16 luglio 2017) - Si può morire fisicamente una volta per sempre e si può morire fisicamente un po' alla volta. C'è chi perde la vita letteralmente e c'è chi perde la vita sostanzialmente. Ci sono donne che vengono assassinate dal marito o dall'amante, ci sono donne che muoiono in quanto donne per volontà dei genitori e della società. Ci sono femminicidi causati da morbose e irrefrenabili pulsioni individuali, ci sono crimini contro l'integrità fisica e psichica delle donne sottomettendole alla mutilazione genitale, che si perpetra nel nome di una ancestrale tradizione legittimata dalla cultura egemone che risale a circa 4 mila anni prima di Cristo, prevalentemente nei paesi nilotici e dell'Africa sub-sahariana.

Nessuno di noi potrebbe mai accettare un'atrocità che priva la donna del godimento sessuale, che la costringe a vivere con immani sofferenze fisiche e psichiche, che le procura facilmente delle infezioni e talvolta la conduce alla morte. Nessuno di noi potrebbe mai legittimare un'ideologia che identifica la donna a oggetto sessuale nella totale disponibilità del marito, che ordina di aprire o di richiudere la vagina a piacimento prima di metterla incinta e subito dopo il parto, trasformando l'organo sessuale femminile in una innaturale e terrificante cintura di castità.

La mutilazione genitale femminile è totalmente in contrasto con le nostre leggi e con i valori fondanti della nostra civiltà, che sostanziano l'essenza della nostra umanità, a partire dalla sacralità della vita che implica l'inviolabilità dell'integrità fisica e psichica della persona; la pari dignità tra uomo e donna, anche per quanto concerne il godimento sessuale; la libertà di scelta individuale, che non può essere irrimediabilmente lesa dalla decisione imposta a un minore dalla famiglia e dalla società.  

Eppure, in quest'Europa ammalata e vittima dell'ideologia del multiculturalismo, dove si arriva a concepire che ogni «comunità» etnica o religiosa possa auto-amministrarsi sulla base delle proprie regole e addirittura delle proprie leggi, qualcuno è arrivato ad affermare un presunto di «diritto a essere mutilate genitalmente». Il problema si pone quando un nostro magistrato deve giudicare una donna straniera maggiorenne, capace di intendere e di volere, che afferma di volere consapevolmente e liberamente essere sottoposta alla mutilazione genitale. Succede che chi nasce in una società in cui tutte le donne sono genitalmente mutilate e cresce con il convincimento che solo così si diventa «pure» e «perbene», possa auto-convincersi della bontà di questo crimine.

Ebbene liberiamoci definitivamente del multiculturalismo, del comunitarismo, del relativismo valoriale e giuridico. Affermiamo in modo chiaro che le nostre leggi, i nostri valori e la nostra civiltà sono una linea rossa invalicabile. Con la stessa fermezza dobbiamo dire «no al femminicidio» e «no alla mutilazione genitale femminile»: sono entrambi crimini che uccidono comunque la donna.

magdicristianoallam@gmail.com  

 

 

Postato il 16/07/2017 14:11:46 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Difendiamo la sacralità della vita del piccolo Charlie per sconfiggere chi vuole trasformarci in una «razza produttiva a basso costo»

(Il Giornale, 9 luglio 2017) - Il caso del piccolo Charlie Gard formalizza il principio che si cura solo il malato che è guaribile. A condizione che chi è guaribile sia un produttore di materialità. Preferibilmente un produttore di materialità a basso costo. Pertanto, chi non ottempera a queste tre condizioni, deve essere condannato a morte.

Il piccolo Charlie ha potuto beneficiare della sospensione della condanna a morte, richiesta dai medici e decretata dai tribunali britannici e dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, grazie alla eccezionale capacità dei giovani genitori, Connie Yates e Chris Gard, di promuovere con successo una mobilitazione internazionale che ha portato il presidente americano Trump e l'Ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma, che è del Vaticano, a richiedere la grazia e di poterlo accogliere. I medici londinesi hanno sospeso la condanna a morte esclusivamente perché altri medici hanno scientificamente illustrato la validità di una terapia sperimentale.

Ma è del tutto evidente che è una logica che non considera e viola il valore della sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale. La mamma Connie che presidia il letto d'ospedale del suo bambino, lanciando un grido d'allarme: «Aiuto! Stanno per staccargli la spina!», è l'immagine emblematica del degrado della civiltà che metteva al centro la vita nell'inciviltà che mette al centro la moneta.    

I nazisti uccidevano tutti coloro che inquinavano la purezza della razza ariana: ebrei, zingari, omosessuali, persone affette da menomazioni fisiche. I comunisti uccidono ad oggi i nemici della «classe lavoratrice», individuati nei borghesi, nei liberali, nei religiosi e nei dissidenti. La «dittatura finanziaria» che oggi governa il mondo della «globalizzazione» si propone di uccidere tutti coloro che non producono materialità e la cui sopravvivenza comporta un costo materiale.

L'obiettivo è promuovere una nuova «razza produttiva a basso costo». Per conseguirlo si sta attuando una strategia di omogenizzazione dell'umanità all'insegna del meticciato, abbattendo le frontiere e le identità nazionali e localistiche, per ridurre le persone a semplici strumenti di produzione e di consumo della materialità. Vorrebbero trasformarci antropologicamente da persone depositarie di una specificità che si sostanzia di radici, fede, identità e valori, a semplici tubi digerenti. 

Sin dal 1925 l'ideologo degli «Stati Uniti d'Europa», il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, teorizzò la prospettiva dell'umanità meticcia per poterla facilmente sottomettere. Kalergi previde la sostituzione delle popolazioni autoctone europee con una «razza mista negroide-euroasiatica»:  «L'uomo del lontano futuro sarà un meticcio. Nei meticci si uniscono spesso mancanza di carattere, assenza di scrupoli, debolezza di volontà, instabilità, mancanza di rispetto, infedeltà con obiettività, versatilità e agilità mentale, assenza di pregiudizi e ampiezza d’orizzonti.»

Diventeremo così una massa di schiavi della «dittatura finanziaria». Karl Marx si rivolterebbe nella tomba se avesse saputo che il mondo sarà retto da un Nuovo Ordine Mondiale che affermerà non la «dittatura del proletariato» ma la proletarizzazione dell'umanità; e che non solo non ci sarà la lotta tra la classe lavoratrice e il capitalismo, ma sarà all'opposto il sodalizio tra i comunisti e i capitalisti a sottomettere l'umanità allo strapotere della materialità.

Dobbiamo difendere il valore della sacralità della vita del piccolo Charlie per salvaguardare la nostra civiltà che mette al centro la vita, la dignità e la libertà di tutti noi.

magdicristianoallam@gmail.com

 

 

Postato il 09/07/2017 21:56:58 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Il Sindaco di Arona Gusmeroli esempio di buona amministrazione che valorizza la comunità locale

Cari amici, ho avuto il piacere di conoscere Alberto Gusmeroli, Sindaco di Arona, perla del Lago Maggiore. Mi ha invitato a tenere una conferenza, presentando il mio ultimo libro "Io e Oriana", nella bella Piazza San Graziano all'ombra di una suggestiva ricostruzione dell'Arco di Palmira. 

Mi è piaciuto come persona e l'ho apprezzato come Sindaco. Ha 56 anni, dottore commercialista e revisore contabile, è al suo secondo mandato a capo di una coalizione tra la Lega Nord, a cui lui aderisce, e liste civiche. 

Il suo motto è: pensare in grande operando nel piccolo. Ama applicare le teorie economiche in politica accettando la sfide di “cambiare il mondo” a partire dalle piccole cose. Il suo successo risiede nell'aver subito individuato due direttrici per lo sviluppo della città: il turismo e il commercio. In parallelo ha dimostrato una straordinaria capacità di coinvolgere la popolazione nella costruzione di una città migliore. Ha il merito di aver raccolto contributi e sponsorizzazioni da imprese, fondazioni, associazioni e semplici cittadini per oltre un milione e 800 mila euro, grazie a cui ha trasformato in meglio la città, riqualificando la Rocca, il Lido, Piazza San Graziano e le nuove mura.

Dice: "Come amministrazione ogni giorno diamo l'anima per i cittadini. In un momento di gravissima crisi economica non abbiamo lasciato indietro nessuno. La più grande soddisfazione è vedere realizzati i desideri dei cittadini insieme ai propri".

All'amico e Sindaco Gusmeroli e alla sua efficiente amministrazione auguro sempre nuovi successi e un mondo di bene.

Nella foto, da sinistra a destra: il Vice Sindaco Federico Monti, il Sindaco Albero Gusmeroli, Magdi Cristiano Allam, l’Assessore Chiara Autunno. 

 

 

 

Postato il 08/07/2017 17:41:03 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il piccolo Charlie ucciso dalla «eutanasia di Stato». Ma la cultura della morte ucciderà l'Europa

(Il Giornale, 2 luglio 2017) - Il piccolo Charlie Gard incarna una realtà nuova nella cultura della morte che sta travolgendo questa Europa: si chiama «eutanasia di Stato». Sono i medici e i tribunali ad aver deciso che deve morire per soffocamento staccando la spina del respiratore. I suoi genitori sono contrari. Ma medici e tribunali hanno detto «no» al proseguimento dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale; «no» al suo trasferimento negli Stati Uniti per sottoporlo a una cura sperimentale; «no» al suo ricovero in un centro di assistenza per malati terminali; «no» ad affidarlo ai genitori che hanno espresso il desiderio di portarlo a casa forse per un estremo saluto, dopo avergli fatto il bagnetto e sistemato amorevolmente nella sua culletta.

Pur essendo affetto da una rara patologia genetica, il piccolo Charlie non è in fase terminale. Ma per i medici non essendoci speranze, anche l'alimentazione e l'idratazione sarebbero accanimento terapeutico. Non solo la Chiesa cattolica, anche il nostro Comitato Nazionale per la Bioetica sostengono il contrario.

Il caso del piccolo Charlie è diverso da quello di Eluana Englaro, perché fu il padre Beppino che volle che la figlia morisse, riuscendo a far interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiale il 9 febbraio 2009 dopo il parere favorevole della Corte d'Appello e della Cassazione.

Ebbene ora è lo Stato, attraverso la magistratura, che decide se una persona possa continuare a vivere o se debba morire. Lo si riscontra anche con il trattamento riservato agli anziani ricoverati, che non sono più considerati persone da curare, ma pazienti sgraditi perché si traducono in un peso economico che riduce le risorse di per sé insufficienti della «azienda ospedaliera». Al centro delle scelte dello Stato non c'è più la persona, ma la moneta.

L'eutanasia di Stato si consuma nel contesto della «dittatura del relativismo» che si è impossessata dell'Europa. Quando si relativizza il valore assoluto della vita dal concepimento alla morte naturale, si avvia un processo suicida che porta a legittimare ogni arbitrio contro la vita stessa. Vivere o morire diventerà una scelta condizionata dalle crisi esistenziali. 

Quando si eleva il desiderio soggettivo del singolo a legge oggettiva della collettività, si trasforma l'eccezione nella regola, facendo venir meno la sostanza della legge. Il diritto all'aborto fu affermato sostenendo che per tutelare primariamente la donna, solo in casi estremi diventava legittimo uccidere il feto. Invece da subito l'aborto si è rivelato quasi esclusivamente un mezzo per il controllo delle nascite, dove il feto viene ucciso semplicemente perché la donna non vuole farlo nascere.  

Eppure quest'Europa che ha elevato ad apice della propria civiltà l'aborto, l'eutanasia, l'eugenetica, la fecondazione artificiale e l'omosessualismo, è destinata ad estinguersi demograficamente perché è l'area del mondo che in assoluto fa meno figli. Anziché promuovere la cultura della vita, si sta suicidando legittimando la cultura della morte.

magdicristianoallam@gmail.com

 

 

 

 

 

Postato il 02/07/2017 14:50:50 in Editoriale di Magdi Cristiano Allam

Eutanasia di Stato: medici e tribunali decretano la morte del piccolo Charlie, contro la volontà dei genitori

Cari amici, a Londra si sta consumando in queste ore un crimine atroce: l'eutanasia di Stato. Un bambino di 10 mesi, Charlie Gard, sta per ucciso ucciso privandolo della terapia che lo tiene in vita. A deciderlo sono stati i medici e i tribunali britannici e europei che, contro la volontà dei genitori, hanno deciso di spegnere la macchina per la ventilazione assistita che lo tiene in vita. Charlie verrà sedato, poi avverrà il distacco del ventilatore. Morirà per soffocamento. 

Il piccolo Charlie è affetto da una rara malattia del mitocondrio ma non è in fase terminale. I medici hanno deciso di farlo morire sostenendo che nei suoi confronti si attuerebbe l'accanimento terapeutico, senza la possibilità della guarigione.

I due giovani genitori, Chris Gard e Connie Yates, si oppongono all'uccisione del loro Charlie. In un video postato su YouTube hanno detto: «Abbiamo promesso al nostro piccolo ogni giorno che l’avremmo riportato a casa. Vogliamo fargli fare un bagnetto a casa, coricarlo nella culla dove non ha mai dormito, ma adesso tutto questo ci viene negato. Avevamo detto di essere disponibili a trasferirlo in un centro di assistenza per malati terminali, a nostre spese. Ci è stato negato. Ormai sappiamo il giorno in cui nostro figlio morirà, ma non ci dicono come questo accadrà.»

Cari amici, siamo in un'Europa decadente e immorale che ha elevato l'eutanasia e l'aborto come l'apice della civiltà. Nel momento in cui si viola la sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, viene meno l'essenza della nostra umanità, il valore supremo su cui si fonda la nostra civiltà. Ormai la vita è stata trasformata in un oggetto che si può commissionare presso uteri in affitto e in un bene relativo il cui valore viene meno se non è più utile dal punto di vista materiale. Quando si relativizza il valore assoluto della vita, si avvia un processo suicida che porta a legittimare ogni arbitrio contro la vita stessa. In Belgio hanno finito per legittimare l'eutanasia dei minorenni. Vivere o morire finisce per essere una scelta dettata dalle crisi esistenziali o semplicemente dal mutare dello stato d'animo. 

Cari amici, mobilitiamoci per difendere il diritto alla vita di tutti i Charlie del mondo, stringiamoci attorno ai genitori che sono l'emblema di chi ha a cuore la sacralità della vita. Acquisiamo e diffondiamo la consapevolezza che la sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale o vale sempre per tutti o si tradurrà nel suicidio di tutti. 

 

Postato il 30/06/2017 14:35:32 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam