La vittoria della Francia grazie a tanti giocatori africani, conferma che gli africani potrebbero riscattare l’Africa dalla povertà se adeguatamente formati

Cari amici, pur non seguendo il calcio, ieri per ragioni tutt’altro che calcistiche, ho sperato nella vittoria della Croazia. So bene che la realtà del calcio-impresa e dei giocatori-miliardari si presta poco a considerazioni di natura politica e ancor meno morale, ma ho percepito la finale come un confronto tra due contrapposti modelli sociali, il multiculturalismo globalista della Francia e il nazionalismo localistico della Croazia. 

Nella Nazionale della Francia 17 giocatori su 23 sono di origini extra-francesi, di cui 15 originari dell’Africa. Diversi di loro non cantano la Marsigliese, I’inno nazionale, all’inizio della partita. Viceversa i giocatori croati, prima di scendere in campo, scandiscono all’unisono nello spogliatoio "Za dom, spremni!", "Per la Patria, pronti!". Il che, per me, non significa rifiuto dello straniero, ma piuttosto apertura allo straniero da una posizione di forza, certi e orgogliosi di chi siamo.

Così come sono favorevole alla micro-dimensione della Croazia che ha poco più di 4 milioni di abitanti, rispetto alla relativa macro-dimensione della Francia che ha quasi 65 milioni di abitanti. 

Ho riflettuto inoltre sul fatto che mentre tanti campioni presenti nelle Nazionali di Francia, Belgio e Inghilterra sono di origine africana, tutte le Nazionali dell’Africa che hanno partecipato ai Mondiali, Egitto, Marocco, Nigeria, Tunisia e Senegal, sono state eliminate al primo turno. Per me significa che gli africani potrebbero eccellere se avessero ciò che manca all’Africa: una adeguata formazione. Così come dei giocatori africani, sicuramente dotati per loro natura ma adeguatamente formati, rappresentano la carta vincente delle Nazionali europee, più in generale i giovani africani adeguatamente formati potrebbero diventare i protagonisti dello sviluppo dei loro Paesi e riscattare l’Africa dall’assurda situazione di un Continente ricchissimo con popolazioni poverissime. 

Infine mi ha colpito la riflessione pubblicata dall’Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia), che ha elevato il giocatore Paul Pobga, centrocampista del Manchester United e della Nazionale francese, a modello di musulmano europeo ed emblema dell’islam che trionfa in Europa e nel mondo. Alhamdulillah, grazie ad Allah. 

Personalmente, tra multiculturalismo dilagante e crescente islamizzazione dell’Europa, sono tutt’altro che felice. Il calcio è il calcio e la festa dei tifosi va benissimo. Ma la realtà è ben più seria e ci impone di mobilitarci per salvare la civiltà decadente di quest’Europa che ha perso e si vergogna delle proprie radici, fede, identità e tradizione cristiana.

 

Postato il 16/07/2018 16:44:33 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

La Chiesa mobilitata contro Salvini. Santifica i “migranti” equiparandoli a Gesù, ci accusa di un nuovo Olocausto e si dice pronta a trasformare le chiese in moschee

Cari amici, io non mi riconosco in una Chiesa che santifica il cosiddetto “migrante” elevandolo al rango di Gesù Cristo; che scomunica i governi e i ministri che legittimamente salvaguardano primariamente l’interesse dei propri cittadini all’interno del proprio Stato; che paragona la morte dei “migranti” nel Mediterraneo a causa del naufragio di imbarcazioni fatiscenti all’Olocausto degli ebrei, attribuendone la responsabilità all’Italia anziché alla criminalità organizzata straniera che gestisce questo infame traffico di esseri umani; che arriva a rendersi disponibile “a trasformare tutte le chiese in moschee se consentisse di salvare la vita di uomini e donne”. 

Cari amici, io denuncio questa Chiesa di Papa Francesco che ha elevato la cosiddetta “accoglienza” dei cosiddetti “migranti”, che è il più lucroso giro d’affari dei nostri tempi, nel sacramento più importante, ancor più importante della fede in Gesù Cristo; che ha legittimato l’islam come religione mettendolo sullo stesso piano del cristianesimo a prescindere dal fatto che ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto sono totalmente incompatibili con i valori che sostanziano la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. 

Papa Francesco alla Santa Messa per i Migranti del 6 luglio scorso nella Basilica di San Pietro ha denunciato uno “sterminio” e “l’ipocrisia sterile di chi costruisce muri invece di ponti”:

“Quanti poveri oggi sono calpestati! Quanti piccoli vengono sterminati! Sono tutti vittime di quella cultura dello scarto che più volte è stata denunciata. E tra questi non posso non annoverare i migranti e i rifugiati, che continuano a bussare alle porte delle Nazioni che godono di maggiore benessere.

Nel Vangelo di oggi, Matteo racconta il giorno più importante della sua vita, quello in cui è stato chiamato dal Signore. L’Evangelista ricorda chiaramente il rimprovero di Gesù ai farisei, facili a subdole mormorazioni: «Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”» (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti.

Di fronte alle sfide migratorie di oggi, l’unica risposta sensata è quella della solidarietà e della misericordia; una riposta che non fa troppi calcoli, ma esige un’equa divisione delle responsabilità, un’onesta e sincera valutazione delle alternative e una gestione oculata. Politica giusta è quella che si pone al servizio della persona, di tutte le persone interessate; che prevede soluzioni adatte a garantire la sicurezza, il rispetto dei diritti e della dignità di tutti; che sa guardare al bene del proprio Paese tenendo conto di quello degli altri Paesi, in un mondo sempre più interconnesso. E’ a questo mondo che guardano i giovani”.

Padre Alex Zanotelli, della Comunità missionaria dei Comboniani, il 10 luglio ha denunciato “crimini contro l’umanità”, equiparando quanto sta succedendo ai migranti con l’Olocausto degli ebrei:

“Lo dice anche Papa Francesco, non si può chiudere il cuore a chi soffre e a chi è in difficoltà. Il Vangelo significa donare la nostra vita agli altri. Non possiamo renderci complici di un’ingiustizia che provoca la morte, non avremmo mai potuto credere che ci sia tanto cinismo e indifferenza, di fronte alla sofferenza di uomini e donne sopravvissuti a interminabili viaggi in mare, scampati all’annegamento e ancora prima alle violenze e alle torture nei campi libici. Ci appelliamo alla coscienza di tutti, basta con questa propaganda anti-umana e diseducativa, che sta facendo scivolare un intero Paese verso un’irrimediabile disumanizzazione, prima la vita e il rispetto della vita devono venire prima di tutto, prima di ogni calcolo umano e prima di ogni burocratica distinzione tra rifugiati e migranti, prima di ogni strategia, prima di ogni tornaconto elettorale”. 

“Io ritengo che fra non molti anni i nostri nipoti diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti, la stessa identica cosa, e diremo che noi non sapevamo. Ma sappiamo tutto, è l’indifferenza, ricordiamoci quello che diceva Martin Luther King: non ho paura della violenza dei violenti ma del silenzio degli onesti. Questo dell’umanità è un crimine: sono 37 mila i morti nel Mediterraneo, ho in borsa un articolo del Guardian che lo dimostra. E se uno muore in mare, ce ne sono altri due che muoiono nel deserto”.

Monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, citato da Padre Alex Zanotelli, ha detto di essere “pronto a trasformare tutte le chiese in moschee”:

"Moralmente e da uomo di fede sarei pronto a trasformare tutte le chiese in moschee se fosse utile alla causa e se consentisse di salvare la vita di uomini e donne, poveri e infelici, perché Cristo non è venuto sulla terra per costruire chiese ma per aiutare gli uomini indipendentemente dalla razza, dalla religione, dalla nazionalità. E invece ci sono politici che nei loro comizi continuano a predicare le espulsioni e la cosa peggiore è che lo fanno con la corona e il rosario in mano e nominando il nome di Dio invano, un peccato molto grave". 

Il cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), nella Santa Messa celebrata l’11 luglio a Firenze nell'Abbazia di San Miniato al Monte, ha equiparato il migrante a Gesú Cristo: 

"Sappiamo quanto san Benedetto insistesse perché i monasteri fossero aperti agli ospiti, e addirittura nella Regola esiste un intero paragrafo dedicato a loro. Di ospitalità c’era particolarmente bisogno nel tempo in cui il monachesimo occidentale compiva i suoi passi durante il tempo delle cosiddette ‘invasioni barbariche'". L’ospite non era però visto come un pericolo, ma come Cristo stesso che bussava alla porta". 

Cari amici, mobilitiamoci per riscattare questa nostra civiltà decadente anche a causa del relativismo valoriale favorito dal disorientamento di Papa Francesco che ha sposato le ideologie suicide del globalismo, dell’europeismo, dell’immigrazionismo e dell’islamismo. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

 

 

 

 

 

 

Postato il 12/07/2018 15:19:19 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Appello ai genitori e agli insegnanti: salviamo i nostri figli dal miraggio della vita virtuale. Solo la vita reale li fortificherà accettando i doveri, le regole, la responsabilità e il sacrificio

Cari amici, come genitore dedito all’educazione dei figli, mi ha interessato la decisione odierna dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) di considerare la dipendenza dal gioco digitale come una malattia mentale. L’Oms precisa che la dipendenza da gioco digitale consiste in “un modello di comportamento di gioco persistente o ricorrente (gioco digitale o videogame), che può essere online su Internet o offline e che prende il sopravvento sugli altri interessi della vita“. Per poter parlare di malattia mentale devono essere presenti alcune condizioni specifiche: perdita di controllo sul gioco (in termini di frequenza, durata, intensità); la crescente priorità che viene data a questa attività a discapito di altre attività quotidiane; il continuare a giocare con le stesse modalità nonostante il verificarsi di conseguenze negative per la salute. L’Oms sostiene che la dipendenza da gioco digitale è di “gravità sufficiente a causare una compromissione significativa nelle aree di funzionamento personali, familiari, sociali, educative, professionali o di altro tipo”. Secondo la ricerca Espad 2018 sono 270mila i ragazzi che nei confronti di internet hanno un comportamento “a rischio dipendenza”. 

 

Cari amici, a me interessa evidenziare come la rapida transizione della nostra società dalla dimensione del rapporto reale a quella del rapporto virtuale, stia producendo delle patologie comportamentali che si traducono in vere e proprie malattie mentali. Come lo è la ludopatia, intesa come gioco d’azzardo patologico, che si sta alimentando e amplificando proprio a causa della diffusione del gioco d’azzardo online, in parallelo alla proliferazione delle sale giochi con le slot machine. 

Come genitori siamo alquanto disarmati. La comunicazione virtuale si sta rapidamente sovrapponendo e spesso sta prevalendo sulla comunicazione reale. Lo stesso accade per i giochi, il divertimento come ad esempio la visione di un film, l’informazione intesa come ricerca di notizie. Sempre più spesso si predilige la fonte virtuale rispetto a quella reale. Che significa sostanzialmente giocare, divertirsi e informarsi in solitudine, anziché in compagnia rapportandosi a oggetti reali, un pallone, una sala cinematografica o un libro. Persino la scuola tende a favorire strumenti di apprendimento virtuali, come il computer, rispetto a quelli reali, i testi cartacei. 

Personalmente valuto positivamente lo strumento virtuale fintantoché permane uno strumento al servizio della persona e fintantoché la persona permane radicata nella dimensione della vita reale. Sono invece estremamente preoccupato per la graduale perdita del rapporto con la realtà da parte dei nostri figli, al punto che finiscono per trasformarsi in succubi dello strumento virtuale. 

Come genitori e insegnanti dobbiamo mobilitarci per salvaguardare l’ancoraggio forte e certo dei nostri figli con la vita reale, che comporta anche l’accettazione dei doveri, delle regole, della responsabilità e del 

sacrificio, prevenendo che vengano fagocitati dal miraggio di una vita virtuale con l’illusione di poter beneficiare soltanto di diritti e libertà senza alcun limite, a prescindere da tutto e da tutti.

 

Postato il 11/07/2018 17:13:30 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Elisabetta Gardini chiede alla Kyenge di ringraziare l’Italia che l’ha accolta e lei reagisce indignata sostenendo che è “cittadina europea eletta dai cittadini italiani”

Cari amici, ringrazio ed apprezzo l’amica Elisabetta Gardini che ha denunciato, in seno al Parlamento Europeo, la politica deleteria e disumana della sinistra nei confronti dei 40 mila Rom residenti in luride baraccopoli, così come ha chiesto a Cécile Kyenge di ringraziare l’Italia che l’ha accolta e le ha consentito di diventare ministro della Repubblica. E colgo l’occasione per sottoporre alla vostra attenzione il tema cruciale della nostra cittadinanza italiana e della pretesa cittadinanza europea.

Elisabetta Gardini, europarlamentare di Forza Italia che aderisce al Gruppo del Partito Popolare Europeo, è intervenuta nell’Aula del Parlamento Europeo sul tema dei Rom in Italia dicendo: “Possiamo noi con tutti i fondi che vengono messi a disposizione non risolvere il problema, per portare i bambini a scuola, per dare alle donne e agli uomini le stesse opportunità? Possiamo noi non vedere che 40 mila persone vivono in quelle condizioni, con i bambini che troviamo di fronte al supermercato in orario scolastico a prendere i carrelli e a chiedere l’elemosina? Cari signori di sinistra dovreste un po’ vergognarvi, perché voi con tutte le vostre cooperative e associazioni che vivono di questi fondi, voi non volete risolvere il problema, lo perpetuate e lo strumentalizzate. È una vergogna!”. 
A questo punto la Gardini si è rivolta a Cécile Kyenge, ex ministro dell’Integrazione (28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014) e dal 2014 europarlamentare del Partito Democratico: “Parlerà anche la Kyenge, che è la dimostrazione che non siamo razzisti, non è nata in Italia, è stata ministro e adesso siede qua a rappresentare l’Italia. Dica qualche volta grazie al Paese che l’ha accolta e che l’ha fatta ministro”. 
La Kyenge ha chiesto la parola per un “richiamo al regolamento”, un stratagemma per poter parlare quando non è previsto l’intervento, e ha detto visibilmente irritata: “Io chiedo che venga esaminata attentamente le dichiarazioni dell’onorevole Gardini. Perché non si può permettere di arrivare qui e di dire che noi sopportiamo lei. Io sono cittadina europea eletta dai cittadini italiani. Chiedo che vengano esaminate le sue parole.”

La cittadinanza dell'Unione europea esiste formalmente, è stata istituita dal Trattato di Maastricht del 1992 ed è stata sancita dal Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1° dicembre 2009. I cittadini di uno Stato membro sono automaticamente anche cittadini dell'Unione Europea. Ma la cittadinanza europea non esiste sostanzialmente perché di fatto l’Unione Europea non è né uno Stato nazionale né una Confederazione o una Federazione di Stati. Per il diritto internazionale l’Unione Europea è una organizzazione internazionale sui generis, un eufemismo per non esplicitare la sua realtà totalitaria e autoritaria. Perché a differenza di altre organizzazioni internazionali, ad esempio le Nazioni Unite, l’Unione Europea ha un potere invasivo, impositivo e coercitivo, prevalendo sul piano della legislazione, giudiziario, finanziario, economico, controllo delle frontiere e accoglienza degli immigrati, imponendo agli Stati membri l’80 per cento delle leggi europee, il primato delle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulle sentenze dei tribunali nazionali, il rispetto di rigidi parametri finanziari, la sottomissione alle direttive della Banca Centrale Europea in particolare per gli Stati che hanno aderito all’euro, l’eliminazione delle frontiere nazionali e l’obbligo di accogliere gli immigrati anche se si tradurrà nella sostituzione etnica della popolazione autoctona. 

Tornando alla Kyenge, come tutti i ministri anche lei aveva prestato il seguente giuramento assumendo la carica di Ministro dell’Integrazione: « Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.» Eppure nella sua prima dichiarazione alla stampa il 3 maggio 2013, la Kyenge volle chiarire che lei non è e non si sente una cittadina italiana ma è e si sente depositaria di una doppia cittadinanza: “Sono italo-congolese e, tengo a sottolinearlo, sono italo-congolese perché appartengo a due culture, a due paesi che sono dentro di me e non potrei essere interamente italiana, non potrei essere interamente congolese, ciò giustifica anche la mia doppia identità, ciò giustifica ciò che io mi porto dietro. Questa è la prima cosa con cui io vorrei essere definita”. E da ministro le prime due rivendicazioni da lei sostenute furono la concessione automatica della cittadinanza italiana a tutti coloro che nascono sul territorio italiano e l’abrogazione del reato di clandestinità. 

Cari amici, la cittadinanza non è un pezzo di carta che si può variare, raddoppiare o triplicare, o anche stracciare. La cittadinanza è essenzialmente un atto d’amore assoluto che ci lega in via esclusiva all’Italia. Noi siamo orgogliosamente cittadini italiani, non cittadini sdoppiati divisi tra due o più identità, o cittadini fantomatici di un’inesistente entità europea. Noi siamo italiani e l’Italia è la nostra Patria, la nostra casa comune. 
 

Postato il 05/07/2018 17:42:06 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il Nobel per l’Economia Stiglitz dice che se l’Italia uscisse dall’euro “i benefici sarebbero evidenti e notevoli”. Le nostre massaie sanno che con la lira si stava meglio. Ma Salvini e Di Maio non parlano di sovranità monetaria

Cari amici, l’Italia deve uscire dall’euro per stare meglio. Non lo dicono Salvini o Di Maio ma il Premio Nobel per l’Economia l’americano Joseph Stiglitz. In un saggio pubblicato sul sito “Politico”, dal titolo “Come si esce dall’euro”, pubblicato lo scorso 26 giugno, Stiglitz sostiene che “i benefici di un’uscita dell’Italia dall’euro sarebbero evidenti e notevoli” https://www.politico.eu/article/opinion-italy-germany-how-to-exit-the-eurozone-euro-reform/ La traduzione italiana la potete leggere in http://vocidallestero.it/2018/07/01/stiglitz-come-si-esce-dalleuro/ 

Stiglitz inizia con questa domanda: “Qual è il modo migliore per uscire dall’euro? La domanda torna sul tavolo dopo la nascita del governo euroscettico in Italia. Sì, è vero che i principali ministri si sono impegnati a mantenere il paese nel blocco europeo della moneta unica, ma questi impegni non devono essere visti come immutabili”. 

Stiglitz spiega: “L’euro è stato difettoso fin dalla sua origine. Per paesi come l’Italia, l’euro ha tolto due meccanismi fondamentali di aggiustamento: il controllo sui tassi di interesse e il tasso di cambio. E al posto di sostituire questi meccanismi con qualcos’altro, l’euro ha introdotto rigidi parametri sul debito e sul deficit, cioè ulteriori impedimenti alla ripresa economica. Il risultato per l’intera eurozona è stato quello di una minore crescita, soprattutto per i paesi più deboli”.

La crisi economica ha acuito anche altre crisi: “Le spaccature che ne sono risultate hanno reso più difficile risolvere anche gli altri problemi, e in particolare la crisi dell’immigrazione, sulla quale le regole europee impongono un peso eccessivo ai paesi di frontiera che ricevono i migranti, come la Grecia e l’Italia”.

Stiglitz considera la Germania la principale responsabile della crisi dell’Eurozona: “Cosa si debba fare è ben chiaro. Il problema è la riluttanza tedesca nel farlo. L’eurozona ha riconosciuto già da molto tempo la necessità di un’unione bancaria. Ma Berlino insiste nel posticipare la riforma chiave che servirebbe per questo – quella di una garanzia comune sui depositi – che ridurrebbe le fughe di capitali dai paesi più deboli (...) Le politiche economiche adottate dalla Germania al proprio interno aggravano i problemi dell’eurozona”.

Segue l’invito alla Germania di uscire dall’euro: “Se la Germania non vuole intraprendere i passi fondamentali per migliorare l’unione monetaria, potrebbe adottare la seconda miglior scelta, quella di uscire dall’eurozona. Con la Germania (ed eventualmente altri paesi dell’Europa del nord) fuori dall’unione monetaria, il valore dell’euro scenderebbe, facendo aumentare le esportazioni dell’Italia e degli altri paesi dell’Europa del sud”.

Stiglitz spiega perché l’Italia deve uscire dall’euro: “In assenza di riforme significative, i benefici di un’uscita dell’Italia dall’euro sarebbero evidenti e notevoli. Un tasso di cambio più basso permetterebbe all’Italia di esportare di più. I consumatori cambierebbero i prodotti di importazione con prodotti made-in-Italy. I turisti troverebbero il paese più conveniente come destinazione. Tutto questo stimolerebbe la domanda e aumenterebbe il gettito fiscale di cui il governo può disporre. La crescita aumenterebbe, i livelli di disoccupazione dell’Italia (all’11,2 percento, con il 33,1 percento di disoccupazione giovanile) scenderebbero”.

Stiglitz suggerisce all’Italia la via per uscire dall’euro: “La sfida, naturalmente, è quale sia il modo migliore per uscire dall’eurozona minimizzando i costi economici e politici. Un’ampia ristrutturazione del debito, condotta con speciale attenzione alle conseguenze che avrebbe per le istituzioni finanziarie interne, sarebbe essenziale. Senza una tale ristrutturazione, il peso del debito denominato in euro salirebbe, annullando forse una gran parte dei potenziali vantaggi”.

Questa la conclusione di Stiglitz: “Se il nuovo governo italiano sarà in grado di gestire una tale uscita, l’Italia starà meglio. E starà meglio anche il resto d’Europa”.

Cari amici, sono sei i Premi Nobel per l’Economia che hanno bocciato l’euro https://scenarieconomici.it/6-premi-nobel-p-krugman-m-friedman-j-stigliz-a-sen-j-mirrless-c-pissarides-leuro-e-una-patacca/ Ma una semplicissima massaia sa bene che fino al primo gennaio 2002, data in cui fu adottato l’euro, una famiglia italiana di quattro persone viveva dignitosamente con un milione e mezzo di lire. E che l’equivalente in euro, pari a 750 euro, ha ridotto quella famiglia in uno stato di povertà. La verità è che l’euro ha dimezzato il potere d’acquisto e raddoppiato il costo della vita. L’euro ha perpetrato il crimine epocale di trasformare l’Italia ricca in italiani poveri. Ebbene mi auguro che Salvini e Di Maio operino concretamente per liberare gli italiani dalla tirannia dell’euro e per riscattare il diritto dell’Italia a tornare a emettere una propria moneta nazionale. Uno Stato senza la sovranità monetaria non è semplicemente uno Stato. Per ora mi limito a osservare che il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro non è menzionato nel cosiddetto “Contratto di governo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 03/07/2018 16:06:53 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il Presidente della Camera Fico vuole tagliare i vitalizi degli ex parlaLmentari alimentando l’invidia e lo scontro sociale. Ma è incostituzionale. Ciò che serve agli italiani è il lavoro

Buongiorno amici. Il Movimento 5 Stelle immagina di cambiare l’Italia togliendo ai ricchi e dando ai poveri. Solo che i Robin Hood all’Italiana dimenticano che un conto è fare giustizia in seno a una piccola comunità primordiale dove la gente si accontenta del minimo necessario per sopravvivere, un altro conto è governare uno Stato di 60 milioni di abitanti. I grillini o pentastellati vorrebbero farci credere che l’economia italiana si risanerà e lo sviluppo decollerà togliendo i vitalizi agli ex parlamentari e elargendo il reddito di cittadinanza pari a 780 euro al mese a milioni di italiani disoccupati, inoccupati, esodati o pensionati in difficoltà. Taglio dei vitalizi e reddito di cittadinanza sono solo delle manovre elettorali che raggirano gli italiani per carpirne il voto alle prossime elezioni. L’unica soluzione credibile per il rilancio dello sviluppo è la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro che si traducano nella produzione di beni e servizi reali. Per farlo non c’è alternativa che riscattare la nostra sovranità monetaria, legislativa, giuridica, sul piano della sicurezza e della difesa.

Ebbene di tutto ciò non c’è traccia nel cosiddetto “Contratto di governo” sottoscritto dal Movimento 5 Stelle e Lega. Ciò che ci danno in pasto sono dei surrogati delle soluzioni reali, un vero e proprio inganno dei cittadini che loro si vantano di rappresentare. Innanzitutto non si era mai visto un Presidente della Camera, qual è Roberto Fico, che dopo aver offeso la Patria assistendo con le mani in tasca e senza cantare l’inno nazionale nella commemorazione della strage di Capaci e mostrando il pugno chiuso alla Festa della Repubblica, opera come se fosse un rappresentante del Movimento 5 Stelle anziché il rappresentante di tutta la Camera dei deputati e la terza carica dello Stato. Non dovrebbe spettare a lui promuovere la legge sul taglio dei vitalizi con una modalità arbitraria sul piano procedurale e incostituzionale sul piano giuridico. I vitalizi sono stati aboliti nel 2012, ma quelli già assegnati giustamente non sono stati toccati. Ebbene il Movimento 5 Stelle ha lanciato una crociata contro i vitalizi già assegnati. Dato che il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, non è d’accordo, Fico ha preso l’iniziativa di avviare una delibera per il taglio dei vitalizi soltanto agli ex deputati. Si tratta di 1338 ex deputati che si vedrebbero ricalcolare l'assegno mensile in base al sistema contributivo, che è in vigore dal 2012 per i parlamentari delle ultime legislature. Altri 67 ex membri della Camera, che hanno al loro attivo più di 4 legislature, saranno invece esonerati dai tagli, che arriveranno fino al 50% dell'importo. Il risparmio, annunciato dallo stesso Fico, sarà di 40 milioni di euro: «Quaranta milioni di risparmi, un ulteriore passo per il superamento definitivo dei privilegi». Ma la proposta è di fatto incostituzionale sia perché verrebbe applicata in modo retroattivo ledendo dei diritti acquisiti sia perché si applicherebbe solo a un ramo del Parlamento, alla Camera, e non al Senato.

Cari amici, in uno Stato che ha un Pil di 1600 miliardi di euro e dove la metà del Pil, circa 800 miliardi di euro, sono il costo della pubblica amministrazione, 40 milioni di euro non cambiano nulla. Voler far credere che il taglio dei vitalizi di 1338 ex deputati per risparmiare 40 milioni di euro sarebbe la battaglia di civiltà che ristabilirebbe la giustizia e risanerebbe il bilancio pubblico, significa prendere in giro gli italiani. L’unico rischio reale è di innescare un conflitto intestino con la rivolta di tutti coloro che giustamente temeranno per la perdita di diritti acquisiti. Uno Stato serio non prende in giro i cittadini, non toglie loro ciò che è stato concesso legalmente. In ogni caso le leggi varate oggi non possono essere retroattive. Il Movimento 5 Stelle sta pericolosamente alimentando l’invidia e lo scontro sociale, mentre ciò di cui gli italiani hanno bisogno è ben altro: lavoro, lavoro, lavoro. 

 

Postato il 28/06/2018 15:11:45 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Macron ha accarezzato la guancia di Papa Francesco e l’ha baciato con affettuosità. Il Papa riceva anche Salvini per ringraziare gli italiani perché l’accoglienza dei “migranti” avviene in Italia e con i nostri soldi

Buongiorno amici. Proprio mentre Italia e Francia sono ai ferri corti per l’accoglienza dei cosiddetti “migranti”, dopo che il Presidente francese Emmanuel Macron ha condannato come “irresponsabile” e “vomitevole” la decisione del ministro dell’Interno Matteo Salvini di chiudere i porti italiani alle navi delle Ong (Organizzazioni non governative), Papa Francesco ieri si è schierato dalla parte di Macron accogliendolo in Vaticano e riservandogli sia l’udienza più lunga concessa ai capi di Stato dall’inizio del suo pontificato (57 minuti), sia consentendogli una intimità nell’abbraccio senza precedenti nel protocollo che definisce in modo rigoroso ogni dettaglio degli incontri con il Papa. Macron si è permesso di accarezzare la guancia e di baciare Papa Francesco con una affettuosità incomprensibile nell’ambito dei rapporti tra due capi di Stato che, oltretutto, si sono incontrati per la prima volta. 

Negli scorsi giorni Salvini ha preannunciato un suo incontro con Papa Francesco. Ebbene sarebbe opportuno che l’incontro, che a questo punto potremmo definirlo “riparatore”, avvenisse al più presto possibile. Anche se non credo che a Salvini, sempre che lui ne fosse capace, verrà concesso di accarezzare alla guancia Papa Francesco e di baciarlo con una particolare affettuosità. Papa Francesco non dimentichi che l’accoglienza dei cosiddetti “migranti”, che ha elevato a nuovo sacramento della Chiesa, la fa in Italia e con i soldi degli italiani. Il minimo che noi italiani dovremmo attenderci dalla Chiesa è la gratitudine. Non certamente né la condanna né il tradimento con chi, come Macron, sul tema dell’accoglienza predica bene e razzola male.

 

 

 

Postato il 27/06/2018 11:21:46 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Siamo di fronte a una politica spregiudicata che persegue il potere costi quel che costi, con alleati che diventano rivali, manipolando i contenuti e ingannando gli elettori

Buongiorno amici. Al governo nazionale la Lega è alleata del Movimento 5 Stelle contro il Centrodestra e il Centrosinistra che stanno all’opposizione. A livello locale, Regioni, Province e Comuni, la Lega è alleata del Centrodestra contro il Movimento 5 Stelle e il Centrosinistra schierati sul fronte opposto. Nel Parlamento Europeo, la Lega fa parte del Gruppo “Europa delle Nazioni e delle Libertà” insieme al Fronte Nazionale di Marine Le Pen; mentre il Movimento 5 Stelle è schierato con il Gruppo avverso della “Europa della Libertà e della Democrazia diretta” insieme all’Ukip di Nigel Farage; infine Forza Italia aderisce al Gruppo del tutto contrapposto del “Partito Popolare Europeo” capitanato dalla CDU di Angela Merkel. 

Che cosa ci dicono questi fatti? Che siamo di fronte ad una politica dove il potere è sconnesso dai contenuti che identificano un partito e che si sostanziano di valori, di idee, di ideali e di una prospettiva. Questi contenuti si rivelano uno specchietto per allodole per carpire il consenso degli elettori. Ma subito dopo il voto la gestione del potere segue logiche diverse, anche a costo di rinnegare gli impegni assunti e tradire i propri elettori. In definitiva si sta accreditando una politica del tutto spregiudicata, dove tutto e il contrario di tutto diventano leciti pur di conquistare il potere. 

Resta il fatto che questa politica appiattita sul potere costi quel che costi ha il respiro corto, proprio perché si è costretti a navigare a vista pur di perpetuare il proprio potere, senza una rotta certa e soprattutto senza il conforto di un traguardo che simbolicamente rappresenta il successo nell’adempimento del bene comune che dà un senso profondo al nostro impegno nella politica. 

Cari amici, per tutto ciò sono moralmente contrario a questo sodalizio contro-natura tra la Lega e il Movimento 5 Stelle al governo nazionale, così come la considero politicamente una scelta miope e controproducente nel medio e lungo termine. Dobbiamo impegnarci affinché l’Italia possa essere governata da una coalizione coesa sul piano dei contenuti politici, in cui le azioni concrete prevalgano sulle denunce speculative e, soprattutto, in cui il bene dei cittadini primeggi rispetto alla ricerca ossessiva del consenso da parte dei leader e dei partiti. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.

 

Postato il 26/06/2018 15:50:28 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Salvini è diventato “l’uomo forte” della politica italiana. Per valorizzare il momento di grazia farebbe bene a inglobare il Centrodestra e tornare al più presto al voto

Buongiorno amici. Matteo Salvini si è affermato come “l’uomo forte” della politica italiana. Lo conferma il successo straripante della Lega alle amministrative. Lo evidenzia il riscontro dei sondaggi che danno la Lega come il primo partito superando il Movimento 5 Stelle che arretra rispetto alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo. È ormai chiaro che una maggioranza relativa di italiani si identifica in Salvini perché ha il coraggio di dire ciò che loro pensano e vede Salvini come il “salvatore della Patria”. Salvini affascina ed è stimato anche perché ha realizzato un vero e proprio miracolo politico, salvando la Lega che nel dicembre 2012 sembrava destinata a scomparire decapitata al vertice dallo scandalo che si abbatté su Umberto Bossi e la sua famiglia, fino a elevarla a primo partito del Centrodestra con il 17% dei consensi e potenzialmente a primo partito d’Italia con oltre il 29% dei consensi. 

Ebbene questo miracolo politico è esclusivamente opera di Salvini. Per la precisione della sua eccezionale e ineguagliabile capacità di raccogliere il consenso attraverso la sua prestazione mediatica. Salvini è in assoluto il politico più capace a valorizzare i mezzi di comunicazione di massa, dalla televisione a Internet. Sostanzialmente Salvini è il politico di maggior successo perché è quello che sa rappresentare meglio la realtà degli italiani utilizzando un linguaggio semplice, chiaro e diretto, con un tono di denuncia e con un messaggio ispirato alla sfida. Quindi è un successo legato all’ambito della comunicazione, dove sia le parole sia le iniziative intraprese come il blocco delle navi delle Ong cariche di “migranti” sono a costo zero. È in definitiva il successo del Salvini politico, da leader incontrastato della Lega, non del Salvini statista, da vice-Primo ministro e ministro dell’Interno che esordisce nel governo dello Stato. 

Ebbene, mentre tocchiamo con mano che Salvini cresce sul piano del consenso popolare e nei sondaggi fintantoché rappresenta le istanze degli italiani, denunciando e sfidando i poteri forti dell’Eurocrazia e della finanza speculativa globalizzata, nessuno può prevedere cosa accadrà quando il Salvini politico dovrà cedere il passo al Salvini statista, quando Salvini dovrà passare dalla denuncia alla proposta e dalle parole ai fatti. Certamente in questa eventuale transizione Salvini sconterà il fatto che in seno a questa coalizione governativa ibrida, frutto di un sodalizio contro-natura tra due soggetti che hanno contenuti politici ed elettorati contrapposti, la Lega rappresenta il socio di minoranza disponendo della metà dei consensi del Movimento 5 Stelle, 17% contro il 33%.

Ecco perché è opportuno che Salvini si domandi se gli convenga andare avanti con il rischio di veder precipitare l’attuale consenso che sta ottenendo a costo zero quando la sua attività concreta risulterà onerosa e magari inefficiente e insoddisfacente? Non è preferibile che Salvini sfrutti questo momento di grazia per lui e di disgrazia per gli alleati del Centrodestra per inglobarli nella Lega e subito dopo cogliere la prima opportunità per tornare al più presto alle urne con una nuova legge elettorale che attribuisca la maggioranza assoluta del Parlamento al soggetto politico che supera il 40% dei consensi?

Postato il 25/06/2018 13:02:18 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Grazie a Marialuisa Bonomo per il suo contributo professionale e la sua vicinanza umana

Buongiorno amici. Nove anni fa, per uno di quei casi che ti fanno comprendere che nulla accade per caso nella vita, ho conosciuto Marialuisa Bonomo nell’ambito della mia campagna elettorale per la Presidenza della Regione Basilicata. Marialuisa si rese disponibile volontariamente, insieme a un centinaio di nuovi amici, per sostenermi nell’impresa più che ardua di scalzare dal potere il regime consociativo catto-comunista che da circa 30 anni sta devastando una Regione straordinariamente prospera e sta impoverendo e condannando all’emigrazione i lucani. Ottenni circa 30 mila preferenze e conquistammo un seggio nel Consiglio Regionale. Purtroppo quel patrimonio politico e soprattutto di amicizie si è disperso. Ma Marialuisa mi ha seguito fedelmente prima come assistente nel Parlamento Europeo e poi come assistente personale nella mia intensa attività di scrittore e conferenziere. Senza il suo contributo professionale e la sua vicinanza umana non avrei potuto fare tutto ciò che ho fatto. Le sono immensamente grato e le auguro sinceramente tutto il bene del mondo.

 

Postato il 23/06/2018 08:30:37 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Omosessualismo e pederastia all'Eliseo: Macron promuove la decadenza della nostra civiltà. È questa la vera "lebbra" di cui lui parla ed è lui l'essere "vomitevole" da cui guardarci

Cari amici, appena ho visto la fotografia che ritrae il Presidente francese Emmanuel Macron, 41anni, e la moglie Brigitte Trogneux, sua ex insegnante di 65 anni, attorniati da omosessuali travestiti in una sala dell'Eliseo, il Palazzo della Presidenza della Repubblica, ho pensato che si trattasse di un fotomontaggio. In cuor mio ho sperato che si trattasse di una falsità, più comunemente definita «fake news». Ma dopo aver visionato una decina di siti di informazione francesi che raccontano della «Festa della musica» che si è svolta ieri sera all'Eliseo, diffondendo le stesse fotografie, ho dovuto prendere atto che si tratta di una tragica realtà. 
Lasciamo perdere la cosiddetta «musica elettronica» che per me è tutto fuorché musica. Personalmente sono rimasto fermo a Giuseppe Verdi e il massimo della trasgressione musicale arriva a Lucio Battisti. Tutto il resto mi provoca la tachicardia. Ma i gusti musicali vanno rispettati. Ciò che invece è assolutamente inaccettabile è che nel Palazzo simbolo dello Stato e delle istituzioni che sostanziano la civiltà francese, lo stesso Presidente della Repubblica abbia promosso un'esibizione di militanti dell'ideologia omosessualista e della pederastia. Kiddy Smile, un disc jockey o più semplicemente dj, professionista dell'intrattenimento che seleziona i brani musicali, si è esibito con una maglietta con sopra scritto «Figlio di immigrati, nero e pederasta». Nel vocabolario della lingua italiana la «pederastia» indica il rapporto sessuale di un adulto con un adolescente ed è sanzionata dalla legge. Non so che cosa «pederastia» significhi per i francesi ma di certo da ieri Macron l'ha sdoganata, consentendo che la si pubblicizzi all'interno del Palazzo presidenziale. 
Cari amici, questa è la vera «lebbra», di cui parla Macron rivolgendosi in modo sprezzante ai «populisti» che avanzano in Europa, e lui è l'essere «vomitevole», come ha definito il comportamento del governo italiano nella vicenda della nave Aquarius con a bordo 629 cosiddetti «migranti». Ieri il Palazzo dell'Eliseo ha messo in scena lo spettacolo della decadenza della civiltà europea, all'insegna dello strapotere della grande finanza speculativa globalizzata di cui Macron è un illustre rappresentante, e della dittatura del relativismo che ha scardinato le fondamenta stesse della nostra umanità al punto che abbiamo perso la certezza di chi siamo sul piano delle nostre radici, fede, identità, valori, regole e leggi.

Postato il 22/06/2018 17:32:50 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

#FreeTommy: mobilitiamoci per la liberazione di Tommy Robinson detenuto in un carcere pieno di islamici per aver denunciato i crimini dell’islam

Cari amici, la Gran Bretagna che è stata la più antica democrazia parlamentare al mondo, rischia di trasformarsi nella prima teocrazia islamica d’Europa. Dallo scorso 25 maggio è finito in carcere l’attivista anti-islamico e giornalista indipendente Tommy Robinson, fondatore ed ex leader del movimento English Defense League (Edl). È stato arrestato con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Di fatto, all’esterno di un tribunale a Leeds, raccontava in diretta Facebook l’ennesimo processo ai membri di uno dei gruppi di stupratori seriali – perlopiù di origini pachistane - che per decenni hanno molestato e violentato, torturato e talvolta ucciso, decine di migliaia, forse addirittura un milione di minori britannici. Trascinato di fronte a un giudice in assenza del suo avvocato, Tommy Robinson è stato sommariamente condannato a 13 mesi di reclusione per oltraggio alla corte, e prontamente trasferito nel penitenziario di Hull. Il giudice che ha convalidato il suo arresto, reso esecutivo in appena cinque ore, si è premurato poi di censurare la stampa nazionale, intimando con un’ordinanza di non dare copertura alla vicenda. Tommy Robinson, il cui vero nome è Stephen Christopher Yaxley-Lennon, rischia la vita in carcere dove la maggioranza dei detenuti sono musulmani. 

Cari amici, si può legittimamente obiettare sui metodi impiegati da Tommy Robinson, ma la causa che promuove è sacrosanta. Denunciare e combattere gli stupratori seriali islamici, evidenziare l’incompatibilità dall’islam con il rispetto della pari dignità tra uomo e donna e della sacralità della vita di tutti, significa promuovere una missione civile e etica. Ma in una Gran Bretagna che da 37 anni ha legittimato i tribunali islamici, che ha il maggior numero di moschee d’Europa, che ha la propria capitale e diverse città amministrate da sindaci islamici, che ha recentemente nominato un ministro dell’Interno islamico, che ha scuole coraniche come in Pakistan e scuole pubbliche britanniche dove si legittima l’islam come religione di pace, che ha la più consistente presenza di terroristi islamici e che ha registrato i primi attentati suicidi in Europa perpetrati da musulmani con cittadinanza europea il 7 luglio 2005 a Londra, Tommy Robinson non viene considerato un eroe nazionale che si batte contro l’islamizzazione, ma bensì un nemico dello Stato. La verità è che in questa Gran Bretagna che si è già arresa all’islam, Tommy Robinson va eliminato perché contrasta la deriva di uno Stato che ha abdicato alla propria civiltà, al punto che ufficialmente non si considera più uno Stato cristiano. 

Cari amici, mobilitiamoci per la liberazione di Tommy Robinson. Cominciamo con l’aderire alla campagna internazionale diffondendo l’hashtag #FreeTommy. Facciamo conoscere la sua causa. Denunciamo la follia dell’islamofilia che ha contagiato l’Europa e la prospettiva di codificare il reato di islamofobia. Dobbiamo assolutamente prevenire che in carcere possa essere assassinato dai terroristi islamici. Tommy Robinson deve essere liberato subito!

Postato il 15/06/2018 16:41:54 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

C'è un pericolosissimo clima d'odio nei confronti di Salvini. Intervengano subito Mattarella e la Magistratura prima che esploda la violenza e si destabilizzino le istituzioni democratiche

Cari amici, si sta creando un pericolosissimo clima d'odio e di istigazione a delinquere nei confronti di Matteo Salvini, il leader della Lega diventato vice-Primo ministro e Ministro dell'Interno. Criticare un politico è assolutamente legittimo. Ben venga la critica se è oggettiva, cioè fondata sui fatti, ispirata a costruire e non a distruggere. Lo faccio personalmente avendo a cuore il bene primario degli italiani e l'interesse supremo dell'Italia. Ma aizzare l'odio e istigare alla violenza rischia di far implodere il fronte interno, attentando alla sicurezza nazionale e destabilizzando l'insieme del quadro istituzionale. 

Solo negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una manifestazione di esponenti della «Unione Sindacale di Base» o USB, in cui hanno sfilato prevalentemente degli africani, che hanno ripetuto ossessivamente «Salvini assassino» e poi hanno bruciato la bandiera della Lega. A Milano la Sinistra e gli immigrati hanno manifestato con dei cartelli con la scritta «Lega, Salvini, Assassini». Emma Bonino, leader storica dei Radicali e che alle ultime elezioni politiche ha capeggiato la lista «+ Europa», ha dichiarato che «il linguaggio di Salvini è un misto di volgarità e di squadrismo offensivo», evocando il fascismo. Eugenio Scalfari, il fondatore di «La Repubblica» ha scritto un editoriale dal titolo «Svegliamoci e salviamo il Paese dai razzismi», accusando Salvini e Di Maio di essere «razzisti e populisti». Gino Strada, il fondatore di Emergency, ha detto: «Salvini? Mai avrei pensato di vedere ancora ministri razzisti. A 70 anni voglio andar via dall'Italia». Non poteva mancare l'ex Presidente della Camera Laura Boldrini che ha definito Salvini un «disperato». L'intellettuale di punta della Sinistra, Roberto Saviano, si è spinto a dire che Salvini è un «bandito». Persino Giuliano Ferrara, il fondatore di «Il Foglio», si è scatenato qualificando Salvini «il bullo di stato» e chiamando alla mobilitazione la magistratura che lui ha lungamente denunciato quando si trattò di difendere Berlusconi di cui è stato ministro: «Avvocati e giuristi non dormite. Denunciare Salvini: le questioni politiche vengono dopo, ora bisogna fermare il bullo di stato». La cantante rediviva Rossana Casale si è aggiunta al coro: «Prendete i figli di Salvini e metteteli a bordo dell'Aquarius. Ora». Contro la decisione di Salvini di chiudere i porti italiani si sono mobilitate tutte le associazioni legate alla Sinistra, dall'Arci all'Anpi. Il mondo cattolico legato a Papa Francesco, dalla Conferenza Episcopale Italiana all'Azione Cattolica, ha “scomunicato” Salvini ricordando il detto di Gesù «Ero straniero e non mi avete accolto» (Matteo, 25,43). Infine non sono mancate le condanne dell'Onu, dell'Unione Europea, della Spagna che si è resa disponibile ad accogliere la nave Aquarius, e della Francia che ha definito la decisione di Salvini «vomitevole» e «una forma di cinismo e di irresponsabilità».

Cari amici, piaccia o meno gli italiani hanno scelto alle recenti elezioni dello scorso 4 marzo il Movimento 5 Stelle come primo partito in assoluto e la Lega come primo partito in seno alla coalizione del Centrodestra. Personalmente ho espresso le mie perplessità su questo sodalizio tra forze discordanti sul piano dei contenuti politici e su una scelta di potere che di fatto tradisce gli impegni presi con gli elettori prima del voto. Ma si tratta in ogni caso di un governo legittimo. Piaccia o meno è il governo che gode della maggioranza politica in seno al Parlamento. Piaccia o meno è un governo contemplato dalla nostra Costituzione e che pertanto va rispettato da tutti gli italiani, compresi quelli che legittimamente hanno idee politiche diverse. Si può certamente criticare ma non criminalizzare Salvini e il suo governo. Invito pertanto il Presidente della Repubblica a intervenire subito per porre fine a questa strategia di linciaggio mediatico e di discredito politico sia interno sia internazionale nei confronti di un governo che lui ha nominato. E qualora ci fossero dei reati, ebbene intervenga subito la Magistratura per salvaguardare l'onorabilità delle istituzioni dello Stato, a prescindere dalle idee che un governo può legittimamente avere.

 

Postato il 12/06/2018 17:37:58 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Balotelli che snobba la fascia da capitano e dice che l’Italia è troppo razzista non dovrebbe giocare in Nazionale e chiedere scusa agli italiani

Cari amici, pur non interessandomi affatto di calcio, per il secondo giorno mi occupo di temi legati al calcio. Ieri ho denunciato la resa al terrorismo palestinese da parte della Nazionale di calcio dell’Argentina che ha annullato un’amichevole che era in programma sabato 9 giugno a Gerusalemme. Oggi mi occupo della scarsa considerazione manifestata da Mario Balotelli all’ipotesi di indossare lui la fascia di capitano della Nazionale di calcio dell’Italia e dell’idea che se ciò avvenisse rappresenterebbe un bel segnale per gli immigrati africani.

Mario Balotelli, nato a Palermo da genitori ghanesi, affidato a una famiglia italiana da cui ha preso il cognome, ha sempre vissuto in Italia e non è mai stato in Africa. Dovrebbe essere più che orgoglioso di diventare il capitano della Nazionale. Eppure in un’intervista ha detto: “Devo essere sincero. Fare il capitano, per me, non cambierebbe più di tanto. Io sono in questa Nazionale per fare gol, non per fare il capitano. Per gli altri potrebbe essere un bel segno: soprattutto per gli immigrati africani, sarebbe un segnale forte per chi come me è originario dell'Africa. Ma quello che serve, da me, sono principalmente i gol". 

Secondo Balotelli in Italia ci sarebbe “troppo razzismo”: «Sono nato in Italia ma ho atteso 18 anni la cittadinanza. Io non mi sono mai abbattuto e faccio un appello: c’è troppo razzismo, la legge deve cambiare». Di fatto, conformemente alla legge n. 91 del 5 febbraio 1992, Balotelli ha dovuto attendere il compimento del 18º anno di età per poter ottenere la cittadinanza italiana poiché il suo affido non era stato convertito in adozione. Comunque con l’attuale legge, denominata “ius sanguinis”, che Balotelli vorrebbe cambiare, hanno ottenuto la cittadinanza italiana 220 mila stranieri nel 2016 e altrettanti nel 2017, anche senza conoscere una sola parola d’italiano. Bocciare questa legge immaginandola come “razzista”, mentre in realtà è fin troppo permissiva, significa ignorare la realtà.

Cari amici, io penso che Mario Balotelli la fascia di capitano non la meriti. Chi dice “fare il capitano, per me, non cambierebbe più di tanto”, non è degno di rappresentare l’Italia. Chi immagina che in Italia ci sia “troppo razzismo”, significa che non ha la testa a posto, che non vive tra la gente. Balotelli non sa che all’opposto gli italiani sono fin troppo accoglienti e fin troppo tolleranti con gli stranieri, al punto che oggi in Italia ad essere discriminati sono gli stessi italiani, perché si riservano agli stranieri dei privilegi che non vengono accordati ai milioni di italiani poveri. 

Balotelli avrebbe dovuto sentirsi orgoglioso e onorato di diventare capitano della Nazionale, avrebbe dovuto dire che è un bel segno per tutti gli italiani che l’hanno amorevolmente accolto, accudito, curato, messo nella condizione di diventare uno dei giocatori più pagati e più spendaccioni al mondo, confermando che l’Italia non è affatto un paese razzista. Balotelli dovrebbe vergognarsi di ciò che ha detto e chiedere scusa agli italiani. Gli italiani meritano rispetto e gratitudine perché sono fin troppo buoni, altro che “troppo razzisti”. Se dipendesse da me, Balotelli non lo farei proprio giocare in Nazionale. Altro che dargli la fascia da capitano. L’Italia o la si ama, o non la si merita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato il 07/06/2018 15:45:33 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Noi italiani non ci meritiamo l’umiliazione di un governo contronatura

Buongiorno amici. Così come la responsabilità nei confronti dei figli non potrebbe essere affidarli a una famiglia contronatura, formata da due padri o da due madri, la responsabilità nei confronti degli italiani non può essere imporre loro un governo contronatura, formato da soggetti politici contrapposti, il M5S e la Lega, violando i propri contenuti programmatici e tradendo la fiducia dei propri elettori. 
Lo dico con il cuore in mano agli amici della Lega: il governo non è la somma di numeri anche se incompatibili, ma è l’unione di idee, valori e prospettiva compatibili. 
Sinceramente, come cittadino orgogliosamente italiano che ama l’Italia, mi sento immensamente offeso dall’idea che un semi-analfabeta che non sa neppure parlare correttamente l’italiano, che non ha mai assunto ruoli di responsabilità in un’azienda o in un’amministrazione, che non ha maturato data la giovane età un’adeguata esperienza nemmeno in seno alla scuola della vita, possa diventare il Presidente del Consiglio o il Ministro degli Esteri. Noi italiani non ci meritiamo una simile umiliazione. E a chi mi dice che il trentunenne Luigi Di Maio e l’esercito degli illustrissimi parlamentari del M5S sono stati eletti da 11 milioni di italiani, rispondo che anche Hitler e Mussolini furono eletti dai tedeschi e dagli italiani, ma non per questo li si deve accettare costi quel che costi. 

Postato il 10/05/2018 09:01:25 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

La libertà d'informazione è morta. Siamo sottomessi a una dittatura mediatica imposta da chi ci governa, con una stampa omologata e giornalisti tuttologi e tuttofare, precari e sottopagati

Cari amici, ieri si è celebrata la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa. Secondo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il male di fondo che minaccerebbe la libertà di stampa sarebbe «una nuova stagione di violenze contro la stampa, in Italia, in Europa, nel mondo. Ancora oggi aggressioni e intimidazioni minacciano il lavoro di quei cronisti che non si piegano alla logica di interessi e poteri illegali e della criminalità, recando così un contributo rilevante alla causa della democrazia.» 
La minaccia evocata da Mattarella, secondo l'organizzazione Reporters sans frontières (Rsf), si traduce in 29 giornalisti e operatori dei media uccisi nel mondo dall'inizio del 2018. Sempre secondo Rsf l'Italia si colloca al 77esimo posto su 180 Stati nella classifica concernente la libertà di stampa nel mondo. Ma anche in questo caso il declassamento dell'Italia si deve al fatto che in Italia ci sono «fra i 30 e i 50 giornalisti» sotto protezione delle forze dell'ordine per minacce di morte o intimidazioni.  

Sia Mattarella sia Rfs, consapevolmente o meno, comunque irresponsabilmente danno una rappresentazione fuorviante dello stato della libertà di stampa in Italia e più in generale in Europa. La verità è che non esiste più la libertà di stampa non per le minacce dei poteri illegali e della criminalità, ma per una strategia deliberata, pianificata e attuata dai poteri che ci governano, quindi dai poteri formalmente legali ma di fatto poteri dittatoriali. La verità è che siamo sottomessi ad un lavaggio di cervello, indottrinati, plagiati, raggirati da un'informazione intenzionalmente mistificata e ideologizzata, siamo bombardati da notizie false anche se verosimili. La verità è che gli stessi poteri finanziari ed economici sono riusciti a imporre una dittatura mediatica e informatica controllando le maggiori testate e i principali siti d'informazione o di ricerca di contenuti attinenti alla conoscenza intesa in senso lato, somministrandoci un'informazione omologata e omogeneizzata. La verità è che i cittadini hanno una crescente difficoltà a disporre di una corretta rappresentazione della realtà, sono sempre più confusi e incerti su ciò che accade dentro casa nostra e tutt'intorno a noi. La verità è che il venir sempre meno della certezza della realtà, che è di per sé un fatto negativo, ha finito per essere trasformato in un fenomeno concepito positivamente come il «relativismo». La verità è che oggi gran parte di noi non crede più che esista la nozione stessa di verità e, di conseguenza, anche sul piano dell'informazione ci rassegniamo al fatto che ciascuno può rappresentare arbitrariamente in modo diverso o anche contrapposto la stessa realtà. 
La conseguenza è che sempre più cittadini non leggono più i giornali e non seguono più i telegiornali. Perché l'informazione è sempre più screditata. Più che informazione si è ridotta a essere spettacolo, dove il protagonista non sono più i detentori del sapere ma il giornalista o il conduttore che impone la «linea editoriale», cioè ottempera agli ordini del padrone. Il risultato è che la professione giornalistica si è sempre più degradata in tutti i sensi, sia sul piano della formazione sia sul piano della retribuzione. Regna un'ignoranza e un pressapochismo sconvolgente tra i giornalisti, compensati con il precariato a vita e con retribuzioni inferiori a quelle dei lavapiatti. 

Cari amici, è di questa dittatura mediatica e informatica che dobbiamo occuparci. Dobbiamo mobilitarci su un fronte culturale per acquisire e diffondere informazione corretta, riscattando il nostro diritto e il nostro dovere di disporre di una corretta rappresentazione della realtà che ci circonda. Solo così le nostre valutazioni potranno essere adeguatamente ponderate e le nostre azioni potranno rivelarsi correttamente orientate alla realizzazione del nostro legittimo interesse.


 

Postato il 04/05/2018 16:19:42 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Il Presidente palestinese “laico” parla come i terroristi islamici: Israele non ha diritto a esistere e l’Olocausto è colpa degli ebrei perché praticano l’usura

Israele non ha diritto ad esistere perché è un "prodotto coloniale" britannico. L'Olocausto è colpa degli ebrei perché è stato causato da alcuni "comportamenti sociali" tenuti dagli ebrei, come "l'usura, le banche e cose del genere". L’ha sostenuto ieri a Ramallah, in diretta televisiva, Mahmoud Abbas, noto con il nome di battaglia Abu Mazen, Presidente dell’Autorità Nazionale Palestina. Nella foto è ritratto in un abbraccio intimo con Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, accogliendolo a Bruxelles il 22 gennaio 2018, che tradisce non solo lo stretto rapporto personale, che a noi interessa relativamente, ma soprattutto la solida intesa politica. (Vi prego di non commentare la foto ma il tema del mio articolo. Grazie).

Intervenendo al Consiglio Nazionale Palestinese, il Parlamento dell’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), Abu Mazen ha negato che esista una relazione fra gli ebrei e la terra di Israele, definendo lo Stato ebraico un "prodotto coloniale" britannico.

Queste le parole di Abu Mazen in cui fa ricadere sugli stessi ebrei la colpa dell’Olocausto: "In Europa orientale e occidentale gli ebrei sono stati periodicamente massacrati nei secoli, fino all'Olocausto. Ma perché è accaduto? Loro dicono: 'È perchè siamo ebrei'. Vi porterò tre ebrei, con tre libri, che dicono che l'odio verso gli ebrei non è causato della loro identità religiosa, ma dalle loro funzioni sociali. La 'questione ebraica', che era diffusa in tutta Europa, non era diretta contro la loro religione, ma contro le loro funzioni sociali, legate all'usura, all'attività bancaria e simili".

Le affermazioni di Abu Mazen sono del tutto concordanti con ciò che Allah prescrive nel Corano e con ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Il Corano è un testo profondamente ed esplicitamente anti-ebraico. Gli ebrei sono presentati come “i più feroci nemici di coloro che credono”, “coloro che Allah ha maledetto”, perché “uccidevano ingiustamente i profeti”, “praticano l’usura”, “con falsi pretesti divorano i beni della gente”, che Allah “ha trasformato in scimmie e porci”, che “somigliano a un asino”.

Per quanto concerne specificatamente la condanna degli ebrei per la pratica dell’usura, vi riporto due diverse Sure, o capitoli, del Corano. Dopo la fuga di Maometto dalla Mecca a Medina nel 622, Allah gli ordinò di fare la guerra agli ebrei perché praticavano l’usura, chiarendogli che qualora si fossero convertiti all’islam avrebbero potuto conservare i propri beni anche se erano stati acquisiti in modo fraudolento, a condizione ovviamente che pagassero la zakat, una tassa imposta ai musulmani non a caso sul valore dei loro beni, per «purificare» le loro ricchezze, e non sui proventi dal lavoro svolto.

«Coloro invece che si nutrono di usura resusciteranno come chi sia stato toccato da Satana. E questo perché dicono: “Il commercio è come l’usura!”. Ma Allah ha permesso il commercio e ha proibito l’usura. Chi desiste dopo che gli è giunto il monito del suo Signore, tenga per sé quello che ha e il suo caso dipende da Allah. Quanto a chi persiste, ecco i compagni del Fuoco. Vi rimarranno in perpetuo. Allah vanifica l’usura e fa decuplicare l’elemosina. Allah non ama nessun ingrato peccatore. In verità coloro che avranno creduto e avranno compiuto il bene, avranno assolto l’orazione e versato la decima, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti. O voi che credete, temete Allah e rinunciate ai profitti dell’usura se siete credenti. Se non lo farete vi è dichiarata guerra da parte di Allah e del Suo Messaggero; se vi pentirete, conserverete il vostro patrimonio. Non fate torto e non subirete torto.» (2, 275-279)

I suoi compagni domandarono a Maometto come fosse possibile, dal momento che Allah era lo stesso Dio adorato dagli ebrei, che Allah consentisse ai musulmani di mangiare la carne di cammello mentre il Dio degli ebrei la vietasse. Fu allora che Allah rivelò a Maometto che aveva vietato quegli alimenti agli ebrei per punirli, perché gli alimenti sono buoni e leciti, ma gli ebrei sono malvagi e hanno violato la legge di Allah praticando l’usura.

«È per l’iniquità dei giudei, che abbiamo reso loro illecite cose eccellenti che erano lecite, perché fanno molto per allontanare le genti dalla via di Allah; perché praticano l’usura – cosa che era loro vietata – e divorano i beni altrui. A quelli di loro che sono miscredenti, abbiamo preparato un castigo atroce.» (4, 160-161)

Il comportamento di Abu Mazen ci fa toccare con mano l’incompatibilità dell’islam non solo con i valori che sostanziano la nostra civiltà, ma con la stessa ragione. Perché nelle sue affermazioni c’è la negazione pregiudiziale della realtà storica relativa all’esistenza del Regno di Israele con capitale Gerusalemme ben tremila anni fa, del popolo ebraico che per duemila anni ha pregato per il ritorno in terra di Israele, della legittimazione internazionale del diritto di Israele all’esistenza espressa con la risoluzione 181 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1947. Di fatto Abu Mazen, che almeno formalmente viene considerato un laico, un “musulmano moderato”, si comporta come i terroristi e gli integralisti islamici che antepongono ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto alla ragione e al cuore. 

Cari amici, ecco perché dico, sottolineo e ripeto che l’islam è l’islam, l’islam è lo stesso nelle sue fondamenta, non esiste un “islam moderato” e un “islam radicale”. I musulmani possono essere moderati solo se sono autenticamente laici, ma l’islam non è moderato. Acquisiamo e diffondiamo informazione corretta, riscattiamo il nostro diritto e dovere di dire la verità in libertà anche nei confronti dell’islam come religione, senza mai discriminare o peggio ancora criminalizzare i musulmani come persone. Solo se saremo illuminati di verità e fortificati dal coraggio della libertà potremo essere pienamente noi stessi dentro questa nostra casa comune e tramandare ai nostri figli il loro diritto inalienabile alla vita, dignità e libertà.

 

Postato il 02/05/2018 11:52:15 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

La “Festa del Lavoro” andrebbe abolita perché è un’offesa ai 6 milioni di disoccupati, ai 18 milioni a rischio povertà, ai 250 mila emigrati perché manca il lavoro

Cari amici, se fossimo uno Stato serio e se la classe politica che ci governa fosse rispettabile, si dovrebbe abolire la “Festa del Lavoro” che scade oggi, primo maggio. Perché non c’è nulla da festeggiare. La condizione dei datori di lavoro e dei lavoratori in Italia è semplicemente tragica. É un vero e proprio bollettino di guerra.

Secondo l’Istat, nel 2016 in Italia risultavano 6 milioni di disoccupati e inoccupati, di cui 3,07 milioni di disoccupati e 2,99 milioni di inoccupati che non sono mai entrati nel mondo del lavoro. Sono 1.944.000 i giovani tra 25 e 34 anni senza lavoro, la percentuale più alta in Europa, pari al 25,9%.

Solo negli ultimi otto anni hanno chiuso 158 mila aziende, con la perdita di 400 mila posti di lavoro.

Sono circa 4 milioni gli italiani che non hanno alcuna fonte di reddito. 

Nel 2016 circa 285 mila italiani sono emigrati all’estero principalmente perché in Italia non trovano un lavoro dignitoso. Una cifra vicina a quella del dopoguerra, quando emigrarono 300 mila italiani. Secondo il Centro Studi Idos, che insieme alla rivista Confronti pubblica il Dossier statistico sull’immigrazione 2017, questa fuga di cervelli corrisponde alla perdita di 8,8 miliardi di euro, limitandoci a quanto lo Stato ha speso per la loro formazione. 

Secondo Eurostat l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di poveri in valori assoluti, pari a 10,5 milioni. Secondo la Banca d’Italia quasi una persona su 4 era a rischio povertà nel 2016. Diciotto milioni di italiani sono a rischio povertà o esclusione sociale, pari al 30% della popolazione residente. Sono circa 5 milioni gli italiani che per sopravvivere ogni giorno fanno la fila alle mense dei poveri.

La Cgia rileva che 80% dei pensionati percepisce una pensione inferiore ai 1.000 euro e un terzo dei pensionati inferiore ai 500 euro.

Ecco perché è offensivo che Governo e Sindacati, ogni anno il primo maggio, festeggino. Oggi i Segretari nazionali delle tre maggiori confederazioni dei lavoratori, Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno pronunciati dei discorsi a Prato sul tema “Sicurezza: il cuore del lavoro”. Rimproverano ai datori di lavoro di non investire sufficientemente per la tutela della sicurezza dei lavoratori nelle aziende. Ebbene proprio i Sindacati a Prato dovrebbero domandarsi come sia stato possibile che un’area imprenditoriale italiana d’eccellenza nel tessile e nel cuoio sia quasi tutta finita nelle mani dei cinesi. Che si mettano nei panni degli imprenditori italiani, oberati dal più alto livello di tassazione al mondo, che devono corrispondere un costo del lavoro eccessivo che erode i margini minimi di profitto, costretti a ottemperare a decine di tasse e adempimenti burocratici, strozzati da uno Stato ladrone che allunga le mani nelle loro tasche ma che paga con estremo ritardo quanto è dovuto agli imprenditori, alle prese con una magistratura elefantiaca che emette le sentenze troppo tardi quando le imprese sono già fallite. 

La “Festa del Lavoro” andrebbe abolita perché ormai si è sostanzialmente ridotta al “Concertone del Primo Maggio” in Piazza San Giovanni a Roma, uno spettacolo musicale di cantanti professionisti che non ha nulla a che fare con la realtà del lavoro. Che c’entrano con i lavoratori disoccupati e gli imprenditori falliti Gianna Nannini, Fatboy Slim, Max Gazzè & Form, Ermal Meta, Carmen Consoli, Sfera Ebbasta, Lo Stato Sociale, Cosmo, le Vibrazioni, Calibro 35, I Ministri, The Zen Circus, Canova, Gemitaiz, Ultimo, Nitro, Achille Lauro e Boss Doms, Gazzelle, Francesca Michielin, Frah Quintale, Maria Antonietta, Galeffi, Mirkoeilcane, John De Leo, Willie Peyote, Wrongonyou, Dardust ft. Joan Thiele? Forse c’entrano perché a pagare questi cantanti, che confesso di non conoscere, sono sempre i lavoratori attraverso le tessere e le trattenute sindacali.

 

 

Postato il 01/05/2018 16:45:10 in Ali di Libertà di Magdi Cristiano Allam

Congratulazioni all’amico Massimiliano Fedriga. Auguro che sia il Presidente di “Prima i friulani” e che il Friuli diventi un volano del riscatto della civiltà italiana decadente

Buongiorno amici. Faccio le mie più sincere congratulazioni all’amico Massimiliano Fedriga per aver stravinto ed essere diventato il nuovo Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia a capo della coalizione del Centrodestra. Faccio i miei più sentiti complimenti ai tantissimi amici della Lega, che ha conquistato il primato assoluto tra i partiti, e agli amici di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, che hanno visto premiato l’impegno profuso tra la gente sul proprio territorio. 

Tuttavia dobbiamo tenere ben presente che in realtà il primo partito uscito dalle urne è quello degli astensionisti, considerando che più della metà degli elettori, il 50,35%, non è andata a votare. In una Regione con una popolazione esigua, 1.216.524 abitanti, e con complessivi 1.107.415 elettori, sono andati a votare solo 549.806 elettori, pari al 49,65%. Il fatto che la maggioranza dei friulani non sia andata a votare è una sconfitta della politica, è una responsabilità che ricade su tutti i partiti. Perché significa che la maggioranza dei friulani, distribuiti prevalentemente in piccoli centri dove ci si conosce bene e ci si frequenta intensamente, non individua nella politica e non concepisce i partiti come la soluzione ai problemi reali. La mia valutazione non cambia sostanzialmente anche considerando la percentuale di chi non ha votato preferendo andare in vacanza lontano dal proprio seggio elettorale, approfittando del lungo ponte del Primo Maggio. 

Da amico dico a Max, come Fedriga viene amichevolmente chiamato, che l’impegno principale dovrà essere quello di recuperare la fiducia e la partecipazione della maggioranza dei friulani che ha disertato le urne. Serve una politica impregnata di valori capace di mostrare un’anima integerrima, i cui rappresentanti predicano bene e operano bene. Serve una classe politica totalmente calata nel vissuto dei cittadini, capace di dare risposte concrete ai problemi quotidiani.

Da amico consiglio di adottare come principio ispiratore della strategia del mandato di cinque anni “Prima i friulani”, anteponendo in modo prioritario, all’occorrenza esclusivo, il bene e l’interesse dei friuliani rispetto a tutti e a tutto a 360 gradi, dal lavoro alla casa, dalla sanità alla sicurezza, dalla famiglia alla scuola, dalla cultura all’educazione civica. 

Bisogna porre fine alla follia della precedente Presidente della Regione, Debora Serracchiani, della Sinistra e dei catto-comunisti che hanno speso un fiume di denaro per promuovere la cosiddetta “accoglienza”, con pesanti ricadute negative sui friulani anche sul piano sociale e della sicurezza. 

“Prima i friuliani” significa che si dovranno assegnare ai friuliani in via prioritaria le risorse della Regione e dei Comuni, con una attenzione estrema ai più bisognosi, garantendo loro la concessione delle case popolari, il pagamento utenze domestiche, gli assegni familiari, i posti gratuiti negli asili nido, l’assistenza sanitaria totalmente gratuita, l’accesso alle cariche pubbliche e ai corsi di formazione professionale. 

“Prima i friulani” significa in parallelo porre un argine all’auto-invasione dei cosiddetti “migranti” imposta dal Governo nazionale e dall’Eurocrazia, cominciando a eliminare tutti i cosiddetti “centri di accoglienza” che creano legittime paure e problemi reali ai cittadini. 

“Prima i friulani” significa anche porre fine al suicidio dell’islamizzazione della Regione attraverso la proliferazione di moschee, scuole coraniche, negozi e macellerie islamiche, divieti islamici nelle scuole, privilegi agli islamici negli ospedali. 

“Prima i friulani” significa infine porre l’attenzione sulla presenza delle testate atomiche, di arsenali di armi e di aeroporti militari degli Stati Uniti e della Nato che connotano il Friuli come terra militarizzata e di “prima linea” bellica, con ricadute negative sulla popolazione a cominciare dall’inquinamento ambientale e dalla conseguente diffusione di tumori. 

Da amico consiglio a Max di considerare da oggi stesso conclusa la campagna elettorale e di non menzionare più gli errori del passato per addebitarne la colpa alla sinistra. Il Presidente della Regione è il Presidente di tutti i friulani. I problemi sono i problemi, non sono né di sinistra né di centro né di destra. Così come le soluzioni che si ispirano al buonsenso e che risolvono concretamente i problemi reali non hanno alcuna connotazione ideologica. 

Da amico consiglio a Max di calarsi totalmente nella sua nuova missione di Presidente della Regione e di dare un taglio netto al suo coinvolgimento nella politica nazionale nella sua veste di Capogruppo della Lega alla Camera. Da oggi in poi dovrà far prevalere gli interessi dei friulani non solo rispetto alle politiche del Governo nazionale, ma anche da eventuali scelte discordanti della Lega stessa. 

Da amico consiglio a Max di valorizzare come altamente positiva la micro-dimensione che connota la realtà demografica, urbanistica e imprenditoriale della Regione. Il Friuli Venezia Giulia proprio perché calato nella micro-dimensione ha potuto salvaguardare più di altre Regioni d’Italia l’attaccamento alle proprie radici, tradizioni, identità e valori, incarnati nella famiglia, nelle comunità territoriali, nelle micro, piccole e medie imprese. Ed è proprio questa micro-dimensione che ha fatto emergere la Regione sul piano dello sviluppo e della qualità della vita. Ecco perché sono convinto che il Friuli possa rivelarsi un volano nel processo di riscatto della civiltà italiana ed europea decadenti. 

I miei sono consigli non richiesti ma che dò spontaneamente mosso esclusivamente da un sentimento di amicizia nei confronti di Massimiliano Fedriga e da un sentimento di gratitudine nei confronti di tanti amici della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia che mi hanno spesso invitato in una Regione che amo e dove mi sento a casa. Auguri di cuore di sempre nuovi successi al nuovo Presidente e alla nuova Giunta regionale, per adempiere al meglio alla missione che è civile ed etica prima ancora di essere politica.

 

 

 

 

Postato il 30/04/2018 17:12:07 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam

Il piccolo Alfie è volato in Cielo incarnando la sacralità della vita. Noi tutti moriamo dentro, sottomessi alla cultura della morte incarnata dal dio Denaro. Ed è la morte peggiore

Buongiorno amici. Al piccolo Alfie Evans sono spuntate le ali ed è volato in Cielo. 

Per i credenti vivrà in eterno in Paradiso tra le braccia del Padre. 

Per coloro che concepiscono la centralità della persona come depositaria di valori inalienabili nella nostra esistenza terrena, il piccolo Alfie è l’icona della sacralità della vita che va salvaguardata dal concepimento alla morte naturale. 

Per coloro che sono intellettualmente onesti, il piccolo Alfie è l’emblema dell’eutanasia di Stato per ragioni economiche, condannato a morte da medici carnefici e da giudici aguzzini perché tenerlo in vita sarebbe costato troppo al bilancio dell’azienda ospedaliera pubblica. 

Per tutti coloro, consapevolmente o meno, che hanno a cuore la sorte dei propri figli, il piccolo Alfie ci fa toccare con mano il collasso della civiltà decadente che ha rinnegato, disprezzato, violato, calpestato la cultura della vita che s’incarna nel primato della vita stessa costi quel che costi, ed è precipitata nell’Inferno della cultura della morte incarnata dal dio Denaro. 

Con il piccolo Alfie moriamo tutti noi. È la nostra morte interiore. Il piccolo Alfie ci ha lasciato ed è volato alto perché fino all’ultimo respiro ha fatto primeggiare la vita, dopo essere stato barbaramente condannato a morte. Noi tutti, che ci siamo auto-condannati alla sottomissione alla cultura della morte e ci siamo prostrati al dio Denaro, saremo costretti a sopravvivere fisicamente ma privati dei valori inalienabili della vita, della dignità e della libertà. Questa è la morte più grave. La morte peggiore.

 

 

Postato il 28/04/2018 10:35:34 in Buongiorno Amici di Magdi Cristiano Allam